Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 348

Archive for 17 luglio 2021

Scuola: Prove Invalsi, registrato quello che tutti si aspettavano

Posted by fidest press agency su sabato, 17 luglio 2021

Il Covid ha prodotto un calo di apprendimenti da parte degli studenti: la regressione sarebbe generalizzata in tutto il Paese e solo la Provincia autonoma di Trento rimane sopra alla media delle rilevazioni del 2018 e del 2019 La quota di studenti sotto il livello minimo, riassume l’Ansa, cresce di più tra gli studenti socialmente svantaggiati e presumibilmente anche tra quelli immigrati. Sono il 9,5%, ovvero oltre 40 mila i giovani di 18-19 anni, coloro escono da scuole senza competenze, impreparati: “sono la metà della città di Ferrara – ha fatto notare Roberto Ricci, responsabile nazionale delle prove Invalsi – un terzo di Modena. Le statistiche dicono che anche gli studenti che sono andati incontro ad una bocciatura, continuano ad avere esiti sensibilmente più bassi di chi non è stato bocciato: “pertanto, la bocciatura non è la soluzione. La sfida credo sia cercare risposte alternative: usare questi dati – ha concluso il ricercatore – può aiutare a prendere decisioni da calare nella realtà”. Le decisioni, replica il sindacato Anief, sono quelle indicate da tempo: ridurre il numero di alunni per classe; incrementare gli spazi, le sedi scolastiche e gli organici, anche del personale non docente; migliorare l’orientamento tra un ciclo scolastico e l’altro, in particolare nel passaggio medie-superiori; puntare su un Pcto di qualità, senza imporre un numero di ore eccessivo; mettere a disposizione degli studenti degli strumenti di collegamento con il mondo esterno alla scuola, a partire da quello del lavoro. Infine, ma non per ultimo, migliorare le competenze ed in generale la didattica non può prescindere più dalla presenza in cattedra del personale di ruolo: non possiamo permetterci di iniziare l’anno scolastico, a settembre, con un docente e Ata su quattro precario.

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Per salvare il mondo abbiamo bisogno di un ambizioso accordo verde

Posted by fidest press agency su sabato, 17 luglio 2021

Dichiarazione del Presidente del Parlamento europeo, David Sassoli. “Con il Green Deal, l’UE vuole raggiungere l’obiettivo della neutralità climatica entro il 2050 e ridurre le emissioni di almeno il 55% entro il 2030. La legge europea sul clima ha reso questi impegni vincolanti, e oggi il Parlamento europeo accoglie con favore l’adozione del più grande pacchetto legislativo sul clima, l’energia e i trasporti che allinea le nostre normative a questi nuovi obiettivi.” “Il Parlamento è pronto a lavorare sulle proposte da subito. L’UE ha dimostrato che è possibile ridurre le emissioni preservando la crescita e creando posti di lavoro. Continuiamo su questa strada e assicuriamoci che nessuno venga lasciato indietro.”

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800 milioni di € per incentivare l’inserimento dei lavoratori disoccupati nel mercato del lavoro

Posted by fidest press agency su sabato, 17 luglio 2021

Bruxelles. La Commissione europea ha approvato un regime italiano da 878 milioni di € per incentivare i datori di lavoro a integrare i lavoratori disoccupati nel mercato del lavoro nel contesto della pandemia di coronavirus. Il regime, approvato ai sensi del quadro temporaneo per gli aiuti di Stato, mira a ridurre il costo del lavoro sostenuto dai datori di lavoro privati in relazione a lavoratori neoassunti precedentemente disoccupati. L’aiuto consisterà in un’esenzione dal pagamento dei contributi sociali a carico dei datori di lavoro, per un periodo massimo di 6 mesi, per i nuovi contratti di lavoro a tempo indeterminato firmati tra il 1º luglio 2021 e il 31 ottobre 2021. I beneficiari possono ricevere aiuti fino a 3 000 EUR per ciascun lavoratore assunto. Per essere ammissibili, i datori di lavoro non devono aver licenziato dipendenti nei 6 mesi precedenti l’assunzione. La Commissione ha constatato che il regime è conforme alle condizioni stabilite nel quadro di riferimento temporaneo. In particolare, l’aiuto i) non supererà l’importo di 1,8 milioni di € per impresa e ii) sarà concesso entro il 31 ottobre 2021. La Commissione ha concluso che la misura è necessaria, opportuna e proporzionata a quanto necessario per porre rimedio al grave turbamento dell’economia di uno Stato membro in linea con l’articolo 107, paragrafo 3, lettera b) del TFUE e con le condizioni stabilite nel quadro temporaneo. Su queste basi la Commissione ha approvato le misure in conformità delle norme dell’Unione sugli aiuti di Stato. Maggiori informazioni sul quadro temporaneo e su altre azioni intraprese dalla Commissione per affrontare l’impatto economico della pandemia di coronavirus sono disponibili qui. La versione non riservata della decisione sarà consultabile sotto il numero SA.63721 nel registro degli aiuti di Stato sul sito web della DG Concorrenza della Commissione una volta risolte eventuali questioni di riservatezza.

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2,5 miliardi di € a sostegno dei lavoratori autonomi e degli operatori sanitari nel contesto della pandemia di coronavirus

Posted by fidest press agency su sabato, 17 luglio 2021

La Commissione europea ha approvato un regime da 2,5 miliardi di € dello Stato italiano a sostegno dei lavoratori autonomi e di determinati operatori sanitari, che nel contesto della pandemia di coronavirus saranno parzialmente esentati dal versamento dei contributi previdenziali. La Commissione ha adottato un quadro temporaneo per consentire agli Stati membri di avvalersi pienamente della flessibilità prevista dalle norme sugli aiuti di Stato al fine di sostenere l’economia nel contesto dell’emergenza del coronavirus. La Commissione consentirà inoltre agli Stati membri di convertire fino al 31 dicembre 2022 gli strumenti rimborsabili concessi in applicazione del quadro temporaneo (quali garanzie, prestiti e anticipi rimborsabili) in altre forme di aiuto, ad esempio sovvenzioni dirette, a patto che siano soddisfatte le condizioni del quadro.Il quadro temporaneo permette agli Stati membri di combinare tra loro tutte le misure di sostegno ad eccezione dei prestiti e delle garanzie sullo stesso prestito, sempre nel rispetto dei massimali fissati nel quadro stesso. Gli Stati membri possono inoltre combinare tutte le misure di sostegno autorizzate nell’ambito di tale quadro con le possibilità già previste per concedere aiuti de minimis alle imprese, fino a un massimo di 25 000 € nell’arco di tre esercizi finanziari a quelle che operano nel settore dell’agricoltura primaria, di 30 000 € nell’arco di tre esercizi finanziari a quelle nel settore della pesca e dell’acquacoltura e di 200 000 € nell’arco di tre esercizi finanziari a quelle attive in tutti gli altri settori. Al tempo stesso gli Stati membri devono impegnarsi ad evitare cumuli indebiti delle misure di sostegno a favore delle stesse imprese, limitandone l’importo a quanto necessario per sopperire al fabbisogno effettivo.Il quadro temporaneo integra inoltre le numerose altre possibilità di cui gli Stati membri già dispongono per attenuare l’impatto socioeconomico dell’emergenza coronavirus, in linea con le norme dell’UE sugli aiuti di Stato.

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Clima, Rotta: “Fit for 55 lo sforzo più grande di sempre dell’Europa per la transizione verde”

Posted by fidest press agency su sabato, 17 luglio 2021

“Con il pacchetto Fit for 55 si realizza lo sforzo legislativo più significativo che l’Europa abbia finora compiuto per accelerare la transizione verde. Il percorso definito dalle Istituzioni comunitarie è indispensabile per mettere l’Unione Europea nelle condizioni di centrare l’obiettivo di ridurre le emissioni di gas serra del 55% entro il 2030 come previsto dalla Legge Clima. L’Europa è stato il primo continente a dichiararsi climaticamente neutrale entro il 2050. E con questo pacchetto si mette in campo una roadmap concreta per raggiungere questo obiettivo, decisivo per il futuro dell’umanità. Ritengo molto importante che alle misure per ridurre le emissioni di CO2, come la carbon tax, si accompagneranno (grazie al Fondo sociale per il clima) interventi per alleviare e mitigare gli impatti sociali che deriveranno da queste profonde e radicali trasformazioni, a partire da misure per il sostegno temporaneo del reddito o investimenti volti a ridurre la dipendenza dai combustibili fossili. Sostenibilità ambientale e sociale non possono essere separate. Riusciremo a realizzare i nostri obiettivi solo se la transizione sarà equa e socialmente sostenibile”. Lo afferma Alessia Rotta, presidente della commissione Ambiente della Camera.

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Lavoro: Mura (Pd), dati Invalsi gettano ombra su occupabalità

Posted by fidest press agency su sabato, 17 luglio 2021

“Lo spaccato offerto dai dati Invalsi si aggiunge a un preoccupante aumento dei Neet e alla crescita delle disuguaglianze generazionali e territoriali, che gettano un’ombra sulla futura occupabilità di molti giovani. C’è una platea di ragazzi già in aree svantaggiate per i quali i ritardi e gli abbandoni scolastici comportano carenza di competenze di base, che si tradurranno in difficoltà a inserirsi in un mercato del lavoro che chiede crescenti competenze specifiche anche digitali. Per prevenire situazioni di marginalizzazione, emerge la necessità di creare un sistema di formazione che si attivi prima e durante il lavoro”. Lo ha affermato la presidente della commissione Lavoro Romina Mura (Pd), a margine dell’audizione di rappresentanti dell’Istituto nazionale per l’analisi delle politiche pubbliche (INAP), nell’ambito dell’indagine sulle nuove disuguaglianze prodotte dalla pandemia nel mondo del lavoro.

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Hamas è un’organizzazione terroristica che gestisce la Striscia di Gaza

Posted by fidest press agency su sabato, 17 luglio 2021

E per farlo deve spendere tanti soldi, così come per attaccare Israele con missili costosi.La credenza secondo cui i palestinesi combattono con le sole pietre lo Stato ebraico è stata finalmente riposta nel cassetto da qualche anno. La moda adesso è quella di contare le morti israeliane e di conseguenze l’efficacia dei razzi sparati da Hamas.Razzi che hanno causato diversi morti e tantissimi danni a Israele, il cui merito è quello di innalzare sempre di più la difesa. Se così non facesse, lo Stato ebraico annovererebbe una quantità spropositata di morti.Sfatato il primo tabu (molto facile farlo tra l’altro), passiamo a un altro: i presunti mezzi esegui con cui Hamas combatte la sua battaglia per distruggere Israele.Hamas è sostenuto da varie organizzazioni e da diversi paesi, fra cui Iran e Qatar. Pensare che sia solo nella guerra contro lo Stato ebraico è quantomai ingenuo o fazioso. Così come lo è ritenere Hamas un’organizzazione (scusate il gioco di parole) non organizzata.Chi decide le strategie di Hamas non sono esclusivamente persone che abbracciano un fucile o lanciano un missile. Sono personaggi che conoscono molto bene la tecnologia e il modo per trarne vantaggi e profitti.Una prova di questo è il fatto che il gruppo terroristico che governa Gaza sta rimpinguando le proprie casse attraverso i bitcoin, la cryptovalute su cui le maglie dei controlli non sono sempre strette.Già nel 2018, la call to action video delle Brigate Izz Al-Din Al-Qassam con cui si invitavano le persone a contribuire alla loro lotta, Hamas aveva intrapreso la strada delle cryptovalute.Secondo le ultime stime, solo nel periodo di maggio, l’organizzazione terroristica sarebbe stata finanziata per una cifra attorno ai 73.000 dollari in bitcoin. Cifra che secondo alcuni operatori sarebbe molto più alta.Da notare il mese di riferimento: maggio, quando imperversava l’attacco di Hamas contro Israele.Un caso? Difficile rispondere. Ciò che si sa con certezza è che Hamas riceve finanziamenti anche attraverso bitcoin, mostrando una capacità tecnologica che molti vogliono nascondere.

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Promenade dans Rome

Posted by fidest press agency su sabato, 17 luglio 2021

Roma/Online 23.07.2021 Summer Schools, Tavola rotonda H14:00-20:00 Ingresso Via Liguria 20 Streaming in diretta. In occasione della Summer School Promenades dans Rome. Assembly practises between visions, ruins and reconstructions, un progetto del Politecnico Federale di Losanna (EPFL), l’Istituto Svizzero ospita una tavola rotonda pubblica con la partecipazione di Nicola Braghieri (EPFL) e Federico Bucci (Polimi).Il soggetto della conferenza Promenades dans Rome sarà la città e il suo ruolo di archivio eterno di riferimenti per la teoria e la pratica dell’architettura. Concepita come una monumentale Wunderkammer, Roma conserva un enorme patrimonio di frammenti pronti per essere ricomposti in nuove architetture. Al tempo stesso, rivela come questi stessi frammenti siano stati assemblati nel corso dei millenni, diventando la più grande e complessa opera d’arte del mondo. L’EPFL organizza insieme all’Istituto Svizzero un dialogo che si propone di offrire una discussione sulla lettura critica dei fenomeni urbani sollecitata dalla teoria dell’arte, sia nella sua forma scritta, sia nella dimensione pratica di produzione artistica e tecnica manuale. Accademici e ricercatori produrranno una riflessione aperta, unendo i contributi delle rispettive discipline. La tavola rotonda tratterà questioni su Roma in qualità di “città costruita in frammenti”, “modello di pratica additiva”, “atlante delle affinità”, “repertorio di analogie”, attraverso un approccio dialettico che confronta storia, teoria, critica, fotografia e design architettonico. In questo modo, la città di Roma costituisce contemporaneamente il soggetto di ogni riflessione e, attraverso la storia delle sue rappresentazioni, il suo principale riferimento teorico e metodologico. La tavola rotonda presenterà la sintesi e la conclusione della settimana in cui ricercatori dell’EPFL di Losanna e di altre istituzioni europee sono ospitati dall’Istituto Svizzero. Alla fine del seminario verrà pubblicato un volume contenente tutto il materiale prodotto durante gli incontri.

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Il mercato del Private Equity è tornato ai livelli pre-Covid

Posted by fidest press agency su sabato, 17 luglio 2021

Nel primo semestre 2021, il settore del Private Equity è tornato ai livelli pre-Covid, mentre cresce significativamente la fiducia degli operatori, spinta dall’accelerazione delle campagne vaccinali a livello globale. Il numero delle operazioni (79) supera quelle registrate nello stesso periodo dello scorso anno (48) e addirittura quelle registrate nello stesso periodo del 2019 (78), mentre quasi 9 operatori su 10 si attendono una forte ripresa, con il Deloitte Private Equity Confidence Index, costruito sulla base dei dati raccolti nelle PE Survey condotte dalla prima edizione ad oggi, che ha raggiunto il valore più alto (134) dal 2011. Dall’analisi delle aspettative degli operatori sulle variabili critiche che influenzeranno il mercato del PE durante il secondo semestre del 2021, emerge un sentiment in miglioramento: il 60% degli operatori non crede che gli impatti della crisi legata al COVID-19 sul mercato perdureranno più di 12 mesi. Il trend di ripresa del settore è confermato dal basso numero di opportunità di investimento abbandonate a causa del COVID-19 negli ultimi 6 mesi. Anche le aspettative riguardo lo scenario macroeconomico migliorano: circa 9 intervistati su 10 si attendono un miglioramento (vs 59,3% di sei mesi fa). La ripresa del ciclo economico avrà anche un riflesso sui multipli di mercato, che secondo il 90,2% degli intervistati aumenteranno. Secondo la survey di Deloitte Private, aumenta l’interesse per le operazioni di expansion capital (33,3% del totale), mentre si riduce la quota di chi predilige operazioni di LBO/Replacement (dal 53,7% al 35,6%). I settori su cui gli operatori prevedono di focalizzarsi maggiormente nei prossimi sei mesi sono Manufacturing, Food & Wine e IT, ma emerge una crescente attenzione anche verso Life Sciences & Healthcare e Industrial Products. Si mantiene alto il numero di preferenze per gli investimenti in quote di maggioranza (77,8%). Con il fine di ridurre l’incertezza legata agli scenari futuri ed il rischio che il business subisca impatti più gravi di quanto stimato, la maggior parte degli operatori ha introdotto più frequentemente nella struttura delle operazioni meccanismi di deferred consideration. Un altro strumento ricorrente è stato quello del preferred equity. Confermato infine il ruolo centrale delle banche commerciali nel financing a supporto delle operazioni d’investimento, con circa l’80% degli operatori di PE che indicano il Senior Debt da queste erogato come lo strumento di debito maggiormente utilizzato sia nel semestre in corso che nel prossimo.

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Consumi, l’Italia non risparmia: è 17esima tra i paesi OCSE

Posted by fidest press agency su sabato, 17 luglio 2021

L’Italia si posiziona al 17° posto per abitudine assoluta al risparmio, con un punteggio di -150. Infatti, solo il 68% degli italiani ha dichiarato di valutare attentamente ogni acquisto contro il 93% dei francesi. Prendendo in considerazione il dettaglio di tendenza al risparmio sulla sola spesa alimentare in relazione al costo d’acquisto, l’Italia è quasi in coda a questa speciale classifica: dietro ci sono solo i consumatori di Nuova Zelanda, Lituania e Portogallo. Un trend che trova conferma nei numeri relativi al comportamento degli italiani online. Sempre secondo la ricerca condotta da BravoSconto, nessun marchio di Food & Drink è nella top 5 dei più cercati dai nostri connazionali per offerte e sconti, dove invece trovano posto i giganti dell’e-commerce come Amazon o eBay, così come i grandi player della moda Zalando e Shein.In termini di volume di ricerca in rete, sono invece stati analizzati 7 paesi (USA, UK, Germania, Francia, Italia e Polonia) e l’Italia è all’ultimo posto con poco più di 5 milioni di ricerche mensili su sconti e offerte. Rispetto ai vicini francesi e britannici, il numero complessivo di ricerche online degli italiani è stato 5 volte inferiore.La Francia è in cima alla classifica degli acquirenti più attivi nella ricerca di sconti e totalizza il punteggio più alto (421 punti). Al secondo posto c’è l’Irlanda con 312, punteggio che si riferisce alla spesa complessiva dei suoi acquirenti e all’attenzione al risparmio in materia di spesa alimentare. La Germania è terza con 288 punti, con i risparmi delle famiglie tedesche che sono i più alti nei paesi OCSE analizzati. In questa categoria, i francesi sono al terzo posto dietro solo alla Germania appunto, e ai Paesi Bassi. Seguono poi gli USA, paese con un’alta propensione al risparmio e buone abitudini di spesa ponderata, e la Norvegia, che risulta anche al primo posto per spesa complessiva in proporzione al costo della vita.

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Al via la IV edizione del Programma UNYD Italy

Posted by fidest press agency su sabato, 17 luglio 2021

E’ realizzato dalla SIOI in collaborazione con il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale e con il patrocinio di Agenzia Nazionale Giovani Lo United Nations Youth Delegate Programme è il principale strumento attraverso il quale gli Stati Membri hanno l’opportunità di includere Delegati Giovanili all’interno delle rispettive missioni diplomatiche, consentendo loro di rappresentare l’interesse dei giovani presso le principali Conferenze ONU e, in particolare, durante l’Assemblea Generale. La SIOI, in qualità di Associazione italiana per l’ONU, è promotrice dell’attuazione del programma in Italia e, in collaborazione con il MAECI, ha lanciato la I edizione nel 2017.Per la IV edizione 2021-2022, sono stati appena designati i nuovi Giovani Delegati alle Nazioni Unite che rappresenteranno la voce dei loro coetanei nei più rilevanti contesti internazionali, partecipando ai lavori della 76° Assemblea Generale ONU e svolgendo una serie di incontri volti a promuovere il programma e a sostenere il ruolo dei giovani come “attori del cambiamento.” STEFANIA BAIT. 26 anni, nata e cresciuta a Trieste, nel 2015 si trasferisce a Roma per seguire il Corso di Studi in Ingegneria industriale e Gestionale presso l’Università degli Studi di Roma Tor Vergata. Attualmente, è al II anno del Dottorato di Ricerca presso il Dipartimento di Ingegneria dell’Impresa dell’Università di Roma Tor Vergata, focalizzato sullo sviluppo del settore industriale in Africa. Ha svolto numerose esperienze, che hanno contribuito a formare le sue competenze professionali e a farle maturare preziose soft skills. “Sono tante le esperienze e le scelte che mi hanno permesso di poter essere la nuova giovane delegata italiana per l’ONU… ma più di tutto la passione verso il mio lavoro e verso le tematiche di sviluppo sociale sono state le vere motivazioni che mi hanno portata sino qui. Questo è il messaggio che porto dentro e che cercherò di comunicare ai giovani italiani durante il mio mandato.” MARCO DEMO. Classe 1997, nato a Motta di Livenza (TV), laureato in Giurisprudenza all’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano. Sin dagli anni del Liceo Classico ha coltivato la passione per le relazioni internazionali come membro di associazioni giovanili e ha sviluppato quest’interesse in alcune summer school durante il periodo dell’università. Specializzato in diritto internazionale, ha apprezzato grazie all’esperienza del Programma Erasmus, l’importanza degli scambi culturali e annovera numerose esperienze come educatore di adolescenti e rappresentante di consulte studentesche.”Essere Youth Delegate dell’Italia presso le Nazioni Unite è per me un grande onore. Utilizzerò quest’anno per portare avanti al meglio le istanze dei giovani italiani all’interno del contesto delle Nazioni Unite. La rappresentanza della realtà giovanile italiana è ancora più importante nel contesto pandemico che stiamo vivendo, soprattutto perché i giovani hanno subito le maggiori ripercussioni sociali, economiche ed educative”.

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Partire dall’alimentazione per la prevenzione delle malattie del sistema nervoso

Posted by fidest press agency su sabato, 17 luglio 2021

Nutrizione e prevenzione in un’ottica di ricerca applicata e immediatamente disponibile per le persone. Sono queste le basi dell’accordo quadriennale siglato oggi dal Presidente del CREA, Carlo Gaudio, e dal Direttore Generale del Santa Lucia IRCCS, Edoardo Alesse. Si partirà dallo studio del microbiota intestinale, il complesso di microrganismi che secondo le ultime evidenze scientifiche svolge un ruolo fondamentale per il benessere dell’organismo.L’obiettivo ultimo è creare un modello virtuoso di scambio tra ricerca, sperimentazione e formazione, per applicare la One Health, l’approccio, promosso dall’OMS, che mira a raggiungere una salute globale, che integri quella delle persone con quella dell’ambiente e degli altri esseri viventi.«Sono molto lieto – dichiara Carlo Gaudio Presidente del CREA – che il CREA possa affiancare il Santa Lucia IRCCS su tematiche così importanti e delicate non solo per il futuro della nostra alimentazione, ma anche della nostra agricoltura come il microbioma, la sicurezza degli alimenti e la nutraceutica».Secondo recenti studi, raccolti dal Santa Lucia IRCCS in una review del 2020 pubblicata dalla rivista scientifica Neuroscientist, una cattiva alimentazione e la conseguente disfunzione del microbiota possono avere impatti severi nello sviluppo di malattie neurodegenerative e neuroinfiammatorie. Attualmente sono già attivi presso l’ospedale di neuroriabilitazione romano numerosi progetti di ricerca volti a determinare l’efficacia della dieta per la prevenzione e il supporto al percorso di neuroriabilitazione in pazienti con, ad esempio, Sclerosi Multipla, Malattia di Parkinson e Alzheimer.«La ricerca traslazionale, missione primaria di ogni Istituto di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico, come il Santa Lucia – afferma Edoardo Alesse, Direttore Generale del Santa Lucia IRCCS – è quell’attività che immediatamente porta i suoi effetti nella vita delle persone e dei pazienti. Sviluppare il tema dell’alimentazione rientra negli obiettivi che ci poniamo ed è particolarmente efficace poiché affronta il tema della prevenzione e della riduzione dei fattori ambientali che contribuiscono allo sviluppo di malattie del sistema nervoso».

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Agroecologia e cultura della sostenibilità

Posted by fidest press agency su sabato, 17 luglio 2021

Per fondare una nuova agricoltura al servizio dell’uomo e della terra è indispensabile recuperare le conoscenze del passato integrandole con le ultime tecnologie digitali, coniugando così tradizione e modernità – dichiara Andrea Michele Tiso, presidente nazionale Confeuro. Per far ciò è necessario potenziare la formazione di cui tanti giovani agricoltori hanno oggi bisogno per gestire o avviare in modo proficuo aziende sostenibili.Negli ultimi decenni l’agricoltura è stata dominata dalla meccanizzazione e dalla chimica, che hanno permesso rese prima impensabili ma hanno anche spezzato il legame dei coltivatori con il loro elemento naturale: la terra – continua Tiso. Per recuperare questa connessione e colmare il vuoto formativo stanno nascendo nuove realtà, come la Scuola pratica di agroecologia Valdibella, a Camporeale, che si propongono di approfondire le numerose pratiche agricole a disposizione dei coltivatori che hanno scelto di fare della sostenibilità la loro priorità.La formazione in questo campo è un passaggio fondamentale per favorire la transizione ecologica. Prima ancora che nelle leggi e nei regolamenti, quest’ultima deve infatti prendere forma nella cultura d’azienda a partire soprattutto dai giovani. Nessun cambiamento può avere chance di successo senza una forte spinta dal basso fondata sull’approfondita conoscenza delle alternative a disposizione e della loro sostenibilità economica.

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IFAD’s new investment programme to boost private funding of rural businesses and small-scale farmers

Posted by fidest press agency su sabato, 17 luglio 2021

Rural businesses, which are so vital for transforming our food systems, will get a much needed boost from an ambitious new financing programme launched today by the UN’s International Fund for Agricultural Development (IFAD), as part of its broader efforts to address rising hunger and poverty levels in the world’s poorest countries.The Private Sector Financing Programme (PSFP) aims to spearhead an increase in much-needed private investment in small and medium-sized enterprises (SMEs), farmers’ organizations and financial intermediaries servicing small-scale farmers, which are too often neglected by investors. It will provide loans, risk management instruments (such as guarantees), and equity investments.“We can end poverty and hunger! But to achieve this, we urgently need to stimulate more private sector investments to rural areas and unlock the immense entrepreneurial potential of millions of rural SMEs and small producers,” said Gilbert F. Houngbo, President of IFAD. “With access to capital, they can attract more investors and partners, grow their businesses and create employment opportunities – especially for young people and women.”As part of its launch, the PFSP announced its first loan of US$5 million to a Nigerian social impact enterprise, Babban Gona, which has a strong background in successfully moving small-scale farmers from subsistence to a more market-orientated model. The loan will help Babban Gona support 377,000 small-scale rice and maize producers in Nigeria with a comprehensive package of training, quality inputs, and marketing services. Babban Gona will also store and sell the harvest on behalf of its farmers when prices are higher. They aim to create up to 65,000 jobs for women and 66,500 jobs for youth by 2025. By committing these funds, the PSFP aims to stimulate larger contributions from other investors and help Babban Gona meet its target to raise $150 million to reach millions of small producers.

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Il sociale nei centri studi Fidest

Posted by fidest press agency su sabato, 17 luglio 2021

Abbiamo più volte richiamato l’attenzione, di chi ci onora leggerci, sulla necessità, in via prioritaria, che si ponesse mano alle riforme della previdenza e dell’assistenza. Più volte ci siamo soffermati sul progetto da noi elaborato e ci siamo persino addentrati su alcune possibili varianti, ma non diciamo che la nostra proposta è valida al 100% ma che, pur essendo perfettibile, sia capace di migliorare la nostra esistenza e di ridurre le tensioni generazionali e i conflitti di genere. Pensiamo alla previdenza. Abbiamo subito avanzato un’indicazione che a taluni è parsa provocatoria allorché abbiamo detto “aboliamo le pensioni”. In effetti, con l’allungamento della vita, con la ricerca medico-scientifica che tende a renderla migliore, noi possiamo fare un passo avanti importante. E lo abbiamo spiegato. Se, infatti, accantoniamo l’idea della previdenza e passiamo a quella dell’assicurazione possiamo garantire per ogni dieci anni di lavoro una rendita pari al 20% della media delle retribuzioni erogate e il discorso vale sia per i lavoratori dipendenti sia per gli autonomi. Non solo. Possiamo nell’arco della nostra esistenza calibrare le nostre forze in rapporto al lavoro che si svolge. In proposito abbiamo fatto un esempio tipico che è quello del giocatore di calcio professionista. Di solito tra i trentacinque e i quaranta anni tende ad appendere gli scarpini al chiodo ma non per questo si considera un pensionato. Tutt’altro. Si cercherà un’altra attività e lo stesso dovrebbe verificarsi per tutti noi ricercando una scala graduata di lavori in rapporto al “peso degli anni”. Dopo di tutto che senso ha risparmiare per fare un gruzzoletto da servire come “assicurazione” per gli anni di magra quando sarebbe possibile concentrare le proprie risorse per avere con cadenza decennale una rendita che in cinquanta anni di attività potrebbe raggiungere il 100% della media delle retribuzioni percepite in tale periodo? L’assistenza non dovrebbe essere da meno assicurando non una “assistenza universale” ma una “prevenzione universale”. E si sa che prevenire e sempre meglio che curare e non solo in senso economico, ma soprattutto per individuare in tempo i mali e porvi riparo al minor costo e per sollevarsi da quelle che potrebbero essere delle sofferenze inevitabili. Si può, quindi, costruire un modello di società diverso con un impegno economico che si premia da solo. Se è facile proporre non è altrettanto agevole la realizzazione perché vi interferiscono gli egoismi personali, la consapevolezza che si possano ridurre gli arricchimenti individuali e che si possa arrivare ad una società dove si “rischia” di far scomparire le logiche del consumismo e il suo figlio degenere che è il profitto, ad ogni costo, a scapito dei più deboli. (Riccardo Alfonso)

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Impariamo a convivere con le idee altrui

Posted by fidest press agency su sabato, 17 luglio 2021

In questi giorni abbiamo avuto la comprova, ammesso che ci fosse stato bisogno del modo come diventino conflittuali le opinioni e persino la rappresentazione di fatti e circostanze che, per il loro evolversi, si pensa possano avere un solo modo di vederli. Altri, invece, dimostrano il contrario. Si può essere, ovviamente, in mala fede, ma ciò non cambia la sostanza del ragionamento. Nel corso della sua lunga storia l’umanità si è nutrita di passioni, di conflitti, di gioie e di dolori. Moltitudini di essere umani hanno ucciso e sono stati uccisi dai loro simili per un interesse partigiano, per odi razziali e tribali, per la sete di possesso, per il primato di un principe e per il fanatismo religioso, per la cultura temporale della fede. Abbiamo avuto il secolo delle ideologie aberranti. Ci siamo abbeverati alla fonte delle logiche consumistiche e abbiamo visto il nostro simile come preda da dominare e, all’occorrenza, eliminare. Alla fine, è spuntato il XXI secolo e molti guardandosi dietro sono riusciti ad inorridire per gli orrori compiuti, ma non sono stati capaci di porvi riparo, pur consapevoli che stiamo avviandoci per la strada del non ritorno. Ciò che oggi è più importante che siano consci del perché di tanti insuccessi. È perché non abbiamo imparato a convivere con le idee altrui, a rispettarle e a misurarsi con esse poiché non esiste una verità conclamata ma tanti pezzi di verità sparsi per il mondo e che attendono pazientemente d’essere individuati e raccolti come si fa con un puzzle. Noi abbiamo bisogno di uomini come lo è stato Giovanni Paolo II e ancor prima Ghandi e molti altri e, tra questi, potrebbe esserci Papa Francesco. Uomini che fanno paura a chi si trova nel suo elemento guazzando nel torbido. È un segnale importante e se anche la loro luce è flebile, nell’oscurità di una notte senza stelle, non dobbiamo perderne la traccia. (Riccardo Alfonso)

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Il modello italiano di nazione

Posted by fidest press agency su sabato, 17 luglio 2021

Le grandi nazioni si sono costruite essenzialmente su due modelli, quello legittimistico basato sull’alleanza fra il “trono” e “l’altare” e quello giacobino della “nazione in armi”. Qual è il modello italiano? Se penso al nostro Risorgimento mi pare impossibile inquadrare la sua evoluzione in uno dei due modelli citati. D’altra parte, la nazione “legittimista” finì con il realizzarsi con il concordato del 1929 che chiudeva la questione romana, identificata da Antonio Gramsci come il problema principale (insieme con quella meridionale) per la realizzazione effettiva dell’unità nazionale. Fu una partenza debole, per le istituzioni liberali, essendo rimaste a lungo prive dell’apporto delle masse cattoliche e contadine. È in quella fase che il nazionalismo diventa, proprio perché espressione di élite ristrette, antiparlamentare e potenzialmente eversivo. La rivincita dell’idea della nazione in armi venne con la Resistenza, in cui però le motivazioni patriottiche e quelle classiste non si fusero mai completamente, la lotta sociale s’intrecciò con la guerra civile, e il risultato fu la costruzione di un nuovo Stato e di un nuovo patto costituzionale che prescindeva dall’idea di nazione. Un’altra indicativa svolta l’abbiamo avuta nel 1948, dove i vincitori si raccolsero intorno alla figura di Alcide de Gasperi e i perdenti si sentirono stranieri in patria. Ancora una volta il vento del cambiamento nelle relazioni internazionali, dopo la caduta del muro di Berlino, nel 1989 riportò in Italia un sostanziale reinserimento delle forze di origine comunista e il loro modo di riconciliarsi pienamente con l’idea di nazione. Oggi, probabilmente, siamo di fronte a nuove forme evolutive del nostro modello di nazione. La sua crescita è in una fase iniziale per cui per il momento è arduo dare una definizione esaustiva. Vedremo nei prossimi anni. Ciò che, tuttavia, mi appare indicativo è che nell’attesa del nuovo corso ci siamo imbattuti in un risveglio dei localismi e delle tendenze separatiste. La verità è che abbiamo fatto poco per dare al sistema paese il suo assetto unitario lasciando che il meridione restasse indietro rispetto agli stimoli innovativi esercitati nel Nord. Ora questo nodo irrisolto giunge al pettine e potrebbe guastare la festa a quella parte di italiani che sente vivo il sentimento unitario. (Riccardo Alfonso)

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Italiani un popolo ingovernabile?

Posted by fidest press agency su sabato, 17 luglio 2021

Dalla sua unità è trascorso oltre un secolo e mezzo; eppure, tutta la sua storia e la cronaca di questi giorni ci danno una nazione divisa anche quando con la dittatura fascista si cercò un’identità unitaria. Fu solo un fuoco di paglia che ci portò di filato in una guerra dalla quale uscimmo malconci ma non redenti. Diventammo forzatamente democristiani per ragioni di politica internazionale, ma con un partito comunista molto forte e temuto. Con lo sfaldamento della D.C. e dei suoi alleati, negli anni novanta, ci trovammo senza una guida ma alla mercé del primo imbonitore di turno. Così costruimmo un altro ventennio, dove fornimmo prova della nostra capacità di sopravvivere agli scandali, alla corruzione, al malgoverno, agli inciuci e alle panzane che ci ammannivano a manca e a destra. Ora ci ritroviamo con i cocci in mano, ma continuiamo a bramare il nostro messia politico e poco importa se ha dei difetti e delle debolezze. È lui che ci fa sognare il paese che non è e che non sarà a dispetto della cruda realtà. Per lui ci dividiamo, litighiamo, fanatizziamo e rendiamo sempre più confuso e triste la nostra vita. Non riusciamo ad avere la mente lucida, d’essere consapevoli che non è più il tempo di deleghe in bianco, ma che dobbiamo verificare di persona il mandato che noi affidiamo ai nostri eletti. Dobbiamo avere la consapevolezza di essere un popolo che non ha più la licenza d’inseguire le chimere ma di misurare il futuro con le sue mani e le sue azioni. (Riccardo Alfonso)

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Il cattolicesimo e le nuove sfide

Posted by fidest press agency su sabato, 17 luglio 2021

I temi ricorrenti, e non sono solo di questi giorni, sono quelli che più di frequente appaiono anche sui quotidiani di tutto il mondo e si riferiscono alle coppie di fatto, a matrimoni omosessuali, alla riproduzione sessuale in vitro, ai divorzi e più in generale alle nuove provocazioni di “frontiera” della genetica. La risposta che oggi abbiamo, sia pure articolata in modo diverso è quella di generale chiusura per il diverso che si prospetta e con un certo irrigidimento delle posizioni in specie in casa del Vaticano. Non dico, a questo punto, che sia un errore fissare dei paletti oltre i quali presumere che si possa giungere a creare confusione di ruoli e perdita di valori etici e religiosi. Tutt’altro. Vi è, in ogni caso, un margine entro il quale occorre ragionare con più ponderazione. Il timore è pienamente giustificato da parte di chi pensa che, concedendo qualcosa, si finisca con il far franare il castello che si è costruito in secoli di professioni di fede e di dogmi accertati e riconosciuti validi e sperimentati con successo nel tempo a dispetto degli eventi e della loro mutabilità legata, si ritiene, alle mode e non alle certezze alle quali sembravano ancorarsi. È anche vero che una revisione delle “certezze” va fatta sgombrando il campo dall’idea che taluni considerano la religione un sinonimo di “conservazione”, di “tradizione” e che, in virtù di ciò, non accettano il nuovo per partito preso e non per intimo convincimento. Di certo un grande passo papa Giovanni Paolo II, e in una certa misura i suoi predecessori e coloro che si sono succeduti, l’ha compiuto sul fronte del riconoscimento dei propri errori nei confronti degli altri credi religiosi, ma è ancora poco se vogliamo dare una visione di una Fede che sappia riconoscere i suoi limiti temporali mentre ci parla del trascendente. Non dico, però, le cose che dovrebbero essere cambiate o i rigori della dottrina che andrebbero smussati, ma suggerisco che se ne parli sia pure a porte chiuse, ma se ne parli anche nei “palazzi” del potere ecclesiastico perché qualcosa è cambiato tra la gente e quel qualcosa merita la dovuta attenzione ed anche riconoscimento. (Riccardo Alfonso)

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