Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 30 n° 265

Archive for maggio 2018

Terza edizione dell’evento dedicato alla DOC Maremma Toscana

Posted by fidest press agency su giovedì, 31 maggio 2018

Grosseto. E’ stato organizzato dal Consorzio Tutela Vini della MaremmaToscana e ha registrato un aumento dei visitatori e un’ottima partecipazione da parte della stampa italiana e internazionale.
Le 35 Aziende che hanno portato oltre 100 etichette in degustazione nella suggestiva location delle Casette Cinquecentesche al Cassero Senese di Grosseto hanno permesso al pubblico, alla stampa e agli operatori di settore di conoscere da vicino tutte le sfumature di questo territorio unico che è la Maremma Toscana, dove i variegati territori vedono vitigni autoctoni – tra cui Sangiovese, Ciliegiolo, Alicante e Vermentino – affiancarsi a uve internazionali – Cabernet Sauvignon, Cabernet Franc, Merlot, Syrah, Viognier, Sauvignon, Chardonnay, Petit Verdot – e dove nascono grandi vini che stanno riscontrando sempre più interesse.
L’appuntamento con Maremmachevini è stato anche l’occasione per fare un bilancio. L’annata 2017, che “sarà ricordata per la scarsa quantità di prodotto, fortunatamente compensata, almeno in parte, da una qualità delle uve sopra le aspettative” – come ha dichiarato Luca Pollini, Direttore del Consorzio Tutela Vini della Maremma Toscana – ha fatto riscontrare dati produttivi – riferiti alle quantità di uve rivendicate e alla produzione potenziale di vino delle diverse varietà – che sono difficilmente comparabili con quelli dell’annata precedente. I dati degli imbottigliamenti, invece, sono senza dubbio più incoraggianti e fotografano un trend di continua crescita, arrivando a toccare nel 2017 i 5,7 milioni di bottiglie totali, delle quali più del 41% sono della tipologia Rosso e oltre il 17% di Vermentino (circa 1 milione di bottiglie). Al primo posto del podio, quindi, troviamo il Maremma Toscana Rosso con un incremento, rispetto al 2016, del 17,06%, seguito dal Vermentino che, però, fa riscontrare un lieve calo rispetto al 2016 e Sangiovese, anch’esso in calo rispetto agli imbottigliamenti del 2016. Queste tre tipologie rappresentano quasi il 70% delle bottiglie Maremma Toscana DOC imbottigliate nel 2017. Molto interessanti sono gli incrementi percentuali di alcune delle tipologie che seguono in questa speciale classifica, ovvero il Bianco (+17,44%), il Cabernet Sauvignon (+26,98%) e il Merlot (+56,49%), mentre il Ciliegiolo resta pressoché immutato e rappresenta la quinta tipologia più imbottigliata della DOC con poco meno di 310.000 bottiglie. “Siamo soddisfatti e fiduciosi”, dichiara Luca Pollini, e continua “questi dati confermano la costante crescita della Denominazione correlata ad una crescente domanda di vini della Maremma. Feedback positivi arrivano dal nord Europa e dai mercati notoriamente maturi, come gli Stati Uniti, che possiedono un’ampia cultura del vino a livello internazionale, ma segnali incoraggianti provengono anche dal mercato interno sempre più attratto da questa Denominazione e dal meraviglioso territorio dal quale proviene”.
La Maremma è un territorio unico che possiede un incredibile patrimonio storico, culturale ed eno-gastronomico, per molti ancora poco conosciuto e Maremmacheviniè diventato ormai l’appuntamento annuale che consente al settore e ai wine lovers di conoscere le tante facce della Denominazione, dove se i rossi la fanno da padrone anche i bianchi iniziano a far sentire la propria voce. Il Vermentino, in particolare, la cui capacità produttiva è molto importante, superando i 700 ettari nel territorio, è la varietà di bianco della Doc più imbottigliata e più richiesta sul mercato. Senza dimenticare un’importante crescita dei Vini Rosati che in Maremma esprimono livelli qualitativi come in pochi altri territori italiani.
Una terza edizione all’insegna del rispetto del territorio: in questa direzione molte aziende stanno adottando pratiche agronomiche sostenibili come l’impiego degli insetti utili, strumenti per l’agricoltura di precisione, corridoi ecologici per preservare la biodiversità, conduzione biologica e biodinamica, con l’obiettivo comune di tutelare la salute del consumatore, ridurre l’impatto ambientale e valorizzare questo prezioso patrimonio.

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A 50 anni dalla pubblicazione de “Il mondo salvato dai ragazzini”

Posted by fidest press agency su giovedì, 31 maggio 2018

Procida 1 e 2 giugno località Terra murata Piazza Marina Grande cerimonia conclusiva per il primo anno di attività svolte a Procida da un progetto culturale e sociale corale continuativo, nel nome di Elsa Morante. La presentazione è stata aperta da un applaudito reading di Rosaria De Cicco e Nello Mascia, tratto da Il mondo salvato dai ragazzini di Elsa Morante, ispiratrice di questo progetto: realizzato in collaborazione anche con il mensile «Andersen – il mondo dell’infanzia» diretto da Barbara Schiaffino, l’ente di formazione Agita Teatro, tutta la comunità educante (coordinata da Pina Cucurullo, segretario della Giuria Tecnica del Premio) e le due librerie dell’isola, Graziella e Nutrimenti, con il supporto iniziale della Fondazione Banco di Napoli. «L’azione culturale dell’Associazione Kolibrì è garanzia di qualità nel campo della civiltà dell’infanzia, in piena sintonia con lo spirito della Fondazione, laboratorio che intende creare armonia tra le manifestazioni culturali, educando alla lettura e alla bellezza» afferma il Presidente Ciruzzi. «Perciò – continua – la Fondazione Premio Napoli accoglie questo sodalizio, che aprirà anche le nostre iniziative al riconoscimento condiviso delle migliori voci della letteratura giovanile, nel segno di una cultura partecipata e dell’interazione con i giovani che è il miglior antidoto all’orrore dilagante che pensa di sconfiggere l’illegalità con la repressione. Non c’è sicurezza senza crescita culturale, investimento nel welfare e una educazione precoce alla bellezza».
«Questo progetto – aggiunge il sindaco di Procida Raimondo Ambrosino – sottolinea e rafforza lo storico legame tra l’isola e Napoli, con un omaggio a Elsa Morante che celebra la partecipazione attiva dei nostri bambini, in una condivisione culturale più ampia della nostra piccola realtà di provincia». Una «piccola isola ma con una grande scuola» gli fa eco la dirigente Martano, napoletana da tre anni a Procida, che grazie a questa esperienza si è annoverata tra i «Felici Pochi» morantiani. Un’isola che conta, infatti, quasi 1500 bambini e ragazzi «i quali, contraddicendo gli stereotipi degli adulti Infelici Molti – ironizza Martano – amano, e come, leggere: ma solo quando trovano proposte di senso, di interesse e accattivanti come questa».
«Questo progetto – dice Lubrano Lavadera – ci ha fatto sognare con il suo respiro controcorrente di fraternità e di educazione alla pace. Un grande sogno che ne contiene un altro: l’auspicio di restituire alla fruizione pubblica i locali dell’opificio dell’ex Carcere Borbonico a Terra Murata, sito che vorremmo destinare alla Casa delle Arti dei Bambini e Ragazzi». In questo senso, aggiunge Trotta illustrando le tappe del progetto, «Procida salvata dai ragazzini è anche una sfida, un cammino condiviso, una fucina di idee in movimento che aspira a creare ponti con altre realtà, nel segno dei più giovani e dei beni relazionali». Di qui il primo gemellaggio con i ragazzini della Comunità Montana di Vico Equense (I.C Caulino), che con la guida di Guadagnuolo apriranno le manifestazioni conclusive sull’isola, mettendo in scena una parte de Il mondo salvato dai ragazzini. «Sono i primi “vascelli vagabondi” che suggellano una straordinaria esperienza formativa partecipata dal basso, che ha registrato da subito un entusiastico riscontro nei bravi docenti e allievi dell’isola».

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Pentastellati e la politica italiana: Una storia di ieri che resta d’attualità

Posted by fidest press agency su giovedì, 31 maggio 2018

Traduzione dell’intervista a Ignazio Corrao, Efdd/M5S, pubblicata dal quotidiano belga Le Soir
Come reagite alla nomina di Carlo Cottarelli?
Si capisce benissimo che questa decisione era pronta e probabilmente pianificata: il Presidente Mattarella ha convocato immediatamente Cottarelli dopo aver rifiutato di nominare il nuovo governo del cambiamento.
Il nome di Savona era percepito come quello di un oppositore all’euro…
L’uscita dalla zona euro non era menzionata da nessuna parte nel nostro accordo di coalizione. Questa era una scusa inaccettabile per evitare la nascita del nostro governo. Savona era stato già ministro di un governo tanti anni fa (quello di Carlo Azeglio Ciampi, nel 1993-94 ndr), e ciò non aveva posto alcun problema. Savona non ha mai detto che contava di portare il nostro Paese fuori dall’euro o dell’Unione europea.
Il presidente Mattarella ha rifiutato di nominare Savona perché, come ha spiegato, il nome del ministro delle Finanze costituisce un messaggio ai partner stranieri e ai mercati.
Il messaggio che il Presidente della Repubblica ha mandato è, primo, che la voce popolare non è rispettata in Italia, secondo, che la maggioranza scelta dai cittadini non è stata accettata, terzo, che l’Italia è una colonia dei mercati, della Germania e di tutti quelli che hanno interessi finanziari nel nostro Paese. Noi siamo favorevoli a una Europa forte dove l’Italia non sia sottomessa agli altri Paesi, ma giochi il ruolo di grande Paese e di Paese fondatore dell’UE quale è.
Parlare di colonia non è un po’ particolare quando un Paese ha un debito che raggiunge il 130% del suo PIL, ciò che lo mette necessariamente in una certa situazione di dipendenza di fronte ai suoi creditori?
Ok, ma questo non giustifica che si neghi il risultato delle elezioni. Noi non abbiamo mai detto che avremmo cessato di pagare i nostri debiti. Al contrario, abbiamo detto che vorremo lavorare coi nostri partner europei. Ma se si decide che il governo è scelto dalle agenzie di rating, allora sopprimiamo le elezioni e la volontà popolare. Questo è un brutto precedente per l’Unione europea e per il concetto di democrazia stessa.
Non avete detto mai o scritto di volere uscire dell’euro. Ma riconoscete che la vostra politica di bilancio avrebbe messo l’Italia sulla via di un shock frontale con tutto il sistema economico e monetario della zona euro?
Non abbiamo mai evocato questa prospettiva. Come membro del Parlamento europeo ho lavorato a rafforzare l’UE e la nostra direzione politica, in particolare quella di Luigi Di Maio, era sempre orientata al rafforzamento del progetto europeo. Quello a cui vi riferite è il lavoro di forze esterne all’Italia o di chi ha perso le elezioni e che hanno voluto evitare la nascita di un governo fra Movimento 5 Stelle e Lega.
Non avete l’idea che Matteo Salvini, il leader della Lega, abbia giocato la politica del sempre peggio, senza fare tutto ciò che era possibile per installare il vostro governo, perché ha visto i sondaggi progredire in suo favore?
Non possiamo prevedere ciò che accadrà nei prossimi giorni: bisognerà aspettare un po’ per comprendere ciò che voleva la Lega. Ma hanno partecipato lealmente alla creazione di questo governo e il suo programma. (fonte: Movimento cinque stelle)

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Libya: EU efforts should focus on protecting migrants, MEPs say

Posted by fidest press agency su giovedì, 31 maggio 2018

The protection of migrants and refugees in Libya and their conditions in detention centres should be improved and the Libyan authorities should close facilities that are not in line with international standards as soon as possible, MEPs recommend. They also ask the EU Council, Commission and External Action Service to step up international efforts to dismantle migrant smuggling and human trafficking networks and continue and intensify the work of EUNAVFOR Med Operation Sophia to disrupt the business model of traffickers and smugglers.During an official delegation of the European Parliament to Libya on 20-23 May 2018 – the first since 2012 – MEPs confirmed “the European Parliament stands ready to support the national dialogue amongst Libyans”.
Parliament’s rapporteur Pier Antonio Panzeri (S&D, IT) said: “With this report, we did not confine ourselves to providing a realistic picture of the situation in Libya, but we wanted to set out the path that we should be following to try to get out of the current crisis. It is necessary to frame the process of reconstruction of Libya within a broader regional strategy to tackle many problems such as the disarmament of the militia, immigration and violations of human rights”.

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Attacco vaticano contro la finanza speculativa

Posted by fidest press agency su giovedì, 31 maggio 2018

Il recente documento della Congregazione per la Dottrina delle Fede è davvero rivoluzionario. Infatti, le “Considerazioni per un discernimento etico circa alcuni aspetti dell’attuale sistema economico-finanziario” sono un attacco preciso e forte alla speculazione e ai mercati senza regole. Ovviamente papa Francesco ne ha autorizzata la pubblicazione, in assoluta coerenza con il principio di una Chiesa povera al servizio dei più deboli. I tempi sono cambiati davvero se l’ex Santo Uffizio è alla testa della battaglia per la giustizia sociale ed economica.
Il documento propone la realizzazione di un “ordine etico, come indispensabile fondamento per edificare una degna comunità degli uomini regolata da leggi improntate a reale giustizia”.
La lucida analisi e le proposte relative alla finanza globalizzata superano per precisione e profondità anche i tanti studi approntati dai più prestigiosi istituti economici.
Si dice, purtroppo, che dalla recente crisi finanziaria non si è sviluppata una nuova economia più attenta ai principi etici né una nuova regolamentazione delle attività finanziarie, che avrebbe potuto neutralizzare “gli aspetti predatori e speculativi” a vantaggio dell’economia reale. Non si è guardato al bene comune né si è cercato di creare e diffondere la ricchezza, eliminando le intollerabili disuguaglianze esistenti nel mondo.
L’ex Santo Uffizio denuncia il rischio di emarginazione per la maggior parte degli uomini del pianeta, sempre più “esclusi e scartati”.
Perciò afferma che, ”si sente la necessità di intraprendere una riflessione etica circa taluni aspetti dell’intermediazione finanziaria, il cui funzionamento, quando è stato slegato da adeguati fondamenti antropologici e morali, non solo ha prodotto palesi abusi e ingiustizie, ma si è anche rivelato capace di creare crisi sistemiche e di portata mondiale.”
Di conseguenza, anche la politica è resa impotente dalla sovra nazionalità dei grandi networks economico-finanziari, diventando spesso ancillare di interessi estranei al bene comune.
Da qualche tempo è in atto “una cattiva finanziarizzazione dell’economia, facendo sì che la ricchezza virtuale, concentrandosi soprattutto in transazioni caratterizzate dal mero intento speculativo e in negoziazioni ad alta frequenza (high frequency trading), attiri a sé eccessive quantità di capitali, sottraendoli in tal modo ai circuiti virtuosi dell’economia reale”.
Si è entrati in un’economia dove il lavoro da bene diventa strumento e il denaro da mezzo diventa fine. Il risultato è la spregiudicata e amorale “cultura dello scarto” che ha emarginato grandi masse di popolazione. Non solo nel terzo mondo.
Il documento non si limita a fare delle mere esortazioni morali ma affronta importanti questioni come la funzione sociale del credito contrapposta ai comportamenti usurari. Analizza la pericolosità di certi strumenti economico-finanziari che possono creare rischi sistemici, “intossicando” l’organismo economico. In particolare certi derivati, quali le cartolarizzazioni che, dopo varie transazioni, perdendo i valori reali sottostanti aumentano i rischi e favoriscono l’insorgere di bolle speculative. Sono una sorta di “ordigni a orologeria”, soprattutto se sono negoziati sui mercati non regolamentati, i così detti over the counter, più esposti all’azzardo e alle frodi.
Nello scritto vaticano si punta il dito sulla pericolosità dei credit default swaps, quei derivati che permettono di scommettere sul rischio di fallimento di una terza parte. “Il mercato dei cds, alla vigilia della crisi finanziaria del 2007, era così imponente da rappresentare all’incirca l’equivalente dell’intero Pil mondiale”, si ricorda.
Le proposte suggerite dalla Congregazione sono precise e pertinenti. Si chiede la certificazione da parte dell’autorità pubblica di tutti i prodotti che provengono dall’innovazione finanziaria; la regolamentazione del sistema finanziario; il coordinamento sovra nazionale fra le diverse architetture dei sistemi finanziari locali per arginare una massiva deregulation e la capacità di aggirare le regole dei singoli Paesi; la separazione bancaria tra l’attività di gestione del credito ordinario e del risparmio e quella destinata all’investimento e al mero business; l’istituzione di Comitati Etici, in seno alle banche, da affiancare ai Consigli di Amministrazione; l’introduzione di una clausola generale che dichiari illegittimi, con conseguente responsabilizzazione patrimoniale di tutti i soggetti a cui questi sono imputabili, quegli atti il cui fine sia l’aggiramento delle norme vigenti; specifiche misure contro il “sistema bancario ombra” e la finanza offshore, che offrono grandi possibilità di evasione e di elusione fiscale.Si ricorda inoltre che basterebbe una minima tassa sulle transazioni compiute offshore per risolvere buona parte del problema della fame nel mondo. Invece questo sistema ha finito per aggravare il debito pubblico delle economie meno sviluppate.
Noi plaudiamo all’iniziativa del Vaticano, sperando che in sede internazionale se ne tenga conto. Ricordiamo che, con vari articoli, da tempo denunciamo le degenerazioni della finanza speculativa, sollecitando gli opportuni interventi di riforma.(Mario Lettieri già sottosegretario all’Economia e Paolo Raimondi economista)

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Preparing Youth for the Fourth Industrial Revolution

Posted by fidest press agency su giovedì, 31 maggio 2018

Educators teach to the test. They have to. Tests are powerful tools that tell people what they believe is important. What happens when vast amounts of what schools test can be answered in seconds on student’s smartphones? Rising numbers of college graduates are having difficulties finding jobs at the same time as employers complain they cannot find people with skills. In an exclusive new interview with C. M. Rubin, Founder of CMRubinWorld, OECD principal Andreas Schleicher reveals that it’s not uncommon to find “a few academics and government officials who determine what millions of students will learn” and these leaders “will often defend the scope and integrity of their discipline.” Schleicher is currently leading over 70 countries in their efforts to design and implement education policies and practices for a new world. “The reason why it is so hard to move school systems is that there is a much larger invisible part under the waterline. This invisible part is about the interests, beliefs, motivations and fears of the people who are involved in education, parents and teachers included.” He adds, “It will be our imagination, our awareness and our sense of responsibility that will enable us to harness the opportunities of the 21st century to shape the world for the better.”
Andreas Schleicher is Director for Education and Skills and Special Advisor on Education Policy to the Secretary-General at the Organization for Economic Co-operation and Development (OECD) in Paris. He is the author of the newly released book, World Class: How to Build a 21st Century School System.Founded by C. M. Rubin, CMRubinWorld launched in 2010 to explore what kind of education would prepare students to succeed in the Fourth Industrial Revolution. Its award-winning series, The Global Search for Education, is a celebrated trailblazer in the renaissance of the 21st century, and occupies a special place in the pulse of key issues facing every nation and the collective future of all children. It connects today’s top thought leaders with a diverse global audience of parents, students and educators. Its highly readable platform allows for discourse concerning our highest ideals and the sustainable solutions we must engineer to achieve them. C. M. Rubin has produced over 700 interviews and articles discussing an expansive array of topics under a singular vision: when it comes to the world of children, there is always more work to be done.

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Innalzato il giudizio sulle azioni USA alla luce della solidità degli utili

Posted by fidest press agency su giovedì, 31 maggio 2018

A cura di Toby Nangle, Co-responsabile asset allocation globale e Responsabile multi-asset EMEA, e Maya Bhandari, Gestore di portafoglio, Multi-asset. Nel contesto di rumori di sottofondo quali le continue scaramucce commerciali tra gli Stati Uniti e il resto del mondo, l’andamento dell’economia cinese e le tensioni geopolitiche, abbiamo dedicato un po’ di tempo ad analizzare i recenti movimenti dei mercati e le implicazioni per gli attivi rischiosi. La nostra convinzione che i mercati continueranno a fornire rendimenti modesti ma positivi è stata confermata, e i nostri giudizi sul posizionamento di asset allocation restano in definitiva immutati. Tuttavia, abbiamo recente innalzato il giudizio sulle azioni statunitensi da negativo a neutrale.Dall’inizio del 2016 il mercato azionario statunitense evidenzia la peggiore performance tra i principali mercati in termini di moneta unica; quest’andamento è coerente con le nostre prospettive di reflazione e crescita globale regolare, nell’ambito delle quali ci aspettiamo una sovraperformance di mercati emergenti, Europa e Giappone.Tuttavia, la recente stagione dei risultati negli Stati Uniti è stata sorprendentemente positiva, e soprattutto tale vigore non è stato interamente determinato dalla riforma fiscale, come indicano le revisioni al rialzo delle stime sulla crescita futura dell’EBIT (utili al lordo di interessi e imposte). Sulla base dello stesso parametro, la crescita futura degli utili nei mercati emergenti e in Europa viene frenata dai movimenti delle valute, mentre i dati giapponesi sono risultati generalmente in linea con le attese, rendendo la performance degli Stati Uniti sorprendentemente incoraggiante.Quest’anno le azioni USA hanno registrato un andamento in linea con le azioni globali, segnando il passo rispetto ai mercati giapponesi ed europei; l’assenza di una sovraperformance suggerisce che gli sgravi fiscali dell’amministrazione Trump erano stati in precedenza scontati dai mercati. Tuttavia, tenendo conto delle recenti revisioni al rialzo delle stime sulla crescita dell’EBIT, che segnalano un miglioramento dei fondamentali al dì là del regime fiscale più favorevole, crediamo che le valutazioni azionarie statunitensi siano diventate più convenienti dall’inizio dell’anno. Tutto questo, abbinato al fatto che il mercato statunitense ospita imprese globali dominanti che continuano ad attrarre investimenti, giustifica l’innalzamento del nostro giudizio da negativo a neutrale.Sempre negli Stati Uniti abbiamo effettuato un’analisi dei deficit gemelli, il cui risultato avvalora la nostra convinzione circa un indebolimento strutturale del dollaro USA nel medio termine, subordinatamente a qualche apprezzamento sporadico.
Nonostante la crescita rimanga robusta a livello globale, in diversi mercati sviluppati i dati hanno iniziato a indebolirsi. L’inasprimento delle condizioni finanziarie, la cui assenza aveva dato impulso alla crescita nel 2017, inizia a farsi sentire, anche se negli Stati Uniti lo stimolo fiscale intempestivo dovrebbe sostenere la crescita quest’anno e nel prossimo. Una causa maggiore di incertezza è forse l’emergere delle guerre commerciali, la cui futura evoluzione dev’essere attentamente monitorata, nonostante gli effetti modesti nell’immediato. In un contesto di imminenti rialzi dei tassi negli Stati Uniti, valutazioni azionarie elevate e attività di fine ciclo, non vorremmo che le misure protezionistiche si estendessero ad altri paesi o a una gamma più ampia di beni e servizi.Le fasi rialziste dei mercati azionari tendono storicamente a concludersi con una recessione o una crisi finanziaria, due sviluppi che non vediamo all’orizzonte. Il volume delle operazioni di M&A continua ad aumentare, e non in una maniera apparentemente favorevole ai creditori, ma la leva finanziaria non ha ancora raggiunto livelli allarmanti. Pertanto, nei mercati obbligazionari, il nostro scenario di riferimento prevede una stabilità anziché un ampliamento degli spread delle obbligazioni investment grade.Le prospettive potrebbero apparire meno ottimistiche rispetto a un anno ma, ma è difficile individuare chiaramente un punto di svolta. Ad esempio, a fronte dell’appiattimento delle curva dei rendimenti e dell’ampliamento degli spread creditizi, la disoccupazione è tuttora in diminuzione e i fattori di stile e momentum rimangono positivi. In passato, in corrispondenza dei picchi di mercato, i problemi sono scaturiti tendenzialmente dal settore di maggiori dimensioni al tempo: oggi questo settore sarebbe la tecnologia, che rappresenta circa un quarto dell’S&P 500. Ma anche in quest’ambito non scorgiamo segnali di un possibile ribasso all’orizzonte. Il rischio di recessione è scarso e l’inflazione evidenzia un andamento favorevole.

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Arriva a Roma la mostra fotografica “Exodos

Posted by fidest press agency su giovedì, 31 maggio 2018

Roma Giovedì 7 giugno verrà inaugurata a Roma la diciannovesima tappa della mostra fotografica “Exodos – rotte migratorie, storie di persone, arrivi, inclusione” organizzata dalla Regione Piemonte in collaborazione con il Consiglio Italiano per i Rifugiati (CIR) e il sostegno di Open Society Foundations.L’inaugurazione si terrà alle ore 18:30 presso Città dell’Altra Economia (Largo Dino Frisullo). Interverranno Laura Boldrini, ex presidente della Camera e ora deputata, Monica Cerutti, assessora all’Immigrazione della Regione Piemonte, Alessandra Troncarelli, assessora alle Politiche Sociali Regione Lazio, Roberto Zaccaria, presidente del Consiglio italiano per i Rifugiati. Saranno presenti alcuni dei fotografi che hanno raccontato la fuga e la fatica dei migranti nel tentativo di integrarsi in terre straniere. Per l’occasione, Dari Tjupa, apolide, porterà la sua testimonianza. In tutto saranno esposte 48 fotografie scattate sulla rotte migratorie verso l’Europa, saranno proiettati un video della web serie “Passaggi” e i cortometraggi “SandSings” – sul tema dei minori non accompagnati che arrivano nel nostro Paese – e “Una storia invisibile” sul fenomeno dell’apolidia, realizzati dal regista Hermes Mangialardo.

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Il costo per un’Europa senza Schengen

Posted by fidest press agency su giovedì, 31 maggio 2018

· Schengen: 26 Paesi, 400 milioni di persone e 50.000 chilometri di frontiere esterne
· Parlamento condanna la reintroduzione dei controlli alle frontiere
· Se tutti i Paesi reintroducessero in modo permanente i controlli, il costo sarebbe tra i 100 e i 230 miliardi di euro in 10 anni.
Gli Stati membri dovrebbero “promuovere la fiducia reciproca nel funzionamento dell’area Schengen, la solidarietà e la coesione”, hanno affermato mercoledì i deputati.La prima relazione annuale sullo stato di Schengen, l’accordo tra 26 Stati membri che abolisce il controllo dei passaporti alle frontiere, affronta le principali carenze nell’attuazione delle norme di Schengen ed è stata approvata con 439 voti favorevoli, 157 contrari e 80 astensioni.
I deputati condannano il continuo ripristino dei controlli alle frontiere interne causate dell’inadeguatezza dell’attuale sistema comune europeo di asilo e dalla mancanza di volontà politica, solidarietà e ripartizione delle responsabilità.La maggior parte di questi controlli non sono né necessari, né proporzionati e sono dunque illegittimi, dice il testo approvato. Attualmente sono sei i Paesi dell’area Schengen che applicano controlli alle frontiere: Francia, Austria, Germania, Danimarca, Svezia e Norvegia.I deputati condannano inoltre qualsiasi costruzione di barriere fisiche, comprese recinzioni, tra gli Stati membri.Misure da adottare per ripristinare la fiducia in Schengen
· Una risposta efficace dell’Unione alle operazioni di ricerca e salvataggio in mare per salvare vite umane
· Garantire da parte della autorità nazionali delle procedure di rimpatrio rapide ed efficaci, nel pieno rispetto dei diritti fondamentali
· Eseguire una decisione di rimpatrio presa da un altro Stato membro, piuttosto che rinviare un immigrato irregolare nel primo Stato membro che l’ha emessa
· Garantire infrastrutture, alloggi e condizioni di vita adeguati per tutti i richiedenti asilo, specialmente per minori non accompagnati e famiglie con minori, così come donne in situazioni vulnerabili
· Riformare il sistema d’informazione Schengen (SIS) sulle seguenti questioni: protezione dei minori a rischio o scomparsi, scambio immediato di informazioni sul terrorismo e sulle decisioni di rimpatrio.
I deputati ribadiscono che Bulgaria e Romania sono pronte ad aderire all’area Schengen e invitano il Consiglio ad approvarne l’ingresso. I deputati sottolineano inoltre che negli ultimi anni l’Ue ha adottato misure per rinforzare lo spazio Schengen, come l’istituzione dell’Agenzia europea delle frontiere e della guardia costiera, controlli sistematici alle frontiere esterne in ingresso e in uscita per cittadini non UE e un nuovo sistema di registrazione degli ingressi e delle uscite.

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US climate policy: one year on from the announcement of Paris Agreement withdrawal

Posted by fidest press agency su giovedì, 31 maggio 2018

One year ago this week (June 1 2017), President Trump announced the US would withdraw from the Paris Agreement. The Climate Action Tracker has recently updated its assessment of US climate action, and has found the following:Despite efforts by the Trump Administration to roll back climate policies, renewable energy from wind and solar is still developing so fast that the CAT had to revise its projections for US emissions in 2030 downwards by 5%. US emissions projections decrease slightly through the early 2020s and then level off in 2030.
In 2017, fossil fuel-fired electricity generation experienced its steepest year-on-year decline since the 2008 financial crisis, as wind and solar reached record shares in the electricity mix, and 6.3 GW of coal-fired capacity was shut down, despite the Trump Administration’s attempts to boost coal. Current US policies are projected to reduce emissions by 11–13% below 2005 levels by 2025—only half of the reductions in the US’s Paris Agreement pledge.
The CAT rates the US NDC (because of the announced withdrawal from the Paris Agreement) as “Critically Insufficient” and its policies as “Highly Insufficient”
“While continued coal use is still firmly in the sights of the US Administration, the reality on the ground is renewables: there are clear signs from on the ground that renewable energy is taking over due to cost-competitiveness, and is highly likely to continue doing so” – Bill Hare, CEO, Climate Analytics. All eyes remain on the “We Are Still In” campaign where at least 21 States have emissions reduction targets. The full implementation of current recorded and quantifiable non-federal climate commitments could take the US halfway toward meeting its NDC commitments. “If developments on renewables continue as positively as in the past, and new commitments by US states, cities and businesses are implemented, the USA could still meet its Paris commitment,” – Prof. Niklas Höhne, NewClimate Institute.

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Libia: i deputati europei propongono misure per combattere immigrazione e terrorismo

Posted by fidest press agency su giovedì, 31 maggio 2018

Un governo di ampio consenso nazionale e strumenti di cooperazione e sviluppo economico sono necessari per affrontare immigrazione e terrorismo, affermano i deputati.Una stabilità politica della Libia è essenziale per affrontare il fenomeno migratorio da un lato, combattere il terrorismo dall’altro, hanno affermato i deputati nelle loro raccomandazioni al Consiglio, alla Commissione e al Servizio europeo per l’azione esterna, approvate mercoledì con 486 voti favorevoli, 150 contrari e 44 astensioni.
Devono essere i libici a decidere la forma che assumerà il loro Stato, hanno ribadito i deputati, i quali chiedono di sostenere il processo in corso per lo svolgimento di una conferenza nazionale in Libia volta a raggiungere un accordo tra le diverse parti sulle prossime tappe per completare la transizione. I deputati sostengono anche le elezioni nel 2018, da svolgersi non appena una nuova costituzione sarà adottata.Inoltre, per combattere il terrorismo e la criminalità, i deputati hanno chiesto l’uso di strumenti di intelligence, ma anche la promozione di programmi per la sanità e l’istruzione, che promuovano il dialogo e la convivenza pacifica e progetti di sviluppo economico per offrire, soprattutto ai giovani, un’alternativa ai traffici illegali.I deputati hanno sottolineato la necessità di sostenere la guardia costiera libica nelle operazioni di soccorso in mare e nella creazione di un registro di tutte le persone sbarcate sulle coste libiche, anche per garantire che siano adeguatamente assistite in conformità delle norme umanitarie internazionali.Il Parlamento chiede alle autorità libiche di migliorare la protezione degli immigrati e dei rifugiati nel territorio e le loro condizioni nei centri di detenzione, e di chiudere quanto prima le strutture che non sono in regola con gli standard internazionali. Si sottolinea la necessità di intensificare gli sforzi internazionali per smantellare le reti di traffico di migranti e di tratta di esseri umani e proseguire e intensificare il lavoro dell’operazione EUNAVFOR Med Sophia.Nonostante il numero totale degli sbarchi sulle coste italiane sia significativamente diminuito rispetto al 2017, il numero di immigrati provenienti dalla Libia e sbarcati in Italia tra il 1 gennaio e il 30 aprile 2018 registra un aumento del 50% rispetto allo stesso periodo del 2017.

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Agricoltura UE: deputati chiedono politica moderna e con finanziamenti equi

Posted by fidest press agency su giovedì, 31 maggio 2018

Il Parlamento europeo ha approvato mercoledì scorso con 468 voti in favore, 123 contrari e 89 astensioni le sue priorità per la riforma della Politica agricola comune (PAC) dopo il 2020.
Più flessibilità ma nessuna “ri-nazionalizzazione” della PAC. Gli Stati membri dell’UE dovrebbero essere in grado di applicare le norme della PAC secondo le proprie esigenze, hanno dichiarato i deputati, respingendo tuttavia l’ipotesi di “ri-nazionalizzazione”, in quanto potrebbe falsare la concorrenza nel mercato unico.La PAC deve basarsi su una serie comune di obiettivi, norme, strumenti e controlli.Da un lato, gli Stati membri dovrebbero poter elaborare delle strategie nazionali adeguate alle loro esigenze. Dall’altro, tutte le attività agricole dovrebbero essere soggette agli stessi standard elevati e la loro violazione dovrebbe dar luogo a sanzioni simili in tutti gli Stati membri, affermano i deputati.
Oltre a consentire alle aziende agricole dell’UE di continuare a produrre alimenti sicuri e di qualità a prezzi accessibili, la futura PAC dovrebbe renderli anche più sostenibili da un punto di vista ambientale e pienamente integrati nell’economia circolare. Dovrebbe infatti promuovere l’innovazione, la ricerca e le pratiche agricole intelligenti, sostengono gli eurodeputati. A tal fine, chiedono di mantenere il bilancio della PAC almeno al livello attuale.
Il Parlamento chiede inoltre:
· Pagamenti diretti che continuino a essere interamente finanziati dal bilancio UE
· Esclusione dei settori più sensibili dai negoziati commerciali;
· Un maggiore sostegno ai giovani e ai nuovi agricoltori, nonché a quelli colpiti dalla volatilità di redditi e prezzi;
· Distribuzione più equa dei fondi UE tra gli Stati membri, tenendo conto degli importi ricevuti e delle differenze, ad esempio, di costi di produzione o di potere d’acquisto;
· Un nuovo metodo europeo per calcolare i pagamenti diretti al fine di eliminare gradualmente i “criteri storici”;
· Metodi più efficaci per garantire che il sostegno finanziario sia destinato davvero agli agricoltori;
· Meno denaro per le aziende più grandi, con un massimale di pagamento obbligatorio a livello UE;
· Nessun finanziamento per l’allevamento di tori destinati alle corride (tauromachia)
· Riduzione della burocrazia per le misure obbligatorie di rinverdita per renderle più orientate ai risultati, insieme alla semplificazione delle misure volontarie.

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Legittimità istituzionale, quanto mi manchi

Posted by fidest press agency su giovedì, 31 maggio 2018

“E’ anticostituzionale”. “E’ illegale”. “Sei fuori dei trattati e degli accordi internazionali”. Quante volte sentiamo queste frasi, soprattutto la prima. Da tutte le parti politiche ed economiche. Tutti alla ricerca delle proprie ragioni in campo di legittimità, Una frase, che mi é stata rinfacciata l’altro giorno in un confronto pubblico in cui sostenevo che il rifiuto del presidente della Repubblica di non approvare il ministro dell’Economia propostogli dal presidente incaricato Giuseppe Conte, indipendentemente dal fatto che a qualcuno politicamente non fosse piaciuto, era legittimo e costituzionalmente ineccepibile: “E’ incostituzionale la Costituzione che ha recepito i trattati Ue”, racchiude in sé -a mio avviso- l’insieme di tutti gli elementi umani, culturali, antropologici che questa ricerca spasmodica di valorizzare i propri pensieri con un qualche paletto presunto comune, attanagli i “discussori”di politica del
nostro Paese. Mi sono sempre domandato: ma perché -senza sforare legittimita’ umana, civica e penale (tipo: “é giusto ammazzare i propri avversari”)- un “discussore” non deve dire che per lui qualcosa é giusto perché foriero di bene così e colà, ma per valorizzare debba invece sempre sostenere che se non gli fosse riconosciuta la ragione sarebbe incostituzionale, o il baratro totale economico, sociale e umano, o saremmo venduti ai tedeschi o agli americani o ai russi o agli eurocrati di Francoforte e Bruxelles? Possibile che quasi nessuno abbia voglia di interloquire come se fosse nudo davanti ad altrettanti individui nudi? Certo, il pensiero politico, economico ed istituzionale si fonda su teorie e prassi consolidate e istituzionalizzate, ma siamo sicuri che nel 2018 non abbiamo altro a cui “religiosamente” riferirci rispetto alle “religioni” degli ultimi due secoli? “Religioni”, tra l’altro, ampiamente messe in discussione e che -era globale e totale in corso (potere della comunicazione e dei trasporti)- mostrano ogni giorno di piu’ la loro vecchiaia e inadeguatezza…No, sono molto pochi quelli che ce la fanno a non farsi prendere da questo gioco alla ricerca della legittimità. I più fanno a gara a chi fa più citazioni possibili per dire che lui “é in riga”. Credo che ciò sia dovuto alla pigrizia di dover approfondire, andare alle radici e guardare i fiori che queste radici possano sviluppare, foss’anche solo per rendersi conto che gli odori di questi giorni non sono più armonici al nostro organismo. Si provi a dire ad un ragazzino di oggi che una questione é importante perché l’abbiamo letta su un giornale o sentita in tv (che chiameremo “credere alla Befana”), ci guarderà come un marziano, se questo ragazzino é stato informato perché sia onesto (soprattutto con se stesso) e non un pappagallo di “grandi” che credono ancora alla Befana. E questi pochi che mostrano di non credere alla Befana sono spesso emarginati, considerati come strani, un po’ pazzerelli, e non meritevoli di mediatizzazione; convinti -i
mediatizzatori- che loro compito sia essenzialmente vendere, e per farlo -ovviamente- bisogna proporre ciò che al presunto acquirente (o consumatore) piace. Un ghetto!!! E chi ne é fuori é irriverente, perché non sta al gioco, non contribuisce ad ungere la macchina del consenso, cioé -dicono- non é interessante. Il risultato di questa situazione é che ci si parla addosso, non si crede fermamente in ciò che si dice e per valorizzarlo -per l’appunto- ci si richiama alla legittimità. Facciamoci un pensierino e cominciamo a “sgettizzarci”, magari anche rifiutando i cookie di alcuni media che pretendono di informarci. (Vincenzo Donvito, presidente Aduc)

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Sauver l’organe d’appel de l’OMC ou revenir au Far West commercial?

Posted by fidest press agency su giovedì, 31 maggio 2018

Alors que Donald Trump a entrepris d’alterner des mesures commerciales punitives ciblées sur un produit ou un pays, et sanctions et concessions, les pays les plus exposés ajustent leur riposte.
Mais l’inquiétude se porte déjà sur la détermination du président américain à s’affranchir encore davantage des règles multilatérales. En continuant de bloquer la nomination des juges de l’organe d’appel de l’Organisation mondiale du commerce, les États-Unis peuvent-ils chercher à faire imploser le système de règlement des différends — clé de voûte de la régulation du commerce international? C’est à la guerre commerciale qu’il faudrait alors se préparer, c’est à dire à un commerce sans règle: le Far West commercial où tous les coups sont permis.
Ou bien, peuvent-ils entreprendre avec l’Union européenne, le Japon et d’autres, de s’attaquer plus sérieusement à certaines distorsions que le capitalisme d’État chinois provoque dans l’économie mondiale et qui pèsent de manière plus décisive sur le déficit commercial américain ?
L’OMC a besoin de ses deux jambes, celle du contentieux et celle de la négociation. C’est en parvenant à amener la Chine à la table des négociations que l’on peut restaurer la confiance des États- Unis dans la capacité de l’OMC à faire respecter des règles équitables et permettre à la « jambe » du contentieux de continuer à assurer sa fonction de réducteur des tensions commerciales. Au-delà, c’est la sauvegarde du multilatéralisme qui est en jeu et l’Union européenne doit y contribuer. Ce Policy Paper d’Elvire Fabry, Chercheuse senior à l’Institut Jacques Delors et Erik Tate, assistant de recherche:
revient sur les griefs de Washington contre l’organe d’appel,pour examiner les réformes de procédures qui peuvent en améliorer le fonctionnement,et se concentrer sur celles des mailles des disciplines multilatérales qui devraient être resserrées pour que le règlement des différends contribue à maintenir un fair trade. Si la vision du président américain s’avérait plus court-termiste, il resterait aux Européens et aux autres grandes puissances à préserver un cadre de régulation plurilatéral, qui sera d’autant plus décisif pour contrer le nouveau facteur disruptif américain.

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Salvini sui media oscura Mattarella

Posted by fidest press agency su giovedì, 31 maggio 2018

Matteo Salvini nelle ultime due settimane è stato il “padrone” indiscusso dei media italiani oscurando, per numero di citazioni, Luigi di Maio e perfino il presidente della Repubblica Sergio Mattarella. A mettere in evidenza questi risultati è il monitoraggio[1] svolto su oltre 1500 fonti d’informazione fra carta stampata (quotidiani nazionali, locali e periodici), siti di quotidiani, principali radio, tv e blog da Mediamonitor.it, che utilizza tecnologia e soluzioni sviluppate da Cedat 85, azienda attiva da 30 anni nella fornitura dei contenuti provenienti dal parlato. Mediamonitor.it ha rilevato le citazioni avute dal 14 al 28 maggio sui media nazionali e locali dai principali protagonisti del dibattito politico di questi giorni.Il leader leghista ha raccolto sui media 13.533 menzioni, lasciandosi alle spalle il pentastellato Di Maio (12.605) e Giuseppe Conte (12.361), che avrebbe dovuto guidare il “Governo del cambiamento” di Lega e Movimento 5 Stelle. Nonostante sia stato l’uomo “decisivo” di questa crisi, il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha raccolto sui mezzi di informazione italiani il 32% di menzioni in meno rispetto a quelle del leader leghista (9140).Nell’ultima settimana ha conquistato il palcoscenico mediatico l’economista Paolo Savona, sul cui nome si è innescato lo scontro istituzionale tra Presidenza della Repubblica, Lega e M5S: è stato nominato sui media 6220 volte, quasi quanto lo stesso Salvini. Mediamonitor.it evidenzia come Silvio Berlusconi, sesto con 4.705 menzioni, continui a far parlare di sé anche quando non è al centro del dibattito politico.Tra gli “uomini nuovi” dell’era leghista emerge Giancarlo Giorgetti, fedelissimo del segretario e coinvolto nella contesa per il ministero dell’Economia, che con le sue 2588 citazioni si posiziona al settimo posto della graduatoria stilata da Mediamonitor.it.Resta sempre nella top ten il senatore “semplice” Matteo Renzi, che non esce dalla ribalta mediatica e porta a casa 2506 citazioni facendo molta ombra al segretario reggente del Pd Maurizio Martina (1632 menzioni). Al 10° posto della graduatoria elaborata da Mediamonitor.it sale Carlo Cottarelli, che ha raccolto il 75% delle sue 1730 menzioni nel giorno in cui ha ricevuto dal presidente Mattarella l’incarico di formare il nuovo governo.Nelle ultime due settimane è tornato a far parlare di sé anche il pentastellato Alessandro Di Battista, che dal 14 al 28 maggio ha totalizzato 1222 menzioni, circa il triplo (424) di quelle avute nelle due settimane precedenti. I motori sono già caldi per le prossime elezioni: il “Dibba” è pronto a sospendere il viaggio negli States e a scendere in campo in prima persona non appena sarà aperta la nuova campagna elettorale.

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Spread: non è una legge della natura

Posted by fidest press agency su giovedì, 31 maggio 2018

La famigerata parola “spread” è tornata a spargere terrore nei media. La quasi totalità delle persone non ha la più pallida idea di cosa effettivamente sia e del perché sia così importante, ma la narrazione è comunque super-efficace e funziona benissimo a rendere più “ragionevoli” i politici non allineati all’ortodossia economica attualmente dominante.
E’ indubbio che -dato il contesto attuale in cui ci troviamo- la politica DEVE considerare il problema dello SPREAD, ma è anche indubbio che questo problema non è legato a qualche “fenomeno naturale”, ma a precise scelte che -come società- abbiamo fatto e sulle quali dovrebbe imporsi una riflessione approfondita.E’ sensato che le scelte politiche fondamentali di un Paese, la stessa formazione di un governo, siano determinate dall’andamento momentaneo di alcuni indici finanziari? Che cos’è che determina questo fenomeno? La quasi totalità dei commentatori sui media dà per scontato che questo sia “normale”. La narrazione prevalente è la seguente: “è ovvio, è normale, che i mercati finanziari esprimano un giudizio: se ritengono che l’Italia sia meno affidabile, vendono i titoli di Stato e questo li fa crollare, lo spread s’innalza… è accade il disastro…”. Questa narrazione è parziale. La radice del problema deriva da una specifica regola che vige nell’area Euro, regola che impedisce alle banche centrali di acquistare direttamente in emissione le obbligazioni degli Stati membri. In tutti i Paesi ad economie più sviluppate (USA, Giappone, Gran Bretagna, Canada, Australia, ecc.) la banca centrale svolge tre ruoli fondamentali: 1) banca delle banche, 2) banca dello Stato, e 3) banca dell’estero. La nostra banca centrale non può essere, per regole che ci siamo dati insieme ai partner europei, “la banca dello Stato”. La vera origine dello spread non sono i timori sull’Italia, la vera origine dello spread è l’assurdità che uno Stato dell’area Euro debba andare con il cappello in mano sui mercati finanziari a chiedere di rinnovare i propri titoli ai tassi determinati dall’umore momentaneo, come fosse un cittadino privato. Sia chiaro, questo non significa che uno Stato qualsiasi, con una banca centrale “normale”, possa emettere debito in modo infinito.
Significa solo che uno Stato con un’economia sufficientemente solida come quella italiana (che ha sicuramente molti problemi, certamente è in declino, certamente ci facciamo del male da soli e subiamo passivamente regole assurde che ci hanno fortemente penalizzato in questi venti anni, ma si tratta comunque di una delle prime 10 nazioni al mondo, sebbene lo sport nazionale sia quello di denigrarci) non troverebbe alcun problema a rinnovare i propri titoli di Stato a tassi in linea con quelli fissati dalla propria banca centrale in base alle proprie autonome politiche monetarie, se solo avesse una “normale” banca centrale. Se poi facesse politiche economiche scellerate, dopo un bel po’ di tempo, avrebbe problemi sul fronte del cambio, quindi dell’inflazione, e via di seguito rischierebbe la bancarotta. Ma tutto sarebbe guidato dalla macro-economia, non dalla speculazione finanziaria!Se questo non accade non è perché è “normale”, come se fosse una legge di natura… (“è normale che d’estate faccia caldo e d’inverno freddo…”) è perché ci sono delle specifiche norme che lo causano. Vogliamo discuterne in modo approfondito e senza semplificazioni, oppure è meglio non farlo perché altrimenti lo spread si arrabbia? (Alessandro Pedone, responsabile Aduc Tutela del Risparmio)

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Il governo Conte non voluto dai poteri occulti?

Posted by fidest press agency su giovedì, 31 maggio 2018

Un libro per capire di cosa stiamo parlando. Esce in libreria «Poteri occulti», il nuovo libro di Stefania Limiti, un utile vademecum per districarsi nella fitta ragnatela che avvolge la Repubblica. «Non si capisce nulla del nostro sistema di potere se non si è disposti ad ammettere che, al di sotto del governo visibile, c’è un governo che agisce nella penombra… e ancora più in fondo un governo che agisce nella più assoluta oscurità e che potrebbe essere chiamato “criptogoverno”». Non è una frase di un militante del M5S ma di Norberto Bobbio riportata nel nuovo libro di Stefania Limiti dal titolo “Poteri occulti”, appena edito da Rubbettino.
Stefania Limiti, nota al grande pubblico per le sue numerose apparizioni televisive sull’affaire Moro, in questo libro traccia una sorta di vademecum per comprendere a fondo i retroscena della nostra storia recente. Se è vero infatti che talvolta i complottismi generano visioni distorte e deliranti della realtà è altrettanto vero che, come dimostra la Limiti nel libro, sarebbe da ingenui pensare che dietro alcuni misteri che avvolgono la nostra repubblica vi siano solo continue e ripetute casualità.«Il tema dei poteri occulti – dice la Limiti – è essenziale per comprendere il nostro Paese. Troppo spesso schivato, riposto nell’angolo tra i misteri non comprensibili, spinto nel buco nero di una matassa ingarbugliata e impossibile da sciogliere, o, peggio, tra le favole di cui ridere, è, invece, il cuore della nostra costituzione materiale. È necessario però che la tematica dei poteri occulti non venga esiliata nell’inutile sfera del complottismo e che, al contrario, abbia la sua parte nella comprensione delle faccende italiane. È indispensabile quindi riempire gli spazi vuoti della nostra memoria collettiva, dando ai poteri occulti la parte che “meritano”. La loro storia, infatti, appartiene non ad una vicenda criminale complessa ma è un segmento criminale della storia d’Italia. È inoltre, un argomento attuale perché il prepotente dilagare di organismi non elettivi e non soggetti a forme di controllo democratico ripropone in modo drammatico e urgente il tema dei poteri invisibili e del danno irreparabile agli ingranaggi democratici».
Stefania Limiti è nata Roma ed è laureata in Scienze politiche. Giornalista professionista, ha collaborato con Gente, l’Espresso, Left, La Rinascita della Sinistra, Aprile, Il Fatto. Si è dedicata alla ricostruzione delle pagine ancora oscure della recente storia italiana, svolgendo inchieste giornalistiche attraverso l’analisi delle sentenze giudiziarie e interviste ai protagonisti. Questo suo lavoro è confluito in quattro libri pubblicati da Chiarelettere: L’Anello della Repubblica (2009), Doppio livello (2013), Complici, con Sandro Provvisionato sul caso Moro (2015), La strategia dell’inganno (2017). È stata processata e assolta nel gennaio 2018 per non aver rivelato alla Procura di Caltanissetta una fonte citata nella sua ricostruzione della strage di Capaci. Ha inoltre realizzato un’inchiesta sul dossier voluto dai Kennedy sull’assassinio di JFK, dal titolo Il Complotto (Nutrimenti, 2012), e segue da anni la questione palestinese sulla quale ha scritto I fantasmi di Sharon (Sinnos, 2002) sulla strage nei campi profughi di Sabra e Shatila e le responsabilità libanesi e israeliane e Rapito a Roma (L’Unità, 2006) sul sequestro compiuto in Italia da parte del Mossad del tecnico nucleare Mordecai Vanunu.

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IV Edizione del Festival delle Emozioni

Posted by fidest press agency su giovedì, 31 maggio 2018

Terracina Giovedì 7 Giugno alle 17:30 in Piazza Domitilla a Terracina sarà ufficialmente inaugurata la IV Edizione del Festival delle Emozioni. Un’iniziativa culturale e di crescita sociale, basata sul pensiero che le emozioni influenzino in maniera preponderante le nostre azioni, per questo è importante conoscerle e governarle. Ad aprire il festival sarà la straordinaria partecipazione del magistrato antimafia Nicola Gratteri. “Emozioni fuori legge” il titolo e il tema dell’intervento che proverà a spiegare le emozioni di chi sceglie il crimine, di quelle di chi lotta per contrastarlo in prima linea e di quelle di chi si impegna nell’educazione alla legalità. Gratteri è uno dei magistrati più esposti nella lotta alla ‘ndrangheta. Ha indagato sulla strage di Duisburg e sulle rotte internazionali del narcotraffico, ha scritto numerosi saggi di denuncia e dal 2016 è Procuratore della Repubblica di Catanzaro. Nel 2014 a New York è stato insignito del premio Civil courage prize dalla Train Foundation con il quale ogni anno premia chi, nel mondo, si è distinto per il coraggio civile a rischio della propria vita. Il primo di decine di altri appuntamenti in programma, fino al 10 Giugno, tra seminari, workshop, dibattiti, esperienze, incontri, laboratori per bambini e per adulti, spettacoli, visite turistiche, degustazioni, mostre che coinvolgeranno tutta la città. Un’ondata di emozioni vi aspetta.

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Lampedusa: Un omaggio ai migranti morti in mare

Posted by fidest press agency su giovedì, 31 maggio 2018

Un pellegrinaggio insieme alla Comunità di Sant’Egidio per pregare per le vittime delle migrazioni nel Mediterraneo e ringraziare la popolazione di Lampedusa per l’accoglienza offerta in tanti anni alle persone in fuga da guerre e povertà. Ma anche un appello a Europa e Africa perché collaborino per evitare in futuro nuove tragedie del pare. La Conferenza episcopale e una delegazione del governo del Burkina Faso si sono recati in visita all’isola di Lampedusa, che fu la prima tappa delle visite pastorali di Papa Francesco in Italia nel settembre 2013, meta d’approdo di centinaia di migliaia di migranti.
I vescovi hanno preso parte, inoltre, ad una cerimonia sulla costa dove sorge la “Porta d’Europa”. Questa mattina hanno invece reso omaggio alle migliaia di vittime morte in mare con la sosta al cimitero e al Molo della Madonnina da dove partono regolarmente i soccorsi ai tanti barconi alla deriva. Al termine della cerimonia, ricordando il gesto di Papa Francesco, è stata lanciata una corona di fiori in mare a bordo di una motovedetta del Corpo della Capitaneria.
A guidare la delegazione dei vescovi, insieme al cardinale Philippe Ouedraogo, arcivescovo di Ouagadougou, è stato il presidente della Conferenza episcopale, monsignor Paul Y. Ouedraogo, arcivescovo di Bobo-Dioulasso: “Questo viaggio è stato per noi un vero pellegrinaggio; si tratta di un luogo che è stato raggiunto da coloro che sono riusciti a sfuggire alla morte nel deserto, alla morte nel Mediterraneo e da coloro che poi proprio lì non ce l’hanno fatta”. E ha parlato di una responsabilità comune, di Europa e Africa, di fronte a questa tragedia: “Dai due lati del mare ci si è troppo abituati alle morti in mare. L’Europa dei responsabili pensa a difendersi dai rifugiati, l’Africa dei responsabili chiude gli occhi e gira la testa dall’altra parte…Ringraziamo la Comunità di Sant’Egidio e le Chiese protestanti italiane per avere creato i Corridoi Umanitari che sono una strada di speranza per l’avvenire”.
Gli ha fatto eco il segretario di Stato Alfred Gouba, a nome del governo burkinabè, che oltre a ricordare le drammatiche statistiche dei morti in mare, da una parte ha chiesto ai Paesi di accoglienza “una maggiore protezione” e “condizioni più degne “ per i migranti, dall’altra, “consapevole della nostra responsabilità di africani verso coloro che partono”, ha chiesto “una nuova forma di partenariato” tra i due continenti “perché cessino queste tragedie”.

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Castle Biosciences Launches Next-Generation Sequencing Test DecisionDx-CMSeq for Cutaneous Melanoma

Posted by fidest press agency su giovedì, 31 maggio 2018

Castle Biosciences, Inc., the skin cancer diagnostics company providing molecular diagnostics to improve cancer treatment decisions, today announced the launch of the DecisionDx®-CMSeq test that uses next-generation sequencing (NGS) to identify somatic mutations in genes relevant to cutaneous (skin) melanoma (CM). The DecisionDx-CMSeq NGS test will provide additional information to complement Castle Biosciences’ DecisionDx®-Melanoma gene expression profile (GEP) test that predicts individual risk of recurrence in patients with melanoma.The DecisionDx-CMSeq test evaluates DNA mutations in two genes known to be relevant to melanoma, BRAF and NRAS. The test can be ordered in conjunction with the DecisionDx-Melanoma GEP test or as a standalone request.“It is critical to understand as much as possible about a patient’s melanoma in order to individualize care,” said Federico A. Monzon, M.D., FCAP, Chief Medical Officer of Castle Biosciences. “The DecisionDx-Melanoma gene expression profile test is currently used to guide follow-up, surveillance and sentinel lymph node biopsy discussions based on metastatic risk. With the addition of mutational sequencing, we can provide actionable information for treatment options, including adjuvant therapy and clinical trials.”BRAF is the most commonly mutated gene in melanoma, with mutations found in approximately 40 to 50% of CM tumors. The DecisionDx-CMSeq test analyzes mutations in exon 15 of BRAF, where the most common and clinically actionable mutations occur. There are FDA-approved therapies for use in certain patients with particular BRAF mutations, as well as clinical trials underway evaluating new therapies.Approximately 20% of melanoma tumors harbor mutations in NRAS. The DecisionDx-CMSeq test identifies mutations affecting codons G12, G13 and Q61 of the NRAS gene. Patients with NRAS mutations are likely to be resistant to single-agent BRAF targeted therapy. There are several ongoing clinical trials evaluating compounds that target tumors with the NRAS mutation. Additional information about the genes in the DecisionDx-CMSeq test is available here on the http://www.SkinMelanoma.com website.

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