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Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 348

Operatori in attesa del carburante delle politiche fiscali, prima tappa il piano Biden

Posted by fidest press agency su domenica, 31 gennaio 2021

A cura di Antonio Cesarano, Chief Global Strategist, Intermonte SIM. Negli ultimi giorni, utilizzando una metafora mutuata dal mondo dei moti, i mercati azionari globali hanno dato segnali di “battere in testa” con conseguente aumento delle volatilità. Proviamo a fare una rapida diagnosi di quale potrebbe essere il malumore di fondo prima di ipotizzare una continuazione del movimento rialzista delle prime settimane dell’anno. Cina: stanno arrivando segnali di lockdown diffusi con sensibile decremento dei flussi di spostamenti, al punto che il governo del paese ha invitato i cittadini a contenere al minimo gli spostamenti in vista del Capodanno (o Spring Festival, come è chiamato dai cinesi) di metà febbraio. Sono così emersi primi sintomi di rallentamento in primo rappresentati dal calo di alcuni metalli industriali (rame, minerale di ferro et cetera) oltre che dal rallentamento del tasso di utilizzo delle raffinerie, molto importanti per la domanda di petrolio (la Cina è il primo importatore globale)
A queste indicazioni aggiungo le alterne vicende sul fronte vaccini/mutazione virus che contribuiscono ad alimentare prese di profitto, soprattutto a fine mese. Da queste indicazioni emerge come gli operatori siano alla ricerca di nuove fonti di liquidità, una volta preso atto dei seguenti fattori: Dalle banche centrali per ora non vi sarà un’accelerazione del ritmo di iniezioni di liquidità Il contributo alla crescita dal lato cinese potrebbe arrestarsi per qualche settimana, sfruttando la settimana di festività di metà febbraio per frenare temporaneamente le attività/spostamenti al fine di contenere i contagi ai primi segni di insorgenza.
Dal fronte buyback Us non sono arrivate per notizie di significativo incremento a parte il caso del comparto bancario Us che di recente ha avuto il via libera in tal senso. Rimane allora il protagonista del 2021: le politiche fiscali. Su questo punto è importante il timing e, più in particolare, quanto tempo occorrerà a Biden per far passare al Congresso il preannunciato piano di 1900Mld$. Il leader democratico al Senato ha dichiarato che la prossima settimana il piano sarà in discussione al Senato stesso, con l’obiettivo di portare avanti con o senza il contributo dei repubblicani. Il che equivarrebbe ad optare per la procedura di approvazione più celere della “riconciliazione di bilancio”, che avrebbe però come effetto collaterale una partenza dell’amministrazione Biden non in senso collaborativo con l’opposizione. (abstract)

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