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Archive for 24 dicembre 2019

37esimo Seminario di Perfezionamento della Scuola per Librai Umberto e Elisabetta Mauri

Posted by fidest press agency su martedì, 24 dicembre 2019

Venezia dal 28 al 31 gennaio 2020 si terrà presso la Fondazione Giorgio Cini sull’Isola di San Giorgio Maggiore, il 37esimo Seminario di Perfezionamento della Scuola per Librai Umberto e Elisabetta Mauri, consueto e atteso appuntamento organizzato dalla Fondazione Umberto e Elisabetta Mauri in collaborazione con Messaggerie Libri e Messaggerie Italiane, l’Associazione Librai Italiani, l’Associazione Italiana Editori e il Centro per il Libro e la Lettura. Il Seminario è un importante appuntamento in cui l’editoria italiana e internazionale si confrontano sul presente e sul futuro del libro. I lavori del Seminario prevedono l’intervento, a fianco dei manager delle principali catene librarie europee e dei vertici dell’editoria italiana, di figure professionali e di personalità di altri settori con l’obiettivo di ampliare con i loro contributi l’orizzonte del dibattito. L’intento è quello di ridefinire attraverso strumenti di analisi e conoscitivi sempre più aggiornati la figura professionale del libraio, favorendo così la continuità di un percorso formativo che nel rispetto dell’identità originaria gli consenta di riconoscere e anticipare i nuovi ritmi della produzione e della circolazione del libro. Per essere librai non basta essere delle persone colte o degli abili commercianti o dei manager accorti, essere librai significa soprattutto avere la capacità di trasmettere la curiosità e la sensibilità per un mondo fatto di storie che rimandano ad altre storie senza soluzione di continuità. Il libraio, il bravo libraio dev’essere una sintesi virtuosa di tutte queste qualità e la Scuola per Librai Umberto ed Elisabetta Mauri ha fornisce a chi ha scelto questo mestiere gli strumenti tecnici, organizzativi e conoscitivi per muoversi con consapevolezza in un settore che oggi, forse più di altri, è in continua trasformazione.Dal 1984, la Scuola, primo esempio in Italia, è un importante momento di confronto sulle dinamiche dell’universo librario e promuove una discussione estesa a tutti gli aspetti che coinvolgono l’attività della libreria: gestione, organizzazione, distribuzione, commercializzazione e promozione. Un laboratorio dunque in cui sia possibile progettare, discutere, conoscere le dinamiche di quel mondo così complesso ma sempre vitale che ha al suo centro il libro.
Nella giornata inaugurale di martedì 28 gennaio, dopo i saluti di benvenuto e la presentazione del programma del Seminario sono previsti gli interventi di Chiara Valerio (Marsilio Editori) Essere o non essere (un libraio)?, Pier Luigi Celli La lettura come cura dei disagi della carriera e Gian Arturo Ferrari Ragazzo italiano.
Il giorno seguente, mercoledì 29 gennaio, il Seminario prosegue con diversi interventi dedicati al tema “La gestione, l’assortimento e il servizio in libreria”. Sono previsti i contributi di Gian Luca Marzocchi (Università di Bologna) Brand Equity: il valore e i valori di una marca, Angelo Paletta (Università di Bologna) Valore economico aggiunto della libreria, Edoardo Scioscia (Libraccio) e Mirco Dordolo (Libraccio) Il budget: dalla teoria alla pratica.Nel pomeriggio si proseguirà con due interessanti contributi internazionali: Steffen Burmeister (Libri), Essere competitivi rispetto all’e-commerce: quali strumenti offre il grossista ai librai? e Hartmut Falter (Mayersche) Essere competitivi: il caso Mayersche Buchhandlung. Dopo la relazione del giornalista argentino Pablo Gianera (La Nacion), interverrà Giuseppe Laterza (Editori Laterza) Una ciliegia tira l’altra. L’assortimento visto dall’editore.
“Creatività e innovazione in libreria” sarà il tema della giornata di giovedì 30 gennaio e il centro dei contributi di Roberto Liscia (netcomm) Il nuovo consumatore in equilibrio tra tradizione e nuove tecnologie, Giorgia Russo e Matteo Baldi (ibs.it) Un profilo da libraio. I Social per la libreria, Sandro Ferri, Sandra Ozzola e Eva Ferri (Edizioni e/o) La transizione generazionale in una casa editrice, Luca Domeniconi e Romano Montroni La parola ai librai! Nel pomeriggio James Daunt (Waterstones) e Michael Busch (Thalia), moderati da Alberto Rivolta (Feltrinelli) parleranno dello Sviluppo di due grandi catene di librerie; Stefano Quintarelli (imprenditore e scrittore) di Capitalismo immateriale – le tecnologie digitali ed il nuovo conflitto sociale; Andrea Pontremoli (Dallara) di Perché l’innovazione non è tecnologia.
Venerdì 31 gennaio il tradizionale appuntamento della Giornata Conclusiva, curato da Achille Mauri e coordinato da Stefano Mauri e Giovanna Zucconi, sarà dedicato al tema “Le grandi sfide”.

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Il portabandiera della sinistra: Warren o Sanders?

Posted by fidest press agency su martedì, 24 dicembre 2019

By Domenico Maceri. “Bernie ed io abbiamo una visione diversa di come pagarla, ma siamo chiari: Bernie ed io remiamo nella stessa direzione”. Con queste parole Elizabeth Warren ha cercato di minimizzare le differenze sulla copertura del suo piano per il “Medicare for All”, la sanità per tutti gli americani, con quello di Bernie Sanders.Ambedue i piani offrirebbero copertura sanitaria a tutti gli americani con una lieve differenza. Sanders aumenterebbe le tasse ai benestanti ma anche alla classe media riducendo però il costo totale delle spese mediche all’americano medio. La Warren invece costringerebbe le aziende a contribuire al governo i fondi che adesso spendono per la sanità dei loro lavoratori. Per il resto i due programmi sarebbero molto simili, incluso ovviamente aumenti notevoli ai benestanti.Se la Warren ha cercato di minimizzare le differenze rispetto al suo collega del Vermont ciò non vuol dire che i due candidati alla nomination del Partito Democratico abbiano visioni politiche completamente uguali. Ambedue si sono piazzati alla sinistra del loro partito e in non poche situazioni durante i dibattiti hanno fatto fronte comune, confrontandosi con Joe Biden ed altri centristi come Pete Buttigieg. Ciononostante, sia Warren che Sanders si stanno facendo la concorrenza per i consensi dell’ala sinistra del Partito Democratico anche se in modo completamente amichevole come se avessero firmato un patto di non aggressione. Questo atteggiamento è basato soprattutto sulle loro cortesi personalità ma in modo speciale sulla comunanza di vedute. Ambedue hanno optato per finanziare le loro campagne mediante contributi di piccoli donatori con notevole successo. Sia Sanders che Warren hanno dichiarato una sorta di guerra alle disuguaglianze economiche, supportano l’aumento del salario minimo, auspicano università gratis per tutti, ed altri programmi sociali per beneficiare le classi più basse.Le differenze fra i due tuttavia esistono e fino ad oggi pochi analisti le hanno rilevate in modo preciso. La prima, come si è già detto, la si riscontra nell’indicazione delle tasse per la copertura di “Medicare for All”. Inoltre Sanders ha una lunghissima carriera di politica progressista e infatti si è persino dichiarato un democratico socialista. La Warren, forse più politicamente astuta, ha optato per etichettarsi “capitalista dentro e fuori” anche se è riuscita a farsi inimicare dai miliardari come Bill Gates. Il fondatore di Microsoft ha detto che con Warren presidente lui perderebbe quasi tutta la sua fortuna mentre in realtà si tratta solo del 5 percento.Anche il rapporto dei due personaggi con il Partito Democratico presenta anche diversità. Sanders ha avuto una relazione tutt’altro che amichevole con l’establishment del Partito Democratico, specialmente nell’elezione del 2016. La Warren ha invece mandato segnali che se eletta coopererebbe con l’establishment per mettere in atto le sue politiche. Questa differenza potrebbe rivelarsi un grande vantaggio poiché approvare leggi richiederebbe la collaborazione dalla legislatura. Sanders ha invece parlato della necessità di una rivoluzione per creare il clima necessario che metterebbe in atto i suoi piani. Sanders continua a rappresentare il Vermont come senatore indipendente mentre la Warren rappresenta il Massachusetts come senatrice democratica. Ciononostante la Warren era registrata repubblicana fino a 23 anni fa e ha abbracciato l’idea del “Medicare for All” solo 9 anni fa. Le loro età sono anche diverse. Sanders ha 77 anni e la Warren 70. Ambedue cercano di farsi vedere dai media in modo energico soprattutto Sanders il quale ha recentemente subito un infarto cardiaco dal quale si è ripreso completamente.I loro sostenitori sono anche molto simili ma in grande misura quelli di Sanders rappresentano la classe operaia mentre quelli di Warren tendono a rappresentare i bianchi, bene istruiti, e di classe media. Le loro similarità si riflettono anche nella preferenza della loro seconda scelta in caso uno di loro dovesse gettare la spugna. Una grande maggioranza di loro non avrebbe difficoltà a votare per la seconda scelta nonostante si sia creato un mito che quelli di Sanders vogliono solo lui e non si recherebbero a votare se il suo nome non apparisse nelle schede elettorali.Gli ultimi sondaggi ci dicono che Biden continua al primo posto con Sanders e Warren vicinissimi fra di loro, contestandosi la seconda posizione. L’unione delle forze fra Sanders e Warren creerebbe una potenza notevole ma non si prevede che nessuno dei due abbandoni la corsa almeno nel vicino futuro, considerando i contributi finanziari che i due continuano a ricevere. Alcuni analisti hanno suggerito che i due candidati di sinistra dovrebbero ripetere quello che fecero Bill Clinton e Al Gore nel 1992. Questi due candidati, ambedue centristi del Sud, si unirono in un unico ticket che li portò alla conquista della Casa Bianca per due mandati. Nel caso di Warren e Sanders ciò sarebbe al momento difficile perché determinare il numero 1 e 2 sarebbe quasi impossibile.
Le piattaforme politiche di Sanders e Warren sono molto simili ma bisogna dare credito al senatore del Vermont per averle legittimate nell’elezione del 2016 quando diede filo da torcere a Hillary Clinton per la nomination. Gli elettori democratici dovranno però decidere se vogliono ricompensare Sanders per i suoi contributi oppure vedono Warren come l’erede più competente di Sanders. Le iniziali elezioni primarie in Iowa e nel New Hampshire nel mese di febbraio ci daranno qualche indizio. Ciononostante i rapporti amichevoli fra questi due candidati potrebbero essere un esempio di una campagna elettorale basata sulla cordialità invece di quella di Donald Trump che fa perno sugli attacchi personali di tutti i suoi rivali. (Domenico Maceri, PhD, è professore emerito all’Allan Hancock College, Santa Maria, California.)

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Ricarichi 5 o 10 euro ma ti viene trattenuto 1 euro

Posted by fidest press agency su martedì, 24 dicembre 2019

E’ una pratica scorretta che Altroconsumo aveva segnalato alcuni mesi fa ad Agcom Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni) che oggi diffida TIM, Vodafone e Wind Tre intimandogli il rispetto della Legge Bersani che aveva abolito i costi di ricarica. I tre operatori telefonici hanno 30 giorni per rimettersi in regola e cancellare i costi occulti di ricarica.La decisione di Agcom arriva dopo la decisione dell’Autorità Antitrust della scorsa settimana che, sempre su segnalazione di Altroconsumo, ha sanzionato Wind Tre e Vodafone per le pratiche commerciali scorrette nella promozione di offerte personalizzate su telefonia mobile rivolte a ex clienti (le cosiddette offerte winback), senza dare informazioni chiare sul prezzo o su ulteriori costi delle offerte. “Esprimiamo soddisfazione rispetto alla decisione dell’AGCOM: nei mesi scorsi avevamo segnalato le ricariche “col trucco” di Vodafone, Wind tre e Tim Telecom Italia. – dichiara Ivo Tarantino, Responsabile Relazioni Esterne Altroconsumo – Tagli da 5 e 10 euro, con soli 4 o 9 euro di vero traffico. Come Altroconsumo proseguiremo nel nostro impegno e stiamo già studiando i mezzi per ottenere giustizia per i consumatori. Dopo la vittoria sulle bollette a 28 giorni, un’altra sconfitta per i giochetti delle società di telefonia che a questo punto crediamo debbano recuperare la fiducia dei consumatori. Il primo passo potrebbe essere proprio quello di riconoscere subito il ristoro dei danni subiti”. (n.r. Non è la prima volta che la telefonia mobile, e non solo, ci prova a “truffare” gli utenti con indebiti prelievi. In tutto questo fa specie la lentezza con la quale le autorità preposte intervengono che consentano la reiterazione dell’indebito incasso e cercano in ogni caso di tenersi il maltolto con vari espedienti. E’ tempo che le autorità competenti intervengano con decisione per non lasciare la sensazione di una complicità che non ci meritiamo.)

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Istat dicembre 2019: parziale ripresa della fiducia dei consumatori

Posted by fidest press agency su martedì, 24 dicembre 2019

L’Istat rileva, a Dicembre, un clima di fiducia di consumatori e imprese più favorevole.Un dato che va letto, però, tenendo a mente le ultime rilevazioni di Novembre e ottobre, entrambe in calo. Assistiamo pertanto a una parziale ripresa dopo il crollo di Novembre. Tale indicatore, forse pervaso dall’ottimismo in vista delle norme previste per il prossimo anno, si scontra ancora un andamento del sistema economico ancora incerto, che per crescere su basi stabili e durature necessita di interventi mirati, strutturali, improntati alla crescita e allo sviluppo.È questo ciò che manca al Paese: un coraggioso e incisivo programma di rilancio del mercato del lavoro, degli investimenti per la crescita, la ricerca, l’innovazione. Seppure le famiglie guardino con ottimismo, al prossimo anno, e il dato odierno lo conferma, in vista delle misure introdotte (quali il taglio del cuneo fiscale e il bonus famiglia), questa fiducia deve essere alimentata da interventi in grado di rilanciare il Paese sul piano internazionale, specialmente in prospettiva delle sfide sempre più complesse che si pongono nei mercati globali.

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Nonemaitroppotardi per ‘sentirsi giovani

Posted by fidest press agency su martedì, 24 dicembre 2019

Lo stato fisico e il benessere di un soggetto si misurano non in base al trascorrere del tempo, ma dal modo in cui ciascuno è predisposto ad affrontare la propria età anagrafica. Questo vale anche – e soprattutto – dai settanta in su. Lo rivela il volume “70… E ADESSO?” di Edra (Edizioni LSWR) scritto da Muir Gray, medico britannico che collabora con l’NHS England (National Health Service) e Public Health England e che da oltre quarant’anni anni lavora nel settore della sanità pubblica con l’obiettivo di trasformare e migliorare l’assistenza sanitaria per accrescerne il valore.Il libro è stato presentato a Roma all’Istituto Superiore di Sanità dal professor Walter Ricciardi, past presidente dell’ISS, Professore Ordinario di Igiene Generale e Applicata all’Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma, Direttore del Dipartimento di Scienze della Salute della Donna, del Bambino e di Sanità Pubblica e Presidente eletto della World Federation of Public Health Associations, che si è occupato di curare la prefazione nella versione del libro in lingua italiana.
Il testo spiega che non è mai troppo tardi per imparare a vivere bene la propria età: l’autore lo fa attraverso una vera e propria ‘chiamata alle armi’, rivolta a chi ha già spento le settanta candeline e per invitare tutti alla prevenzione. Il primo incitamento è di diventare più attivi, mentalmente e fisicamente, di mettersi in gioco nella vita quotidiana e di dedicarsi maggiormente agli altri per migliorare la propria salute Il professor Gray sollecita a prendersi cura di sé prima possibile, ricordando che ‘non è mai troppo tardi’ per iniziare: un valido consiglio che arriva dalla Gran Bretagna per i cittadini italiani, visto che nostro Paese, nonostante l’aspettativa di vita alla nascita si sia spostata dai 35 anni del 1860 agli 85 attuali, non sempre all’allungamento della “quantità della vita” corrisponde un miglioramento della sua qualità. Secondo gli ultimi dati Istat, l’Italia è addirittura uno dei Paesi più longevi d’Europa, con oltre due milioni di persone che hanno più di 85 anni, quindi risulta fondamentale arrivarci al meglio.Per mantenere la situazione sotto controllo, è necessario, secondo Gray, partire da qui: ridurre il rischio di sviluppare malattie, mantenersi in forma anche se si hanno uno o più disturbi a lungo termine e soprattutto affrontare la vita con tutti gli ostacoli e le opportunità che presenta, mantenendo un atteggiamento positivo e ottimista. “Queste pagine sono pensate per aiutare le persone a raggiungere tutti e tre gli obiettivi”, afferma l’autore.
Si parte quindi dal presupposto – come ricorda titolo del primo capitolo del libro – che “invecchiare non è un problema”.

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Crif diventa partner industriale di Magic Wand

Posted by fidest press agency su martedì, 24 dicembre 2019

CRIF – azienda globale specializzata in sistemi di informazioni creditizie, business information e soluzioni per il credito, che nel 2019 si posiziona al 50° posto al mondo nella prestigiosa classifica IDC Fintech Ranking – annuncia di aver sottoscritto un accordo di collaborazione con Digital Magics, un business incubator che costruisce e sviluppa business digitali, affiancandosi ai fondatori delle startup e fornendo servizi di accelerazione.La collaborazione attivata da CRIF con Digital Magics riguarda in particolare la partecipazione all’Acceleration Program di Digital Magics, denominato Magic Wand, rivolto a startup attive nel Fintech, Insurtech, blockchain, cyber security. Magic Wand è un percorso che dura circa 6 mesi che vedrà l’iniziale selezione di 10 startup per poi arrivare, dopo un programma di formazione /incubazione, alla selezione di 6 start up. CRIF, insieme ad altre realtà del settore bancario e finanziario, potrà esprimere il proprio parere rispetto alle società selezionate e manifestare interessi rispetto a future collaborazioni.A conferma della grande vocazione verso le tecnologie a supporto del settore creditizio e finanziario, CRIF ha recentemente lanciato un programma denominato Innovecos per strutturare processi di open innovation e sviluppo degli ecosistemi. Nello specifico, Innovecos è un Global Innovation Hub concepito con l’obiettivo di abilitare CRIF come Fintech e, al contempo, di abilitare CRIF nella collaborazione con altre Fintech.

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Medtronic acquisisce Klue

Posted by fidest press agency su martedì, 24 dicembre 2019

Medtronic, leader mondiale in tecnologie, servizi e soluzioni mediche, ha annunciato di aver completato l’acquisizione di Klue, società di software focalizzata sul monitoraggio del comportamento in grado di fornire dati e informazioni in tempo reale relativamente al consumo di cibo Utilizzando il rilevamento dei gesti tramite activity tracker combinato con una tecnologia di analisi, Klue ha ideato un avanzato software di intelligenza artificiale in grado di rilevare i pasti e fornire informazioni sui comportamenti alimentari degli utenti. Un’acquisizione che rafforza le capacità di Medtronic nell’automazione e nell’integrazione dell’intelligenza artificiale nei sistemi di gestione del diabete. La tecnologia di rilevamento precoce dei pasti rappresenta infatti una svolta nella cura del diabete, che semplifica notevolmente la qualità della vita delle persone affette da diabete.

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Le imprese del Veneto

Posted by fidest press agency su martedì, 24 dicembre 2019

Il Veneto a fine 2018 conta quasi 487 mila imprese registrate (l’8% del totale nazionale) che danno lavoro a quasi 2 milioni di addetti. In un decennio le imprese sono diminuite del -3,8% (pari a oltre 19mila unità perse) ma si è assistito a un rafforzamento organizzativo e dimensionale. E’ la fotografia delle imprese venete scattata da Unioncamere del Veneto sulla base dei dati del Registro delle imprese. A livello settoriale, nel periodo 2009-2018 crescono soprattutto le imprese dei servizi (+14,5%) e dell’alloggio e ristorazione (+13,3%). Tra le ripartizioni territoriali è Padova che concentra la maggior parte delle imprese (20,3%) e dell’occupazione (19,6%), ma è anche la provincia con la flessione imprenditoriale più marcata nel decennio (-4,7%).In Veneto le imprese hanno una vita media di 13,3 anni (in Italia arrivano a 12,3) e sono quelle meno giovani a garantire la fetta più importante dell’occupazione. A livello provinciale, quanto a longevità Belluno batte tutti con 15,2 anni, quasi due anni in più delle pur longeve Treviso, Vicenza e Rovigo (13,6 anni). Più breve l’aspettativa di vita delle aziende di Padova e Venezia (13,1 anni) e di Verona (12,9).A fine 2018, 6 imprese venete su 10 risultano costituite prima del 2009. Questo universo di aziende longeve concentra il 73,8% degli addetti del settore privato. Il 17% delle imprese oggi esistenti è nato invece tra il 2009 e il 2013 e raccoglie il 12,9% degli addetti. Circa il 23% delle imprese, infine, è stata costituita negli ultimi 5 anni e ha una quota di addetti pari al 13,3%.Dai dati riguardanti le imprese registrate suddivise a seconda della prevalenza al loro interno di giovani, donne o persone nate in paesi esteri, si evince che nel 2018 le imprese femminili sono oltre 97 mila (il 19,9% delle imprese regionali) e occupano 260 mila persone (con una dimensione media di 2,7 addetti). Le imprese giovanili sono oltre 36 mila e occupano 73 mila addetti (dimensione media 2 addetti). L’imprenditoria femminile e giovanile si concentra soprattutto nel settore dei servizi. Le imprese straniere sono quasi 50 mila (il 10,3% delle imprese regionali) occupano 113 addetti (dimensione media 2,3 addetti) e si concentrano nelle costruzioni e nel commercio. In campo innovazione, le startup innovative sono 918: Padova, Verona e Treviso sono le province in cui sono maggiormente presenti (rispettivamente il 27,9%, 21,1% e 18,0% del totale regionale).

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Report di Veneto Agricoltura

Posted by fidest press agency su martedì, 24 dicembre 2019

E’ dedicato all’andamento del comparto regionale della pesca riferito all’anno precedente, in questo caso il 2018, per il quale sono disponibili e completamente analizzabili tutti i dati. In estrema sintesi, i tecnici dell’Agenzia rilevano che lo scorso anno i vari settori della filiera ittica del Veneto hanno presentato numeri in altalena: cresce lo sbarcato nei mercati ittici locali; stabili la flotta marittima, il numero delle imprese e l’export; male il comparto della venericoltura (allevamento delle vongole).Vediamo in dettaglio le dinamiche che hanno caratterizzato il comparto, ricordando che il Report completo “La pesca in Veneto – 2018” può essere scaricato da:
Flotta peschereccia – Sembra essersi assestata la consistenza dei pescherecci della flotta marittima veneta, dopo un lungo periodo di forte calo, visto che alle 658 unità rilevate nel 2018 corrisponde un calo dello 0,6% rispetto all’anno precedente. Si registra anche un leggero decremento del numero di imprese attive nella filiera ittica regionale che, con 3.787 unità, segnano un -0,3% rispetto al 2017, di contro, con 7.774 unità lavorative attive, gli occupati risultano in crescita dell’1,2%.
Prodotto sbarcato – Lo sbarcato locale, che giornalmente arriva nei sei mercati ittici regionali (Venezia, Chioggia, Caorle, Pila, Scardovari e Porto Viro), ha fatto segnare un rialzo della produzione del 4,8% rispetto al 2017, a fronte delle 20.153 tonnellate prodotte, mentre il fatturato in controtendenza perde il 4,4% (47,8 milioni di euro), calo causato dalla discesa dei prezzi di vendita alla produzione (-5% medio). La voce che maggiormente ha inciso sull’aumento dei quantitativi sbarcati nei mercati è rappresentata dal pesce azzurro (alici e sardine), che nel 2018 ha visto crescere i volumi del 14% netto, con il mercato di Pila-Porto Tolle ad incidere in maniera determinante (+34,9%).
Prodotto allevato – Sull’ottovolante le produzioni di allevamento, visto che per la venericoltura nel 2018 risultano 10.274 tonnellate prodotte e una perdita annua del -30,5%. Ben altra cosa per la mitilicoltura regionale, che registra nell’anno analizzato un deciso aumento produttivo del +27,6%, a fronte delle 19.786 tonnellate complessive prodotte, con il prodotto marino ad incidere maggiormente sulla crescita dei volumi (+31,9%). Anche la piscicoltura vede scendere leggermente i volumi prodotti (-0,4%), mentre il valore della PLV sale del +15,2%.
Molluschi di mare – Infine, con le 4.560 tonnellate rilevate nel 2018, i due Co.Ge.Vo. veneti mostrano un decremento della produzione complessiva di molluschi di mare del 17,9% rispetto all’anno precedente, con le vongole che perdono il 18,5%.

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Istat: a dicembre sale fiducia consumatori

Posted by fidest press agency su martedì, 24 dicembre 2019

Secondo i dati Istat resi noti dall’Istat a dicembre la fiducia dei consumatori sale da 108,6 a 110,8.”Meno male! Altrimenti, un’ulteriore caduta del clima di fiducia dei consumatori, dopo il calo di ottobre ed il crollo di novembre, avrebbe determinato una gelata sui consumi di Natale” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori. “Gli italiani, in particolare, se a novembre avevano bocciato la manovra del Governo, ora l’hanno rivalutata, come dimostrano i dati del giudizio e delle attese sulla situazione economica italiana. Il giudizio, in particolare, dopo essere precipitato da -57 di ottobre a -69,8 di novembre, ora, a dicembre, risale la china, portandosi a -60,5, con un rialzo di 9,3 punti” conclude Dona.

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Rinnovo del bonus per giovani agricoltori nella legge di Bilancio 2020

Posted by fidest press agency su martedì, 24 dicembre 2019

E’ una decisione lungimirante che mette al centro le nuove generazioni e può contribuire ad aprire nuove prospettive per chi decide di investire nel settore primario – dichiara il presidente nazionale Confeuro Andrea Michele Tiso.Grazie agli sgravi, i coltivatori diretti e gli imprenditori con meno di 40 anni che si iscrivono per la prima volta alla gestione agricola potranno beneficiare di un esonero contributivo di due anni. Si tratta di un incentivo importante, che può dare nuovo slancio al settore primario se collocato all’interno di un pacchetto coerente di misure – spiega Tiso.Anche in agricoltura i giovani sono chiamati ad affrontare le sfide lasciate in eredità dalle precedenti generazioni. Proprio in questi giorni, il Consiglio europeo dei giovani agricoltori (Ceja) ha diffuso un documento programmatico per definire gli obiettivi da perseguire con lo scopo di “partecipare a un dibattito cruciale per il rinnovamento generazionale e la sopravvivenza del settore agricolo”. In particolare, i giovani agricoltori europei dichiarano di voler essere innovativi per adattarsi al cambiamento climatico, ridurre le emissioni di gas a effetto serra e contribuire alla capacità dei terreni agricoli di sequestrare il carbonio producendo alimenti sicuri e sani per una popolazione in crescita. Senza ricambio generazionale la nostra agricoltura non ha futuro. E’ indispensabile rendere protagonisti i più giovani, quelli che ora preferiscono cercare un impiego nel settore secondario o terziario piuttosto che investire tempo, energie e idee nella cura della terra.

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Dieci premi per 1000 scuole

Posted by fidest press agency su martedì, 24 dicembre 2019

Nel ritmato calendario di #ioleggoperché – l’iniziativa promossa dall’Associazione Italiana Editori (AIE) per la creazione e il potenziamento delle biblioteche scolastiche italiane – è arrivato il momento di premiare la creatività delle scuole che si sono candidate al Contest 2019, il concorso sulle iniziative più originali ed efficaci nel divulgare l’amore per la lettura e incentivare le donazioni in libreria durante la nove-giorni di campagna nazionale dello scorso ottobre: “La selezione delle 10 scuole vincitrici che si aggiudicheranno, grazie al supporto di SIAE, un buono per l’acquisto di libri del valore di 1500 euro ciascuna, è stata difficilissima alla luce dell’incredibile livello generale di passione, fantasia ed efficacia messe in campo da bambini, ragazzi, insegnanti, famiglie, librai e volontari negli oltre mille progetti vagliati – ha spiegato il presidente di AIE Ricardo Franco Levi -. Un ulteriore segnale, quest’ultimo, del successo di partecipazione – quantitativa ma soprattutto emotiva – di #ioleggoperché e lo spaccato di un’Italia davvero straordinaria, raccontata attraverso i libri e la lettura e le opere, fotografiche e video, delle scuole”. L’iniziativa in costante crescita sin dalla sua prima edizione nel 2015, ha registrato un bilancio 2019 oltre ogni previsione, con circa 300.000 libri donati dai cittadini nelle 2.400 librerie aderenti e destinati alle biblioteche scolastiche delle 15.000 scuole iscritte; cifra alla quale andranno sommati gli oltre 100.000 nuovi volumi che gli editori sostenitori dell’iniziativa destineranno, entro fine anno scolastico, alle scuole che ne hanno fatto richiesta. Complessivamente, nelle quattro edizioni realizzate sono stati raccolti oltre un milione di libri per le biblioteche delle scuole partecipanti, con un crescendo di partecipazione e attenzione da parte del mondo della scuola e degli editori, delle istituzioni e, sempre di più, dei media e delle televisioni.

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Scuola: Nuovo sistema delle supplenze

Posted by fidest press agency su martedì, 24 dicembre 2019

L’approvazione definitiva del decreto scuola, il 28 dicembre in Gazzetta ufficiale, ha prodotto alcune importanti novità per la futura gestione delle quasi 200 mila supplenze che saranno affidate il prossimo anno per far funzionare le scuole. Queste, infatti, verranno trasformate in liste “provinciali”, con all’interno docenti inseriti nella seconda fascia e nella terza fascia, al fine di garantire la copertura di cattedre in organico di fatto al 31 agosto o al 30 giugno, sebbene la maggior parte di esse dovrebbe essere destinata ai ruoli, specialmente su posti di sostegno.Cambia la gestione dei supplenti fuori GaE. Dal prossimo anno, come ricorda Orizzonte Scuola, “non bisognerà più scegliere tot scuole – 20 scuole con il limite di 10 per la scuola dell’infanzia e primaria, di cui massimo due circoli didattici (gli istituti comprensivi si considerano entro il limite di 10) -, ma si parteciperà alle supplenze da conferire in tutti gli istituti della provincia”. La convocazione avverrà dopo il conferimento delle supplenze da GaE. La norma riguarda però solo i contratti a tempo determinato con scadenza 31 agosto e 30 giugno. Per le supplenze brevi rimane il limite di tot scuole da scegliere, che dovrebbe rimanere pari a non oltre 20.Nello specifico, come ha chiesto il giovane sindacato al ministro Fioramonti e ai deputati della VII e XI Commissione Cultura della Camera dei Deputati in audizione, è modificato il comma 6 dell’articolo 4 della legge 3 maggio 1999, n. 124: a partire dall’anno scolastico 2020/21, si utilizzeranno le graduatorie provinciali per le supplenze, composte dai docenti inseriti nella seconda fascia e nella terza fascia degli Istituti della provincia, in modo così da garantire la copertura di cattedre vacanti e disponibili attraverso le supplenze annuali o fino al termine delle attività didattiche così come previsto dai commi 1 e 2 sempre dell’art. 4 della stessa legge. Inoltre, una graduatoria provinciale, per l’assegnazione sempre di incarichi di supplenza, è introdotta per i docenti precari con specializzazione sul sostegno agli alunni disabili. Si prevede, infine, la collocazione nella terza fascia d’istituto anche dei nuovi aspiranti docenti laureati dopo il blocco introdotto dalla legge 107/2015 subito aggirato dalle MAD inviate ai presidi e sempre più numerose. In particolare, nella prossima primavera – utilizzando esclusivamente il sistema istanze On Line tramite il portale Polis – potranno inserirsi nella terza fascia delle graduatorie di istituto, le seguenti categorie di docenti: docenti già inseriti (potranno far valutare nuovi titoli e servizi, se conseguiti o anche cambiare provincia); docenti in possesso dei titoli previsti dall’articolo 5, comma 1, lettera b), e comma 2, lettera b), del D.lgs. 59/2017 ossia Laurea + 24 CFU per i nuovi inserimenti. Tutti costoro dovranno necessariamente possedere la laurea e 24 CFU nelle discipline antropo-psico-pedagogiche e nelle metodologie e tecnologie didattiche. Anche per gli ITP, i docenti in possesso di diploma, che intendono accedere a una delle classi di concorso della tabella B del DPR 19/2016, saranno necessari i 24 CFU. Infine, E docenti in possesso di abilitazione si inseriranno nella seconda fascia delle graduatorie di istituto.

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Decreto scuola: caos graduatorie

Posted by fidest press agency su martedì, 24 dicembre 2019

Lo Stato ne utilizzerà ben otto per assumere gli insegnanti rispetto alle tre esistenti L’effetto delle norme promosse dal nuovo Decreto Scuola, in Gazzetta ufficiale il prossimo 29 dicembre, aumenterà il contenzioso nei tribunali e non risolverà il problema delle migliaia di cattedre scoperte durante la convocazione nei ruoli. Marcello Pacifico (Anief): “Chiederemo nel prossimo mille-proroghe la riapertura straordinaria delle Gae come sette anni fa, per risolvere il problema”
In origine, per vent’anni furono due, le graduatorie di merito riservate ai vincitori e idonei dei concorsi, e le graduatorie permanente riservati a chi conseguiva l’abilitazione. Le prime dovevano essere rinnovate ogni tre anni e le seconde ogni anno, ma poi a forza della continua volontà dello Stato di risparmiare sui contratti di lavoro privato nei confronti di migliaia di insegnanti con evidenti ricadute sul bilancio, entrambe furono prorogate per diversi anni, a dispetto di migliaia di altri docenti che hanno insegnato nelle nostre scuole.
Tra il 2001 e il 2012, rimasero in vigore le prime GM (graduatorie di merito), mentre le GP (graduatorie permanenti) del 2002 furono trasformate in graduatorie ad esaurimento nel 2006 e riaperte nel 2008 e nel 2012 dal Parlamento. Da allora, nessun nuovo docente poteva entrare nei ruoli se non inserito già in esse, a parte le Gm del 2012 che furono sostituite nel 2017. Nel 2018, il precedente governo pensò a un terzo canale da utilizzare in sub ordine a quello delle GM, è quello delle GMRE (graduatorie regionali di merito ad esaurimento).

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Scuola: Anief chiede al governo più risorse per il contratto

Posted by fidest press agency su martedì, 24 dicembre 2019

Anief subito protagonista alla convocazione da parte del ministro Lorenzo Fioramonti. L’incontro al Miur è stata l’occasione per il giovane sindacato rappresentativo, per avanzare “proposte chiare e semplici in merito agli organici, al reclutamento e alla funzione docente. E specifiche anche per i settori Afam, dell’Università e della Ricerca”, come ha precisato il presidente nazionale Marcello Pacifico, intervistato da Teleborsa.Il leader di Anief ha indicato alcuni punti chiari e imprescindibili e ha invitato la politica a trovare le risorse per il rinnovo del contratto.”Il principale problema del precariato e della mancata continuità didattica – ha ricordato Pacifico nella videointervista – risiede nel mancato adeguamento dell’organico di fatto a organico di diritto. Per questo abbiamo impugnato nei tribunali diversi atti dell’amministrazione, specie su posti di sostegno. Le sentenze risarcitorie sono veramente pesanti per l’erario pubblico. E quindi chiediamo che questo organico sia trasformato in organico di diritto e questi 170 mila posti ogni anno non vengano più dati in supplenza, ma nei ruoli”.

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Governo Conte bis: I politici più citati

Posted by fidest press agency su martedì, 24 dicembre 2019

Se Luigi di Maio, ministro degli Affari Esteri e leader del M5S, fa gara a sé risultando il più citato in tv tra i 22 ministri del Governo Conte bis ottenendo ben 13.131 citazioni, alle sue spalle, ben distanziato, c’è il ministro dell’economia ed ex europarlamentare Pd, Roberto Gualtieri (5.864) che, in periodo di manovra finanziaria, è sicuramente al centro dell’agenda politica. Mediamonitor.it, società che gestisce una piattaforma con oltre 1.500 fonti d’informazione online off line utilizzando tecnologia e soluzioni sviluppate da Cedat 85, ha monitorato la presenza sulle principali televisioni nazionali (Rai, Mediaset, La7, SkyTg24) dei ministri dalla costituzione del nuovo esecutivo a guida Giuseppe Conte fino al 4 dicembre scorso. Il titolare del MISE rappresenta in un certo senso una novità nel panorama politico nazionale di primo livello non certo come Dario Franceschini, da tempo nell’agone politico, che guida adesso il ministero dei beni culturali e del turismo ma anche la delegazione governativa del pd, e che si posiziona nel gradino più basso del podio con 2.599 menzioni. Nella classifica di Mediamonitor.it colpisce la presenza al decimo posto della classifica del ministro degli interni Luciana Lamorgese che si ferma a sole 575 citazioni. Nonostante l’importanza del ministero che dirige, Lamorgese, per il suo stesso profilo tecnico, è molto meno esposta sui media, in netta contrapposizione con il suo predecessore Matteo Salvini, oggi leader dell’opposizione. Tra i più citati sulle televisioni nazionali troviamo al quarto e quinto posto due esponenti di rilievo dei 5 stelle: il ministro per lo sviluppo economico Stefano Patuanelli (2.239) seguito da Alfonso Bonafede, ministro della giustizia (1.441). Il primo sospinto dalle numerose crisi aziendali in corso nel nostro Paese e il secondo protagonista della riforma della giustizia a cominciare dal dibattito sul reato di prescrizione. In sesta posizione compare la prima donna: si tratta del ministro delle politiche agricole alimentali e forestali, la renziana Teresa Bellanova con 1.278 menzioni.La segue a distanza Paola De Micheli, ministro delle infrastrutture e trasporti con 794 citazioni. All’ottavo posto c’è il ministro dell’istruzione Lorenzo Fioramonti che, nonostante i cambiamenti apportati all’esame di maturità, si ferma a 661 citazioni. In nona posizione il ministro del sud e della coesione territoriale, Giuseppe Provenzano (611), primo fra i titolari di un dicastero senza portafoglio.
Dopo la Lamorgese, in undicesima posizione troviamo Nunzia Catalfo, ministro delle politiche sociali (538) che precede il ministro della salute Roberto Speranza (454), tra i leader politici di Leu. Anche con l’assegnazione all’Italia delle olimpiadi invernali 2026, il ministro dello sport e delle politiche giovanili Vincenzo Spadafora non va oltre la tredicesima piazza con 428 menzioni. Quattordicesima Elena Bonetti, ministro delle pari opportunità e della famiglia (366) seguita dal ministro della difesa Lorenzo Guerrini (348), tra i leader del Partito democratico.Nonostante la grande attenzione globale verso i temi della sostenibilità e il dibattito sulla plastic tax, l’ex generale dell’Arma Sergio Costa rimasto ancora al ministero dell’ambiente nel Governo giallorosso, si classifica solo sedicesimo con 267 menzioni. Diciassettesimo Francesco Boccia (Pd), ministro degli affari regionali e autonomie (242), quasi a pari merito con Vincenzo Amendola, ministro degli affari europei (240). Chiudono la classifica, Federico D’Inca, ministro dei rapporti con il parlamento (203) e Fabiana Dadone, ministro della pubblica amministrazione (121). Fanalino di coda il ministro per l’innovazione tecnologica e la digitalizzazione, nonché ex assessore del sindaco di Torino Chiara Appendino, Paola Pisano con sole 59 menzioni.

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Dove non è riuscita la ‘ndrangheta ci pensa lo Stato

Posted by fidest press agency su martedì, 24 dicembre 2019

Apprendiamo le ultime notizie sulle infiltrazioni mafiose nella nostra regione e nel resto d’Italia con un grande sentimento di gratitudine nei confronti del Dr Gratteri, della dsa Loreto, di tutta la magistratura e delle forze dell’ordine. Noi abbiamo subito la violenza mafiosa reagendo con la denuncia ed in questi giorni crediamo sia opportuno che la politica e gli apparati dello Stato riflettano su alcuni aspetti che più volte abbiamo gridato ad alta voce.Bisogna assolutamente educare i cittadini alla denuncia e su questo punto vogliamo essere chiari e non essere in nessun modo fraintesi, ma a chi denuncia deve essere garantito il futuro, deve essere garantita la giusta protezione, devono essere garantiti i giusti ristori devono essere garantiti i sostegni umani e morali. Purtroppo tutto questo non accade, anzi chi denuncia entra in un inferno Dantesco senza fine, costretto a combattere contro una burocrazia cieca che lo strangola ed a subire spesso ancora più umiliazioni e danni, di quelli che la malavita organizzata è riuscita a compiere.Dove non è riuscita la ‘ndrangheta ci pensa lo Stato? Noi chiediamo aiuto chiediamo di essere ascoltati di poter vivere serenamente la nostra vita ed eventualmente di metterci al servizio dello Stato come abbiamo sempre fatto e stiamo ancora facendo, vogliamo essere gli esempi da seguire.
Consigliare ad un cittadino di denunciare dovrebbe essere un obbligo, oggi invece è una grande responsabilità perchè noi sappiamo perfettamente cosa dovrà subire questa persona dopo la denuncia, e sappiamo con certezza che la sua vita sarà un inferno per le prove che lo Stato lo obbligherà ad affrontare creandogli continui ostacoli nella via della sua rinascita.Ripetiamo con fermezza che la denuncia và fatta ed è l’unica via possibile per combattere questa grave emergenza, ma non si può chiedere ad un cittadino di fare il supereroe, lo Stato non puó essere prima mamma, e ci riferiamo alla magistratura ed alle forze dell’ordine e poi matrigna quando è ora di assumersi le responsabilità delle conseguenze che la denuncia produce. (Pino Masciari Mauro Esposito)

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Ancora un soldato che si toglie la vita

Posted by fidest press agency su martedì, 24 dicembre 2019

Mentre la politica e l’Amministrazione Difesa stanno a guardare o cercano soluzioni per “curare” il personale arruolando Psicologi, ma non si preoccupano di impedire il manifestarsi di queste forme di disagio. I tagli di bilancio a cui è stato sottoposto il Comparto Difesa si sono ripercossi quasi completamente sulle condizioni di lavoro del personale che è sempre di meno, sempre più vecchio e pagato sempre peggio. Il nuovo mantra dell’amministrazione, di “riuscire a fare di più con meno soldi e meno uomini” ha portato a condizioni di lavoro sempre più stressanti, orari di lavoro più lunghi, l’aumento delle ore di straordinario pro-capite ed a continue attività fuori sede. Il massiccio ricorso al precariato militare e adeguamenti economici impercettibili, quando non inesistenti, mettono in crisi i riferimenti familiari, affettivi e la stabilità economica e l’equilibrio psicologico. Come Sindacato Aeronautica Militare intendiamo proporre all’Amministrazione di invertire totalmente l’approccio ovvero di “prevenire invece che curare” e questo si può fare solo attraverso una più oculata gestione delle risorse umane e delle condizioni di lavoro unitamente ad una più attenta ripartizione di adeguate risorse economiche al fine di evitare l’eccessivo carico di stress che si verifica oggi. Monitoreremo e saremo i portavoce di questo nuovo paradigma a tutela di tutti i colleghi e di tutte le colleghe perchè non vogliamo più suicidi nelle forze armate.

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ViiV Healthcare receives complete response letter from US FDA

Posted by fidest press agency su martedì, 24 dicembre 2019

ViiV Healthcare, the global specialist HIV company majority owned by GSK, with Pfizer Inc. and Shionogi Limited as shareholders, received a complete response letter (CRL) from the US Food and Drug Administration (FDA) regarding its application for cabotegravir and rilpivirine long-acting regimen for treatment of HIV-1 infection in virologically suppressed adults.The reasons given in the CRL relate to Chemistry Manufacturing and Controls (CMC). There have been no reported safety issues related to CMC and there is no change to the safety profile of the products used in clinical trials to date. ViiV Healthcare will work closely with the FDA to determine the appropriate next steps for this New Drug Application. Cabotegravir is an integrase strand transfer inhibitor developed by ViiV Healthcare and rilpivirine is a non-nucleoside reverse transcriptase inhibitor developed by Janssen Sciences Ireland UC. The cabotegravir and rilpivirine long-acting regimen is an investigational product and not approved anywhere in the world.

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Cook Medical Applauds Congressional Action to Repeal the Medical Device Excise Tax

Posted by fidest press agency su martedì, 24 dicembre 2019

Cook Medical applauds the successful efforts of legislators from the U.S. Senate and House of Representatives to repeal the medical device excise tax. “Repealing the medical device tax will help bring new life-saving devices to patients around the world,” said Steve Ferguson, chairman of Cook Group, Cook Medical’s parent company. “We are grateful to our elected officials for this significant action to support patients who rely on medical technology.” After years of suspension, the tax was scheduled to be reinstated on January 1, 2020. Repeal of the tax prevents a negative impact on patient care, the evolution of healthcare and associated costs.“Repealing the tax also provides long-term assurance necessary for medical technology companies to continue investing in their employees and the research and development projects that lead to innovative new therapies for patients who need it most,” said Jennifer Kerr, president of Cook Research, and Medical Device Manufacturing Association board member.The medical technology industry employs more than two million people directly and indirectly across the United States. Cook Medical employs more than 7,000 people in the U.S. and 10,000 globally.

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