Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 106

Archive for 15 dicembre 2019

Attacco a New Jersey, arrivano conferme: è atto di antisemitismo

Posted by fidest press agency su domenica, 15 dicembre 2019

L’incertezza delle prime ore ha lasciato spazio alla conferma: quello avvenuto nel New Jersey lo scorso martedì è stato un atto di antisemitismo. Nell’immediatezza del grave episodio, che ha visto la morte di sei persone e il ferimento di molte altre, gli investigatori erano convinti che il movente della sparatoria terminata in kosher market di Jersey City non fosse da ricercare nell’odio razziale.
Avevano ipotizzato che il punto di vendita per prodotti kosher fosse stata una tappa casuale dei due attentatori, che nulla aveva a che fare con l’antisemitismo.Via via, però, le convinzioni iniziali non erano più tali. Con il passare dello ore, infatti, la matrice antisemita dell’atto terroristico era stata tirata in ballo dal sindaco Steven Fulop. C’erano ancora dubbi, perché la dinamica della sparatoria, che ha coinvolto numerosi agenti dell’FBI, non era ancora molto chiara.Tutti questi motivi hanno spinto la redazione di Progetto Dreyfus ad aspettare. Non volevamo scrivere un articolo neutro con molti condizionali. Abbiamo atteso, perché vogliamo parlare di antisemitismo solo quando ne abbiamo la conferma.Conferma che è arrivata nella giornata di ieri da parte del procuratore generale del New Jersey che ha parlato chiaramente di odio antisemita.Questa è la ricostruzione di quanto avvenuto a Jersey City. Alcuni agenti di polizia hanno avvistato due individui sospetti nei pressi di un cimitero, da lì è iniziato il primo scontro che poi si è spostato in una zona residenziale della città che si trova solo a pochi metri di distanza in linea d’aria da Manhattan.I due killer si barricati all’interno del negozio kosher sparando in strada dalle finestre. Lo scontro è durato per diverse ore prima che i sospettati venissero neutralizzati. Quanto accaduto conferma che l’antisemitismo da rifiorendo in molti paesi e in altrettante città. Non ci stancheremo mai di parlarne, ma lo faremo solo quando avremmo la certezza che quello che vi raccontiamo è mosso da un odio contro gli ebrei.

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Cop25 – Greenpeace: “Esito completamente inaccettabile”

Posted by fidest press agency su domenica, 15 dicembre 2019

Madrid. Greenpeace ritiene che i progressi che ci si auspicava emergessero dalla COP25 siano stati ancora una volta compromessi dagli interessi delle compagnie dei combustibili fossili e di quelle imprese che vedono in un accordo multilaterale contro l’emergenza climatica una minaccia per i loro margini di profitto.Durante questo meeting la porta è stata letteralmente chiusa a valori e fatti, mentre la società civile e gli scienziati che chiedevano la lotta all’emergenza climatica venivano addirittura temporaneamente esclusi dalla COP25. Invece, i politici si sono scontrati sull’”Articolo 6” relativo allo schema del commercio delle quote di carbonio, una minaccia per i diritti dei popoli indigeni nonché un’etichetta di prezzo sulla natura. Ad eccezione dei rappresentanti dei Paesi più vulnerabili, i leader politici non hanno mostrato alcun impegno a ridurre le emissioni, chiaramente non comprendendo la minaccia esistenziale della crisi climatica.«I governi devono ripensare completamente il modo con cui conducono queste trattative, perché l’esito di questa COP è totalmente inaccettabile», dichiara Jennifer Morgan, Direttrice Esecutiva di Greenpeace International. «La COP25 era stata annunciata come un appuntamento “tecnico”, ma è poi diventata qualcosa in più di un negoziato. Ha messo in luce il ruolo che gli inquinatori rivestono nelle scelte politiche e la profonda sfiducia dei giovani nei confronti dei governi. C’era necessità di decisioni che rispondessero alle sollecitazioni lanciate dalle nuove generazioni, che avessero la scienza come punto di riferimento, che riconoscessero l’urgenza e dichiarassero l’emergenza climatica. Anche per l’irresponsabile debolezza della presidenza cilena, Paesi come Brasile e Arabia Saudita hanno invece fatto muro, vendendo accordi sul carbonio e travolgendo scienziati e società civile», conclude Morgan.L’accordo di Parigi potrebbe essere stato vittima di una manciata di potenti “economie del carbonio”, ma questi Stati sono dalla parte sbagliata della lotta e della storia e l’accordo di Parigi è solo un pezzo di questo puzzle. Per Greenpeace, quello di cui c’è bisogno è un cambiamento sistemico di cui le persone possano fidarsi.Da questa COP è tuttavia emerso che ci sono alcune forze positive al lavoro: la High Ambition Coalition durante questa settimana ha offerto un’ancora di salvezza, e i piccoli Stati insulari si stanno rafforzando di giorno in giorno, mantenendo vivo l’accordo di Parigi.

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Va in scena Mummy di Dario Postiglione, con la regia di Renato Civello

Posted by fidest press agency su domenica, 15 dicembre 2019

Roma Via del Mortaro, 22 Teatro De’ Servi dal 16 al 18 dicembre al Teatro de’ Servi, nell’ambito della Stagione Fuoriclasse dedicata alla drammaturgia contemporanea, va in scena Mummy di Dario Postiglione, con la regia di Renato Civello.
Lo spettacolo nato nel 2015 in occasione del “Festival Contaminazioni” organizzato dall’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica “Silvio d’Amico” e tratto da “Figura Materna” di A. Ayckbourn , è stato ampliato e riscritto totalmente. Marial Bajma Riva, Caterina Bonanni, Renato Civello, Fabrizio Milano sono, dunque, i protagonisti di un testo completamente inedito, ispirato al genere tragicomico e ambientato in un mondo surreale, ma nonostante tutto inverosimilmente vicino a noi.In un appartamento sinistramente asettico, una donna tagliata fuori dal mondo ripete ossessivamente le sue mansioni domestiche, riordina, prepara colazioni per dei bambini di cui si vedono solo le tracce. Quando una coppia irrompe nel suo loop, presentandosi come i nuovi vicini di casa, l’equilibrio s’incrina. La fissazione della donna per l’infanzia ha qualcosa di morboso: i vicini provano ad assecondarla, ma vengono trascinati in un vortice di assurdità e ridicoli malintesi, che vira la comicità verso il grottesco. Ma intanto, segni incongrui invitano a pensare che dietro il velo di un esaurimento piccolo-borghese la realtà sia tutt’altra: da quanto tempo la donna è chiusa in casa? Cosa sanno i vicini? Dove sono i bambini? Perché il tempo sembra fermo come in un carillon? Qualcosa parrebbe indicare che questo non è il nostro mondo, o non lo è del tutto – forse ne è solo il negativo comico e cupo, in cui i concetti di maternità, umanità, ragione e follia sono radicalmente messi in discussione. Il dispotico mondo in cui vivono i personaggi, è surreale ma tuttavia molto vicino alla nostra quotidianità. In questo grottesco microcosmo ogni elemento ha una doppia faccia, ogni cosa è diversa da come sembra, proprio come la nostra vita. Ed è così che il pubblico viene accompagnato in un onirico viaggio in cui il traguardo nasconde qualcosa di molto più cupo. L’assurda comicità si evolve in grottesco, la spensieratezza in dramma. Ogni personaggio pone importanti quesiti e la tenera signora Lucy è forse vittima di qualcosa più grande e crudele, qualcosa di inimmaginabile che potrebbe non essere poi così lontano dalla realtà, vittima della società stessa, di chi guarda e di chi ascolta, o di chi semplicemente entra in casa per un caffè. ”Lo spettacolo è un circo di emozioni e colori in cui scienza e filosofia si mescolano ponendo importanti dubbi nello spettatore. Cosa è giusto e cosa no? Cosa sono veramente il bene e il male? Tante le domande e tanti i meccanismi che accompagnano i personaggi in cui ognuno di noi si può rispecchiare, personaggi che rendono costante e “ripetitivo” il nostro “essere umani”: senza epoca e senza contesto”- annota il regista Renato Civello.
“Uno degli aspetti che più amo della vita è il doppio: nulla è mai come sembra, c’è sempre un lato diverso in ogni cosa. Nello spettacolo si ride e si piange allo stesso tempo. Si ride attraverso il ridicolo che comincia a delineare e caratterizzare i personaggi, in situazioni inverosimili che non smettono di stupire; si piange amando Lucy, una figura che incarna in qualche modo ogni aspetto dell’umanità.”
“Mummy” è un vortice di emozioni e sorprese, in cui un linguaggio ricco di diversi “espedienti” e metafore la fa da padrone. La follia nel frattempo è ovunque nel meccanismo “futuristico” in cui ha luogo la vicenda, ogni tassello è al punto giusto in una perfetta “piramide” più grande di noi. Basta togliere un mattone per far crollare un mondo, basta cambiare un dettaglio per modificare un intero punto di vista. Intero: 18€. Ridotto: 15€, Under 35: 12€

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Fazzolari (FdI): grazie a FdI permesso di soggiorno ai venezuelani di origine italiana

Posted by fidest press agency su domenica, 15 dicembre 2019

“Fratelli d’Italia ottiene una grandissima vittoria per il sostegno alla comunità italiana in Venezuela. Il Venezuela da anni vive una crisi politica, economica e sociale drammatica e migliaia di nostri connazionali, anche se di passaporto venezuelano, tentano di ottenere il riconoscimento della cittadinanza italiana per potersi trasferire in Italia e ricostruirsi una vita. Gente che non chiede aiuti, non pretende vitto e alloggio pagati, ma solo il diritto a tornare nella Patria dalla quale provengono loro e i loro genitori. Purtroppo finora l’Italia si è dimostrata più attenta e accogliente nei confronti di sedicenti profughi di ogni parte del mondo che non nei confronti di chi ha origini italiane, una assurdità che FdI ha sempre contestato. Oggi otteniamo una prima importante svolta grazie a due nostri emendamenti alla legge di Bilancio a mia firma”. Lo dichiara il senatore di Fratelli d’Italia, Giovanbattista Fazzolari, responsabile nazionale del programma di FdI.”Con l’emendamento 101.15 si riconosce il permesso di soggiorno ai venezuelani che hanno già fatto richiesta di cittadinanza italiana ma sono ancora in attesa di ottenere una risposta, che purtroppo a volte richiede anche anni. Con l’emendamento 101.16 si destinano 500 mila euro per potenziare proprio l’attività di riconoscimento delle pratiche di cittadinanza dei venezuelani. Un grande successo e una grande soddisfazione per chiunque creda nel valore della comunità nazionale e abbia a cuore le comunità italiane nel mondo” conclude il senatore Fazzolari.

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La crescita del Pil dipende molto dalla partecipazione femminile all’economia

Posted by fidest press agency su domenica, 15 dicembre 2019

«Mentre il governo rossogiallo boccia tutte le proposte presentate da Fratelli d’Italia alla manovra per sostenere l’occupazione femminile e la conciliazione vita-lavoro, il governatore della Banca d’Italia Visco dice giustamente che la crescita del Pil italiano dipende molto dalla partecipazione femminile all’economia. I dati italiani sull’occupazione fanno riflettere: nella nostra Nazione c’è un tasso di occupazione del 60% mentre la media europea è del 70% e l’obiettivo della UE è arrivare al 75%. È possibile invertire questo trend solo se si lavora per mettere le donne nelle condizioni di non dover scegliere tra famiglia e lavoro. Serve una rivoluzione del welfare che metta al centro la famiglia e i suoi interessi: Fdl la chiede da tempo e continuerà a battersi per raggiungere questo obiettivo». È quanto scrive su Facebook il presidente di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni.

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“Il Cimitero romano Flaminio è nella morsa del degrado e dell’abbandono”

Posted by fidest press agency su domenica, 15 dicembre 2019

Roma. “Chi vi si reca per far visita a un proprio caro equivale ad affrontare una discesa agli inferi ancora più faticosa per la scarsa manutenzione di questi luoghi. A pareti ricoperte di muffa e corridoi pieni di guano o pozzanghere si aggiungono lapidi cadute a terra e ridotte in mille pezzi, tombe ostaggio di rovi ed erbacce, rami pericolanti e infiltrazioni di acqua a causa delle quali sono esposti a rischio crollo alcuni edifici, chiusi al pubblico ormai da quasi un anno.E’ una vergogna: la Sindaca è al corrente della situazione nella quale versa questo come altri cimiteri capitolini, eppure non fa nulla per rendere queste strutture adeguate alla funzione che rivestono e che non è solo quella di accogliere chi ci lascia, ma anche permettere a chi resta di rimanere in contatto coi propri cari ed elaborare il dolore dovuto alla loro scomparsa.Proprio per questo motivo nei giorni scorsi ho presentato un’interrogazione ex art. 105: voglio sapere se e con quali modalità la Raggi intende intervenire per risolvere le problematiche presenti e ristabilire, una volta per tutte, il decoro nel rispetto dei nostri defunti oltre che ripristinare la sicurezza per chi si reca a trovarli». Così Rachele Mussolini, consigliere comunale della lista civica Con Giorgia e Vice Presidente della Commissione Controllo, Garanzia e Trasparenza di Roma Capitale. (n.r. Condividiamo pienamente il rilievo espresso da Rachele Mussolini. Da anni, oramai, non facciamo che scrivere, perorare, indignarci, sollecitare in tutte le sedi possibili del comune di Roma, e non solo, per rappresentare un disagio grave che sta colpendo tutti i cimiteri romani. Non stiamo qui ad elencare le cose che non vanno, ma semmai faremmo più in fretta a parlare delle cose che funzionano: nulla.)

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“I criteri per accedere al Mes devono essere modificati”

Posted by fidest press agency su domenica, 15 dicembre 2019

“Fermo restando che, secondo quanto sostengono tutti, l’Italia non avrà bisogno di accedere al fondo perché il suo debito è sostenibile, dobbiamo chiedere che nei trattati europei sia inserito il parametro del debito privato. Questo dato, assieme a quello pubblico, costituisce la garanzia della solidità dell’Italia e misurerà in qualunque nazione la sostenibilità del debito. Un debito pubblico basso senza risparmio privato è più rischioso di un debito pubblico alto con adeguato risparmio privato in grado di coprirlo. Se il Mes riconosce e soccorre il debito delle banche private, significa che di fatto lo contempla e quindi non può non considerare il risparmio privato delle singole nazioni. Allora non è più rinviabile l’inclusione di questo elemento nei trattati europei. Una modifica in tal senso consentirebbe una più idonea valutazione da parte dell’Europa dello stato di salute della nostra economia, ben oltre il nero debito pubblico.Ci troveremmo in una graduatoria completamente diversa, ai primi posti, avendo un’economia privata tra le più floride d’Europa. Conte non si faccia intimidire e porti a casa risultati concreti per gli italiani, non vada a fare il cerimoniere di Merkel e Macron”. È quanto dichiara il vicepresidente della Camera dei deputati Fabio Rampelli di Fratelli d’Italia.

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Mes. Rauti (FdI): maggioranza asservita a interessi franco tedeschi per salvare status quo

Posted by fidest press agency su domenica, 15 dicembre 2019

“Alla faccia dei programmi elettorali contro il Mes, e anche alle recenti dichiarazioni per le quali non si firma al buio con l’escamotage della ‘logica del pacchetto’, che richiama un po’ quella delle tre carte, la maggioranza salva se stessa a scapito dell’interesse nazionale. L’Italia, finora, non ha mai preso in prestito un euro dal Mes, ma ha già versato alla causa del fondo salva Stati ben 14,3 miliardi di euro ed ha sottoscritto un finanziamento di circa 125 miliardi di euro. E, col 18 per cento, è il terzo contribuente del Mes, dopo la Germania (27%) e la Francia (20%), ma non ne beneficerebbe perché abbiamo un debito pubblico troppo alto ed in caso di bisogno non potremmo appigliarci al meccanismo economico di stabilità che pure contribuiamo a mantenere in piedi. È quindi evidente che il Mes ha rappresentato e rappresenta la grande frizione all’interno della maggioranza, come è altrettanto vero che invece di far coerentemente esplodere le proprie contraddizioni, si trova un accordo al ribasso per salvare lo status quo”. E’ quanto dichiara il vicepresidente vicario di Fratelli d’Italia al Senato, Isabella Rauti.

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Salute: emicrania, le donne ne soffrono di più, ma si curano di meno

Posted by fidest press agency su domenica, 15 dicembre 2019

Quasi l’80% dei pazienti che soffrono di emicrania è costituito da donne, il 18,3% da uomini. L’esordio della malattia si registra in media a 21,4 anni di età per le donne contro i 26,1 anni degli uomini. La patologia si manifesta in maniera precoce, cioè prima dei 18 anni, per il 42,1% delle pazienti donne, rispetto al 26% degli emicranici uomini. È quanto emerge dalla ricerca «Vivere con l’emicrania» realizzata dal Censis con la sponsorizzazione di Eli Lilly, Novartis e Teva. Grazie alla collaborazione delle Società scientifiche che si occupano di emicrania e cefalea a grappolo e delle Associazioni dei pazienti è stato possibile interpellare un campione di 695 pazienti dai 18 ai 65 anni con diagnosi di emicrania ed è stato realizzato anche un focus sui pazienti colpiti da cefalea a grappolo, una forma non frequente di cefalea primaria particolarmente dolorosa.Le donne si trascurano e dilatano i tempi della diagnosi. L’emicrania è una patologia che tende ad essere trascurata e riconosciuta con ritardo. Il 58,9% dei pazienti si rivolge al medico entro un anno dalla comparsa dei primi sintomi (il 55,9% delle donne contro il 73,2% degli uomini), ma il 20,7% aspetta più di cinque anni. Sono le femmine a indugiare di più (il 23,3% contro il 9,4% dei maschi). Il tempo medio per arrivare a una diagnosi è di 7,1 anni: 7,8 anni per le donne, solo 4,1 anni per gli uomini. La patologia rimane quindi in molti casi non diagnosticata per molto tempo: il 28,1% dei pazienti ha avuto la diagnosi entro un anno dai primi sintomi, il 30,5% ha dovuto aspettare tra due e cinque anni, il 23,4% più di dieci anni.Una patologia dolorosa e penalizzante. La malattia appare più debilitante per le donne colpite, che definiscono «scadente» il proprio stato di salute nel 34,1% dei casi (contro il 15% degli uomini). Il 36,3% delle donne colpite soffre di emicrania cronica, cioè con più di 14 giornate di emicrania al mese (per gli uomini il dato scende al 29,9%). E il 47,9% delle donne soffre contemporaneamente di altre patologie (contro il 33,9% degli uomini). La durata media per singolo attacco, se non debitamente trattato, nel 46% dei casi è pari a 24-48 ore e nel 34% dura più di 48 ore. Sono le donne a lamentare gli attacchi più lunghi, con il 39,2% che soffre di attacchi che superano le 48 ore contro l’11,8% degli uomini. Si tratta di una patologia che impatta fortemente sulle attività quotidiane, in misura maggiore per le pazienti femmine. L’aspetto più penalizzante è considerato il dolore (per l’81,7% delle donne e il 72,4% degli uomini), seguito da stanchezza ed energie ridotte (rispettivamente per il 50,3% e il 44,1%). Sempre le femmine lamentano una riduzione delle attività sociali in misura maggiore rispetto ai maschi (il 42,9% contro il 21,3%) e a causa del mal di testa hanno più problemi di vario tipo: sul lavoro, il 39,7% delle donne, nello svolgimento dei propri compiti familiari e domestici, il 36,3%, ad occuparsi dei figli, il 18,7% (contro rispettivamente il 26,8%, il 18,1% e il 7,9% degli uomini). Il condizionamento esistenziale può essere ancora più penalizzante per coloro i cui sintomi si manifestano più precocemente: il tempo medio per arrivare a una diagnosi in questi casi è in media di 11,5 anni. Inoltre, chi ha avuto un esordio precoce (cioè prima dei 17 anni) descrive in misura maggiore un impatto negativo sul lavoro (il 43,9%, contro il 27,6% di chi aveva oltre 30 anni). Lo stesso vale per l’impatto negativo sulle attività sociali, citato dal 42,8% dei primi contro il 32,7% dei secondi.Questi sono i principali risultati contenuti nel volume «Vivere con l’emicrania», presentato oggi a Roma da Ketty Vaccaro, Responsabile dell’Area Welfare e salute del Censis, e discusso da Paola Boldrini, Membro della 12ª Commissione Igiene e Sanità del Senato della Repubblica, Maria Teresa Bressi, Coordinamento nazionale Associazioni malati cronici di Cittadinanza Attiva, Gianluca Coppola, Neurologo Ricercatore dell’Università Sapienza di Roma, Cherubino Di Lorenzo, Neurologo Centro Irccs-Fondazione Don Gnocchi, Alessandro Giua, Vice Presidente di Ouch Italia, Lara Merighi, Coordinatrice Al.Ce. Group Italia, Maria Rizzotti, Membro della 12ª Commissione Igiene e Sanità del Senato della Repubblica, Pierpaolo Sileri, Viceministro del Ministero della Salute.

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Manovra: ricompensa a utenti ‘vittime’ bollette pazze

Posted by fidest press agency su domenica, 15 dicembre 2019

Un emendamento alla manovra prevede che chi riceve bollette pazze per luce, gas, acqua, servizi telefonici, oltre al rimborso delle somme eventualmente versate, avrà diritto a ricevere anche una somma pari al 10% dell’ammontare contestato e non dovuto e, comunque, per un importo non inferiore a 100 euro.”Magnifico! Ottima notizia! Finalmente un provvedimento dalla parte dei consumatori, che mira a risarcirli in modo automatico a fronte dei tanti disservizi, disagi, soprusi, pratiche commerciali scorrette ed aggressive perpetuate dai diversi fornitori di servizi essenziali, come luce e gas” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori. “Speriamo che si inserisca in manovra anche l’emendamento che prevede l’obbligo per le compagnie telefoniche di rimborsare immediatamente i clienti per la nota questione delle bollette da 28 giorni, così da chiudere definitivamente questa vergognosa ed imbarazzante vicenda che si trascina da fin troppi mesi” conclude Dona.

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La broncopneumopatia cronica ostruttiva

Posted by fidest press agency su domenica, 15 dicembre 2019

In Italia secondo i dati ISTAT, la BPCO colpisce il 5,6% degli adulti (circa 3,5 milioni di persone) ed è responsabile del 55% dei decessi per malattie respiratorie. Tuttavia, la prevalenza della malattia è verosimilmente più elevata perché la BPCO viene spesso diagnosticata nelle fasi avanzate, spesso in occasione del ricovero ospedaliero per riacutizzazione, mentre le forme iniziali e lievi non vengono diagnosticate.L’impatto economico complessivo della BPCO sul SSN è molto rilevante, sia per la durata di malattia, sia per il notevole impiego di risorse nelle fasi di riacutizzazione, gestite per lo più con ricoveri ospedalieri. Infatti, il Programma Nazionale Esiti (PNE) riporta per il 2017 un tasso grezzo di ospedalizzazione per BPCO dell’1,94 per mille, per un totale di 109.674 ricoveri ordinari e 3.394 in day hospital che, in base ai dati sulla degenza media del Rapporto annuale 2017 sull’attività di ricovero ospedaliero del Ministero della Salute, corrispondono ad oltre un milione di giornate di degenza ospedaliera. Il PNE documenta inoltre che i pazienti con BPCO riacutizzata hanno un tasso di mortalità a 30 giorni del 9,8% e del 13,45% di riammissioni ospedaliere a 30 giorni, per un totale di 73.222 ricoveri.
Per tali ragioni la Fondazione GIMBE ha realizzato la sintesi in lingua italiana delle linee guida del National Institute for Health and Care Excellence (NICE), aggiornate al luglio 2019, che saranno inserite nella sezione “Buone Pratiche” del Sistema Nazionale Linee Guida, gestito dall’Istituto Superiore di Sanità. Le linee guida NICE, destinate prevalentemente ai professionisti delle cure primarie, in particolare a medici di medicina generale e infermieri, formulano raccomandazioni su vari aspetti della gestione della malattia: dalla diagnosi all’educazione e self management del paziente; dalla terapia inalatoria alla profilassi antibiotica; dall’ossigenoterapia ai criteri per la riduzione chirurgica del volume polmonare. Cinque i “pilastri” del trattamento della BPCO identificati dalla linea guida NICE, da considerare ad ogni visita di controllo ed offrire a tutti i pazienti, ove necessario:
Prescrivere un trattamento e fornire supporto per smettere di fumare
Condividere un piano personalizzato di self management
Effettuare le vaccinazioni anti-pneumococcica ed antinfluenzale
Prescrivere la riabilitazione polmonare, se indicata
Ottimizzare la terapia delle comorbidità
«Fondamentali le raccomandazioni sul coinvolgimento del paziente – puntualizza Cartabellotta – che prevedono sia di fornire un set standardizzato di informazioni scritte, sia di predisporre un piano di azione per prevenire e gestire le riesacerbazioni». Infatti, le evidenze scientifiche dimostrano che, grazie a questi strumenti, i programmi di self management migliorano la qualità della vita e riducono le ospedalizzazioni.«Auspichiamo che la versione italiana di questa linea guida del NICE – conclude Cartabellotta – rappresenti un’autorevole base scientifica sia per la costruzione dei PDTA regionali e locali, sia per l’aggiornamento dei professionisti sanitari, oltre che per una corretta informazione di pazienti, familiari e caregiver».Le “Linee guida per la diagnosi e la terapia della broncopneumopatia cronica ostruttiva negli adulti” sono disponibili a: http://www.evidence.it/BPCO.

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La morfologia di un’area vulcanica sottomarina nel Canale di Sicilia

Posted by fidest press agency su domenica, 15 dicembre 2019

Un team di ricerca dell’INGV ha identificato e caratterizzato morfologicamente due campi vulcanici sottomarini situati a poche decine di chilometri dalle coste di Sciacca, nel Canale di Sicilia, con l’obiettivo di migliorare la stima della pericolosità vulcanica. Uno studio recentemente pubblicato sulla rivista “Frontiers in Earth Science” ha permesso di migliorare le conoscenze del Graham Volcanic Field, un’area vulcanica attiva finora poco conosciuta situata nel Canale di Sicilia, circa 40-50 chilometri a largo di Sciacca (AG). La ricerca, curata da Danilo Cavallaro e Mauro Coltelli, ricercatori dell’Osservatorio Etneo dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (OE-INGV), ha consentito di indagare un campo vulcanico situato relativamente vicino alla costa e in un braccio di mare molto frequentato dal traffico marittimo, con l’obiettivo di contribuire ad affinare la stima della pericolosità vulcanica che impatta sulla costa e sulla sicurezza della navigazione. “La nostra ricerca”, spiega il ricercatore Danilo Cavallaro, “è incentrata su uno studio morfo-batimetrico di dettaglio del Graham Volcanic Field. Si tratta di un campo vulcanico formato da una decina di piccoli edifici vulcanici, di cui fa parte anche il conetto che rappresenta ciò che resta dell’effimera Isola Ferdinandea, formatasi durante la ben documentata eruzione di tipo surtseyano del 1831”.Lo studio è basato su dati batimetrici multibeam ad alta risoluzione e video ROV (Remotely Operated Vehicle) grazie ai quali è stato possibile realizzare un’analisi morfologica degli elementi vulcanici, erosivi e deposizionali che caratterizzano il campo vulcanico. I conetti giacciono su un fondale la cui profondità varia tra 150 e 250 metri e mostrano altezze variabili tra 100 e 150 metri, arrivando fino -9 metri sotto il livello del mare nel conetto dell’ex Isola Ferdinandea.Sono costituiti da materiale piroclastico poco consolidato, ad eccezione di guglie appuntite presenti sulla sommità di alcuni conetti, costituite da basalti massivi che rappresentano ciò che resta dei condotti d’alimentazione. L’analisi dei parametri morfometrici dei coni, unitamente a quella degli elementi erosivi e deposizionali e messa in relazione con le variazioni del livello marino, ci ha permesso di confinare l’età del vulcanismo cha ha originato il campo vulcanico Graham a circa 20.000 anni fa.“La distribuzione spaziale e la forma degli edifici vulcanici sottomarini che costituiscono il Graham Volcanic Field”, aggiunge il ricercatore Mauro Coltelli, “hanno permesso di avvalorare l’interazione tra tettonica e attività vulcanica nella formazione di questo campo vulcanico, poiché i conetti sono situati lungo allineamenti orientati da Nord-Ovest verso Sud-Est e da Nord a Sud, corrispondenti alle principali direttrici tettoniche del Canale di Sicilia”.La ricerca ha inoltre permesso di identificare e caratterizzare morfologicamente anche un altro campo vulcanico, denominato Terribile Volcanic Field, costituito da una trentina di piccoli conetti di età probabilmente maggiore rispetto a quelli del Graham.La correlazione tra i processi vulcanici sottomarini e la forma dei conetti ha confermato la natura del vulcanismo che ha originato i campi vulcanici. Tale vulcanismo rappresenta una peculiarità perché si è impostato in corrispondenza di una fascia trascorrente che interessa una crosta continentale, e quindi in un ambiente geodinamico diverso da quelli tipici degli altri campi vulcanici, come ad esempio le zone di subduzione o le dorsali oceaniche.Inoltre, lo studio morfo-batimetrico ha individuato numerosi depositi di frana sottomarina e depressioni causate dall’emissione violenta di gas (pockmarks) nei pressi dei due campi vulcanici studiati, suggerendo la presenza di fenomeni di frane sottomarine e diffusi rilasci di gas accumulato nel sottosuolo.

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Natale: un amore che non trema

Posted by fidest press agency su domenica, 15 dicembre 2019

Sapranno queste feste natalizie indurci a “conoscere Gesù per riuscire veramente a conoscere noi stessi?”. Pensandoci bene potrebbe risultare un quesito da porre e fin’anche opporre in qualsiasi famiglia, scuola e società, senza per questo correre il rischio di incappare nel peccato di voler per forza dire qualcosa di nuovo. Noi camminiamo la nostra vita, e come ha detto Papa Francesco, lo facciamo mettendo finalmente di lato il lievito vecchio, per esser infine pasta nuova, chi a testa bassa, chi con il viso in alto, ma con il coraggio del cambiamento, quel coraggio che non sta a irresponsabile sfida alle regole né alla morte, anche perché volenti o nolenti di dura cervice è sempre la morte a prendersi tutto il banco. Quel coraggio che sta a chi ha cuore, per abbandonare la strada vecchia, i carichi inutili, i pesi superflui, la zavorra che ci tiene alla catena dei nostri deliri di onnipotenza e deliri di commiserazione.
Siamo protesi allo scambio relazionale e delle idee, e, in forza di ciò prendiamo conoscenza e consapevolezza del carico e della somma che vestono questo Bambino, ecco perché nasce in noi la voglia dell’interrogativo e della volontà di crescere insieme, dentro quella solidarietà che non è una parola in disuso, ma come ha ben detto Don Enzo fondatore della Comunità Casa del Giovane significa consegnare a ciascuno quel che ha bisogno, a ognuno ciò che gli compete, ed io aggiungo fin’anche il diritto di vivere e non più soltanto di sopravvivere.Nel suono di questo messaggio si esplicita fortezza e credibilità sufficiente per frapporsi alle etichette e agli stereotipi fuori dall’uscio di ogni dimora così bene aperta alla critica eppure resistente alla partecipazione fattiva del miglioramento, perché ciò ci costringe a essere tutti coinvolti, nessuno escluso. Ci costringe a fare ricorso alle nostre energie interiori per pensare a quel Bimbo non come a un emarginato, a qualcuno da mettere di lato ogni qual volta la vergogna ci fa nascondere dalla realtà preferendo il virtuale più comodo. “Vedere il Bambino Gesù” è gioia di tutti, non è un fardello da scaricare sulle generazioni del presente, quali unici ostacoli fragili delle mercificazioni, di quei “modelli” che favoriscono proiezioni infantili e aspettative fasulle.Questo Natale è movimento per aprire al nuovo, quel respiro dentro la culla sta a pro-mozione verso qualcuno-altro, promuovendo il suo sviluppo, e la preghiera che dobbiamo alzare dovrà metterci di fronte a un senso profondo di corresponsabilità, disponibilità, solidarietà che ha il compito di limitare il disagio, il malessere di quest’epoca frammentata e dilacerata, questo malessere ospitato disabilitando la nostra stessa fede.
Dunque come orientarci e sentirci vicini a quel Bambino? Domande che incalzano incessantemente ognuno nella propria azione morale, infatti noi non siamo pietre rotolanti ai piè di chissà quale rupe, allora, perché il Santo Natale abbia un accesso davvero leale, occorre stare in relazione con noi stessi per sentirci impegnati ad agire, nella maniera e nella misura che ci consentiamo.
Il Bimbo nasce per aiutarci con l’amore a fare scelte coraggiose, importanti, per rendere gli uomini liberi come ci ricorda ogni giorno don Enzo : “liberare la propria libertà”. Ecco perché è importante la domanda-affermativa: “vediamo il Bambino Gesù”, essa è insegnamento a pregare e sperare con responsabilità, in quanto scelta e responsabilità formano la più alta delle libertà. La libertà di credere in Gesù.

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“Prossimi mesi decisivi per capire il futuro di specie ed ecosistemi minacciati”

Posted by fidest press agency su domenica, 15 dicembre 2019

Un piano ambizioso per fronteggiare la grave crisi climatica ma non sufficientemente definito sulla tutela della biodiversità e degli ecosistemi. Lo afferma la Lipu-BirdLife Italia nel giorno in cui la Commissione europea annuncia il suo atteso “Green Deal”. Il primo nel suo genere nella storia dell’Ue, che il presidente della Commissione, Ursula von der Leyen, ha promesso di finalizzare nei suoi primi 100 giorni di lavoro.Se sulla questione climatica il Documento europeo appare abbastanza ambizioso rispetto alle sfide poste dalla crisi, con target definiti e obiettivi integrati, molto più sfumata è la sezione relativa alla conservazione della biodiversità. Nonostante gli ormai numerosi, autorevoli e recenti studi pubblicati, che confermano una profonda crisi della diversità biologica, con un milione di specie animali e vegetali minacciate di estinzione, il Green Deal non affronta adeguatamente il tema, rimandandolo in gran parte ad una strategia apposita prevista per il prossimo mese di marzo.“La natura in Europa è stata degradata oltre ogni limite – dichiara Claudio Celada, direttore Area Conservazione Lipu-BirdLife Italia – e per questo le risposte non possono più attendere. Occorrono obiettivi chiari, rigorosi e vincolanti sulla protezione degli ecosistemi e sul restauro ambientale, ai quali gli Stati membri dovranno necessariamente e scrupolosamente attenersi. Con il Green Deal la Commissione europea cita esclusivamente le foreste e gli ambienti di acqua dolce, non menzionando alcun altro degli ecosistemi che richiedono urgenti interventi di restauro al fine di combattere i cambiamenti climatici ed arrestare il declino della biodiversità”.
“Sul fondamentale tema dell’agricoltura, – continua Celada –il Green Deal evidenzia la ormai improrogabile esigenza di ridurre drasticamente l’utilizzo di pesticidi e fertilizzanti e promuovere l’agricoltura biologica. Viene tuttavia riproposto il mantra secondo cui il 40% della Politica agricola comune (Pac) contribuirà all’azione per il clima: qualcosa che la stessa Corte dei Conti europea ha fortemente messo in discussione.”In definitiva, il segno culturale che arriva dall’Europa con il Green Deal – conclude Celada – lascia aperta una speranza. Almeno formalmente, le grandi istituzioni internazionali stanno ponendo il problema ai massimi livelli. Tuttavia, tanto sul clima quanto sulla conservazione della natura la Commissione europea e tutti gli Stati membri, Italia inclusa, dovranno fare molto di più e molto meglio nei prossimi mesi, se davvero vogliamo tracciare una via d’uscita dalla crisi ecologica e garantire al Pianeta un futuro accettabile “.

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Eurobarometro: protezione dei diritti umani in cima alla lista dei valori UE

Posted by fidest press agency su domenica, 15 dicembre 2019

Diritti umani, libertà di parola e parità di genere i valori europei da salvaguardare. Il 52% degli intervistati considera i cambiamenti climatici il problema ambientale più urgente Il 59% è a favore del fatto che il proprio paese sia membro dell’UE.
L’Eurobarometro pubblicato martedì ha chiesto ai cittadini anche quale questione politica dovrebbe essere affrontata come una priorità dal Parlamento.Tradizionalmente, l’Eurobarometro autunnale chiede ai cittadini quale questione politica debba essere affrontata in via prioritaria dal Parlamento europeo. Per quanto riguarda i valori europei, una chiara maggioranza dei cittadini vede la protezione dei diritti umani nel mondo (48%), la libertà di parola (38%), l’uguaglianza di genere (38%) e la solidarietà tra gli Stati membri dell’UE (33%) come i principali valori da preservare.Sebbene la classifica delle priorità mostri una variazione significativa tra i singoli Stati membri, per la prima volta il cambiamento climatico è in cima alla lista delle questioni importanti per i cittadini: quasi un terzo degli intervistati (32%) vuole che il Parlamento affronti la lotta ai cambiamenti climatici come priorità principale. La lotta contro la povertà e l’esclusione sociale (31%), la lotta al terrorismo (24%) e la lotta alla disoccupazione (24%) sono le altre materie indicate come prioritarie.Anche in Italia la lotta ai cambiamenti climatici è salita nella scala delle priorità da affrontare, affiancando al secondo posto la necessità di sviluppare una politica comune di immigrazione e integrazione (25%). Un risultato secondo solo alla lotta alla disoccupazione giovanile e all’impegno per raggiungere la piena occupazione nella UE, considerati prioritari per il 37% degli italiani.
Nel corso dell’ultimo anno, le manifestazioni per il clima guidate dai giovani hanno mobilitato milioni di cittadini nell’UE e nel mondo. I dati dell’Eurobarometro riflettono questo trend: la maggioranza assoluta degli intervistati (52%) considera i cambiamenti climatici il problema ambientale più urgente, seguito dall’inquinamento atmosferico (35%), dall’inquinamento marittimo (31%), dalla deforestazione (28%) e dalla crescente quantità di rifiuti (28%). Inoltre, quasi sei europei su dieci ritengono che le proteste guidate dai giovani abbiano contribuito – tanto a livello europeo quanto a livello nazionale – al varo di nuove misure per affrontare l’emergenza climatica.Sei europei su dieci (59%) sono a favore della partecipazione del proprio paese all’UE
Con quasi sei europei su dieci (59%) a favore dell’appartenenza del loro Paese all’Unione europea, il sostegno dei cittadini all’UE si mantiene elevato per il terzo anno consecutivo. I risultati del sondaggio condotto nell’ottobre 2019 mostrano anche un aumento del livello di soddisfazione per il modo in cui la democrazia funziona nell’Unione: il 52% (+3 punti) degli europei condivide questo sentimento, sottolineando positivamente l’influenza esercitata dalle recenti elezioni europee e dalla maggiore affluenza degli elettori nel processo elettorale.I cittadini vorrebbero che il Parlamento svolgesse un ruolo più incisivo: il 58% degli intervistati chiede infatti un’Assemblea più influente. Si tratta di un aumento di 7 punti percentuali dalla primavera del 2019, arrivando a toccare il risultato più elevato dal 2007.
Una grande maggioranza desidera maggiori informazioni sull’UE
Infine, L’Eurobarometro offre alcune indicazioni su quali tipo di informazioni relative all’UE potrebbero interessare di più i cittadini e su come questi ultimi potrebbero essere maggiormente coinvolti nell’elaborazione delle politiche dell’Unione. In totale, tre quarti degli europei (77%) vorrebbero ricevere maggiori informazioni sulle attività delle istituzioni europee. Le conseguenze concrete della legislazione dell’UE a livello locale, regionale e nazionale, nonché le attività del Parlamento europeo e dei suoi membri sono tra i settori più rilevanti per i cittadini.

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Green deal europeo: prime reazioni dei deputati

Posted by fidest press agency su domenica, 15 dicembre 2019

I deputati europei hanno discusso il Green Deal europeo e la tabella di marcia verso un continente climaticamente neutrale con Ursula von der Leyen e Frans Timmermans. Dopo la recente dichiarazione del Parlamento europeo sull’emergenza climatica, la Presidente della Commissione von der Leyen ha presentato, mercoledì in Plenaria a Bruxelles, le proposte dell’Esecutivo UE per raggiungere la neutralità climatica entro il 2050.I leader dei gruppi politici del Parlamento hanno esposto le loro opinioni su come garantire che la futura “legge europea sul clima” sia finanziata e attuata in maniera economicamente e socialmente equilibrata. A conclusione del dibattito di due ore, il Commissario responsabile del Green Deal, il vicepresidente esecutivo Frans Timmermans, ha risposto ad alcune delle domande più urgenti dei deputati, in particolare sulle modalità di finanziamento della transizione energetica negli Stati membri centrali e orientali e su come garantire che le industrie europee e dei paesi terzi possano competere secondo regole simili.

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Presentazione dei risultati del progetto Veritas – Costruire Comunità in Terra dei Fuochi

Posted by fidest press agency su domenica, 15 dicembre 2019

Roma Lunedì 16 dicembre ore 13.00 Sala stampa Camera dei Deputati Via della Missione 4. Durante la conferenza verrà presentato lo studio pilota eseguito su un campione di pazienti oncologici residenti nei comuni della Terra dei Fuochi attraverso test tossicologici finalizzati a rilevare la quantità di metalli pesanti presenti nel sangue. Lo studio ha il fine di contribuire a creare evidenze scientifiche che aiutino a dimostrare la correlazione tra esposizione a contaminanti e insorgenza di patologie tumorali e di evidenziare l’importanza di strumenti di citizen science in campo ambientale e sanitario.Il progetto ha come partner scientifico lo Sbarro Institute di Philadelphia, diretto dal Prof. Antonio Giordano ed è stato realizzato grazie alla collaborazione del Dipartimento di Farmacia dell’Università Federico II di Napoli presso il quale i pazienti hanno potuto realizzare le analisi tossicologiche.Lo studio è in corso di pubblicazione sulla rivista internazionale Journal of Cellular Physiology.Oltre ai risultati dello studio, durante la conferenza sarà presentato il documento contenente le raccomandazioni agli enti preposti e la guida operativa metodologica realizzata all’interno del progetto.Intervengono:
– Rita Cantalino – Associazione A Sud
– Prof. Antonio Giordano – Direttore dello Sbarro Institute di Philadelphia, partner scientifico del progetto
– Vincenzo Tosti – Rete di Cittadinanza e Comunità Campania
– On. Michela Rostan – Vicepresidente della XII Commissione Affari Sociali
– On. Salvatore Micillo – Deputato Movimento 5 Stelle
– On. Pierpaolo Sileri – Viceministro alla Salute
Saranno inoltre presenti i rappresentanti dell’Istituto Superiore di Sanità e dell’Istituto di Epidemiologia.

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Terzo Ecoforum del Lazio di Legambiente

Posted by fidest press agency su domenica, 15 dicembre 2019

Roma 17 dicembre, dalle ore 9, presso l’Hotel Quirinale in Via Nazionale 7 Terzo Ecoforum del Lazio di Legambiente. Secondo il rapporto annuale sui rifiuti di ISPRA, l’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale del Ministero dell’Ambiente, per la prima volta da sempre, nella capitale diminuisce la percentuale di differenziata scendendo dal 43,2% del 2017 al 42,9% del 2018. Il dato era stato ampiamente anticipato da Legambiente Lazio nelle scorse settimane, con la presentazione del Dossier Ecosistema Urbano. Emerge inoltre dai dati ISPRA un aumenta netto della produzione totale di rifiuti pari al 2,8% annuo, e a Roma risultano prodotte 1.728.428 tonnellate di rifiuti nel 2018, la produzione massima degli ultimi 5 anni. Altro dato (fonte Ama spa) sulla capitale è una pessima riduzione della diffusione di utenze Porta a Porta che scende dal 33,5% delle utenze nel 2017 al 30,7% del 2018.

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Carceri: Fp Cgil, noi col Garante, Dap riveda sue scelte

Posted by fidest press agency su domenica, 15 dicembre 2019

La Funzione Pubblica Cgil si pone al fianco del Garante nazionale dei detenuti Palma, oggetto di attacchi da parte di alcune sigle sindacali della Polizia Penitenziaria, e chiede all’Amministrazione Penitenziaria di rivedere le sue scelte. “Coloro che lavorano in carcere – afferma il sindacato – non hanno alcun timore del lavoro di un organismo indipendente che controlla i luoghi di detenzione, ma lo considerano come un elemento di garanzia per tutti coloro che in quel sistema operano con dedizione e lealtà, mettendo al servizio del paese grande competenza e professionalità”. “Non è accettabile il retaggio culturale che vede gli organismi di garanzia come un pericolo per chi lavora e non un soggetto con cui confrontarsi per migliorare non solo le condizioni di vita delle persone private della libertà, ma anche dei lavoratori impegnati nel difficile e delicato compito di reinserire tali soggetti nella società – prosegue il sindacato della Cgil rappresentativo di tutte le componenti del sistema penitenziario, civile e di polizia – come altrettanto incomprensibile è l’attacco fatto al personale di Polizia Penitenziaria che presta il proprio servizio negli uffici del garante, i cui diritti dovrebbero essere tutelati dai sindacati in questione”.La Funzione Pubblica Cgil esprime poi preoccupazione perché “le posizioni più retrograde di alcuni sindacati di Polizia Penitenziaria rischiano di vedersi rafforzate, non isolate, da scelte organizzative dell’amministrazione penitenziaria poco coerenti con la missione che la Costituzione assegna ad essa e che appaiono come la definitiva consegna del sistema penitenziario italiano all’esclusiva funzione di custodia e repressione della popolazione carceraria”. Per questo la Fp Cgil chiede “un intervento del Ministro della Giustizia teso a ristabilire il rispetto di tutti i ruoli che convivono nell’istituzione penitenziaria, partendo da una profonda riflessione su ciò che ha scatenato tali attacchi ingiustificati”, conclude.

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Sustainable Dolphin and Whale Watching Programs

Posted by fidest press agency su domenica, 15 dicembre 2019

Friend of the Sea, the leading global certification standard for products and services that respect and protect the marine environment, announced today it is collaborating with R&E Ocean Community Conservation Foundation to develop sustainable dolphin and whale watching programs for scientific groups in Columbia. The programs promote sustainability while also supporting local communities and local tour operators in Columbia that facilitate the expeditions.“This is an innovative program, one that we hope will be repeated else where,” said Paolo Bray, Director of Friend of the Sea. “Sustainability and sustainable economic development must go hand in hand. If people perceive sustainability as a zero-sum game, where a gain for sustainability is a loss for the local economy, we’re going to have a lot of trouble. The work we’re doing with R&E exemplifies a win-win approach on this issue.” The R&E Ocean Community Conservation Foundation’s mission is to research, preserve and care for vulnerable marine environments and their species. They accomplish these goals by providing communities with knowledge, training and tools for conservation, protection and economic growth. The organization’s approach blends the formation of sustainable habitats with strong community development.
The programs being developed jointly by Friend of the Sea and R&E will enable scientists, eco-tourists, students and volunteers to observe humpback whales (Megaptera novaeangliae), bottlenose dolphins (Tursiops truncatus), pantropical spotted dolphins (Stenella attenuata) and rough-toothed dolphins (Steno bredanensis) in the waters of Columbia from mid-June to mid-October.
“R&E Ocean Community Conservation is very happy to partner with Friend of the Sea.” said Ann Carole Vallejo, Executive Director and Lead Researcher “We hope to develop and achieve together responsable and sustainable community-oriented whale watching in Choco, Colombia. With this framework we would like to encourage the conservation and management for human interactions with marine mammals.” Friend of the Sea is applying its Dolphin and Whale Watching standard for Scientific Groups to this joint project. The standard has the goal of minimizing unintentional disturbance to dolphins and whales, along with their respective habitats, through key principles of conduct. These include setting a maximum number of vessels in the watching zone, moderating approach distance,conducting training programs for operators and crew and collecting scientific data. The standard also forbids swimming with the animals and using mono-use plastics.

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