Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 259

Archive for 15 gennaio 2015

Tumore e terapie bersaglio

Posted by fidest press agency su giovedì, 15 gennaio 2015

amianto2Una nuova tecnica mirata per identificare i geni mutati responsabili della ridotta sopravvivenza nel mesotelioma, il tumore associato all’esposizione all’amianto. Si chiama sequenziamento mirato di nuova generazione (NGS) ed è stato utilizzato per la prima volta dai ricercatori del Dipartimento di Oncologia dell’Università di Torino in collaborazione con i colleghi dell’Ospedale San Antonio e Biagio di Alessandria. La scoperta è molto importante perché in questo modo è stato individuato un alto numero di mutazioni geniche, legate alla precoce progressione del tumore e alla riduzione della sopravvivenza. Sarà inoltre possibile valutare il ruolo delle terapie a bersaglio molecolare in una neoplasia particolarmente aggressiva, che presenta tassi di sopravvivenza a tre anni pari all’8%. Lo studio è stato pubblicato sul Journal of Thoracic Oncology, la rivista ufficiale dell’Associazione internazionale per lo studio del carcinoma polmonare (International Association for the Study of Lung Cancer – IASLC). “Abbiamo utilizzato un approccio mirato – spiega il prof. Giorgio Scagliotti, Direttore del Dipartimento di Oncologia dell’Università di Torino e primo autore dello studio – per valutare retrospettivamente alterazioni in 52 geni, fra quelli più frequentemente mutati nei tumori, in 123 pazienti con mesotelioma maligno della pleura in stadio avanzato (III e IV). Il sequenziamento di nuova generazione è un metodo affidabile, si concentra infatti su un gruppo specifico di geni, invece di ricorrere al più complesso sequenziamento dell’intero genoma. Questo procedimento ha il potenziale per descrivere accuratamente il tipo, la posizione e il numero di mutazioni genetiche nel mesotelioma e consente di indentificare associazioni con le caratteristiche del paziente, compresi i dati di sopravvivenza”. Nel 2014 in Italia sono state stimate 1.800 nuove diagnosi di mesotelioma, nella maggior parte dei casi la malattia è diagnosticata quando è già in fase avanzata e le opzioni terapeutiche sono limitate. “Lo stato mutazionale del mesotelioma è molto complesso – sottolinea la prof.ssa Silvia Novello, oncologa dell’Università di Torino e componente del Comitato esecutivo dello IASLC – con un elevato numero di alterazioni in geni coinvolti nella riparazione del DNA, nella sopravvivenza delle cellule neoplastiche e nei processi di proliferazione cellulare”. Il mesotelioma continua a provocare decessi nonostante la sua produzione sia cessata nel nostro Paese dal 1992. La latenza infatti può andare da 20 a oltre 45 anni dall’inizio dell’esposizione. Per fare il punto su terapie, prevenzione, assistenza psico-sociale e legale dei malati e ricadute giudiziarie il 29 e 30 gennaio a Bari l’Associazione Italiana di Oncologia Medica (AIOM) organizza la III Consensus Conference italiana per il controllo del mesotelioma maligno della pleura. “I nostri dati – continua il prof. Scagliotti – non indicano la presenza di una specifica mutazione ‘driver’, cioè in grado di influenzare il comportamento della cellula malata, come si è osservato in alcuni casi di adenocarcinoma del polmone, soprattutto nei non fumatori. Tuttavia nel mesotelioma vi è un accumulo di numerose mutazioni cosiddette ‘temporanee’, che potrebbe spiegare la fase di latenza molto lunga della comparsa clinica della malattia”. Le alterazioni si concentrano essenzialmente nell’ambito di due vie molecolari (quella che coinvolge il gene p53 e i geni concentrati nella via PI3K-AKT). “Alcune – conclude il prof. Mauro Papotti, Ordinario di Anatomia Patologica all’Università di Torino e co-autore dello studio – potranno essere attentamente considerate in futuri studi clinici per valutare il ruolo delle terapie a bersaglio molecolare in questa neoplasia”.

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Le norme antievasione favoriscono Berlusconi

Posted by fidest press agency su giovedì, 15 gennaio 2015

???????????????? Barbara Spinelli è intervenuta nella riunione straordinaria della Commissione per i problemi economici e monetari, rivolgendosi al ministro Pier Carlo Padoan, ex Presidente ECOFIN e ministro italiano dell’Economia e delle Finanze, presente a Strasburgo per un bilancio della presidenza italiana dell’Ue. “Mi soffermo sulle recenti misure di politica economica del suo governo, e più in particolare sull’indulgenza mostrata verso corruzione ed evasione, nonostante le ottime misure europee adottate durante il semestre di presidenza”, ha detto la deputata del GUE-NGL. “Non elenco qui tutti gli articoli dell’ultima legge di bilancio che depenalizzano i reati fiscali. Ricordo solo alcuni calcoli che sono stati fatti: ogni anno la corruzione comporta in Italia una riduzione dello 0,14 per cento del pil . E dico che delle norme sull’evasione connesse alla legge di bilancio lei è responsabile. Anche di quella che avvantaggia condannati di frode fiscale come Silvio Berlusconi, e che è stata per il momento rinviata. Lo è in ambedue i casi, per quanto concerne la frode fiscale: sia che lei fosse d’accordo con queste norme, sia che non ne sapesse nulla (ipotesi ancora più grave)”. Il ministro Padoan ha respinto l’accusa che le misure contenute nel pacchetto antievasione intendessero favorire un specifico individuo.“Se vincerà Syriza”, gli ha inoltre domandato Barbara Spinelli, evocando lo scenario del prossimo voto in Grecia, “l’Unione si troverà alle prese con una domanda di rivoluzionamento dell’austerità. Verranno chiesti una parziale europeizzazione del debito, una Conferenza europea simile a quella che condonò i debiti di guerra tedeschi nel ‘53, e un New Deal, con massicci investimenti pubblici finanziati dalla Banca europea per gli investimenti e dal Fondo europeo per gli investimenti, tramite emissione di eurobond, e acquisto simultaneo da parte della BCE di titoli pubblici con denaro di nuova emissione”.Anche su questo punto il ministro è stato evasivo: “Lei mi chiede un commento su qualcosa che ancora non c’è, e quindi non mi è possibile darle una risposta”. (Daniela Padoan)

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Terrorismo, sicurezza e carenze

Posted by fidest press agency su giovedì, 15 gennaio 2015

polizia“La minaccia del terrorismo incombe e l’Italia annuncia il rafforzamento delle contromisure con l’innalzamento del livello di sicurezza. La sfida è sempre più ardua ed i nuovi impegni si accostano alla mole di lavoro che già grava sulle Forze dell’Ordine. Ecco perché, più che mai, spicca la grave incoerenza e l’ipocrisia nell’atteggiamento di chi sbandiera un asserito maggiore impegno sul fronte sicurezza mentre, nella realtà, il Comparto è soggetto a sempre maggiori tagli che, lungi dal risolverne le carenze, non fanno che acuirle. Carenze che si manifestano in ogni dove e che ci impongono di non restare in un complice silenzio”. Così Franco Maccari, Segretario Generale del Coisp nella premessa alla segnalazione della grave situazione che assilla i Reparti Prevenzione Crimine dove, denuncia il Sindacato Indipendente di Polizia, “moltissime pattuglie escono in servizio con giubbotti antiproiettile scaduti ai quali è stata data una proroga di scadenza e dove, cosa ancor più scandalosa, gli equipaggi sono usciti senza radio portatile”. “Gli equipaggi – spiega il Segretario generale del Coisp a titolo di esempio – sono stati impegnati nella città di Verona a svolgere interventi tra i quali la segnalazione di un’auto sospetta vicino ad un obiettivo sensibile e l’intervento per sospetto furto in atto all’interno di un centro commerciale. Per raggiungere le vie interessate si è dovuto far ricorso ad indicazioni di passanti ed ai telefoni personali perché nemmeno i GPS sono stati distribuiti, dal momento che sono in numero insufficiente per tutti. A fronte di una pubblicizzata spesa di 30 milioni di euro per i RPC – insiste Maccari – ci chiediamo dove e come sono stati spesi questi soldi e perché un equipaggio deve andare in servizio senza gps e senza radio portatile facendo ricorso alle risorse personali”.
“Ma soprattutto ci chiediamo – conclude -: si può continuare a soprassedere con tanta irresponsabile superficialità su questioni di tale importanza e delicatezza come il fatto che alle Forze dell’Ordine non vengono garantiti i mezzi indispensabili per svolgere il proprio lavoro, con ciò mentendo anche gravemente ai cittadini sul fatto che vengono profusi i necessari sforzi per garantire loro il miglior livello di sicurezza? Oggi più che mai l’Italia è chiamata a decidere se si può continuare a sacrificare le esigenze operative e con ciò l’efficienza di un Comparto (oltre all’incolumità dei suoi Appartenenti) deputato a preservare e salvaguardare la vita democratica del Paese, ed a difenderlo quotidianamente in ogni singola sua via dalle diverse e gravi minacce che ne mettono a rischio gli abitanti”

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Seminario sulle allergie

Posted by fidest press agency su giovedì, 15 gennaio 2015

allergic reactionsRoma si terrà sabato 17 gennaio presso il Centro Congressi dell’Università Gregoriana in Piazza della Pilotta a Roma. La terapia desensibilizzante consiste nell’inoculare nel paziente dosi progressive della sostanza a cui è allergico (ossia ipersensibile) in modo che il suo sistema immunitario reagisca autonomamente fino a renderlo immune (iposensibile).
Nel Lazio la popolazione adulta allergica è del 25% in linea con la media nazionale (ossia una persona su 4), ma la percentuale sale al 30% nei bambini. La terapia desensibilizzante è ritenuta dall’Organizzazione Mondiale della Sanità l’unica terapia risolutiva (ossia cura la causa e non il sintomo come invece fanno antistaminici e cortisonici) ciononostante per questione di contenimento dei costi della spesa sanitaria in Italia abbiamo una situazione a macchia di leopardo con alcune regioni che rimborsano completamente la terapia (come la Lombardia) o la rimborsano in parte (come la Puglia) o non la rimborsano affatto (come il Lazio).Hal Allergy sta lavorando anche su questo fronte, lo scorso anno a causa del taglio del rimborso in Sicilia ha deciso infatti di praticare uno sconto per i pazienti che erano già in cura affinché potessero continuare almeno fino a fine anno il percorso di cura iniziato ne 2014.Altra cose importante da considerare è che la terapia proposta da Hal Allergy non è acquistabile in farmacia, ma viene spedita direttamente al paziente dopo che gli è stata prescritta dal medico curante (allergologo o pediatra, nel caso dei bambini), la società realizza infatti la terapia sul singolo paziente e sulle necessità specifiche di ogni individuo che decida di sottoporsi alla terapia desensibilizzante.

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Innovazione nella terapia del dolore

Posted by fidest press agency su giovedì, 15 gennaio 2015

200509288-001Cambridge / Barcellona. Mundipharma Laboratories GmbH e la sua consociata indipendente Purdue Pharmaceuticals LP hanno annunciato di aver siglato con Laboratorios Esteve S.A. un accordo globale di collaborazione, articolato in più programmi, per la scoperta, lo sviluppo e la commercializzazione di importanti prodotti di nuova generazione per la gestione del dolore.In base all’accordo, Mundipharma e Purdue potrebbero corrispondere a Esteve oltre 1 miliardo di dollari, qualora tutti gli obiettivi di sviluppo, iter regolatori e vendite venissero conseguiti nell’ambito dei diversi programmi.L’accordo promuove una collaborazione strategica tra aziende private di medie dimensioni, facendo leva sui loro specifici punti di forza: da un lato, l’impegno di Mundipharma e Purdue per lo sviluppo e la commercializzazione di nuove soluzioni terapeutiche per la gestione del dolore; dall’altro, la notevole esperienza di ricerca e sviluppo maturata da Esteve nell’area del dolore e, in particolare, nel campo dei recettori sigma‐1, in cui l’azienda può vantare una leadership indiscussa da oltre 10 anni.Un progetto altamente innovativo interessato dalla collaborazione è l’E‐52862, entità chimica capostipite di una nuova classe di farmaci in grado di interagire con il pathway del recettore sigma‐1. Attualmente, sono in corso trial di fase 2 per valutare il potenziale dell’E-52862 nel trattamento di diverse forme di dolore neuropatico.Oggetto della collaborazione è anche l’accesso a MuMo‐1, la componente principale della piattaforma tecnologica multimodale (MuMo) di Esteve, che è attualmente in fase di sviluppo preclinico e ha il potenziale per espandere il progetto relativo al sigma‐1 con l’introduzione di caratteristiche aggiuntive mirate a malattie specifiche. Mundipharma e Purdue saranno titolari in misura prevalente dei relativi diritti commerciali, mentre Esteve conserverà i diritti in determinati territori.Un’altra componente chiave dell’accordo è l’E‐58425, un’entità brevettata e capostipite di una nuova classe di farmaci, rappresentata da un co-cristallo formato da due principi attivi farmaceutici (API:API), il tramadolo e il celecoxib. L’E-58425 sfrutta l’efficacia dimostrata di entrambi i composti riducendo, nel contempo, i loro dosaggi e gli effetti avversi ad essi associati. In uno studio di fase 2 sul dolore acuto postoperatorio, l’E‐58425 si è dimostrata superiore, in termini di efficacia e sicurezza, sia rispetto al placebo sia alla terapia standard. L’accordo di collaborazione prevede che l’E‐58425 venga commercializzata negli Stati Uniti da Esteve e nel resto del mondo da Mundipharma.La nuova partnership consentirà a Mundipharma e Purdue, che già vantano una notevole esperienza nel campo degli oppioidi e della gestione del dolore severo, di espandere la propria gamma di prodotti alle aree del dolore neuropatico, acuto e moderato. Nel caso di Esteve, l’accordo conferma il continuo investimento dell’azienda in attività di ricerca e sviluppo innovative e il suo impegno costante nell’individuazione di nuovi approcci terapeutici in grado di rispondere alle esigenze mediche ancora insoddisfatte dei pazienti che convivono con il dolore.Parlando della nuova partnership, l’Amministratore Delegato di Mundipharma International Antony Mattessich ha dichiarato: “Siamo entusiasti di poter collaborare con Esteve e delle prospettive di crescita offerte dalla partnership. Questa collaborazione strategica fa leva sui punti di forza specifici delle singole aziende: la nostra capacità di sviluppare con successo nuovi prodotti, dalla fase clinica alla loro commercializzazione, e l’impegno con cui Esteve si dedica alla ricerca di nuove molecole e soluzioni per il trattamento del dolore. Mundipharma, Purdue ed Esteve sono tutte impegnate a promuovere l’innovazione nella gestione del dolore. Questa collaborazione è pertanto una scelta naturale”.L’Amministratore Delegato di Esteve Albert Esteve ha affermato: “Coniugando le potenzialità e le capacità complementari di Esteve, Mundipharma e Purdue, creeremo nuove opportunità per migliorare le opzioni di trattamento del dolore a disposizione dei pazienti, ribadendo il nostro impegno costante in questo campo. Con la nostra pipeline di prodotti e le competenze di Mundipharma e Purdue in termini di sviluppo, accesso al mercato e commercializzazione, siamo in grado di collaborare per fornire ai pazienti soluzioni terapeutiche innovative per la gestione del dolore”.Si stima che il valore del mercato globale del dolore ammonti a 37 miliardi di dollari. Il mercato del dolore neuropatico negli Stati Uniti e nei 5 principali mercati europei ha un valore stimato di 5,3 miliardi di dollari, con un tasso di crescita annuo composto (CAGR) dell’8% negli ultimi cinque anni.
Le consociate indipendenti Mundipharma e Purdue sono aziende private e joint venture operanti sui mercati farmaceutici di tutto il mondo. Tali aziende mirano a offrire ai pazienti i vantaggi di opzioni innovative nelle seguenti aree terapeutiche principali: terapia del dolore, respiratoria, oncologia e infiammazioni. Attraverso innovazione, progettazione e acquisizione, le consociate indipendenti Mundipharma e Purdue offrono trattamenti all’avanguardia in grado di soddisfare le principali esigenze di pazienti, professionisti e sistemi sanitari di tutto il mondo.
Per ulteriori informazioni: http://www.mundipharma.com e http://www.purduepharma.com.
Esteve è un gruppo leader nel settore chimico-farmaceutico con sede a Barcellona, Spagna. Fin dalla sua fondazione, nel 1929, Esteve ha puntato all’eccellenza in campo sanitario dedicandosi alla ricerca e allo sviluppo di nuovi farmaci in grado di rispondere a esigenze mediche insoddisfatte e concentrandosi su una ricerca supportata da prove scientifiche ed evidenze concrete. L’approccio di Esteve alla scoperta, allo sviluppo e alla commercializzazione di nuovi farmaci è fortemente improntato alla collaborazione. L’azienda opera sia indipendentemente sia in collaborazione con partner, per offrire ai pazienti trattamenti di eccellenza innovativi e differenziati. L’azienda si avvale attualmente di 2.300 professionisti e può vantare controllate e impianti produttivi in numerosi Paesi europei, negli Stati Uniti, in Cina e in Messico.

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E’ lecita una provocazione?

Posted by fidest press agency su giovedì, 15 gennaio 2015

guerraSarà la seguente una affermazione provocatoria, ma vale la penna riflettere…. “Se fosse la strage di Parigi fosse tutta una montatura organizzata per giustificare futuri interventi aggressivi?” Come ho già affermato più volte accetto una coincidenza, ma la seconda mi fa riflettere, la terza poi alimenta i dubbi, dalla terza in poi le coincidenze irrobustiscono le convinzioni contrarie. La presenza di vittime incolpevoli dimostra solo l’assenza di ogni minimo scrupolo pur di salvaguardare interessi enormi.
Per ragioni di spazio e di Facilità di lettura, invito a consultare i link per ogni “coincidenza”, anche perché si tratta di interventi documentati e non solamente dubbi farneticanti.
· Fu studiata la partecipazione degli USA nella prima guerra mondiale; allora la motivazione fu l’affondamento del Lusitania e dell’Arabic, che trasportavano merci varie destinate all’Intesa, garantite da banche americane; gli attacchi sottomarini tedeschi mettevano a repentaglio le somme dovute dagli importatori dell’Intesa.
V. http://www.lagrandeguerra.net/ggstatiuniti.html
· Anche la partecipazione alla seconda guerra mondiale fu provocata dall’ attacco giapponese di Pearl Harbor.
V. http://www.storiainrete.com/25/storia-militare/pearl-harbor-il-grande-inganno-di-franklin-delano-roosevelt/
· Quindi la prima guerra del golfo, provocata dall’invasione da parte di Saddam del Kuwait, con la discreta approvazione dell’ambasciatrice americana a Bagdad Aprile Glaspie.
ùV. http://www.voltairenet.org/article184348.html
· Sarà poi l’11 settembre a scatenare le forze americane e inglesi, insieme a quelle italiane, ipocritamente chiamate in “missione di pace”
V. http://www.viveremeglio.org/conovive/guerra/11sett_collasso.htm
· Ora abbiamo questa strage di Parigi, che probabilmente scatenerà una reazione basata su fatti che potrebbero essere stati costruiti; non lo sapremo mai. I terroristi colpevoli sono stati abbattuti, ma non prima di avere “dimenticato” la carta di identità; come se uno scassinatore di banche si premurasse a timbrare il cartellino di uscita dalla banca.
Si sa che i morti non parlano.
Un’altra coincidenza ? Di certo c’è in atto una gross coalition tra nazioni, alcune delle quali hanno finanziato l’armamento di questi terroristi, vuoi che siano Al Queda o ISIS, poco importa. E’ risaputo che l’ISIS veicola un milione di dollari al giorno con il contrabbando del petrolio, che compiacenti petrolieri acquistano sottocosto, tutti utilizzati per mantenere gli uomini dell’organizzazione e acquistare armi da compiacenti contrabbandieri che accettano in pagamento anche pani di oppio.
Bisognerebbe individuare chi sta dietro i fanatici che accettano anche la morte, chi li arma, chi li sostiene, chi gestisce la regìa. I frazionamenti abusivi dell’Islam rendono incomprensibile la ricerca di una motivazione che giustifichi tanta violenza che finisce inevitabilmente nel sangue. Gli aggrediti si preparano alla reazione, ma non deve essere troppo efficace, altrimenti questo gioco al massacro rischierebbe di finire.
I capi religiosi sono gli stessi capi politici che finanziano le azioni e sfruttano il fanatismo religioso e il nazionalismo arabo religione, per mantenere il loro potere, tenendo a bada le masse popolari.
Gli esempi non mancano, suggellati da ragioni storiche, da antiche consuetudini e da radicate convinzioni.
* I sovrani del Marocco vantano la diretta discendenza da Maometto.
* I sovrani della Giordania preferiscono definirsi “re degli hascemiti” piuttosto che dei giordani; gli hascemiti appartengono alla tribù di appartenenza di Maometto, e vantano il diritto di essere considerati “custodi delle città sante”, che si trovano in Arabia, sotto la dinastia Saud che ne rivendica l’appartenenza, con una insanabile frattura tra le due case regnanti.
* A loro volta i Saud legittimano il loro potere con l’appartenenza alla confessione Waabita, alla quale, per motivi di cartello petrolifero, hanno aderito gli emiri del golfo , gli Al Sabbah del Kuwait, e i gli Yemeniti e i teocratici Omanidi; ma questi sono intoccabili, altrimenti chiudono i rubinetti del petrolio.
* La Siria ufficialmente è una repubblica presidenziale, ma presidenziale al punto da non potersi distinguere da una monarchia assoluta, anch’essa avallata dall’appartenenza alla confessione alawita.
* Anche il laico libano di Jhumblat è governato in nome di una enclave drusa che trae origine da Al Darazi, che secoli fa fondò una delle tante scissioni sciite che approdò ad un movimento politico fondato da Khālid ibn al-Walīd ibn al-Mughīra, e oggi ripreso da Jhumblat, come prima da suo padre. (Rosario Amico Roxas)

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Governare è far credere

Posted by fidest press agency su giovedì, 15 gennaio 2015

TerroristaCon tempestività e grande visibilità, poche ore dopo gli attentati di Parigi, venne diffusa la notizia che i responsabili erano stati identificati, ma non per la fervente attività delle forze dell’ordine, dei servizi segreti, dei confronti internazionali … NO ! L’identificazione era avvenuta grazie alla carta di identità che i fratelli attentatori avevano graziosamente lasciato o smarrito nell’auto usata per la fuga.
Veramente non proprio di fuga si è trattato, perché ci hanno mostrato uno spezzone di film dove i due, per niente eccitati, anzi chiaramente sotto effetto di droghe calmanti, predicavano pubblicamente le ragioni del loro gesto, quindi saltati in macchina sono partiti… ma, c’è sempre un “ma” che complica le cose, perché la macchina dei fuggitivi, appena compiuti pochi metri, si ritrovò bloccata da una macchina della polizia; i due fratelli elegantemente cominciano a sparare, mentre l’auto della polizia, poco elegantemente, ingranò la retromarcia, preferendo evitare un dibattito, diciamo, piuttosto acceso.
Ma non desidero soffermarmi sui singoli fatti che vanno emergendo, piuttosto su ciò che, particolarmente, non mi convince.
Nel “Manuale dei giovani terroristi” a pag. 1, cap. 1, primo rigo sta scritto che i terroristi in azione non debbono portare alcunché possa tornare utile alla loro identificazione; se l’attentato va a buon fine, (secondo il loro punto di vista), allora la carta di identità, vera o fasulla, la ritroverebbero nel covo prestabilito, altrimenti sia in caso di cattura che di morte, non debbono risultare identificabili, anche per non fornire informazioni che potrebbero portare ai complici. I due fratelli, non solo ebbero cura di portarsi appresso la carta d’identità, ma addirittura, pur senza essere stati catturati, di lasciarla nella macchina che avrebbero abbandonato.
La cosa che mi intriga parecchio è il silenzio assordante su tale carta d’identità ritrovata; nessuno ne parla più, come se un tardivo pudore cercasse di nascondere altre possibili versioni che non siano quelle predisposte e fornite agli organi di informazione del mondo intero.
Si tratta di una forma di depistaggio già in uso, ma con risultati deludenti. Come quando si volle far credere al mondo, atterrito, preoccupato e attirato nell’attenzione da versioni ufficiali, che un aereo, vero gigante dell’aria, con una apertura alare di 20 mt. schiantandosi su un importante fabbricato super sorvegliato, a 300 km/h. abbia lasciato un forellino di soli sei metri, senza danneggiare il restante; non solo, ma i due motori di sette tonnellate cadauno, sparirono come per magia; neanche a Napoli sarebbero stati capaci di sottrarre due motori di tal genere in così breve tempo; o ancora, un altro aereo, dirottato, in mano a terroristi decisi a schiantarsi sul più importante edificio delle Istituzioni, passò di mano e cade sotto il controllo dei passeggeri, il pilota non cambiava rotta, allora i passeggeri, non più atterriti, decisero di far cadere l’aereo, sacrificando se stessi, ma non senza, prima dell’impatto fatale, che un passeggero telefonasse alla moglie per avvertirla che… non sarebbe rientrato per cena. “Ma cosa accade ?” chiede la moglie e l’uomo-passeggero a spiegare di trovarsi su un aereo dirottato e di avere deciso di far cadere l’aereo, la moglie conclude la telefonata: “Stai attento, sii prudente !”.
Tutto ciò fa parte delle brillanti deduzioni di una commissione parlamentare, che ha messo un deciso punto alle critiche, diffidando di ogni altra più credibile interpretazione.
E’ intervenuto Cossiga, da Presidente della Repubblica che al tempo dei fatti era ministro degli interni, a suggerire una svolta, che nessuno ha voluto verificare. Così si è espresso Cossiga in una intervista al Corriere della sera, della quale accludo il link per facilitare una lettura integrale.
Da ambienti vicini a Palazzo Chigi, centro nevralgico di direzione dell’intelligence italiana, si fa notare che la non autenticità del video è testimoniata dal fatto che Osama Bin Laden in esso ‘confessa’ che Al Qaeda sarebbe stato l’autore dell’attentato dell’11 settembre alle due torri in New York, mentre tutti gli ambienti democratici d’America e d’Europa, con in prima linea quelli del centrosinistra italiano, sanno ormai bene che il disastroso attentato è stato pianificato e realizzato dalla Cia americana e dal Mossad con l’aiuto del mondo sionista per mettere sotto accusa i Paesi arabi e per indurre le potenze occidentali ad intervenire sia in Iraq sia in Afghanistan. Per questo – conclude Cossiga – nessuna parola di solidarietà è giunta a Silvio Berlusconi, che sarebbe l’ideatore della geniale falsificazione, né dal Quirinale, né da Palazzo Chigi né da esponenti del centrosinistra!».V. http://www.corriere.it/politica/07_novembre_30/osama_berlusconi_cossiga_27f4ccee-9f55-11dc-8807-0003ba99c53b.shtml
Governare è far credere, e per imporre la linea progettata, ogni anno ce lo ricordano con commemorazioni varie.
Abbiamo così una ulteriore commemorazione annuale, durante la quale tutti diremo “Je suis Charlie”, con tutto il rispetto per le vittime, incolpevoli di essere diventate un mezzo per disegni sovversivi.

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