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Archive for 4 novembre 2019

Il muro di Berlino 1989-2019: 30 anni che hanno cambiato l’Europa e il mondo

Posted by fidest press agency su lunedì, 4 novembre 2019

Milano 6 novembre 2019 dalle ore 10:00 alle 12:00, Sede del Parlamento Europeo – Palazzo delle Stelline, Corso Magenta 61. Sono passati trent’anni da quello storico 9 novembre 1989. Da quel giorno ad oggi con la Caduta del Muro e dei Regimi Comunisti di mezza Europa, il mondo e’ cambiato. Ma cos’era il Muro che per quasi trent’anni dal 1961 divideva in due la Germania e l’Europa? Qual’è la storia e le conseguenze della sua caduta, che ha realmente causato la fine del Comunismo? Come vivono quei Paesi oggi e cos’ e’ cambiato per le società europee, internazionali, per il mondo ebraico e per Israele? Tra i tanti ospiti presenti anche Gianluca Marco COMAZZI – Consigliere Regione Lombardia ( Forza Italia) , Manfredi Palmeri Consigliere Regione Lombardia ( Energie per l’Italia) , Gianni Rubagotti membro del consiglio generale del Partito Radicale, che contribuiranno ad arricchire l’evento, con le loro riflessioni . Introduzione di Roberto Zadik (Giornalista e Conferenziere Sinagoga Beth Shlomo). Il calendario degli interventi è il seguente:
• On. Angelo CIOCCA ( Europarlamentare Lega ),
• Massimiliano BASTONI ( Consigliere Regione Lombardia Lega ),
• Luca CERESA ( Presidente Terre Ambrosiane ),
• Avv. Giampaolo BERNI FERRETTI (Presidente Ass. Milano Vapore e Vice-Capogruppo Forza Italia Municipio1 ),
• Avv. Mario CARNEVALE BARAGLIA ( Studioso storico delle dinamiche aristocratiche Europee ),
• Roberto JARACH ( Presidente Fondazione Memoriale Shoa ),
• Davide ROMANO ( Presidente ADI – Amici di Israele),
• Carmelo FERRARO (Presidente del Comitato M’Impegno e Presidente del Comitato Scientifico di Milano Vapore).
(By avvocato Giampaolo Giorgio Berni Ferretti)

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The Philanderer: di George Bernard Shaw

Posted by fidest press agency su lunedì, 4 novembre 2019

Roma Dal 5 al 10 Novembre, 2019 (Da martedì 5 a venerdì 8 ore 20.30; sabato 9 e domenica 10 ore 17.30) Teatro San Genesio via Podgora, 1 (P.zza Mazzini – metro Lepanto) Una commedia di George Bernard Shaw regia di Sandra Provost in lingua originale Inglese. Cast in ordine di apparizione: Edoardo Camponeschi, Camilla Mazzitelli, Fabiana De Rose, John Calderone, Gregory Garbinsky, Jax, Harry McCrory, Sébastien Follain.
Prosegue la rassegna di teatro in lingua inglese al Teatro San Genesio di Roma, con il primo appuntamento della dodicesima stagione, che si inaugura con la commedia The Philanderer di George Bernard Shaw. Presentata dalla compagnia filantropica The Rome Savoyards/Plays in Rome, la dinamica e sagace commedia è diretta dalla regista Sandra Provost, che porta sul palco otto interpreti di diverse nazionalità. Irriverente satira sociale e autobiografica, The Philanderer è annoverata tra i lavori più singolari della prolifica e sorprendentemente attuale produzione di Shaw, attento critico e osservatore del suo tempo e dei comportamenti umani.
The Philanderer continua a stupire e a divertire per la brillante astuzia con cui affronta diversi temi, quali l’ipocrisia dei costumi sociali, la difesa della parità di genere e le possibili conseguenze delle scelte operate nell’ambito della ricerca medica. All’inizio della commedia, Charteris, the philanderer, il donnaiolo, è intento nell’assiduo corteggiamento della vedova Grace Tranfield. Si oppone a questo amore nascente, irrompendo sulla scena, Julia, presunta fidanzata/amante di Charteris. Le cose si complicano ulteriormente quando il padre di Grace, Cuthbertson, critico teatrale, arriva assieme ad un compagno di scuola perduto da tempo e che ha incontrato per caso: il padre di Julia, il colonnello Craven. Mentre la trama si infittisce e la storia si dipana attorno agli altri personaggi coinvolti, ne conseguono rivelazioni e sorprese inaspettate.
The Rome Savoyards è una compagnia teatrale di lingua Inglese, costituita da attori, cantanti e tecnici di diverse nazionalità e provenienze, fondata dalla sua regista Sandra Provost e presente a Roma da oltre 30 anni. http://www.romesavoyards.it
BIGLIETTI INTERO 15€ RIDOTTO 13€ (gruppi di 8, over 65 e membri dell’associazione Plays in Rome) RIDOTTO 10€ (studenti e bambini)

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Just 15 years of post-Paris emissions to lock in 20 cm of sea level rise in 2300

Posted by fidest press agency su lunedì, 4 novembre 2019

Berlin – Unless governments significantly scale up their emission reduction efforts, the 15 years’ worth of emissions released under their current Paris Agreement pledges alone would cause 20 cm of sea-level rise over the longer term, according to new research published today in the Proceedings of the National Academy of Science (PNAS).The study, led by researchers at Climate Analytics and the Potsdam Institute for Climate Impact Research (PIK), estimates how much long-term sea level rise will be locked in by 2300 due to past and near-term anthropogenic greenhouse gas emissions up to 2030.The report is the first to quantify the sea-level rise contribution of anthropogenic greenhouse gas emissions that countries would release if they met their current Paris Agreement pledges (‘Nationally Determined Contributions’ or NDCs). The pledges, made after first adopting the Paris Agreement in 2015, expire in 2030. The researchers found that emissions released during those 15 years alone would cause sea levels to rise by 20 cm by 2300, one-fifth of the total committed sea-level rise caused by the emissions released from the start of industrialisation up to 2030. The potential impact of an already irreversible melting of parts of the Antarctic ice sheet was not taken into account.“Our results show that what we do today will have a huge effect in 2300. 20 cm is very significant; it is basically as much sea-level rise as we’ve observed over the entire 20th century. To cause that with only 15 years of emissions is quite staggering,” said Climate Analytics’ Alexander Nauels, lead author of the study.“The true consequences of our emissions on sea-level rise unfold over centuries, due to the slow pace at which the ocean, polar ice sheets and glaciers respond to global warming. The more carbon we release now the more sea-level rise we are locking in for the future,” Nauels said.The researchers also found that just over half of the 20 cm contribution can be attributed to the top five polluters – China, USA, EU, India, and Russia. The emissions released by these five countries under their current Paris Agreement pledges (NDCs) will cause seas to rise by 12 cm by 2300, the study shows.“Just five economies are responsible for more than half of the projected sea-level rise caused by emissions released in the 15 years following the Paris Agreement. In order to limit long-term sea-level rise, it is crucial that these countries step up their emission reduction efforts,” said Johannes Gütschow, from PIK, another author of the studyWhen accounting for all the emissions released between 1991, the year after the Intergovernmental Panel on Climate Change (IPCC) published its first scientific assessment of climate change, and 2030, the long-term sea-level rise commitment of the five biggest emitters increases to 26 cm.“The implications of our findings are clear. Emissions today will inevitably cause seas to rise a long way into the future. This process cannot be reversed. It is our legacy for humankind,” said Climate Analytics’ Carl-Friedrich Schleussner, who also contributed to the study.“Governments urgently need to put forward much stronger emission reduction pledges, or NDCs, by 2020 in order to decarbonise at a pace in line with the Paris Agreement’s 1.5°C temperature goal and avoid further burdening future generations,” Schleussner said.As seas rise, extreme sea-level events will happen more often and increase flood risks. The recent IPCC Special Report on Oceans and Cryosphere states that extreme sea-level events currently seen only once in a hundred years will occur annually in many parts of the world by 2050 due to the projected sea-level rise of 24-32 cm. This will have potentially devastating impacts for many coastal and island communities.

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4 novembre: festa delle forze armate e dell’unità d’Italia

Posted by fidest press agency su lunedì, 4 novembre 2019

“Grazie a tutti gli uomini in divisa di tutti i tempi, a coloro che combatterono a Caporetto o sul Piave, a El Alamein o nelle steppe sovietiche, a quelli che si sono guadagnati l’Italia unita sulle barricate, negli scontri epocali delle Guerre d’Indipendenza. C’è un pezzo d’Italia che vi ignora o, peggio, vi detesta, fino a falsare la narrazione rinnegando il vostro sacrificio e odiando ogni persona in divisa. Ma c’è un’altra Italia fiera che non fa passare un giorno senza emozionarsi per voi, che vi venera e vi abbraccia ovunque siate, che immagina la tensione in una missione militare, la confusione nelle antiche trincee, i tiri di schioppo, i carri senza benzina, i piedi congelati immersi nella neve o quelli bruciati dalla sabbia dei deserti africani, la nostalgia struggente per i vostri affetti lontani. Eroi per sempre, riproduttori di amore incancellabile e custodi immateriali della nostra libertà. Che il vostro dono ci trovi degni, oggi, festa delle forze armate e dell’unità d’Italia. E sempre”. E’ quanto scrive sulla sua bacheca Facebook il vicepresidente della Camera dei deputati Fabio Rampelli di Fratelli d’Italia.

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Walter Malosti porta in scena Primo Levi

Posted by fidest press agency su lunedì, 4 novembre 2019

Roma 5 – 17 novembre 2019 Teatro Argentina Largo di Torre Argentina Valter Malosti porta in scena, per la prima volta senza mediazione, l’inconfondibile voce salda e mite del Primo Levi di Se questo è un uomo. Un monologo ininterrotto che rende la parola protagonista e restituisce a questa irripetibile opera prima la sua dimensione di opera acustica: una voce nuda che riproduce la babele del campo di concentramento – i suoni, le minacce, gli ordini, il rumore della fabbrica di morte. dall’opera di Primo Levi (pubblicata da Giulio Einaudi editore) condensazione scenica a cura di Domenico Scarpa e Valter Malosti
scene Margherita Palli – luci Cesare Accetta – costumi Gianluca Sbicca – progetto sonoro Gup Alcaro Tre madrigali (dall’opera poetica di Primo Levi) Carlo Boccadoro video Luca Brinchi, Daniele Spanò – cura del movimento Alessio Maria Romano assistente alla regia Elena Serra con la collaborazione di Leda Kreider e Noemi Grasso – assistente alle scene Eleonora Peronetti scelte musicali Valter Malosti – musiche di Oren Ambarchi, Johann Sebastian Bach, Ludwig van Beethoven, Cracow Kletzmer Band, Morton Feldman, Alexander Knaifel, Witold Lutoslawski, Oy Division, Arvo Pärt, Franz Schubert, John Zorn madrigali eseguiti e registrati dai solisti dell’Erato Choir: soprani Karin Selva e Caterina Iora contralto Giulia Beatini, tenori Massimo Lombardi e Stefano Gambarino, bassi Cristian Chiggiato e Renato Cadel direzione musicale Massimo Lombardi e Dario Ribechi Produzione TPE – Teatro Piemonte Europa, Teatro Stabile di Torino – Teatro Nazionale, Teatro di Roma – Teatro Nazionale Progetto realizzato in collaborazione con Centro Internazionale di Studi Primo Levi, Comitato Nazionale per le celebrazioni del centenario della nascita di Primo Levi, Polo del ‘900 e Giulio Einaudi editore in occasione del 100° anniversario dalla nascita di Primo Levi (1919 – 1987).
Biglietti: intero 40 euro – ridotto 12 euro Orari spettacoli: martedì e venerdì ore 21 _ mercoledì e sabato ore 19 _ giovedì e domenica ore 17 _ lunedì riposo.

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“In Sardegna bisogna recuperare la capacità di guardare al futuro”

Posted by fidest press agency su lunedì, 4 novembre 2019

Ne è testimonianza, il sistema di invasi presente sull’isola e che ora consente di affrontare meglio gli effetti dell’emergenza climatica. Ciò nonostante, in anni recenti, è stata fatta una scelta sbagliata, sottraendo la gestione dell’acqua irrigua a chi sa farlo, cioè i Consorzi di bonifica. Non ci stanchiamo di ripeterlo, perchè è un indirizzo, che sta penalizzando l’agricoltura sarda e che ha permesso alla regione di cogliere solo marginalmente le opportunità offerte dallo sblocco dei finanziamenti nazionali per circa un miliardo di euro. È stato fatto da certa politica un cattivo welfare che ha penalizzato moltissimi a favore di pochi. È ora tempo di cambiare!” A tornare sulla controversa questione è Francesco Vincenzi, Presidente dell’Associazione Nazionale dei Consorzi per la Gestione del Territorio e delle Acque Irrigue (ANBI), intervenuto alla Conferenza Irrigua Regionale, promossa da ANBI Sardegna. I Consorzi di bonifica sono in prima fila nell’uso di strategie innovative per favorire il risparmio idrico e, più in generale, assumere un ruolo centrale nel rilancio dell’agricoltura sarda. Le nuove tecnologie, in particolare Internet ed i satelliti, hanno un ruolo centrale nella razionalizzazione del consumo idrico, rendendo facile agli enti consorziali di verificare, con certezza, quali terreni siano stati irrigati e contrastare i furti d’acqua. “L’utilizzo dei contatori idrici può consentire un risparmio d’acqua fino al 30% – sottolinea Gavino Zirattu, Presidente di ANBI Sardegna – ma per attuare queste soluzioni ci vuole una forte collaborazione tra tutti i soggetti istituzionali. Diversi amministratori regionali restano stupiti quando sanno quello, che facciamo per le campagne sarde; eppure, l’agricoltura dovrebbe avere un ruolo centrale nelle politiche per l’isola e gestire l’acqua per le campagne vuol dire sostenere la vita di un territorio.” “L’acqua è centrale nella definizione di tutte le politiche: economia, opere pubbliche, ambiente, cambiamenti climatici, gestione dei flussi migratori – afferma Massimo Gargano, DG di ANBI – Negli anni siamo stati in grado di elaborare pacchetti di progetti esecutivi per i diversi governi, che si sono succeduti. Il nostro sforzo è stato riconosciuto ed oggi abbiamo finanziate opere per 1 miliardo di euro. La grande sfida, che stiamo affrontando, è quella di ridurre il divario tra le varie aree del Paese in un momento storico, in cui l’acqua è elemento cruciale di ogni politica. Ora abbiamo due priorità: a livello europeo, ottenere il riconoscimento dell’irrigazione come indispensabile asset produttivo ed ambientale per le agricolture mediterranee; sul piano interno, maturare la capacità di certificare il valore ecosistemico dell’efficiente utilizzo delle risorse idriche tramite i Consorzi di bonifica.” In Sardegna sono attualmente finanziati 5 interventi per un importo complessivo di quasi 39 milioni di euro per l’ottimizzazione della rete irrigua e che garantiranno circa 200 nuovi posti di lavoro.

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Italia carente nell’integrazione e formazione degli alunni migranti: docenti da formare

Posted by fidest press agency su lunedì, 4 novembre 2019

Molti Paesi europei, ad iniziare dal nostro, non sembrano pronti ad accogliere nel giusto modo a ad organizzare un’adeguata formazione rivolta agli studenti migranti che provengono da fuori territorio: è la conclusione cui sono giunti gli autori del nuovo Quaderno di Eurydice Integrating Students from Migrant Backgrounds into Schools in Europe: National Policies and Measures, con il quale sono state comparate le politiche educative di 42 Paesi europei a proposito della loro integrazione nelle scuole. Lo studio ha anche evidenziato la mancata formazione degli insegnanti per lavorare in classi culturalmente diverse per affrontare questa necessità. Secondo Marcello Pacifico, leader dell’Anief, si fa sempre più impellente la necessità di adottare organici potenziati e una didattica diversificata nelle classi dove sono presenti allievi migranti: servono lezioni per livelli, oltre docenti impegnati in contemporanea, assorbendo nei ruoli tutto il precariato storico, fatto di personale già selezionato e con comprovate capacità d’insegnamento, ed introdurre anche nuove figure di tutoraggio, mirate a supportare la fase di scolarizzazione, allineamento e apprendimento della nostra lingua. Tutte decisioni che difficilmente si potranno prendere se dovesse essere confermata la tendenza, contenuta nel Def, alle riduzioni progressive di spesa pubblica fino al 2040. Dalla ricerca – che ha attuato anche un’analisi comparativa su argomenti come la governance, l’accesso all’istruzione, il sostegno psico-sociale, linguistico, e all’apprendimento, gli insegnanti e i capi di istituto -, emerge che, nonostante la maggior parte dei sistemi educativi europei offra accesso all’istruzione e alla formazione agli alunni con background migratorio e nonostante l’educazione interculturale risulti spesso integrata nei curricoli nazionali, “le politiche e le misure per il supporto all’apprendimento tendono a essere incentrate sugli aspetti accademici anziché sulle esigenze sociali ed emotive degli studenti”.
Gli autori dello studio hanno anche evidenziato la “mancanza di preparazione degli insegnanti a lavorare in classi culturalmente diverse a causa dell’assenza di una formazione specifica su questi temi; il fatto che gli studenti migranti, la cui lingua d’origine è diversa dalla lingua d’insegnamento, non abbiano il diritto di studiare la propria lingua d’origine a scuola, e la mancanza di sostegno agli insegnanti e ai capi d’istituto per far fronte ai bisogni di questi alunni, ad esempio attraverso la presenza a scuola di assistenti e mediatori culturali per facilitarne l’integrazione, cosa che avviene in alcuni Paesi”. Servirebbero anche nella nostra Penisola, quindi, delle figure utilianche, si legge nel rapporto, “per valutare i progressi e il rendimento degli studenti migratori”. Tra i Paesi che hanno messo in campo buone strategie per l’integrazione degli studenti migranti nell’istruzione, il rapporto indica la Germania e l’Austria per la forte enfasi sulla diversità, la Spagna (Comunità autonoma di Catalogna), il Portogallo e la Slovenia come Paesi che sono riusciti a seguire un approccio all’insegnamento e all’apprendimento che tiene conto del benessere generale dell’alunno, e la Finlandia e la Svezia perché sono i Paesi che riservano la maggiore attenzione sia alla dimensione della diversità, sia alla dimensione del benessere generale.

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Scuola: L’aumento di stipendio dei docenti si ferma a 85 euro

Posted by fidest press agency su lunedì, 4 novembre 2019

Dalla Legge di Bilancio 2020, per il rinnovo del contratto del pubblico impiego arriveranno oltre 3 miliardi: non bastano per far raggiungere agli oltre 800 mila insegnanti italiani la quota dei 100 euro mensili in busta paga. È necessario reperire altri 500 milioni di euro. I sindacati sarebbero disposti a sacrificare la carta da 500 euro annui per l’aggiornamento dei docenti di ruolo. Anief non è d’accordo: per quale motivo, ancora una volta almeno una parte delle risorse per finanziare chi opera nella scuola pubblica deve essere reperita all’interno dello stesso comparto? Per noi è chiaro che non può essere quella indicata da altre sigle sindacali la strada per sbloccare la situazione. Stando così le cose, Anief conferma lo sciopero del 12 novembre, per chiedere anche di trovare fondi adeguati per il rinnovo del contratto di comparto. Marcello Pacifico, presidente nazionale: “Non si può pensare di risolvere il problema stipendiale con 40 euro netti medi a dipendente, pure a rate, visto che non coprono nemmeno il tasso d’inflazione prodotto negli ultimi anni e che andranno a regime in un biennio. Per noi l’incremento deve essere superiore a 250 euro, con l’impegno preciso di recuperare il gap, entro un triennio, rispetto alla media stipendiale dei colleghi europei” Si fermerà probabilmente a 85 euro circa mensili l’aumento di stipendio riservato agli 800 mila docenti in servizio della scuola italiana: a dirlo è stato Il Sole 24 Ore, secondo il quale l’incremento a tre cifre di 100 euro promesso da Bussetti e successivamente confermato da Fioramonti sembra non potersi concretizzare per mancanza di fondi disponibili, problematica rispetto alla quale il Ministro non aveva nascosto la sua preoccupazione. E questo avviene sebbene siano “destinati all’istruzione – scrive Tuttoscuola – metà dei 3,2 miliardi riservati al pubblico impiego dalla Legge di Bilancio per il finanziamento del nuovo Ccnl 2019-21. Per raggiungere la quota dei 100 euro mensili in busta paga in più, però, sarebbe necessario reperire altri 500 milioni. Attualmente, a fronte di un aumento stipendiale medio di 95 euro al mese per gli impiegati della P.A., agli insegnanti spetterebbero solo altri 74 euro al mese a cui si aggiungerebbero 11,50 euro di elemento perequativo, per un totale di circa 85 euro”. “I sindacati – continua la rivista specializzata – hanno proposto di recuperare 380 milioni di fondi riducendo i finanziamenti relativi alla Carta del docente; il Ministero sembra disponibile a percorrere questa strada, anche in ragione del fatto che la maggior parte dei docenti ha utilizzato la card per acquistare hardware e software anziché iscriversi a corsi di aggiornamento o programmi di formazione. Lontano, in ogni caso, resta l’obiettivo legato al raggiungimento dello standard europeo: se in Italia il salario annuo lordo dei docenti è di 28.147 euro, in Francia è di 33.657 euro e in Germania arriva addirittura a 55.926 euro”.

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Istruzione: Docenti, formazione iniziale e reclutamento

Posted by fidest press agency su lunedì, 4 novembre 2019

Dopo la débacle delle politiche adottate per vincere la supplentite, che negli ultimi mesi ha portato al record di 205 mila contratti annuali e il raddoppio dei supplenti in due lustri, Anief propone un solo anno per abilitarsi all’insegnamento ed entrare nei ruoli nelle scuole dove si svolge il tirocinio per 10 mila accessi con cadenza regolare con un semestre aggiuntivo su posti di sostegno. L’occasione per introdurre il nuovo modello proposto è quella di agire nella prossima delega inserita nella legge di Bilancio. Secondo Marcello Pacifico, presidente nazionale del sindacato autonomo, “abbiamo estremo bisogno di snellire le procedure di accesso alla professione docente, invertendo i dati internazionali che vedono il nostro personale tra il più vecchio al mondo garantendo nel contempo la selezione, la qualità e l’assorbimento del precariato già esistente. Il ministero dell’Istruzione ci ascolti. Solo così si potrà sperare di sfilare all’Italia la ‘maglia’, oggi tenuta bene stretta, dei docenti più vecchi d’Europa, e del Paese dove la mancanza di valorizzazione degli insegnanti ha raggiunto livelli sempre più evidenti, partendo proprio dalla precarietà sine die. Anche per questo, Anief ha proclamato lo sciopero con manifestazione davanti a Montecitorio per il prossimo 12 novembre”. Il reclutamento dei docenti va profondamento cambiato. Perché l’organizzazione portata avanti negli ultimi anni ha prodotto un numero inaudito di supplenze e di precari in attesa di essere assegnati sui posti vacanti. La situazione d’emergenza è chiara anche al dicastero di Viale Trastevere, dove però, a quasi un mese dall’intesa del 1° ottobre scorso, sulle “nuove abilitazioni, ordinarie e straordinarie”, scrive oggi Orizzonte Scuola, si registra “ancora il nulla di fatto” e un altro incontro saltato tra dirigenti dell’amministrazione e le maggiori organizzazioni sindacali. Anief sostiene che è giunta l’ora di dare una svolta positiva al sistema, intervenendo direttamente sul sistema di formazione iniziale ed in particolare sul reclutamento degli insegnanti, accanto a una fase transitoria che stabilizza tutti i vincitori e idonei dei concorsi ordinari e straordinari, i precari delle GaE e delle graduatorie di istituto ed eviti i licenziamenti di chi ha superato l’anno di prova.

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Scuole insicure

Posted by fidest press agency su lunedì, 4 novembre 2019

La mancanza di personale scolastico arriva a incidere sui bisogni fisiologici degli alunni: dopo la drammatica morte del bambino di cinque anni a Milano, precipitato nella tromba delle scale dell’istituto, tra il personale di molte scuole sono subentrati sentimenti di angoscia nel tentativo di prevenire possibili incidenti a seguito della scarsa disponibilità di personale. Marcello Pacifico (Anief): Basta scherzare sulla salute degli studenti. Il Governo reintegri le migliaia di posti tagliati per assicurare il diritto all’istruzione di ogni alunno. Non è più tollerabile questa situazione. Nell’Istituto Comprensivo “Calcedonia” di Salerno, “dopo i gravi fatti di Milano”, la preside ha deciso di agire “nell’interesse primario della sicurezza degli allievi” adottando la turnazione degli allievi per recarsi ai servizi igienici in modo da assicurare sempre la loro vigilanza: è anche “una tutela per gli insegnanti”, ha detto la dirigente, cercando di far comprendere il senso della circolare imposta a docenti e personale ausiliario. Perché, ha detto, “se i bidelli non sono in guardiola o nei corridoi gli allievi di tutte le scuole non possono usufruire bagni individualmente”. Secondo Marcello Pacifico, presidente Anief, “arrivare a programmare i doppi turni per andare in bagno è l’emblema di quando sia caduta in basso l’organizzazione delle nostre scuole: l’incidente accaduto a Milano qualche giorno fa nella scuola ‘Pirelli’ di Milano ha messo in evidenza le falle di un sistema, quello degli organici del personale scolastico, che negli ultimi anni è stato sistematicamente utilizzato da chi governava la scuola come una sorta di bancomat da cui prelevare soldi e far quadrare i conti a fine anno. E adesso ne paghiamo le conseguenze, con la didattica meno incisiva, perché sono sparite le compresenze e si è ridotto il tempo scuola, il personale Ata che non riesce ad ottemperare alla mole crescente di impegni moltiplicati con l’autonomia scolastica e il progettificio esploso con la Buona Scuola del 2005, i collaboratori scolastici ridotti a poche unità ad istituto ponendo seri rischi sul fronte della sicurezza”.

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Trasparenza sugli investimenti: Nuova iniziativa di Aduc sul web

Posted by fidest press agency su lunedì, 4 novembre 2019

Gli italiani sono un popolo di risparmiatori ma spesso non si informano sui costi dei servizi legati ai loro soldi: è un errore, perché questi oneri possono abbassare notevolmente i rendimenti. Per questo Aduc ha aperto sul web un nuovo sito “Trasparenza & Investimenti” https://trasparenzainvestimenti.it/ Il nuovo web intende “Sensibilizzare i risparmiatori per far sì che la trasparenza dei costi diventi normale, con resoconti chiari e semplici”. La base del servizio gratuito che offriamo ai risparmiatori è un Test per verificare la trasparenza del proprio istituto di credito. Il test consente di conoscere i veri costi sostenuti per la gestione dei propri risparmi: inserendo i dati generici sulla propria banca e il proprio rapporto con la stessa, viene subito fornita una risposta se la banca stessa abbia o meno i minimi requisiti previsti dalla legge sulla Trasparenza (https://analisibanca.trasparenzainvestimenti.it/)
Il test è inoltre utile alla nostra campagna perché possiamo acquisire informazioni statistiche per spingere le autorità competenti (Consob e Parlamento) a migliorare l’applicazione delle norme europee in Italia sulla trasparenza negli investimenti.Aduc dal 1991 aiuta i risparmiatori ad investire dopo essersi informati. La direzione editoriale dello specifico web di Aduc è affidata a Nicola Borzi, veterano del giornalismo d’inchiesta nel settore finanziario. Le informazioni e l’assistenza sono fornite da consulenti finanziari indipendenti coordinati da Alessandro Pedone, Responsabile Aduc per la Tutela del Risparmio.

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Governo. Di Maio, la memoria, la conoscenza e Radio Radicale

Posted by fidest press agency su lunedì, 4 novembre 2019

“La verità ti fa male”, è il titolo di una canzone di Caterina Caselli degli anni ’60.Il titolo della canzone potremmo attribuirlo al capo politico del M5s, Luigi Di Maio, perché dalle elezioni politiche a quelle europee, il M5s ha perso 6 milioni di voti, nell’Umbria è passato dal 27,5 per cento del 2018, al 14,6 per cento delle europee e al 7,4 per cento delle regionali di domenica scorsa; il NO all’Ilva, al Tap, al Tav e alla Gronda, opere sulle quali il M5s ha condotto la campagna elettorale per le politiche, raggiungendo quasi il 33% dei consensi, si è trasformato in un SI, nel tempo che si impiega a voltare una pagina. Insomma, una verità amara.In tale situazione, il Di Maio non trova di meglio che scagliarsi contro i fondi per la convenzione con Radio Radicale. Una porcata dice, lanciando una campagna sul blog che invita a scegliere tra i fondi a Radio Radicale o ai terremotati.Insomma, si utilizza una tragedia per nascondere le proprie incapacità politiche e il tradimento di quanto promesso agli elettori. In analogia, Di Maio dovrebbe invitare i cittadini a scegliere se destinare i 4 milioni complessivi, dovuti dagli eletti penta stellati a favore della piattaforma Rousseau o, invece, a donarli per la cura dei bambini oncologici. Che miseria!Evidentemente, il capo politico non è al corrente (non ci meraviglia) che il totale di spesa programmata, per le aree colpite da terremoto, si attesta a 40,58 miliardi, e che lo stanziamento per la convenzione con Radio Radicale ne rappresenta lo 0,00. Urge, invece, che il ministro Di Maio si metta al lavoro per far utilizzare, presto e bene, i fondi già disposizione per i terremotati, visto che molti comuni aspettano ancora interventi risolutivi dopo il terremoto e proprio Radio Radicale ha più volte segnalato i problemi del dissesto e del rischio sismico.Radio radicale svolge da 43 anni un servizio pubblico di interesse generale, come riconosciuto anche dall’Autorità per le Comunicazioni.Trasmette le sedute parlamentari e le attività di altre istituzioni, del Governo, del Consiglio superiore della magistratura, della Consulta e le attività dei partiti, compreso quello del M5s, dei sindacati e delle associazioni. Conserva la memoria storica informatizzata della vita politica italiana dell’ultimo quarantennio. E’ come una grande biblioteca, dove ogni cittadino può attingere liberamente perché ha il diritto alla conoscenza.Ecco, è la memoria che porta alla conoscenza che Di Maio vorrebbe cancellare. E’ il “vaffa” alla consapevolezza, alla comprensione, alla preparazione e alla competenza. Mala tempora currunt sed peiora parantur. (Primo Mastrantoni, segretario Aduc)

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Governo. Bilancio 2020: niente di nuovo

Posted by fidest press agency su lunedì, 4 novembre 2019

“Niente di nuovo sul fronte occidentale”, è un romanzo storico, scritto nel 1929 da Erich Maria Remarque, che narra le vicende di un soldato tedesco durante la Prima guerra mondiale. Ne consigliamo la lettura.Parafrasando il titolo del romanzo, potremmo dire “niente di nuovo” per il bilancio 2020, predisposto dal governo M5s-Pd, vale a dire che si è in sostanziale continuità con quello precedente, M5s-Lega. D’altronde, il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, è lo stesso in entrambi i governi.In sintesi, metà del bilancio è a debito, l’altra metà sono tasse e recupero dell’evasione fiscale, se ci sarà.
Si poteva fare diversamente? Si, prendendo atto della realtà.La realtà è che due dei provvedimenti bandiera del precedente governo, Quota 100 e Reddito di cittadinanza, non hanno raggiunto il loro obiettivo. Quota 100 non ha prodotto nuova occupazione, come reclamizzato dalla Lega, che ne fu la proponente, così come il Reddito di cittadinanza, proposto dal M5s.Questo governo ha confermato entrambi le misure: Quota 100 e Reddito di cittadinanza.
Una manovra coraggiosa avrebbe fatto confluire i fondi, destinati a queste due misure inutili, alla riduzione del cuneo fiscale, stimolando la crescita.Invece, si confermano propaganda e ricerca del consenso elettorale, invece di promuovere lavoro e attività produttive.E il popolo, del quale ci si riempie la bocca? Può aspettare. (Primo Mastrantoni, segretario Aduc)

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Alitalia: Rilnciare l’azienda

Posted by fidest press agency su lunedì, 4 novembre 2019

“Approvato con il parere favorevole del governo un ordine del giorno sulla salvaguardia della compagnia di Bandiera. Prendiamo atto che il governo dovrà ora mettere in campo tutte le iniziative possibili, per la definizione finale del nuovo consorzio societario di Alitalia, e del varo di un progetto industriale che determini il rilancio dell’azienda e tuteli contestualmente gli interessi strategici nazionali legati al traffico economico, commerciale, culturale e turistico. La Nazione deve avere un vettore nazionale competitivo sul mercato, per affrontare la competizione globale, anche grazie alla sua consolidata storia internazionale. È necessario, come richiesto dai principali sindacati del trasporto aereo, investire nella flotta di lungo raggio, nella manutenzione leggera e pesante e in una gestione aeroportuale industriale non affidata alla sola logica dei facili incassi commerciali. La costituzione della nuova “cordata” tenga conto del mantenimento dei livelli occupazionali attuali e del rilancio complessivo della compagnia di bandiera. E’ quanto dichiara il deputato di Fratelli d’Italia Fabio Rampelli, vicepresidente della Camera commentando il via libera della Camera all’odg su Alitalia di cui è primo firmatario.

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Risparmio:Acri,per 21% difficile spesa imprevista mille euro

Posted by fidest press agency su lunedì, 4 novembre 2019

Secondo l’indagine Acri-Ipsos, il 21% delle famiglie avrebbero difficoltà ad affrontare una spesa imprevista di mille euro. “Dati decisamente allarmanti e preoccupanti, per quanto diversi e più rassicuranti rispetto a quelli ufficiali dell’Istat, relativi al 2017, secondo i quali il 39,5% delle famiglie non riesce a far fronte ad una spesa imprevista di circa 800 euro all’anno” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori. “In ogni caso, la sostanza è la stessa: troppe famiglie hanno paura del futuro e sono costrette a tirare la cinghia per poter arrivare a fine mese. Basta una piccola spesa inattesa per mandare in tilt il bilancio di una famiglia” prosegue Dona.”Ecco perché riteniamo positivo, anche se insufficiente, il provvedimento contenuto in manovra di ridurre il carico fiscale sui lavoratori dipendenti. Un primo piccolo passo nella giusta direzione” conclude Dona.

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Roma-Pietralata: Si aprono i cantieri

Posted by fidest press agency su lunedì, 4 novembre 2019

Roma. Nel 2020 al via i cantieri delle prime 9 opere pubbliche previste nel programma di riqualificazione Print di Pietralata. Grazie all’approvazione definitiva in Assemblea capitolina, dopo 14 anni il programma urbanistico di recupero e rigenerazione previsto nel IV Municipio sarà realizzato.Si tratta di una superficie complessiva di 632mila metri quadrati (63 ettari) di cui oltre 200mila metri quadrati di verde pubblico e aree per servizi locali, 76mila metri quadrati di residenziale e quasi 36mila metri quadrati tra viabilità e parcheggi per un totale di 29 interventi privati che finanziano 31 opere pubbliche per circa 53,3 milioni di euro di investimenti a carico dei privati.
“Si tratta di un risultato importante per un progetto che da subito abbiamo inserito tra i punti prioritari di questa amministrazione in un quadrante che fa parte di un sistema complessivo fondamentale che tiene insieme la stazione Tiburtina, lo Sdo e da oggi il Print attorno allo sviluppo dell’anello ferroviario. Il Print rappresenta in qualche modo la complessità della città, non una somma di singoli interventi ma un organismo che unisce interesse pubblico e investimenti privati – sottolinea l’Assessore all’Urbanistica Luca Montuori – Il vero significato della definizione ‘rigenerazione urbana’ deve essere quello di riconnettere i tessuti urbani in zone che vedono finalmente realizzati servizi attraverso uno sguardo che deve essere sempre complessivo”.“Con l’approvazione in Assemblea Capitolina del Print – aggiunge la presidente della Commissione Urbanistica di Roma Capitale, Donatella Iorio – diamo prima di tutto una risposta a cittadini, comitati, operatori in attesa da anni. Ora possono prendere il via le prime opere che restituiranno agli abitanti un quartiere rigenerato, con nuove infrastrutture, servizi e spazi pubblici di aggregazione. Il recupero urbanistico di aree periferiche, eppure strategiche, come Pietralata rappresenta una nostra priorità e l’aver sbloccato un programma complesso e articolato come il Print ne è una dimostrazione”.La riqualificazione partirà dalle opere che hanno la massima priorità e riguardano in particolare la difesa idraulica per la messa in sicurezza del territorio e del suo sistema ambientale, interventi di mobilità e il sistema dei servizi. Un’importanza fondamentale la avrà anche la definizione del polo dei servizi a disposizione dei cittadini che avverrà tramite un concorso di progettazione.Partiranno nella prima fase 14 interventi che finanzieranno 9 opere pubbliche (con un costo a carico dei privati di circa 15 milioni di euro). In particolare si tratta di 3 opere di difesa idraulica; 3 opere di mobilità (lungo via di Pietralata); 3 opere del “polo servizi” (oggetto di concorso pubblico).

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Nuovo programma di incentivi per la ricerca e l’innovazione

Posted by fidest press agency su lunedì, 4 novembre 2019

Milano, Assolombarda, Auditorium Gio Ponti, via Pantano 9. I temi trattati durante il workshop saranno i cambiamenti introdotti con il nuovo programma quadro, a partire dalle novità del concetto di “Missione” e dell’European Innovation Council (EIC) Accelerator, incentivo già operativo e che da settembre 2019 ha sostituito lo Sme Instrument. Un focus particolare sarà dato al nuovo programma InvestEU, strumento finanziario per la crescita delle imprese europee.
Programma 14.00 – Registrazione dei partecipanti
14.30 Introduzione ai temi della giornata Vittorio Biondi – Direttore Settore Politiche Industriali e Competitività del Territorio di Assolombarda Massimo Gaudina – Capo della Rappresentanza a Milano della Commissione europea
15.00 La ricerca e l’innovazione come driver della politica industriale europea Matteo Borsani – Direttore Delegazione Confindustria presso UE
15.20 Da Horizon 2020 a Horizon Europe: cosa cambia per le imprese? Focus sulle opportunità nei settori dell’energia, della mobilità sostenibile e cambiamento climatico Andrea Gentili – Vice capo unità Low emission future industries – DG Research and Innovation – Commissione europea
16.00 European Innovation Council Pilot – le novità per le imprese e le differenze rispetto allo SME InstrumentAntonio Carbone – Capo dipartimento innovazione APRE
16.30 Il nuovo strumento finanziario per la crescita delle imprese europee: fondo InvestEURiccardo Aguglia – Policy Expert on SME financing – DG ECFIN Financing of innovation, competitiveness and employment policies – Commissione europea
17.00 Dibattito. Modera Leonardo Pinna – Delegazione Confindustria presso UE

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SELFIE, strumento UE per le scuole, utilizzato da 450 000 studenti e insegnanti

Posted by fidest press agency su lunedì, 4 novembre 2019

SELFIE è stato sviluppato dalla Commissione insieme a un gruppo di esperti del settore dell’istruzione provenienti da tutta Europa ed è disponibile in 31 lingue.Oggi ricorre il primo anniversario del lancio di SELFIE (acronimo che significa “autoriflessione su un apprendimento efficace mediante la promozione dell’innovazione attraverso le tecnologie per la didattica”), lo strumento online gratuito, promosso dalla Commissione europea, che aiuta le scuole a valutare e migliorare il loro modo di utilizzo delle tecnologie digitali per l’insegnamento e l’apprendimento. Finora oltre 450 000 studenti, insegnanti e dirigenti scolastici in 45 paesi hanno utilizzato questo strumento e si prevede che entro la fine del 2019 saranno più di 500 000.
SELFIE viene costantemente migliorato grazie ai test con gli utenti e al feedback raccolto nelle scuole. Sono state aggiunte nuove funzionalità, tra cui una guida audiovisiva per assistere le scuole nella configurazione e nella personalizzazione dello strumento e la possibilità per le scuole di confrontare i propri risultati SELFIE con quelli precedentemente ottenuti. Per accrescere l’utilizzo di SELFIE la Commissione europea promuove anche l’informazione e la sensibilizzazione delle scuole, ad esempio attraverso eTwinning, la più grande piattaforma per insegnanti al mondo, e la Settimana UE della programmazione. Nel 2020 verranno sviluppati altri materiali di sostegno e di formazione, compreso un corso MOOC per le scuole su SELFIE e su come gli insegnanti possono utilizzarne i risultati per migliorare l’insegnamento e l’apprendimento con il supporto delle tecnologie digitali. A gennaio 2020 è previsto anche il lancio di una versione di SELFIE destinata all’istruzione e formazione professionale basata sul lavoro.

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Un’Unione della sicurezza autentica ed efficace

Posted by fidest press agency su lunedì, 4 novembre 2019

Nella relazione presentata sono riassunte le iniziative intraprese dalla Commissione in alcuni dei settori chiave dell’Unione della sicurezza, quali la lotta al terrorismo, lo scambio di informazioni, il contrasto alla radicalizzazione e la cibersicurezza, e si sottolinea nel contempo la necessità di compiere ulteriori sforzi, in particolare per quanto riguarda l’attuazione della normativa dell’UE in materia di sicurezza. Nel contesto della reazione dell’attentato di Christchurch avvenuto nel marzo 2019, la Commissione raccomanda inoltre all’Unione europea di avviare negoziati con la Nuova Zelanda in materia di scambio di dati personali con Europol per combattere le forme gravi di criminalità e il terrorismo.Gli Stati membri sono in grado di scambiarsi più informazioni che mai, in particolare grazie all’assistenza offerta da agenzie dell’UE come Europol. L’UE ha notevolmente migliorato la sua resilienza informatica e sta lavorando per garantire la cibersicurezza delle reti 5G. In seguito alla valutazione coordinata a livello di UE dei rischi per la sicurezza, gli Stati membri dovrebbero ora concordare una serie di misure di attenuazione dei rischi entro il 31 dicembre.
L’UE ha inoltre continuato ad adoperarsi per contrastare la disinformazione e proteggere l’integrità delle elezioni attraverso il codice di buone pratiche per l’autoregolamentazione sulla disinformazione firmato nell’ottobre 2018.
Alcuni Stati membri non attuano ancora pienamente una serie di norme fondamentali dell’UE in materia di sicurezza che riguardano il terrorismo e la criminalità informatica. Tra queste vi sono dossier prioritari, quali lo scambio dei dati del codice di prenotazione (Passenger Name Record – PNR) e la direttiva sulla lotta contro il terrorismo. Solo tredici Stati membri attuano le norme dell’UE per un accesso più restrittivo alle armi da fuoco e ventuno devono ancora recepire le norme antiriciclaggio. Inoltre, ventitré Stati membri non applicano ancora le norme dell’UE che configurano il reato di abuso sessuale su minori e quattro Stati membri non rispettano la normativa UE sugli attacchi contro i sistemi di informazione. La Commissione invita gli Stati membri ad adottare con urgenza le misure necessarie per assicurare la piena attuazione delle norme dell’UE sulla sicurezza.
Il 9 ottobre la Commissione ha firmato accordi sulla lotta al terrorismo con l’Albania e la Macedonia del Nord. Il 7 ottobre l’UE ha inoltre firmato un accordo di cooperazione nella gestione delle frontiere tra il Montenegro e l’Agenzia europea della guardia di frontiera e costiera.
Infine, la Commissione ha intensificato la cooperazione e lo scambio di informazioni con altri paesi partner, organizzazioni e portatori d’interesse, due elementi fondamentali per la creazione di un’autentica ed efficace Unione della sicurezza. La Commissione raccomanda oggi che il Consiglio autorizzi l’avvio di negoziati per un accordo che consenta lo scambio di dati personali tra Europol e le autorità neozelandesi competenti per la lotta contro le forme gravi di criminalità e il terrorismo.

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Codice di buone pratiche sulla disinformazione, un anno dopo

Posted by fidest press agency su lunedì, 4 novembre 2019

Le relazioni dei firmatari del codice descrivono i progressi compiuti nel corso dell’ultimo anno nella lotta contro la disinformazione online. Il codice di buone pratiche è uno strumento di autoregolamentazione che è stato avviato nell’ottobre 2018 e costituisce un importante pilastro del piano d’azione contro la disinformazione. I principali risultati rilevati sono:
Rispetto alla situazione dell’ottobre 2018, i firmatari del codice di buone pratiche segnalano un miglioramento della trasparenza ed è stato avviato un dialogo più intenso con le piattaforme sulle loro politiche di lotta alla disinformazione.
Sebbene i firmatari del codice di buone pratiche rendano conto dei progressi in relazione agli impegni di cui la Commissione ha monitorato l’attuazione da gennaio a maggio in vista delle elezioni del Parlamento europeo del 2019, essi forniscono minori informazioni sull’attuazione degli impegni intesi a fornire ai consumatori e alla comunità dei ricercatori gli strumenti per agire. La messa a disposizione di dati e strumenti di ricerca è ancora episodica e arbitraria e non risponde alle esigenze dei ricercatori ai fini di un controllo indipendente.
La portata delle azioni intraprese da ciascuna piattaforma per dare attuazione ai propri impegni varia notevolmente. Analogamente, rimangono differenze tra gli Stati membri per quanto riguarda l’attuazione delle politiche delle piattaforme, la cooperazione con i portatori di interessi e la sensibilità ai contesti elettorali.
Le relazioni forniscono informazioni sulle politiche di attuazione del codice, compresi i parametri specifici dell’UE. La coerenza e il livello di dettaglio variano. I parametri forniti sono principalmente indicatori di risultato, ad esempio il numero di account soppressi.
È in corso la valutazione generale della Commissione sull’efficacia del codice di buone pratiche. Oltre alle autovalutazioni redatte dai firmatari, la Commissione terrà conto di:
un contributo del gruppo dei regolatori europei per i servizi audiovisivi (ERGA) previsto nel piano d’azione contro la disinformazione;
una valutazione da parte di un organismo terzo selezionato dai firmatari, come previsto dal codice di buone pratiche
una valutazione da parte di un consulente indipendente ingaggiato dalla Commissione, prevista per l’inizio del 2020.
Nei prossimi mesi la Commissione presenterà al Parlamento europeo una relazione sulle elezioni del 2019.
Su tale base la Commissione presenterà la sua valutazione globale all’inizio del 2020. Qualora i risultati ottenuti nel quadro del codice si rivelassero insoddisfacenti, la Commissione potrebbe proporre ulteriori misure, anche di natura regolamentare.
ĕra Jourová, commissaria per la Giustizia, i consumatori e la parità di genere, Julian King, commissario responsabile per l’Unione della sicurezza, e Mariya Gabriel, commissaria per l’Economia e le società digitali.

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