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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 301

Archive for 22 aprile 2017

Traviata al teatro San Carlo di Napoli

Posted by fidest press agency su sabato, 22 aprile 2017

traviataNapoli domenica 23 aprile alle ore 19.00, per otto recite sino a venerdì 5 maggio, La traviata di Giuseppe Verdi (1813 – 1901) nell’applaudita produzione firmata da Ferzan Ozpetek, che già inaugurò la stagione del 2012/2013, e che in questa edizione viene ripresa da Marina Bianchi. Ferzan Ozpetek fa rivivere li dramma de La Dame aux camélias di Alexander Dumas in ambienti alto borghesi di una Belle époque parigina, imperniata della cultura e dei costumi orientali. Emerge in palcoscenico una fusione di stili e decorazioni: abiti che ripropongono ricami ottomani, narghilè nei salotti, tessuti preziosi, divani, specchi e arredi lussuosi. Molte recite sono già sold out, pochissimi i biglietti rimasti disponibili per poche date.
Sul podio, a dirigere Orchestra e Coro del Teatro di San Carlo Renato Palumbo (che sarà sostituito nella recita pomeridiana di sabato 29 aprile da Maurizio Agostini) direttore di origine veneta che torna al San Carlo dopo diversi anni di assenza (l’ultima volta, nel gennaio del 2004, diresse Gustavo III di Verdi per la regia di Ruggero Cappuccio). Il rispetto assoluto della partitura, con piglio rigoroso ma non dogmatico, è alla base del suo percorso di ricerca incentrato sulla dimensione drammaturgica dell’opera e sulla sua evoluzione europea, da Rossini a Marschner, da Donizetti e Bellini a Verdi, Meyerbeer, Puccini e Giordano. Debutterà nel ruolo di Violetta traviata1.jpgtraviata2Valéry Mariangela Sicilia (23 aprile, 29 aprile – ore 20 – e 4 maggio), giovane ma già affermato soprano di origine cosentina che nell’ultima stagione ha interpretato Teresa in Benvenuto Cellini di Berlioz, produzione del Teatro dell’Opera di Roma per la regia di Terry Gilliam e la direzione di Roberto Abbado che si è aggiudicata il premio Abbiati per scene costumi e luci. Si alternerà con lei Maria Grazia Schiavo (26 aprile, 29 aprile – ore 16 – 3 e 5 maggio), ormai beneamina del pubblico sancarliano, reduce da un grande successo personale in Lucia di Lammermoor. Il 30 aprile Violetta avrà la voce di Maria Mudryak (30 aprile), giovane soprano kazako, già applaudita nel medesimo ruolo all’Opera di Firenze e al Carlo Felice di Genova.
Alfredo Germont sarà interpretato da Giorgio Berrugi (23, 26, 29 aprile ore 20, 3 e 5 maggio) e Matteo Falcier (29 aprile ore 16, 30 aprile e 4 maggio) e Giorgio Germont da Fabian Veloz (23 aprile, 29 aprile ore 16 – e 4 maggio) e Marco Caria (26 aprile, 29 aprile – ore 20, -, 3 e 5 maggio). Composta da Giuseppe Verdi su libretto di Francesco Maria Piave, tratto dalla pièce teatrale La signora delle camelie di Alexandre Dumas figlio, La traviata andò in scena per la prima volta nel 1853 al Teatro La Fenice di Venezia facendo molto discutere. Nuovamente ripresa a Venezia l’anno dopo, raccolse invece un successo enorme. Da allora è senza dubbio il melodramma più popolare ed eseguito al mondo. (foto: traviata)

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I cittadini europei e le minacce pandemiche

Posted by fidest press agency su sabato, 22 aprile 2017

parlamento europeoIl progetto ASSET, Action plan in Science in Society in Epidemics and Total pandemics, finanziato dall’Unione Europea, presenterà il 26 aprile al Parlamento Europeo un rapporto che include i risultati delle consultazioni di cittadini che ha organizzato in otto paesi. Scopo di queste consultazioni era il coinvolgimento dei cittadini stessi nella risposta alle crisi causate dall’emergere di epidemie e pandemie. Oltre all’Italia, gli altri paesi coinvolti sono Bulgaria, Danimarca, Francia, Irlanda, Romania, Norvegia e Svizzera.I risultati delle consultazioni contengono una serie di raccomandazioni, basate sugli spunti ricevuti dai 400 partecipanti, indirizzate a politici e decisori europei. Alcune di queste raccomandazioni riguardano una comunicazione del rischio più chiara e trasparente, che consenta di ristabilire un certo livello di fiducia verso le istituzioni sanitarie. Altre riguardano la necessità di far prevalere gli interessi di salute pubblica sulla libertà individuale in situazioni di emergenza. Alle istituzioni sanitarie pubbliche viene inoltre richiesto di investire di più nella raccolta di suggerimenti e contributi da parte dei cittadini sulla gestione della risposta a epidemie e pandemie.Dalle consultazioni è emerso che più dell’82% dei partecipanti ritiene che i servizi pubblici come scuole e uffici debbano venir chiusi in caso di pandemie. I più convinti su questo fronte sono risultati essere i danesi, con il 93% di consensi a riguardo.
Il 69% dei partecipanti pensa che grandi eventi internazionali come le Olimpiadi dovrebbero venir cancellati in caso di pandemie come l’influenza A(H1N1) del 2009, Ebola e Zika. Su questo tema, i cittadini italiani si sono rivelati in linea con la media europea (68%).È anche interessante sottolineare il consenso sull’obbligatorietà del vaccino contro l’influenza per gli operatori sanitari in caso di epidemie e pandemie; una procedura necessaria, secondo l’85% dei partecipanti.I cittadini italiani sono i meno soddisfatti in Europa delle informazioni ricevute dalle autorità sanitarie nel corso di epidemie come quella recente di ZikaDurante le consultazioni, ai cittadini partecipanti è stato chiesto se fossero soddisfatti delle informazioni ricevute dalle istituzioni sanitarie pubbliche. In media, solo il 29% ha risposto positivamente. Una percentuale che scende al 12% per l’Italia, la più bassa fra gli otto paesi coinvolti. I più soddisfatti si sono rivelati essere i danesi (48%) e i norvegesi (64%).Secondo i partecipanti, le informazioni considerate più utili in caso di epidemie o pandemie sono le raccomandazioni sul cosa fare (67% in media, 70% per gli italiani) e sulle vie di trasmissione delle malattie (19% in media, 8% fra gli italiani). Un’altra informazione considerata importante per i partecipanti italiani è sapere dove procurarsi le medicine (8%). L’auspicio dei membri del progetto ASSET è che questi risultati vengano considerati nello sviluppo delle future strategie di comunicazione in caso di epidemie e pandemie.I cittadini coinvolti ritengono che l’onestà e una comunicazione efficiente siano necessarie per aumentare la fiducia nelle istituzioni pubbliche, indipendentemente dalla gravità delle circostanze sanitarie, e che sia un loro diritto conoscere in maniera accurata la situazione.Un altro tema affrontato nel corso delle consultazioni è stato quello delle fonti tramite le quali i cittadini europei acquisiscono informazioni, in particolare nel contesto della recente epidemia di Zika.La media dei risultati mostra una chiara preferenza per i medici di base, considerati la prima fonte di informazioni dal 58% dei partecipanti italiani, che invece sembrano attribuire meno fiducia a internet (29%). È interessante notare come la situazione cambi nei paesi del nord Europa: il 34% dei danesi preferisce le informazioni provenienti dai medici di base mentre il 31% preferisce quelle trovate in rete; percentuali che diventano, rispettivamente, 37% e 25% in Irlanda e 42% e 42% in Norvegia.Se si guarda alla fiducia generale, la fonte più affidabile in caso di pandemia secondo i partecipanti italiani sono le istituzioni sanitarie europee (72%), il Sistema Sanitario Nazionale (63%) e i medici di base (61%), mentre le meno affidabili sono la televisione (41%), la radio (41%), e amici e parenti (41%).

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Tendenze viaggi: la luna di miele è green

Posted by fidest press agency su sabato, 22 aprile 2017

vacanzeL’ONU ha dichiarato il 2017 “anno del turismo sostenibile” e le coppie italiane rispecchiano in pieno il trend. Parola di CartOrange, la più grande azienda italiana di consulenti di viaggio, specializzata in viaggi di nozze su misura. «Sono sempre di più gli sposi che vogliono celebrare la propria unione con un gesto d’amore per il pianeta –spiega Catia Ballotta, Travel Stylist di CartOrange–. Spesso queste coppie organizzano eco-wedding curando ogni dettaglio, dal pranzo alle bomboniere, in modo che sia ecosostenibile, e la luna di miele è vista come il coronamento di questa filosofia. Quando scelgono il viaggio di nozze, quindi, non si accontentano dei soliti pacchetti: si orientano su destinazioni eco-friendly e chiedono che sia personalizzato in ogni dettaglio, dalla sostenibilità dei trasporti e delle strutture di soggiorno, fino al cibo e alle esperienze a contatto con la natura e la cultura locale». Un turismo attento, consapevole e rispettoso dei popoli e dell’ambiente costituisce un arricchimento sia per i viaggiatori, sia per chi di turismo vive. «Il primo aspetto che le coppie prendono in considerazione è proprio questo: no al turismo di massa, sì a un turismo che mette al centro la cultura e i prodotti locali –spiega sempre Catia Ballotta, Travel Stylist di CartOrange–. Per questo proponiamo ai nostri viaggiatori esperienze autentiche, a diretto contatto con le persone del luogo, passando in particolar modo attraverso i cibi e i sapori». Fra le esperienze selezionate da CartOrange c’è, per esempio, la preparazione di un pasto tradizionale in Vietnam, compresa la spesa al mercato; in Uzbekistan si possono degustare i vini di Samarcanda e pranzare nelle yurte durante l’attraversamento del deserto; in Giappone si può partecipare ad un Sushi Workshop con un vero sushi chef per scoprire i segreti dell’arte culinaria nipponica.
Anche le strutture ricettive giocano un ruolo importante nella costruzione di una luna di miele sostenibile, per questo i Consulenti CartOrange aiutano a selezionare sistemazioni attente all’impatto ambientale e alla cucina.
Anche per i trasporti CartOrange offre opzioni a basso impatto ambientale, per raggiungere la propria meta di viaggio o per muoversi con mezzi ecologici una volta sul posto: houseboat nelle vacanze1acque del Kerala, in India; treni fra le piantagioni di tè in Sri Lanka; tour in bicicletta in Nuova Zelanda o fra le risaie del Sud Est Asiatico. I trasporti slow permettono anche di venire in contatto più frequentemente con la gente del posto.
Quanto alle destinazioni più green, spicca il Costarica, «che è proprio la culla dell’eco-turismo, con un’estesissima rete di parchi naturali e la diffusione delle energie rinnovabili» spiega Catia Ballotta; o ancora, la Tasmania, dove si respira l’aria più buona del mondo, la Patagonia con i suoi trekking per tutti i livelli, l’Ecuador e le Galapagos per la biodiversità, il Madagascar e il Sudafrica con la loro fauna eccezionale e il Canada con i suoi paesaggi sconfinati non toccati dal turismo di massa.
CartOrange – Viaggi su misura (www.cartorange.com) è la più grande azienda di Consulenti per Viaggiare®, attiva in Italia da oltre 18 anni con 450 Consulenti e svariate filiali sul territorio nazionale. (foto: vacanze)

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Il Gruppo Chiesi chiude il 2016 con il fatturato in crescita

Posted by fidest press agency su sabato, 22 aprile 2017

Duomo_e_Battistero_di_ParmaParma. Chiesi Farmaceutici ha chiuso il 2016 con un trend positivo sia in termini di fatturato, che ha raggiunto 1.571 milioni di euro, crescendo di +7,0% rispetto al 2015 (+9,6% a tassi di cambio costanti), sia a livello finanziario con EBITDA pari a 448 milioni di euro (+8.2% sul 2015). Il fatto che la multinazionale goda di grande salute è dato anche da un’ulteriore crescita degli investimenti in Ricerca e Sviluppo (+12,5% rispetto al 2015), che hanno superato il 21% delle vendite totali, raggiungendo i 340 mio nel 2016. Il gruppo conta all’attivo 51 progetti di ricerca. L’organico aziendale ha ormai superato i 4.800 dipendenti: centralità delle persone, passione, spirito imprenditoriale e dialogo multiculturale sono i valori su cui l’azienda continua a fondare il suo sviluppo nei prossimi anni.
La dimensione internazionale del Gruppo è a tutt’oggi confermata dalle vendite internazionali, che nel 2016 hanno generato l’83% del fatturato. Per quanto riguarda l’Europa, le filiali hanno mostrato un incremento complessivo del 4,9% in termini di fatturato che ha raggiunto per la prima volta il miliardo di euro. Due le acquisizioni da segnalare nella regione Europa: Atopix Therapeutics Limited, un’azienda britannica focalizzata sulle biotecnologie che sviluppa trattamenti in fase clinica per l’asma che potenzia la pipeline di Chiesi nell’ambito delle patologie respiratorie, in particolare per le malattie infiammatorie respiratorie eosinofiliche e, per Chiesi Spagna, l’acquisizione dal Gruppo Zambon di Lipograsil, una gamma di integratori alimentari per il controllo del peso a base di ingredienti vegetali e micronutrienti, posizionandosi in un segmento chiave dell’area OTC spagnola con un prodotto forte e già consolidato nel mercato. Inoltre Chiesi Italia, la filiale italiana del Gruppo Chiesi, ha concluso un accordo con la Marco Antonetto Farmaceutici per la distribuzione del listino, in qualità di concessionari esclusivi di vendita, per l’Italia, che conta alcuni marchi rilevanti nel panorama consumer healthcare, quali Digestivo Antonetto, Euchessina e Lievito Sohn.
E’ stato inoltre raggiunto un accordo con la società americana The Medicines Company per l’acquisizione dei diritti di commercializzazione a livello mondiale di 2 prodotti ospedalieri Kengreal®, Cleviprex®, e quelli per il mercato USA di Argatroban® per iniezione. Kengreal®, Cleviprex®, già lanciati sul mercato americano e in alcuni paesi europei, contribuiranno a completare il portafoglio prodotti nell’ambito dello specialty care.I mercati emergenti, nonostante le oscillazioni valutarie che hanno inevitabilmente condizionato la crescita economica del gruppo, hanno comunque vissuto una crescita ragguardevole: è il caso di Brasile, Turchia, Cina, Pakistan e Messico che sono cresciuti nel complesso dell’14,5% – in valuta locale.

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Patti Smith: il 3 maggio la laurea ad honorem dall’Università di Parma

Posted by fidest press agency su sabato, 22 aprile 2017

parma universitàParma 3 maggio 2017 Cerimonia alle ore 17 all’Auditorium Paganini. L’Università di Parma avrà una nuova dottoressa magistrale: un’artista a tutto tondo, icona del rock, cantante, compositrice, poetessa, fotografa e scrittrice. Patti Smith riceverà dall’Ateneo la laurea magistrale ad honorem in “Lettere Classiche e Moderne”.
La laurea ad honorem costituisce di fatto il primo atto della “tre giorni” parmigiana di Patti Smith, coordinata da Università e Comune di Parma: un tributo all’eccellenza di una delle più innovative e poliedriche artiste contemporanee, che ha lasciato un segno indelebile nel panorama culturale americano e internazionale in una carriera di oltre quarant’anni. Il 4 maggio alle ore 21 al Teatro Regio l’artista terrà infatti il concerto Patti Smith – Grateful, e il 5 maggio visiterà la mostra delle sue opere fotografiche Higher Learning, aperta al Palazzo del Governatore fino al 16 luglio insieme all’altra esposizione The NY Scene – arte, cultura e nuove avanguardie anni ’70-’80, con immagini legate al clima intellettuale che la stessa Patti Smith ha vissuto nella New York degli anni Settanta e Ottanta.Dopo una breve introduzione musicale del coro e dell’orchestra universitaria, la cerimonia del 3 maggio prenderà il via con la relazione del Rettore Loris Borghi. A seguire Massimo Magnani, Presidente del Corso di laurea magistrale in Lettere classiche e moderne, leggerà la motivazione del conferimento, e Diego Saglia, Direttore del Dipartimento di Discipline Umanistiche, Sociali e delle Imprese Culturali, pronuncerà la laudatio.Dopo la tradizionale vestizione della toga accademica e la consegna della pergamena e del tocco da parte del Rettore Loris Borghi, Patti Smith terrà la sua lectio doctoralis, che sarà arricchita di alcune letture scelte dall’artista.
È importante sottolineare che quella che sarà conferita dall’Università di Parma (con proposta inoltrata al Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca nel giugno 2016 e approvata nel settembre 2016) sarà la prima laurea ad honorem per l’artista in Europa: Patti Smith ha infatti ricevuto simili onorificenze solo negli Stati Uniti, e principalmente nelle discipline legate all’arte figurativa. In questo caso, invece, si sottolinea in modo specifico la sua matrice letteraria, nella medesima ottica che ha condotto l’Accademia di Svezia a conferire quest’anno il Nobel per la letteratura al suo grande amico Bob Dylan.

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Settimana mondiale delle immunodeficienze primitive

Posted by fidest press agency su sabato, 22 aprile 2017

immunizationDal 22 al 29 aprile, AIP Onlus (Associazione Immunodeficienze Primitive) lancia la campagna di sensibilizzazione LeggeriSiDiventa, con l’obiettivo di far capire l’importanza della diagnosi precoce per tornare a vivere serenamente la quotidianità grazie una terapia adeguata e sostenibile.Dopo il successo della campagna 2016, principalmente dedicata ai pazienti, con la campagna LeggeriSiDiventa AIP Onlus ha voluto quest’anno rivolgersi all’intera popolazione e coinvolgerla attivamente nella diffusione dei messaggi.La campagna multichannel, che partirà dai canali social dell’Associazione, prevede infatti il lancio di un hashtag dedicato in collaborazione con la testata di libri e cultura Libreriamo: chiedendo agli utenti di condividere contenuti dalla letteratura, il cinema e la musica che hanno come tema “la leggerezza”, si incoraggerà la diffusione spontanea di messaggi sulla patologia, ampliando la portata della sensibilizzazione.
Ancora una volta al fianco di AIP Onlus, in veste di testimonial, Paolo Ruffini, protagonista di uno spot dall’ambientazione onirica che, con un testo preso in prestito da Italo Calvino e con espedienti visuali metaforici, ribadisce la possibilità di liberarsi dal peso della malattia e tornare a vivere una vita normale.
Otto o più infezioni ricorrenti nell’arco di un anno; terapia antibiotica inefficace; infezioni dell’apparato respiratorio, afte o infezioni ricorrenti; scarso aumento di peso nei bambini. Sono questi alcuni dei principali sintomi che possono portare alla diagnosi di immunodeficienza primitiva, un gruppo di malattie rare, congenite e croniche causate da alterazioni del sistema immunitario che comportano una aumentata suscettibilità alle infezioni.L’esatta incidenza globale di questo gruppo di malattie rare non è nota perché molte sono tuttora non riconosciute, e questo rende difficile la raccolta sistematica delle informazioni.È un dato di fatto tuttavia che nel corso degli ultimi 20 anni, il numero delle tipologie di immunodeficienze primitive individuate nel mondo sia cresciuto considerabilmente, ciò grazie all’avvento della genetica che ha consentito di risalire alle cause di alcune manifestazioni patologiche, e anche grazie allo studio di nuove forme di malattia comparse nel mondo.
Di alcune immunodeficienze primitive è nota e accreditata la frequenza. Ad esempio il deficit selettivo di IgA, la più frequente immunodeficienza primitiva, colpisce circa un individuo su 700. Più controversa l’incidenza delle immunodeficienze combinate gravi, stimate tra 1:10.000 e 1:100.000 sui nuovi nati.
Consultate il vostro medico se si verifica una o più di queste condizioni
Per i bambini:
1. Quattro o più otiti in un anno
2. Due o più gravi sinusiti in un anno
3. Più di due mesi di terapia antibiotica con scarso effetto
4. Più di due polmoniti in un anno
5. Scarso accrescimento staturoponderale
6. Ascessi ricorrenti della cute e di organi interni
7. Mughetto persistente o altre candidosi dopo l’età di un anno
8. Necessità di terapia antibiotica per via endovenosa per ottenere la guarigione
9. Due o più infezioni agli organi interni
10. Storia familiare di immunodeficienze primitive
Per gli adulti:
1. Più di 2 otiti in un anno
2. Più di 2 sinusiti in un anno, in paziente non allergico
3. Almeno 1 polmonite l’anno per più di 1 anno
4. Diarrea cronica con perdita di peso
5. Infezioni virali ricorrenti (raffreddore, herpes, verruche, condilomi)
6. Frequente necessità di antibiotici per via endovenosa
7. Ascessi ricorrenti della cute e degli organi interni
8. Candidasi orale o cutanea persistente
9. Infezioni da Micobatteri atipici
10. Familiarità per immunodeficienza primitiva
Le forme di immunodeficienza che si associano ad una carenza di anticorpi trovano come trattamento di elezione un apporto periodico di immunolgobuline noto anche come “terapia sostitutiva”. Le immunoglobuline possono essere somministrate sia per via endovenosa che per via sottocutanea.

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Luterani: assemblea annuale del Sinodo

Posted by fidest press agency su sabato, 22 aprile 2017

chiesa-evangelica-luteranaVenezia sabato 22, e fino a martedì 25 aprile, si svolgerà a Venezia, principalmente presso il Centro Congressi nell’Isola di San Servolo, l’assemblea annuale del Sinodo, l’organo sovrano che dibatte e delibera su tutte le materie della vita ecclesiale.
L’edizione 2017 sarà fortemente ispirata dalla ricorrenza del 500° anniversario della Riforma protestante: i principali momenti di riflessione e discussione saranno dedicati al significato storico della Riforma in Italia e nel mondo nonché all’attualità del messaggio di Lutero e all’influenza che continua ad esercitare sulla società.La giornata clou sarà lunedì 24 aprile (vedere allegato). Presso Ca’ Sagredo, in tarda mattinata, ci sarà la presentazione ufficiale del francobollo celebrativo della CELI nel 500° anniversario della Riforma emesso dal Ministero dello Sviluppo economico. Questa sarà preceduta, presso la chiesa della comunità luterana in Campo SS. Apostoli, dalla relazione Perché prima a Venezia? a cura del professore Stephan Oswald, già docente di lingua e letteratura tedesca presso vari Atenei italiani (tra cui l’Istituto Universitario Orientale di Napoli, Ca’ Foscari di Venezia e l’Università di Parma) nonché già vice-direttore dell’Istituto di Cultura Germanica a Bologna. Nel pomeriggio, sempre presso la chiesa luterana di Campo Ss. Apostoli a Cannaregio, ci sarà l’intervento (intitolato Crescere con saggezza) della nota scrittrice Susanna Tamaro, autrice di libri venduti in milioni di copie in Italia e nel mondo (tra i più letti, Va’ dove ti porta il cuore).Così Georg Schedereit, Presidente del Sinodo – peraltro, nativo di Venezia – alla guida dell’Assemblea insieme al Vicepresidente Wolfgang Prader, aveva dichiarato in occasione della presentazione del Sinodo 2017: “E’ significativo che l’assemblea 2017 del nostro Sinodo si svolga a Venezia: da qui cominciò la diffusione del messaggio di Lutero in Italia. Quella lagunare è la più antica tra le nostre comunità e, soprattutto, è una delle più antiche al di fuori della Germania: lo testimonia la lettera che Martin Lutero scrisse personalmente ai protestanti del Veneto. Non a caso proprio Venezia, nei mesi scorsi, è stata la prima città in Italia a essere insignita del titolo di ‘Città europea della Riforma’. Sono certo, quindi, che mai come in questa occasione anche il luogo in cui si terrà la nostra Assemblea potrà favorire l’emergere di riflessioni, idee e iniziative fondamentali per l’evoluzione della nostra Chiesa e del suo ruolo attivo non solo in Italia ma anche nello scenario europeo”.
Nel corso della riunione assembleare, avverrà anche la distribuzione ufficiale ai Sinodali del “Vademecum per il fine vita da una prospettiva cristiana” – un opuscolo sul tema delle dichiarazioni anticipate di trattamento, altrimenti note come testamento biologico, recentemente pubblicato in una sezione apposita del sito web della CELI – per sottolineare il rilievo che la Chiesa luterana attribuisce al lavoro svolto per lungo tempo da un’apposita Commissione sinodale con cui offrire un orientamento su una materia molto complessa e testimoniare l’attenzione dei luterani alle istanze più sentite nella società italiana.
Al Sinodo, saranno inoltre presentate le tradizionali relazioni sui numerosi progetti che i luterani promuovono in Italia o a cui partecipano concretamente, soprattutto in ambito etico e sociale: ad esempio, con le azioni della Rete delle donne, le attività della Scuola materna ed elementare a Santa Maria La Bruna, l’opera degli Ospedali evangelici di Genova e Napoli e, soprattutto, i tanti progetti di solidarietà coordinati da Daniela Barbuscia, Responsabile della Diaconia della CELI, o realizzati direttamente dalle singole comunità sul territorio (quali la raccolta fondi per i terremotati del centro Italia, Granello di Senape a Catania e Binario1 a Bolzano per l’aiuto a migranti e rifugiati e per la loro integrazione, il Progetto Orsacchiotto e la Colazione dei Poveri a Roma, e così via in tutto il Paese).Al termine di ogni giornata di lavori, i Sinodali potranno assistere a proiezioni, presentazioni di iniziative e, infine, addirittura alla video-installazione 500 dell’artista berlinese Philipp Geist, apprezzato in tutto il mondo per le sue opere in cui fonde immagini in movimento, fotografia, luci e pittura.
L’Assemblea sinodale si concluderà con un Culto celebrato la mattina di martedì 25 aprile presso la chiesetta sull’isola di San Servolo.www.chiesaluterana.it

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Cover Store apre in Spagna

Posted by fidest press agency su sabato, 22 aprile 2017

coverstore.pngCover Store apre il primo Store monomarca spagnolo A Benidorm Alicante. Lo spazio, di 15 mq2 si trova nel polo pedonale dello shopping in Calle Gambe 1.
Il concept espositivo è firmato Coverstore ed è finalizzato a orientare il consumatore finale all’interno degli store offrendo la possibilità per chiunque entri di toccare e provare cover e accessori attraverso Flash tematici proposti sulle diverse linee di prodotto che oggi compongono il catalogo: non solo cover (con le oltre 300 referenze grafiche oltre alle licenze con Chupa- Chups, Warner Bross, Juventus, Turner), ma anche le collezioni business (lo strumento più importante ed efficace in termini di comunicazione 3.0. E l’idea piace), accessori fashion come il Power-Bank, la cover con batteria integrata (Cover -Recharge), la 3 Ports USB car Charger,le Earphone e molto altro.L’apertura spagnola di Benidorm a cui seguiranno nello stesso mese in Italia quelle di Alassio e Bergamo costituiscono un passo fondamentale nel processo di espansione commerciale dell’azienda a livello globale. Da quasi 3 anni Cover Store ha dato avvio ad un progetto commerciale fortemente incentrato sul retail monomarca. Oggi Cover Store conta in Italia 90 punti vendita, 20 shop in shop, e sfiora i 5 milioni di follower sui social network; i dipendenti hanno raggiunto le 150 unità e il fatturato è passato dai 500 mila euro del 2014 a 5 milioni di euro che, in base alle previsioni, nel 2017 dovrebbero raddoppiare. Bonmart Cover appartiene a Bonmart Lithium Business Group, il gruppo guidato da David Bonache e Elias Sisin, i pionieri e attuali delegati nello sviluppo del marchio Equivalenza in Spagna e Italia, i quali hanno portato in alto il marchio in breve tempo, sviluppando un potente lavoro di espansione. Bonmart Cover appartiene a Bonmart Lithium Business Group, il gruppo guidato da David Bonache e Elias Sisin, i pionieri e attuali delegati nello sviluppo del marchio Equivalenza in Spagna e Italia, i quali hanno portato in alto il marchio in breve tempo, sviluppando un potente lavoro di espansione.
Attualmente il Gruppo Bonmart Lithium si pone un nuovo obiettivo in cui prevede di aprire 150 punti vendita Cover Store in 3 anni. Si tratta di un grande progetto nel quale il Gruppo si trova pienamente a proprio agio, consapevole del know-how acquisito grazie ai successi raggiunti in passato. (foto: coverstore)

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Messina si colora di gioventù e s’infiamma di carità

Posted by fidest press agency su sabato, 22 aprile 2017

locandinaSarà la Città dello Stretto la sede della XV edizione del Meeting dell’M2g, il Movimento giovanile guanelliano. La invaderanno numerosi, da tutto il Centro – Sud e anche più su: duecento giovani tra i 14 e ai 30 anni, o poco più, provenienti da Agrigento, San Ferdinando, San Giovanni in Fiore, Laureana di Borrello, Bari, Alberobello, Napoli, Ferentino, Roma, Firenze e Como. Saranno accompagnati da religiosi, religiose e animatori laici. Lo slogan dell’evento che si svolgerà dal 22 al 25 aprile 2017 è “Chiamati… in tutti i sensi”.
Ad ospitare l’appuntamento saranno la parrocchia messinese Santissimo Salvatore, opera Don Guanella e l’oratorio San Luigi Guanella di Fondo Fucile, ma la sferzata di freschezza e di allegria dell’M2G è destinata, sin dal suo essere pensata, a non rimanere confinata al momento e al luogo dello svolgimento. I laboratori previsti, ad esempio, sono stati progettati come itineranti per la splendida Messina e raggiungeranno alcuni luoghi nei quali la carità è scelta concreta e vissuta nella quotidianità.Ricco il programma (cfr. allegato) che coinvolgerà anche l’arcivescovo mons. Giovanni Accolla e darà ai partecipanti spazio e tempo per la preghiera e la riflessione sia personale che comunitaria, per ascoltare alcune testimonianze, ma anche per cantare, ballare, confrontarsi. Ce ne sarà, insomma, per “… tutti i sensi”.
il concerto rock dei “Reale”, la band di christian music che coniuga ottime produzioni musicali, live travolgenti e fede, proponendo testi esplicitamente cristiani con sonorità, appunto, rock. L’esibizione a Messina, attesissima, domenica 23 p.v., destinata ai giovani dell’M2G e a quanti non si lasceranno scappare l’occasione, s’inserisce nel “Serpenti e Colombe tour” (foto: locandina).

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Una masterclass per approfondire le problematiche chirurgiche dell’anca

Posted by fidest press agency su sabato, 22 aprile 2017

ancaAbano (Padova) Il prossimo 5 maggio si terrà allo Sheraton Hotel di Padova il corso avanzato di anatomia chirurgica e sulle nuove tecniche operatorie riguardanti la protesizzazione dell’anca, organizzato dal Policlinico di Abano in collaborazione con lo “Zimmer Biomet Institute”. Il dottor Sergio Candiotto, direttore del reparto ortopedico di Abano, è affiancato in questo importante evento congressuale da due docenti universitari, noti per il loro grande livello tecnico-scientifico: Raffaele De Caro e Pietro Ruggeri. Il professor Raffaele De Caro, direttore dell’Istituto di Anatomia umana dell’Università di Padova, ha messo a disposizione, inoltre, il suo laboratorio per lo studio sul cadavere dell’anatomia descrittiva e chirurgica dell’anca. Il professore Pietro Ruggeri, direttore della Clinica Ortopedica dell’Università di Padova, fra i massimi esperti internazionali di Chirurgia oncologica scheletrica, porterà invece il suo contributo in materia di protesi da grandi resezioni.Per questa occasione è stato inoltre scelto un particolare modello didattico-organizzativo, improntato sulla proiezione in sala delle riprese filmate nel laboratorio anatomico e nelle varie sale operatorie utilizzate dai relatori partecipanti al corso. Meno spazio quindi alle argomentazioni orali e più tempo e attenzione invece alle proiezioni in “relive”, in modo da permettere ai corsisti di vedere direttamente le modalità di esecuzione tecnica dei vari interventi chirurgici.«La chirurgia mini-invasiva dell’anca ha rappresentato un grande passo in avanti»: sostiene il dottor Sergio Candiotto, che da dieci anni segue con grande interesse l’evoluzione della chirurgia mini-invasiva a “risparmio dei tessuti” (la cosiddetta TSS o Tissue Sporing Surgery). I vantaggi permessi da questa innovativa tecnica (la minor sofferenza per il paziente, la più rapida ripresa funzionale e le minori perdite di sangue) rendono ampia ragione della scelta di apprendere e sviluppare le tecniche a minore aggressività chirurgica. È una tecnica però difficile, che richiede una lunga curva di apprendimento e molta applicazione pratica, ma che ha dato finora margini elevati di risultati positivi.Al Policlinico di Abano Terme viene data grande importanza a questo tipo di chirurgia, in tutte le specialità e in particolare in quella ortopedica. Lo sviluppo della chirurgia robotica, già considerevole a Abano in altri ambiti chirurgici, e la sua estensione alla chirurgia dell’anca potrà sicuramente dare un ulteriore contributo alle moderne metodiche chirurgiche mini-invasive.Il corso di aggiornamento è strutturato in tre diverse parti: due intense sessioni di lavoro dedicate alle riprese filmate degli interventi proposti dai vari relatori ed una terza destinata alla presentazione di particolari casi clinici, che saranno oggetto di esame e discussione da parte dei partecipanti al corso. La prima sessione prevede otto diverse ramificazioni: “Anatomia chirurgica” con riprese in sala anatomica sul cadavere, “Mini-invasiva anteriore diretta”, “La via anteriore in decubito laterale”, “Bikini approach”, “Approccio mini-invasivo secondo De Witte”, “Anatomia chirurgica seconda parte”, “Mini-invasiva posteriore”, “Lussazione chirurgica dell’anca secondo Ganz”. Prevista poi un’ampia discussione sulle relazioni presentate. Nel pomeriggio altri quattro ambiti di confronto: “Considerazioni di fisiopatologia nella chirurgia dell’anca”, “Artroscopia dell’anca tra possibilità e prospettive”, “Chirurgia delle grandi resezioni dell’anca”, “Chirurgia di revisione nella protesica dell’anca”. Dopo la seconda fase di discussione si passerà alla presentazione di casi clinici particolari e difficili, che permetteranno ai congressisti di analizzare approfonditamente le problematiche inerenti alle metodiche mini-invasive.

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Apple utilizza i materiali riciclati

Posted by fidest press agency su sabato, 22 aprile 2017

appleCon l’impegno a produrre nuovi dispositivi con materiali al 100% riciclati, annunciato ieri, la Apple è la prima azienda del settore IT ad assumere piena consapevolezza del grave impatto ambientale generato dalla produzione di apparecchi elettronici. “L’impegno di Apple è molto ambizioso e conferma l’urgenza con cui un intero settore deve ridurre il consumo di risorse e la produzione di rifiuti elettronici che stanno generando un grave impatto ambientale sul nostro pianeta. L’utilizzo di materiali riciclati nella produzione avrà delle importanti ricadute positive, riducendo la richiesta di metalli rari e altre risorse preziose” dichiara Giuseppe Ungherese, responsabile Campagna Inquinamento di Greenpeace Italia.L’impegno di Apple, unito ai progressi dell’azienda statunitense verso una produzione che impieghi solo energia rinnovabile nei propri cicli produttivi, segna una grande svolta per l’intero settore e lancia il guanto di sfida a tutti i più importanti marchi dell’IT come Samsung, Huawei e Microsoft ad adeguarsi in tempi brevi.
Poco meno di un mese fa Samsung si era impegnata a riciclare gli oltre 4,3 milioni di Galaxy Note 7 richiamati in tutto il mondo negli ultimi mesi. “Mentre Samsung sta ancora cercando di riconquistare la fiducia dei propri clienti in seguito al grave problema che ha interessato nei mesi scorsi il Galaxy Note 7, Apple dimostra che è possibile fare molto di più. La transizione all’impiego di materiali riciclati al 100% è fondamentale per ridurre l’impatto ambientale dell’intero settore, tuttavia è necessario che Apple e altre aziende dell’IT si impegnino a progettare dispositivi che durino più a lungo e siano facilmente riparabili e riciclabili a fine vita” conclude Ungherese.

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«Il Front National da Jean-Marie a Marine Le Pen. La destra nazional-populista in Francia» di Nicola Genga

Posted by fidest press agency su sabato, 22 aprile 2017

gengafLa campagna elettorale delle presidenziali francesi è oramai praticamente finita. Fra pochi giorni il voto. Da tempo i sondaggi indicano Marine Le Pen come probabile front runner del primo turno. Gli ampi consensi che la leader del Front national sembra raccogliere non sono l’effetto di una improvvisa protesta antisistema del popolo francese, né solo una ripercussione della crisi economica e della tensione sprigionata dalla minaccia terroristica. Quello dei Le Pen è un percorso che parte da lontano, iniziato in sordina negli anni ’70 per poi conoscere un’impennata negli anni ’80, un consolidamento negli anni ’90 e una ulteriore ascesa nell’ultimo quindicennio. L’arrivo di Marine alla guida del partito coincide con una rottura in termini di immagine, ma nella sostanza gli elementi di continuità con l’epoca del patriarca Jean-Marie sono molteplici, dall’idea della preferenza nazionale a quella della contrapposizione con l’Ue.
Se ne parla nel libro di Nicola Genga “Il Front national da Jean Marie a Marine Le Pen. La destra nazional-populista in Francia”, appena uscita in libreria nella sua seconda edizione per i tipi Rubbettino. Il volume aggiorna l’analisi del fenomeno Le Pen approfondendo gli ultimi anni del quinquennato Hollande, che hanno visto il FN assumere un ruolo di primo piano sull’onda di ripetuti successi elettorali. In tre elezioni (europee, regionali e dipartimentali) il partito di Le Pen è infatti risultato essere la forza politica di maggioranza relativa nel Paese, rivendicando la funzione di tribuno del popolo contro l’élite corrotta, di rappresentante dei patrioti contro i mondialisti. E nel frattempo si è affermata una nuova generazione di dirigenti politici, Florian Philippot e Marion Maréchal-Le Pen su tutti, che nella rilettura dell’eredità repubblicana ripropongono la dialettica interna tra conservatori e liberali, tra statalisti e liberisti. Lo sforzo di normalizzazione (dédiabolisation) prosegue e il partito si prepara a cambiare nome e simbolo, come la campagna presidenziale di Marine pare annunciare con la scelta di omettere il proprio cognome, i riferimenti al Front national e il logo della fiamma. Questi e molti altri i temi toccati nelle pagine del libro di Genga, presto in libreria.
Nicola Genga è direttore del CRS-Centro per la Riforma dello Stato e collabora con il Dipartimento di Comunicazione e Ricerca Sociale della Sapienza Università di Roma. Ha svolto attività di ricerca nell’università “Paris-Est Créteil”. Tra le sue pubblicazioni: Le parole dell’Eliseo. I discorsi dei presidenti francesi da Giscard d’Estaing a Sarkozy (Roma, 2012) e (curato con F. Marchianò), Miti e realtà della Seconda Repubblica. (foto: genga)

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“Dei passaggi e dei culmini” di Francesco Balsamo

Posted by fidest press agency su sabato, 22 aprile 2017

Francesco Balsamo.pngModica (RG) 29 aprile – 27 maggio 2017 Vernissage: 29 aprile 2017, ore 19 Galleria Lo Magno Via Risorgimento, 91 / 93 mostra “Dei passaggi e dei culmini” di Francesco Balsamo.
L’artista (Catania, 1969) presenterà 71 disegni di piccolo formato realizzati a matita, tempera e collage; un inventario di forme, di oggetti, di corpi, in “movimenti” (o relazioni), spesso sfuggenti, non espliciti, addirittura “invisibili”. Sono insomma le premesse dello scrivere in versi che trovano nel lavoro recente dell’artista il loro equivalente figurativo. Balsamo è poeta e disegnatore, e i suoi fogli, scritti o disegnati, accolgono “naturali e perplessi mondi attraversati”.In occasione della mostra verrà pubblicato un libro/catalogo intitolato “Album dei passaggi e dei culmini”, con una nota di Tobia S. Conti.“I fatti di disegnare e gli atti di scrivere, nel lavoro di Francesco Balsamo – scrive Conti – sono il tratteggio del tempo, in una sottrazione, probabilmente, senza scampo; una perdita delle cose del mondo, in frammenti sparsi. Una sottrazione che con naturalezza fa la poesia […] Un foglio di carta è un sismografo, un accogli-mano, uno spazza-tempo […] è tutto lì e allo stesso tempo non è vero, è atto a sparire”. La mostra potrà essere visitata dal martedì al sabato dalle ore 10 alle 13 e dalle 16 alle 20. (foto: Francesco Balsamo)

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L’epatite C è una questione prioritaria di salute pubblica

Posted by fidest press agency su sabato, 22 aprile 2017

medicina sociale parte primaAmsterdam. Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità sono circa 170 milioni le persone infette. Solo nel nostro Paese la prevalenza di individui positivi all’HCV potrebbe sfiorare il 2% della popolazione, con una stima di circa 1,2 milioni di infetti, dei quali un numero importante con infezione in atto. Sono sei i genotipi che causano l’infezione cronica. Il GT1 è il più comune in Europa, rappresentando più del 66% dei casi, e il sottotipo 1b è il più diffuso nella maggior parte dei Paesi europei, tra i quali l’Italia, dove costituisce il 51% del totale dei casi. Da qualche mese, nel nostro Paese, il Servizio Sanitario Nazionale ha a disposizione una nuova opzione terapeutica per l’eradicazione dell’epatite C: la combinazione di due antivirali diretti (DAAs), elbasvir, inibitore della proteasi NS5A del virus HCV e grazoprevir, inibitore della proteasi NS3/4A, entrambe necessarie per la replicazione virale.
Il profilo di efficacia, sicurezza e tollerabilità del farmaco è stato dimostrato in un ampio corpus di studi clinici (oltre 2000 pazienti arruolati), nel quale il tasso di Risposta Virologica Sostenuta (SVR) è sempre risultato superiore al 92%, raggiungendo anche il 100%. Un altro dato significativo emerge dallo studio sui pazienti con malattia renale avanzata o terminale, o in attesa di trapianto di rene (abstract THU-234): in questi pazienti la SVR12 viene raggiunta nel 94% dei casi.
Migliaia di pazienti con epatite C cronica sono stati coinvolti nel programma di sviluppo clinico di elbasvir/grazoprevir, sia naïve che experienced al trattamento, con e senza cirrosi, con comorbidità o coinfezioni. L’obiettivo, infatti, è l’individuazione di una risposta terapeutica per il maggior numero di persone con HCV.In questa direzione si sta muovendo la ricerca MSD, che punta a un regime semplificato a tre farmaci con una sola pillola al giorno, senza ribavirina, ridotta tossicità e minore durata di trattamento. I risultati degli studi di fase III sulla terapia MK-3682/grazoprevir/ruzasvir (abstract PS-159) saranno presentati in anteprima al congresso EASL.“Le nuove triplici combinazioni sono un ulteriore passo avanti nel trattamento dell’HCV – dichiara il prof. Antonio Craxì, Ordinario di gastroenterologia presso l’Università degli Studi di Palermo. “Gli studi disponibili sono promettenti, anche per quanto riguarda il superamento del problema delle resistenze che possono svilupparsi nei pazienti experienced e che, anche in Italia, hanno già generato un pool consistente di pazienti da ritrattare”. (n.r. La Fidest ha trattato i vari aspetti dell’epatite C nella sua annuale pubblicazione di medicina sociale di cui riportiamo il frontespizio del testo)

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Infarto del miocardio e terapie

Posted by fidest press agency su sabato, 22 aprile 2017

infarto-miocardico-acutoIl numero magico è 600. Seicento angioplastiche coronariche primarie per milione di abitanti è, infatti, la soglia stabilita dagli esperti della comunità scientifica cardiologica internazionale per determinare se un sistema sanitario curi l’infarto del miocardio con efficacia e appropriatezza, offrendo assistenza di qualità. L’Italia è prossima a questo traguardo che, tra i grandi d’Europa, solo la Germania ha raggiunto. 583 angioplastiche primarie per milione di italiani è il numero degli interventi effettuati lo scorso anno nel nostro Paese, certificato da GISE – Società italiana di cardiologia interventistica – nel Rapporto di attività 2016 dei laboratori di emodinamica.
Il Rapporto di attività GISE 2016 è stato presentato a Firenze nel corso della seconda edizione di “Thinkheart with GISE”, appuntamento promosso dalla Società italiana di cardiologia interventistica per mettere a confronto clinici e decisori, istituzioni e società civile sui nuovi modelli di governo della sanità, in particolare della cardiologia. “Ogni anno, dalla fine degli anni ’80, Gise raccoglie e analizza gli esami diagnostici e gli interventi coronarici, vascolari o strutturali che vengano eseguiti nei centri di emodinamica italiani – continua Musumeci -. Disponiamo, così, di uno straordinario database che valuta oltre 353mila interventi di diagnosi e cura effettuati in 266 centri su tutto il territorio nazionale. Una raccolta sistematizzata che Gise mette a disposizione di chi amministra lo nostra sanità, perché il nostro obiettivo finale è di contribuire all’appropriatezza e alla qualità delle cure, attraverso l’ottimizzazione di tutte le risorse disponibili. In questa linea si inserisce anche il progetto Thinkheart, che vuole contribuire a un nuovo modello di welfare sanitario condiviso con tutti gli attori con i quali noi clinici ci confrontiamo ogni giorno: i nostri pazienti, i nostri amministratori, i decisori politici”.Un progetto ambizioso quello di GISE, che poggia le basi sulla consapevolezza di un quadro più che positivo, dal punto di vista clinico, dell’offerta ai cittadini. Non solo angioplastiche primarie, dunque. Cresce anche la cardiologia interventistica strutturale: gli interventi per via transcatetere o percutanea di sostituzione della valvola aortica – la TAVI – in corso di stenosi aortica ossia il restringimento dell’apertura della valvola che impedisce un corretto flusso del sangue dal cuore all’aorta, oppure di riparazione della valvola mitralica quando insorge un’insufficienza che provoca rigurgito di sangue dal ventricolo all’atrio sinistri, o ancora di chiusura dell’auricola sinistra in caso di fibrillazione atriale. Secondo i dati del Rapporto Gise 2016, le TAVI erano 1.992 nel 2012, sono passate in 5 anni a 4.592; nello stesso arco di tempo, gli interventi sulla valvola mitrale da 291 a 907 e quelli di chiusura dell’auricola sinistra da 208 a 679. “Sono tutti interventi che permettono di salvare vite umane, restituendo buona qualità di vita, e che è oggi possibile eseguire attraverso i vasi periferici della gamba, senza aprire il torace e il cuore e senza lasciare cicatrici. Costituiscono la punta avanzata dell’innovazione tecnologica, richiedono elevata specializzazione, e quindi non sono effettuabili da tutti gli operatori, né tantomeno sono adatti per tutti i pazienti – chiarisce Musumeci.”
Questi importanti risultati, dovuti alla sinergia fra cultura medico-scientifica e utilizzo di dispositivi medici sempre più progrediti e sicuri, richiedono, tuttavia, un non sempre facile equilibrio fra esigenze di cura, necessità di innovazione e sostenibilità economica. Per queste ragioni, nelle due giorni del progetto Thinkheart, che si è aperto a Firenze, sono al lavoro nove tavoli tecnici con lo scopo di mettere a punto, grazie al confronto tra esperti di diversa estrazione – clinica, economica, politica, gestionale ed amministrativa – proposte in tal senso. “Come medici e cittadini siamo ben consci che l’elevata qualità dell’assistenza sanitaria non può prescindere dalla sua sostenibilità economica- spiega Musumeci. Crediamo, come specialisti, di disporre delle conoscenze e delle capacità per garantire ai nostri pazienti le cure più adeguate, ma nel contempo vogliamo contribuire a trovare la giusta sintesi tra appropriatezza, gestione delle risorse disponibili e accesso all’innovazione tecnologica e clinica.”
“In estrema sintesi, siamo impegnati affinché non prevalgano logiche estranee a una sanità incentrata sul concetto di qualità di vita del paziente e dei suoi familiari, per assicurare un controllo della spesa che non pregiudichi validità delle cure ed eccellenza nella ricerca e nell’innovazione”, conclude il presidente Gise.

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Mostra Objets trouvés: Archivi per un grande magazzino

Posted by fidest press agency su sabato, 22 aprile 2017

Duomo_e_Battistero_di_ParmaParma Domenica 7 maggio alle ore 11 (Orari dal martedì al venerdì dalle 10 alle 15 sabato e domenica dalle 10 alle 20 Ingresso 10 euro) l’Archivio-Museo CSAC – Centro Studi e Archivio della Comunicazione dell’Università di Parma inaugura la mostra Objets trouvés – Archivi per un grande magazzino: un percorso espositivo tra fotografia, grafica, architettura, design e moda, che occuperà gli spazi di diverse sezioni della Chiesa e della Sala delle Colonne all’interno dell’Abbazia di Valserena, a pochi chilometri dal centro di Parma, nell’ambito di Fotografia Europea 2017 dal titolo Mappe del tempo. Memoria, archivi, futuro, in programma a Reggio Emilia dal 5 maggio al 9 luglio.
Il ‘grande magazzino’ – e in particolare un committente d’eccezione come la Rinascente – nella sua duplice dimensione di grande oggetto urbano e di labirinto di merci e di desideri, è stato assunto dallo CSAC come un campo di indagine particolarmente calzante per rappresentare un archivio di immagini e progetti del ‘900 come l’Archivio-Museo CSAC. La fotografia è assunta nella sua specificità, ma è anche analizzata e restituita come una delle tante componenti della ricostruzione della memoria, così come i bozzetti, i cataloghi di moda, le pubblicità, i disegni esecutivi, il packaging, i prodotti finali: sono tutti objets trouvés che ricompongono e suggeriscono per frammenti innumerevoli potenziali narrazioni e microstorie.Il punto di avvio dell’indagine sono state le campagne fotografiche commissionate a Publifoto Roma che hanno sistematicamente documentato la costruzione della nuova sede de la Rinascente progettata da Franco Albini, in piazza Fiume a Roma (1959/62), e gli allestimenti di vetrine del grande magazzino romano che cadenzano le stagioni della moda e della vita della famiglia italiana dal 1955 al 1957. Da queste campagne si irraggiano molteplici storie di progetto e rappresentazione di oggetti, abiti e architetture. Altri objets che emergono dagli archivi consentono un discorso sulla specificità della fotografia. Si tratta di quelle ricerche che indagano la dimensione del doppio, il tema del riflesso, del frammento, oppure della dimensione urbana della vetrina, dagli anni Venti e Trenta (Florence Henri, Man Ray, Stefani), agli anni Ottanta (Fabio Mauri, Paola Mattioli, Ugo la Pietra, Luigi Ghirri).Per la moda il percorso va dagli anni Venti agli anni Sessanta e mostra la presentazione dell’abito attraverso diversi media, dalla pubblicità su rivista alla fotografia delle sfilate e delle vetrine, al catalogo di moda; saranno presenti anche diversi bozzetti tra cui alcuni di Ballester, John Guida, degli Atelier Antonelli e Albertina, di Schubert, i disegni di Brunetta e il progetto grafico di Roberto Sambonet in dialogo con i manifesti anni Sessanta di Giancarlo Iliprandi.Verrà inoltre messa in scena l’interazione tra i diversi archivi, a partire dalla documentazione della storia del Compasso d’oro (Marcello Nizzoli, Roberto Sambonet, Roberto Menghi tra gli altri), premio istituito proprio da la Rinascente, per poi proseguire con il progetto della presentazione del prodotto all’esterno e all’interno del Grande Magazzino da parte di Gio Ponti, Sambonet e Pino Tovaglia (vetrine, allestimenti interni e segnaletica). Il progetto d’architettura sarà invece raccontato attraverso due casi dagli archivi CSAC: l’edificio la Rinascente a Milano di Ferdinando Reggiori e il progetto non realizzato di Ignazio Gardella per la Rinascente di Roma a Piazza Colonna.
Lo CSAC oggi è uno spazio multifunzionale, dove si integrano un Archivio, un Museo e un Centro di Ricerca e Didattica. Una formula unica in Italia, che mantiene e potenzia le attività sino ad ora condotte di consulenza e collaborazione all’istruzione universitaria con seminari, workshop e tirocini, di organizzazione di mostre e pubblicazione dei rispettivi cataloghi (oltre 120 dal 1969 ad oggi), e di prestito e supporto ad esposizioni in altri musei tra cui il MoMA di New York, il Centre Pompidou di Parigi, il Tokyo Design Center, Triennale di Milano e il Museo Nacional Centro de Arte Reina Sofia di Madrid.

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Torna a Roma il Media Art Festival

Posted by fidest press agency su sabato, 22 aprile 2017

mercato digitaleRoma Maxxi – Spazio D, 27 aprile, ore 11 Museo nazionale delle arti del XXI secolo via Guido Reni 4A. Dal 27 al 29 aprile, oltre 35 artisti digitali, nell’insolito ruolo di changemaker, sperimentano nuovi processi e sinergie tra tecnologia e arte nella mostra “The power to change the world”. Il Media Art Festival, l’iniziativa promossa dalla Fondazione Mondo Digitale per esplorare nuove frontiere della cultura e dell’arte, giunge alla sua terza edizione con il focus su “Path Toward Human Sustainability”, dedicato a una sfida cruciale del XXI secolo. Digitale, intelligenza artificiale e genetica sono i settori che stanno registrando le mutazioni più veloci e complesse, trasformando in profondità il modo di produrre e di consumare, anche a livello culturale. L’headline della scorsa edizione “L’arte in un mondo che cambia” diventa “L’arte che cambia il mondo”, grazie anche ai laboratori creativi per lo sviluppo sostenibile, realizzati con la collaborazione di ricercatori, scienziati e maker. L’evento porta nella capitale artisti di rilevanza mondiale, dall’israeliana Sigalit Landau che, dopo la Biennale di Venezia, torna in Italia con “Salted Lake”, all’americano Joseph Delappe che, per la prima volta nel nostro paese, porta in mostra “Gold Gandhi” e dialoga con il pubblico in workshop e lecture.
Si consolida così la dimensione internazionale del Media Art Festival, che quest’anno si inserisce in un prestigioso “sistema di festival europei”, come Article Biennial di Stavanger (Norvegia) e Spectra Aberdeen’s Festival of Light (Scozia), sostenuti dal Programma Europa Creativa. Un progetto laboratorio unico nel suo genere, che attraverso la formula delle residenze di artista ha portato artisti stranieri a lavorare in Italia e artisti italiani a lavorare all’estero: dalle opere d’arte realizzate presso la Palestra dell’Innovazione per il progetto European Light Expression Network – ENLIGHT finanziato dalla Commissione europea, alle Residenze d’artista attivate con il Goethe-Institut.
Anche nella terza edizione si conferma l’attenzione per la formazione, a partire dalla scuola. Con il progetto “Carbon Footprint attraverso le digital art”, realizzato con il sostegno del Miur in collaborazione con il Dipartimento di Fisica della Sapienza Università di Roma, artisti, fisici e studenti delle scuole superiori lavorano insieme alla creazione di prodotti scientifico-artistici legati al concetto di sviluppo e sostenibilità. Il Media Art Festival è un’iniziativa della Fondazione Mondo Digitale realizzata in collaborazione con Lazio Innova, Ambasciata americana in Italia, Europa Creativa (Commissione Europea), MiBACT, MAXXI – Museo nazionale delle arti del XXI secolo, MIUR, Sapienza Università di Roma, Goethe–Institut Rom, Accademia di Belle Arti di Roma, RUFA – Rome University of Fine Arts, Quasar Design University, Ambasciata di Israele. Sponsor tecnico è Epson. Media partner Inside Art. Per conoscere gli artisti in mostra consultare il sito mediaartfestival.org.

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House sharing: il 34% dei romani è favorevole

Posted by fidest press agency su sabato, 22 aprile 2017

RomaSecondo quanto emerge dall’ultima ricerca dell’Osservatorio di Sara Assicurazioni, la compagnia Assicuratrice ufficiale dell’Automobile Club d’Italia, infatti, un terzo dei romani (il 34%) si dice pronto a condividere la propria casa con nuovi ospiti, mettendo in comune spazi e ambienti, mentre un ulteriore 16% non esclude di farlo nel prossimo futuro.
Il dato è ancor più di rilievo se si considera che la casa resta ancora oggi il luogo per eccellenza della loro intimità, quello in cui ci si sente sereni e rilassati (78%), ma anche un bene affettivo (43%) da lasciare ai figli (19%).Se da un lato, dunque, una fetta importante di romani guarda con interesse all’house sharing, sono ancora numerosi quelli restii ad aprire la propria porta agli estranei (50%). Le ragioni? Il 32% non si fida di chi può entrare in casa, mentre il 18% afferma categoricamente di non essere intenzionato a condividere la propria abitazione con nessuno al di fuori della famiglia. Favorevoli o meno che siano, i romani ammettono che non sia facile condividere la propria casa con ospiti che non si conoscono: il 57%, infatti, teme di ospitare persone maleducate e poco rispettose, mentre il 38% ha paura di perdere la propria privacy.

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Estate romana: tante novità in arrivo

Posted by fidest press agency su sabato, 22 aprile 2017

luca-bergamo“Nel corso dell’ultima seduta della Commissione Cultura, Politiche Giovanili e Lavoro abbiamo parlato dell’Estate Romana 2017, tradizionale appuntamento cittadino giunto alla quarantesima edizione. Assieme al Vicesindaco e Assessore alla Crescita culturale di Roma Capitale, Luca Bergamo, abbiamo illustrato le caratteristiche più rilevanti del bando, frutto di un lungo percorso di ascolto e riflessione comune con i cittadini, le associazioni e i consiglieri e che, a breve, sarà oggetto di pubblicazione. Abbiamo cercato di valorizzare l’esperienza delle scorse edizioni, avviando un percorso che possa consentire il superamento di diverse criticità del passato. Tra le novità più significative, la possibilità di presentare progetti triennali. Tale misura permetterà di consolidare l’offerta culturale, di fornire una dimensione più stabile alle iniziative culturali di qualità e l’implementazione, da parte degli operatori, di una progettualità sperimentale di più ampio respiro. Altro fattore innovativo sarà la distribuzione degli eventi culturali su tutto il territorio di Roma Capitale, al fine di includere fasce sempre più ampie di pubblico. Inoltre, saranno approvati almeno due progetti per ogni Municipio, con l’obiettivo di valorizzare l’intero territorio romano sia sotto il profilo turistico, sia per quel che concerne la promozione di nuova vita culturale per i cittadini attraverso il recupero degli spazi pubblici. Abbiamo altresì previsto un meccanismo di premialità inerente alla coerenza dei progetti presentati e il passaggio da bando a spettacolo a bando culturale, favorendo così maggiori opportunità di sperimentazione. Infine, abbiamo provveduto a “sburocratizzare” l’iter relativo alla fase progettuale e a quella di rendicontazione. Altro particolare degno di menzione riguarderà i soggetti più piccoli e i progetti co-partecipati che sviluppano relazioni con il territorio, i quali potranno accedere con più facilità ai contributi pubblici e beneficiare di finanziamenti fino al 70% delle spese di progetto. Il nostro auspicio è che il nuovo bando dell’Estate Romana 2017 rappresenti un punto di partenza per un evento sempre più inclusivo e di qualità”. È quanto dichiara, in una nota, il presidente della Commissione Cultura, Politiche giovanili e Lavoro di Roma Capitale, Eleonora Guadagno.

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Cultura: L’Estate Romana compie 40 anni

Posted by fidest press agency su sabato, 22 aprile 2017

estate romanaL’Estate Romana compie 40 anni e festeggia un compleanno speciale con cambiamenti e innovazioni, che in una città profondamente mutata ne reinterpretano l’ispirazione originale per restituire ai cittadini il senso di appartenenza alla propria comunità, grazie al recupero dello spazio pubblico dove si gode insieme della vita culturale.
Dopo 40 anni con nuovi criteri e regole per incentivare la diffusione oltre il centro storico, l’originalità e la diversità delle proposte, una maggiore attenzione all’ambiente e alla cura dei luoghi, la progettazione e programmazione di attività in più annualità.
Su proposta dell’Assessorato alla Crescita culturale, la Giunta capitolina ha infatti approvato i nuovi indirizzi strategico-operativi 2017-2019 dell’Estate Romana.
Musica, cinema, teatro e danza ma non solo. Gli indirizzi che definiscono il nuovo bando riconoscono la ricchezza dell’offerta culturale sommersa e aprono a ogni forma di proposta culturale, dunque non solo spettacolo con l’ambizione di diversificare l’offerta a disposizione di cittadini e turisti. Inoltre si riconosce il valore della capacità di produrre o includere opere che non hanno avuto particolare visibilità, valorizzare forme espressive meno presenti nell’offerta di genere cittadina e territorio in cui la proposta si inserisce.Tante le innovazioni, molte che sviluppano meccanismi sperimentati dai programmi comunitari per la cultura, da ultimo Europa creativa.Tra queste:
la possibilità di presentare proposte che si sviluppano in tre annualità, condizione indispensabile per produrre impatti significativi sul benessere e la crescita socio-culturale di cittadini e territori. Pluriennalità indispensabile anche per la futura promozione dell’offerta culturale estiva a Roma. Resta, inoltre, la possibilità di progetti per una sola estate, per consentire la sperimentazione di nuove idee e l’emersione di nuovi protagonisti;
la formazione di due distinte graduatorie: una riferita alla programmazione triennale e l’altra alla programmazione relativa alla sola annualità 2017.
la diffusione nella città per raggiungere l’intero territorio. Le proposte saranno suddivise per singolo municipio garantendo un minimo di due manifestazioni a municipio, in luoghi pubblici o privati, parte di un elenco preautorizzato in collaborazione con i Municipi e su nuovi siti scelti dai proponenti.
l’attenzione all’ambiente. Tutti i soggetti organizzatori dovranno garantire la raccolta differenziata dei rifiuti e la pulizia di tutta l’area utilizzata a conclusione delle manifestazioni aderendo alle linee strategiche del piano recentemente approvato dall’Amministrazione capitolina.
le procedure per semplificare il rapporto tra Amministrazione e operatori, assicurare trasparenza e rigore, ma rimuovere allo stesso tempo quelle barriere burocratiche ingiustificate che hanno scoraggiato molti nelle scorse edizioni.L’importo complessivo dei contributi destinati alla progettualità triennale 2017-2019 non potrà superare 1 milione di euro per ciascuna annualità, mentre l’importo da destinare ai progetti annuali sarà pari ad almeno 500mila euro. Quest’ultimo potrà aumentare in ragione di residui non assegnati di fondi stanziati per la progettazione triennale.

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