Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 335

Archive for 26 luglio 2021

Over 60 chiedono di rendere obbligatorio green pass per badanti e colf

Posted by fidest press agency su lunedì, 26 luglio 2021

Gli anziani chiedono l’obbligatorietà della vaccinazione per i collaboratori domestici, badanti e colf. È quanto emerge dall’indagine condotta da Senior Italia FederAnziani su un campione di 464 over 60, destinata a scattare una fotografia dell’attuale percezione della pandemia e della campagna vaccinale nella popolazione ultrasessantenne. Quel che emerge, inoltre, è che tra gli over 60 aderenti a Senior Italia FederAnziani, e quindi già sensibilizzati rispetto all’importanza del vaccino, e abitualmente coinvolti in campagne di informazione sulla prevenzione e la salute, c’è un’elevatissima propensione alla vaccinazione: dei 464 intervistati, infatti, soltanto 4 hanno ammesso di non essersi vaccinati e di non avere alcuna intenzione di farlo per paura delle reazioni avverse o perché contrari del tutto alle vaccinazioni. Eppure il 54% del campione dichiara di conoscere uno o più over 60 che non hanno fatto e non intendono fare la vaccinazione, a riprova di una diffusa resistenza tra il resto della popolazione anziana estranea a circuiti di socialità nei quali la cultura vaccinale si diffonde con maggior efficacia. Eppure il Covid fa ancora paura: a temerlo, infatti, è il 78,9% degli intervistati. La paura viene proprio da tutti quegli anziani che hanno badanti e colf in casa, di cui non si ha la certezza se abbiano fatto la vaccinazione o meno, e per i quali il 92% degli intervistati vorrebbe che fosse obbligatoria. In Italia ci sono circa 2 milioni di collaboratori domestici di cui il 57, 6% irregolari; nel 52% di casi di tratta di colf e nel 48% di casi di badanti.Nella popolazione intervistata, aderente alla rete Senior Italia, è già elevata la propensione alla vaccinazione, dato che il 63,4% degli intervistati si sottopone abitualmente alla vaccinazione antinfluenzale stagionale. E per quanto riguarda la vaccinazione anti Covid-19, la risposta è ancora più soddisfacente: ha infatti completato il ciclo vaccinale con entrambe le dosi l’84,7% del campione; il 13,1% ha fatto soltanto la prima dose; lo 0,2% ha dato l’adesione per fare il vaccino e ha già l’appuntamento; l’1,1% ha dato adesione per fare il vaccino e sta aspettando l’appuntamento. Solo lo 0,9%, dunque, non farà il vaccino. Insomma, si contano sulla punta delle dita le persone che non nutrono fiducia nella vaccinazione, a riprova dell’efficacia di campagne costanti dedicate all’informazione sanitaria. A trainare la campagna vaccinale, infatti, è la ferma convinzione dei senior che sia necessario vaccinarsi per fermare il virus e tornare alla normalità, opinione espressa dal 77% degli intervistati, seguita dalla paura del Covid e delle sue conseguenze, principale motivazione al vaccino per il 14,3% dei rispondenti. Il 4,8% dei rispondenti che si sono vaccinati o stanno per farlo punta soprattutto a evitare restrizioni alla propria libertà personale e desidera tornare a viaggiare e a partecipare ad attività ludiche; il consiglio dei familiari favorevole al vaccino è l’elemento determinante per il 2% del campione, e quello del medico per l’1,8%. Tuttavia il 54% degli intervistati dichiara di conoscere una o più persone con più di sessant’anni che non hanno fatto e non faranno la vaccinazione. Alla domanda relativa all’immagine delle aziende farmaceutiche relativamente al loro ruolo nel periodo della pandemia, il 19,4% ritiene che la loro immagine sia migliorata, il 13,2% che sia peggiorata, il 22,2% non ritiene che ci siano variazioni significative, mentre il 45,2% degli intervistati non si esprime. La comunicazione istituzionale sulla vaccinazione anti Covid 19 ha incoraggiato la popolazione a vaccinarsi secondo il 74,4% degli intervistati, mentre ha mancato il suo obiettivo per il 12,9% dei rispondenti.

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Capracotta: Sebastiano Di Rienzo, un libro ne celebra il mito

Posted by fidest press agency su lunedì, 26 luglio 2021

È uno dei molisani più noti al mondo, con onorificenze raccolte ad ogni latitudine. Sebastiano Di Rienzo, nato a Capracotta nel 1940, da oltre sessant’anni è ambasciatore del fashion “made in Italy” grazie alla creazione di abiti femminili d’alta moda che hanno vestito dive immortali come Silvana Pampanini, Virna Lisi, Sofia Loren, le gemelle Kessler e Brit Ekland, moglie di Peter Sellers. Ma anche, tra le tante, Pupella Maggio, Maria Grazia Cucinotta, Anna Valle e Sabrina Ferilli.Per anni presidente della prestigiosa Accademia dei sartori, erede di quell’Università dei sartori voluta da Papa Gregorio XIII nel 1575, Di Rienzo ha preso parte da protagonista, sin dagli anni Settanta, ai congressi dei sarti in tutto il mondo.Particolarmente conosciuto in Asia, dove per anni ha avuto un ufficio e un proprio agente ed ha presieduto una ventina di importanti eventi del settore, nell’Expo di Shangai del 2010 è stato definito il “Marco Polo della Moda”. A coronamento di questa assidua frequentazione, è stato nominato preside onorario presso l’università di Xi-An.A ripercorrere il prestigioso cammino professionale di Di Rienzo, ad iniziare dalle sue numerose trasferte non solo in tutta Europa, ma anche in America (Usa, Canada, Argentina, Uruguay) e in Asia (Cina, Corea, Giappone, Kuwait, Malaysia, Taiwan, Thailandia) è ora il giornalista Giampiero Castellotti, che firma il volume “Sebastiano Di Rienzo, maestro del fashion internazionale” (De Luca editori d’arte). Nelle 224 pagine del libro riccamente illustrato, attraverso una lunga intervista caratterizzata da avvincenti ricordi, l’autore rende il doveroso omaggio al maestro noto anche per i suoi gesti solidali: nel corso della pandemia, Di Rienzo ha realizzato oltre tremila mascherine donate ad istituzioni e ad amici ed ha contribuito alla formazione professionale dei detenuti insegnando loro, direttamente nelle carceri, i segreti del taglio e del cucito.Le prime cinquanta pagine del volume sono dedicate al Molise e a Capracotta, paese da dove sono partiti un migliaio di sarti. Tra loro quel Ciro Giuliano nato nel 1894 e scomparso a Roma nel 1978, anche lui presidente dell’Accademia dei sartori, a cui il giornalista Indro Montanelli nel 1956, in “Busti al Pincio”, dedicò pagine immortali: “Ciò che sapevo di Ciro Giuliano, il re dei sarti europei, prima di conoscerlo, non era di tal natura da invogliarmi a diventarne cliente – ha scritto il giornalista e storico toscano. “Era stato lui a vestire Mario Pansa, l’ultimo, e forse l’unico, dandy italiano, di un’eleganza pari soltanto alla sua insolenza e al suo patrimonio; e continua a esser lui il fornitore di Palazzo Chigi e di quanti son rimasti nel mondo a contendersi il titolo di arbiter. La sua casa di piazza Farnese, mi dicevano, straripava di Tintoretti e di Tiziani; e alla sua mensa, perpetuamente imbandita per dodici persone, si riunivano principi e miliardari”.Di Rienzo continua a tenere alta la bandiera di Capracotta, costituendo anche la memoria storica di questo importante segmento dell’artigianato e della moda del “Made in Italy”.

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Scuola: Carta da 500 euro l’anno, va anche ai precari

Posted by fidest press agency su lunedì, 26 luglio 2021

La formazione obbligatoria prescinde dal tipo di contratto sottoscritto dal personale scolastico: riguarda tutti i lavoratori. “Secondo l’ordinanza del Tribunale di Vercelli – spiega il leader Anief, Marcello Pacifico – tutto il personale precario docente deve avere diritto all’attribuzione della Card docenti ovvero di quei 500 euro che con la legge 107 del 2015 sono stati destinati, dal primo settembre 2016, al personale di ruolo. Ad oggi – prosegue il sindacalista – il personale precario, 250mila persone chiamate ogni anno, pari a un quarto dell’organico chiamato dallo Stato italiano a portare avanti la scuola, non ha diritto a questo strumento che consente di svolgere attività formative e, in questo momento, dà la possibilità di acquistare strumenti informatici necessari per svolgere al meglio la didattica a distanza. Questo perché lo Stato italiano continua a discriminare i precari”. La discriminazione è diventata assurdità con l’esplosione della pandemia da Covid19: i 250mila docenti precari privati della carta di aggiornamento si sono trovati a connettersi e a formarsi a proprie spese, dalle proprie abitazioni. Senza alcun supporto da parte dello Stato. “Noi siamo convinti che i precari della scuola italiana abbiano diritto al bonus e per questo abbiamo messo a loro disposizione un modello di diffida per poter interrompere i termini di prescrizione e richiedere l’erogazione di questo assegno comprensivo degli arretrati dal 2016 a oggi: una somma pari a 2.500 euro che per molti potrebbe essere considerata inutile ma per altri potrebbe costituire un supporto importante”.

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Ripartizione Nord e Centro America: Green Pass/ quali modalità per gli italiani all’estero?

Posted by fidest press agency su lunedì, 26 luglio 2021

“ Il Governo indica le modalità di funzionamento del Green Pass per i vaccinati, ma gli italiani all’estero che hanno fatto il vaccino nel Paese di residenza come potranno vedere riconosciuta la validità del loro vaccino? Per avere indicazioni concrete ho depositato una interrogazione al Ministro degli Esteri Di Maio in cui ho chiesto di “fornire indicazioni certe se agli italiani iscritti all’Aire e vaccinati nello Stato estero di residenza sia riconosciuta valida la certificazione di avvenuta vaccinazione così come rilasciata dalle competenti autorità estere e se questa possa essere usata come il Green Pass”.E qualora non vi fosse tale automatismo, ho chiesto di “indicare come ottenere il riconoscimento di tali vaccinazioni estere”.Inoltre, ho chiesto anche di dare indicazioni chiare su come gli iscritti AIRE possano accedere al programma vaccinale per fare la seconda dose di vaccino in Italia, qualora avessero già fatto la prima dose all’estero.Auspico che si faccia presto chiarezza in modo che i connazionali possano orientarsi in maniera adeguata!” Lo ha dichiarato l’on. Fucsia Fitzgerald Nissoli, deputata di Forza Italia eletta in Nord e Centro America.

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In Italia si continua cementificare indiscriminatamente il territorio

Posted by fidest press agency su lunedì, 26 luglio 2021

Mentre le drammatiche cronache dal Nord Europa all’Estremo Oriente evidenziano la necessità di accrescere la resilienza delle comunità e i dati ISPRA testimonino invece come in Italia si continui a cementificare indiscriminatamente il territorio, a Ferrara viene presentato un programma pluriennale, scandito in 40 progetti per adattare, migliorare, potenziare strutture ed impianti idraulici a fronte dei cambiamenti climatici.“Per progettare Idropolis – spiega il Presidente del Consorzio di bonifica Pianura di Ferrara, nonché neo Vicepresidente ANBI, Stefano Calderoni – siamo partiti da una verità imprescindibile: nel 2050 con l’innalzamento del livello del mare e la subsidenza, una parte del Ferrarese sarà invasa dall’acqua; per questo occorre programmare sin d’ora interventi mirati per mitigare i danni. Allo stesso tempo, i cambiamenti climatici con fenomeni di siccità estrema, alternati a piogge spesso torrenziali, richiedono interventi sulle opere irrigue e non si può pensare di lavorare sempre in emergenza; basti pensare che al 30 Giugno scorso avevamo già derivato 250 milioni di metri cubi d’acqua per assicurare l’irrigazione.”“Il piano Idropolis – sottolinea Francesco Vincenzi, Presidente dell’Associazione Nazionale dei Consorzi per la Gestione e la Tutela del Territorio e delle Acque Irrigue (ANBI) – va nella direzione della programmazione, guardando al futuro, ma interpretando già i bisogni di oggi con cinque progetti di grande rilievo per un valore complessivo di circa 100 milioni di euro, candidati ai fondi del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza e che potrebbero iniziare ad Agosto. Per questo – continua il Presidente di ANBI – sollecitiamo velocità decisionale nel rispetto delle normative, perché non ci possiamo permettere di attendere mesi, pena non riuscire a cogliere la straordinaria opportunità del Recovery Plan.” Il piano Idropolis, condiviso con gli enti pubblici ed i portatori di interesse, nasce da un’idea di sostenibilità e difesa del territorio; complessivamente l’investimento previsto è di 230 milioni di euro.“Nel dettaglio – precisa Mauro Monti, Direttore del Consorzio di bonifica Pianura di Ferrara – parliamo attualmente di 5 progetti per il recupero e la razionalizzazione della rete irrigua, ma soprattutto del completamento del sistema irriguo Ciarle, i cui lavori sono iniziati a Giugno con l’obbiettivo di essere sempre più indipendenti dalla disponibilità di fiumi appenninici ormai torrentizi come il Reno, prelevando acqua invece dal Canale Emiliano Romagnolo.”

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Come accettare civilmente il green pass

Posted by fidest press agency su lunedì, 26 luglio 2021

Una parola molto usata anche in questo periodo covid, è “libertà”. Talvolta non si considera che, accettando di far parte della comunità, la libertà è comunque soggetta alle regole che questa stessa comunità (con gli strumenti della democrazia) si dà. Ricordando che viviamo in una comunità di diritti e di doveri, dove questi ultimi vanno rispettati anche se non condivisi. Ovviamente ci sono tanti abusi e arroganze a cui (talvolta in teoria) porre rimedio.. ma il concetto è quello espresso. In questa comunità oggi il nostro governo ha deciso l’uso del green pass. Luglio, agosto, vacanze, viaggi (piccoli, ma viaggi), tutti ci stiamo organizzando. In tanti lo facciamo con figli adolescenti (over 12 per cui è richiesto il green pass) ma questi ragazzi non sono vaccinati e, probabilmente, non lo saranno neanche quando riapriranno le scuole dove, al pari di altri luoghi pubblici la vaccinazione è necessaria. In attesa che i nostri governanti e legislatori (che auspichiamo non vadano in vacanza!!) prendano atto di questa urgenza (scuola) e decidano immediati provvedimenti, che fanno questi adolescenti non vaccinati? Mia figlia 15enne dopo il 6 agosto (quando entra in vigore il green pass) potrà andare in pochi luoghi anche se il babbo ha già assunto due dosi… e a noi due interessa andar per musei. Il giorno 8 agosto (prima ovviamente non è stato possibile) la figliola farà la prima dose, quindi in regola con la legge ma non con la massima possibile immunità. Io babbo, e presumbilmente anche lei figliola, non mi sentirò tranquillo entrando con lei in un museo. Ma civilmente, come membri di questa comunità, ne prenderemo atto e decideremo come e se assumerci questa responsabilità sanitaria individuale. Alternative provvisorie ce ne sono tante e, per il nostro dovere e diritto civico, posso supplire alla mancanza della seconda dose. Ne vale la pena.Vincenzo Donvito, presidente Aduc

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In Italia ogni anno circa 270mila cittadini sono colpiti dal cancro

Posted by fidest press agency su lunedì, 26 luglio 2021

Attualmente, il 50% dei malati riesce a guarire, con o senza conseguenze invalidanti. Dell’altro 50% una buona parte si cronicizza, riuscendo a vivere più o meno a lungo. Da qui la proposta di Paolo Pronzato, Direttore Oncologia Medica IRCCS San Martino, Genova e Coordinatore DIAR Oncoematologia Regione Liguria: parlare di cancro come di una malattia cronica, senza banalizzazioni. “Una malattia cronica particolare”, ha precisato nel corso del webinar ‘ONCOnnection IL PAZIENTE AL CENTRO? DAL LABIRINTO ASSISTENZIALE AD UNA RETE DI SERVIZI ORGANIZZATA’, promosso da Motore Sanità. ”Non è come le altre, come ad esempio l’ipertensione arteriosa, perché il paziente oncologico richiede di essere osservato dall’oncologo e dal team multidisciplinare molto frequentemente. Quando noi immaginiamo la territorializzazione di certi servizi oncologici e pensiamo di portare la terapia oncologica più vicina, la portiamo in ospedali più piccoli, perché al di fuori dell’ospedale è praticamente impossibile ricreare quelle condizioni di sicurezza e di appropriatezza per quanto riguarda la somministrazione dei farmaci oncologici. Però è ben vero che, essendo la malattia diventata cronica, essendoci una incidenza estremamente elevata, parti del percorso devono essere fatte sul territorio, fuori dall’ospedale. Per esempio con accessi alle cure intermedie, con il potenziamento dell’assistenza domiciliare, con lo spostamento al di fuori dell’ospedale di funzioni che vanno completamente ripensate”. Oggi lo scenario cambia per una serie di motivi: sempre più frequentemente, sia come diagnosi di esordio, sia come diagnosi nel decorso di malattia, si verifica il cosiddetto scenario della malattia oligometastatica, come ha spiegato bene Pierfranco Conte, Direttore SC Oncologia Medica 2 IRCCS Istituto Oncologico Veneto, Padova – Coordinatore Rete Oncologica Veneta: “significa un paziente che è in buone condizioni, che ha un carico di malattia seppur metastatico relativamente limitato e che, se inserito in un programma di approccio multidisciplinare, può per certe patologie tumorali ambire a un “programma terapeutico curativo” in presenza di metastasi. Ormai abbiamo molti esempi, come tumori del polmone con metastasi cerebrali che guariscono. Esiste una frazione crescente anno dopo anno di pazienti metastatici, dove l’obiettivo diventa oggi obbligatoriamente la guarigione. Perseguibile se, noi oncologi per primi, cominciamo a discutere queste situazioni in maniera multidisciplinare. Non vengono guariti dai soli farmaci, ma dall’integrazione di farmaci nuovi e potenti con radioterapie mirate, interventi chirurgici mini invasivi, terapie radiologiche interventistiche e così via”.

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2020: 1 milione e mezzo di prestazioni sanitarie non erogate nella Regione Lazio

Posted by fidest press agency su lunedì, 26 luglio 2021

Nella sola Regione Lazio, tra il 2019 e il 2020, sono mancate all’appello circa un milione e mezzo – esattamente, 1.433.681 prestazioni sanitarie in meno – tra prime visite, visite specialistiche, interventi chirurgici, ricoveri e prestazioni strumentali di diversa natura. Servizi sanitari non erogati perché l’emergenza Covid-19 del 2020 ha sottratto risorse indispensabili al normale funzionamento dei servizi sanitari. L’unica prestazione che vede aumentare il proprio volume è rappresentata dagli interventi chirurgici per il tumore al retto con una differenza positiva di +63 interventi tra il 2019 e il 2020. Tutto il resto, Prime visite (-678.500), Prestazioni strumentali (-292.618), Esami specialistici (-428.719), Interventi chirurgici (-9.834) e Prestazioni in Ricovero ordinario (-24.010) segnano complessivamente un segno negativo.Sono alcuni dei dati pubblicati nel secondo Report di monitoraggio dei dati d’accesso alle prestazioni sanitarie a cura di Cittadinanzattiva Lazio, realizzato attraverso la verifica di quanto previsto nel Piano di Governo 2019-2021 per le liste di attesa messo a punto dalla Regione Lazio, e a distanza di 6 mesi dal primo Report della stessa organizzazione.Questa attività viene realizzata da Cittadinanzattiva Lazio attraverso la collaborazione con l’Assessorato regionale alla Salute, al fine di individuare criticità, segnalare situazioni di sofferenza e produrre i necessari miglioramenti alle azioni di accessibilità ai servizi sanitari regionali. La novità di questa seconda edizione sta nell’unire ai dati la proposta di 4 azioni prossime a venire, ai fini di preparare i servizi sanitari del futuro e rendere i percorsi socio sanitari sempre più fluidi e accessibili attraverso attività di monitoraggio, tutela e relazioni istituzionali.Il Report offre inoltre una rielaborazione dei dati presentati dalla organizzazione nel 2019 insieme a SIMEU Lazio, e che ha riguardato il monitoraggio di 24 Pronto Soccorso della Regione: su 1.095.763 di interventi nelle 24 strutture monitorate su dati 2018, i Codici bianchi erano il 2,54%; i Codici Verdi, il 66,38%, i Codici Gialli, il 27,09% e i Codici Rossi appena il 4% del totale degli interventi. Sommando quindi il totale dei Codici Bianchi con quello dei Codici Verdi si tocca il 68,92% del totale. Le stesse situazioni di accesso da strutture tipo le RSA in Pronto Soccorso segnalate dai medici del Pronto Soccorso sono un campanello di allarme della situazione che rischia di non essere correttamente governata, seguita, gestita.La terza ed ultima considerazione che si può trarre dal Report è quella del territorio come luogo di governo delle azioni di politiche pubbliche. Storicamente nel Lazio la città di Roma ha avuto e ha ancora una forte centralità dovuta al numero di abitanti, rispetto alla Regione Lazio nel suo complesso, e all’offerta sanitaria pubblica, privata e privata accreditata. Nel Report, i dati di accesso ai Pronto Soccorso della città di Roma in rapporto ai quadranti che la compongono evidenziano delle criticità in ordine ad alcuni di questi: per esempio, il quadrante EST di Roma rappresenta una sfida e un’opportunità rilevante dal punto di vista del governo della salute pubblica.Accanto ai dati utili alle analisi, il Report di luglio 2021 a cura di Cittadinanzattiva Lazio vuol essere fonte di alcune azioni da avviare nelle prossime settimane. 1 – Richiesta formale di convocazione dell’Osservatorio regionale per il Governo delle Liste di Attesa del Lazio e a cascata degli Osservatori Aziendali propri delle ASL territoriali, perché il tema dell’accesso ai servizi (che se non ben organizzati producono le liste di attesa) è tema che viene anche prima dell’articolo 32 della Costituzione che tutela la salute. Chi non riesce ad accedere vede lesa la propria dignità umana. 2 – Avvio di un Monitoraggio sui Distretti sociosanitari, con il concreto supporto, adeguato sostegno e formale collaborazione da parte della Regione Lazio, che coinvolgerà, oltre il mondo della salute, anche gli Enti Locali e le organizzazioni civiche per l’ideazione di percorsi di salute, di benessere e di socialità di cui questa Regione ha saputo dare esempi concreti anche durante la pandemia. 3 – Collaborazione con il Policlinico Tor Vergata per mettere al centro le eccellenze a favore dei territori e dei Comuni limitrofi, con il coinvolgimento delle ASL territoriali, dove il Policlinico Tor Vergata possa diventare un player rilevante nel quadrante sud di Roma con uno sguardo attento ai bisogni, alle necessità, alle opportunità dei territori del quadrante a EST e a SUD di Roma. 4 – Avvio, nel prossimo autunno ed in base alla situazione sanitaria in corso, di un programma di reclutamento, formazione e messa in campo di cittadini volontari che possano nei diversi territori assumere la responsabilità di offrire modalità di tutela dei diritti dei cittadini nei diversi ambiti in cui opera Cittadinanzattiva Lazio. (fonte: Fabio Fantoni Segretario generale Igor)

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Cristo ovunque: il nuovo libro di Arnoldo Mosca Mondadori

Posted by fidest press agency su lunedì, 26 luglio 2021

“Il Cristo è ovunque./ È nelle ferite di ogni essere umano sulla terra. / Lui è venuto per salvare l’uomo, per guarirlo/ per questo il Cristo vive e respira in ogni ferita dell’umano”. Vive, respira e si muove, senza precludersi mete e direzioni: “Egli va dove nessuno va. Egli va nelle carceri, /egli va dall’uomo che sta per peccare, dall’uomo che sta peccando, dall’uomo che ha peccato, va nelle miserie dell’animo umano, nelle sue bassezze, nel suo buio, nella sua angoscia./ Va, non si ferma”. E ancora “…Così come va ad abitare la sofferenza di chi è stato calpestato dagli altri, nello stesso modo va nella ferita sconosciuta di chi sta calpestando./ Cristo è ovunque”. Cristo ovunque è il titolo del nuovo libro di Arnoldo Mosca Mondadori – poeta e saggista, autore di raccolte liriche e saggi a tema religioso, ministro straordinario dell’eucarestia – appena arrivato in libreria nella collana del “Pellicano rosso” della storica editrice Morcelliana (pagg. 96, euro 10). Questa volta – come si legge nella lapidaria avvertenza che apre queste pagine – il testo offerto ai lettori “è nato tra il 26 maggio e il 3 giugno 2021, dopo un’esperienza spirituale”. E di questa vorrebbe essere riverbero se non specchio, eco di parole e restituzione di immagini inimmaginabili, testimonianza e confessione. Dopo aver avvertito appunto, in essa, in questa sorta di epifania spirituale (“mistica” – se si preferisce – tendendo sempre il mistico a perseguire una comunione profonda con la Trascendenza), una Presenza carica di senso di compiutezza misericordiosa. Presenza che non riconosce spazi esclusivi, sgretola ogni muro o steccato, e che, assorbendo dimensioni di spazio e di tempo, invade ogni anima. Presenza che chiede di confrontarci con essa: cioè con l’assurdità di un Amore presente ma invisibile ai più, sollecito ma spesso misterioso da capire. Presenza che Mosca Mondadori consapevole della lezione di Hadewijch riversata nelle sue “Visioni” prova a fermare sulle pagine, tra realtà e ricerca di Assoluto, senza “aver la pretesa di sentire Dio”, piuttosto lasciando che “Dio si faccia sentire”, come direbbe la beghina di Anversa. E nel farsi sentire indichi dove sta. Manifestando il suo essere proprio nelle lacerazioni, negli squarci, nelle ferite apparentemente insanabili; là dove nessuno potrebbe immaginarlo.“Dio è presente là dove l’uomo vuole fuggire da se stesso./Dio è presente nel suo dolore, nella sua angoscia, nella sua solitudine, addirittura è presente nel terrore che un essere prova dopo aver commesso qualcosa di tremendo. Dio è lì”. Qualunque essere umano, il peggiore assassino “se avrà il coraggio di scendere in se stesso, troverà Cristo e il fuoco del suo amore, appostato dentro la sua ferita./ Da qui il Cristo salva l’essere umano/ Non per i meriti, non per le virtù, ma per l’umiltà con cui un essere umano si lascia guardare dal Suo Viso d’amore che muore per lui”, scrive Mosca Mondadori. Un libro il suo, come nuova stazione di un cammino spirituale, come sosta orante di un cercatore di Assoluto, dove l’ascolto diventa scrittura e si fa invito a cancellare parole come rancore non chiudendo gli occhi sulle ferite, anzi cercandovi la Presenza che lì si fissa. “Guardare Cristo nelle ferite dell’altro. Amare. Amare anche le ferite di colui che riteniamo nemico,/che riteniamo sia colpevole, e per cui proviamo rancore./ Cambio di sguardo. Guardare Cristo nelle sue ferite”. Ferite che come Lui sono ovunque. Appunto: Cristo ovunque.

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G20 Ambiente: Rotta, occasione unica per svolta green

Posted by fidest press agency su lunedì, 26 luglio 2021

“Stiamo attraversando un momento cruciale per quella rivoluzione green di cui ogni giorno di più si avverte la necessità. Servono interventi mirati su clima, ecosistemi, biodiversità. E serve una linea comune globale. Il G20 dell’Ambiente in corso a Napoli è uno degli appuntamenti cruciali per definire le politiche della sostenibilità”. Lo ha detto la presidente della Commissione Ambiente alla Camera, Alessia Rotta. “Come riconosce l’inviato speciale Usa sul clima, John Kerry – continua la presidente Rotta – il presidente del consiglio Mario Draghi e il ministro della Transizione ecologica Roberto Cingolani garantiscono l’impegno dell’Italia al raggiungimento di un accordo. Di più. Sono le figure più indicate a favorire il raggiungimento di questo obiettivo”. “I piani di azione sono molteplici – aggiunge Rotta – lo stesso ministro Cingolani ne ha tratteggiato i percorsi. Per esempio, bisogna fare in modo che il sistema finanziario sia incentivato ad allinearsi alle esigenze dello sviluppo sostenibile, e i progetti contenuti nel Pnrr vanno in questa direzione. Bisogna agire sull’istruzione, sulla formazione culturale delle nuove generazioni, che è l’unico strumento capace di rendere permanente la rivoluzione green, di prolungarne nei decenni gli effetti, di impedire che la sua spinta propulsiva, rigeneratrice, si interrompa. C’è poi il lavoro dei Comuni, delle Regioni, oltre che dell’Esecutivo: gli obiettivi che vengono posti e il coordinamento fra i vari livelli di governo sono elementi indispensabili alla riuscita della transizione ecologica”. “La pandemia – conclude Rotta – ci ha fatto scoprire un’Ue solidale nella lotta al virus e nella ricerca di una via d’uscita dalla crisi. Questo ci permette di disegnare l’Europa del domani. Ma il portato dell’esperienza che ha marcato la vita di tutti, in tutto il mondo, va oltre. Oggi avvertiamo una consapevolezza viva, comune, della necessità di una svolta che garantisca il futuro del pianeta. Questa svolta non può che essere verde e non può che essere condivisa dai governi. Il summit di Napoli è un tassello fondante per consolidare questa consapevolezza e per cominciare ad agire di conseguenza”.

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Il nostro meglio di Alessio Forgione

Posted by fidest press agency su lunedì, 26 luglio 2021

Collana Oceani, pp. 272, 18 euro in libreria dal 9 settembre. Dopo il folgorante esordio con Napoli mon amour e il successivo Giovanissimi, accolto con grande successo da critica e pubblico, Forgione entra adesso nel catalogo della Nave di Teseo con un libro più maturo e personale, un romanzo di formazione al dolore e all’amore. Tra l’infanzia a Bagnoli e l’età adulta a Soccavo, prende corpo una storia di una bellezza struggente e malinconica, eppure vitale e impetuosa, capace di farci pensare ad aspetti della nostra vita che forse spesso ci sfuggono. Bagnoli: Chiccù è cresciuto con i nonni, in una famiglia modesta, in una casa e una vita fatta di stenti, piccole cose, bestemmie che volano ma senza cattiveria e una saggezza popolare che sa andare al cuore delle cose. Soccavo: Chiccù ora è all’università e vive con i genitori. È un ragazzo taciturno, si è appena lasciato con la fidanzata storica, si rifugia in qualche lettura, qualche serata di musica con l’amico Angelo e qualche canna svogliata. Suona la chitarra e a volte quasi sogna di fare un disco. Con regolarità va a trovare la nonna, quella nonna che l’ha cresciuto, che gli pare più avanti di tutti gli altri, che fuma, ama i murales, sa arrabbiarsi per le cose giuste e voler bene alle persone giuste. Ma è qui che arriva la tragica notizia: la nonna ha un tumore al pancreas, proveranno a fare un intervento ma le speranze sono poche. E così inizia il conto alla rovescia. Le restano solo pochi mesi, gli stessi che scandiscono i successivi capitoli, e descrivono il dramma della perdita. Il nostro protagonista non può pensare che quella persona che è stata sempre la colonna portante della sua vita possa non esserci più. Cerca di reggere, di non pensarci, di trovare qualcos’altro; ma se si avvicina a qualcosa di bello si sente in colpa, perché intanto la nonna sta morendo. Come quando conosce Maria Rosaria e Anna, ma non riesce a impegnarsi con nessuna delle due. Nel frattempo Angelo, il suo vero e unico amico, è sempre più depresso: la vita a Napoli lo soffoca e decide di andarsene a Londra per non tornare mai più. E così, mese dopo mese, arriviamo alla fine del countdown, al capitolo zero. Tutto ciò che accade dopo è per sempre.

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Rime per il canzoniere di Ludovico Ariosto

Posted by fidest press agency su lunedì, 26 luglio 2021

A cura di Giada Gussardo collana i Venti, pp. 288, 18 euro. La Nave di Teseo. in libreria dal 2 settembre. Una nuova edizione commentata in cui si coniuga scientificità e chiarezza divulgativa, valorizzando inoltre alcuni aspetti finora mai emersi nei commenti a queste liriche latine. Questo volume raccoglie i componimenti che lo stesso Ariosto selezionò per i suoi tentativi di canzoniere. Il ricco commento di Giada Guassardo ci conduce nel laboratorio delle rime, lungo le piste compiute e quelle accennate, guidandoci nei meandri di un’esperienza unica di vita e poesia. A lungo oscurate dal successo delle opere maggiori, le liriche in volgare di Ariosto hanno conosciuto, a partire dagli inizi del Novecento, una progressiva riscoperta, che tuttavia non è bastata a sciogliere i numerosi problemi interpretativi legati a questi componimenti sfuggenti e misteriosi. Di questa difficoltà si è reso complice Ariosto stesso, che non autorizzò mai la stampa delle sue rime, né diede loro una sistemazione definitiva. Al centro di questi testi c’è l’indagine delle passioni umane nella loro complessità – gioia e tormento, eros e ideale –, condotta ora con disincanto, ora con sincera partecipazione, e sempre con straordinaria inventiva. Se questi elementi si ritrovano anche nell’Orlando furioso, solo nelle liriche aprono uno spiraglio diretto sul vissuto di Ariosto, restituendo il momento più autentico dell’esperienza affettiva, specialmente l’amore per Alessandra Benucci, compagna di vita degli anni maturi.

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11 di Giancarlo Marinelli

Posted by fidest press agency su lunedì, 26 luglio 2021

Collana Oceani, pp. 256, 18 euro in libreria dal 2 settembre. La nave di Teseo. Un toccante e originale romanzo corale con protagoniste le Torri Gemelle a vent’anni dall’attacco terroristico che le ha distrutte. Con una scrittura precisa e fulminea, l’autore riesce a miscelare con equilibrio “il dettaglio umano” con la Grande Storia, la miseria dei rapporti interpersonali con la poesia immortale dei sentimenti. 10 Settembre 2001. Konstantin Petrov è un giovane immigrato estone che ha deciso di inseguire il “sogno americano”. A New York lavora come inserviente nel ristorante Windows on the World all’interno della torre nord del World Trade Center. Armato di una macchina fotografica, che lui appella “baby pat”, sfruttando il turno di notte riesce a realizzare alcuni scatti suggestivi della metropoli da un punto di vista assolutamente privilegiato. Il suo unico amico è il vecchio e cieco David, che ‘guarda’ la città attraverso il racconto sincero dell’immigrato e parla solo con una verde piantina che ha ribattezzato Roxanne. Un giorno, attraverso l’obiettivo telescopico di Kostantine, nella vita dei due amici entra una donna affascinante quanto misteriosa, che siede sempre alla stessa ora su una panchina di Central Park e che ineluttabilmente diventerà la loro ossessione. A partire dalla figura centrale di Petrov (una vicenda realmente accaduta), l’autore intreccia abilmente sei storie simultanee puntellate di scatti fotografici, che attraversano le ore prima, durante e dopo l’attacco terroristico che ha sconvolto gli equilibri politici del pianeta, coinvolgendo persone comuni, ma anche personaggi ingombranti e noti, come George W. Bush, sua moglie Laura, la consigliera di stato Condoleezza Rice, Alia Ghanem e il suo amato figlio Osama Bin Laden, fino allo scrittore inglese Premio Nobel Harold Pinter.

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La casa di Roma di Pierluigi Battista

Posted by fidest press agency su lunedì, 26 luglio 2021

Collana Oceani, pp. 224, 19 euro. La Nave di Teseo. In libreria dal 2 settembre. Il primo romanzo di uno straordinario osservatore della nostra società e della nostra storia. Il ritratto di una grande famiglia borghese che ha attraversato il Novecento e che rivela tutti i suoi lati oscuri. Marco, giovane autore e regista, decide di imbarcarsi nell’impresa di scrivere un romanzo sulla grande famiglia di sua madre. Chiede dunque l’aiuto di Anita, sua mamma, e di Raffaello, suo zio. Entrambi iniziano così a raccontare la genesi della famiglia Grimaldi, a partire dai bisnonni di Marco, Giovanni e Caterina, dal cui amore erano nati Raimondo, classe 1917, “comunista granitico”, ed Emanuele, “fascista antropologico”. I due fratelli non erano diversi solo per le idee politiche, ma anche per le scelte di vita. Finita la guerra, nonostante si detestassero, avevano comunque deciso di convivere nello stesso villino, la casa di Roma appunto, dove poi avrebbero cresciuto i rispettivi figli, che si frequentavano con gioia nel grande giardino comune. La rivalità politica si ripercuote sulle generazioni successive, finché Raffaello non scopre che lo zio Raimondo, sempre arrogante con la sua spocchia nel raccontarsi come rappresentate degli intellettuali antifascisti, aveva preso in realtà dei finanziamenti dal regime. Raffaello, per riscattare la figura di suo padre Emanuele, decide di rendere pubblica la vicenda scrivendo un articolo per il giornale per cui lavora, senza avvisare nessuno della famiglia. La pubblicazione dell’articolo, disapprovata da tutti i componenti della famiglia, crea un grande scompiglio e innescherà una catena di rivelazioni da cui la famiglia uscirà in frantumi.

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Una scuola per il futuro di Giulio Ferroni

Posted by fidest press agency su lunedì, 26 luglio 2021

Collana le Onde, pp. 160, 12 euro La Nave di Teseo in libreria dal 26 agosto Una riflessione illuminante e propositiva sulla scuola e l’educazione delle nuove generazioni, dalla penna di uno dei più importanti intellettuali del nostro paese. La pandemia globale ha imposto cambiamenti e riflessioni a tutti i livelli della nostra società e uno degli ambiti maggiormente colpiti è stato la scuola. L’informatica ha certamente permesso uno pseudo regolare svolgimento della didattica, tuttavia si è arrivati addirittura a ipotizzare una definitiva alterazione del ruolo dell’insegnante, destinato ad avvalersi di una didattica affidata a pillole audiovisive, a materiali da pescare sulla rete, più vicini alle nuove sensibilità degli allievi. Si sono naturalmente aperte discussioni sulla scuola del futuro, e l’educazione e l’istruzione vengono orientate verso l’acquisizione di competenze necessarie per la formazione e la crescita del capitale umano. Il ruolo che una scuola responsabile deve assumersi è dunque attivo e deve riflettere tutti i cambiamenti in atto. La soluzione potrebbe chiamarsi umanesimo ambientale, e consisterebbe nel far giocare la cultura e la storia e la loro continuità per assumerci la responsabilità del futuro dello spazio che abitiamo e delle vite minacciate.

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Ayad Akhtar Elegie per la patria

Posted by fidest press agency su lunedì, 26 luglio 2021

Collana Oceani, pp. 480, 20 euro in libreria dal 26 agosto La Nave di Teseo. “Un romanzo sull’immigrazione diverso da qualsiasi altro. Singolare per la sua ricchezza, inventiva, intelligenza e il candore ardente con cui Akhtar scrive quasi ogni frase. Per me, questo è il libro dell’anno.” Junot Díaz In libreria anche Digraced, l’opera teatrale con cui Akhtar ha vinto il Premio Pulitzer 2013. L’autore racconta alcuni episodi fondamentali della storia dell’emigrazione della sua famiglia dal Pakistan negli Stati Uniti. Elegie per la patria è un romanzo profondamente intimo sull’identità e l’appartenenza, in parte dramma familiare, in parte ritratto dell’America, in parte romanzo picaresco; ma soprattutto è la storia di un padre e di un figlio. Protagonista è lo stesso autore. Nato e cresciuto negli Stati Uniti, è stato educato in una cultura occidentale: suo padre è un illustre medico cardiologo, sua madre è laureata in medicina. Entrambi nati in Pakistan, hanno fatto di tutto per dimenticare le loro origini. Il padre è disposto persino a chiudere un occhio sui rigurgiti di razzismo che esplodono negli Stati Uniti. Alla morte della madre, il narratore protagonista sente il valore delle origini e della patria, piange il legame perduto con lei ed entra in conflitto con il padre.

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“Rischi per la sicurezza nel nuovo Regolamento sulla circolazione ferroviaria”

Posted by fidest press agency su lunedì, 26 luglio 2021

“La FAST-Confsal è nettamente contraria alla possibilità di sostituzione ad interim (integrale) di un mezzo tecnologico alla figura di un professionista certificato alla condotta del mezzo ed esprime forti dubbi sulla bozza del nuovo Regolamento sulla circolazione ferroviaria dove l’assenza della parola “capotreno” viene surrogata da articoli non chiari su come l’equipaggio formato da un membro dovrebbe affrontare situazioni di emergenza che prevedono l’abbandono della cabina”. Questi sono alcuni dei passaggi contenuti nella lettera inviata dalla FAST-Confsal alla ANSFISA.Nella missiva, che contiene una serie di dettagliate proposte emendative del testo, il sindacato dei trasporti punta il dito sui rischi che possono derivare da “una sintassi scarna su principi di sicurezza fondamentali” che delega “importanti decisioni in materia di sicurezza d’esercizio alle Imprese Ferroviarie (IF) e al Gestore Infrastruttura (GI) in modo del tutto arbitrario ed asimmetrico, rischiando un degrado, se non regresso, degli attuali rigidi standard di sicurezza”.”Vi invitiamo a riflettere – spiega il segretario nazionale FAST-Confsal – su quali conseguenze sociali possa avere il vostro documento, dato che nonostante la devastante crisi causata dal Covid-19 si è dimostrato che attualmente il settore Ferroviario Italiano è ancora stabile e resiliente. Fattori come la liberalizzazione del mercato, forte crisi economica, possibilità di rimodulare modelli di business costosi (trasporti) potrebbero insieme diventare una miccia per la destabilizzazione improvvisa di organizzazioni settoriali le cui conseguenze potrebbero essere importanti per la comunità”.

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Decreti. Ciriani (FdI): governo ascolti richiamo presidente Repubblica

Posted by fidest press agency su lunedì, 26 luglio 2021

“Fratelli d’Italia da tempo denuncia un utilizzo della decretazione d’urgenza senza limiti e senza regole, in violazione dei principi fissati dalla nostra Costituzione. In particolare con lo scoppio della pandemia il Parlamento è stato compresso nelle sue prerogative, e spesso proprio al Senato abbiamo lamentato l’impossibilità di esaminare approfonditamente, ma addirittura di leggere o discutere, decreti legge eterogenei di centinaia di articoli , su cui puntualmente veniva posta la fiducia tanto da ritrovarci in un monocameralismo di fatto. È evidente che non possiamo non accogliere con favore le parole del presidente della Repubblica, che come sempre, specie in questo periodo difficile per il Paese e per gli italiani, rappresenta un punto di riferimento. L’auspicio è che il governo faccia tesoro delle osservazioni del Capo dello Stato e riconduca la sua attività legislativa a quelli che sono gli ambiti che con saggezza i padri costituenti avevano indicato e attentamente delimitato”. Lo dichiara il capogruppo di Fratelli d’Italia al Senato, Luca Ciriani.

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Nuovo Decreto Legge Vecchio sistema di emanare una norma incomprensibile per il cittadino

Posted by fidest press agency su lunedì, 26 luglio 2021

Il labirinto normativo è oggi allungato dal Decreto Legge n. 105 datato 23 luglio 2021, infatti, sono passati il Governo Conte 1, il Governo Conte 2 e ora abbiamo il Governo Draghi ma proseguono a essere emanate leggi incomprensibili per il cittadino che, per capirle, si deve rivolgere agli specialisti che, alla fine, concludono le spiegazioni con un … dovrebbe essere così o, peggio, vediamo cosa risponde il Governo e il ministro di turno nelle FAQ che, incredibilmente in uno Stato di diritto, le vediamo assunte a livello di legge.Al contrario, in uno Stato di diritto, i provvedimenti, particolarmente incisivi sulle libertà dei cittadini, devono contenere norme intelligibili, facilmente comprensibili, conoscibili e, quindi, da consentire al cittadino di rispettarle oppure poter presentare ricorso allorquando vede leso un suo diritto non trovando spiegazioni e dati esaustivi alle limitazioni socioeconomiche imposte. Sono stati continui gli appelli rivolti al Governo di turno per redigere testi semplici, chiari e riepilogativi delle varie disposizioni emanate ma anche in questo caso ecco 7 pagine piene di rinvii a disposizioni contenute in altri provvedimenti. Ora ci chiediamo: Nell’era della informatizzazione al servizio del Governo di turno non ci sono dei dipendenti in grado di preparare un testo unico ogni volta che si impongono limitazioni socioeconomiche ai cittadini? Oppure: L’emanare leggi incomprensibili è una scelta precisa per impedire ai cittadini di capire e partecipare? Il risultato sicuro è che: Ormai, appare chiaro che la “caccia” ai provvedimenti e la conoscenza di obblighi e doveri, è diventata una micidiale costante, quindi è da archiviare il principio: “L’ignoranza del diritto non può essere invocata come scusa”. By Pier Luigi Ciolli – http://www.coordinamentocamperisti.it

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BCE: ci rivediamo a settembre

Posted by fidest press agency su lunedì, 26 luglio 2021

A cura di Pasquale Diana, Senior Macro Economist di AcomeA SGR Il comunicato della BCE vira chiaramente in una direzione dovish. In questo meeting di luglio la BCE ha lasciato i tassi invariati, ha ribadito l’intenzione di continuare gli acquisti nel PEPP a un ritmo molto superiore che a inizio 2021, e non ha offerto alcun elemento nuovo riguardo a possibili cambiamenti dei programmi di acquisti (PEPP o APP).L’elemento più importante è stato il cambiamento della forward guidance, in seguito alla recente Strategy Review. In precedenza, la BCE diceva che i tassi sarebbero saliti solo in presenza di un outlook di inflazione prossimo al 2% (“close to, but below 2%”) nelle sue previsioni. Adesso, dichiara che alzerà i tassi quando vedrà l’inflazione al 2% ben prima della fine del suo orizzonte di previsioni, e quando sarà convinta che possa rimanere su quei livelli. Per raggiungere questo obiettivo, la BCE è disposta a tollerare un periodo d’inflazione moderatamente superiore al target.Può sembrare un cambiamento insignificante, ma non lo è. Vediamo perché. Nel corso della conferenza stampa, la Lagarde ha sostenuto che il Consiglio si sarebbe concentrato sul punto medio della previsione d’inflazione. Ad esempio, in un outlook che va dal 2022 al 2024, la BCE in passato avrebbe potuto fare riferimento alla traiettoria d’inflazione verso la fine del periodo e giustificare un rialzo dei tassi con una previsione di 2% nel 2024. Adesso, la banca centrale dice che a meno che l’inflazione non sia già vista al 2% nel mezzo della previsione (il 2023 nel nostro esempio), e si mantenga stabilmente a quei livelli, la BCE non contemplerà un rialzo dei tassi. È una forward guidance chiaramente più precisa – e più dovish – di quella precedente.Mentre la Lagarde ha sottolineato che c’è stata unanimità sulla necessità di riflettere la nuova forward guidance nel comunicato, sono emerse delle divergenze marginali sul testo. Questo fa pensare a qualche malumore mai sopito, ma non è una novità. Il punto interrogativo più importante è: se la BCE sposta l’asticella dell’inflazione verso l’alto, ma continua a vedere l’inflazione ben al di sotto del 2% nelle sue previsioni, come mai non fa ancora più stimolo oggi? Ricordiamo che le previsioni di giugno vedevano l’inflazione all’1,9% nel 2021, all’1,5% nel 2022 e all’1,4% nel 2023.Nel corso della conferenza stampa, la Lagarde è rimasta molto vaga sulla questione di ulteriore stimolo monetario, ma è chiaro che le nuove previsioni di settembre saranno un input importante. Se la BCE dovesse continuare a vedere l’inflazione ben al di sotto del 2%, allora una discussione più esplicita su quali strumenti la banca centrale intenda adottare per spingere l’inflazione verso il suo obiettivo sarà inevitabile. Inoltre, tra due mesi la BCE presumibilmente avrà più elementi per stabilire quanto la variante delta incida sulla ripresa dell’attività in eurozona. Pertanto, il meeting di settembre si presenta come un test particolarmente interessante della nuova forward guidance.

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