Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 259

Archive for giugno 2020

Dopo il franco cfa: sfida per l’Africa e l’Europa

Posted by fidest press agency su martedì, 30 giugno 2020

Di Mario Lettieri già sottosegretario all’Economia e Paolo Raimondi economista Il franco cfa, la moneta in vigore nell’Unione economica e monetaria dell’Africa occidentale (Uemoa), composta da 8 Paesi, quali Benin, Burkina Faso, Costa d’Avorio, Guinea-Bissau, Mali, Niger, Senegal e Togo, ha terminato il suo ruolo. Dovrebbe essere rimpiazzato da una nuova moneta, l’Eco. Dopo un lungo negoziato, anche il governo francese ha accettato la riforma. Il franco cfa era nato nel 1945, lo stesso giorno in cui la Francia firmava gli accordi di Bretton Woods. Il ‘franc des colonies françaises d’Afrique’ (franco delle colonie francesi d’Africa, franc cfa) negli anni ’60 era diventato il ‘franco della comunità finanziaria africana’.Tra l’altro, la riforma stabilisce che la Banca centrale degli Stati dell’Africa occidentale (Bceao) d’ora in poi non dovrà più depositare la metà delle sue riserve di cambio presso la Banque de France. Dopo sessant’anni dalla realizzazione dell’indipendenza delle ex colonie francesi, tale obbligo era umiliante e insostenibile. La Francia, inoltre, non farà più parte degli organismi africani di governance finanziaria. Anche i 6 Paesi dell’Africa centrale Cemac (Camerun, Ciad, Gabon, Guinea Equatoriale, Repubblica Centrafricana, Repubblica del Congo) stanno muovendosi nelle stessa direzione. Una volta raggiunto l’accordo con Parigi, dovrebbero lasciare il franco cfa per una nuova moneta che vorrebbero chiamare Afrik. Il sistema del franco cfa si basa su quattro principi: il cambio fisso con il franco e poi con l’euro, la libertà di movimento dei capitali verso la Francia; la convertibilità dei franchi cfa soltanto con l’euro (per cui qualsiasi pagamento verso l’estero deve passare attraverso Parigi); la centralizzazione delle riserve valutarie presso la Banca centrale francese. Inoltre, le riserve d’oro dei paesi africani erano tenute a Parigi e, di fatto, contabilizzate come francesi. La Banque de France, infatti, poteva e può anche decidere la quantità di moneta stampata messa a disposizioni di ciascun paese. Finora i vantaggi per Parigi sono stati enormi e innumerevoli. Ad esempio, la libertà di movimento di capitali ha permesso un impressionante drenaggio di risorse attraverso lo spostamento verso l’estero dei profitti delle multinazionali impegnate in Africa, soprattutto nello sfruttamento delle materie prime e delle miniere. Mentre il dollaro ha esteso dal dopoguerra la sua egemonia sui commerci e sulle finanze mondiali, la Francia è stata l’unica nazione a mantenere un forte controllo sulle sue ex colonie. Infatti, la concessione dell’indipendenza negli anni sessanta è sempre stata accompagnata da accordi bilaterali decennali ed esclusivi con i vari Paesi africani garantendosi un conveniente sfruttamento del territorio, delle materie prime, di quelle energetiche, tra cui l’uranio, e il controllo della loro politica monetaria. Gli effetti conseguentemente si sono riverberati anche in tutti gli altri settori, come la difesa, la politica estera, il commercio, l’istruzione, la giustizia, ecc. In passato, i governanti africani, come Sankara del Burkina Faso, che si sono permessi di sfidare il dominio francese, dopo l’indipendenza, non sono durati a lungo.Vari studi dimostrano che la dipendenza dalla Francia e la parità fissa con una moneta forte come l’euro hanno comportato una debolezza economica per tutti i paesi delle aree del franco cfa. Negli ultimi 20 anni questi ultimi hanno registrato una crescita del pil pari all’1,5% annuo mentre la media degli altri paesi dell’Africa sub sahariana è stata del 2,5%. Se l’aggancio all’euro ha garantito una certa stabilità monetaria, per l’altro verso le produzioni locali, sia nel campo agricolo sia in quello estrattivo, hanno subito decenni di mancanza di competitività. In merito, si ricordi che la svalutazione del franco cfa nel 1994 fu accompagnata da violente proteste e moti popolari poiché tutti i prodotti importati subirono un repentino aumento di prezzo. Necessariamente vi sarà una fase transitoria per tutti e due i gruppi di paesi. La costruzione di un loro percorso economico e monetario virtuoso, oggettivamente, non sarà facile. Sarà indubbiamente una grande sfida di ordine politico, economico e morale soprattutto per l’Unione europea. Come cambierà il suo rapporto nei confronti dell’Africa sub sahariana? Se dovesse irresponsabilmente disinteressarsi a ciò che accade in Africa, inevitabilmente il vuoto sarà riempito dalla Cina e dallo yuan e forse anche dagli Usa e dal dollaro. Il continente diventerebbe una zona di scontro e di “guerre per procura”, come accaduto in passato.Alcuni economisti africani propongono di ancorare la nuova moneta africana a un paniere delle principali valute mondiali, che includa, tra l’altro, l’euro, il dollaro e lo yuan. Attualmente l’unico paniere di monete esistente è rappresentato dai diritti speciali di prelievo del Fondo monetario internazionale. Essi, però, non possono essere la soluzione realistica perché significherebbe sottomettersi ad una istituzione internazionale che per decenni ha pesantemente penalizzato i paesi dell’Africa e quelli in via di sviluppo con le sue politiche di “condizionalità” e di austerità. Invece, la proposta africana potrebbe diventare uno stimolo forte per la creazione di un nuovo sistema monetario internazionale basato su un paniere di monete importanti. In merito si ricordi che l’anno scorso, in Mali, tutti i governi dell’Unione africana avevano sottoscritto l’accordo per la creazione di un mercato comune africano di libero scambio, sollecitando la riforma del sistema monetario internazionale. Il tema è da tempo sul tappeto. Purtroppo, finora le fibrillazioni geopolitiche mondiali ne impediscono un suo approfondimento e la dovuta soluzione.

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Sicilia: Rischio desertificazione industriale

Posted by fidest press agency su martedì, 30 giugno 2020

«La posizione ultima assunta dalla Confindustria siciliana è irricevibile. Non si può, infatti, affermare che o si eliminano le prescrizioni e il piano della qualità dell’aria o sbattono la porta lasciando la Sicilia e i territori».A dirlo è Pippo Zappulla, segretario regionale di Articolo uno in Sicilia «Una posizione simile nel merito – continua Zappulla – si presenta in palese contrasto con le norme europee e nazionali in materia ambientale di qualità dell’aria è sbagliata anche nel metodo, perché alimenta lo scetticismo e le diffidenze cresciute in questi anni nelle comunità contro un certo modo di produrre e di fare industria. Ribadiamo la convinzione che la Sicilia non può e non deve fare a meno di un sistema industriale forte, competitivo con cicli produttivi di estrema qualità e con sempre minore impatto ambientale. Insieme al turismo, all’agricoltura, alla bioedilizia l’industria può e deve rappresentare uno dei pilastri economici del Sistema Sicilia».E ancora Zappulla: «In Sicilia e in alcune provincie in particolare è cresciuta una cultura industriale ormai consolidata, ma si è pure al contempo sviluppata la necessità di interventi e investimenti di ciclo e di prodotto sul terreno della qualità ambientale, cancellando il ricatto pluridecennale non dichiarato ma praticato tra tutela ambientale e occupazione. Non ho apprezzato, quindi, il modo con cui è stato posto il problema pensando di fatto di utilizzare gli 8 mila lavoratori impegnati nell’area industriale del siracusano e degli altri territori come leva contro la regione. Un modo questo vecchio, superato e profondamente sbagliato di operare e procedere che rende grave la situazione già sul terreno dei rapporti e del metodo. Una Confindustria moderna e aperta avrebbe dovuto costruire con il territorio, con le istituzioni locali, le organizzazioni sindacali e le stesse associazioni ambientaliste un fronte unitario per aprire con la regione un tavolo di merito di confronto. Mettendo preliminarmente sul tavolo la conferma degli investimenti già previsti anche sul terreno ambientale e la disponibilità concreta ad apportare tutte le innovazioni necessarie, motivando quali possano essere alcune eventuali utili e necessarie modifiche da apportare a partire dalla tempistica».«In Sicilia – conclude Zappulla – c’è bisogno di una classe dirigente avveduta, matura e seria, capace di mettere al centro la salute, la sicurezza, la tutela ambientale senza cedere alle spinte irrazionali e autolesioniste di desertificazioni industriali. Maturità, serietà e responsabilità che in primo luogo devono preliminarmente dimostrare i grandi gruppi industriali. Ora che l’assessore regionale pare abbia aperto al confronto Confindustria siciliana, assuma la responsabilità di promuovere un raccordo preliminare con il sindacato provinciale e regionale , le istituzioni locali e le associazioni ambientaliste». (Vassily Sortino)

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Bonus vacanze: Tutto pronto per far fare soldi agli albergatori non certo per aiutare i consumi e l’economia

Posted by fidest press agency su martedì, 30 giugno 2020

Tutto è pronto per l’utilizzo del bonus vacanze, dal 1 luglio si potranno utilizzare i soldi dei contribuenti (anche quelli che restano a casa perché non hanno un becco di un quattrino o perché non hanno voglia) per dare un po’ di soldi a quei “poveri cristi” che gestiscono alberghi, campeggi, villaggi turistici, agriturismi e bed & breakfast in Italia.
A parte le difficoltà di tempi e logistiche per usufruire di questo bonus… ma crediamo che l’italiano medio abbia acquisto una dimestichezza con la burocrazia che riuscirà a superarle a pié pari…. Rimane un fatto importante: si tratta di un finanziamento ad alcuni operatori del turismo non al settore economico.
Il bonus infatti vale per le strutture ricettive elencate (mi raccomando, non attraverso Booking et similia, anche se in tantissimi lo utilizzano) e serve per finanziare le stesse, non certo i consumi turistici. Che sono quelli, per esempio, di chi va in vacanza anche prendendo solo un aereo o un treno o in auto o un’escursione dalla mattina alla sera (vista la penuria, crediamo sarà una delle scelte più gettonate), tutte attività turistiche che non possono essere rimborsate col bonus.
Per chi ci governa il turismo degno di essere aiutato “perché così si rilancia l’economia bla bla…” è solo quello dell’ospitalità di certe strutture. Prendiamone atto: questo è il loro concetto e la loro pratica di rilancia dell’economia turistica.
Noi crediamo che, come in qualunque ambito economico i motori debbano essere i consumi e i consumatori, a cui magari dare anche un buono che poi utilizzano come meglio credono, foss’anche per mangiare al ristorante nella località turistica. Ma forse stiamo parlando di un altro mondo, di un’altra economia che sembra non siano neanche prossimi. Per ora ci siano infilati in questo “cul de sac” che è molto probabile porterà al perpetuarsi della sopravvivenza stentorea e non al consolidamento di una economia di mercato. (Vincenzo Donvito, presidente Aduc)

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Pagamenti in contanti ed elettronici. Novità dal 1 luglio

Posted by fidest press agency su martedì, 30 giugno 2020

Dal 1 luglio 2020 cambierà la soglia oltre la quale scatta il divieto di utilizzo dei contanti per i pagamenti, che passa da 3.000 a 2.000 euro come le sanzioni minime applicabili in caso di violazione. Ricordiamo che il limite riguarda il trasferimento di contante di qualsiasi tipo e natura, dal pagamento di una fattura a quello di una merce o servizio, del conto di un professionista, medico, dentista, etc. fino al prestito o donazione tra due persone. Attenzione anche ai pagamenti frazionati, perché la soglia li riguarda tutte le volte che il frazionamento appare artificioso ed eseguito con fini elusivi.
La regola, come ampiamente chiarito, NON riguarda invece i prelievi di contante agli sportelli e/o ai bancomat, non trattandosi di pagamenti. I movimenti in contante sul conto corrente, tuttavia, sono monitorati ed eventualmente segnalati alla Banca d’Italia.Per quanto riguarda i pagamenti elettronici invece, effettuati tramite carte di credito, bancomat e carte prepagate, la novità dal 1 luglio non riguarda direttamente il consumatore ma gli esercenti, che potranno fruire di un credito di imposta del 30% delle commissioni addebitate sulle transazioni. Si ricorda che i venditori di beni e servizi, anche professionali, sono obbligati dal giugno 2014 ad accettare pagamenti effettuati con carte di debito e di credito, ma che di fatto tale obbligo è affievolito non solo dal fatto che per legge sono esclusi i casi di “oggettiva impossibilità tecnica”, ma soprattutto dal fatto che non sono mai state introdotte sanzioni per il suo mancato rispetto. Proprio il decreto fiscale collegato all’ultima legge di Bilancio, lo stesso che ha messo mano alla soglia dei contanti, aveva introdotto le sanzioni poi abrogate in sede di conversione in legge
Ricordiamo infine che la rinomata “lotteria degli scontrini” ,che intende promuovere l’uso di moneta elettronica con la partecipazione ad una lotteria di Stato, non partirà invece dal 1 Luglio perché rimandata al 2021 dal decreto “rilancio” (Rita Sabelli, responsabile Aduc aggiornamento normativo)

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L’Ospedale San Raffaele Arcangelo – Fatebenefratelli di Venezia riapre tutti i servizi

Posted by fidest press agency su martedì, 30 giugno 2020

Si getta alle spalle l’emergenza Covid 19 e guarda al futuro. «Il sistema sanitario regionale ha reagito in modo tempestivo ottenendo i buoni risultati che tutti conosciamo a livello di contenimento del contagio – spiega il direttore Giorgio Lupazzi -. Mi sento inoltre di ringraziare il personale sanitario della nostra struttura, che si è impegnato a garantire che tutti i degenti si sentissero protetti e curati durante la fase acuta, e tuttora continuano in questa preziosa missione. Ora, in fase di riapertura, le autorità sanitarie territoriali sono molto prudenti e ci chiedono di potenziare le misure di prevenzione e di monitoraggio sia per i nuovi ingressi, sia nelle visite di familiari e caregiver». L’Ospedale ha riavviato tutte le sue attività, anche quelle ambulatoriali che erano state totalmente sospese in fase di lockdown e ottempera in toto alle indicazioni regionali sulle procedure utili a scongiurare il diffondersi del virus. Tutti i pazienti sono accolti in condizioni di assoluta sicurezza, in moduli e stanze dedicate, monitorati per un periodo fino a 14 giorni per valutare l’eventuale insorgenza di sintomi respiratori. Chiunque acceda alla Struttura deve presentarsi senza largo anticipo rispetto al motivo dell’accesso e deve poi sostare presso il punto di accoglienza posto all’ingresso per provvedere alla misurazione della temperatura e all’igiene delle mani. Rimane comunque attivo per i familiari il servizio di videochiamate che ha riscosso un notevole successo nel periodo di chiusura totale imposto dalle autorità. «A tal proposito ringraziamo sentitamente tre realtà del veneziano che in totale gratuità ci hanno raggiunto per offrirci un fattivo contributo, donandoci alcuni tablet utili per poter moltiplicare le possibilità di contatto a distanza tra degenti e familiari. Un grazie quindi al Sovrano Militare Ordine di Malta, al Club Soroptimist di Venezia e alla Lega SPI CGIL Venezia C.S. e isole» precisa il direttore, il quale annuncia che «stiamo potenziando le nostre proposte ambulatoriali, di riabilitazione e di cardiologia, anche in condivisione con la Ulss 3 Serenissima. Inoltre, continuiamo sulla strada dell’innalzamento del livello di sicurezza interna, con numerose progettualità formative e la rivisitazione dei percorsi di cura, soprattutto dopo l’esperienza acquisita nell’ultimo periodo. Proseguiremo anche l’iter di ampliamento della nostra unità di offerta di Ospedale di Comunità, e nonostante gli ultimi mesi di rallentamento di tutto il tessuto economico e sociale, abbiamo continuato a progettare ulteriori sviluppi per i nostri servizi di cui potremo dire di più solo entro fine anno».
L’Ordine Ospedaliero di San Giovanni di Dio FATEBENEFRATELLI (www.fatebenefratelli.it) è presente in 50 paesi dei 5 continenti, con circa 400 opere apostoliche. La Provincia Lombardo Veneta, essendo parte di questa grande comunità ospedaliera, realizza la propria vocazione religiosa dedicandosi al servizio della Chiesa prestando, senza scopo di lucro, attività sanitarie ed assistenziali in particolare nei confronti di malati e bisognosi. La mission della PLV è in primo luogo l’ospitalità realizzata attraverso interventi appropriati di prevenzione, promozione della salute, cura e riabilitazione, che garantiscano ad ogni utente la cura più adeguata al proprio bisogno di salute, in una logica di corretto ed economico uso delle risorse. La PLV esplica la propria attività assistenziale in 4 contesti regionali differenti (Piemonte, Lombardia, Veneto e Friuli Venezia Giulia), attraverso 9 strutture sanitarie/socio-sanitarie accreditate presso il SSN per 2192 posti letto complessivi. I Fatebenefratelli, sulle orme del loro fondatore San Giovanni di Dio, si impegnano a garantire un’assistenza integrale, che pertanto consideri e abbracci tutte le dimensioni della persona umana: fisica, psichica, sociale e spirituale. Tale assistenza umanizzata viene agita ogni giorno grazie alla compartecipazione alla missione da parte dei Fatebenefratelli e dei circa 2200 collaboratori assunti a vario titolo all’interno della Provincia Lombardo Veneta.

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Guarire l’Europa di Laura Sullivan

Posted by fidest press agency su martedì, 30 giugno 2020

Lunedì stavo ascoltando la radio quando queste parole mi hanno colpita: “Il nostro paese è come una casa molto vecchia. Amo le case molto vecchie. Ma tali case necessitano di molto lavoro. Un lavoro che non finisce mai. Per questa nazione è la stessa cosa. Magari non vorresti andare nello scantinato per mettere un po’ di ordine, però se non vai a darci un’occhiata, lo fai a tuo rischio e pericolo.” A pronunciare tali parole è stata la giornalista americana Isabel Wilkerson, che stava parlando di come comprendere la storia (in questo caso facendo riferimento alla schiavitù) ci aiuta a dare un senso al presente (il razzismo e le violenze della polizia). Mi sono ritrovata a chiedermi:cosa c’è “nello scantinato dell’Europa?” Andiamo mai là sotto?Ci sono diversi tipi di storie: quelle che esistono a livello locale, quelle nazionali e quelle condivise al livello europeo. Si può dire che le due guerre mondiali iniziate sul continente e la nostra storia coloniale fanno parte della storia europea. Nonostante alcuni paesi europei abbiano compiuto qualche sforzo per confrontarsi con il vissuto delle guerre, è difficile trovare esempi di adeguate riflessioni sul nostro passato coloniale.Dopo l’omicidio di George Floyd, per la prima volta da molto tempo, ci ritroviamo costretti ad affrontare gli aspetti peggiori delle nostre storie, dei nostri passati, delle nostre identità nazionali. Negli Stati Uniti, i simboli riconducibili alla parte più buia della storia del paese vengono rimossi dai luoghi pubblici, e lo stesso sta accadendo in Europa, soprattutto quelli che fanno riferimento alla nostra storia coloniale.Pensiamo, per esempio, al Belgio: quando sono arrivata qui, nel 2001, non riuscivo a credere che re Leopoldo II, l’uomo che aveva organizzato l’omicidio e la mutilazione di milioni di congolesi, fosse ancora celebrato attraverso numerose statue sparse in tutto il paese. Ora che ci ritroviamo faccia a faccia con il nostro passato, una delle conseguenze più immediate è proprio la messa in discussione dell’esistenza di questo genere di statue in Belgio, in Italia, nel Regno Unito e altrove. Avventurandoci tra le ragnatele dello scantinato e confrontandoci con quello che c’è lì sotto, stiamo dando alla nostra società l’opportunità di guarire, e siamo anche più onesti con noi stessi.
(Laura Sullivan – WeMove Europe)

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Sciopero infermieri

Posted by fidest press agency su martedì, 30 giugno 2020

Milano 4 luglio 2020. Tutti in piazza, gli uomini e le donne che hanno difeso la nostra vita contro il covid-19, metteranno in atto una sorta di “flash mob dei flash mob”: ad organizzarlo, con l’energia di sempre, i professionisti del Nursing Up che, assieme a colleghi provenienti da tutte le Regioni, porteranno nelle strade le istanze legittime di chi ha rischiato la propria vita con professionalità, ed umanità da vendere, dimostrando ancora una volta che sotto quel camice batte un cuore forte e generoso.
«Ci avviciniamo ad una data importante nel nostro percorso di lotte per la rivendicazione della nostra valorizzazione di professionisti esemplari, dice De Palma. Ma in questo momento il nemico peggiore che non abbiamo ancora sconfitto è rappresentato dall’indifferenza di una classe politica che ignora sistematicamente le richieste degli infermieri, che ci nega quell’aumento di stipendio che meritiamo da tempo, che non si prodiga nel qualificare con un nuovo percorso giuridico-contrattuale la nostra figura lavorativa. E allora, continua De Palma, mi rivolgo a tutte le associazioni, a tutti i movimenti, a tutte le organizzazioni di infermieri, a tutti i singoli colleghi. Il 4 luglio non sarà solo la manifestazione del Nursing Up, ma la giornata degli infermieri italiani che a voce alta invocano di essere ascoltati e finalmente, si spera, instradati verso i tanti attesi cambiamenti che non possono rimanere solo un urlo nel silenzio. Il 4 luglio, chiosa De Palma, sia l’inizio di una nuova era, l’era di quelli che credono in una professione straordinaria, anche se ingabbiata in un sistema sanitario che, come in un vicolo cieco, non ci consente vie di uscita se non la lotta dura».

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Rinnovo dei piani terapeutici: la diabetologia

Posted by fidest press agency su martedì, 30 giugno 2020

L’Associazione Medici Diabetologi (AMD), la Società Italiana di Diabetologia (SID) e la Società Italiana di Endocrinologia (SIE) accolgono con favore la Determina AIFA che consente la prescrizione in rimborsabilità dei nuovi anticoagulanti orali anche da parte dei Medici di Medicina Generale. Le sottoscritte organizzazioni,rappresentanti della Diabetologia italiana,auspicano quanto prima il raggiungimento di una condizione analoga anche per quanto concerne i farmaci innovativi per la cura del diabete mellito
Nel periodo dell’emergenza Covid-19 appena trascorso, il rilascio dei Piani Terapeutici avrebbe comportato la presenza fisica dei pazienti presso gli ambulatori di Diabetologia, aumentando così il rischio di diffusione del contagio. Oggi l’opportunità che i Medici di Medicina Generale possano prescrivere in regime di rimborsabilità le terapie innovative per il diabete resta cruciale per tutte le ragioni che erano già valide prima della pandemia. Prima fra tutte la necessità di concorrere in modo sostanziale al superamento delle disparità di accesso ai farmaci innovativi ancora evidenti nel nostro Paese. Una non pari opportunità di cura, spesso su base regionale, che dipende non solo dalle differenti politiche di rimborso delle terapie adottate dalle singole Regioni, ma anche dall’impossibilità della prescrizione in regime di rimborsabilitàdei ‘nuovi’ farmaci da parte della Medicina Generale.
È fondamentale – proseguono AMD, SID eSIE– che i medici di famiglia “salgano a bordo” con un ruolo più attivo nella presa in carico della persona con diabete, secondo un nuovo modello di gestione integrata basato sul “triage della fragilità” della persona con diabete. Questo implica da un lato colmare il gap sul fronte dell’impiego di terapie che hanno fornito evidenze molto solide in merito alla loro efficacia e sicurezza nel migliorare gli esiti cardiovascolari e renali del diabete. Ciò implica anche, dall’altro lato, diventare sempre più parte attiva di quella rete clinica che, sfruttando al meglio gli strumenti innovativi sia farmacologici che telematici, renda più agevole e cost-effective la fruizione dell’assistenza specialistica da parte del paziente.Il diabetologo e il medico di medicina generale saranno nodi imprescindibili di questa rete virtuosa – concludono le tre Società Scientifiche. Lo specialista diabetologo sarà il regista del percorso di cura, con il compito di inquadrare la persona con diabete alla diagnosi e l’incarico del periodico triage della fragilità, necessario per indirizzarla nel luogo di cura più appropriato ai suoi bisogni. Il Medico di Medicina Generale sarà il più vicino punto di riferimento per la persona con diabete quando il suo percorso terapeutico non preveda alta intensità di cura.

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SLA: Individuato un nuovo metodo per la diagnosi precoce su prelievi di saliva

Posted by fidest press agency su martedì, 30 giugno 2020

Una delle patologie più invalidanti e ancora non comprese a fondo è la Sclerosi Laterale Amiotrofica (SLA), che colpisce in Italia più di 6 mila persone, con un’incidenza di 2 mila nuovi casi ogni anno (dati EURALS Consortium). Tra le principali difficoltà nella presa in carico di questi pazienti ci sono certamente i tempi della diagnosi, che a volte, ancora oggi, possono sfiorare l’anno.
Un importante passo in avanti in questa direzione arriva dalla collaborazione tra l’IRCCS Fondazione Don Gnocchi e l’IRCCS Istituto Auxologico Italiano, i cui ricercatori hanno individuato nella saliva – grazie a una tecnica innovativa – un biomarcatore utile alla diagnosi precoce della malattia.Il progetto dei due Istituti – che fanno parte della rete IRCCS delle Neuroscienze e Neuroriabilitazione (RIN) – è stato ideato e coordinato dal Laboratorio di Nanomedicina e Biofotonica Clinica (LABION) dell’IRCCS Fondazione Don Gnocchi di Milano, guidato dalla dottoressa Marzia Bedoni, in collaborazione con l’Unità di Riabilitazione Intensiva Polmonare dello stesso IRCCS, diretta dal dottor Paolo Banfi. Primo autore e responsabile dello studio – finanziato dal ministero della Salute e pubblicato su “Scientific Reports” (gruppo Nature) – è il dottor Cristiano Carlomagno, ricercatore “Don Gnocchi.La SLA è una malattia degenerativa che porta alla progressiva e inesorabile paralisi della muscolatura. Ad oggi non esistono esami di laboratorio da eseguire sul sangue o su altri fluidi corporei capaci di garantire una diagnosi veloce e certa, o in grado di monitorarne la velocità di progressione.«La possibilità di utilizzare un semplice e non traumatico prelievo di saliva per definire un biomarcatore diagnostico per la SLA – commenta il professor Vincenzo Silani, ordinario dell’Università degli Studi di Milano e direttore dell’ Unità Operativa di Neurologia e Laboratorio di Neuroscienze dell’IRCCS Istituto Auxologico Italiano – rappresenta un’opportunità di rilevanza storica. La metodologia utilizzata ha richiesto un’attenta messa a punto iniziale, ma poi è stata dirimente nel definire uno spettro diversificato nella SLA rispetto ai controlli sani e rispetto ad altre patologie egualmente invalidanti come le malattie di Alzheimer e Parkinson».

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Axpo Italia, Premio AIEE a Salvatore Pinto

Posted by fidest press agency su martedì, 30 giugno 2020

E’ stato assegnato a Salvatore Pinto, presidente di Axpo Italia, il Premio AIEE Energia Sostenibile “Edgardo Curcio”, per le attività e le idee profuse nel promuovere i cambiamenti necessari per la realizzazione di un sistema energetico sostenibile e competitivo. Fondata nel 2000 durante la transizione al libero mercato, Axpo Italia è oggi uno dei maggiori player con una presenza lungo l’intera catena dell’energia combinano competenze nella produzione di energia elettrica sostenibile e capacità di innovare grazie alla ricerca. Axpo Italia porta l’esperienza internazionale del gruppo Axpo all’interno dei mercati locali, creando valore all’interno della filiera dell’energia italiana, e puntando su innovazione, digitalizzazione e sostenibilità.Presidente di Axpo Italia dal 2009, Salvatore Pinto in questi anni ha promosso una strategia basata sulla sostenibilità e affidabilità, sui clienti e sui servizi, sostenendo soluzioni sostenibili e all’avanguardia.«Questo premio riconosce l’impegno di Axpo Italia nel dare un contributo concreto alla transizione energetica italiana e, per questo motivo, è per noi molto importante. Abbiamo accelerato il nostro cammino verso innovazione, digitalizzazione e sostenibilità, elementi questi ancor più importanti oggi, nell’era post Covid», ha sottolineato Salvatore Pinto. «Abbiamo tutti constatato che un ruolo importantissimo per la ripresa verrà giocato dalla sostenibilità, priorità per lo sviluppo industriale. La gestione delle tematiche ambientali, quindi, non sarà più un criterio di conformità ma un’occasione irrinunciabile per ridisegnare in modo sostenibile, grazie anche alle tecnologie, il modo in cui viviamo e lavoriamo oggi, e sviluppare nuovi business con positive ricadute occupazionali per il Paese». In occasione della premiazione, l’AIEE – Associazione Italiana Economisti dell’Energia organizza un webinar sul tema Economia, energia, tecnologia: presente e futuro. L’economia è l’altro grande malato provocato dalla pandemia e l’energia è uno dei comparti che ha maggiormente sofferto, pur avendo sempre saputo soddisfare i fabbisogni dei consumatori, garantendo la continuità e la qualità del servizio. Qualificati esperti, sono chiamati ad approfondire l’impatto della crisi nel settore energia e la possibilità per lo stesso di porsi come fattore propulsivo per la ripresa economica e l’avanzamento tecnologico, grazie agli imponenti investimenti previsti per realizzare le trasformazioni profonde imposte dalle grandi sfide del clima e della sostenibilità.

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“Una strategia azionaria “barbell” in un contesto di perdurante incertezza”

Posted by fidest press agency su martedì, 30 giugno 2020

A cura di Natasha Ebtehadj, Gestore di portafoglio e Felicity Long, Gestore di portafoglio clienti di Columbia Threadneedle Investments. Preferiamo non cedere alla tentazione di dire che “viviamo in un’epoca senza precedenti”. Dopo tutto, eventi straordinari avvengono di continuo ed è il modo in cui li affrontiamo che crea valore per i nostri clienti. Non c’è tuttavia dubbio che stiamo attraversando uno dei periodi più significativi della recente storia economica, che sarà forse ricordato come la “Grande Recessione da Covid”.Osservando gli eventi nella fase forse più critica della recessione, ci sembra che i mercati siano nel pieno di un braccio di ferro tra forze contrastanti: da un lato, gli enormi e apparentemente interminabili interventi delle autorità, dall’altro l’evolversi delle ripercussioni economiche della convivenza con il Covid-19. Non è chiaro quali forze prevarranno, e tale mancanza di chiarezza si riflette sia nei maggiori margini di incertezza delle nostre previsioni economiche, sia nel nostro approccio all’assunzione del rischio nei portafogli multi-asset.Come abbiamo scritto in precedenza, continuiamo già da fine marzo a mantenere un atteggiamento complessivo di propensione al rischio, ritenendo che le azioni e le obbligazioni societarie offrano interessanti opportunità di rendimenti corretti per il rischio. Ci attendiamo che gli investitori beneficeranno di una modesta sovracompensazione rispetto ai rischi economici che si prospettano, peraltro sostanziali. In questo articolo ci concentriamo tuttavia sul rischio azionario.Alla luce delle incertezze, e tenendo conto dell’impatto economico della chiusura delle economie e dell’enorme risposta politica volta a contrastare le perdite, le nostre preferenze azionarie regionali poggiano su una strategia barbell. Investendo sia negli Stati Uniti che in Asia puntiamo su un mix di caratteristiche difensive e cicliche in grado di soddisfare anche la nostra preferenza di fondo per la qualità. Esaminiamo singolarmente ognuna di queste regioni.
Il mercato statunitense è sede di alcune delle società di qualità che emergeranno vincenti da questa crisi, data l’accelerazione di tendenze strutturali in ambiti come pagamenti senza contanti, telelavoro e consumi online, solo per citarne alcuni; le nostre posizioni in società come Microsoft, Mastercard e Amazon dovrebbero pertanto rivelarsi premianti.Il mercato statunitense è inoltre prevalentemente orientato all’economia domestica e quindi meno esposto alla crescita globale e al commercio internazionale. Le esportazioni hanno rappresentato solo il 12% del PIL USA nel 2018, a fronte del 47% per l’UE, e sebbene circa il 26% del fatturato delle società dell’S&P 500 provenga dall’estero, tale quota è bassa rispetto alla maggior parte dei mercati internazionali. Uno dei lati del barbell punta quindi su queste caratteristiche difensive e di qualità.
Sull’altro lato del barbell figura l’Asia, che offre caratteristiche cicliche e di qualità. L’economia asiatica si è affermata come il motore della produzione mondiale e presenta quindi una maggiore esposizione relativa alla crescita globale in un’era di globalizzazione delle catene produttive. Sebbene una rapida ripresa a V dell’economia globale non rappresenti il nostro scenario di riferimento, le prospettive altamente incerte ci inducono a mantenere un’esposizione selettiva a titoli ciclici di qualità, presenti in Asia in settori come quello tecnologico.La Cina sta intensificando gli sforzi di internalizzazione regionale della propria catena produttiva nel settore tecnologico, il che avrà probabili ricadute positive per le aziende asiatiche. Inoltre, i pericoli di una “seconda ondata” di contagi sono stati finora gestiti efficacemente durante la fase di graduale abbandono delle misure di isolamento in vari paesi. L’economia cinese, la prima colpita dalla crisi, è stata anche la prima a riacquistare slancio, avviando il processo di normalizzazione della produzione industriale con il ritorno dei lavoratori nelle fabbriche e il recupero dei consumi, che tuttavia rimangono a livelli inferiori a quelli pre-crisi.Ci attendiamo una ripresa lenta su scala globale, e riteniamo che aziende ed economie emergeranno dalla crisi più indebitate di prima. La maggiore enfasi sul rischio di alta qualità si è pertanto affermata come tema di fondo nei portafogli multi-asset. In ambito azionario, le società con bilanci solidi, elevati free cash flow e una buona redditività del capitale si distingueranno probabilmente dalla massa dei concorrenti fortemente indebitati, grazie al loro potenziale di crescita degli utili. Per individuare queste società, molte delle quali, come si è detto prima, operano negli Stati Uniti e nei paesi asiatici emergenti, ci avvaliamo del know-how collettivo dei nostri colleghi del team di ricerca azionaria. Abbiamo aumentato sin da fine marzo l’esposizione al rischio dei portafogli nelle strategie multi-asset svincolate, incrementando anche la qualità di tale rischio, come si evince osservando l’evoluzione di alcuni parametri chiave della qualità.
I rischi tuttavia permangono: come dicevamo in apertura, le misure di isolamento antivirus potrebbero avere la meglio sulle misure di stimolo economico implementate dalle autorità. Inoltre, la nostra strategia barbell incentrata su Stati Uniti e Asia ci espone indubbiamente ai pericoli legati al riacuirsi delle tensioni sino-statunitensi, un rischio che monitoriamo attentamente.Dal commercio, il conflitto si è esteso ad altre aree, tra cui tecnologia (in particolare, le restrizioni su Huawei), finanza (ad esempio, la recente proposta di legge del Senato sul delisting di American Deposit Receipts (ADR)) e geopolitica (l’ultimo motivo di tensioni riguarda la legge sulla sicurezza di Hong Kong). Per alcuni versi, il riacuirsi delle tensioni non sorprende in un anno di elezioni statunitensi; l’atteggiamento ostile alla Cina è peraltro condiviso da entrambi gli schieramenti politici, per cui riteniamo che le relazioni sino-statunitensi continueranno a fornire argomento di discussione sino alla chiamata alle urne.Non c’è dubbio che gli ultimi due mesi siano stati straordinari, ma non è la prima volta che investiamo in periodi di crisi: ogni crisi presenta aspetti che la rendono “senza precedenti”. Il nostro processo d’investimento ci ha consentito di affrontare con successo 25 anni ricchi di eventi; riteniamo che rimanere fedeli a tale processo sia ora più importante che mai.
http://www.columbiathreadneedle.com

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Istat: I trim 2020, potere d’acquisto -1,7%

Posted by fidest press agency su martedì, 30 giugno 2020

Secondo i dati Istat resi noti oggi, nel primo trimestre del 2020 il potere d’acquisto delle famiglie è diminuito, rispetto al trimestre precedente, dell’1,7% ed i consumi del 6,4%.”Le misure di sostegno dei redditi adottate a partire dal Cura Italia sono servite e hanno certo consentito di contenere la caduta del reddito disponibile e del potere d’acquisto, ma non abbastanza se sono scesi, rispettivamente, dell’1,6% e dell’1,7%, specie se si considera che si tratta di dati trimestrali e che l’Italia diventa zona rossa solo a partire dal 10 marzo e le attività produttive sospese dal 25″ afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.”Quanto al crollo dei consumi, precipitati del 6,4%, la speranza è che dipenda solo dalla chiusura dei negozi, avvenuta a partire dal 12 marzo, perché se invece già dipendesse, in parte, dal minore potere d’acquisto delle famiglie, allora è chiaro che con la riapertura delle attività non ci sarebbe quel rimbalzo dei consumi tanto atteso e sperato da tutti” conclude Dona.

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Lo studio legale bresciano eletto miglior team dell’anno Under 40

Posted by fidest press agency su martedì, 30 giugno 2020

Brescia. Lo studio legale Puccio – Penalisti Associati, fondato dall’avvocato bresciano Andrea Puccio è stato eletto miglior “team dell’anno” alla prima edizione dei Legalcommunity Forty Under 40 Italy Awards, il premio che celebra le eccellenze professionali (team e singoli professionisti) con meno di 40 anni di età. In gara tutti i grandi studi legali, anche internazionali, presenti in Italia, ma il trentacinquenne Puccio, con il suo team completamente a trazione under 40, ha ottenuto il prestigioso riconoscimento, in quanto “in grado di fornire un’assistenza qualificata, oltre che a garantire una risposta pronta e attenta alle richieste dei clienti, in tutte le aree specifiche del diritto penale”.Da far notare che lo studio bresciano non ha vinto in una delle 40 categorie del diritto previste dal regolamento, ma è riuscito a centrare il miglior risultato assoluto, come “team dell’anno”.Operazioni svolte (valore e numero); fattori rilevanti di crescita ed espansione dello studio; posizionamento e immagine: questi i tre criteri presi in considerazione dalla giuria, composta da esperti del settore, principalmente Legal Counsel e General Counsel di società come, fra altre, Intesa Sanpaolo, Moncler, Deutsche Bank, Huawei, Missoni, Ermenegildo Zegna, Rete Ferroviaria Italiana (Gruppo FSI), DHL.Lo Studio Puccio – Penalisti Associati ha sede, oltre che a Brescia, anche a Milano ed è specializzato nel diritto penale dell’economia e dell’impresa.

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Intesa Sanpaolo: finanziamento di 12,5 milioni di euro a Impresa Percassi

Posted by fidest press agency su martedì, 30 giugno 2020

Intesa Sanpaolo ha concesso a Impresa Percassi, storica società bergamasca, un finanziamento di 12,5 milioni di euro, garantito da Sace, in poche ore tramite Garanzia Italia, strumento previsto dal Decreto Liquidità destinato al sostegno delle imprese italiane colpite dall’emergenza Covid-19. Il finanziamento, come previsto dal Decreto, è finalizzato, in particolare, a sostenere il circolante. Impresa Percassi – che ha sede a Bergamo, la provincia più colpita dal Covid-19 – vanta una solida storia imprenditoriale, lunga più di 50 anni, ed è riconosciuta tra i principali general contractor nel settore dell’edilizia privata in Italia. I ricavi registrati nel 2019 ammontano a oltre 137 milioni di euro. Impresa Percassi, ad oggi, ha un portafoglio lavori di oltre 400 milioni di euro. Intesa Sanpaolo, dall’inizio dell’emergenza, ha immediatamente messo in atto una serie di misure concrete per dare supporto alle imprese: dopo aver elevato a 50 miliardi di euro l’ammontare di risorse in termini di credito messe a disposizione del Paese, sospeso le rate dei finanziamenti e aderito all’anticipo della Cassa integrazione in deroga, è operativa su tutte le possibili soluzioni previste dal Decreto Liquidità, fornendo così il supporto necessario alle imprese di piccole, medie e grandi dimensioni. “L’operazione con Impresa Percassi conferma il nostro impegno, insieme a SACE, di
rispondere in maniera efficace alle esigenze delle imprese”, ha dichiarato Tito Nocentini, Direttore Regionale Lombardia di Intesa Sanpaolo. “Con questa iniziativa proseguiamo nell’attività di sostegno alle imprese del territorio con tutte le misure messe a disposizione dal decreto liquidità e rafforziamo ulteriormente il nostro supporto al tessuto imprenditoriale lombardo; un segnale importante, in particolare per Bergamo e per il settore dell’edilizia, che simboleggia l’impegno del Gruppo per il rilancio economico del Paese dopo l’emergenza COVID”.

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Giornata di orientamento estivo dell’Università di Parma

Posted by fidest press agency su martedì, 30 giugno 2020

Parma. In questa edizione dell’Infoday, che per il 2020 necessariamente si svolgerà online, a partire dalle 9 di lunedì 13 luglio sarà possibile incontrare i docenti dell’Università di Parma che saranno presenti sul portale “Il mondo che ti aspetta” per rispondere in diretta alle domande di futuri studenti e famiglie sulle caratteristiche e le novità dell’offerta formativa del prossimo anno accademico.(https://www.unipr.it/infoday). A pochi giorni dall’apertura delle immatricolazioni, si rinnova, infatti, l’appuntamento con l’Università di Parma per conoscere i corsi di studio e i servizi per l’anno accademico 2020-21.
Per ogni corso di laurea triennale, magistrale e magistrale a ciclo unico sarà infatti presente un desk virtuale cui sarà possibile accedere in diverse fasce orarie (link al programma). Ai desk virtuali saranno presenti docenti e tutor che presenteranno brevemente i corsi e risponderanno in diretta alle domande dei partecipanti, integrando e approfondendo tutte le informazioni già presenti sul portale.
Per tutta la giornata, dalle 9 alle 16, saranno disponibili anche i desk virtuali di molti servizi di Ateneo, accessibili sempre dal portale “Il mondo che ti aspetta”: Orientamento, Tasse, contributi e diritto allo studio, ER.GO, il servizio per student* con disabilità, con B.E.S. e fasce deboli, con D.S.A., con spettro autistico e GLBT le Eli-Che, Counseling Psicologico e Welcome Point Matricole. A breve saranno disponibili sulla pagina web dell’Infoday i link per accedere per accedere ai desk virtuali.
Più che mai in questa fase di transizione, già di per sé delicata e ora resa ancor più complessa dalle contingenze, possono essere numerose le incertezze sulla configurazione futura dei corsi di studio, sulle modalità di accesso e di frequenza, sui servizi di supporto agli studenti.Per questo l’Università di Parma, con questo appuntamento di Orientamento, vuole fornire una ulteriore occasione di incontro tra docenti, studenti e famiglie per informare anche sugli ultimi aggiornamenti in atto e fornire indicazioni utili per affrontare in modo consapevole l’ingresso nel mondo universitario.Le immatricolazioni all’Università di Parma si apriranno giovedì 16 luglio 2020.

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Individuato un sistema di faglie sui fondali pugliesi

Posted by fidest press agency su martedì, 30 giugno 2020

Un sistema di faglie esteso per almeno 100 km di lunghezza, lungo il quale si sono generati due ampi bacini sedimentari è stato identificato nel tratto di mare a sud-est di Santa Maria di Leuca (LE), grazie ad una ricerca condotta da un team di ricercatori dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV) e dell’Istituto Nazionale di Oceanografia e di Geofisica Sperimentale (OGS) nell’ambito del progetto FASTMIT, coordinato e supportato dal fondo premiale 2014 del Ministero dell’Università e della Ricerca, appena pubblicata sulla rivista “Tectonics” dal titolo ‘Active extension in a foreland trapped between two contractional chains: The South Apulia Fault System (SAFS)’.La scoperta di tale sistema di faglie, denominato South Apulia Fault System (SAFS), è stata possibile grazie una serie di campagne geofisiche eseguite con la nave OGS Explora.Attraverso, poi, l’analisi di dati batimetrici ad alta risoluzione e di diversi profili e linee sismiche che hanno permesso di illuminare sia le strutture crostali profonde che i sedimenti quaternari che costituiscono il fondale marino, i ricercatori hanno ricostruito la geometria tridimensionale dei principali orizzonti geologici e delle faglie presenti in quest’area fino a una profondità di circa 12 km.In particolare, lo studio congiunto OGS-INGV ha dimostrato che il SAFS ha iniziato la sua attività tettonica tra 1,3 e 1,8 milioni di anni fa, durante il Pleistocene inferiore, e che è tutt’ora attivo, come evidenziato dalla presenza di dislocazioni che interessano i sedimenti più recenti e il fondo mare. I tassi di movimento del SAFS sono nell’ordine di 0,2-0,4 mm/anno per quanto riguarda la sua componente estensionale, ma è stato possibile ipotizzare anche la presenza di una componente non trascurabile di movimento orizzontale.L’area in cui si trova il SAFS in Puglia è una porzione sommersa del cosiddetto avampaese (cioè, una regione adiacente a una catena montuosa) della “placca Adriatica”, un’area di crosta continentale considerata stabile rispetto alle due aree di catena poste ad ovest (la catena appenninica) e ad est (la catena ellenica).Le aree di avampaese sono tipicamente soggette a terremoti meno frequenti rispetto alle aree lungo i margini di placca e alle aree di catena, tuttavia non sono esenti da eventi di magnitudo anche significativa. In particolare, relativamente all’area studiata è storicamente noto il forte terremoto del 20 febbraio 1743, per il quale i cataloghi storici riportano una magnitudo stimata di 6.7. I cataloghi sismici riportano, inoltre, che questo terremoto causò ingenti danni sia nella regione salentina che nelle isole Ionie (Corfù, Lefkada e Cefalonia), oltre ad un probabile tsunami che interessò il porto di Brindisi. In base alla posizione geografica, alle evidenze di attività recente e all’assenza di altre strutture tettoniche di simile importanza all’interno dell’area di studio, gli esperti INGV e OGS hanno ipotizzato, dunque, che il SAFS possa essere la più probabile sorgente del terremoto del 1743.I ricercatori auspicano che, nel futuro, ulteriori studi anche multidisciplinari permettano di acquisire nuovi dati ad alta risoluzione, così da poter comprendere con maggiore precisione la reale estensione del SAFS caratterizzandone con più precisione i tassi di attività, le implicazioni geodinamiche e gli effetti di scuotimento del sisma e dello tsunami del 1743.

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Forum PA 2020 – Resilienza Digitale

Posted by fidest press agency su martedì, 30 giugno 2020

Roma dal 6 all’11 luglio il grande evento online sull’innovazione contro la crisi oltre 100 eventi in streaming, più di 300 relatori a confronto sull’innovazione e la trasformazione digitale per la resilienza nei settori lavoro, industria, formazione, sanità, coesione sociale Tra gli ospiti i Ministri dell’Innovazione Pisano, della PA Dadone, dell’Istruzione Azzolina, delle Politiche agricole Bellanova, degli affari regionali Boccia,dell’Università Manfredi, del Sud Provenzano, la Sindaca di Roma Capitale Raggi eil sindaco di Firenze Nardella, il prof Floridi dell’Università di Oxford, rappresentanti dell’OCSE e delle istituzioni europee.
Il primo giorno di Forum PA 2020 – lunedì 6 luglio – ci sarà lapresentazione dell’annuale ricerca FPA sul lavoro pubblico, in programma alle ore 16:30. Sempre nella giornata di apertura, l’intervento del Ministro per Pubblica Amministrazione Fabiana Dadone e quello delMinistro per l’Innovazione Tecnologica e Digitalizzazione Paola Pisano, oltre al Key note Speech di Luciano Floridi, Professore di filosofia ed etica dell’informazione dell’Università di Oxford. Il Ministro dell’Istruzione Lucia Azzolina interverrà mercoledì 8 luglioall’evento “Apprendimento a distanza e competenze digitali: due sfide per il futuro del Paese”, il Ministro per il Sud e la coesione territoriale Giuseppe Provenzano venerdì 10 luglio all’evento “Dal Pon Metro la strada per ripartire “. Mentre il Ministro delle Politiche agricole Teresa Bellanova (6 luglio), il Ministro per gli affari regionali e le autonomie Francesco Boccia (7 luglio) e il Ministro dell’Università e della Ricerca Gaetano Manfredi (8 luglio) saranno ospiti delle “Conversazione con…” dei tre giorni. Tra i rappresentanti delle istituzioni locali, interverranno il 7 luglio il presidente della Regione Calabria Jole Santelli, e il 9 luglio Virginia Raggi, Sindaca di Roma Capitale, e Dario Nardella, sindaco di Firenze.
Numerosi gli ospiti internazionali, tra cui: il Segretario Generale dell’OCSE Angel Gurria ealtri importanti rappresentanti dell’OCSE come Stefano Scarpetta, Director for Employment, Labour and Social Affairs e Andrew Wyckoff, Director for Science, Technology and Innovation; due importanti esponenti delle strutture operative dalla Commissione europea come Fabrizia Benini, Head of unit Digital Economy and Skills della DG CONNECT e Ken Ducatel, Director IT Security della DG DIGIT; Emanuele Baldacci, Director of Digital Services DIGIT presso la Commissione Europea; Barteld Braaksma, Innovation Manager CBS – National Statistical Institute of the Netherlands, e Gualtiero Walter Ricciardi, Membro Executive Board Organizzazione Mondiale della Sanità. L’esperienza della Spagna sarà portata da Fernando De Pablo Martin, Segretario generale dell’amministrazione digitale del Ministero dell’economia e della trasformazione digitale.Oltre alla tradizionale indagine sul lavoro pubblico di FPA, saranno presentate e commentate altre tre ricerche durante Forum PA 2020: il 7 luglio l’Indagine sulla maturità digitale dei Comunisviluppata da FPA in esclusiva per Dedagroup Public Services; l’8 luglio l’analisi costi-benefici svolta da IDC per Aruba Enterprise per valutare gli impatti derivanti dall’impiego della Posta Elettronica Certificata in Italia; infine il 9 luglio, l’indagine “PA e cittadino: quali strumenti per migliorare la digital experience dell’utenza”, realizzata da FPA in esclusiva per Adobe.

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Migliori tesi di laurea o di dottorato su Epicuro

Posted by fidest press agency su martedì, 30 giugno 2020

Due vincitori ex aequo per il premio NetoIP dedicato alle migliori tesi di laurea o di dottorato su Epicuro. La giuria, presieduta dal professor Roberto Radice, ha voluto premiare i lavori di Tiziana di Fabio e di Vincenzo Damiani. La consegna del premio è prevista nell’ambito della manifestazione “Liberi come Epicuro, secondo festival epicureo” organizzato dal quotidiano online VivereSenigallia, partner ANSO – Associazione Nazionale Stampa Oline, dal 23 al 25 luglio a Senigallia (AN).
Tiziana di Fabio con la sua tesi “Giustizia e philia: Politica e filosofia nell’Epicureismo greco” ha dimostrato come il celebre detto epicureo “Vivi nascosto” non sia mai stato un divieto assoluto a dedicarsi alla politica, ripercorrendo le orme di molti filosofi della tradizione epicurea che hanno avuto voce, anche significativa, nella gestione delle poleis greche.
Vincenzo Damiani ha analizzato il genere letterario, quello del compendio o epitome, che per Epicuro è stato importantissimo. Un’esigenza nata quando Epicuro si rese conto del fatto che la filosofia dovesse essere resa comprensibile e facilmente memorizzabile per tutte le categorie di persone che volevano ottenere concretamente la felicità, vicini e lontani dal Giardino di Atene.«Abbiamo scelto due tesi – spiega il professor Radice – ma tutte erano ad un livello molto alto di competenza, tenendo conto di tutti i paramenti, tecnici e comunicativi». Le due tesi saranno premiate da Giacomo Di Napoli, ceo di NetoIP, durante l’evento “Liberi come Epicuro, secondo festival epicureo” organizzato dal quotidiano online VivereSenigallia dal 23 al 25 luglio a Senigallia (AN). Di Napoli consegnerà ai vincitori, oltre al premio di 1.500 euro che verrà diviso in due, una sim telefonica NetoIP. «Mi piace pensare e credere che il nostro lavoro – spiega Di Napoli – sia quello di rendere possibile quanto è stato descritto nelle tesi vincitrici. Cosa sarebbe la philia, l’amicizia descritta nella tesi di Tiziana di Fabio senza una bella chiacchierata a distanza. E tutti sappiamo quanto è importante internet per insegnare a distanza. Non vedo l’ora di incontrare i vincitori a Senigallia durante il Festival Epicureo».La giuria presieduta da Roberto Radice dell’Università Cattolica di Milano e composta da Elena Irrera dell’Università di Bologna, Francesco Verde di Sapienza Università di Roma, Enrico Piergiacomi dell’Università di Trento e da Michele Pinto, presidente dell’Associazione Culturale “Il Mondo di Epicuro” ha stilato una graduatoria delle tesi ritenute meritevoli, seguendo i quattro criteri stabiliti dal bando: originalità (max 30 punti), rigore scientifico e metodologico (max 30 punti), impiego della bibliografia (max 20 punti), capacità di attualizzazione del pensiero epicureo (max 20 punti).
Vincenzo Damiani (La Kompendienliteratur nella scuola di Epicuro: Forme, funzioni, contesto) – 100 punti.
Tiziana Di Fabio (Giustizia e philia: Politica e filosofia nell’Epicureismo greco) – 100 punti.
Claudio Vergara (PHerc. 1670 (Filodemo, La provvidenza?)) – 90 punti e menzione speciale della giuria (30 – 30 – 20 – 10).
Chiara Martini (Void and Spatiality in Epicurus’ Letter to Herodotus) – 85 punti (30 – 25 – 15 – 15).
Francesco Paolo De Vita (The Ethical Function of the Epicurean Religious Observance) – 70 punti. (20 – 20 – 15 – 15).

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Biologico: Utilizzo prodotti fitosanitari

Posted by fidest press agency su martedì, 30 giugno 2020

È stato approvato nell’ultima seduta della Conferenza Stato Regioni, il decreto del Ministero delle Politiche agricole alimentari e forestali finalizzato ad integrare il DM 309/2011, che stabilisce un limite massimo di residui di sostanze non ammesse in agricoltura biologica, oltre il quale il prodotto contaminato non può essere commercializzato come “biologico”. Il decreto, in procinto di emanazione, prevede una deroga nel caso di residui di acido fosfonico nonché, per il vino, anche di acido etilfosfonico. Il decreto ministeriale del 2011, infatti, con riferimento ai prodotti fitosanitari non presenti nell’allegato II del Reg. (CE) n. 889/2008, ha fissato a 0,01 mg/kg il limite inferiore, inteso come “soglia numerica” al di sopra della quale non è concedibile la certificazione di prodotto biologico, anche in caso di contaminazione accidentale e tecnicamente inevitabile, a meno che non siano previsti limiti inferiori dalla legislazione applicabile per particolari categorie di prodotto.Il provvedimento contiene, inoltre, una specifica norma per la contaminazione di acido etilfosfonico nel vino, derivante da un processo di produzione spontanea che si verifica durante il processo di trasformazione. Al fine di incentivare l’agricoltura biologica, il periodo di transizione sarà applicabile anche alle aziende che si saranno convertite al biologico successivamente all’emanazione del decreto.”Alla luce delle indicazioni fornite dal CREA e con un attento confronto tecnico – conclude Giuseppe L’Abbate – poniamo fine ad una controversa situazione su cui si ingeneravano numerosi falsi positivi e che rischiava, di fatto, di penalizzare le nostre imprese biologiche, rendendo vani i loro sforzi”.

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Deal struck on Clearing houses’ recovery and resolution plans

Posted by fidest press agency su martedì, 30 giugno 2020

Central counterparties (CCPs) should have detailed recovery plans with a harmonised set of tools for restoring their finances with no cost to taxpayers.A deal between the EP the Council negotiating teams struck on Tuesday evening provides a harmonised risk management system, designed to enable CCPs in difficulty to continue clearing services while minimising the risk that taxpayers might have to bail them out.CCPs sit between buyers and sellers of stock, bonds or derivatives and shoulder the risks of a transaction party default. Due to the growing value and volume of the transactions they handle, they have in recent years become systemically important and are often deemed “too big to fail”.Negotiators agreed to distinguish between a “default event” when one or more clearing members fail to honour their financial obligations and a “non-default event” such as a business failure incurring losses. They want CCPs to draw up comprehensive and effective plans for dealing with both cases. The main goal of a recovery plan is for a CCP to continue providing clearing services without any public financial support.CCPs are already obliged to hold capital and their clearing members contribute also to a default fund. In case of default of a clearing member, CCPs should use their own resources (skin in the game) and may require other financial contributions from non-defaulting members before the authorities step in.Additionally, MEPs introduced prohibition or restriction of dividends and bonuses in case of a default event caused by mismanagement. Such a provision for sound risk management that would keep CCPs’ capital available in case of recovery.Finally, negotiators agreed, following the EP team’s insistence, to introduce an additional, pre-funded second skin in the game to be used after the default fund, which would be further defined by ESMA. This proportional and risk-based requirement for additional funds would further contribute to the protection of taxpayers and increase the incentive for sound risk management.Member States where a CCP is established must designate one or more resolution authorities (such as national central banks or competent ministries), which would decide that a CCP is failing or likely to fail, and would be empowered to apply a combination of the resolution tools.Negotiators agreed on a closed list of resolution tools including cash calls (additional contributions) to non-defaulting members twice as big as a default fund, variation margin gains haircutting – reduction of the value of any gains payable by CCP to non-defaulting members, sale of business and government stabilisation tools as a last resort. They also envisaged a review clause in order to re-assess the list.
Resolution should aim not to incur greater losses for shareholders, creditors, clearing members and direct clients of the CCP than they would have incurred in the case of non-intervention and insolvency of the CCP – compliance with “no creditor worse off” principle.Negotiators agreed that when a CCP in a non-default case reduces payments to non-defaulting clearing members and clients it should recompense them, once its health is restored, through cash payments or ownership in future profits.
Additionally, it was agreed that contractual arrangements allowing clearing members to pass losses on to their clients in case of the resolution should also include, on an equivalent and proportionate basis, the right for clients to any compensation that clearing members receive. These provisions should also apply to indirect clients.Some technical work on the text is now under way by the services of the three institutions. Afterwards the agreement reached by the EP negotiating team will have to be approved by the ECON committee and a plenary vote. The Council also has to confirm it.

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