Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 341

Archive for 17 luglio 2020

Sassoli: é l’ora di scegliere. Le condizioni dell’europarlamento

Posted by fidest press agency su venerdì, 17 luglio 2020

Brussels. Estratti del discorso del Presidente del Parlamento europeo David Sassoli al Consiglio europeo. “Le discussioni e le decisioni che saremo chiamati a prendere saranno determinanti per riconfigurare l’Unione dei prossimi decenni”. “Ciò che tutti desideriamo ottenere è chiaro. L’idea della crescita infinita si è esaurita per sempre. È arrivato il tempo di scegliere come e dove crescere nell’interesse dei cittadini e del pianeta. La pandemia ci consegna nuove responsabilità e doveri: la responsabilità di scegliere e il dovere di farlo nell’interesse di tutti e non di pochi. Se questo è il quadro le scelte su dove investire sono chiare: economia verde, salute, formazione, diritti digitali, diritti democratici e diritti sociali. Inclusione invece che esclusione. E devo dire che questa era la nostra visione quando il Parlamento europeo ha accordato la sua fiducia alla Commissione presieduta da Ursula von der Leyen. Le nostre priorità erano già quelle giuste, e la crisi adesso non ha fatto altro che confermarci in questa convinzione.” “Il piano di ripresa deve essere all’altezza delle nostre ambizioni. Deve contribuire a trasformare l’economia e lottare contro le disparità che si stanno aggravando. Della crisi dobbiamo aver paura perché gli effetti sociali e la perdita di posti di lavoro non risparmiano nessuno. Il pacchetto di misure annunciato dalla Commissione europea il 27 maggio è un passo decisivo nella lunga storia dell’integrazione europea. La Commissione ha proposto, per la prima volta, di prendere in prestito fino a 750 miliardi di euro sui mercati finanziari nel quadro di un nuovo strumento di ripresa. È questo il dispositivo essenziale di cui dotare l’Europa in questa fase. Il Parlamento sostiene questa impostazione, il suo importo e la ripartizione indicata tra sovvenzioni e prestiti.” Il Presidente ha continuato a parlare delle priorità del Parlamento: “Ci aspettiamo l’introduzione di un pacchetto di risorse proprie con un impegno alla loro entrata in vigore il prima possibile e comunque entro il 2023. Così pure riteniamo che sia giunto il momento di eliminare tutti gli sconti nella contribuzione degli Stati membri, che sono iniqui e difficili da giustificare. Per il Parlamento queste sono priorità. Così come un meccanismo di governance che fissi in modo adeguato il principio del controllo democratico sull’allocazione delle risorse e l’approvazione dei piani nazionali di ripresa. A soldi presi in prestito insieme deve corrispondere una gestione rispettosa del metodo comunitario.
Sarebbe inimmaginabile che un’Europa che ha deciso una risposta comune alla crisi escluda il Parlamento. Sarebbe un grave errore compiere un passo indietro rispetto a tutte le riforme della governance economica attuate in Europa dopo l’ultima crisi finanziaria.” Riguardo al QFP, il Presidente Sassoli ha detto: “Dobbiamo dirci le cose con chiarezza. Il Parlamento è deluso dalla proposta di QFP presentata a questo tavolo. Perché vi sia ripresa non è possibile agire senza garanzie di finanziamento costanti e a lungo termine. Questa è una condizione fondamentale per il Parlamento.” “Siamo cresciuti insieme attorno a valori comuni. Non riduciamo l’Unione europea ad un distributore automatico di soldi. Il Parlamento dà una grande importanza alla buona gestione delle risorse comuni e al tempo stesso al rispetto dei principi dello stato di diritto. Non è una opzione: solidarietà e benefici del mercato comune vanno di pari passo con il rispetto dei nostri valori.” “Come avete capito bene il Parlamento darà il suo consenso al QFP solo al soddisfacimento delle priorità che oggi ho richiamato. Lo dico con tutto il rispetto dovuto al vostro ruolo, ma anche con la fermezza che deriva dal mandato che ho ricevuto dal Parlamento a grandissima maggioranza con la risoluzione votata nel maggio scorso.”Il Presidente ha sottolineato la necessità per l’Europa di affrontare le crescenti disuguaglianze:“Negli anni passati ci hanno detto che quello che andava bene ai ricchi sarebbe andato bene anche ai poveri. Lo sappiamo tutti che non è andata così. Da troppi decenni chi nasce povero, resta povero. Da troppi decenni la mobilità sociale, così importante per la mia generazione, non funziona più. È per questo che il Parlamento chiede un progetto più ambizioso. Noi rappresentiamo tutti i cittadini europei e la grande maggioranza è composta da quelli che non ce la fanno. Se noi non saremo all’altezza e non risponderemo con coraggio e senso della giustizia a questa moltitudine, che ha il diritto ad un futuro sereno, per sé e per i propri figli, non avremo soltanto un grande problema di costruzione europea, ma di vera e propria tenuta delle istituzioni democratiche.”

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Importanza della Bicamerale per gli italiani all’estero

Posted by fidest press agency su venerdì, 17 luglio 2020

Dichiara l’On. Fucsia Nissoli Fitzgerald, deputata di Forza Italia eletta nella Circoscrizione estera – Ripartizione Nord e Centro America. “ Sono intervenuta al Comitato permanente sugli italiani nel mondo e la promozione del sistema Paese della Commissione Esteri, in occasione delle audizioni degli ex ministri Frattini e Terzi, nell’ambito dell’esame delle proposte di legge recanti Istituzione di una Commissione parlamentare per le questioni degli italiani all’estero, tra cui anche quella a mia prima firma.In particolare, dopo aver concordato con l’Amb. Terzi sull’importanza dei CAUCUS in USA sottolineando come, nel 2015, grazie ad un deputato del Caucus, che mi ha sostenuto, siamo riusciti a fare pressione per istituire un consolato onorario a Newark, ho chiesto allo stesso Terzi di fare alcune considerazioni sul ruolo della istituendo Commissione bicamerale.Nello specifico ho chiesto all’ex ministro come l’esistenza di una Commissione Bicamerale avrebbe avrebbe potuto influire sulle politiche per gli italiani all’estero sia durante il suo mandato alla Farnesina come ministro che durante la sua attività nella diplomazia italiana. Inoltre ho chiesto quale contributo tale Commissione avrebbe potuto dare alle politiche per il nostro Sistema Paese nel mondo garantendo anche un maggior coordinamento ed efficacia delle proposte.Il ministro Terzi ha risposto facendo capire l’effetto positivo che l’esistenza di tale Commissione bicamerale avrebbe avuto, e che oggi arriva tardiva, ricordando che molte cose sarebbero state trattate con maggiore organicità, visibilità e capacità di influire sulle scelte del Parlamento. Ci sarebbe stata, ha detto Terzi, una maggiore capacità di acquisire elementi e alleanze per il Paese.
Una risposta che mi fa pensare che siamo sulla strada giusta e che, anche se la Bicamerale per gli italiani all’estero si poteva istituire prima, è meglio tardi che mai! Ora, dobbiamo avere la consapevolezza dell’importanza di questo strumento per tutta la Comunità italiana all’estero ed io sono orgogliosa di aver contribuito a dare un input per istituirla presentando un disegno di legge ad hoc in Parlamento”.

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L’Università Europea di Roma sul podio: è seconda in Italia

Posted by fidest press agency su venerdì, 17 luglio 2020

La Classifica Censis 2020/2021 colloca UER seconda in classifica in tutta Italia tra le piccole Università non statali. Un traguardo che già nell’edizione precedente la posizionava al terzo posto grazie alla crescita annuale dell’ateneo – + 25% di iscritti rispetto al 2019 – e con l’ultima edizione, scala la vetta ubicandosi subito dopo l’Università di Bolzano. Non solo, l’ateneo nella classifica attuale riporta la crescita di punteggio più alta rispetto a tutte le università non statali italiane.Un ulteriore riconoscimento che arriva dopo la pubblicazione di AlmaLaurea (rapporto sulla condizione occupazionale dei Laureati – 2020) e il successo di partecipazione de “Il Tuo Open Day” che ha visto numerosi potenziali immatricolati recarsi presso l’Università Europea di Roma, che si conferma quindi come l’Ateneo con le performance più promettenti e un alto tasso di interesse suscitato.“Siamo orgogliosi del riconoscimento ottenuto con la Classifica Censis 2020/2021 delle Università Italiane. Questo traguardo evidenzia il grande lavoro sinergico e l’impegno messo dal corpo docente e dalla struttura tecnico-amministrativa per realizzare un’offerta formativa, servizi allo studente e placement competitivi a tutto tondo. Oggi il sistema delle università si trova dinanzi a sfide inedite che provengono dallo sviluppo delle scienze, dall’evoluzione delle nuove tecnologie e dalle esigenze della società che sollecitano le istituzioni accademiche a fornire risposte adeguate e aggiornate nel mondo del lavoro.” Questa la dichiarazione del Magnifico Rettore Prof. Padre Pedro Barrajòn, L.C. La Classifica Censis 2020/2021 ha premiato UER per alcune categorie: Comunicazione e servizi digitali con un punteggio di 99,0; Borse di studio 87,0; Internazionalizzazione 87,0 e infine per la Struttura 110,0. In merito alla didattica, il corso di Laurea in Scienze e Tecniche Psicologiche è primo a parimerito con le Università nazionali; mentre Economia e Giurisprudenza mantengono il proprio posto in classifica.

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I cittadini chiedono che l’UE abbia più poteri e risorse per affrontare la crisi

Posted by fidest press agency su venerdì, 17 luglio 2020

In un nuovo sondaggio commissionato dal Parlamento europeo, una larga maggioranza degli europei e degli italiani afferma che l’UE dovrebbe avere più competenze per affrontare la crisi.Quasi otto cittadini italiani su dieci (78%) vorrebbero un ruolo più incisivo dell’UE nella lotta alle conseguenze del COVID-19. Un dato decisamente più alto della media europea (68%) e che vede l’Italia al settimo posto nella classifica dell’opinione pubblica che chiede più Europa nello sforzo per la ripresa. Più della metà degli intervistati italiani (64%) ritiene inoltre che questa richieda maggiori mezzi finanziari per l’UE, che dovrebbero essere diretti principalmente ad affrontare l’impatto della pandemia sul settore sanitario e sull’economia. Anche in questo caso gli italiani sono più ambiziosi della media dei concittadini degli altri stati membri (56%).Il sondaggio è stato condotto nella seconda metà di giugno. Nella lista delle priorità dei cittadini italiani figurano la ripresa economica in primis, seguita dalla sanità pubblica e dagli investimenti in ricerca e innovazione. Perdita di reddito, consumo dei risparmi accumulati nel tempo e disoccupazione sono invece le tre principali conseguenze economiche della pandemia indicate dagli intervistati in Italia.Commentando i risultati del sondaggio, il Presidente del PE David Sassoli, ha dichiarato: “I risultati di questo sondaggio mostrano chiaramente che i cittadini europei si aspettano che l’Unione dia prova di maggiore solidarietà e intraprenda più azioni per favorire la ripresa. Riconoscono anche la necessità di un bilancio UE più ampio per affrontare l’impatto senza precedenti che la pandemia ha avuto sulla nostra economia e società. Nel contesto degli attuali negoziati sul bilancio, il Parlamento è al fianco dei cittadini nella loro richiesta di una Unione europea più efficace e ambiziosa”.Quasi nove cittadini italiani su dieci (86%) hanno sentito parlare delle varie misure proposte dall’UE per combattere le conseguenze della pandemia di COVID-19. E il 50% degli intervistati sa anche quali siano queste misure. Di coloro che hanno sentito parlare delle misure dell’UE contro il COVID-19, il 32% si dichiara soddisfatto, con un aumento di 9 punti rispetto al sondaggio precedente.
Per circa due terzi degli intervistati (68%) “l’UE dovrebbe avere maggiori competenze per affrontare crisi come la pandemia del Coronavirus”. Questa opinione è sostenuta da una maggioranza assoluta in 26 Stati membri. I paesi più a favore di maggiori competenze dell’Unione sono il Portogallo e il Lussemburgo (entrambi 87%), Cipro (85%), Malta (84%), l’Estonia (81%), l’Irlanda (79%), l’Italia e la Grecia (entrambi 78%), nonché la Romania (77%) e la Spagna (75%).

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Didattica a distanza: La parola dei professori

Posted by fidest press agency su venerdì, 17 luglio 2020

Tre mesi di scuola online, necessariamente improvvisati, spesso con strumenti di fortuna e competenze tecniche poco diffuse. Ma alla fine le cose – specie nelle scuole superiori – hanno funzionato abbastanza bene: secondo il 75% degli insegnanti tutti (o quasi tutti) gli studenti sono riusciti a seguire costantemente le lezioni online; il 62% dei docenti è riuscito a portare a termine tutto (o quasi) il programma, e il 56,8% ha considerato la DAD abbastanza efficace in relazione all’apprendimento. Ma difficoltà e problemi ce ne sono stati comunque molti da tenere in considerazione all’avvio (ancora non si sa come) del nuovo anno scolastico. I dati provengono dall’indagine online appena conclusa – realizzata da Laboratorio Adolescenza e Istituto di ricerca IARD – su un campione nazionale di 500 insegnanti delle scuole primarie e secondarie.
Oltre l’80% delle ore svolte (rispetto al normale calendario scolastico) secondo il 36% degli insegnanti; tra il 60 e l’80% per un ulteriore 30% degli insegnanti. Solo il 5,7% dei docenti ha affermato di essere riuscito a svolgere meno del 30% delle ore previste.Il 61% è riuscito a svolgere tutto o quasi tutto il programma previsto, mentre meno del 10% ha lamentato di essere riuscito a svolgerne meno della metà.Circa la partecipazione degli studenti: “tutti o quasi” davanti al computer per il 75% degli insegnanti e meno della metà soltanto per il 5%.Le difficoltà iniziano con la “produzione di elaborati” da parte degli studenti: secondo il 61% dei prof delle superiori (ma 42,5% dei prof delle medie) tutti, o quasi tutti gli studenti hanno svolto i compiti assegnati. I risultati variano, però, a seconda del tipo di scuola: sono certamente migliori (rispetto a ore, programmi e compiti svolti, e partecipazione) nelle scuole secondarie di secondo grado (scuole superiori) rispetto alle secondarie di primo grado (scuole medie). Tornano a migliorare leggermente – specialmente la partecipazione – nelle scuole primarie (elementari).
La maggioranza degli insegnanti di tutte le scuole (56,8%) ha complessivamente considerato l’attività scolastica online (in rapporto all’apprendimento) abbastanza efficace. Poco o per nulla efficace, invece, per il 39,6% (43,3% per i prof delle scuole primarie). Ma c’è anche il 3,7% che l’ha considerata “molto efficace”.Decisamente positiva la percezione degli insegnanti sul livello di motivazione da parte degli studenti: il 60% l’ha considerata “buona”, l’11% addirittura “elevata”. “Modesta o nulla” solo per poco più di un quarto degli insegnanti intervistati.La “lamentela” maggiore (e quasi unanime) degli insegnati (90,4%) è stata di aver lavorato troppo rispetto al normale. Al di là di questo aspetto “sindacale”, tra gli handicap della didattica a distanza al primo posto c’è la mancanza di contatto con gli studenti (che diminuisce con l’aumentare del livello scolastico: 91% scuole elementari 77,6% scuole superiori). A seguire, la difficoltà a ripensare le “verifiche” in un contesto che non poteva garantire che gli studenti non ricevessero aiuti.

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Ue-19: rimbalzo record in Italia per produzione industriale

Posted by fidest press agency su venerdì, 17 luglio 2020

A maggio, secondo i dati Eurostat, la produzione industriale è risalita del 12,4% nella zona euro e dell’11,4% nella Ue-27 rispetto al mese precedente. In Italia il rimbalzo maggiore: +42,1%, seguita dalla Francia con +20%.”Bene il rimbalzo record dell’Italia rispetto al resto d’Europa, ma attenzione a non farsi cogliere da entusiasmi fuori luogo. In parte, infatti, è solo un effetto ottico. Il nostro Paese ha avuto a maggio il maggior rialzo congiunturale anche perchè nei mesi precedenti aveva registrato crolli maggiori. Se, infatti, sommiamo al recupero di maggio le cadute di aprile e marzo, ecco che purtroppo l’Italia si colloca solo in 18° posizione su 27 paesi, con un gap da recuperare del 19,2%, maggiore sia rispetto alla media Ue (-18,8%) che all’Eurozona (-18,9%)” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.”Unica magra consolazione, è che peggio di noi sta sia la Francia, in 19° posizione con -21,4%, che la Germania, in 20° con -21,9%. Anche Spagna e Portogallo si collocano nei gradini più bassi della classifica, rispettivamente in 23° e 24° posizione” conclude Dona.

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German Constitutional Court ruling and primacy of EU law

Posted by fidest press agency su venerdì, 17 luglio 2020

Legal Affairs and Constitutional Affairs Committees took stock of the impact of the 5 May 2020 German Constitutional Court ruling on the EU legal order and examined potential courses of action.The hearing brought together MEPs from the two competent European Parliament Committees and a number of experts, with a view to discussing the legal and constitutional consequences of the ruling from an EU law perspective. Markus Ludwigs (Julius-Maximilians-Universität in Würzburg), Renáta Uitz (Central European University in Budapest), Diana Urania Galetta (University of Milan) and Joseph H.H. Weiler (NYU School of Law & Harvard Centre for European Studies) presented their views and answered MEPs’ questions during the ensuing discussion.The discussion focused mainly on the validity of the judgment in light of a series of issues around its legal reasoning and the way it applied (or failed to apply) general principles of EU law, such as the principles of conferral and proportionality, the delimitation competences between the EU and the member states, and the uniform and equal application of EU law. MEPs inquired about ways to redress the situation and manage consequences on the EU’s legal system. Several MEPs and guest speakers examined the option of an infringement procedure being launched by the Commission, while also aiming to reduce the probability of similar instances in the future by improving legal dialogue.References were made to the impact that a potential treaty review could have in addressing EU legal order issues and the role of the upcoming Conference on the Future of Europe in this regard. Many highlighted that action is required to prevent the erosion that can take place if diverging views on the supremacy of EU law, the rule of law, national constitutional identities and the future of the EU itself go unchecked.

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COVID-19 lessons for the European Parliament’s Rules of Procedure

Posted by fidest press agency su venerdì, 17 luglio 2020

The draft report by Gabriele Bischoff (S&D, DE), which was prepared with assistance by the relevant working group, contains new provisions for the Parliament’s Rules of Procedure that will allow MEPs to continue performing their duties in times of emergency. During her presentation, the rapporteur highlighted the guiding principles behind the changes proposed by the report: equal treatment for all MEPs, preserving the freedom of mandate, the right to speak and vote freely and personally, and the continuity of EP legislative, budgetary and political control work.The proposed changes foresee the activation of derogations from the standard rules by the EP President, in agreement with political group leaders, that will have to be proportional to the event in question and can be reversed, under certain circumstances, by the plenary. A flexible approach has been taken in defining the conditions that could justify such decisions: events will have to be exceptional, unforeseeable, and outside Parliament’s control. The report foresees digital solutions for remote participation for all MEPs or a significant number among them.Constitutional Affairs Committee MEPs will submit amendments, aiming to finalise the process by the end of September and for the report to be tabled at a plenary sitting in October.

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Un video di speranza, per cominciare una vita nuova

Posted by fidest press agency su venerdì, 17 luglio 2020

Lo hanno fatto gli studenti dell’Università Europea di Roma, raccontando i loro sogni dopo l’emergenza sanitaria per il Coronavirus.In questi mesi l’Università Europea di Roma, come gli altri atenei, ha dovuto sospendere le sue lezioni in aula, continuando ad offrirle in videoconferenza.Ma questo non ha impedito agli studenti di coltivare le loro relazioni a distanza, di volersi bene e di sperare in un domani in cui potranno finalmente ritrovarsi e abbracciarsi.Per questa ragione i giovani hanno voluto raccontare i loro sogni in un video, curato da Maria Rosaria Garofalo, coordinatrice dell’area Mentoring, nell’ambito della Formazione Integrale dell’Università Europea di Roma.“L’idea è nata dall’esigenza di mettersi in ascolto dell’altro in un periodo così delicato come quello che stiamo vivendo”, spiega Maria Rosaria Garofalo. “Abbiamo voluto ascoltare i bisogni e le emozioni dei nostri studenti, ragazzi che si sono visti privati all’improvviso della loro quotidianità, di un luogo che da anni segna la maggior parte delle loro giornate, di quell’ambiente così intimo che contraddistingue la nostra università facendoci sentire appartenenti ad un’unica grande famiglia. Questo è l’obiettivo che noi dell’ufficio di Formazione Integrale dell’Università Europea di Roma vogliamo trasmettere ad ognuno dei nostri studenti, affinché si sentano accompagnati durante tutto il loro percorso.Gli studenti hanno partecipato a questa iniziativa con grande passione. Ed è bello vedere con quanta forza siano pronti a ricominciare, dimostrando che, in ogni caso, la speranza conduce più lontano della paura”.È possibile vedere il video sul canale Youtube dell’Università Europea di Roma in questo link:https://www.youtube.com/watch?v=k7_b3ub9uMM&t=29s

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Italiani e banking digitale

Posted by fidest press agency su venerdì, 17 luglio 2020

Che il lockdown abbia messo una marcia in più alla digitalizzazione di moltissimi settori e attività è ormai assodato, ma entrando nello specifico dell’analisi del comparto bancario i risultati che emergono riflettono un’accelerazione straordinaria. È questo il caso anche di HYPE che, essendo una soluzione di mobile banking nativa digitale per definizione, ha una clientela portata alla fruizione dei servizi da remoto ma ha comunque registrato straordinari incrementi nell’evoluzione d’utilizzo. Tra marzo e maggio 2020, ad esempio, i clienti già attivi che hanno scelto HYPE come conto primario sono aumentati di ben il 71% rispetto al trimestre precedente. Questa dinamica riflette il progressivo e rapido incremento del livello di maturità nell’approccio e utilizzo dei servizi bancari attraverso i canali virtuali verificatosi nel periodo di stop forzato. Che il trend della digitalizzazione del settore fosse comunque partito lo si evince anche dal tasso di crescita annua dell’utilizzo della soluzione di banking digitale attestatosi attorno al 75%, a fronte di una base clienti praticamente raddoppiata (passati dai 676mila conti di maggio 2019 agli 1,183 milioni di maggio 2020).Nel periodo marzo/maggio 2020, oltre al già citato aumento del 71% di quelli che hanno utilizzato HYPE come conto primario, si è registrata una dinamica simile anche nei pagamenti con carta sui siti e-commerce, aumentati dell’89%. Inoltre, le funzioni più usate nel trimestre sono state il pagamento di bollette (+61%), le ricariche telefoniche (+50%) e l’utilizzo della funzione PagoPA (+14%).Cosa è cambiato, invece, in termini di composizione sociale e anagrafica nella customer base HYPE? Il distanziamento sociale ha spinto la crescita del pubblico femminile, aumentato del 4%, che passa dal 32 al 36% del totale. Quanto alle fasce di età, è aumentata del 3% la componente under-18, mentre non si riscontrano significative variazioni nelle altre fasce, tra cui resta preponderante quella dei giovani tra i 18 e i 29 anni (43%) mentre trentenni, quarantenni e cinquantenni si spartiscono quasi equamente gran parte del resto (alle prime due categorie fanno capo il 15% ciascuna, mentre alla terza fa capo il 12%).La visione di HYPE sulla rapida evoluzione e accelerazione dei servizi finanziari digitali che trova riscontro nell’osservazione puntuale del comportamento della propria customer base, ha ulteriore conferma nei trend internazionali fotografati da molteplici analisi come la recente indagine “Retail Banking in the New Reality”, condotta su 5mila consumatori del retail banking in 15 Paesi da Boston Consulting Group. Lo studio rileva che, a livello globale, il 24% de clienti bancari prevede di utilizzare meno le filiali o di smettere del tutto di recarvisi; il 44% degli intervistati di età compresa tra i 18 e i 34 anni si è iscritto per la prima volta al banking online o mobile nelle settimane in cui le misure di contenimento sono state in vigore. Gli italiani si sono distinti per una propensione digitale superiore alla media: il 27% prevede di ridurre o cessare di frequentare le filiali anche a crisi terminata. E il 58% dei clienti bancari italiani si è dichiarato pronto ad aprire un conto attraverso online o mobile banking nel caso in cui la filiale non fosse accessibile. D’altronde nel lockdown gli italiani sono stati quelli che hanno più intensificato la propria attività online con la banca di riferimento: lo ha fatto il 51% mentre il 54% ha aumentato l’uso del mobile. Insomma, gli italiani hanno saputo trasformare la crisi in opportunità. Spetta agli operatori finanziari restituire ora servizi adeguati alla nuova tipologia di domanda.

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Le certezze nel mondo post-Covid”

Posted by fidest press agency su venerdì, 17 luglio 2020

A cura di Paolo Paschetta, Country Head Italia di Pictet Asset Management. La pandemia di Coronavirus ha seminato un’ondata di incertezza senza precedenti. Il mondo, semplicemente, non era preparato a un’emergenza sanitaria della portata di quella che abbiamo vissuto nei mesi passati e che stiamo vivendo tuttora. Il costo di tale impreparazione è stato pagato innanzitutto con le vite di centinaia di migliaia di persone. Nella fase più acuta della crisi, l’universo a reddito fisso è tornato a svolgere in modo efficace quel ruolo di decorrelatore con le azioni che storicamente gli appartiene, ma che tante volte ha abbandonato nell’ultimo decennio a causa delle politiche monetarie straordinarie adottate dalle banche centrali.Oggi, però, con il Treasury USA decennale che rende lo 0,6% (in dollari) e il corrispondente Bund tedesco -0,5% (in euro), i tassi reali (nominali – inflazione) permangono in territorio fortemente negativo. E la prospettiva, in un mondo sempre più saturo di debito pubblico e privato, è che le banche centrali non farebbero molto per opporsi a una risalita dell’inflazione, consapevoli del fatto che questa sia utile al fine di erodere, almeno in parte, l’immenso ammontare di debito. Di conseguenza, nei prossimi mesi potremmo verosimilmente assistere a un’ulteriore discesa dei tassi reali. Uno dei fattori più attentamente monitorati dal team di gestione di Pictet-ARFI è la liquidità del portafoglio, il che lo porta a prediligere titoli di qualità molto elevata (le obbligazioni AAA e AA rappresentano oltre il 50% del portafoglio). Come abbiamo osservato nel corso del mese di marzo, infatti, le fasi di crisi acuta sui mercati sono spesso accompagnate da situazioni di stress di liquidità, soprattutto nei segmenti strutturalmente meno liquidi (obbligazioni corporate, in particolare high yield), capaci di vanificare l’articolata costruzione del portafoglio.Un metodo efficace per contenere il rischio di default si è rivelato quello dell’applicazione dei criteri ESG (Environmental, Social e Governance) nella selezione degli emittenti creditizi: il 78% delle aziende IG fallite negli ultimi 10 anni, infatti, non avrebbe superato uno screening di questo genere. Si tratta esattamente del lavoro che viene fatto all’interno del comparto Pictet-Global Sustainable Credit che di fatto, per quanto non immune al movimento di allargamento degli spread dei mesi passati, ha evitato i già citati casi di default eccellenti.
Infine, per chi tramite la componente a reddito fisso ricerca soprattutto decorrelazione resta valida l’alternativa delle obbligazioni cinesi onshore in valuta locale. Come dimostrato dall’andamento Pictet-Chinese Local Currency Debt, nel corso della recente correzione di mercato queste obbligazioni sono state in grado ancora una volta di apportare reali benefici di diversificazione rispetto agli attivi finanziari più tradizionali. A conferire stabilità a questi strumenti è soprattutto l’assoluta dominanza di investitori locali, perlopiù istituzionali. Questi, che rappresentano quasi il 90% di questo immenso mercato obbligazionario (il secondo più grande al mondo dopo quello USA), proteggono infatti le emissioni cinesi dalle fluttuazioni del sentiment degli investitori globali, che tanto affliggono invece il resto del debito dei mercati emergenti.Un’ultima considerazione riguardo la componente difensiva di portafoglio non può che interessare il Pictet-Multi Asset Global Opportunities (MAGO). Il fondo multi-asset rappresenta a tutti gli effetti il primo passo al di fuori del mondo obbligazionario puro, in grado di offrire protezione e stabilità adattandosi in modo flessibile e dinamico ai diversi rischi che via via si affacciano sui mercati finanziari. La strategia, gestita dal team italiano capitanato da Andrea Delitala, è stata costruita su misura sulla base delle caratteristiche del risparmiatore italiano e, quindi, con un’allocazione tipo composta da un 70% di obbligazioni e un 30% di azioni, secondo il portafoglio tipico dell’investitore nostrano.L’esplosione del mondo digitale, in cui siamo stati costretti a vivere per diverse settimane, ha portato a un’impennata nella crescita di alcuni settori che erano già in forte espansione prima che il Coronavirus facesse la sua apparizione nelle nostre vite: pensiamo, per esempio, all’e-commerce, ma anche alla telemedicina. A tal proposito, gli Stati Uniti hanno approvato di recente al Congresso una deroga alle restrizioni che impedivano l’accesso al Medicare a distanza e ciò è diventato possibile grazie al fatto che oggi visitare i pazienti in remoto è una necessità. Grazie a questa “deregolamentazione”, i privati che si sono affidati a visite mediche a distanza sono passati da 11mila a settimana a oltre 650mila a settimana (dato fornito dallo stesso Trump in conferenza stampa). Un altro settore dell’universo digitale che ha sperimentato una rapida diffusione è quello dei pagamenti digitali, capaci di soppiantare buona parte delle transazioni prima effettuate con il contante, che incideva sul 75% dei pagamenti effettuati in Europa prima del Covid. Non sorprende, quindi, che un’azienda come Paypal abbia registrato quasi $200 miliardi di transazioni nel primo trimestre dell’anno e mediamente 250mila nuovi utenti ogni giorno del mese di aprile. E con il lancio prossimo di WhatsApp Pay, che consentirà agli utenti di trasferirsi denaro e pagare nei piccoli negozi usando direttamente l’app sul modello della cinese WeChat Pay, il segmento dei pagamenti digitali, più veloci ed economici potrebbe vivere una fase di ulteriore accelerazione.Per concludere, la robotica, l’automazione industriale e le stampanti 3D diverranno centrali nelle nuove filiere produttive, più regionali e meno globali, che si stanno formando come reazione allo shock prodotto dalla pandemia, ma anche dalle precedenti tensioni commerciali sino-americane. I Megatrend sono numerosi e variegati, in quanto sempre più complesse e articolate sono diventate le nostre vite quotidiane, ma presi tutti insieme ci forniscono le basi su cui costruire il nuovo mondo post-Covid.

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Alex Britti torna a suonare Live

Posted by fidest press agency su venerdì, 17 luglio 2020

Roma sabato 18 luglio, con inizio alle ore 21.00 alla Cavea dell’Auditorium Parco della Musica Alex Britti proporrà una scaletta completa che andrà dai suoi più grandi successi fino agli ultimi singoli, spaziando tra atmosfere che conservano il sapore blues e jazz che hanno sempre contraddistinto l’artista.In questi mesi di pandemia, Alex non si è mai fermato, i live arrivano dopo la pubblicazione di due singoli “Brittish” prodotto da Salmo e “Una Parola Differente” uscito il 24 maggio 2020. Tra le due pubblicazioni, Alex, ha svolto lezioni di chitarra online per raccogliere fondi per l’ospedale Niguarda e in occasione del concerto del Primo Maggio, si è esibito, di notte, in una suggestiva Piazza San Giovanni completamente deserta, interpretando Hey Joe di Jimi Hendrix.Il tour prosegue il 29 luglio al Parco delle rose di Grado (Gorizia) e il 31 luglio al “Pistoia blues” in Piazza Duomo.Sul palco, con Alex, saliranno: Davide Savarese (batteria) – Matteo Pezzolet (basso) – Benjamin Ventura (tastiere) – Cassandra de Rosa e Oumy N’diaye (cori).www.ticketone.it Tutte le informazioni sull’accesso e la permanenza in Cavea per lo spettacolo sono disponibili al seguente link: https://bit.ly/RegolamentoAccessoCavea2020
Parterre Numerato € 40,00, Tribuna Centrale Numerata , Tribuna Centrale Balaustra.Tribuna Mediana Numerata e Tribuna Mediana Balaustra € 30,00

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Osservatorio Anbi sullo stato delle risorse idriche

Posted by fidest press agency su venerdì, 17 luglio 2020

E’ ancora lunga la stagione calda in Puglia e Basilicata, dove si guarda con crescente preoccupazione il diminuire delle scorte idriche nei bacini: indicativamente stanno calando di un milione e mezzo di metri cubi al giorno, segnando un deficit, rispetto al 2019, di oltre 60 milioni in Lucania e di oltre 70 milioni nella regione del Tavoliere; continuando questo trend ed in assenza di piogge significative pare inevitabile una contrazione negli apporti irrigui, ormai indispensabili per produrre agricoltura di qualità in regioni, altrimenti vittime della siccità e, in alcune zone, anche del crescente rischio desertificazione come la Sicilia, i cui bacini contengono circa 70 milioni di metri cubi d’acqua in meno rispetto all’anno scorso. Nel Meridione, rimane un’oasi la Calabria (con circa 11 milioni di metri cubi, la diga Sant’Anna è al top del recente quadriennio), mentre in Campania scendono i livelli dei fiumi Volturno e Sele. A rendere noti questi trend è l’Osservatorio ANBI sulle Risorse Idriche, che indica anche come le portate del fiume Po siano praticamente dimezzate in una settimana, pur rimanendo ancora superiori allo scorso anno.
Nel Nord Italia, a fungere da calmiere, sono solo i grandi laghi, i cui livelli sono tutti in discesa e solo il Garda rimane superiore alla media del periodo. Restano, per ora, costanti i fiumi lombardi (Adda, Mincio, Brembo, Chiese, Ticino), così come l’Adige, mentre calano gli altri, principali fiumi veneti (Brenta, Piave, Livenza), ad eccezione del Bacchiglione. Rimane “a macchia di leopardo” la situazione dei corsi d’acqua in Emilia Romagna con Savio, Panaro, Reno, Nure, Enza sopra la media del periodo, ma Secchia, Taro e Trebbia largamente deficitari anche rispetto all’anno scorso. Nel Centro Italia, nonostante le cospicue piogge di Giugno sull’Umbria (117 millimetri), il livello della diga Maroggia (3,90 milioni di metri cubi su una capacità di Mmc 5,80) resta inferiore a quello dei due anni precedenti. Analogo è il trend degli invasi marchigiani (attualmente trattengono circa 46 milioni di metri cubi su una capacità di oltre 65 milioni) ed anche del bacino del Bilancino, in Toscana, dove Giugno è risultato più piovoso della media, soprattutto su Massa, Pisa e Livorno con precipitazioni addirittura raddoppiate (sul grossetano e sul fiorentino, però, è piovuto meno del solito). In Sardegna, infine, i bacini segnano un confortante 77,68% della capienza, ma era 80,27% un anno fa.

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Può il DNA essere considerato la nuova frontiera del backup dei dati?

Posted by fidest press agency su venerdì, 17 luglio 2020

A cura di Michael Cade, Senior Global Technologist, Veeam.I dati sono l’elemento comune che sta alla base di tutto ciò che fanno le aziende. Sia che si tratti di gestire le attività quotidiane che tutti noi diamo per scontate, sia che si tratti di fornire nuovi insight che determinano il nostro modo di pensare rispetto ad alcuni dei più grandi quesiti dell’umanità, i dati aumentano e rafforzano l’intelligenza umana.
Un’alternativa agli attuali dispositivi di storage potrebbe essere la memorizzazione dei dati basata sul DNA. Il DNA – grazie al suo ruolo fondamentale di creare la vita – offre due grandi vantaggi: è ultra-compatto e facilmente riproducibile. Secondo la rivista New Scientist, un grammo di DNA può potenzialmente contenere fino a 455 exabyte di dati, cioè più di tutti i dati digitali attualmente disponibili nel mondo. E, sebbene il DNA sia piuttosto fragile, se conservato nelle giuste condizioni può rilevarsi estremamente affidabile. Resti fossilizzati di migliaia di anni fa sono stati trovati con il DNA ancora intatto. La longevità delle videocassette e dei CD non è paragonabile, e quindi, dal punto di vista dell’archiviazione e del backup, potrebbe essere il materiale perfetto.I progressi tecnologici promettono bene, pensiamo ad esempio a quanto fatto dai ricercatori di Microsoft e dell’Università di Washington che, l’anno scorso, hanno sviluppato il primo dispositivo al mondo per l’archiviazione del DNA, in grado di eseguire automaticamente l’intero processo. Utilizzando il dispositivo, i ricercatori hanno codificato la parola ‘ciao’ nel DNA e sono stati in grado di convertirla in dati leggibili da un computer.
Nella corsa alla ricerca del supporto del futuro per la memorizzazione dei dati, il vetro è un altro materiale in gara. Project Silica di Microsoft, ad esempio, utilizza il vetro di quarzo come supporto di memorizzazione. I laser modificano in modo permanente la struttura del vetro, rendendo possibile l’archiviazione di dati che possono poi essere letti da algoritmi di machine learning. Occupando una frazione dello spazio, e non richiedendo uno storage climate-controlled o altra manutenzione tipica dei supporti di archiviazione, rappresenta un’incredibile opportunità per le attività di backup e l’archiviazione.Il business del backup potrebbe essere trasformato dal DNA. Gli archivi e i data center – e le loro immense dimensioni fisiche – potrebbero essere eliminati. La conoscenza umana potrebbe un giorno essere memorizzata su un supporto osservabile solo con un microscopio. E mentre generiamo sempre più dati, raggiungendo il limite di capacità di archiviazione delle attuali tecnologie, il valore di soluzioni alternative non potrà che aumentare. Tutti gli sforzi che si stanno facendo nell’ambito del backup potrebbero trovare soluzione in un unico record, creato una sola volta, che dura ben oltre ogni memoria vivente. La prossima generazione di tecnologie di storage è per certi versi già qui – dobbiamo solo imparare a sfruttarla.

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Sport estivi e infortuni agli arti inferiori

Posted by fidest press agency su venerdì, 17 luglio 2020

La quarantena è ormai un ricordo per gli italiani e l’estate rappresenta la giusta occasione per cercare di tornare alla normalità dedicandosi ai più amati sport da spiaggia e in acqua come nuoto, beach volley, surf, wakeboarding e stand up paddle. Attività sportive ricercate, ma al tempo stesso fonti di lesioni e traumi, soprattutto dopo un prolungato periodo di lockdown che ha visto il prevalere di sedentarietà e regimi alimentari scorretti. Stando a un recente ricerca dall’American Physical Therapy Association, infatti, il rischio d’infortuni agli arti inferiori e legato agli sport estivi è in aumento del 45%. Scenario allarmante che interessa ad esempio le 23 milioni di persone in tutto il mondo che praticano surf, secondo un’indagine dell’International Surfing Association (ISA), e gli oltre 5 milioni di Italiani che secondo l’ISTAT prediligono il nuoto come sport in estate. Quella degli sport estivi è una vera e propria tendenza social: basti pensare che su Instagram sono oltre 2 milioni i post con l’hashtag #watersports e oltre 44mila i post con l’hashtag #summersports. Un trend che riguarda anche numerose celebrities: da Chris Hemsworth a Cameron Diaz, amanti del surf, da Vanessa Hudgens a Kate Hudson, innamorate del trekking estivo, fino ad arrivare a Leonardo DiCaprio, amante del beach volley. Ma quali sono le raccomandazioni per evitare gli infortuni più comuni e curarli al meglio? Secondo gli esperti la prevenzione inizia prima di partire, sottoponendosi a un check up fisico completo e ad una valutazione della postura, e continua a tavola con un regime alimentare equilibrato. Una volta in viaggio diventa fondamentale idratare la pelle, eseguire esercizi di riscaldamento muscolare volti a rafforzare glutei e addominali e indossare attrezzature sportive idonee. Per recuperare in tempi rapidi da traumi e lesioni, infine, un valido aiuto arriva dalla laserterapia Theal Therapy di Mectronic. Per curare in tempi rapidi lesioni e traumi, infine, un valido aiuto arriva dalla Theal Therapy e dalla sua tecnologia laser che massimizza gli effetti terapeutici e si adatta al fototipo di ciascun individuo, garantendo un’azione termocontrollata e personalizzata”. Ma quali sono gli infortuni più frequenti legati agli sport estivi? Secondo la National Health Association il più pericoloso risulta essere il surf con il 67% di trauma cranici, 20% di lacerazione agli arti inferiori e 13% di contusioni. A seguire il beach volley che, se praticato in maniera scorretta, può dar vita a lussazioni alle spalle (50%), microtraumi ai gomiti (32%), e fratture delle dita (18%). Ma non esistono soltanto i traumi da spiaggia perché sempre più appassionati decidono di praticare attività fisica ad alta quota, praticando trekking, jogging e mountain bike. In questo caso i traumi più frequenti riguardano le distorsioni alle caviglie (43%), dovuti all’instabilità del terreno, strappi muscolari alla schiena (36%), causati da un carico di lavoro eccessivo a danno della colonna vertebrale, e fratture delle falangi dei piedi (21%), dovute a un errato utilizzo dei bastoncini da trekking.

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Regione Lombardia: I camici bianchi dei pentastellati

Posted by fidest press agency su venerdì, 17 luglio 2020

Provocazione dei consiglieri regionali del M5S Lombardia che si sono presentati in Consiglio regionale con dei camici bianchi per richiamare l’attenzione sull’inchiesta sulla fornitura di dispositivi di protezione per oltre mezzo milione di euro da parte di Dama Spa, l’azienda di cui è titolare Andrea Dini, il cognato e proprietaria del 10 per cento della quote la moglie del governatore Attilio Fontana.Massimo De Rosa, capogruppo del M5S Lombardia, dichiara: “Portiamo in aula con orgoglio i camici infangati dal Presidente della Lombardia Fontana e dalla sua Giunta. Sono il simbolo del sacrificio, del coraggio e della generosità di migliaia di medici, infermieri e del personale sanitario tutto che lottato in prima linea contro Coronavirus, salvando vite umane e alleviando le sofferenze di chi purtroppo è venuto a mancare.Da una parte la Lombardia che ha lavorato, che ha fatto tutto il possibile per il bene dei malati e per la comunità, dall’altra chi avrebbe invece avuto il dovere di gestire l’emergenza ma, stando a quanto sembrerebbe emergere dalle notizie che filtrano in questi giorni, era intento a pensare a tutt’altro.Di questo Fontana e la sua Giunta devono riferire e chiarire ogni aspetto in aula, davanti a consiglieri e cittadini, anche sulla base della richiesta formale che abbiamo presentato.Fontana ci dica se è in grado di andare avanti, garantendo alla Lombardia il governo che merita, e se il suo assessore al Welfare abbia o meno ancora la sua fiducia. Chiediamo anche che i vertici della centrale acquisti regionale ARIA vengano in Commissione a riferire di quanto accaduto nella catena di comando. La nostra protesta vuole sottolineare ancora una volta lo stato d’animo dei cittadini lombardi che faticosamente stanno provando a ripartire, a riaprire il proprio negozio, a tornare al proprio lavoro e alla proprie abitudini.Cittadini stanchi dell’ennesimo teatrino indegno di questa amministrazione capace solo di rinnegare i propri errori. Alla Magistratura va il nostro incondizionato sostengo e il dovere di andare fino in fondo”.

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In libreria «A schema libero» dei Lou Palanca

Posted by fidest press agency su venerdì, 17 luglio 2020

50 anni fa, il 14 luglio 1970, un corteo di appena sei cittadini muove dal quartiere Santa Caterina verso il centro di Reggio Calabria. È l’avvio, la prima scintilla di quelli che saranno conosciuti come i “moti di Reggio”, la più lunga rivolta urbana dalla fine della seconda guerra mondiale, che tennero l’Italia col fiato sospeso dal luglio 1970 febbraio 1971.Come in un avvincente docufiction, quei drammatici giorni sono narrati nel romanzo del collettivo “a geometria variabile” Lou Palanca «A schema libero» che Rubbettino rilancia in libreria, a distanza di qualche anno dall’uscita, proprio in occasione del cinquantenne dalla rivolta.«A schema libero» non è però solo un racconto che ha sullo sfondo i fatti di cinquant’anni fa, ma rappresenta anche una formidabile inchiesta su quello che quelle vicende hanno rappresentato e rappresentano per la storia repubblicana del nostro Paese.Dunque non solo una storia calabrese e non solo una storia di cui è bene fare memoria. Continuano i Lou Palanca:
«Raccontiamo storie che partono o passano dalla Calabria ma volgono lo sguardo a temi che trascendono i confini della regione. Lo facciamo normalmente traendo spunto dalla realtà storica, come nel caso di “A schema libero”, romanzo con il quale abbiamo voluto raccontare di Reggio Calabria, della sua bellezza struggente e delle sue contraddizioni dilanianti, e di una vicenda lunga cinquant’anni, con le ombre che dalla stagione dei boiachimolla si proiettano fino ai giorni attuali».
A partire dai fatti della più lunga rivolta urbana d’Europa, quella che infiammò Reggio Calabria tra il 1970 e il 1971, A schema libero ripercorre le trame oscure che hanno innervato la storia d’Italia nell’ultimo mezzo secolo. Dopo la strana morte – avvenuta in anni recenti – di una dirigente del Comune di Reggio Calabria, prendono avvio il gioco della memoria di un ex uomo dei Servizi e l’inchiesta di una giovane giornalista. Emerge così, sotto una nuova luce, il contesto della rivolta che sancì l’alleanza fra neofascismo, massoneria, ’ndrangheta, apparati di sicurezza deviati e uomini politici. Ma quando ogni tassello sembra aver trovato l’esatta collocazione, e il grande enigma risolto, le ombre del passato tornano ad allungarsi sul presente in un incalzare di pericolose scoperte, omicidi, fughe, torbidi intrecci e registrazioni scottanti. Alle due voci protagoniste si aggiunge infine quella dolente e disincantata del professor Dattilo, appassionato di storia locale, cui spetta il compito di tirare le somme. Un romanzo illuminante, potente, amaro, che compone nello stesso quadro la controstoria di Reggio, della Calabria e dell’Italia intera.

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50esima edizione del Giffoni Film Festival

Posted by fidest press agency su venerdì, 17 luglio 2020

Sergio Castellitto sarà ospite, sabato 29 agosto, della 50esima edizione del Giffoni Film Festival per incontrare i masterclasser della sezione CULT e ricevere il premio speciale #Giffoni50.Insignito per ben tre volte del David di Donatello (Il grande cocomero di Francesca Archibugi, Non ti muovere che lo ha visto anche nelle vesti di regista e Tre colonne in cronaca di Carlo Vanzina) è stato già ospite del Festival nel 2009, in occasione della 39esima edizione, per un viaggio nella creatività e nell’espressione artistica. Castellitto, che nel 1999 è passato dietro la macchina da presa con Libero Burro, ha negli anni ricoperto differenti ruoli sia per il cinema che per la televisione, dando sempre prova di grande professionalità e di rara versatilità. Strepitoso Joe Morelli in L’uomo delle stelle di Giuseppe Tornatore (premio speciale della giuria alla 52esima Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia) e iconico quanto malvagio re Miraz, l’usurpatore del trono dei Telemarini, in Le cronache di Narnia: il principe Caspian di Andrew Adamson.L’attore romano si è fatto notare anche per la sua abilità dietro la macchina da presa (tra i tanti titoli, il commovente Nessuno si salva da solo tratto dal romanzo di Margaret Mazzantini). Per il piccolo schermo ha interpretato diversi film tra cui: Il grande Fausto (Coppi) di Alberto Sironi (1993); Il Priore di Barbiana (Don Milani) di Antonio e Andrea Frazzi (1997); Padre Pio di Carlo Carlei (1999) e Ferrari (2001) sempre per la regia di Carlo Carlei, prodotto da Angelo Rizzoli per Mediaset. Per la regia di Maurizio Zaccaro, è il protagonista del film Il Sindaco pescatore, trasmesso da Rai 1 nel 2016. Gli amanti delle serie tv lo hanno adorato nei panni di Giovanni Mari, lo psicanalista della serie culto In Treatment, andata in onda su Sky a partire da aprile 2013 conclusasi a marzo 2017 con la terza stagione.

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Recovery Fund

Posted by fidest press agency su venerdì, 17 luglio 2020

Letta (ex presidente del Consiglio), a 24 Mattino su Radio 24: “Italia ha disperato bisogno che si chiuda subito” “Noi abbiamo disperatamente bisogno che non si ritardi, che non si vada alle calende greche per chiudere il negoziato, che il Consiglio Europeo di venerdì e sabato arrivi ad una soluzione, al massimo ad inizio settimana prossima la partita sia chiusa. Noi abbiamo bisogno di tempi stretti, e la cosa è condivisa da Merkel e Conte”. Così Enrico Letta, ex presidente del Consiglio, a 24 Mattino di Simone Spetia e Maria Latella su Radio 24 a proposito della trattativa europea sul cosiddetto Recovery Fund. Letta aggiunge: “Certo, l’Italia ha una serie di posizioni sulle modalità e le forme con le quali queste risorse saranno applicate, ma guardiamo la sostanza: stiamo parlando di una quantità di risorse immense, che non abbiamo mai visto, e forse mai più rivedremo, la questione essenziale è che tutto questo avvenga, che ci sia, che non venga bloccato in fase di implementazione e che l’accordo tra i paesi europei ci sia. Oggi la Germania ha una posizione diversa rispetto a 10 anni fa, oggi ha una posizione vicina a quella di Francia, Italia, Spagna, ma tutto questo si deve applicare, altrimenti passeremo i prossimi mesi con grandissime difficoltà, le nostre imprese hanno bisogno di risorse e nel nostro sistema c’è bisogno che le risorse finanziare circolino rapidamente”.

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Confirmo, la prima app che rende consapevole la firma digitale

Posted by fidest press agency su venerdì, 17 luglio 2020

Confirmo è una start up tutta italiana che ha ideato e realizzato il modo digitale attraverso cui verificare e certificare la comprensione di un documento prima di firmarlo. Si tratta di un’app, la prima nel suo genere, che permette all’utente di interagire, assistendolo durante il percorso di apprendimento delle informazioni e testando se queste ultime siano state recepite correttamente. I campi di applicazione sono diversi: dai consensi informati in ambito sanitario a quelli per il trattamento dei dati personali, dai prospetti informativi ai contratti e documenti nei settori bancario e assicurativo.Confirmo ha l’obiettivo di digitalizzare i processi relativi al consenso consapevole di un documento da firmare, favorendo maggiore comprensione, trasparenza e tutela legale. Grazie a tecnologie multimediali e di intelligenza artificiale, l’app fornisce agli utenti che devono sottoscrivere, per esempio, un consenso informato, un contratto, un’informativa o una liberatoria, tutte le informazioni utili, certificandone la reale comprensione prima di apporre la firma digitale.Complessivamente, si registrano oltre 100.000 cause di reclamo all’anno nei diversi ambiti tra sanità, banche e assicurazioni, per problemi legati alla comprensione di documenti o al processo di comunicazione tra utenti e operatori.La start up è stata creata da giovani professionisti esperti nello sviluppo di software, strategie digitali e user experience. Marco Cappellini, esperto in digital transformation, ne è il fondatore.Confirmo ha ad oggi erogato oltre 60.000 documenti firmati con successo, nel 98% dei casi terminati dagli utenti con feedback positivo e di questi nessuno ha attivato reclami o cause. Il mercato a cui si rivolge è molto ampio: si tratta di tutte quelle organizzazioni che hanno necessità di far firmare consapevolmente ogni sorta di documentazione. Nel mondo vale oltre 50 miliardi di euro, in Europa 7 miliardi mentre in Italia siamo a 750 milioni di euro dei quali Confirmo conta di conquistare il 2% nei prossimi tre anni.

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