Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

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Archive for 14 aprile 2017

London sits in 47th position globally for European expatriates – below Edinburgh and Cardiff

Posted by fidest press agency su venerdì, 14 aprile 2017

londonLondon continues to sit in 47th position globally. It is ranked below several other UK cities in the global liveability rankings, with Edinburgh and Cardiff coming in at 20th and 28th positions respectively.“London scores somewhat higher than other locations in the UK on air pollution and crime, as one would expect from a very large city. But the scores are still relatively low in the larger scheme of things and so a Western European expatriate would not require a location allowance for an assignment to London,” said Ashman.Tirana, Albania, has seen the most substantial improvement in its scoring out of all ranked European cities over a five-year period. Substantial upgrades to infrastructure and educational facilities have meant that it has risen by 11 places in the global rankings from 2013 to 2017.Kiev, Ukraine, is on the opposite side of the scale. Over a five-year period, its overall liveability continues to be damaged by the ongoing conflict in Eastern Ukraine. It has led to a significantly heightened Socio-political tensions scoring over this period.(font: ECA International)

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Cities throughout France, Germany and Belgium decline in rankings owing to heightened security threats

Posted by fidest press agency su venerdì, 14 aprile 2017

BruxellesBruxelles. Cities in Belgium, Germany and France have all declined in the global rankings this year. Berlin has fallen by two positions to 22nd, Brussels has dropped by three places to 25th, and Paris is down four places to 36th. Marseille is the European city with the most significant decline in the global rankings this year, falling by eight places to 74th position.“Terrorist attacks seen in Western Europe in late 2015 and throughout 2016 have elevated the Socio-political tensions scoring for cities in Belgium, Germany and France this year. This higher scoring reflects the greater threat currently posed to assignees in these locations,” said Ashman.Other Swiss and Dutch cities continue to dominate the global top 10 rankings, with The Hague in third, Geneva in fourth and Basel in sixth; Amsterdam and Eindhoven occupy joint seventh place.(font: ECA International)

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Bacino del Lago Ciad: una crisi radicata nella fame, nella povertà e nella mancanza di sviluppo rurale

Posted by fidest press agency su venerdì, 14 aprile 2017

Fao-RomaRoma. La crisi che sta colpendo le popolazioni già tormentate dal conflitto nella regione del bacino del Lago Ciad è dovuta a decenni di abbandono, mancanza di sviluppo rurale e all’impatto dei cambiamenti climatici. Affrontare questi problemi includendo investimenti in agricoltura sostenibile è l’unico modo per garantire una soluzione duratura, ha affermato oggi il Direttore Generale della FAO José Graziano da Silva.
Circa 7 milioni di persone sono a rischio di una grave insicurezza alimentare nel bacino del Lago Ciad, che include parti del Camerun, del Ciad, del Niger e in nord-est della Nigeria. Solo in quest’ultima, circa 50.000 persone sono colpite della carestia.
Mentre scontri e violenze hanno causato notevoli sofferenze, l’impatto del degrado ambientale e dei cambiamenti climatici – ad esempio attraverso siccità consecutive – stanno esacerbando la situazione, ha affermato il Direttore Generale.Dal 1963, ha ricordato, il Lago Ciad ha perso circa il 90 per cento della sua massa d’acqua, con conseguenze devastanti per la sicurezza alimentare e per i mezzi di sussistenza delle popolazioni che dipendono dalla pesca o dalle attività agricole che utilizzano l’acqua del lago per l’irrigazione. Mentre il lago è andato restringendosi, la popolazione della regione ha continuato ad aumentare, comprendendo anche milioni di sfollati dalle aree maggiormente colpite dal conflitto.
La FAO, assieme ai suoi partner e ad altre agenzie ONU, lancia un appello perché la comunità internazionale intervenga con urgenza – combinare aiuti alimentari per l’immediato e sostegno alla produzione di cibo sul lungo periodo è l’unico modo per incidere sulla situazione, vista la sua gravità.Graziano da Silva ha reiterato il messaggio lanciato durante la sua visita a Maduguri, nel nord-est della Nigeria, la settimana scorsa: se i contadini perderanno la prossima stagione di semina tra maggio e giungo, non ci saranno altri raccolti sostanziali fino al 2018. Se non faremo ripartire la produzione agricola, la sicurezza alimentare già grave e diffusa peggiorerà ulteriormente e la dipendenza da aiuti alimentari esterni si estenderà ancora.Durante la sua visita nella regione e nella capitale del Ciad N’Djamena, Graziano da Silva ha presentato il Piano strategico di Risposta alla crisi nel bacino del Lago Ciad (2017-19).
Le attività principali comprendono: la distribuzione di sementi e di mangimi animali, il trasferimento di denaro e la fornitura di cure veterinarie. Questo garantirà ai contadini sfollati, e a quanti hanno fatto ritorno, un raccolto sufficiente a rifornire le proprie scorte di cibo e permetterà agli allevatori vulnerabili di prevenire ulteriori perdite di bestiame.C’è tuttavia un profondo gap tra quanto è necessario per affrontare la prossima stagione di semina e quanto la comunità internazionale ha già donato. Dei 62 milioni di dollari richiesti dal Piano di Riposta umanitaria per la Nigeria 2017, la FAO ha ricevuto solamente 12,5 milioni.Il Direttore Generale della FAO ha sottolineato che la situazione del Lago Ciad riflette, in molti aspetti, le minacce affrontate da diversi paesi africani, dove tensioni etniche o religiose alimentate dalla povertà rurale e dalla disoccupazione – soprattutto giovanile – potrebbero sfociale in crisi aperte.Per affrontare queste situazioni è pertanto fondamentale promuovere e sostenere pratiche agricole sostenibili e di lungo termine, che possano permettere alle popolazioni rurali di adattarsi ai cambiamenti climatici e alla crescente scarsità di risorse naturali, come acqua e foreste.Per fare questo servono maggiori investimenti in agricoltura, ha sottolineato Graziano da Silva, citando ad esempio l’Etiopia, dove il sostegno fornito dal governo ha permesso di alleviare l’impatto della siccità collegata a El Niño.
Nel bacino del Lago Ciad, la FAO sta aiutando contadini e sfollati a produrre cibo e a vendere i propri surplus ai mercati, anche attraverso la distribuzione di voucher in denaro per stimolare la domanda di prodotti agricoli.Assieme ai suoi partner, la FAO sta inoltre esplorando la possibilità di introdurre tecniche di irrigazione che permettano di risparmiare acqua, e collabora alla formazione dei contadini nell’utilizzo di tali tecniche.SOURCE Food and Agriculture Organization delle Nazioni Unite (FAO)

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Bern and Copenhagen top global liveability rankings for European expatriates

Posted by fidest press agency su venerdì, 14 aprile 2017

bernaBern and Copenhagen are the most liveable locations in the world for European expatriates. This was one of the conclusions of the latest Location Ratings survey for expatriate living conditions published by ECA International, the world’s leading provider of knowledge, information and software for the management and assignment of employees around the world. “Excellent medical facilities, low crime, good educational institutions, decent air quality and solid infrastructure have contributed to Bern and Copenhagen topping our global rankings for quality of living for European assignees,” said Neil Ashman, Senior Location Ratings Analyst, ECA International. Updated annually, ECA’s Location Ratings system objectively evaluates a host of factors to form an assessment of the overall quality of living in over 470 locations worldwide. The system helps companies establish appropriate allowances to compensate employees for the adjustment required when going on international assignment. Factors assessed include climate; availability of health services; housing and utilities; isolation; access to a social network and leisure facilities; infrastructure; personal safety; political tensions; and air quality.The impact of some of the factors assessed will vary according to where someone comes from.“The significance of some of the factors assessed, such as distance from home and differences in culture, language and climate, will vary according to where someone originates from,” explained Ashman. “For this reason, our analysis considers both the home and destination countries. So, while Copenhagen and Bern rank at the top for Europeans they fall to ninth and 13th respectively for someone coming from Asia. For Asian expatriates, Singapore is the most liveable location. It ranks 95th globally from the perspective of a European assignee.” (font: ECA International)

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Exercise associated with improved heart attack survival

Posted by fidest press agency su venerdì, 14 aprile 2017

Sophia Antipolis, 12 April 2017: Exercise is associated with improved survival after a heart attack, according to research published today in the European Journal of Preventive Cardiology.1 The chances of suSophia Antipolisrvival increased as the amount of exercise rose.“We know that exercise protects people against having a heart attack,” said last author Professor Eva Prescott, professor of cardiovascular prevention and rehabilitation, University of Copenhagen, Denmark. “Animal studies suggest that myocardial infarctions are smaller and less likely to be fatal in animals that exercise. We wanted to see if exercise was linked with less serious myocardial infarctions in people.” The study included 14 223 participants of the Copenhagen City Heart Study who had never had a heart attack or stroke. Levels of physical activity were assessed at baseline in 1976–1978 and classified as sedentary, light, moderate, or high.2
Participants were followed through registries until 2013. A total of 1 664 participants had a myocardial infarction, of whom 425 died immediately.The investigators compared levels of physical activity between those who died immediately from their myocardial infarction and those who survived. They found that patients who exercised were less likely to die from their myocardial infarction.There was a dose-response relationship between exercise and death from myocardial infarction. Patients with light or moderate/high physical activity levels were 32% and 47% less likely to die from their myocardial infarction, respectively, than sedentary patients.Professor Prescott said: “Patients who were sedentary were more likely to die when they got a myocardial infarction and patients who did exercise were more likely to survive. There was also a dose-response relationship, so that the odds of dying if people got a myocardial infarction declined with the level of exercise they did, reaching an almost 50% reduction for those who were the most physically active.” “One possible explanation is that people who exercise may develop collateral blood vessels in the heart which ensure the heart continues to get enough blood after a blockage,” she continued. “Exercise may also increase levels of chemical substances that improve blood flow and reduce injury to the heart from a heart attack.”
Professor Prescott said: “This was an observational study so we cannot conclude that the associations are causal. The results need to be confirmed before we can make strong recommendations. But I think it’s safe to say that we already knew exercise was good for health and this might indicate that continuing to exercise even after developing atherosclerosis may reduce the seriousness of a heart attack if it does occur.”

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Il linguaggio burocratico delle carceri

Posted by fidest press agency su venerdì, 14 aprile 2017

cellaMi ha fatto amaramente sorridere in questi giorni una circolare del Dipartimento Amministrativo Penitenziario che cambia il linguaggio burocratico delle carceri trasformando il lessico e, tra le varie, disponendo di chiamare le “celle” in “camere di pernottamento”.Io penso che nella stragrande maggioranza dei casi, sia già troppo chiamarle celle perché le chiamerei piuttosto con il loro vero nome: tombe, o ossari, o fogne, o loculi. La motivazione di questa circolare mi fa indispettire ancor di più quando afferma che “Le Regole Penitenziarie prevedono che la vita all’interno del carcere deve essere il più possibile simile a quelle esterna e questa “assimilazione” deve comprendere anche il lessico”. In questo modo è come affermare che ci adeguiamo a quanto ci sta chiedendo l’Europa, ma in realtà le istituzioni sovranazionali ci chiedono ben altro. Purtroppo i nostri funzionari italiani sono convinti di essere furbi e pensano di risolvere i problemi con la carta e la penna cambiando solo il lessico. Tanto chi mai andrà a controllare come sono realmente le “camere di pernottamento” delle nostre “Patrie Galere”? Ve lo racconto io che, in 26 anni di carcere, ne ho girate tante di celle! Ecco cosa ho scritto di alcune:
“Stanza di pernottamento” a cinque stelle:
La cella era stretta e corta. Il soffitto era basso. C’era un letto a castello su un lato. Due tavoli murati dall’altro. Accanto ad essi, due stipetti lunghi e due corti. Sopra la parete del cancello era murata una mensola sulla quale era appoggiata una televisione. La finestra era a due ante. Un’anta non si poteva aprire tutta perché sarebbe andata a sbattere sul letto a castello. La finestra aveva anche doppie sbarre. In quella cella c’era poco spazio per muoversi. E quasi nulla per respirare. C’era solo lo spazio per fare due passi. Due avanti e due indietro.
“Stanza di pernottamento” a quattro stelle:
Quando arrivi in un carcere nuovo, devi imparare di nuovo a vivere perché ogni galera è diversa una dall’altra. È come se ogni carcere fosse uno Stato a sé. Mi misero in una sezione di “Alta Sicurezza”. I detenuti erano tutti in cella singola. Le celle erano venticinque. Sembravano degli armadi in cemento e ferro. Erano divise una dall’altra da uno spesso muro. E avevano un blindato e un cancello davanti. Ogni blindato aveva uno sportello di ferro con una fessura per passare il cibo dentro la cella. Poi c’era uno spioncino rotondo nel muro dalla parte del bagno che consentiva alla guardia di vedere l’interno senza essere visti. La stanza poteva misurare tre metri d’altezza. Due metri di larghezza. E tre di larghezza. Si potevano fare solo quattro piccoli passi in avanti e quattro indietro. La finestra era piccolissima con enormi sbarre di ferro incrociate. Muri lisci. C’erano una branda, un tavolo e uno sgabello. Per pavimento c’era una gettata di cemento grezzo. Ognuno di noi stava chiuso in quello spazio ristretto per ventitré ore su ventiquattro. Avevamo solo un’ora d’aria al giorno. In quella sezione eravamo tutti detenuti condannati a pene lunghe. E la maggioranza di noi alla pena dell’ergastolo. Mi alzavo ogni mattina alle sei. E leggevo per tutto il giorno. E anche per buona parte della notte. Per mantenere in forma il fisico facevo sempre ginnastica. Ogni venti pagine che leggevo facevo una pausa. Poi mi mettevo a fare venti flessioni. E venti addominali. Una per ogni pagina. E dopo ricominciavo a leggere.
“Stanza di pernottamento” a tre stelle:
La cella aveva il soffitto alto ed era lunga dodici passi e larga la metà. Più che una cella sembrava una caverna. La muffa copriva quasi tutti i suoi muri scrostati di bianco. In basso la muffa era verdastra, in alto grigia. Il pavimento della cella era lastricato di pietra grigia. Aveva due letti a castello a destra e due letti a castello a sinistra. I letti erano dei veri telai di ferro con materassi sottili, artificiali, pieni di pulci e cimici. Il blindato e il cancello erano al centro della parete che dava sul corridoio. Due panche davanti alle sbarre della finestra e un tavolaccio nel mezzo. Quattro stipetti grandi e quattro piccoli, un televisore in bianco e nero appoggiato a una grossa mensola attaccata alla parete centrale. C’era un lavandino con sopra un rubinetto arrugginito e accanto un cesso alla turca, con nessuna riservatezza. Le formiche erano le padrone durante il giorno e gli scarafaggi erano i padroni nel corso della notte. I topi erano i padroni sia di giorno che di notte…
“Stanza di pernottamento” a due stelle:
La cella era umida. C’erano macchie di umidità alle pareti. La finestra era piccola con un muretto davanti per impedire di vedere l’orizzonte. Si poteva vedere solo uno spicchio di cielo. C’era un po’ di ruggine sulle sbarre. L’aria sapeva di chiuso. I muri odoravano di muffa. Nella cella c’era un tavolo attaccato al muro, uno sgabello impiantato nel pavimento, una branda inchiodata per terra e uno stipetto fissato alla parete. Nient’altro. (foto: cella)

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Esibizione di Canziani e Rimonda

Posted by fidest press agency su venerdì, 14 aprile 2017

santiago-de-compostelaSantiago in Cile Sabato 15 aprile 2017, alle ore 19.30, presso il Teatro Aula Magna de la Casa Central de la Universidad Técnica Federico Santa María, in Vicuña Mackenna 3939, a Santiago in Cile, si esibirà il duo formato dalla pianista Cristina Canziani e dal violinista Guido Rimonda.I concerti sono promossi dal CIDIM (Comitato Nazionale Italiano Musica) in collaborazione con l’Universidad Técnica Federico Santa María e l’IIC di Santiago; il concerto fa parte del progetto “Suono Italiano 2017” realizzato con il contributo del Ministero per i Beni e le Attività Culturali e del Turismo – Direzione Generale Spettacolo.Cristina Canziani, nasce a Trieste dove si diploma in pianoforte con il massimo dei voti e la lode presso il Conservatorio Giuseppe Tartini. Dopo la qualifica, si perfeziona con Alexander Lonquich e per la musica da camera con Giuliano Carmignola, Renato Biffoli, Franco Rossi, Alfonso Ghedin, Franco Gulli e Dario De Rosa. Ha collaborato con molte formazioni sinfoniche e cameristiche (Orchestra di Stato del Nord Bohemia, OFT, Orchestra Sinfonica della RAI etc.). Ha inciso per Fabbri Editore i Concerti di Mozart per pianoforte e orchestra, per Bongiovanni i concerti per pianoforte e orchestra di G.B.Viotti. Guido Rimonda durante gli studi al Conservatorio di Torino, rimane affascinato dalla figura di Giovan Battista Viotti. Dopo la specializzazione con Corrado Romano, a Ginevra, si dedica alla valorizzazione delle opere del compositore piemontese. Nel 1992 costituisce la Camerata Ducale e nel 1998, in stretta collaborazione con la città di Vercelli, è il fondatore del Viotti Festival, di cui è direttore musicale. Parallelamente alla stagione concertistica, è presente nelle più importanti sale concertistiche in Italia e all’estero e ha al suo attivo oltre mille concerti come violino solista e direttore. E’ docente di violino presso il Conservatorio di Novara. E’ stato nominato Cavaliere della Repubblica Italiana per meriti artistici nel 2012.

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DL immigrazione: come prima, più di prima

Posted by fidest press agency su venerdì, 14 aprile 2017

immigrati«Dopo aver sentito il titolo altisonante per questo decreto legge gli scafisti di mezzo mondo si saranno allarmati e avranno detto: vuoi vedere che ora che agli Interni è arrivato Minniti e non c’è più Angelino Alfano, detto anche ‘Caronte’ il grande traghettatore di Africani in Italia, le cose sono cambiate? Ma lo sconcerto è durato solo il tempo di leggere il testo. Un po’ come quando si vede un minaccioso cartello con scritto “Attenti al cane”, ma poi dietro il cancello arriva correndo un chihuahua con un fiocco rosa. Il problema va affrontato a monte per impedire ai barconi di partire. Bisogna fare quello che è stato fatto ad esempio in Est Europa per il confine turco e avviare un accordo serio con i governi libici, aprire in Africa con una missione europea e i centri per l’identificazione e valutazione delle richieste d’asilo e da li distribuire chi ha diritto negli Stati europei. So che questo non può essere scritto su un decreto legge ma penso che questo debba essere l’obiettivo prioritario sul quale il governo italiano dovrebbe lavorare. Questo decreto non distingue il tema dei rifugiati da quello dell’immigrazione incontrollata, due fenomeni completamente diversi». È quanto ha detto in aula a Montecitorio il presidente di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni intervenendo in dichiarazione di voto sul decreto “Disposizioni urgenti in materia di protezione internazionale e di contrasto dell’immigrazione illegale”.«Nel testo non c’è nessun riferimento alle sedicenti ONG che, come denunciato perfino da Frontex, vanno a prendere i barconi degli scafisti a largo delle coste libiche con una puntualità particolare che lascerebbe intendere che ci sia un contatto nella peggiore delle ipotesi, tra loro e chi fa la tratta degli schiavi del terzo millennio. E nel testo non c’è nulla sugli interessi che si celano dietro la questione dell’immigrazione. Dire ad esempio che chi ruba sulla pelle della povera gente non è solidale ma fiancheggia un business sarebbe stato serio, ma quando Fratelli d’Italia ha presentato la proposta “taglia business” per chiedere che le cooperative che si occupano di migranti rendicontino come spendono i soldi che prendono dallo Stato i partiti che sostengono il vostro governo hanno votato contro. Poi si continua a far finta che non ci sia un problema terrorismo che si annida nel caos generato dai migranti, come dicono anche i servizi segreti di mezzo mondo. Minniti, di lei si dice che sta facendo un grandissimo lavoro. Lei però ha avuto la fortuna di essere il successore di Alfano e questo vuol dire che se fa anche solo un comunicato stampa già sembra che stia facendo qualcosa di ottimo, ma questo provvedimento qui è propaganda, non è un decreto legge fatto per affrontare il problema ma per fare campagna elettorale e sono due cose molto diverse», ha spiegato Meloni.

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Scuola: Graduatorie a Esaurimento, il Miur le blinda e rimanda l’aggiornamento

Posted by fidest press agency su venerdì, 14 aprile 2017

ministero-pubblica-istruzioneAnief: così non si svuoteranno mai, ricorsi in arrivo. La decisione dell’amministrazione di confermare lo sbarramento a diverse categorie di abilitati e il mancato previsto aggiornamento delle GaE, nella primavera del 2017, rimandato di almeno 12 mesi, causa un grave e ingiustificato danno a chi è inserito nella terza fascia o in quella aggiuntiva: lo slittamento, infatti, impedisce l’aggiornamento del punteggio e, soprattutto, il diritto al trasferimento in province dove vi sono posti liberi.Possono ricorrere per l’inserimento in GaE tutti gli abilitati esclusi (SFP, TFA, PAS, abilitati all’estero, Afam, Cobaslid, semestre aggiuntivo SSIS, abilitati da concorsi ordinari o riservati), chi è in possesso di un diploma abilitante (magistrale, anche a indirizzo linguistico, conseguito entro l’a.s. 2001/02, diplomati accademici al Conservatorio, ITP diplomati). Ricorsi aperti anche per il personale educativo che vuole inserirsi nelle graduatorie della scuola Primaria e per il passaggio in terza fascia dei docenti già inseriti in quella aggiuntiva, oltre che per coloro che sono stati cancellati dalle GaE per non aver aggiornato la propria posizione. Infine, è possibile ricorrere per ottenere la valutazione del servizio militare prestato non in costanza di nomina. Per informazioni maggiori ed eventuali adesioni al ricorso all’inserimento nelle GaE già nel 2017, cliccare qui. Marcello Pacifico (Anief-Cisal): le Graduatorie a esaurimento devono essere funzionali all’incontro tra domanda e offerta dei supplenti. Che senso ha tenerli fermi ‘ai box’ per anni, magari in province dove non ci sono posti, senza dare loro la possibilità di aggiornarle e di spostarsi in altre province dove invece c’è disponibilità e non di rado nemmeno più colleghi disoccupati in lista d’attesa? Lo stesso atteggiamento di chiusura viene adottato per le tante categorie di abilitati che chiedono d’inserirsi nelle graduatorie, dal momento che la loro formazione è analoga a quella di chi li ha preceduti fino al 2011. È un’ostruzione incomprensibile, di cui sono vittime i docenti precari e gli stessi studenti, ai quali vengono affidati supplenti annuali in notevole ritardo, anche a Natale, e magari privi di abilitazione all’insegnamento. Mentre, chi ce l’ha rimane bloccato.

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Riforma partecipate

Posted by fidest press agency su venerdì, 14 aprile 2017

Domenico MamoneVenute al mondo, dall’oggi al domani, nell’ormai lontano 1990, con la legge 142, dovevano consentire agli enti locali di svolgere attività pubbliche comportanti l’esercizio d’impresa. Da società strumentali, però, le “partecipate” nella prassi sono diventate aziende in grado di eludere vincoli pubblici, ad esempio assumendo senza concorso o beneficiando di immissioni finanziarie pubbliche.
“Queste aziende, cresciute all’inverosimile in tutta Italia, hanno finito per fare concorrenza ad imprese private o per frenare la modernizzazione, estendendo logiche burocratiche e assistenziali anche al settore imprenditoriale – evidenzia Domenico Mamone, presidente del sindacato autonomo Unsic, che associa oltre 200mila aziende private. “Inoltre le partecipate, drenando risorse pubbliche e spesso sovrapponendosi a competenze già in mano pubblica, hanno pesato sulla pressione fiscale e tariffaria, soprattutto locale, su cittadini e aziende private, finendo per concorrere a disincentivare consumi e investimenti”. Ora la tormentata riforma Madia, riscritta dopo la bocciatura da parte della Consulta e le osservazioni del Consiglio di Stato, rischia di rappresentare la montagna che partorisce il topolino, secondo Mamone. “Quando, negli ultimi cinquant’anni, s’è trattato di moltiplicare i centri di spesa – dall’istituzione delle Regioni alla proliferazione delle Province, dall’incremento delle Comunità montane alla nascita delle Authority – le norme sono state varate in un batter d’occhio. Così come le liste delle assunzioni. Oggi che bisogna dolorosamente intervenire sugli enormi sprechi determinati anche dalla propagazione di questi organismi, i tempi per i decreti di taglio sono biblici. Il caso delle partecipate è emblematico – continua il presidente dell’Unsic. “L’ex premier Renzi nella sua strategia della rottamazione, già nell’aprile 2014 aveva annunciato l’intenzione di volerle ridurre ‘da ottomila a mille’, dal momento che registravano ‘circa un miliardo e mezzo di disavanzo’. Tuttavia la riforma Madia della pubblica amministrazione, che avrebbe dovuto attuare – almeno in parte – tali intenti, non solo ha rinviato scadenze ed allargato le maglie, ad esempio le aziende con fatturato tra 500mila e un milione di euro non dovranno chiudere subito i battenti, come prevedeva la prima versione del testo, e saranno ‘tranquille’ almeno fino al 2020, ma permette loro di partecipare a gare anche fuori dal territorio dell’amministrazione proprietaria. Insomma, le partecipate diventeranno più forti e, come sta avvenendo da anni, si perpetua la possibilità che la parte pubblica da arbitro diventi giocatore”. (foto: Domenico Mamone)

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Una tutela speciale per il Centro Storico di Roma

Posted by fidest press agency su venerdì, 14 aprile 2017

RomaRoma. E’ l’area già dichiarata Sito Unesco e patrimonio dell’Umanità, e dove si deve porre un freno al proliferare di attività come i minimarket, le lavanderie self-service, che non sempre sono compatibili con il pregio storico e urbanistico dell’area centrale della Capitale.L’obiettivo dichiarato del nuovo Regolamento per la tutela e la riqualificazione delle attività commerciali e artigianali della Città Storica è la riorganizzazione normativa complessiva che si articolerà su due ambiti geografici: Città Storica e Sito Unesco. Cuore del provvedimento resta la tutela delle attività commerciali e artigianali: tra le quali librerie, negozi storici, negozi di antiquariato. Rispetto alla precedente normativa, è previsto l’inserimento di nuove attività: cartolibrerie, articoli da disegno, grafica e belle arti. Inalterato il termine di due anni di attività per il formarsi del vincolo di attività tutelata, mentre scende a tre anni la durata per la decadenza del vincolo in caso di inutilizzo.Punto qualificante e novità introdotta nel nuovo Regolamento è la tutela dedicata al Sito Unesco, il cuore del Centro Storico. In questo ambito sarà vietata l’apertura di nuove attività diverse da quelle tutelate. Una prescrizione è prevista per attività alimentari di elevata qualità, per quelle che utilizzino e vendano prodotti alimentari a marchio DOCG e DOP e per quelle che pongano in vendita prodotti appartenenti ad almeno 5 differenti tipologie.Da un’attenta analisi sugli indici di saturazione – vale a dire l’affollamento di esercizi di vicinato alimentari e non preesistenti – svolta dal Dipartimento Sviluppo Economico, Attività Produttive e Agricoltura è scaturita una mappa dei Rioni che subiscono il maggiore impatto. L’obiettivo è la sostenibilità del commercio in aree già densamente affollate e per questo sono al vaglio diverse ipotesi.“Oggi abbiamo presentato i punti salienti del nostro provvedimento alle associazioni di categoria, alle quali abbiamo chiesto di presentare le loro osservazioni. Abbiamo delineato un svolta profonda per il commercio nelle aree più pregiate della Capitale. Il nostro obiettivo è, da una parte, arginare fenomeni che hanno stravolto l’identità del Centro Storico, dall’altra stabilire condizioni che non comprimano la libertà d’impresa. Sviluppo e tutela del decoro possono convivere insieme e questo vuole essere un primo, fondamentale, passo in questa direzione”, dichiara l’assessore allo Sviluppo economico, Turismo e Lavoro di Roma Capitale Adriano Meloni.

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Pac: “È la terra dei fuochi romana”

Posted by fidest press agency su venerdì, 14 aprile 2017

parco centocelleQuesto è quanto affermato dal Presidente della Commissione Capitolina Ambiente, Daniele Diaco, per descrivere l’attuale situazione del Parco archeologico di Centocelle. I Capigruppo – che hanno partecipato all’incontro con i cittadini – ammettono anche loro la gravità della situazione.
Presso la Sala del Carroccio, il Coordinamento Popolare PAC ha incontrato il Presidente Commissione Ambiente Daniele Diaco, il Capogruppo PD Michela Di Biase, il Capogruppo di Sinistra Italiana Stefano Fassina e quello di Fratelli d’Italia Francesco Filomeni, che hanno promesso la costituzione sin dalla prossima settimana di un tavolo inter-istituzionale con la Regione Lazio e il Ministero dell’Ambiente. Data la dimensione del problema di taratura nazionale è necessario il coinvolgimento di tutte le Istituzioni.
Inoltre, si sono impegnati a presentare una mozione in Consiglio Comunale in difesa del Parco e a favore della sua bonifica.
Il Coordinamento ha visto premiare il proprio impegno con questi importanti risultati e ciò lo rende maggiormente impegnato nella ricerca della risoluzione definitiva del problema.

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Nelle carceri laziali vi sono oltre ottomila detenuti

Posted by fidest press agency su venerdì, 14 aprile 2017

carcereRoma. Sono in costante aumento le presenze nelle celle della carceri del Lazio e tornano ad affollarsi le prigioni regionali. E’ la denuncia evidenziata nel corso del XVII Consiglio Regionale del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria SAPPE, che si sta tenendo a Roma presso la Scuola della Polizia Penitenziaria “Giovanni Falcone”.
Maurizio Somma, segretario nazionale per il Lazio del SAPPE, snocciola le cifre: “Oggi abbiamo nelle 14 carceri della Regione 6.208 persone detenute, 5832 uomini e 376 donne. Più di 2.300 sono in attesa di un giudizio definitivo. Le prigioni più affollate sono le Case Circondariali romane di Rebibbia (1.417) e Regina Coeli (930). Il penitenziario laziale con il maggior numero di stranieri ristretti è Rieti (66% dei presenti), seguito da Viterbo (60%), Civitavecchia (59%) e Regina Coeli (54%). Oltre duemila, infine, i detenuti che scontano una pena sul territorio in regime di misura alternativa alla detenzione”. Il SAPPE ricorda che, nell’anno 2016, nelle 14 carceri regionali si sono verificati “747 atti di autolesionismo, 5 decessi naturali, 5 suicidi, 94 tentati suicidi sventati in tempo dalla Polizia Penitenziaria, 661 colluttazioni e 71 ferimenti. Da quando sono stati introdotti nelle carceri vigilanza dinamica e regime penitenziario aperto sono decuplicati eventi gli eventi critici in carcere”, aggiunge Somma. “Se è vero che il 95% dei detenuti sta fuori dalle celle tra le 8 e le 10 ore al giorno, è altrettanto vero che non tutti sono impegnati in attività lavorative e che anzi trascorrono il giorno a non far nulla. Ed è grave che sia aumentano il numero degli eventi critici nelle carceri da quando sono stati introdotti vigilanza dinamica e regime penitenziario aperto. Le stesse, gravi, recenti evasioni di Rebibbia e Frosinone sono sintomatiche di questo sfascio e di questo smantellamento delle politiche di sicurezza delle e nelle carceri”.
Su questo, Donato Capece, segretario generale del SAPPE, è netto nella denuncia: “Il sistema delle carceri non regge più, è farraginoso, e le evasioni ne sono la più evidente dimostrazione . Sono state tolte, ovunque, le sentinelle della Polizia Penitenziaria sulle mura di cinta delle carceri, e questo è gravissimo. I vertici dell’Amministrazione Penitenziaria hanno smantellato le politiche di sicurezza delle carceri preferendo una vigilanza dinamica e il regime penitenziario aperto, con detenuti fuori dalle celle per almeno 8 ore al giorno con controlli sporadici e occasionali. Mancano Agenti di Polizia Penitenziaria e queste sono le conseguenze. E coloro che hanno la responsabilità di guidare l’Amministrazione Penitenziaria si dovrebbe dimettere dopo tutti questi fallimenti. Rifuggiamo il sospetto che possa esserci un “disegno” che porta alla destabilizzazione della sicurezza, forse finalizzato ad abolire 41 bis ed ergastolo ostativo… Noi non facciamo la politica dell’esecuzione penale ne vogliamo intrometterci ma non possiamo accettare di fare da capro espiatorio in questa disfatta dello Stato all’interno delle carceri. La Polizia Penitenziaria fa fino in fondo il proprio dovere: le responsabilità dunque vanno cercate altrove!”.
Capece esprime “solidarietà e apprezzamento per la professionalità, il coraggio e lo spirito di servizio che quotidianamente mettono in luce i poliziotti penitenziari in servizio nel Lazio. E’ solamente grazie a loro, alle donne e agli uomini del Corpo, gli eroi silenziosi del quotidiano a cui va il ringraziamento del SAPPE per quello che fanno ogni giorno, se le carceri reggono alle costanti criticità penitenziarie”.
Dura la critica del SAPPE ai vertici dell’Amministrazione Penitenziaria: “In tutto questo contesto, il Capo dell’Amministrazione penitenziaria Consolo si preoccupa di cambiare taluni vocaboli ad uso interno nelle carceri e non a mettere in campo adeguate strategie per fronteggiare questi gravi eventi. La preoccupazione del DAP è che non si debba più dire cella ma camera di pernottamento, la domandina lascia il posto al modulo di richiesta, lo spesino diventa addetto alla spesa dei detenuti, non ci sarà più il detenuto lavorante ma quello lavoratore e così via”, conclude. “Questo aiuta a capire quali evidentemente siano le priorità per il Capo dell’Amministrazione Penitenziaria. Non il fatto che contiamo ogni giorno gravi eventi critici nelle carceri italiane e laziali, episodi che vengono incomprensibilmente sottovalutati proprio dal DAP. Che ogni 9 giorni un detenuto si uccide in cella e che ogni 24 ore ci sono in media 23 atti di autolesionismo e 3 suicidi in cella sventati dalle donne e dagli uomini del Corpo di Polizia Penitenziaria. Non, insomma, soluzioni concrete alle aggressioni, risse, rivolte e incendi che sono all’ordine del giorno e frequentissime anche nelle celle delle carceri del Lazio, visto anche il costante aumento dei detenuti in carcere, o all’endemica carenza di 7.000 unità nei ruoli della Polizia Penitenziaria. No. La priorità, per il Capo DAP, è la ridenominazione delle parole in uso nelle carceri…”.

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Ian Bostridge torna all’Aula Magna della Sapienza

Posted by fidest press agency su venerdì, 14 aprile 2017

Ian BostridgeSophie DanemanRoma Aula Magna della Sapienza sabato 22 aprile alle 17.30. Il grande tenore inglese, che per la sensibilità, la raffinatezza e la sottigliezza delle sue interpretazioni non ha confronti tra gli interpreti della musica vocale da concerto, ha scelto questa volta di presentare “Façade” di William Walton, una composizione che riflette tutto lo spirito dei folli Anni Venti. Definito dall’autore “an entertainment”, questo brano è basato su alcune poesie di Edith Sitwell e consiste di una serie di brevi pezzi per due voci – una maschile e una femminile – e per un piccolo gruppo di strumenti. Fu eseguito per la prima volta in pubblico a Londra nel 1923: erano presenti in sala non soltanto i più influenti critici musicali londinesi ma anche celebri scrittori come Virginia Woolf, Evelyn Waugh e Noël Coward. Ma Coward lasciò la sala indignato prima della fine e l’indomani molti giornali definirono “Façade” un’assurdità e una provocazione. Più benevolo fu il Sunday Times, che lo definì “uno scherzo musicale della più bell’acqua”, mentre l’autorevolissimo Edward Dent fu totalmente favorevole: secondo lui non si trattava affatto di uno scherzo assurdo, perché “c’è qualcosa di sorprendentemente serio nella poesia di Miss Sitwell e nella musica di Mr Walton”. In definitiva fu un succès de scandale, che rese immediatamente celebre l’appena ventunenne Walton.
Tra gli interpreti storici di “Façade” spicca Peter Pears, il più grande tenore inglese del secolo scorso, di cui Ian Bostridge è considerato l’erede. Bostridge ha cantato alla Royal Opera House Covent Garden di Londra, alla Scala di Milano, all’Opera di Stato di Vienna e in altri grandi teatri, ma in generale preferisce la sala da concerto ai teatri d’opera e si esibisce con orchestre quali Berliner Philharmoniker, Wiener Philharmoniker, Chicago Symphony, London Philharmonic, Royal Concertgebouw e New York Philharmonic, sotto la direzione dei più illustro direttori, tra cui Simon Rattle, Riccardo Muti, Mstislav Rostropovich, Daniel Barenboim e Antonio Pappano.
Fabio MaestriNell’esecuzione di “Façade” Ian Bostridge sarà affiancato dal soprano inglese Sophie Daneman, conosciuta soprattutto come interprete della musica barocca e canta regolarmente con alcuni dei direttori più apprezzati in quel repertorio, come Gardiner, Herreweghe e Christie. Si è dedicata in particolare alle opere di Haendel e di Mozart, da lei interpretate in molti grandi teatri d’Europa e nei principali festival internazionali di musica barocca . La ardua e affilata parte strumentale di “Façade” sarà realizzata dai solisti dell’Ensemble Roma Sinfonietta diretti da Fabio Maestri, che è salito sul podio di molte della principali orchestre italiane, tra cui Teatro San Carlo di Napoli, Maggio Musicale Fiorentino, Teatro Comunale di Bologna, Teatro Massimo di Palermo, Sinfonica Siciliana e Orchestra Sinfonica della Rai. Completa il programma la Sinfonia op. 53 del 1932 di Alfredo Casella, raramente eseguita a causa del suo insolito organico, che prevede quattro strumenti solisti, non facili da mettere insieme. In questo caso il titolo di Sinfonia va inteso nel senso che gli si attribuiva nel ‘600 di composizione per più strumenti: infatti Casella da una parte era il più modernista tra i compositori della cosiddetta generazione dell’Ottanta ma dall’altra propugnava un ritorno alla musica italiana del rinascimento e del barocco, ricreata però con la massima libertà e con spirito moderno. (foto: Ian Bostridge, Sophie Daneman, Fabio Maestri)

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I 10 migliori Campeggi e Villaggi per Famiglie

Posted by fidest press agency su venerdì, 14 aprile 2017

Pra-delle-TorriCaorle. È il Centro Vacanze Pra’ delle Torri di Caorle, nota località turistica in provincia di Venezia, ad aggiudicarsi il titolo di Miglior Campeggio-Villaggio per Famiglie del 2017, il riconoscimento annuale di settore, assegnato nell’ambito dei Certificati di Eccellenza KoobCamp 2017.Per aggiudicarsi il certificato Family 2017 di KoobCamp ( http://www.koobcamp.com ), il network specializzato nelle vacanze en plein air con portali di riferimento come Campeggi.com ( http://www.campeggi.com ), la struttura veneta ha superato l’accesa concorrenza di altre strutture di eccellenza in fatto di servizi per le famiglie. Al termine di un’attenta valutazione da parte degli esperti KoobCamp, che si sono avvalsi anche dei moderni strumenti di analisi della web reputation, il Centro Vacanze Pra’ delle Torri di Caorle è risultato vincitore con la seguente motivazione: “Situato in una località simbolo del turismo en plein air in Italia, per i turisti di casa nostra e stranieri, il Centro Vacanze Pra’ delle Torri di Caorle è un ‘luna park’ per grandi e bambini, grazie alla presenza di servizi che spaziano dal parco acquatico alle aree giochi e sport, passando per il mini club, gli show e le attività commerciali, senza dimenticare la spiaggia attrezzata e il campo da golf 18 buche”.Il Centro Vacanze Pra’ delle Torri di Caorle (VE) sarà insignito di targa e adesivo che KoobCamp riserva al Miglior Campeggio- Villaggio Family 2017, mentre alle altre nove strutture nella Top Ten andrà il Certificato di Eccellenza Family che ne attesta le qualità specifiche. I 10 migliori Camping per Famiglie 2017 (in ordine casuale, vincitore a parte):
Pra-delle-Torri1Centro Vacanze Pra’ delle Torri Caorle (VE), in Veneto – VINCITORE
Don Antonio Camping Village Giulianova (TE), in Abruzzo
Villaggio dei Fiori a Sanremo (IM), in Liguria
Camping Village 4 Mori Muravera (CA), in Sardegna
Camping Scarabeo a Santa Croce Camerina (RG), in Sicilia
Il Gabbiano Camping Village a Orbetello (GR), in Toscana
I Pini Family Park a Fiano Romano (RM), nel Lazio
Porto Cesareo Camping a Porto Cesareo (LE), in Puglia
Villaggio Camping Capo Ferrato a Muravera (CA), in Sardegna
Campeggio Bella Italia a Peschiera del Garda (VR), in Veneto
L’annuncio dei Migliori Campeggi-Villaggi Family 2017 arriva dopo il premio Art City per le strutture vicine alle città d’arte e precede i seguenti Certificati di Eccellenza: Pet Friendly, Wellness, Glamping, Aquapark, Restaurant, Sport, Wi-Fi e Accessibile. I certificati, assegnati annualmente, rappresentano un premio agli sforzi fatti dalle strutture per andare incontro alle esigenze dei turisti e uno strumento al servizio dei turisti stessi, per una migliore organizzazione delle proprie vacanze. (foto: Pra-delle-Torri)

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Verso la conoscenza delle basi genetiche dell’aterosclerosi

Posted by fidest press agency su venerdì, 14 aprile 2017

Praga, Stare Mesto 1983, mostra Jappelli 01Praga 23 aprile 2017. Un’anteprima dell’85mo Congresso della Società Europea di Aterosclerosi. È il meeting “Lipids & lipoproteins atherosclerosis: from genes to therapy”, dedicato ai progressi della genetica nella comprensione e nella lotta all’aterosclerosi. Promosso dalla Fondazione Internazionale Menarini e presieduto da Alberico Catapano, Docente di Farmacologia all’Università di Milano e Presidente della Società Europea di Aterosclerosi, si svolgerà a Praga il 23 aprile, mentre in serata si aprirà il congresso europeo.«Negli ultimi anni abbiamo assistito a un’esplosione di informazioni provenienti dalla genetica e dalla biologia che hanno aperto la strada a una migliore comprensione della fisiologia e della patologia di numerose malattie» spiega Catapano. «Lo studio della dislipidemia non fa eccezione: con l’avvento di nuove tecnologie per lo studio del codice genetico, la conoscenza della genetica umana delle lipoproteine è progredito notevolmente. L’applicazione di queste tecnologie, parallelamente alla comprensione delle basi metaboliche per le forme genetiche delle dislipidemie, ha posto le basi per l’identificazione di possibili target per l’intervento farmacologico e per lo sviluppo di nuovi farmaci. Il meeting analizzerà queste nuove frontiere e come queste recenti conoscenze modificheranno l’approccio clinico relativo al controllo delle dislipidemie e di conseguenza delle malattie cardiovascolari».

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Overbooking aerea: I diritti del passeggero

Posted by fidest press agency su venerdì, 14 aprile 2017

aereo“Spiacente non abbiamo posti”. E’ la ferale notizia che un passeggero, munito di regolare biglietto e prenotazione confermata e in procinto di partire per le agognate vacanze, puo’ sentirsi dire in uno degli aeroporti italiani o dell’Unione europea. Si chiamo overbooking (sovraprenotazione) ed e’ un sistema che praticamente tutte le compagnie aeree adottano: vendono cioe’ piu’ biglietti di quanti siano i posti a disposizione. Saltano viaggio e nervi percio’ abbiamo voluto elencare le opzioni alle quali ha diritto il malcapitato turista. In caso di overbooking la compagnia aerea deve offrire al passeggero una delle seguenti scelte:
* Rimborso del prezzo del biglietto per la parte di viaggio non usufruita oppure, in alternativa, ad un nuovo volo (riprotezione) con partenza il prima possibile o in data successiva più conveniente per il passeggero, a condizioni comparabili. Assistenza, ovvero:
– pasti e bevande in relazione alla durata dell’attesa;
– adeguata sistemazione in albergo nel caso in cui siano necessari uno o piu’ pernottamenti;
– trasferimento dall’aeroporto al luogo di sistemazione e viceversa;
– due chiamate telefoniche o messaggi via telex, fax o e-mail.
(l’assistenza va data in precedenza alle persone con mobilita’ ridotta e ai loro eventuali accompagnatori nonche’ ai bambini non accompagnati).
* Compensazione pecuniaria di:
– euro 250 per i voli, intracomunitari o internazionali, inferiori o pari a 1.500 Km;
– euro 400 per i voli intracomunitari superiori a 1.500 km e per quelli internazionali tra i 1.500 e i 3.500 km;
– euro 600 per i voli internazionali superiori a 3.500 km.
Se al passeggero viene offerta la possibilita’ di viaggiare su un volo alternativo il cui orario di arrivo non superi, rispetto al volo prenotato, rispettivamente le due, le tre o le quattro ore, la compagnia puo’ ridurre queste compensazioni del 50%.
La compensazione va pagata in contanti, con assegno bancario o con bonifico oppure, in accordo col passeggero, con buoni viaggio e/o altri servizi.
Ovviamente il pagamento della compensazione non impedisce al viaggiatore di avanzare una richiesta di rimborso del danno ulteriore, soggettivo, subito a causa del disservizio.
Il passeggero ha diritto alla differenza di prezzo se viaggia in una classe inferiore a quella prenotata. Il passeggero non e’ tenuto a chiedere i risarcimenti e i servizi elencati perche’ devono essere erogati dalla compagnia aerea che deve informare i passeggeri dei loro diritti.

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Deutsche Bank e SACE (Gruppo CDP) insieme per l’internazionalizzazione delle imprese italiane

Posted by fidest press agency su venerdì, 14 aprile 2017

Deutsche Bank e SACE (Gruppo CDP) hanno finalizzato un’operazione del valore complessivo di circa 9 milioni di euro, destinati a sostenere l’espansione in Messico di Fimer, azienda di Vimercate specializzataDeutsche bank nella progettazione, produzione e vendita di inverter modulari a elevatissima efficienza per impianti fotovoltaici di grandi dimensioni.
Nello specifico, SACE ha garantito due performance bond del valore complessivo di 4,3 milioni di dollari emessi da Deutsche Bank nell’interesse di Fimer per l’esecuzione delle forniture di centrali di conversione destinate a due impianti fotovoltaici in Messico.
Inoltre, Deutsche Bank ha fornito a Fimer un finanziamento di ulteriori 5 milioni di euro di liquidità per perfezionare le commesse.“Con questo progetto consolidiamo la nostra posizione di leadership nei mercati latinoamericani per la fornitura di sistemi di conversione di energia elettrica per impianti fotovoltaici cliente – spiega Ambrogio Carzaniga, Amministratore Delegato di Fimer –. Siamo grati a SACE e Deutsche Bank per il sostegno finanziario garantito al progetto vinto grazie all’elevata specializzazione e innovazione dei nostri prodotti che hanno saputo rispondere al meglio alle esigenze tecniche e tecnologiche del cliente. Fimer investe costantemente in ricerca e sviluppo e da quest’anno è pienamente operativo il nostro nuovo stabilimento a Vimercate, aumentando la nostra capacità produttiva. Con questa strategia riteniamo di aver creato le condizioni per soddisfare un mercato in crescita a livello mondale come quello del fotovoltaico ed aver interpretato al meglio il concetto di internazionalizzazione del Made in Italy”.“Siamo soddisfatti di continuare, insieme a SACE, nostro consolidato partner, ad affiancare le imprese del nostro Paese nei loro processi di crescita, non solo sul mercato domestico, ma anche all’estero – commenta Silvio Ruggiu, responsabile rete filiali di Deutsche Bank in Italia –. Pmi e internazionalizzazione sono per noi un binomio fondamentale per la sviluppo dell’Italia e per la valorizzazione delle sue eccellenze”.“Con questa operazione, prosegue il nostro impegno al fianco di Deutsche Bank nel supporto ai progetti di internazionalizzazione delle imprese italiane che, come Fimer, crescono in mercati complessi ma ad elevato potenziale come quelli latinoamericani, in cui prevediamo buone prospettive di sviluppo per le tecnologie Made in Italy” – afferma Enrica Delgrosso, responsabile Nord-Ovest di SACE che, insieme a SIMEST, costituisce il Polo dell’export e dell’internazionalizzazione del Gruppo CDP.Il Gruppo FIMER con sede a Vimercate (MB) è presente a livello globale con sedi in Cile, Brasile, Messico, Algeria e Congo. Fondata nel 1942 per la produzione di macchine saldatrici, grazie all’esperienza maturata sugli inverter, ha successivamente esteso il suo business anche alla Climatizzazione (2003) ed Energie Rinnovabili (2008), oggi la business unit in maggior espansione con un portafoglio di 2.7 GW in costruzione e 1.8 GW di impianti installati dei quali gestisce, in maggioranza, anche le attività di Operation & Maintenance.

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The Future Cohesion Policy Should Represent EU Solidarity in Action/La future politique de cohésion doit symboliser la solidarité européenne

Posted by fidest press agency su venerdì, 14 aprile 2017

europaOn 15th February 1987, the President Jacques Delors gave a famous speech entitled “Achieving the Single Act” in the European Parliament. He explained the fundamentals of the Cohesion Policy (CP) to be launched in June 1988. Thirty years after, it seems obvious that the contribution of the CP to public investment and to the EU 2020 Strategy is not enough to convince the national policy-makers and EU citizens to maintain funding for all of the regions. If we want to ensure the continuity of the CP, we need to substantially reform it in order to make evident that it helps EU citizens wherever they live to face new challenges, and that the CP is the best tool to create EU solidarity. According to Marjorie Jouen, adviser at the Jacques Delors Institute, PC reform should then simultaneously follow two directions: Revisit the convergence objective in the light of new challenges; Identify the “EU solidarity needs” which may be addressed by a placed-based, multi-annual, and partnership development policy. This Tribune was written for the Warsaw Conference entitled « The future of Cohesion Policy post- 2020 », co-organised by the European Committee of the Regions and the Region of Mazovia on the 3rd of March 2017.
Le 15 février 1987, le Président Jacques Delors prononçait un discours célèbre intitulé « Réussir l’Acte unique » devant le Parlement européen. Il expliquait les fondamentaux de la Politique de cohésion (PC) devant être lancée en juin 1988. 30 ans après, il devient évident que la contribution de la PC à l’investissement public et à la réalisation de la stratégie EU 2020 n’est pas suffisante pour convaincre les décideurs politiques nationaux et les citoyens européens de l’intérêt de maintenir des financements pour toutes les régions.
Si nous voulons assurer la continuité de la PC, nous devons substantiellement la réformer afin qu’il soit évident pour tous les citoyens européens qu’elle les aide à faire face aux nouveaux défis et qu’elle est le meilleur instrument d’exercice de la solidarité européenne. Selon Marjorie Jouen, conseillère à l’Institut Jacques Delors, cette réfome doit suivre simultanément deux directions:
revisiter l’objectif de convergence à la lumière des nouveaux défis; identifier les « besoins de solidarité européenne » auxquels une politique de développement territorialisée, multi-annuelle et partenariale peut répondre.
Cette Tribune a été écrite pour la conférence de Varsovie intitulée « L’avenir de la politique de cohésion après 2020 », co-organisée par le Comité européen des régions et la Région de Mazovie, le 3 mars 2017.

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Migrazione e asilo: Commissione Parlamento europeo in Sicilia

Posted by fidest press agency su venerdì, 14 aprile 2017

cataniaCatania Conferenza stampa Sala Giunta, Comune di Catania, 21 aprile ore 10.45. La Commissione libertà civili, giustizia e affari interni del Parlamento Europeo sarà in visita a Roma e in Sicilia dal 18 al 21 aprile per fare il punto della situazione sulla gestione dei migranti e dei richiedenti asilo da parte dell’Italia, e per visitare il Cara di Castelnuovo di Porto, il porto di Augusta (primo sito in Italia per sbarchi di migranti) e l’hotspot di Pozzallo.
Martedì 18 aprile gli eurodeputati visiteranno l’International Coordination Centre (ICC) di Pratica di Mare e successivamente incontreranno rappresentanti dell’UNHCR, dell’OIM, dell’ASGI (Associazione per gli studi giuridici sull’immigrazione) e dell’ARCI (Tavolo Asilo). Seguirà un confronto con Federico Gelli, Presidente della Commissione Parlamentare di inchiesta sul sistema di accoglienza ed espulsione dei migranti, con la Commissione per i diritti umani del Senato, con Mauro Palma, Garante dei diritti dei detenuti e con Filomena Albano, Garante per l’infanzia e l’adolescenza. Infine la delegazione incontrerà Domenico Manzione, Sottosegretario di Stato del Ministero dell’Interno.
Nella mattinata di mercoledì 19 aprile, gli eurodeputati si recheranno al centro di accoglienza per richiedenti asilo (CARA) di Castelnuovo di Porto, per poi trasferirsi a Catania dove saranno ricevuti dal Prefetto Silvana Riccio, dal Questore Giuseppe Gualtieri e dal Procuratore Carmelo Zuccaro.
Sempre nel pomeriggio del 19 aprile è previsto un incontro con le Ong (Save the Children, Terre des Hommes e Comunità di Sant’Egidio), a cui parteciperanno rappresentanti dell’UNHCR e del Comune di Catania. In serata gli europarlamentari incontreranno il sindaco Enzo Bianco.
Giovedì 20 aprile la delegazione visiterà il porto commerciale di Augusta e le aree riservate alle operazioni di sbarco dei migranti, per poi entrare nell’hotspot di Pozzallo, dove si terrà un incontro con la partecipazione del Prefetto di Ragusa Maria Carmela Librizzi, del Questore Giuseppe Gammino e del sindaco Luigi Ammatuna.
Infine, venerdì 21 aprile, gli eurodeputati si incontreranno con esperti dell’agenzia Frontex, dell’Ufficio europeo per l’Asilo e della Commissione europea presso l’European Regional Task Force (EURTF) di Catania.
La visita si chiuderà con una conferenza stampa, alle ore 10.45, nella Sala Giunta del Comune di Catania.
La delegazione sarà presieduta dalla vice presidente della commissione Libertà Civili del parlamento europeo Barbara Kudrycka (PPE, Polonia) e da Juan Fernando Lopez Aguilar (S&D, Spagna), e sarà composta dai seguenti eurodeputati: Branislav Škripek (ECR, Slovacchia), Jaromír Stetina (PPE, Repubblica Ceca), Miltiadis Kyrkos(S&D, Grecia), Anna Maria Corazza Bildt (PPE, Svezia), e Morten Helveg Petersen (ALDE, Danimarca). Ad accompagnare la delegazione anche i seguenti eurodeputati italiani: Alessandra Mussolini (PPE), Cécile Kashetu Kyenge (S&D), Barbara Spinelli (GUE/NGL) e Salvatore Domenico Pogliese (PPE).

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