Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 259

Archive for 2 luglio 2020

L’Italia e gli equilibri geopolitici

Posted by fidest press agency su giovedì, 2 luglio 2020

Di tanto in tanto il cronista politico pone alla nostra attenzione la tendenza di Matteo Salvini di assecondare le “trame” di Putin nei confronti dell’Italia, ventre molle dell’Unione europea e sul punto di far traballare quest’ultima con tutte le sue contraddizioni. Sull’altro versante opera Luigi Di Maio, enfant prodige dei pentastellati e al secolo ministro degli esteri, che non nasconde le sue simpatie per i cinesi e il suo leader carismatico Xi Jinping, dallo sguardo dolce e amabile.
Due leader indubbiamente prestigiosi e autorevoli entro e fuori le mura dei loro palazzi. Lo stesso cronista, forse in termini più velati, ci fa notare che l’Europa comunitaria non gode degli stessi qualificanti attributi da parte dei suoi leader. E un’Europa debole, divisa e litigiosa avrebbe un bisogno vitale di una guida sicura e determinata anche a costo di perdere qualche pezzo della sua collana.
Se scendiamo nel dettaglio l’esclusione della Russia da una comunità Europea che vada dal Portogallo e fino ai confini asiatici della Federazione russa ci sembra innaturale. Tanto vale, avevamo tempo addietro argomentato in proposito, sdoppiare l’Europa in due distinte entità. Quella che ci interessa come Italiani dovrebbe riguardare i paesi che dalla sponda europea a quella africana e asiatica si affacciano sul Mediterraneo. Solo con la Federazione russa e con il silenzio assenso dei cinesi sarebbe possibile mettere in cantiere questo progetto.
Al tempo stesso non possiamo pensare ad alleanze come quella che fa capo alla Nato che hanno riguardato un momento storico che non esiste più. Noi dobbiamo ragionare su un futuro diverso da quello paventato dai nostri padri. Non possiamo guerreggiare per destabilizzare sotto l’effetto delle bombe interi paesi e trasformare nazioni come l’Irak, la Siria e la Libia in un cumulo di macerie fumanti.
Dobbiamo recuperare e rivitalizzare quelle parti del mondo sofferenti perché, con sette miliardi di abitanti e che nel 2050 arriveranno a nove miliardi, ciò che ci manca è proprio lo spazio vitale e una riorganizzazione delle risorse per evitare ciò che in parte sta già accadendo con milioni di persone che muoiono di fame e di malattie. Per non dire altro. (Riccardo Alfonso)

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Musica sacra da Bach a Pergolesi

Posted by fidest press agency su giovedì, 2 luglio 2020

Roma venerdì 3 luglio alle 21.00 al Teatro Tor Bella Monaca in via Bruno Cirino. Con Bach, Vivaldi e altri grandi compositori del Settecento si chiude il ciclo di tre concerti con cui Roma Sinfonietta ha voluto recuperare alcuni dei più importanti momenti della sua stagione, saltati per il lockdown. Protagonisti del concerto sono tre dei migliori cantanti italiani per il repertorio barocco, il soprano Sabrina Cortese, il contralto Lucia Napoli e il basso-baritono Roberto Abbondanza, insieme all’Ensemble Roma Sinfonietta, formato da un piccolo gruppo di strumenti ad arco più oboe e clavicembalo.
Interamente dedicato alla musica sacra, il concerto inizia con Salve Regina di Giovan Battista Pergolesi, un genio scomparso all’età di appena ventisei anni, che aprì le porte a quella melodiosità distesa ed espressiva che sarebbe rimasta per due secoli il segno distintivo dell’opera italiana. Portò questo stesso coinvolgimento emotivo anche nella musica sacra, come dimostrano il famosissimo Stabat Mater e il meno famoso ma non meno intenso e ancor più concentrato Salve Regina, ora affidato alla splendida voce di Sabrina Cortese.
Se Pergolesi è l’esponente forse più famoso della scuola napoletana, Antonio Vivaldi lo è della scuola veneziana. Noto oggi soprattutto per la sua musica strumentale, fu anche un grande compositore di musica sacra: ne dà una dimostrazione il suo Stabat Mater, eseguito dalla rara voce di vero contralto di Lucia Napoli. Questo brano è stato usato, in un contesto ovviamente molto diverso da quello previsto dal compositore, come colonna sonora del film Il talento di Mr. Ripley (1999) di Anthony Minghella.Si prosegue con Johann Sebastian Bach, che fu un grande ammiratore sia di Pergolesi, di cui rielaborò in tedesco lo Stabat Mater, sia di Vivaldi, di cui trascrisse numerosi Concerti. Del Kantor di Lipsia si ascolterà Ich habe genug, una delle più belle e commoventi tra le sue duecento cantate sacre superstiti. Basata principalmente sul Vangelo secondo Luca, questa cantata fu composta a Lipsia nel 1727 per la festa della Purificazione di Maria, dunque è dedicata alla figura della madre di Gesù, come gli altri brani del concerto. La interpreta ora Roberto Abbondanza, la cui voce è particolarmente adatta a questa musica raccolta e intensa. L’oboe solista è Antonio Verdone.Conclude il concerto un altro Salve Regina, quello di Alessandro Scarlatti, proponendo così un raffronto tra questo compositore, considerato il fondatore della scuola napoletana, e il suo successore di cinquant’anni più giovane, cioè Pergolesi. Alessandro Scarlatti si dimostra più severo, meno commovente ma non meno drammatico. Lo interpretano Sabrina Cortese e Lucia Napoli.
Saranno rigorosamente rispettati il distanziamento sociale, l’obbligo della mascherina e le altre le regole per la prevenzione del corona virus.I biglietti si possono acquistare al costo di € 10,00 (€ 7,50 per gli over 65; € 5,00 per gli studenti), prenotandoli telefonicamente allo 06 2010579.Per questo concerto sono validi gli abbonamenti alla stagione concertistica dell’Università di Roma “Tor Vergata”, ma comunque gli abbonati devono assolutamente prenotare il loro posto telefonando allo 06 2010579 (lunedì – venerdì dalle 11 alle 19.30).

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I saggi della Regione Lombardia

Posted by fidest press agency su giovedì, 2 luglio 2020

“Anche Maroni aveva i suoi saggi e si è visto come è andata a finire. Con le nomine politiche tutto si trasforma in farsa. Un comitato di esperti che affianca la politica poteva essere condivisibile come metodo, ma per funzionare doveva essere assolutamente indipendente e coinvolgere tutte le professionalità nel settore. Proprio per questo, avevamo chiesto l’istituzione di un comitato tecnico consultivo per la riforma della sanità, con un ordine del giorno proposto al Consiglio regionale. Andava previsto il coinvolgimento di tutte le parti: dagli ordini professionali coinvolti, all’università fino alla società civile. Il centro destra non l’ha voluto nemmeno discutere.
Basta chiedere all’uomo della strada per sapere che per migliorare la sanità lombarda occorre potenziare quella pubblica. Non vorrei che questo comitato di soccorso alla Giunta Fontana continuasse sulla strada tracciata da Formigoni privilegiando la sanità privata a discapito di quella pubblica per interessi di bottega. La riforma deve avere al primo punto il potenziamento della sanità pubblica lombarda. È ora di finirla di considerare la nostra salute un business”, così Marco Fumagalli, capogruppo del M5S Lombardia, commenta la presentazione del “Comitato dei saggi per l’evoluzione del sistema sanitario lombardo”.

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Festival Francescano

Posted by fidest press agency su giovedì, 2 luglio 2020

Bologna. Il Festival Francescano 2020 ci sarà, dal 25 al 27 settembre. La XII edizione del Festival organizzato dal Movimento Francescano dell’Emilia-Romagna sarà un’edizione Extra, prevalentemente digitale e con un cuore di eventi in presenza da Bologna. La tematica principale che si affronterà sarà quella economica, tenendo conto del nuovo contesto causato dal Covid-19. Seguendo il Manifesto scientifico pubblicato già nei mesi scorsi, l’edizione Extra del Festival cercherà di leggere la crisi attuale con le lenti del carisma francescano, per dare orizzonti di senso e concreti indirizzi per una ricostruzione economica e sociale più umana, inclusiva e sostenibile.
Novità di quest’anno sono le modalità e i luoghi del Festival. Non più una unica piazza, Piazza Maggiore a Bologna, ma tante piazze: soprattutto le piazze digitali, del web. Tutti gli eventi in presenza a Bologna saranno trasmessi in diretta streaming, mentre tanti altri eventi saranno pensati esclusivamente per il web. Con questa nuova modalità, il Festival potrà diffondersi in tutta Italia: chi vorrà, potrà ritrovarsi in gruppo e vivere in diretta i contenuti di questa edizione extra, creando piccoli eventi diffusi, nel rispetto delle norme sanitarie vigenti.Come ogni anno, a sostenere il Festival, ci saranno diversi sponsor e la comunità degli Amici del Festival, oggi ancor più preziosa e fondamentale: un insieme di persone che si fanno portavoce dei valori francescani contribuendo economicamente alla manifestazione.Un Festival diverso rispetto al passato, ma che vuole, con la sua presenza rinnovata, essere segno di speranza e occasione concreta di incontro. Un Festival consapevole, oggi più che mai, dell’importanza e dell’urgenza di portare il messaggio di san Francesco d’Assisi nelle piazze, anche digitali, del nostro tempo, tra la gente.

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TAR Bologna riammette in servizio il carabiniere destituito per i tatuaggi

Posted by fidest press agency su giovedì, 2 luglio 2020

(GRNET:IT) Il TAR dell’Emilia Romagna – presiedente Andrea Migliozzi, estensore Paolo Amovilli – ha riammesso in servizio un Appuntato dei Carabinieri destituito il 4 marzo scorso per il semplice possesso di tatuaggi (sentenza). Il TAR, ha accolto il motivo di impugnazione prospettato dai legali del carabiniere – gli avvocati Giorgio e Giovanni Carta – riguardante il difetto di proporzionalità della sanzione comminata rispetto alla condotta censurata «dal momento che, anche ove i tatuaggi per le relative dimensioni siano obbiettivamente deturpanti della persona, non si ravvisa per ciò solo il venir meno del rapporto fiduciario con l’Amministrazione e la ragionevolezza della massima sanzione espulsiva bensì i presupposti per l’applicazione di una sanzione più mite»;Il TAR ha aggiunto che «la condotta addebitata seppur non di lieve entità non appare inadempimento di gravità tale da non consentire la prosecuzione del rapporto, tenuta in considerazione sia la possibilità di impiego del ricorrente presso unità operative ove non è imposta l’uniforme a maniche corte sia della stessa rimozione ove volontaria dei tatuaggi».
«La sentenza del TAR Emilia Romagna – ha dichiarato l’avvocato Giorgio Carta – fa tirare un sospiro di sollievo a tutti quei militari che, negli ultimi mesi, dopo decenni di tolleranza da parte dell’Amministrazione, si sono trovati improvvisamente sottoposti a procedimenti disciplinari di stato per un comportamento assolutamente diffuso in tutte le polizie del mondo e, comunque, facilmente superabile dall’uso della divisa con maniche lunghe. Nel caso di specie, il ricorrente era giudicato da anni “superiore alla media” dai suoi stessi superiori e si era trovato d’improvviso licenziato dall’Arma pur essendo stato utilmente impiegato, durante tutta la durata del procedimento disciplinare, nel nucleo Tribunali con le maniche lunghe. Auspico che i procedimenti disciplinari attualmente in corso nei confronti di altri carabinieri tatuati tengano conto della importante affermazione di principi del TAR Emilia-Romagna».«Apprendiamo con soddisfazione della sentenza del Tar Emilia Romagna che ha reso Giustizia al collega destituito dall’Arma dei Carabinieri per essersi fatto alcuni tatuaggi in zone visibili del corpo. Abbiamo sempre sostenuto che la sanzione della destituzione per via di tatuaggi visibili, ledesse il principio di proporzionalità e ragionevolezza della sanzione e che la normativa interna dell’Arma “sconsigli” i tatuaggi, ma non li vieti. Anzi, tale pratica è diffusissima anche tra gli Ufficiali.».Così Massimiliano Zetti, Segretario generale del Nuovo Sindacato Carabinieri. «In mancanza di chiari divieti, è inammissibile che solo nella Legione Carabinieri Emilia Romagna, negli ultimi tempi, sia divampata una caccia alle streghe nei confronti di chi esibisce i tatuaggi. Chiediamo quindi che anche altri gli procedimenti disciplinari, seguiti dal nostro Pool Disciplina e pendenti sempre in Emilia Romagna per i tatuaggi, vengano archiviati in autotutela. Credo che la scala gerarchica dovrebbe occuparsi di altri gravi problemi che attanagliano quella Legione, piuttosto che di tatuaggi. Un pensiero finale va al Consulente Legale del nostro Sindacato, Avvocato Giorgio Carta, che ancora una volta si è schierato in prima linea nella difesa dei diritti dei Carabinieri.» (GRNET:IT).

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Covid-19, certificati di guarigione e per la quarantena

Posted by fidest press agency su giovedì, 2 luglio 2020

Riammettere al lavoro ex contagiati Covid e far avere l’indennità di malattia Inps a chi è in quarantena: se nel primo caso il medico di famiglia non deve certificare, nel secondo gli spetta, e ci sono novità. Si ripropone dunque la necessità di un ripasso della disciplina.Certificati per la quarantena – La pandemia prefigura più situazioni che tengono un assistito lontano dal lavoro: la quarantena obbligatoria, tipica del contatto stretto di un paziente Covid-19, e la permanenza domiciliare fiduciaria di un residente in area ad alto contagio. C’è poi il caso del paziente positivo al tampone, che prevede isolamento fiduciario con denuncia di malattia infettiva, e del paziente venuto in contatto con il virus in quanto positivo IgG al test sierologico e in attesa di tampone, che è posto in isolamento fiduciario. In questi casi serve il certificato di malattia. Il periodo di quarantena lo stabilisce il Dipartimento di prevenzione dell’Asl in forza del decreto legge 18/2020 entrato in vigore il 17 marzo. Da quella data fino a fine emergenza (31 luglio) è la documentazione Asl a far scattare il diritto all’indennità Inps. Invece per il periodo ante- 17 marzo, partendo dal 31/1 (inizio emergenza), basta il certificato del medico di famiglia a far scattare l’erogazione dell’indennità o in alternativa il certificato del solo Sisp dell’Asl. La procedura attuale è che il Mmg riceve nota dall’Asl che il suo assistito è in quarantena per tot giorni e redige il certificato di malattia e l’attestato per il datore di lavoro, se non è informato la comunicazione all’Inps è a cura del paziente. A fare un po’ d’ordine è il messaggio Inps 2584 che spiega il Dl 18 ed estende la tutela della malattia ai periodi di quarantena obbligatoria e permanenza fiduciaria a casa. Sono esclusi da questo regime i lavoratori autonomi e i subordinati iscritti alla gestione separata Inps, mentre per i dipendenti pubblici, la situazione è analoga, ma è regolata dal decreto legge 9 cui il messaggio Inps non fa riferimento.Certificazione di guarigione – Le aziende da aprile hanno iniziato a chiedere ai curanti di loro dipendenti usciti dal Covid-19 di certificare l’avvenuta guarigione. Ci vuole l’esito del tampone (ora, dice l’Oms, singolo) per dire che il paziente non solo è uscito dalla malattia ma non è più contagioso. Il medico di famiglia non è autorizzato da alcuna norma a redigere questi certificati, spiega in una nota Florindo Lalla medico legale del Tribunale dei diritti del medico e del malato in Abruzzo, «inoltre la malattia, ancora soggetta a studi clinici, ha caratteristiche tali da ignorare se, alla negativizzazione dei tamponi abbia lasciato reliquati nei distretti colpiti ed in quale misura». «La procedura Inps telematica – osserva Lalla – non prevede la certificazione di guarigione a fine prognosi; con tale termine si indica la fine della malattia che ha impedito il lavoro ma non l’idoneità alla ripresa di quest’ultimo». A decidere l’idoneità è il medico competente, che il decreto legislativo 81/08 obbliga alla sorveglianza sanitaria ed a visitare i lavoratori. Ma in casi particolari e solo in presenza di lavorazioni a rischio. Al medico competente ora, spiega Lalla, «la circolare del Ministero della Salute 29/04/2020 attribuisce anche il compito di effettuare la visita medica precedente alla ripresa del lavoro ai lavoratori affetti da Covid-19 e ricoverati in ospedale, previa presentazione di certificazione di avvenuta negativizzazione rilasciata dall’ Asl». La visita verifica l’idoneità alla mansione e valuta profili specifici di rischiosità, indipendentemente dalla durata dell’assenza per malattia. «In caso di lavorazione non a rischio il dipendente può riprendere l’attività senza ulteriore certificazione». Conferma Guido Marinoni presidente Omceo Bg da un territorio dove più datori di lavoro hanno chiesto ai medici di certificare avvenute guarigioni: «Certificare guarigioni non spetta a noi in ambito Inps; solo nell’infortunistica, ambito Inail, in occasione della chiusura della malattia, al medico si chiede di utilizzare informazioni di cui è a conoscenza. Di fatto impossibile però che il Mmg abbia documentazione di non contagiosità del paziente: il tampone attesta l’assenza del virus in chiave di trasmissibilità solo per il momento in cui è stato praticato; il test sierologico non rileva la eventuale contagiosità del paziente proprio con riferimento al momento in cui è praticato». (Mauro Miserendino – fonte Doctor33)

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Scuola: Supplenze, graduatorie tutte digitalizzate: domani incontro ministero-sindacati

Posted by fidest press agency su giovedì, 2 luglio 2020

A breve, le graduatorie dei docenti precari saranno aggiornate in modalità digitale, anche quelle d’istituto: serviranno per le immissioni in ruolo (poche) e per assegnare le 250 mila supplenze annuali previste a fine estate. Su questo argomento, martedì 30 giugno è previsto un incontro con i sindacati per la presentazione dell’ordinanza che trasformerà le graduatorie d’istituto in provinciali. Potrebbe essere una vera e propria rivoluzione, ha fatto intendere la ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina in una intervista pubblicata su Il Messaggero di Roma: “Stiamo lavorando per aggiornare le graduatorie dei supplenti e per digitalizzarle, cosa che non era mai stata fatta prima. Questo consentirà di avere i docenti di cui abbiamo bisogno e di poterli assegnare più rapidamente”.Marcello Pacifico, presidente Anief: “La maggior parte dei docenti precari si trova nelle graduatorie d’istituto, presto mutate in provinciali, ed è bene che si utilizzano anche per sottoscrivere i contratti a tempo indeterminato e non per le sole supplenze annuali, che anche su posti liberi vengono pure collocate con scadenza 30 giugno 2021. Ecco perché bisogna aprire la ‘call veloce’ a tutte le graduatorie. Si assicurerebbero più immissioni in ruolo e si ridurrebbe la supplentite”.
Prende il via l’iter delle supplenze annuali nella scuola pubblica italiana. Una procedura che quest’anno servirà ad assegnare un numero altissimo di cattedre. Per le immissioni in ruolo, invece, è tutto rimandato al 2021. La rivista Orizzonte Scuola ricorda che il Governo ha già bandito tre concorsi per un totale di 78mila posti: il concorso straordinario secondaria per il ruolo per 32.000 posti; il concorso ordinario secondaria per 33.000 posti; il concorso ordinario infanzia e primaria per 12.863 posti. A questi, si affianca la procedura straordinaria per l’abilitazione. Si tratta di un progetto ambizioso, che però non potrà dare i suoi frutti dal 1° settembre 2020.

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Assicurare sostegno continuo ai siriani e alla regione

Posted by fidest press agency su giovedì, 2 luglio 2020

Bruxelles. Gli alti rappresentanti delle agenzie delle Nazioni Unite per gli affari umanitari, lo sviluppo e i rifugiati hanno chiesto di assicurare solidarietà ai Paesi che accolgono numeri record di rifugiati e sostegno continuo ai programmi ONU volti a salvare vite umane, proteggere famiglie vulnerabili, sviluppare capacità di resilienza in Siria e nella regione, e perseguire soluzioni durature per porre fine alle sofferenze dei civili. Ulteriore urgenza è conferita all’appello dall’impatto devastante del COVID-19 sulle economie, che minaccia di destabilizzare ulteriormente la regione.È previsto che i governi e altri donatori si assumeranno impegni a supporto di un appello da 3,8 miliardi di dollari destinati a finanziare il lavoro umanitario delle Nazioni Unite e dei partner in Siria e di un piano regionale da 6,04 miliardi di dollari per la crisi di rifugiati e la resilienza da implementare nei Paesi limitrofi. Attualmente, i due piani sono finanziati rispettivamente al 30 e al 19 per cento. In Siria, oltre 11 milioni di persone hanno bisogno di aiuti e protezione. Sebbene, nel complesso, le ostilità siano diminuite, persistono tensioni e recrudescenze di violenze nel nordovest, nordest e al sud, tra cui la ripresa di aggressioni a opera di gruppi affiliati allo Stato Islamico.“La prosecuzione del conflitto in Siria corrisponde quasi alla durata della Prima e della Seconda Guerra Mondiale combinate”, ha dichiarato Mark Lowcock, Coordinatore dei Soccorsi d’Emergenza (OCHA). “Un’intera generazione di bambini non ha conosciuto altro che avversità, distruzione e privazioni. Quasi 2,5 milioni di bambini non frequentano la scuola. L’economia è disastrata, milioni di persone sono sfollati, e un numero crescente ridotti alla fame. Domani, la comunità internazionale ha l’opportunità di intervenire. Sottoscrizioni generose, erogate in tempi rapidi, possono aiutare le Nazioni Unite e le ONG umanitarie a restare operative in Siria e assicurare alle persone ciò di cui hanno urgente necessità: cibo, alloggi, servizi medici e protezione”.La metà di quella che era la popolazione nel periodo prebellico – oltre 13,2 milioni di persone – continua a risultare sfollata all’interno o al di fuori del Paese. Si tratta della crisi di più vaste dimensioni su scala mondiale, con 6,6 milioni di rifugiati sparsi in tutto il mondo. La stragrande maggioranza – oltre 5,5 milioni – vive in Turchia, Libano, Giordania, Iraq ed Egitto.Dopo quasi un decennio in cui hanno assicurato accoglienza ad una delle popolazioni più vulnerabili al mondo, i governi dei Paesi coinvolti ora faticano a sostenere la continuità dei servizi a beneficio dei rifugiati. La situazione è aggravata dal disastroso impatto socioeconomico provocato dalla diffusione del COVID-19. Dati recenti rivelano nette recessioni economiche e l’impoverimento vertiginoso dei Paesi di accoglienza. Sono necessari sforzi vigorosi per sostenere le persone più vulnerabili e preservare la stabilità.Milioni di rifugiati hanno perso i propri mezzi di sostentamento, si stanno indebitando e sono sempre più nelle condizioni di non poter soddisfare le esigenze di base. Sono aumentati i rischi che si manifestino casi di lavoro minorile, violenza di genere, matrimonio precoce e altre forme di sfruttamento.“La crisi innescata dal COVID-19 ha prodotto un impatto immediato e devastante sui mezzi di sussistenza di milioni di rifugiati siriani e comunità di accoglienza della regione”, ha dichiarato l’Alto Commissario delle Nazioni Unite per i Rifugiati, Filippo Grandi. “I più vulnerabili – tra cui milioni di rifugiati – hanno perduto il proprio reddito, già misero e precario. Si tratta di persone che stanno inesorabilmente sprofondando nella povertà e nei debiti. La comunità internazionale deve essere unita e offrire sostegno continuo e strutturato ai rifugiati siriani e ai Paesi e alle comunità della regione che li hanno accolti con generosità per anni”.I Paesi vicini hanno continuato a ribadire il proprio impegno ad accogliere rifugiati, ma è necessario che la comunità internazionale assicuri con urgenza un supporto vigoroso e condivisione di responsabilità. In assenza di tali misure, i risultati conseguiti duramente nell’arco degli anni scorsi rischiano di andare persi, provocando conseguenze potenzialmente disastrose sul piano umano e su quello politico.
“La crisi economica si abbatte su una regione già allo stremo, arrestandone completamente lo sviluppo ed esercitando una pressione insostenibile su governi e comunità che accolgono rifugiati”, ha dichiarato Achim Steiner, Amministratore del Programma delle Nazioni Unite per lo Sviluppo (UNDP). “Milioni di persone che solo pochi mesi fa lottavano per non cadere in povertà, ora hanno perso tutti i propri mezzi di sussistenza. Come comunità internazionale, è nostro dovere inviare un forte segnale di solidarietà incrementando il sostegno a favore dei Paesi confinanti che accolgono rifugiati dalla Siria.”
Ad oggi, nel 2020, l’ONU e i partner operativi in Siria hanno assicurato assistenza a una media di 6,2 milioni di persone al mese, distribuendo aiuti alimentari salvavita per 4,5 milioni di persone in tutti e 14 i governatorati.
In Siria e nella regione, visto l’incremento delle esigenze derivante dalla crisi innescata dalla pandemia, i partner hanno intensificato gli interventi. Oltre ad assicurare complessive attività di protezione, assistenza umanitaria e supporto per sviluppare resilienza a favore di milioni di persone, i piani delle Nazioni Unite includono anche l’implementazione di specifiche misure anti COVID-19 volte a rispondere alle esigenze più pressanti. Alla conferenza di Bruxelles dell’anno scorso, la comunità internazionale ha impegnato finanziamenti per un totale di 7 miliardi di dollari destinati a sostenere le attività umanitarie, per la resilienza e lo sviluppo nell’arco del 2019. Tutte le sottoscrizioni sono state onorate per intero, e, nel corso dell’anno, i donatori hanno inoltre offerto finanziamenti supplementari.

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Senato. Più che salvare i vitalizi dei senatori, sono state salvate le pensioni dei cittadini

Posted by fidest press agency su giovedì, 2 luglio 2020

Molti di voi avranno sentito, o letto, della decisione della Commissione senatoriale, una sorta di tribunale interno, che ha annullato la delibera sul taglio ai vecchi vitalizi decisi dal Senato (Consiglio di Presidenza).Perche’ mai?Perché se si tagliano retroattivamente i vecchi vitalizi, il successivo passo sarà quello di tagliare le pensioni, attualmente percepite dai cittadini.
Chi lo dice? La Corte Costituzionale, le cui sentenze fanno giurisprudenza.
Perchè mai? Perché i tagli non possono essere applicati ad una sola categoria sociale, in questo caso i senatori, ma a tutte le categorie sociali equivalenti, cioè i pensionati.Nei casi in cui furono decurtate le pensioni ad una sola categoria, la Corte Costituzionale sentenziò che “Se da un lato l’eccezionalità della situazione economica, che lo Stato deve affrontare, è suscettibile di consentire il ricorso a strumenti eccezionali, nel difficile compito di contemperare il soddisfacimento degli interessi finanziari e di garantire i servizi e la protezione di cui tutti cittadini necessitano, dall’altro ciò non può e non deve determinare ancora una volta un’obliterazione dei fondamentali canoni di uguaglianza, sui quali si fonda l’ordinamento costituzionale.”
In sintesi, non si possono applicare due pesi e due misure per i vitalizi e le pensioni: se si tagliano i vitalizi, che sono pensioni, analogamente, vanno tagliate le pensioni dei cittadini.La decisione della Commissione senatoriale ha recepito la giurisprudenza della Corte Costituzionale e ha annullato il taglio ai vitalizi salvando quello alle pensioni.Ora, il M5S, la Lega, il Pd e FdI vogliono ricorrere contro la decisione della Commissione senatoriale, per reintrodurre il taglio ai vitalizi, in sostanza vogliono che il taglio sia applicato anche alle pensioni.Che cosa diranno Di Maio, Salvini, Zingaretti e Meloni ai 16 milioni di pensionati ai quali vogliono ridurre la pensione del 42%?Popolo dei pensionati, svegliati! (Primo Mastrantoni, segretario Aduc)

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Il peggio è alle spalle?

Posted by fidest press agency su giovedì, 2 luglio 2020

A cura di Andrea Delitala, Head of Euro Multi Asset, e Marco Piersimoni, Senior Investment Manager di Pictet Asset Management. Con il progressivo ammorbidimento delle misure di lockdown in varie regioni del mondo, Europa in primis, e viste anche le massicce misure di stimolo fiscale e monetario attuate con tempestività da governi e banche centrali, pare lecito domandarsi se dal punto di vista economico il peggio possa essere considerato ormai superato. A sentire il Fondo Monetario Internazionale (International Monetary Fund, IMF), sembrerebbe proprio di no. Nelle ultime previsioni del 24 giugno, infatti, l’IMF ha dipinto uno scenario poco incoraggiante e decisamente peggiorativo rispetto al World Economic Outlook precedente, risalente ad aprile.L’istituto si aspetta una contrazione dell’economia globale pari al -4,9% nel 2020 (-3% ad aprile) a fronte di un rimbalzo del +5,4% (+5,8%) nel 2021 (il World Economic Outlook dell’IMF è disponibile qui). Tra gli elementi più interessanti, l’analisi mostra un percorso evidentemente dicotomico tra i Paesi sviluppati e quelli emergenti: se per i secondi, infatti, la crisi da Coronavirus sembrerebbe una pausa di riflessione all’interno del trend secolare di forte crescita (-3,0% nel 2020 e +5,9% nel 2021), per i primi invece il Fondo Monetario Internazionale sembra ipotizzare maggiori danni strutturali alle economie, mettendo in discussione lo scenario consensuale di recupero a “V” quantomeno sull’entità della ripresa, che nelle stime IMF è ben inferiore alla caduta (-8,0% nel 2020 e +4,8% nel 2021). Una possibile spiegazione del diverso trattamento riservato ai Paesi emergenti e a quelli sviluppati risiede nella maggiore incidenza sulle economie di questi ultimi del settore dei servizi, sicuramente il più colpito dalla pandemia e quello con la ripresa più lenta (ristoranti, alberghi, turismo, centri sportivi e via dicendo). La produzione agricola e industriale, preponderante nelle aree in via di sviluppo, se non si perde capacità produttiva, sembra infatti riuscire a navigare più agevolmente nelle acque torbide della pandemia, come mostrato dai dati degli apripista cinesi. Eppure le previsioni dell’IMF arrivano in un momento in cui l’attività dei servizi nelle principali economie sta progressivamente ritornando sui livelli pre-crisi, di pari passo con il graduale allentamento delle misure di distanziamento sociale. In alcuni Paesi, come la Germania, dove il lockdown è stato più morbido rispetto agli Stati del Sud Europa, l’attività giornaliera nei servizi ha addirittura colmato totalmente il gap formatosi nei mesi della fase più acuta della pandemia.
In assenza di notizie positive sul fronte della ricerca medica, cure o vaccini che siano, in una crisi scaturita da un’emergenza sanitaria è normale che l’incognita più grande riguardi l’efficacia delle misure di contenimento della diffusione del virus. Ad oggi, il modello cinese, in parte replicato nel resto dell’Asia e in Europa, sembra vincente (la settimana scorsa sono bastate poche centinaia di casi per catapultare di nuovo Pechino, una megalopoli da oltre 20 milioni di abitanti, in pieno lockdown).
Proprio le elezioni americane, in cui Trump continua a perdere consenso in favore del candidato democratico Joe Biden, rappresentano un ulteriore grande scoglio per il futuro prossimo. Ad oggi, lo scenario più probabile è quello della cosiddetta “blue sweep”, ossia della combinazione di Presidente e Congresso entrambi democratici (il blu è il colore del Partito Democratico, contrapposto al rosso repubblicano). Qualora si concretizzasse, tale eventualità comporterebbe una notevole revisione del paradigma di Trump, sia dal punto di vista della politica interna sia della politica estera. La riforma fiscale del 2018, con il taglio delle tasse alle imprese e ai ceti medio-alti, sarà verosimilmente cancellata a favore di maggiori investimenti in infrastrutture e del completamento della riforma sanitaria, il Medicare di Obama. In particolare, quella di maggiori tasse per le aziende è una prospettiva che, combinata con una maggiore regolamentazione dei settori finanziario, farmaceutico ed energetico, potrebbe essere mal digerita dai mercati. Oltre a questo, è lecito attendersi un atteggiamento meno ostile nei confronti delle organizzazioni internazionali (WTO, ONU, etc.).Tutto questo può giustificare dal punto di vista degli investimenti una maggiore attenzione ai listini emergenti e a quelli europei. A tal proposito, il Vecchio Continente, infatti, oltre ad aver mostrato una gestione più ordinata e rigorosa della pandemia che ha fatto sì che oggi l’attività economica stia riprendendo vigore, presenta in questo momento, caso più unico che raro, una maggiore stabilità politica. Anzi, con l’attesa approvazione del nuovo Recovery Fund o Next Generation EU (il prossimo appuntamento per le negoziazioni sarà il 17/18 luglio) si appresta a compiere un passo epocale verso una sempre più forte integrazione.In aggiunta, considerato che con ogni probabilità ci vorrà del tempo prima che le risorse di tale piano vengano erogate, nel frattempo l’intervento della BCE e il resto delle manovre comunitarie (SURE, BEI e MES) forniranno una sorta di prestito-ponte per gli Stati della regione, nella massima salvaguardia possibile dei bilanci pubblici.In un contesto in cui, ma questo è un discorso che vale per gran parte del mondo sviluppato, l’ingente liquidità immessa tramite la politica economica si sta trasmettendo efficacemente e con un effetto moltiplicativo all’economia reale. Nelle ultime settimane, stiamo assistendo di fatto a un’espansione senza frizioni della liquidità totale dell’apparato economico e finanziario, in misura tale da scongiurare per il momento il rischio di un credit crunch, o stretta creditizia. Un fattore che differenzia notevolmente la situazione attuale da quella vissuta nel 2008/2009: all’epoca, trattandosi di una crisi di origine prettamente finanziaria, la liquidità immessa non si trasmetteva infatti all’economia reale, ma restava all’interno del sistema finanziario, per compensare la liquidità distrutta dal settore privato (deleverage).Inoltre, come abbiamo sottolineato più volte nel corso degli ultimi mesi, con il loro intervento massiccio le banche centrali mantengono i tassi nominali stabilmente bassi (il Treasury decennale presenta un rendimento nominale dello 0,7% circa). Di conseguenza, qualora le aspettative di inflazione dovessero continuare nel recente trend di risalita, questo potrebbe comportare un’ulteriore discesa dei tassi reali, già in territorio abbondantemente negativo (-0,7%), un importante fattore stabilizzatore per economia e mercati.Restando negli USA, un elemento che potrebbe contribuire a sostenere le aspettative di inflazione è il fatto che il reddito disponibile negli ultimi mesi, nonostante la crisi, è aumentato grazie ai trasferimenti pubblici, per cui eventuali danni strutturali alla produzione, seppur contenuti, potrebbero far risalire i prezzi al consumo e quindi deprimere ulteriormente i tassi reali (per inciso, in Cina si osserva la dinamica opposta, con produzione industriale ripartita in modo deciso e domanda ancora debole, il che esclude per il momento la possibilità di spinte inflattive). Nel complesso, quindi, nel marasma di variabili di natura medica, economica e finanziaria di difficile lettura, come spesso abbiamo ribadito negli ultimi mesi, una delle poche certezze resta il sostegno della politica economica, che nell’emergenza attuale ha dispiegato le proprie forze con una potenza e una proattività mai sperimentate in passato.Per il resto, per capire effettivamente se il recupero sarà a “V” o meno, occorrerà monitorare da vicino l’evoluzione della situazione sanitaria. (abstract)

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E’ in libreria “Il viaggio di don Oreste”

Posted by fidest press agency su giovedì, 2 luglio 2020

La prima biografia illustrata di don Oreste Benzi è da oggi disponibile in libreria, pubblicata da Sempre Editore, la casa editrice fondata dallo stesso don Benzi, con testi di Chiara Bonetto e illustrazioni di Giulia Boari. Un libro per bambini che racconta la straordinaria avventura del “prete dalla tonaca lisa”, che ha scomodato le coscienze di gente comune e potenti per restituire dignità ai poveri.Un susseguirsi di aneddoti e racconti straordinari e avventurosi – tutti rigorosamente veri – narrati con un linguaggio adatto ai bambini, per far loro conoscere questo “eroe positivo”. Un personaggio davvero unico – come sa chi lo ha conosciuto – che non si arrende di fronte alle difficoltà, che si lascia toccare il cuore dai poveri, che svela ciò che ci cela dietro le apparenze, che non tace di fronte alle ingiustizie, che offre la prospettiva di un mondo nuovo che tutti possono costruire.Per scegliere gli aneddoti da raccontare l’autrice Chiara Bonetto, giornalista che ha conosciuto personalmente don Benzi, ha compiuto un ampio lavoro di ricerca: «Ho letto i libri finora usciti sulla vita di don Benzi, ho consultato il materiale conservato presso il centro di documentazione della Comunità Papa Giovanni XXIII e in qualche caso ho anche intervistato i protagonisti dei fatti narrati. – racconta – Anche se è un libro per bambini, volevo essere fedele il più possibile a quello che è davvero successo».Per dare un volto a don Benzi la casa editrice si è affidata a Giulia Boari, giovane illustratrice che ha già all’attivo molte pubblicazioni.Il libro si apre con il piccolo Oreste che in seconda elementare sente la maestra Olga parlare di tre figure: lo scienziato, l’esploratore e il sacerdote. Quando torna da scuola, dice a sua madre «io farò il prete». Significativo che il libro esca proprio il 29 giugno, anniversario della sua ordinazione sacerdotale avvenuta nel 1949, quando aveva 23 anni. Ma in tutta la sua vita sarà anche in qualche modo esploratore e scienziato, con avventure e scoperte: il viaggio in America, la lotta per i diritti dei disabili, l’invenzione della casa famiglia, le missioni e l’incontro con il volto di tanti poveri che hanno segnato il suo cammino.Il libro è disponibile in tutte le librerie, anche on-line, oppure si può acquistare direttamente dallo shop della casa editrice.

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Roberto Scazzosi eletto presidente di Bcc Factoring Spa

Posted by fidest press agency su giovedì, 2 luglio 2020

Roberto Scazzosi, 52 anni, avvocato, di Busto Garolfo (Mi), è il nuovo presidente di Bcc Factoring Spa, società controllata al 100% da Iccrea BancaImpresa Spa, che è la banca corporate del Gruppo Bancario Cooperativo Iccrea.
Con un capitale sociale di 18 milioni di euro, Bcc factoring offre un mix di prodotti e soluzioni finanziarie per ridurre i tempi di incasso delle fatture, prevenire le insolvenze e aumentare la liquidità delle piccole e medie imprese italiane, attraverso le 136 Bcc aderenti al Gruppo Bancario Cooperativo Iccrea, che è il terzo gruppo bancario nazionale per sportelli e il quarto per attivi, con 750mila soci, 2.600 filiali e 4 milioni di clienti.«Il factoring è un “moltiplicatore del credito” in quanto concede linee di affidamento proporzionali allo standing del portafoglio oggetto di intervento. Per sua natura il factoring è orientato a seguire i fabbisogni dell’impresa, soddisfa finalità commerciali ed è un ottimo strumento di salvaguardia del credito -spiega il presidente, Roberto Scazzosi-. Attraverso la cessione dei crediti le imprese che vogliono garantirsi una gestione professionale dei propri crediti e garantirsi un flusso di cassa regolare nel tempo nonché ridurre i costi operativi, possono trovare in Bcc Factoring una valida risposta alle proprie esigenze».Il nuovo presidente di Bcc Factoring Spa ha una lunga esperienza nel mondo del Credito Cooperativo. Consigliere di amministrazione della Bcc di Busto Garolfo e Buguggiate sin dal 2002, membro del consiglio di amministrazione della Federazione Lombarda delle Bcc dal 2012 al 2015, e membro del collegio sindacale della stessa Federazione dal 2015 al 2017, infatti, Roberto Scazzosi è dal 2010 il presidente della Bcc di Busto Garolfo e Buguggiate e dal 2017 presidente del Collegio sindacale della Federazione Lombarda delle Bcc.La sua elezione è avvenuta nel corso dell’assemblea che si è tenuta lo scorso 10 giugno, che, oltre a lui, ha eletto gli altri cinque membri del consiglio di amministrazione (Carlo Napoleoni, Tiziano Cenedese, Franco Papini, Carlo Malvolti e Zita Volpini) e i componenti del collegio sindacale (Augusto Bagnoli, presidente; Pierluigi Brenna e Mario Chiavaroli, sindaci effettivi; Riccardo Andriolo e Francesco Pelagallo, sindaci supplenti).Direttore Generale di Bcc Factoring Spa è Paolo Iachettini e la società è membro attivo di Assifact (Associazione Italiana per il Factoring).

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Pablo Picasso’s Baigneuses, Sirènes, Femme Nue et Minotaure

Posted by fidest press agency su giovedì, 2 luglio 2020

New York – As part of ONE: A Global Sale of the 20th Century, Pablo Picasso’s Baigneuses, sirènes, femme nue et minotaure (1937, estimate: $6,000,000-9,000,000) will be offered in the New York session. Here, Picasso depicts the projection of an inner self, in the form of the Minotaur, a character lifted directly from ancient mythology. In the late 1920s, Picasso’s interest in Surrealism, especially through his close friendships with Paul Éluard and other poets in the vanguard of the movement, inspired him to take broad license with classical fables, to practice his own method of creative reconfiguration. The artist, moreover, had been writing poetry since April 1935, and, indeed, was at work during 6-19 March 1937 producing a stream of verbal imagery, on 17 March, he wrote “desire so cramped in its prison explodes the eggshell of the sea and lights up the bars that confine it”. Baigneuses, sirènes, femme nue et minotaure represents an inventive pictorial narrative used to visualise this “exploding desire” in a free play of iconography that Lydia Gasman described as the artist’s “mythological syncretism, generally based on inversions, the conjunction of opposites, and the conflation of heterogenous elements”.
Olivier Camu, Deputy Chairman, Impressionist and Modern Art, Christie’s: “Baigneuses, sirènes, femme nue et minotaure is a masterpiece of execution by Pablo Picasso and we are thrilled to offer this exquisite painting as part of ONE: A Global Sale of the 20th Century. It has never been offered at auction before, having remained in the family of the artist for over 80 years. Multiple meanings can be drawn from this powerful yet exquisite work in which Picasso depicts his magnificent mythological alter ego the Minotaure carrying and surrounded by his lovers.”

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Allarme truffe agli anziani

Posted by fidest press agency su giovedì, 2 luglio 2020

Le truffe agli anziani hanno registrato un aumento del 79,3% negli ultimi 12 mesi, ben 615 durante il 2019, praticamente quasi due ogni giorno. Dati allarmanti quelli emersi e diffusi dall’Arma dei Carabinieri.Infatti, proprio in questi giorni, una 78enne, sola e fragile di Novate Milanese, economicamente benestante, è stata circuita da un broker assicurativo e da sua moglie. I due malfattori, hanno sfruttato la fiducia della povera anziana al fine di farle firmare una polizza vita di € 200.000. Inoltre, sono riusciti a comprare con i soldi della vittima: un immobile nella provincia di Bergamo e due autovetture. I due sono stati arrestati con l’accusa di circonvenzione di incapace.“Insomma un problema grave quello dei raggiri ai danni degli anziani, ormai purtroppo sempre più presente e sempre più diffuso – commenta il Presidente del Codacons Marco Donzelli – È necessaria una maggiore consapevolezza dei rischi, in modo poi da evitare che tali inganni vadano poi a segno.
Allo scopo di prevenire truffe similari a danno di anziani, si propone il decalogo del Codacons, redatto per riconoscere ma soprattutto per prevenire questo genere di truffe:
– Sincerarsi che il controllo sia effettivo: molti pensionati aprono le porte della propria casa senza verificare che effettivamente sia necessario un controllo dell’abitazione. Solitamente è bene fare attenzioni agli avvisi del Condominio, nei quali vengono sempre indicati gli eventuali accertamenti nei singoli appartamenti, con indicazione della data e dell’ora dell’eventuale visita.
– Richiedere i documenti d’identità: è preferibile prima di far entrare qualcuno in casa propria, chiedere agli addetti di identificarsi tramite documento d’identità. Se il controllo è effettivo i tecnici non devono avere alcuna ragione di opporsi a tale richiesta.
– Richiedere un tesserino o un documento che attesti che effettivamente lavorano per la società detta: è utile fare richiesta di un documento o un tesserino per verificare se gli addetti siano realmente dipendenti della società con cui si sono presentati.
– Controllare che gli addetti lavorino effettivamente per il proprio fornitore di luce e gas, o che siano dipendenti della propria società idrica: molto spesso infatti si presentano soggetti per fantomatiche società elettriche o idriche al solo scopo di entrare nell’abitazione, dunque sincerarsi che siano veramente addetti alla propria società di fornitura.
– Visionare sempre il lavoro dei tecnici: è importante prestare sempre attenzione alle attività svolte nella propria casa dai tecnici, al fine di verificare che siano effettivamente lì per il motivo indicato, ossia riparare un guasto o fare controlli.
– Non permettere ai tecnici di andare da soli in altre stanze: non bisogna farsi scrupoli nell’impedire agli addetti di andare in altre stanze da soli. Non hanno alcun motivo per fare ciò e se sono in buona fede accetteranno senza problemi di essere seguiti.
– Non lasciare beni di valore in vista: prima di far entrare estranei nella propria abitazione, è importante mettere al sicuro qualsiasi bene sia “a portata di mano”. È sempre meglio mettere tutto in cassetti o in luoghi in cui non sia facile accedere.
– Non farsi mai distrarre: solitamente, se si tratta di una truffa, i sedicenti tecnici si presentano in due o più, questo in modo che uno o più possano distrarre il proprietario dell’abitazione mentre l’altro o gli altri possono porre in essere furti in casa.
– Verificare l’abbigliamento e la presenza di casse degli attrezzi: se gli addetti si presentano per riparare un guasto, o fare un controllo, è importare verificare l’abbigliamento e se portano con sé cassette degli attrezzi o simili, senza i quali difficilmente dei veri tecnici potrebbero lavorare.
– Chiamare aiuto: se non ci si sente sicuri, è bene farsi assistere da qualcuno, che può essere un vicino, un parente, perfino la portineria. È importante non essere da soli in questi casi. E qualora ci si dovesse rendere conto che si tratta di una truffa, è fondamentale chiamare subito il 118.

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Scuola: Assunzioni docenti e Ata al via, c’è la novità della “call veloce”

Posted by fidest press agency su giovedì, 2 luglio 2020

Prendono il via le operazioni per le immissioni in ruolo 2020/21: dando seguito alla Nota ministeriale 14894 del 12 giugno scorso, si sta procedendo all’avvio delle modalità propedeutiche che porteranno all’assunzione a tempo indeterminato dei nuovi docenti. Da quest’anno, le assunzioni si svolgeranno in due parti: prima si procederà a quelle ordinarie, con la metà dei posti assegnati con graduatorie ad esaurimento e l’altra metà da quelle derivanti dai concorsi del 2016 e 2018. Queste operazioni si svolgeranno entro il 10 settembre prossimo. Nei dieci giorni successivi si attiverà la procedura straordinaria per coprire eventuali posti residui con “chiamata veloce”, prevista dal D.L. n. 126/2019, convertito nella Legge n. 159/2019: queste immissioni in ruolo saranno riservate a chi chiederà di trasferirsi in altre province (da GaE) o regioni (se vincitori di concorso) con il vincolo di non poter presentare domanda di mobilità per i successivi 5 anni. Saranno esclusi i docenti già di ruolo, assunti a tempo indeterminato nello stesso anno della procedura e gli immessi in ruolo con riserva. “Per quanto riguarda le modalità di assunzione – osserva Pacifico -, ribadiamo la nostra linea: alla luce del rinnovo delle graduatorie d’istituto, con contestuale trasformazione delle stesse provinciali, bisogna dare l’opportunità di reclutare dopo la ‘call veloce’ da queste nuove graduatorie. Lo abbiamo chiesto in più occasioni, anche nel Decreto Scuola: sarebbe un’operazione di buon senso, oltre che fondamentale per evitare che pure quest’anno oltre la metà delle convocazioni per le immissioni in ruolo vengano disertate. Negli ultimi due anni è accaduto che oltre 50 mila cattedre non siano state assegnate a tempo indeterminato per questo motivo: il ministero dell’Istruzione ha l’opportunità di risolvere il problema”.Si sta lentamente muovendo la macchina organizzativa che nelle prossime settimane porterà alle immissioni in ruolo di un numero ancora indefinito di docenti, amministrativi, tecnici e ausiliari.La rivista Orizzonte Scuola scrive che gli Uffici Scolastici stanno operando su due fronti: cancellazione dalle relative graduatorie di merito dei concorsi, dei candidati, immessi e confermati in ruolo, dopo il superamento, con esito favorevole, del relativo periodo di prova; pubblicazione degli elenchi dei candidati per i quali risulta ancora accantonato un posto.Si procede, inoltre, con riferimento alle procedure di reclutamento di cui ai DDG106/2016 e DDG 85/2018, alla pubblicazione degli elenchi dei candidati per i quali risulta ancora accantonato un posto, in attesa dell’eventuale scioglimento positivo della riserva, a seguito di successive sentenze di merito loro favorevoli. L’Usr Piemonte, concluse le operazioni indicate dalla nota, ha già provveduto alla pubblicazione degli elenchi dei candidati ancora presenti nelle graduatorie di merito in corso di validità. A seguire, nelle prossime settimane, anche gli altri Uffici Scolastici pubblicheranno questi due file.Le modalità di svolgimento delle immissioni in ruolo 2020/21 saranno diverse dal passato. Dal 2020/21 le immissioni in ruolo si svolgeranno in due parti: dapprima si procederà, come sempre, alle immissioni in ruolo ordinarie (50% GaE e 50% concorsi, inclusa fascia aggiuntiva). Queste operazioni si svolgeranno entro il 10 settembre prossimo. In seconda battuta, si attiverà la procedura straordinaria per coprire eventuali posti residui con “chiamata veloce”, prevista dal D.L. n. 126/2019, convertito nella Legge n. 159/2019, le cui operazioni si dovranno invece concludere nei giorni successivi, quindi entro il prossimo 20 settembre.
Con la “call veloce” verranno assegnati i posti eventualmente avanzati ai candidati al ruolo che acconsentiranno a trasferirsi in un’altra provincia (da GaE) o regione (se vincitori di concorso 2016 e 2018) con il vincolo di non poter presentare domanda di mobilità per i successivi 5 anni: sarà inibito sia il trasferimento sia l’assegnazione provvisoria. Gli Uffici scolastici regionali indicheranno i posti rimasti liberi, dopo le assunzioni, e li metteranno a bando: i docenti inseriti nelle graduatorie ad esaurimento e nelle graduatorie di merito concorsuali 216 e 2018 di altri territori potranno fare domanda, volontariamente, e si procederà con una graduatoria temporanea per punteggi; le istanze dovranno essere inviate entro 5 giorni dalla apertura delle funzioni da parte degli USR. Dal decreto ministeriale dell’8 giugno 2020 risulta che tramite la procedura della “call veloce” non potranno però essere immessi in ruolo i docenti già di ruolo; i docenti assunti a tempo indeterminato nello stesso anno di riferimento della procedura; i docenti assunti in ruolo con riserva.

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Libro: L’altro volto dell’Alzheimer

Posted by fidest press agency su giovedì, 2 luglio 2020

Avere una demenza, essere una persona. (FrancoAngeli/Self-help)Finalmente acquistabile nelle principali librerie e online, sia il libro che l’ebook. Il volume, a cura di Pietro Vigorelli, intende arricchire l’immagine corrente dell’essere persona, facendo in modo che possa comprendere i malati con demenza, inclusi quelli in fase avanzata. Descrive inoltre le proposte dell’ApproccioCapacitante® per realizzare una cura centrata sulla persona nella realtà quotidiana delle Case per anziani. Un testo per chi è coinvolto nella cura, operatori e familiari, ma anche per chi vuole interrogarsi sulla possibilità di riconoscere nell’Altro una Persona, anche se molto diversa e quasi eclissata.www.gruppoanchise.it

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Vitalizi e la posizione di Fratelli d’Italia

Posted by fidest press agency su giovedì, 2 luglio 2020

“La proposta originaria di rivedere in maniera contributiva retroattivamente i vitalizi fu presentata nella scorsa legislatura dal sottoscritto, in valutazione congiunta con la leader Giorgia Meloni”. Lo dichiara il Questore della Camera dei Deputati e presidente della direzione nazionale di Fratelli d’Italia Edmondo Cirielli (FdI): “Presentai uno specifico emendamento come componente dell’Ufficio di presidenza della Camera. Ma fu respinto dall’allora maggioranza a guida Pd con l’astensione dei Cinque Stelle, i quali sostennero di condividere in linea di principio il contenuto della proposta, salvo poi ritenerla incostituzionale. Mi fa piacere che, in questa legislatura, abbiano cambiato posizione e sposato la nostra idea. Nella fretta elettorale, però, non hanno applicato la legge/Dini del 1996, ma soltanto la versione inventata dall’ex presidente dell’Inps Stefano Boeri. La stessa che – ricorda Cirielli – ha provocato una moltitudine di ricorsi, con tutte le polemiche e gli strascichi giudiziari del caso. Ovviamente, noi di Fratelli d’Italia abbiamo votato comunque a favore, perché certamente non potevamo bocciare l’idea della nostra proposta. Ma non possiamo fare a meno di sottolineare che le cose fatte strumentalmente e senza competenza giuridica vengono esposte, di conseguenza, a battute d’arresto che ne bloccano l’esecutività. Per questo, FdI lavorerà affinché l’abolizione dei vitalizi avvenga in tempi rapidi e nelle giuste modalità. Essi, infatti, costituiscono un assurdo privilegio retributivo, reso ancora più incomprensibile alla luce delle necessità sociali ed economiche a cui deve far fronte la nostra Nazione” conclude Cirielli.

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Le Regioni dicono sì all’infermiere di famiglia

Posted by fidest press agency su giovedì, 2 luglio 2020

I nuovi infermieri di famiglia e comunità previsti nel decreto Rilancio dovranno avere un ruolo di governo nell’ambito dei servizi infermieristici distrettuali.E fino a fine anno le Regioni possono, “in relazione ai modelli organizzativi regionali, procedere, anche in deroga ai vincoli previsti dalla legislazione vigente, ad assumere con contratti di lavoro subordinato, con decorrenza successiva al 14 maggio 2020 e fino al 31 dicembre 2020, o, in deroga all’articolo 7 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, ad acquisire prestazioni di lavoro autonomo, anche di collaborazione coordinata e continuativa, con decorrenza successiva al 14 maggio 2020 e fino al 31 dicembre 2020” infermieri che, come dice già il decreto non si trovino in costanza di rapporto di lavoro subordinato con strutture sanitarie e socio-sanitarie pubbliche e private accreditate, in numero non superiore a otto unità infermieristiche ogni 50.000 abitanti.Poi dal 2021 le aziende e gli enti del Ssn possono procedere al reclutamento di infermieri in numero non superiore ad 8 unità ogni 50.000 abitanti, attraverso assunzioni.È questa la proposta di emendamento al Dl Rilancio messa a punto dalla Commissione salute delle Regioni che attende solo il via libera all’accordo sui finanziamenti per essere consegnata a Governo e Parlamento. Per l’esigenza – come spiegano le stesse Regioni – di privilegiare le assunzioni con rapporto di lavoro subordinato rispetto ai contratti di lavoro autonomo, in linea con quanto previsto dal decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165.Un ulteriore passo positivo non solo per il reintegro di parte degli organici che nonostante la perdita di 12mila unità in dieci anni e la carenza rispetto a tutti gli standard di almeno 53mila unità, diminuiscono dell’1,7% in soli tre anni, dai 269.151 nel 2014 a 264.703 nel 2017 con riduzioni più marcate in Abruzzo, Liguria, Friuli-Venezia Giulia e Molise, come ha evidenziato il recentissimo rapporto dell’Università Cattolica Osservasalute.E Osservasalute sottolinea che la scelta di privilegiare risparmi di spesa di cui il taglio al personale è uno degli effetti maggiori, ha dimostrato il suo effetto negativo durante la pandemia.“Ci auguriamo che Parlamento e Governo ascoltino le Regioni che sul territorio sono i veri gestori e organizzatori del sistema sanitario – conclude – riguardo alla centralità dei servizi infermieristici e dell’infermiere di famiglia e di comunità all’interno del distretto. Bene le assunzioni a partire dal 2021, che devono essere a tempo indeterminato per il rafforzamento e il rilancio del servizio sanitario pubblico e per andare incontro ai veri bisogni dei cittadini. Secondo la recente ricerca Fnopi-Censis, il 91,4% degli italiani (il 95,1% delle persone con patologie croniche, il 92,6% dei cittadini nel Sud) ritiene l’infermiere di famiglia o di comunità una soluzione per potenziare le terapie domiciliari e riabilitative e la sanità di territorio, fornendo così l’assistenza necessaria alle persone non autosufficienti e con malattie croniche”.

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Cassazione: niente licenziamento per chi fuma in orario d’ufficio nonostante il divieto

Posted by fidest press agency su giovedì, 2 luglio 2020

Fumare è una pessima abitudine per la quale noi dello “Sportello dei Diritti”abbiamo avviato la battaglia senza sosta per la tutela della salute. Tuttavia anche i fumatori più incalliti non possono essere licenziati sol perché vengono sorpresi a fumare sul luogo del lavoro in orario d’ufficio e in barba al divieto. A meno che non metta a repentaglio l’incolumità e la salute dei colleghi. È quanto affermato dalla Corte di cassazione che, con la sentenza 12841 del 26 giugno 2020, ha respinto il ricorso di una società salvando un dipendente sorpreso all’interno dell’intercapedine con la sigaretta accesa. Per gli Ermellini, evidenzia Giovanni D’Agata presidente dello “Sportello dei Diritti” bene ha fatto la Corte territoriale – condividendo le conclusioni assunte dal Tribunale circa la vigenza del divieto di fumo (a norma di legge e di specifica disposizione adottata dalla ditta committente) in tutto lo stabilimento presso il quale l’uomo era stato assegnato per lo svolgimento della sua attività lavorativa — a valutare, ai fini di riempire di contenuto la clausola generale dettata dall’art. 2119 cod. civ., la scala valoriale del codice disciplinare contenuto nel contratto collettivo applicato in azienda; avendo rinvenuto due tipizzazioni contrattuali concernenti l’infrazione al divieto di fumo (l’una, ex art .47 ccnl, punita con sanzione conservativa e l’altra, ex art. 48, lett. f) con sanzione espulsiva) ha proceduto alla verifica della sussistenza dei requisiti elaborati dalle parti sociali per l’adozione del provvedimento di licenziamento, pervenendo alla conclusione della impossibilità della sussunzione della condotta adottata nell’art. 48, lett. f) per carenza della situazione di “pericolo per le persone o per gli impianti”. La Corte distrettuale, valutando sia il profilo soggettivo che quello oggettivo della condotta e in specie la conformazione del luogo ove il lavoratore è stato trovato intento a fumare, ha ritenuto di escludere la ricorrenza dei requisiti costitutivi della fattispecie contrattuale punita con sanzione espulsiva, in particolare rilevando che — alla luce delle circostanze concrete che caratterizzavano la condotta del lavoratore — non poteva ritenersi integrato un pericolo alla salute derivante dalla mera combustione di una sigaretta posto che l’infrazione al divieto di fumo in ambienti chiusi previsto dalla legge (art. 5 1 legge n. 3 del 2003) doveva misurarsi, quanto agli effetti sul rapporto di lavoro, con le due distinte previsioni disciplinari elaborate dalle parti sociali (artt. 47 e 48 ccnl). Infatti, in tema di licenziamento per giusta causa, ai fini della proporzionalità tra addebito e recesso, rileva ogni condotta che, per la sua gravità, possa scuotere la fiducia del datore di lavoro e far ritenere la continuazione del rapporto pregiudizievole agli scopi aziendali, essendo determinante, in tal senso, la potenziale influenza del comportamento del lavoratore, suscettibile, per le concrete modalità e il contesto di riferimento, di porre in dubbio la futura correttezza dell’adempimento, denotando scarsa inclinazione all’attuazione degli obblighi in conformità a diligenza, buona fede e correttezza.

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Bigenitorialità e parità di genere

Posted by fidest press agency su giovedì, 2 luglio 2020

La bigenitorialità è legge dal 2006, ma ancora i tribunali non riescono proprio a farsela andar giù. Con pronunce altalenanti, infatti, o di riffa o di raffa, emerge sempre un genitore di serie A e uno di serie B (generalmente il genitore di sesso maschile).
A volte, invece, la superiorità genitoriale di genere femminile è a tal punto postulata che non si sente neppure il dovere di argomentare il perché si chiedano o si concedano provvedimenti sui figli, squilibrati verso l’altro genitore.
Né, del resto, gli stessi giudici sentono vigente un obbligo motivazionale relativo alla suddetta falsa applicazione della legge.
Oppure lo hanno fatto con delle pseudo motivazioni:
1) la bigenitorialità è un principio che va declinato, di volta in volta, non garantendo “parità” di tempi per l’uno e l’altro genitore, ma garantendo solo un imprecisato continuativo “rapporto” con entrambi. Ma che vuol dire, se ciò non prevede poi la parità dei tempi di permanenza dei figli con ciascuno?
Per molte corti, infatti, bigenitorialità può voler dire ad esempio, che se io padre vedo mia figlia di 5 anni una volta alla settimana, dovrei esser a posto, avendo comunque ottemperato al diritto dovere di essere padre, ed avrò con lei un “rapporto al pari della madre”. Molte altre corti hanno fatto persino di peggio, “garantendo” al padre e al figlio una frequentazione di un giorno ogni quindici
2) l’infondato principio psicologico della maternal preference
3) l’esigenza di non “sballottare” il minore, che comporta, chissà perché, sempre la prevalenza della domiciliazione presso la madre, anziché presso il padre.
A ben vedere, nessuna di queste, che chiamo pseudo motivazioni non a caso, ha alcuna ragionevole logica, e di certo non trova in sé la forza di privare il figlio della presenza stabile, paritaria, sebbene turnaria, del genitore che, guarda caso, è sempre il padre.Il risultato è preservare lo status quo. Lo status che vede e vuole confinare il ruolo della donna principalmente nell’ambito familiare (del resto è un lavoro a tempo pieno fare il genitore, soprattutto di figli in età scolare). E che per farlo talvolta mal utilizza l’artificio del ritenerla “migliore” dell’uomo, più adatta, più devota, meno impegnata altrove ecc. Con la conseguenza che il padre si sentirà meno padre, meno bravo, meno devoto, più impegnato altrove ecc…
Il risultato è che i figli cresceranno in questo terreno culturale stereotipato, con i simboli e gli esempi della genitrice collocataria e prevalente, e del genitore delle “visite”.
Credo sia importante, lo dico da avvocata, da madre e da figlia di genitori separati negli anni 80, che i padri colgano l’opportunità della separazione per essere – e se del caso diventare- a pieno genitori di serie A. Ancor più importante che, al contempo, le madri accettino di avere un co-genitore al proprio pari e le conseguenze anche economiche del mantenimento diretto.Per far questo anche la magistratura dovrà applicare con rigore le norme disattese in punto di bigenitorialità, chiamiamola “perfetta”, non lasciando tracce del passato nelle generazioni di oggi. Sono sfide psicologiche e culturali senza le quali, però, non potrà esistere alcuna vera parità di genere. (Claudia Moretti, legale, consulente Aduc)

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