Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 250

Archive for 7 dicembre 2019

Manovra. Castelli: “Grande lavoro in maggioranza”

Posted by fidest press agency su sabato, 7 dicembre 2019

Roma “Abbiamo fatto un grande lavoro di razionalizzazione delle risorse, sono molto soddisfatta. Rispettiamo anche l’impegno preso con i Vigili del Fuoco di armonizzare il loro stipendio al trattamento economico delle altre forze dell’ordine. Nel prossimo triennio, a questo scopo, stanziamo 65 milioni nel 2020, 125 milioni nel 2021 e 165 milioni nel 2022. Adesso prosegue il lavoro in Parlamento per approvare, nei tempi, la Legge di Bilancio”. Così Laura Castelli, Vice Ministro dell’Economia e delle Finanze, al termine del vertice di maggioranza a Palazzo Chigi.

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Pensioni: In Francia si va a 62 anni con 30% in più di assegno, eppure proteste a oltranza

Posted by fidest press agency su sabato, 7 dicembre 2019

Non si fermerà la contestazione della piazza francese contro il progetto di riforma delle pensioni di Emmanuel Macron: lo promettono i sindacati, il giorno dopo la grande risposta all’appello, con un milione e mezzo di persone scese in oltre 250 strade e piazze, mentre trasporti, scuole, raffinerie e servizi rimanevano fermi. Sui contenuti della riforma pensionistica francese, comunque, c’è ancora molta incertezza: non è chiaro, ad esempio, se si tenterà di elevare l’età pensionabile, oggi a 62 anni; come non vi sono indicazioni dettagliate sull’innovativo sistema a punti che il Governo vorrebbe introdurre per il versamento di tutti i contributi previdenziali. L’Italia guarda con attenzione all’evolversi della situazione. E anche i nostri sindacati. Perché anche se il Governo francese alla lunga dovesse spuntarla, riuscendo ad approvare la riforma, il sistema pensionistico transalpino rimarrebbe di gran lunga più equo e conveniente del nostro.
“La verità – dice Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief – è che in Italia le politiche previdenziali da attuare erano altre: bisognava incentivare il trattenimento in servizio, dando facoltà a chi è più in forze e a chi è più motivato di rimanere. Non certo ritardando coattivamente chi ha versato regolari contributi anche per 40 anni e oltre, applicando pure decurtazioni incostituzionali. Vale la pena ricordare che con la riforma Fornero si è introdotto un regime previdenziale, il contributivo, che sminuisce ulteriormente, fino a quasi il 10%, gli assegni di pensione. Altrove stanno provando ora a fare qualcosa in quella direzione, ma non è detto che poi prendano invece altre strade”.Potrebbe cambiare assetto il sistema pensionistico francese. La prossima settimana, il primo ministro “Edouard Philippe, concluse le consultazioni con i partner sociali, annuncerà le grandi linee della riforma, che al momento non sono ancora note. Da fonti vicine al governo trapela la volontà di fare concessioni per isolare l’ala dura della protesta, in particolare sulla data di entrata in vigore delle nuove regole. Dall’altra, l’Eliseo ha fatto sapere che Macron è “calmo e determinato nel portare a termine la riforma”, sebbene restino “importanti margini di negoziato”, ha sottolineato la portavoce del governo, Sibeth Ndiaye. Per sabato è in programma una nuova manifestazione dai contorni ancora incerti”. L’obiettivo dei manifestanti francesi e quello di far tornare il Governo sui suoi passi, proprio come accadde nel 1995. Ammesso che si elevi l’età di pensionamento dei cittadini francesi, non si arriverà di certo ai severi parametri imposti dalla riforma Monti-Fornero che ha alzato l’asticella a 67 anni per tutti i lavoratori, tranne alcune professionalità considerate gravose (ma lasciandone diverse fuori, come l’insegnamento). Il risultato di questa politica restrittiva ha portato la nostra Penisola a detenere il non invidiabile record dei docenti con l’età anagrafica più avanzata in Europa, come di recente riportato dal Conto annuale pubblicato dal Mef e anche dall’ultima indagine internazionale sull’insegnamento e l’apprendimento TALIS (Teaching and Learning International Survey) per il 2018, con due docenti italiani su tre che hanno ormai oltre 50 anni. Ma la forbice esistente tra il trattamento francese rispetto a quello italiano non è solo nell’accesso, oggi anticipato di cinque anni. La differenza è anche nell’assegno di quiescenza, che deriva da un regime complessivo peggiore e dalle rallentate progressioni di carriera tipiche del nostro Paese, in particolare nel comparto pubblico. Ne consegue che, sempre per rimanere nell’esempio della scuola, un docente francese pensionato percepisce in media il 30% in più di un insegnante italiano: dall’ultimo rapporto Eurydice, pubblicato pochi mesi fa, risulta infatti che in Francia i maestri della primaria appena assunti percepiscono quanto i colleghi italiani (tra le 22mila e le 23mila euro lorde), ma quando vengono collocati in pensione i francesi prendendo oltre 10mila euro in più (44.500 euro contro 33.700 euro). Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, ricorda che “a distanza di otto anni dalla riforma Monti- Fornero, le rigidità imposte da quel provvedimento non hanno avuto uguali in diversi altri Paesi a noi vicini. Se prendiamo come riferimento il prossimo anno, l’età pensionabile dei lavoratori italiani figura all’apice. E seguendo il canovaccio della Fornero, nel corso dei prossimi anni l’età di pensionamento salirà ancora, raggiungendo e superando i 70 anni”.

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Santa Lucia, il giorno più corto che ci sia!

Posted by fidest press agency su sabato, 7 dicembre 2019

Secondo la tradizione popolare, il 13 dicembre giorno di Santa Lucia, è conosciuto come il più corto dell’anno. Gli svedesi celebrano il solstizio d’inverno proprio in questa giornata, chiamata Luciadagen, con riti davvero interessanti e suggestivi.Dal punto di vista scientifico però la notte più lunga dell’anno è quella del solstizio d’inverno, che cade quest’anno il 22 dicembre. In questa data ha inizio l’inverno astronomico, momento dell’anno in cui il Sole si trova direttamente sopra al Tropico del Capricorno, ovvero alla sua massima distanza al di sotto dell’Equatore celeste. Il Sole sorge quindi nel punto più meridionale dell’orizzonte est e culmina a mezzogiorno alla minima altezza: nel nostro emisfero, questo giorno corrisponde al minimo dell’irradiamento solare.
Ma perché si associa il giorno di Santa Lucia al giorno più corto che ci sia? La ragione è da ricercarsi nell’antico calendario Giuliano, che fino al 4 ottobre 1582, vedeva cadere il Solstizio d’Inverno tra il 12 e il 13 dicembre, quindi proprio nel giorno della festa di Santa Lucia.
In seguito a tale data la Chiesa cattolica optò per l’utilizzo di un nuovo calendario, introdotto con la bolla di Papa Gregorio XIII e conosciuto come Calendario Gregoriano, in vigore attualmente nella maggior parte del mondo occidentale. La sostituzione fu decisa perché questo nuovo calendario consentiva una scansione del tempo e dei giorni più precisa rispetto al precedente. Il nuovo calendario vedeva la suddivisione dell’anno in 12 mesi con durata ognuno dai 28 ai 31 giorni, con 365 giorni in totale (che diventano 366 nel caso degli anni bisestili). Con il passaggio a quello gregoriano, la data del solstizio d’inverno è stata spostata in avanti ma il 13 dicembre è rimasto comunque legato alla ricorrenza religiosa della santa martirizzata durante le persecuzioni contro i cristiani di Diocleziano a Siracusa.
Meteo & Radar nasce dalla ventennale esperienza della società meteorologica tedesca WetterOnline, che dal 1996 si occupa di fornire previsioni del tempo per tutto il mondo, con grande impegno professionale ed entusiasmo personale. È il più grande fornitore di servizi meteorologici in Germania e attraverso l’applicazione internazionale, è attivo in ben 40 Paesi. Il team di WetterOnline si compone di oltre 130 dipendenti e si occupa quotidianamente di fornire ai suoi utenti previsioni meteo accurate e affidabili. L’app Meteo & Radar è sul mercato delle applicazioni meteo dal 2017 e ha guadagnato immediatamente un riscontro positivo.

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Affitti short term

Posted by fidest press agency su sabato, 7 dicembre 2019

Si muove e cresce nel punto di tangenza tra mondo immobiliare e turismo: stiamo parlando di Hostmate (www.hostmate.it), società nata per offrire ai proprietari di appartamenti un servizio professionale che permetta loro di conciliare il carico della gestione operativa con le opportunità offerte dagli affitti di breve periodo, il tutto con semplicità e trasparenza.Gli affitti brevi stanno vivendo un vero e proprio boom in Italia: il Bel Paese è al terzo posto al mondo per numero di annunci presenti su Airbnb (400mila). Lo scorso anno 9 milioni 600mila persone hanno scelto Airbnb per soggiornare in Italia. Nel 2016 il guadagno complessivo degli host italiani è stato di 621 milioni di euro.Secondo alcune stime, il mercato degli affitti brevi in Italia potrebbe interessare circa un milione di immobili, con un fatturato possibile di 4.1 miliardi di euro.Come gestire e massimizzare, però, le numerose opportunità di guadagno che si prospettano per i proprietari di appartamenti? Gli affitti di breve periodo si sono dimostrati un’alternativa innovativa e più remunerativa rispetto all’affitto di lungo termine (dal 25 al 50% in più, in media), ma quasi sempre i proprietari non hanno il tempo di gestire in modo adeguato tutte le operazioni, non hanno dimestichezza nell’approccio ai canali digitali e alla comunicazione legata all’alloggio e non hanno nemmeno la possibilità di aggiornarsi in modo coerente rispetto alle normative vigenti. Senza contare le problematiche poste dalla pulizia e da altri aspetti, come quelli manutentivi.Per questo motivo è nata Hostmate: per semplificare la vita dei proprietari immobiliari italiani attraverso soluzioni di messa a reddito e gestione completa degli immobili.Fondata nel febbraio 2017 da un gruppo di amici con esperienze professionali molto eterogenee, è presto cresciuta fino a divenire un primario attore sul mercato nazionale.Tra i punti di forza, la gestione ancora “umana” del cliente-proprietario, che viene seguito da persone in carne e ossa, ossia da veri Account Manager che si occupano di verificare lo stato dell’appartamento, con annesso servizio fotografico professionale e creazione (e messa online) dell’annuncio per le piattaforme Airbnb e Booking effettuato da copywriter ed esperti di marketing digitale.Hostmate si occupa quindi della selezione e gestione degli ospiti durante il soggiorno, gestisce le prenotazioni, garantendo un supporto multilingua (l’85% degli ospiti è straniero), massimizzando l’occupazione dell’appartamento stesso. Gestisce inoltre check-in e check-out, offrendo servizio di pulizia e lavanderia.
Hostmate è attiva anche nella gestione di eventuali emergenze, mettendo a disposizione una rete di professionisti in grado di risolvere qualsiasi problematica in tempo reale.I founder credono così tanto al progetto che si sono spinti oltre, omaggiando i proprietari di una polizza assicurativa dedicata per il primo anno di attività.Dichiara Felipe Aguilera, Marketing Director: “Al momento Hostmate è operativa su Milano, Venezia, Cinque Terre, Torino. Stiamo progettando la nostra espansione su altre zone d’Italia. Da qui a cinque anni vogliamo passare da 100 appartamenti attualmente gestiti a 1000”.

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Le raccomandazioni SIPPS per una festività che educhi il bambino

Posted by fidest press agency su sabato, 7 dicembre 2019

Il Natale: un’occasione da non perdere! La Società Italiana di Pediatria Preventiva e Sociale, in occasione delle festività Natalizie, fornisce utili consigli per trascorrere questi giorni in serenità con i propri piccoli.La ricerca degli addobbi migliori e di pranzi e cene dai ricchi e ricercati menu, spesso, infatti, fanno perdere di vista il reale significato del Natale e generare stress, sia nei grandi che nei bambini, e i bimbi si sa, sono come spugne e assorbono il clima emotivo intorno a loro.“Il segreto del Natale sta proprio nell’immergere il bambino nella dimensione della favola, nel farlo sognare – afferma il Dottor Giuseppe Di Mauro, Presidente SIPPS -, contribuendo a sviluppare la loro immaginazione. Durante questi giorni di vacanza, gli adulti dovrebbero rallentare i propri ritmi per godere del tempo prezioso passato con i propri bimbi, unendosi a loro nei giochi, nella decorazione della casa, nei preparativi delle cene e dei pranzi e nelle tradizioni locali. Il benessere psico-fisico dei nostri bimbi deve essere al centro di queste feste”Queste alcune raccomandazioni della Società Italiana di Pediatria Preventiva e Sociale:
Il Natale – spiegare ai bambini il significato del Natale raccontandogli storie a tema aiutandosi con belle illustrazioni, ascoltando le musiche natalizie più classiche.
I Regali – Non esagerare nel numero di costosi regali, evitando che diventino una competizione tra adulti: ai bambini il lusso non interessa, sono attratti dalle cose semplici.
Tv – passare del tempo con i propri piccoli coinvolgendoli in tutti i preparativi. Addobbare l’albero, cantare, cucinare insieme, eviterà ai nostri piccoli di annoiarsi e stare troppo tempo davanti tablet e tv.
Cibo – tenere d’occhio l’alimentazione evitando le lunghe abbuffate natalizie, preservando le abitudini e gli orari dei più piccoli: eccessi e sregolatezze possono rovinare il resto delle vacanze a tutta la famiglia.
Occhio all’influenza – temperature basse e passaggi repentini dal caldo al freddo, oltre che gli abbracci e i baci per i tradizionali scambi di auguri, creano le condizioni migliori perché i virus influenzali e parainfluenzali si diffondano costringendoci a letto proprio durante le feste. Coprirsi naso e bocca quando si starnutisce o tossisce e lavarsi spesso le mani sono abitudini di buon senso per limitare il contagio di sé e degli altri. Molto importante poi è non coprire troppo i bambini.
Le luci del Natale – a volte gli addobbi natalizi possono rappresentare un pericolo, se a portata di bimbo. Occorre prestare la massima attenzione a candele, fili elettrici, lucine, pesanti decorazioni quando i bimbi girano per casa. Importante inoltre spegnere sempre tutto durante la notte.

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Serve fisco più equo. Reddito di cittadinanza non basta

Posted by fidest press agency su sabato, 7 dicembre 2019

Secondo i dati resi noti oggi dall’Istat, il reddito delle famiglie più abbienti è più di sei volte quello delle famiglie più povere e la quota di individui a rischio povertà è pari al 20,3%.”Si tratta di dati vergognosi, non degni di un Paese civile. Serve un fisco più equo, che rispetti l’art. 53 della Costituzione” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori. “Questo report attesta che il problema non sono solo i poveri assoluti, ma anche quelli che si trovano nella condizione di difficoltà precedente, a rischio povertà, e che poi finiscono per diventare definitivamente poveri” prosegue Dona. “Per questo non può bastare il reddito di cittadinanza, visto che non rimuove le cause della povertà, come ad esempio l’iniquità del nostro sistema fiscale. E’ inaccettabile che ci sia uno squilibrio così elevato tra famiglie più abbienti e più povere. Vanno ridotte le diseguaglianze, redistribuendo meglio la ricchezza. Per questo va rivoluzionato il nostro sistema fiscale, nel rispetto del criterio della capacità contributiva” prosegue Dona.”Senza contare che i dati di oggi attestano che il Governo dovrebbe adeguare il famoso importo di 780 euro del reddito di cittadinanza, innalzando il beneficio per i single a 829 euro. I 780 euro, infatti, erano i 6/10 del reddito mediano familiare al tempo dello studio Istat sul reddito di cittadinanza, contenuto nel Rapporto annuale 2014, ma i dati di oggi ci dicono che il reddito per le persone sole è salito a 16.571 euro, quindi ora il dato equivale a 828,55 euro” conclude Dona.

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Scuola: Rapporto OCSE Pisa 2018

Posted by fidest press agency su sabato, 7 dicembre 2019

Milano. L’indagine internazionale OCSE Pisa 2018, promossa dall’OCSE per rilevare le competenze in lettura, matematica e scienze di ragazzi di 79 Paesi, ha visto gli studenti italiani posizionarsi ben al di sotto della media OCSE per quanto riguarda le capacità di lettura e analisi di testi.Secondo WeWorld Onlus – Fondazione italiana impegnata in Italia e nel mondo per difendere i diritti di donne e bambini, in particolare quello all’istruzione – l’indagine Pisa certifica un pesante declino culturale e il fallimento dei processi di inclusione scolastica che hanno portato alla situazione attuale. La povertà educativa ed economica, infatti, impediscono lo sviluppo delle piene potenzialità di bambini e bambine, soprattutto in aree del Paese come Sicilia, Campania e Sardegna. La dispersione scolastica in Italia nel suo complesso, con un tasso del 14% (Istat) ha ancora numeri impressionanti: 23.000 alunni “a rischio dispersione” nella secondaria di I grado e ben 112.000 alunni nella scuola secondaria di II grado (MIUR, 2018).“Per contrastare la dispersione scolastica crediamo che i fondi siano indispensabili ma serva anche continuità e visione” commenta Marco Chiesara, Presidente di WeWorld Onlus. “Quello che l’indagine Pisa certifica è il declino culturale del Paese, che fa il paio con quello economico e forse lo ha addirittura innescato. Oggi misuriamo il fallimento dei processi di inclusione educativa nel nostro Paese degli ultimi 20 anni: scuole inadeguate e insegnanti non al passo con i tempi. Le risorse servono, ma soprattutto vanno indirizzate verso le aree più critiche del Paese, rafforzando l’alleanza tra scuole, terzo settore e comunità educanti allargate, perché tutti gli attori sociali hanno un ruolo educativo. Il Fondo Nazionale per il contrasto alla povertà educativa ha indicato la strada giusta ma serviranno anni per vedere i risultati. Ecco perché serve visione: guardare oltre il presente con un orizzonte ai prossimi 20 anni”.Contro la dispersione scolastica e la povertà educativa, WeWorld Onlus ha lanciato il progetto R.E.A.C.T. – Reti per educare gli adolescenti attraverso la comunità e il territorio, selezionato da Con i Bambini nell’ambito del Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile, che coinvolge 3200 adolescenti tra gli 11 e i 17 anni, 1700 famiglie vulnerabili e 690 insegnanti in 6 comuni italiani, dal Nord al Sud Italia, all’interno delle scuole e nei centri ad accesso spontaneo, dove i ragazzi vengono aiutati nel loro percorso educativo e accompagnati nella loro crescita e formazione coinvolgendo le famiglie e tutta la comunità educante.

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La Legge di Bilancio porta via alla Scuola tre miliardi e mezzo in due anni

Posted by fidest press agency su sabato, 7 dicembre 2019

Mentre il ministro dell’istruzione Lorenzo Fioramonti si dice ottimista per i finanziamenti che ogni giorno si stanno aggiungendo alla manovra di bilancio, la stampa specializzata scopre che le cifre che si leggono nei documenti allegati alla legge di bilancio non sono per nulla confortanti. Per esempio, nel dossier sullo stato di previsione dei Ministeri, si legge che “gli stanziamenti per spese finali del MIUR autorizzati per il 2020 dal ddl di bilancio rappresentano, in termini di competenza, il 9,1% della spesa finale del bilancio statale, a fronte del 9,4% registrato in base alla legge di assestamento 2019 (L. 110/2019)”. In pratica, riassumendo, rispetto al bilancio statale, la percentuale destinata all’istruzione diminuisce, passando dal 9,4% al 9,1%; inoltre la spesa prevista per il 2020 aumenta di 467 milioni rispetto al 2019, ma negli anni a venire diminuisce nettamente passando dai 59.972 milioni del 2020 ai 56.457 previsti per il 2022. Il “taglio” è esattamente di 3 miliardi e mezzo ed è legato, probabilmente, alle previsioni di Miur e MEF relativamente alle conseguenze collegate al calo demografico. Marcello Pacifico (Anief): Non è possibile risparmiare ancora a discapito dell’istruzione, non è giusto né per i lavoratori della scuola né tantomeno per i nostri studenti, che, ricordiamo, tra i banchi si preparano a essere il motore della nostra nazione nei prossimi anni. Mentre il ministro dell’istruzione, Lorenzo Fioramonti, si dice contento delle trattative “interne alla maggioranza per aumentare le risorse destinate al sistema scolastico”, desta preoccupazione la reale situazione della scuola, che tutto sembra fuorché felice. Come riporta infatti la rivista specializzata La Tecnica della Scuola, “nel dossier sullo stato di previsione dei Ministeri, si legge: ‘La tabella 7 del ddl di bilancio 2020-2022 autorizza, per lo stato di previsione del MIUR, spese finali – escluse, dunque, le spese relative alle operazioni di rimborso di passività finanziarie –, in termini di competenza, pari a € 59.972,8 mln per il 2020, € 58.592,1 mln per il 2021 e € 56.457,0 mln per il 2022’. ‘Rispetto agli stanziamenti previsti per il 2019 dalla legge di bilancio 2019 – si legge ancora – si registra un aumento di € 467,1 mln per il 2020 e una diminuzione di -€ 913,6 mln per il 2021 e di – € 3.048,7 mln per il 2022’”.

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Manovra: governo dimezza plastic tax, esclusa riciclata

Posted by fidest press agency su sabato, 7 dicembre 2019

Il Governo propone di dimezzare plastic tax, escludendo dall’imposta la plastica riciclata, oltre a quella compostabile. Gli incassi vengono ridotti così di 767 milioni nel 2020 (da 1,1 miliardi).”Un passo avanti, ma non basta. Se finalmente sono escluse anche le plastiche riciclabili al 100%, come il Pet, e non sono più tassate le acque minerali si tratta di un miglioramento, che riteniamo, però, insufficiente” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori. “Anche con la riduzione di gettito a 767 mln ci sarebbe un aggravio annuo a famiglia pari a 30 euro. Decisamente troppo, viste le difficoltà in cui versano gli italiani. Nel 2021 sarebbe ancora peggio” conclude Dona.

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CP Centro Pilota allo Skywise Europe Summit 2019

Posted by fidest press agency su sabato, 7 dicembre 2019

CP Centro Pilota Event Services, la società romana specializzata in soluzioni audiovisive dedicate per congressi, conferenze, convegni, meeting e presentazioni aziendali, ha offerto i propri servizi allo Skywise Europe Summit 2019, il vertice di 40 compagnie aeree, fornitori e partner, tenutosi a Roma per discutere di come Skywise Europe – la principale piattaforma di Open Data per l’industria aeronautica, creata da Airbus – stia trasformando le loro operazioni e attività.L’evento s’è tenuto nella sala Giardino d’Inverno del Westin Excelsior Rome, e ha visto la partecipazione di oltre 120 rappresentanti. CP Centro Pilota, quale “preferred supplier” della sede ospitante, in linea con le esigenze comunicative, scenografiche e tecnologiche del vertice, ha messo a disposizione il meglio della propria organizzazione tecnica e professionale.

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Yehoshua e Ravasi dialogano su letteratura e Bibbia

Posted by fidest press agency su sabato, 7 dicembre 2019

Roma Mercoledì 11 dicembre 2019, ore 18:00 Pontificia Università Gregoriana Piazza della Pilotta 4 Il Cardinal Card. Bea per gli Studi Giudaici della Pontificia Università Gregoriana continua la sua serie di conferenze 2019-2020 “Arte come / in Dialogo” con un secondo appuntamento, intitolato «Letteratura ebraica e cristiana». Il Centro è lieto di presentare questo programma insieme al Pontificio Consiglio per la Cultura e al Centro per lo Studio del Cristianesimo all’Università Ebraica di Gerusalemme, con la collaborazione del Dipartimento di Cultura Ebraica della Comunità Ebraica di Roma. L’evento è gratuito e aperto al pubblico.

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Web tax, Mollicone (FdI): “Governo non tutela il mercato digitale italiano

Posted by fidest press agency su sabato, 7 dicembre 2019

“Il governo non tassa le multinazionali del digitale adeguatamente con la web tax e non tutela il mercato digitale italiano specificando che la tassazione debba essere applicata esclusivamente sui ricavi da servizi digitali, ma in compenso sembrerebbe intenzionato ad aumentare le tasse sul circuito degli operatori radio e tv, come apprendiamo dal Sole24Ore. Lo riteniamo inaccettabile e, se così dovesse essere, daremo battaglia alla Camera per la difesa della sovranità digitale italiana. ” E’ quanto dichiara Federico Mollicone, deputato FDI capogruppo in commissione Cultura ed Editoria, componente della Commissione parlamentare per l’indirizzo generale e la vigilanza dei servizi radiotelevisivi e responsabile Innovazione del partito.

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Ocse: allarmanti dati sulla scuola

Posted by fidest press agency su sabato, 7 dicembre 2019

“Le rilevazioni PISA-OCSE 2018 sono allarmanti per la nostra scuola e dimostrano che gli studenti quindicenni sono molto indietro nella classifica stilata su seicentomila ragazzi di tutto il mondo. I ritardi riguardano le scienze e la lettura con conseguente comprensione del testo. Tanti sono a nostro avviso i motivi di questa disastrosa situazione e per superarla bisogna puntare sulla qualità dei docenti e sulla preparazione dei ragazzi che andrebbero riabituati a leggere testi integrali. Inoltre, FdI ritiene che per migliorare la condizione della nostra scuola siano necessari maggiori investimenti e che non sia sufficiente una lacunosa legge per assumere una parte dei precari”. Lo dichiarano i deputati di Fratelli d’Italia Paola Frassinetti, vicepresidente della commissione Cultura della Camera e Ella Bucalo, responsabile Scuola FdI.

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Regime fiscale e piccoli commercianti

Posted by fidest press agency su sabato, 7 dicembre 2019

“Numerosi commercianti sono stati multati perché nei giorni del Black Friday i prodotti in promozione non erano distinguibili da quelli a prezzo normale. Un’altra occasione di guadagno si è trasformata in una stangata per i negozianti. Non solo gran parte del commercio si è spostato online, ma i colossi del web non sono sottoposti allo stesso regime fiscale che sta asfissiando i piccoli commercianti. Come se non bastasse, il Governo oggi porrà la fiducia sul decreto fiscale rappresentando un ulteriore passo verso una pressione fiscale insostenibile. Ancora una volta si continua a colpire chi alza le saracinesche assicurando ogni giorno comunque alti tassi di occupazione e cercando di tenere vivi i centri dei nostri paesi. Continua a piovere sul bagnato”. Lo dichiara Riccardo Zucconi, deputato di Fratelli d’Italia e capogruppo FDI in commissione Attività produttive. “Sulla revoca della concessione dei viadotti ad Autostrade per l’Italia c’è grande confusione Lo è nel governo rossogiallo con il ministro De Micheli che viene sconfessata dal sottosegretario Traversi. Il Ministro Di Micheli nel question time di oggi dice che il Governo deve ancora attendere ma da Genova Traversi fa sapere che ci sarà un consiglio dei ministri che La decisione politica e’ chiusa e che per lui e’ la revoca della concessione. Si tratta di Una spaccatura profonda in una maggioranza che ancora non sa cosa vuole fare sulla manutenzione dei nostri viadotti e sulla sicurezza delle persone che tutti giorni li percorrono. Un indecisionismo grave che porta anche al blocco della Gronda di Genova, compromette l’import-export dei nostri porti e al braccio di ferro con la famiglia Benetton che coinvolge anche Alitalia”. È quanto dichiara il deputato di Fratelli d’Italia Augusta Montaruli durante il question time al ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Paola De Micheli.

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Stipendi vigili del fuoco

Posted by fidest press agency su sabato, 7 dicembre 2019

«Dopo aver detto sì alla risoluzione promossa da Fratelli d’Italia per adeguare gli stipendi dei Vigili del Fuoco a quelli delle altre Forze dell’ordine, M5S e PD hanno ritirato all’ultimo secondo i soldi necessari per rendere esecutiva l’equiparazione. E lo hanno fatto di notte, durante la riunione della Commissione Finanze alla Camera sul dl fiscale sperando che nessuno se ne accorgesse. Noi, invece, ci appelliamo a tutte le forze politiche affinché sostengano questa proposta storica del corpo nazionale, che FdI ha già ripresentato al dl fiscale e alla legge di bilancio. Perché i nostri Vigili si onorano con i fatti non con le parole: merito e rispetto per questi patrioti che ogni giorno mettono la loro vita a servizio della nostra comunità nazionale.» Lo dichiara il presidente di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni.

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Supporto psicologico al personale militare

Posted by fidest press agency su sabato, 7 dicembre 2019

“Raggiunto un altro grande risultato per la tutela delle Forze Armate: oggi, grazie anche al voto favorevole di Fratelli d’Italia si è giunti ad una approvazione unanime della risoluzione sostenuta dal deputato Galantino e di altri colleghi della commissione Difesa con la quale si impegna il Governo a mettere in campo iniziative per il supporto psicologico al personale militare. Si tratta, in breve, dell’istituzione di una struttura organizzativa per l’indirizzo e il coordinamento delle attività di supporto morale e psicologico al personale delle Forze armate, costituito da professionisti interni all’amministrazione e da professionisti psicologi e psichiatri appartenenti al mondo civile organizzati anche in associazioni specializzate e riconosciute sul territorio nazionale. Un importante passo avanti per la tutela del personale delle Forze Armate. Lo dichiarano in una nota i deputati di FdI Salvatore Deidda, Wanda Ferro e Davide Galantino.

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Tassa di soggiorno e raddoppio. Chi usa paga, o no?

Posted by fidest press agency su sabato, 7 dicembre 2019

Tassa di soggiorno e raddoppio. Chi usa paga, o no? In genere le associazioni dei consumatori alzano la loro voce quando ci sono tariffe o servizi che vengono a costare di più per gli utenti. E insieme ad esse, a singhiozzo secondo specifici interessi, si accodano o contestano le associazioni di categoria.
Oggi è la tassa di soggiorno, che da un massimo di 5 euro a notte (in genere applicata al livello massimo per gli alberghi di super lusso), è previsto che raddoppi, a 10 euro.Noi, che da sempre peroriamo il libero mercato in “salsa” europea *, per l’occasione riteniamo che si tratti di un buon provvedimento. A parte che il livello massimo viene applicato solo per gli alberghi super lusso (che se un ospite che spende mediamente 200-1000 euro a notte, se invece di 5 euro di tassa ne paga 10.. ci sembra insignificante per le sue scelte di alloggio), per il resto sono comunque importi che hanno una logica che, rispetto agli importi oggi in vigore, forse potrà meglio servire allo scopo: migliorie dei servizi turistici, trasporti, pulizie e promozione culturale.
Per chi vive in città con “pesante” economia turistica può essere un modo per meglio affrontare gli ospiti e, soprattutto, non far gravare tutte le spese sui residenti.Uno dei motivi che in genere vengono utilizzati da quelli “contrari ad ogni costo” è che il benessere delle città per la presenza turistica ci sarebbe già grazie al fatto che i turisti arrivano e spendono, e che se aumentiamo la tassa di soggiorno, questi turisti rischiano di non venire. In teoria (del secolo scorso) potrebbero anche avere ragione, ma non è così nel 2019. In contesto di cosiddetto overturismo, la presenza dei visitatori in città che sono tutt’altro che attrezzate a far fronte a queste masse (al limite dell’incontrollato) **, di fatto accade questo: ci guadagnano albergatori e commercianti (questi ultimi, essenzialmente delle zone canoniche del turismo di massa); le amministrazioni, con gli attuali incassi di tasse di soggiorno, sembra che non ce la facciano a garantire gli abituali servizi per un uso civico e civile della città e aumentano le imposte per i residenti; chi ci rimette sono i residenti, quelli che prendono il tram o il bus per andare a scuola e al lavoro, quelli che mettono i sacchetti della spazzatura nei cassonetti e non, come buona parte dei turisti, nei cestini dei centro città, talmente strabordanti che danno un loro poderoso contributo al sudicio diffuso sì da far passare le pulizie più volte al giorno, fino alla presenza continua di spazzini… passaggi e presenze che dove sono la maggior parte dei residenti (al lumicino nei centri storici) sono solo una volta ogni tot giorni. I commercianti e gli albergatori (soprattutto questi ultimi) alzano gli scudi contro l’aumento della tassa di soggiorno… poverini… quando gli va male un pezzetto di stagione, le percentuali di calo sono sempre ad una cifra vicina allo zero, mentre in media registrano sorridenti percentuali di crescita diffusa spesso a due cifre. Ma queste categorie sembra che abbiano problemi a fare 2+2 includendo in questa semplice addizione, per esempio, tutte e quattro le stagioni ****. Ricordando bene che, per esempio a Firenze, i commercianti nel secolo scorso fecero barricate quando fu decisa la zona pedonale del centro storico (una primizia europea in quel periodo)… lungimiranti e collaboratori per il bene comune… suvvia…. E considerando che anche oggi, alcuni alberghi iperstellati in zona pedonale godono di immunità di passaggio di mezzi a quattro ruote: sembra che ci sia un rapporto proporzionale fra numero delle stelle e difficoltà motoria muscolare dei loro ospiti. Per concludere. Non sappiamo se la voracità fiscali delle amministrazioni locali in contesto di overturismo saranno appagate da questi aumenti, ma è invece possibile che anche al turista che crede di aver sborsato il dovuto con l’albergo, il ristorante, il paninaro e il tram si inculchi un concetto base: chi usa paga, o no? (Vincenzo Donvito, presidente Aduc)

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Il momento delle sardine veneziane è giunto

Posted by fidest press agency su sabato, 7 dicembre 2019

La risposta delle prime piazze Venete (Verona, Treviso, Rovigo e l’odierna Padova) ha ridato in noi moltissima fiducia, e la gente ha finalmente ritrovato la passione di tornare in piazza. Ci siamo riscoperti comunità, ed il fatto di non essere soli ci scalda il cuore e ci da ancora più coraggio. Queste piazze hanno dimostrato che i partiti politici antitetici alle nostre posizioni, quei partiti che soffiano sul sempre ardente e pericoloso fuoco dell’odio e dell’intolleranza, non hanno il monopolio della rappresentanza.Oggi vogliamo dimostrare, una volta per tutte, che il Veneto è una regione piena di persone di ogni età che amano la nostra bella carta costituzionale, persone vicine alla tradizionale apertura culturale di una realtà storicamente cosmopolita come Venezia.Oggi più che mai, affermiamo con orgoglio che siamo in tantissimi a credere nei valori della nostra Repubblica e, stretti come un banco di sardine, saremo in almeno 6000 a cantare e mostrare pacificamente che Venezia, ed il Veneto, non sono accecate dalla retorica populista. Tocca a noi, quindi, riempire il piazzale di fronte alla Stazione di Venezia S. Lucia alle ore 19 di venerdì 13 dicembre. Vogliamo infatti favorire la partecipazione degli abitanti di tutto il territorio veneziano, aspettandoci, inoltre, tante presenze da tutta la Regione.La data non è stata scelta a caso: fungeremo da preludio e passeremo il testimone non solo alla manifestazione nazionale di Roma, ma anche a tutte le piazze europee e non (ricordiamo che si svolgeranno manifestazioni persino negli Stati Uniti) che si svolgeranno Sabato 14 Dicembre.La nostra piazza sarà allegra e spensierata, piena di cartelli, musica, arte e creatività: d’altronde cioè che caratterizza gli amanti della libertà è la bellezza. Allo stesso modo il rispetto è alla base dei nostri valori, ecco perché ci impegniamo a mantenere l’odio e gli insulti lontani dal nostro flashmob; altresì ci impegniamo a mantenere decoroso e pulito il luogo che ospiterà la nostra azione pacifica.Invitiamo tutti coloro che si riconoscono nella libertà e nell’uguaglianza dei valori della nostra repubblica ad affollare con noi la piazza: questa non è una piazza partitica. È proprio per questo motivo che invitiamo le “sardine” a non esibire bandiere e simboli di partiti, associazioni e comitati.

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Energia: Cerved Rating Agency conferma il rating A3.1 a Bluenergy Group S.p.A.

Posted by fidest press agency su sabato, 7 dicembre 2019

Udine. Cerved Rating Agency ha confermato il rating A3.1 a Bluenergy Group S.p.A., società di Udine tra i principali operatori italiani del mercato dell’energia. Anche nell’esercizio chiuso al 30 giugno 2019, infatti, Bluenergy Group ha proseguito il suo percorso di crescita, sia organico che per linee esterne, consolidando il proprio posizionamento competitivo nel mercato energetico del Nord Italia e raggiungendo un Valore della produzione di gruppo pari a 335,9 milioni di euro (+32,1% YoY). Al contempo, la marginalità permane stabilmente superiore alle medie settoriali (EBITDA margin FY19 pari al 7,2%), consentendo ai flussi di cassa operativi di confermarsi positivi, in linea con i risultati dell’ultimo triennio.Cerved Rating Agency, agenzia di rating europea che fa capo al Gruppo Cerved, colloca dunque Bluenergy Group in un’area di sicurezza. A fronte dei significativi investimenti sostenuti per sviluppare il core business e i nuovi servizi di efficientamento energetico, la Posizione finanziaria netta (PFN) al 30 giugno ha registrato un lieve incremento a 6,7 milioni di euro, ma si è comunque mantenuta su valori ampiamente sostenibili. Quanto al prossimo anno fiscale, l’Agenzia ritiene attendibili le stime del management che parlano di un ulteriore consolidamento dei volumi di business e dei risultati reddituali, pur preservando l’attuale solidità patrimoniale e la piena sostenibilità del debito.

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Il sistema del collocamento mirato per persone con disabilità

Posted by fidest press agency su sabato, 7 dicembre 2019

E’ stato introdotto 20 anni fa dalla legge n.68/1999, pur rappresentando un prezioso strumento di inclusione lavorativa e sociale delle persone con disabilità, non è più in grado da solo di impedire che questi soggetti si ritrovino confinati ai margini del mercato del lavoro e, quindi, della società. Dal report “L’inclusione lavorativa delle persone con disabilità in Italia”, presentato oggi dalla Fondazione Studi Consulenti del Lavoro in occasione della conferenza stampa organizzata al Ministero del Lavoro per la Giornata Internazionale
delle Persone con Disabilità, è emerso uno spaccato di questa realtà, che nel 2018 poteva contare quasi su 360mila lavoratori, per la maggior parte uomini (58,7% contro il 41,3% delle donne) e concentrati al Nord d’Italia, con la regione Lombardia che da sola occupa il 21,5% del totale. Un universo in cui il 53,7% degli occupati ha più di 50 anni, il 93,7% ha un contratto a tempo indeterminato ma ad alta incidenza di part time, soprattutto negli “under 30” (49,3%). Ma c’è un elemento nella ricerca – condotta sui dati resi per la prima volta disponibili dal Dicastero di via Veneto e relativi alle dichiarazioni PID (Prospetto Informativo Disabili) che le aziende con più di 14 dipendenti devono inviare ai fini del rispetto dell’obbligo normativo – che più di ogni altro sorprende. A fronte dei 360mila occupati dichiarati dalle aziende in ottemperanza alla Legge, ci sono 145mila posti di lavoro “vacanti”. C’è, inoltre, una forte sproporzione tra la domanda e l’offerta di lavoro. Il numero degli iscritti alle liste di collocamento ammonterebbe a 775mila unità e sarebbe in aumento per le difficoltà riscontrate nel promuovere inserimenti stabili. Negli ultimi anni, complice la crisi economica, il sistema si è dimostrato sempre più in affanno e incapace di dare risposta ad un’offerta di lavoro che solo nel 30% dei casi riesce a collocarsi. Un’altra conferma giunge dall’audizione dell’Istat sulla legge di Bilancio 2020, durante la quale è emerso che i più penalizzati sono i giovani e i giovanissimi con disabilità: nella fascia d’età tra i 25 e i 44 anni il 31,2% è in cerca di occupazione, quasi il doppio rispetto al 16,8% della fascia dei 45-64enni. Nel 2015, a fronte di quasi 92mila persone iscritte per la prima volta nelle liste di collocamento mirato, gli avviamenti al lavoro sono stati 27.468, vale a dire il 29,9%. L’Istituto di statistica ha, inoltre, precisato che su 100 persone di 15-64 anni che, pur avendo limitazioni funzionali motorie o disturbi intellettivi sono comunque abili al lavoro, solo il 35,8% è occupato, il 20% è in cerca di un’occupazione e il 43,5% risulta inattivo. Alla conferenza stampa è intervenuto il Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, Nunzia Catalfo. “Vi è necessità di riequilibrare il versante delle politiche attive – ha dichiarato in conferenza stampa la Presidente del Consiglio Nazionale dell’Ordine, Marina Calderone – con interventi che potenzino l’incrocio tra domanda e offerta, ma prima ancora l’occupabilità delle persone con disabilità e, quindi, la loro formazione. Serve per le aziende un percorso di accompagnamento e assistenza per definire un piano condiviso di inserimento dei lavoratori con disabilità. Tra i protagonisti del mondo del lavoro – ha continuato la Presidente – deve crescere la sensibilità su questo tema con un vero e proprio salto culturale. Una crescita che i Consulenti del Lavoro si pongono come obiettivo immediato, affiancando imprese e istituzioni nel creare questo circuito virtuoso”. Dai dati emerge, peraltro, che nell’ultimo decennio circa il 10% degli avviamenti al lavoro tramite collocamento mirato è avvenuto in aziende al di sotto dei 15 dipendenti, non sottoposte quindi all’obbligo di riserva. “Si tratta di una domanda spontanea e consapevole che potrebbe essere ulteriormente ampliata se supportata da meccanismi incentivanti o premiali”, ha concluso la Presidente.

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