Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 275

Archive for 18 agosto 2017

Barcelona: Europe is united in sharing the sufferings of the innocent victims

Posted by fidest press agency su venerdì, 18 agosto 2017

conference churchesThe Conference of European Churches strongly condemns the attacks in Barcelona, Spain that killed at least 13 people and injured several-dozen. Two separate attacks took place in the city centre on Thursday 17 and Friday 18 August.Hearing of the attacks while visiting CEC member churches in Estonia, the CEC President Rt Rev. Christopher Hill KCVO, DD, remarked:“Once again Europe is united in sharing the sufferings of the innocent victims of the Barcelona tragedy.”At the same time the work to tackle the underlying causes of the attack must continue.“We as a Churches in Europe must continue our work in promoting a society which is inclusive and safe for all its members regardless of background” said CEC General Secretary Fr Heikki Huttunen.The attack is one of a number of similar horrific incidents across Europe – in Brussels, Berlin, Paris, Stockholm, St. Petersburg, Istanbul, Nice and London.

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Bankitalia: nuovo record debito, sale a 2.281,4 miliardi

Posted by fidest press agency su venerdì, 18 agosto 2017

ministero-finanzeNuovo record storico del debito pubblico italiano, che a giugno sale a 2.281,415 miliardi, battendo il precedente primato di maggio di 2.279,249 miliardi, che aveva battuto il record di aprile (2.270,958) e che a sua volta aveva battuto il record di marzo (2.260,551).
“I complimenti al Governo e al ministro Padoan che, consapevoli dell’imminente fine del Quantitative Easing, hanno pensato bene di dare una stretta al debito pubblico, così da ridurne l’onere, in previsione di un imminente innalzamento dei tassi di interesse” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.
“E per fortuna, stando a quanto aveva dichiarato Padoan, il debito si sarebbe dovuto stabilizzare nel 2015 e poi scendere nel 2016, altrimenti chissà dove ci troveremmo ora!” prosegue Dona.
“La verità è che l’abbassamento del debito in valore assoluto è fondamentale, specie se si continuano ad annunciare riduzioni di tasse o si vuole ridiscutere credibilmente il fiscal compact con l’Europa. Inoltre non c’è organizzazione che non abbia messo in guardia dal pericolo debito pubblico. Ricordiamo, da ultimi, il FMI, per il quale l’elevato debito lascia l’Italia esposta a shock e la Banca d’Italia, per la quale è un fattore di debolezza che rende vulnerabile l’economia italiana alle turbolenze sui mercati, amplificando gli effetti delle fluttuazioni cicliche. Parole, ahimè, inascoltate!” conclude Dona.

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Ancora terrore in Europa

Posted by fidest press agency su venerdì, 18 agosto 2017

barcellona attentatoLa lunga scia di morte non si ferma e oggi, dopo la Francia, la Germania, il Belgio e tanti altri paesi, tocca ancora alla Spagna e, questa volta, a Barcellona. Accanto al cordoglio per le vittime, alla solidarietà al popolo catalano e alla Spagna, occorre dire che l’Europa non può procedere in ordine sparso e men che meno abbassare la guardia”. Lo dice Mariastella Gelmini ospite a Marina di Pietrasanta a ‘Incontri al Caffè de La Versiliana’. “Servono una intelligence comune e risposte forti a livello europeo. Bisogna restituire sicurezza e serenità a questa Europa colpita e ferita e serve determinazione. Il Governo italiano si faccia interprete di un’azione comune. Il terrore va battuto, con ogni mezzo”, ha concluso. (n.r. Un attentato che è costato la vita a 13 persone e ne ha ferite 80. E’ avvenuto ieri pomeriggio alle 17,30 circa alla Rambla di Barcellona una strada famosa in tutto il mondo e già a quell’ora molto affollata. L’attacco è avvenuto con un furgone lanciato a forte velocità sulla folla. I due presunti terroristi sono stati arrestati mentre un terzo è in fuga)

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Italia il paese degli “allocchi?”

Posted by fidest press agency su venerdì, 18 agosto 2017

alloccoUn lettore mi scrive: “C’è il partito di quelli che non vogliono rinunciare a vivere da nababbi a spese degli allocchi (ovviamente nel pensiero dei politici) che li votano, e c’è il partito di quelli che non vogliono vivere da nababbi alle spalle degli elettori.” E’ un ragionamento che implica una riflessione più approfondita in quanto oggi, più crudemente che in passato, ci troviamo al cospetto di una realtà che tende sempre di più a radicalizzare la lotta tra due tendenze e a limare quelle parti più sfumate che ne fanno da contorno. Mi riferisco, ovviamente, a quella borghesia che nei secoli scorsi si agitava in cerca di una collocazione benestante a ridosso delle ricchezze capitalistiche adoperandosi per fare da cerniera tra i due estremi: il proletariato, i plebei dei tempi moderni e il padronato industriale e finanziario, i patrizi del nuovo corso storico. Diremmo a questo punto tertium non datur, ma tale consapevolezza ancora è dura ad essere recepita ai giorni nostri.
Questa è la forza di chi ha nell’illudere quella fascia “cuscinetto” che è ma vorrebbe avere e resta nel guado nella speranzosa attesa salvifica dalla sua condizione di “mezzo”.
Forse ragionando in questo modo si interpretò la rivoluzione francese sotto l’etichetta di “borghese” e quella leninista sotto l’egida della spinta proletaria. Due rivoluzioni che si sono sciolte nel tempo della mediocrità e delle speranze tradite.
Oggi le menti più sensibili e riflessive sono consapevoli che è un andazzo che non regge e che la società che abbiamo costruito in occidente come in oriente riesce solo a produrre un mero trasformismo camaleontico: dal colonialismo ai governi fantoccio del “colono” di turno, dalle dittature di comodo alle guerre chiamate di libertà e di giustizia, ma surrettizie alla logica della convenienza e del possesso. E l’Italia è figlia di tutto questo, perchè figlia del mondo e delle sue logiche capitalistiche. Ma per spezzare queste catene occorrono parecchi gradienti, nel corso opera, nella loro scalarità a partire da quelli culturali, in senso lato. E nel frattempo il nemico è sempre in agguato per fare mistificazione della verità, per instillare dubbi e generare allarmismi, per suscitare timori e infondere rassegnazione, nella logica del meno peggio rispetto al peggio che si prospetta. E ora posta così la questione dovremmo riprendere il discorso del lettore citato e chiederci quousque tandem abutere, Catilina, patientia nostra? Per quel Catilina, parafrasando il detto, che identifichiamo nel capitalista e vessatore. A quando il punto di rottura? (Riccardo Alfonso)

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Anarchia o dittatura

Posted by fidest press agency su venerdì, 18 agosto 2017

elezioniL’antipolitica espressa in questi termini è un “falso in bilancio” nel senso che la rabbia dei cittadini non sta tanto nella politica quanto nei politicanti. Il rischio semmai è che “Simul stabunt vel simul cadent” ovvero “come insieme staranno così insieme cadranno” ed è questo e non altri l’effettivo problema. Occorre far riflettere sulla differenza di fondo che esiste tra le due facce della stessa medaglia perché non è l’antipolitica ma sono i politici il gradiente che agita gli umori della contrarietà pubblica.
Come ho più volte precisato abolire i partiti, contenitore naturale della politica, significa aprire la porta alla dittatura, ma è anche vero che tenerli, come sono oggi, si va dritti verso l’anarchia.
Ecco perché è necessario stabilire delle regole rigide per restituire alle istituzioni il prestigio e il rispetto che meritano e il primo passo è quello d’avere politici galantuomini e non come affermava l’onorevole Antonio di Pietro, al tempo in cui era segretario di partito, siedono 150 inquisiti e 150 loro difensori e che se un tempo al ladro per sfuggire alla giustizia non gli restava altro che rendersi latitante oggi gli basta diventare parlamentare.
E se la democrazia ha delle regole e se queste regole vogliamo farle rispettare a dispetto degli intrighi di palazzo: come la legge elettorale denominata “porcellum” dal suo stesso ideatore e il finanziamento pubblico ai partiti che non tiene conto delle spese effettive ma va oltre favorendo in tal modo gli abusi e gli interessi personali, dobbiamo trasformare la chiamata alle urne come un castigamatti che incominci a penalizzare quei partiti che hanno ciurlato nel manico per ottenere, per lo meno, l’azzeramento di quella componente che i movimenti politici non sono riusciti ad estirpare. E si badi bene: non dimentichiamo che l’antipolitica porta tendenzialmente al non voto e ciò costituisce una beffa per il rinunciatario in quanto toglie l’incomodo al dissenso e moltiplica il consenso. Infatti se, diciamo, il 60% degli elettori vota e il 31% favorisce i soliti partiti costoro potranno dire di aver ottenuto il 51% dei consensi mettendo a tacere per sempre quel 40% che non è andato a votare, ma che se lo avesse fatto non avrebbe, di certo, fatto vincere gli indesiderati. E come si dice in questi casi: “riflettete gente, riflettete. (Riccardo Alfonso)

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Dalle ideologie ai valori

Posted by fidest press agency su venerdì, 18 agosto 2017

leninCapitalismo, liberismo, finanza creativa, marxismo e libera idea del marxismo di Lenin ecc, sono i pezzi composti e scomposti delle ideologie che si sono imperniate nel XX secolo dopo averne elaborato il pensiero nei secoli precedenti. Ora siamo arrivati, a mio avviso, ad un punto di non ritorno. Dobbiamo andare avanti e trovare al tempo stesso un nuovo modello di società con cui convivere e far convivere i nostri nipoti e pronipoti. Nello stesso tempo il passato non si cancella con un tratto di penna perchè anche i pensieri seguono il principio fisico che nulla si crea e nulla si distrugge ma tutto si trasforma, si rimodella.
Oggi possiamo estrarre dal “culto delle ideologie” il “culto per i valori” e capire che se una società è cresciuta, a volte molto in fretta e in altri con forti ritardi da un contesto geofisico mondiale varaimente espresso nelle sue particolarità, bisogna ora ricucire le varie correnti di pensiero e dare ad esse una risposta diversa e più articolata partendo dal presupposto che i cambiamenti non solo sono tecnologici, industriali, sociali e culturali, ma investono una sfera ben più intima e che si richiama al ruolo dell’essere umano nel suo rapporto con la natura e nel suo complesso con il pianeta Terra che lo ospita.
D’altra parte l’uomo rappresenta l’ultimo anello della catena alimentare e in tale fattispecie è la natura a richiamare la nostra attenzione sulla necessità di rispettare un limite demografico necessario per non alterare l’equilibrio che è stato, si può dire da sempre, sancito per evitare il collasso del sistema. Oggi per fare un esempio pratico stiamo andando verso la stagione nella quale trovare un lavoro diventa un privilegio di pochi, così come l’istruzione universale invece di elevare culturalmente le popolazioni le deprime poichè non offre allo studio un adeguato corrispettivo lavorativo. Sono, a ben cosiderare, due aspetti dirompenti che da soli potrebbero provocare cadute rovinose nei rapporti sociali e negli equilibri istituzionali delle nazioni. Per non parlare d’altro, ovviamente. E queste cose non sono, purtroppo, rinviabili. E’ bene farsene una ragione. (Riccardo Alfonso)

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I numeri del Macerata Opera Festival 2017

Posted by fidest press agency su venerdì, 18 agosto 2017

conferenzastampaLa 53a edizione del Macerata Opera Festival si chiude con ottimi e inattesi risultati sia per gli incassi che per le presenze degli spettatori paganti. Due i record significativi, in un anno difficile per tutto il territorio dopo il pesante sciame sismico del 2016: oltre 1.250.000 euro l’incasso lordo, con più di 31mila spettatori paganti. “Abbiamo consolidato e ampliato il dato del 2016, il migliore fino ad oggi – dichiara il sovrintendente Luciano Messi -”. Per la prima volta, un’opera fa registrare quattro tutto esaurito consecutivi: è il caso di Turandot con 8987 presenze paganti”.“La musica ha battuto le preoccupazioni e i dubbi – afferma il presidente dell’Associazione Arena Sferisterio, Romano Carancini -. Dopo il terremoto avevamo dei dati che ci annunciavano una stagione complicata, ma lo Sferisterio è andato oltre, grazie alla capacità di attrarre pubblici diversi, generazioni differenti che hanno assistito ai vari spettacoli: le opere, lo spettacolo per i Sibillini, il concerto di Bollani, il Festival Off con i nuovi Concerti in Cantina in collaborazione con IMT. Tutto questo è potuto accadere grazie alla maturità del teatro, dell’intero staff che ci ha lavorato. Nel 2017 abbiamo realizzato il record di presenze di spettatori paganti, il mio augurio è che il 2018 sia ancora migliore. Francesco Micheli ci lascia un’identità fortissima”.Interessanti i dati derivanti dalle vendite on line che fanno conoscere in proporzione uno spaccato del pubblico che ha riempito lo Sferisterio durante questo mese di attività: confrontando i dati del 2016 con quelli del 2017 stessi acquisti dal maceratese, in crescita quelli da tutto il territorio nazionale e stabili quelli dall’estero. Il pubblico non organizzato è in controtendenza rispetto ai gruppi, in cui si è notato invece un aumento delle presenze italiane e una diminuzione di quelle straniere, le cui prenotazioni hanno coinciso con le scosse degli ultimi mesi del 2016; tuttavia è stato più vivace che mai l’interesse degli operatori turistici tedeschi e austriaci che sono stati presenti in gran numero durante queste settimane per valutare gli acquisti del 2018.Sui dati positivi interviene anche Antonio Pettinari, vicepresidente dell’Associazione Arena Sferisterio: “Superare nei numeri le stagioni positive degli ultimi 6 anni vuol dire che il Macerata Opera Festival è una realtà importante, un evento culturale di riferimento per il pubblico italiano e straniero. Sono molto soddisfatto per la partecipazione di tutta la comunità provinciale e la quarta recita di Aida è l’emblema del legame con il territorio, con il coinvolgimento delle persone che hanno subito più di tutti i danni del terremoto”.Va in archivio un’altra stagione piena di soddisfazioni, in cui lo Sferisterio ha offerto oltre un mese di grandi eventi, dalle opere al Festival Off che è uscito anche dalla provincia di Macerata con i Concerti in Cantina. “Il Macerata Opera Festival ha acquisto una prospettiva di guida di impresa della comunità cittadina – sostiene l’assessore alla Cultura, Stefania Monteverde -. Si chiude la stagione lirica, ma sta per partire il cartellone Sferisterio Live, costruito insieme, e in autunno riprende con un fitto calendario di eventi il programma del Teatro Lauro Rossi, che vede la collaborazione dell’Associazione Arena Sferisterio. Insieme si aprono nuovi scenari”.La forza della squadra, il lavoro con il CDA e il coinvolgimento del conferenzastampa1territorio sono gli elementi che caratterizzano sempre di più la stagione operistica maceratese. “In sei anni abbiamo realizzato una formula che piace molto al pubblico, con ingredienti sani e speciali – dice il direttore artistico, Francesco Micheli – . Il primo è il territorio, e a seguire l’esperienza collettiva che fa interagire i tanti elementi che contribuiscono al risultato finale, un cantiere attivo dove tutti sono importanti. Poi ci sono la presenza dei giovani, che aumentano di anno in anno, e Shi (Si faccia), la nuova commissione del Macerata Opera Festival che ha riscosso un successo incredibile e non scontato. Abbiamo ideato la migliore ricetta per un festival italiano: da domani non sarò più chef ma uno degli ingredienti”.Questa “ricetta” ha portato allo Sferisterio più di 31mila persone paganti. “Nel 2012 abbiamo avuto una stagione analoga – spiega Messi – con 3 opere allo Sferisterio e 12 serate e per questo le compariamo. Quell’anno il titolo più seguito fu La traviata, come quest’anno Turandot; le due produzioni si dividono i miglior risultati. L’incasso totale di Traviata fu di 455.885 euro, mentre quello di Turandot è stato di 449.000 euro, ma questa seconda ha registrato il numero più alto di presenze: 8987 contro gli 8083. L’ultima recita di Turandot ha segnato il terzo risultato per presenze di spettatori paganti da quando abbiamo la nuova pianta, con 2283 biglietti staccati. Il primo posto è della Traviata del 2014 con 2302. Gli omaggi sono in linea con gli altri anni, sempre sotto al 5%”.Felice anche il presidente Anffas, Marco Scarponi: “il mio ringraziamento va allo Sferisterio che ci ha scelto come charity partner 2017 e che ci ha dato l’opportunità di farci conoscere ulteriormente in occasione del nostro cinquantesimo. È il segno che questa città ha l’inclusione e l’accoglienza come elementi identitari”. (foto: conferenzastampa)

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How Germany responds to “blood and soil” politics

Posted by fidest press agency su venerdì, 18 agosto 2017

pictures1TO VIEW the footage of crowds in Charlottesville yelling Nazi slogans and flying Swastika banners is troubling anywhere. But do so from Berlin is particularly so. America in 2017 is not Germany in 1933. But the chants about “blood and soil”, the flaming torches, the Nazi salutes, the thuggery and violence turned on objectors—the whole furious display of armed ethno-nationalism—are nonetheless chillingly evocative. Similarly so is the strenuous ambivalence about it all from Donald Trump and some of his media cheerleaders. It could hardly contrast more vividly with how things are done here: Germany today is a case study in how not to give an inch to the dark politics of “Blut und Boden”.That begins with the significance placed on remembering where this politics led in the past. Every German school child must visit a concentration camp; as essential a part of the curriculum as learning to write or count. The country’s cities are landscapes of remembrance. Streets and squares are named after resisters. Little brass squares in the pavements (Stolpersteine, or stumbling stones) contain the names and details of Holocaust victims who once lived at those addresses. Memorials dot the streets: plaques commemorating specific persecuted groups, boards listing the names of concentration camps (“places of horror which we must never forget”), a giant field of grey pillars in central Berlin attesting to the Holocaust (pictured).
The murky interstitial terrain–the Trump Zone, you might call it–between the conservative mainstream and categorically far-right movements like PEGIDA, an anti-Islam group, and the extremist NPD party is broadly off-limits. Relativisation, endorsement by hint or omission, far-right symbols as “irony”, dog-whistle prevarications and creeping extenuation are rarely tolerated. Take the Alternative for Germany [AfD], a Eurosceptic-turned-nationalist party, some of whose more moderate figures would comfortably fit into America’s Republican or Britain’s Conservative parties but which is now entirely toxic thanks to revisionist figures on its right like Björn Höcke, its leader in Thuringia who has challenged Germany’s remembrance culture.The line between the acceptable and unacceptable, in other words, is stark. Angela Merkel has said Germany’s very future depends on it continually understanding the Holocaust as “the ultimate betrayal of civilised values”. When Benjamin Netanyahu suggested that the Grand Mufti of Jerusalem had proposed exterminating the Jewish people to Hitler, she politely but firmly corrected him: “Germany abides by its responsibility for the Holocaust.” Martin Schulz, her rival in next month’s election, often thunders: “The AfD is not an ‘alternative for Germany’ but a disgrace for Germany!”Commentators and politicians guard this boundary carefully, for example by eschewing the register and language of the far right. They tend not to brand critics and opponents “traitors”, “saboteurs” or the like. Migrants are rarely denominated in “swarms” or “floods”. The Bild Zeitung, a right-wing tabloid and Germany’s most-read newspaper, has criticised elements of the government’s handling of the refugee crisis. But it proudly stands up for the principle of welcoming foreigners in need; in 2015 its then editor-in-chief even pointedly took in refugees to his home. The result is a decidedly sober and unemotional style of public debate less prone than that of other countries to grandstanding or furious invective. The Berlin terrorist attack in December was reported factually and without panic; frothing reactions in the Anglo-Saxon press (and on Mr Trump’s Twitter feed) contrasting with the stoical mood here.
Free speech is upheld: marches by PEGIDA and sometimes even leafleting events by nationalist politicians receive police protection. But this right to expression remains firmly distinguished from a right to publicity or acceptance. When Mr Höcke unfurled a German flag on a talk show to mark “1000 years of Germany” (a phrase with Nazi associations), fellow guests from right and left branded him “disgusting”. Far-right movements are treated overwhelmingly as cultural phenomena rather than–as is sometimes the case in France, Britain and America–mere expressions of socio-economic dislocation. Finis Germania, a recently published book claiming that German identity is being dismantled, has been excised from some bestseller lists. One can believe that this hyper-cautious editorial style sometimes goes too far, as I do in that case of the bestseller lists, while admiring the underlying determination to allow no slippage or normalisation.Germany, of course, carries a unique historical burden. But every country has dark periods in its national past and far-right revisionists in its political present. The Charlottesville protests, marching under Confederate flags against plans to remove Confederate statues, are a distinctively American reminder of that (indeed, the Nazis were inspired by Jim Crow laws and studied segregation as a possible model for German society). Countries without Holocausts on their history books can also learn from Germany’s grown-up, vigilant and dutiful culture of remembrance. In America that may mean removing Confederate symbols from public spaces; Jim Grey, the mayor of Lexington, has announced plans to accelerate this in his city. It means unambiguously declaring the Charlottesville protesters beyond the pale (while defending their right to protest peacefully). And it means calling out Mr Trump’s equivocal statements for what they are: a moral abomination. (Dig deeper: Riots in Charlottesville: President Trump flunks a moral test by The Economist)

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L’epoca di malafede

Posted by fidest press agency su venerdì, 18 agosto 2017

violenza_stadi_2E’ stato scritto: “La nostra non è un’epoca di fede, ma neppure d’incredulità. E’ un’epoca di malafede, cioè di credenze mantenute a forza, in opposizione ad altre e, soprattutto, in mancanza di altre genuine…” Questo accade nei nostri percorsi culturali e religiosi, scientifici e sociali. Questa visione del nostro modo d’affrontare la vita e ancor più i rapporti sociali che vi intercorrono mostrano chiari limiti d’incompletezza e di palesi contraddizioni con il nostro modo d’essere e di divenire. Abbiamo, in pratica, perso il senso della misura nei rapporti umani partendo da una concezione patriarcale e solidale tribale in uno stacco generazionale che genera sovente confronti conflittuali, incomprensioni e rivalità. Il tutto è avvelenato da una speculazione mediatica costruita proprio sul clamore che derivano i contrasti, le opposizioni non più ideologiche, ma di costume.
In questo contesto va precisato che qui non parliamo di modelli generazionali che si evolvono e denotano nel corso degli anni un modo diverso di leggere i passi della vita, ma della loro degenerazione sistematica e cruciale che inquina, che lascia tracce ammorbanti.
La ricerca del sapere, della conoscenza come stimolo per crescere culturalmente e socialmente, è umiliata da quella dell’avere come spinta al possesso, all’odio per il diverso, alle distinzioni razziali, religiose e culturali. Ognuno cerca di coltivare la propria nicchia d’interessi che si restringe sempre di più da quella del clan, alla famiglia che si forma e sino a toccare il singolo componente in opposizione a tutti gli altri. Da qui spuntano le piccole e grandi degradazioni che passano dai contrasti appena velati da formalità comportamentali a quelli traumatici dell’aggressione e della violenza mortale. Il detto latino homo homini lupus sembra attagliarsi a questa fattispecie di atteggiamento. E il veleno di questa tendenza è ancora più efficace, nella sua penetrazione, se si pensa all’esaltazione della ricchezza come potere, come dominio sugli altri. E chi ricco non è cerca in tutti i modi di adeguarsi a quel modello per trovare la propria soddisfazione esistenziale perché siamo al trionfo dell’apparenza, dell’edonismo quale unica ragione di vita. Da qui un modello di società che si presenta come un bel coccio visto da fuori ma privo di contenuti al suo interno. E la vacuità che ne deriva è anch’essa malafede a tutto tondo perché neghiamo ai valori della vita il diritto ad esistere. Se non cambiamo atteggiamento i danni che provochiamo e che demandiamo ai posteri saranno inevitabilmente molto gravi e devastanti soprattutto sul piano sociale. (Riccardo Alfonso direttore centro studi religiosi e sociali)

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Dubai Health Authority Implements Masimo Patient SafetyNet™

Posted by fidest press agency su venerdì, 18 agosto 2017

dubai-franchise-expo-uaeDubai. Masimo Patient SafetyNet enables information from bedside monitors, such as Masimo Root® with the Radical-7® or wearable Radius-7® Pulse CO-Oximeter®, to be accessible from a central viewing station. When changes occur in measured values, which may indicate deterioration in a patient’s condition, Patient SafetyNet automatically sends wireless alerts directly to clinicians, wherever they may be. In addition, Patient SafetyNet can automate the transfer of patient data, including admission data, vital signs, early warning scores (EWS), and other physiological parameters, directly to hospital electronic medical record (EMR) systems, helping to improve clinician workflows and reduce the possibility of transcription errors.Dr. Andreas Taenzer and colleagues found in an 11-month study conducted at Dartmouth-Hitchcock Medical Center that using Patient SafetyNet and Masimo SET® pulse oximetry as part of a comprehensive alarm management strategy reduced rescue events by 65% and intensive care unit transfers by 48%, and as a result, reduced costs by $1,480,000.1,2 In a subsequent article, they announced that after five years, Dartmouth-Hitchcock had had zero preventable deaths or instances of brain damage due to opioids since the installation of Patient SafetyNet.2 In 2016, after ten years, they reported achieving a 50% reduction in unplanned ICU transfers and a 60% reduction in rescue events, despite increases in patient acuity and occupancy. The two Dubai Health Authority medical centers implementing Patient SafetyNet are Dubai Hospital (625 beds), which provides general medical and surgical care, and Latifa Hospital (367 beds), which specializes in maternal and child care. Dubai Hospital installed its first Patient SafetyNet in 2013. Latifa Hospital is in the process of installing four systems, with a further system planned for Dubai Hospital. “We are excited to deepen our partnership with Masimo,” said Humaid Al Qatami, Chairman of the Board and Director General of Dubai Health Authority. “The Dubai Health Authority’s mission is to develop an integrated and sustainable healthcare system that ensures our comprehensive services achieve the highest international standards, and we believe that Masimo’s monitoring devices, now even more connected to hospital infrastructure through the power of Patient SafetyNet, will help us meet that goal.” “Patient SafetyNet, in conjunction with Masimo SET® pulse oximetry, enables continuous supplemental monitoring of active patients in post-surgical wards and can help save the lives of patients on opioids, among many other benefits,” said Joe Kiani, Founder and CEO of Masimo. “We applaud the Dubai Health Authority, dedicated to providing no less than the best health care in the world, for recognizing the importance of implementing such a proven and powerful centralized monitoring and patient surveillance system.”

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McAfee Announces Advanced Security for Amazon Web Services

Posted by fidest press agency su venerdì, 18 agosto 2017

amazonMcAfee today announced a limited time free trial to “test drive” McAfee® Virtual Network Security Platform (McAfee® vNSP) on Amazon Web Services (AWS) for a hands-on experience running advanced security in the public cloud. Unlike other solutions, McAfee vNSP protects at the workload level, eliminating the single point of failure created by other solutions for a whole network segment. As part of the test drive, participants can simulate real-world attack use cases, configure policy and review reporting dashboards. Attendees at the AWS Summit New York can view a demo of the McAfee vNSP test drive at booth 437 in the Javits Center.“AWS covers a lot of ground, such as security of the cloud, but users are still responsible for their security in the cloud—including securing their operating systems, applications and data traffic,” said Shishir Singh, vice president and general manager of the Network Security business unit, McAfee. “While firewall configurations are important, security teams and cloud architects need to address exploit prevention, malware protection and gain visibility into the lateral movement of threats. With McAfee Network Security Platform, users can move beyond the basics to more sophisticated protection of their cloud network.”Advanced malware can reach an organization’s AWS workloads through network traffic, along with cross site scripting, botnets and SQL injection attacks. Deploying infrastructure in the cloud can also open the window for new vulnerabilities that fall under the customer’s responsibility—if one virtual server in AWS is compromised, the malware can potentially roam to other vulnerable servers in the same customer environment. This lateral path is known as “east-west” network traffic, and often represents the majority of communication within virtualized environments.McAfee vNSP has been designed from the ground up to work in highly distributed AWS infrastructure to ease network congestion. Instead of taking a traditional approach, monitoring an entire network segment to effect protection for a single workload, McAfee vNSP protects at the individual workload level. This approach is significantly different from other market solutions, guaranteeing visibility of inter-segment traffic, eliminating a single point of failure for an entire network segment and efficiently using security resources only where directed. The McAfee vNSP solution built specifically for AWS can also be managed from the same console as on-premises McAfee NSP.Development teams can easily integrate security into their application deployment process by using automation frameworks such as Cloud Formation templates, Chef and Puppet to deploy and manage McAfee vNSP in AWS. Network security controls are comprehensive and include inline exploit prevention, with web application protection, zero-day malware detection, and workload isolation through segmentation and east-west attack detection.McAfee vNSP for AWS builds upon McAfee’s commitment to enable advanced security for AWS customers.

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Ottava edizione di Home Festival

Posted by fidest press agency su venerdì, 18 agosto 2017

band trevigianaTreviso in zona ex Dogana da mercoledì 30 agosto a domenica 3 settembre 2017, avrà tra i suoi protagonisti numerosi artisti provenienti da Treviso: Los Massadores, Andrea Martini (Castelfranco Veneto, Treviso), Le Luci Del Nord, La Scimmia, Davide Vettori, Hope You’re Fine Blondie, Wardogs e Dj Christian Effe (Treviso).La migliore musica di Treviso a Home Festival, che per la terza volta si è aggiudicato il premio come Miglior Festival ai Coca Cola – Onstage Awards 2017, ambitissimo riconoscimento che lo consacra ai vertici nazionali ed europei, a dimostrazione di come anche in Italia sia possibile mettere in piedi una kermesse musicale di più giorni e proporre generi di musica opposti tra loro ottenendo consensi di pubblico e critica. Home Festival è l’unico esempio in Italia di festival musicale divenuto punto di aggregazione culturale e scambio tra persone, un evento che genera indotto economico in molti settori e che costituisce anche un importante polo di attrazione turistica internazionale grazie alla vicinanza con Venezia. E’ una manifestazione che unisce musica, arte e intrattenimento e che si sviluppa su un’area di circa centomila metri quadri dotata di camping e facilmente raggiungibile via treno, bus e aereo. Home Festival vanta una programmazione artistica e culturale che cresce di anno in anno e la presenza di Home Garden, il camping interno migliorato e ancora più grande che unirà in una sorta di micromondo vacanza, divertimento e condivisione, permettendo a tutti i visitatori della manifestazione di vivere un’esperienza unica in totale comfort. La vicinanza al main stage, raggiungibile a piedi, consentirà infatti agli ospiti di rilassarsi e al contempo di partecipare a tutte le attività e iniziative di Home Festival.
Home Festival 2017 ospiterà circa duecento show tra live, dj set, presentazioni di libri e dibattiti culturali, oltre a molteplici strutture commerciali, punti di ristorazione, creazioni handmade e proposte da trenta associazioni diverse, una grande area sport, un luna park e diverse mostre d’arte. (foto: band trevigiana)

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Spettacolo “DIS-CRIMINE” della Compagnia MOTUS

Posted by fidest press agency su venerdì, 18 agosto 2017

MOTUSOrgia (Sovicille). Notte magica quella di giovedì 24 Luglio al Museo Etnografico del Bosco di Orgia quando gli alberi secolari che circondano il piccolo museo si illumineranno sulle note del violoncello di Andrea Rellini per lo spettacolo “DIS-CRIMINE” della Compagnia MOTUS.
Lo spettacolo inserito nel cartellone estivo del Comune di Sovicille, realizzato con Fondazione Toscana Spettacolo onlus e sostenuto da Banca CRAS, propone infatti un connubio riuscitissimo tra musica dal vivo e danza.
Il lavoro che MOTUS porta in scena alle 21,30, inizialmente programmato al Castello di Montarrenti e successivamente trasferito per motivi tecnici al Museo Etnografico del Bosco di Orgia, affronta il tema delle discriminazioni di ogni genere, da quelle di razza a quelle di sesso, da quelle di religione a quelle di opinione politica. Con lo stile che contraddistingue la ricerca artistica della Compagnia, MOTUS si ispira a Nidaa Badwan, fotografa e artista palestinese, che il 19 novembre del 2013 si chiuse nella sua camera, e ci rimase quattordici mesi per protestare contro i miliziani di Hamas che non riconoscevano il suo diritto ad essere donna e artista. Così in scena saranno presenti alcuni forti richiami alle opere della Badwan ma anche le rappresentazioni delle paure e dei pregiudizi che da sempre accompagnano le discriminazioni. Interpretate da Veronica Abate, Martina Agricoli, Andrè Alma, Ilaria Fratantuono, Simona Gori e Mattia Solano, le coreografie di Simona Cieri utilizzano le splendide composizioni di Andrea Rellini per scavare nel profondo e portare a nudo le contraddizioni di un mondo che si avvolge su sé stesso, innalzando muri, reali o virtuali, a difesa di interessi particolari, senza rendersi conto che tutto potrebbe cambiare da un momento all’altro e trasformare i discriminatori in discriminati. Lo spettacolo, dunque, è un monito per coloro che, in nome di una presunta verità, si ergono a giudici di tutto quanto non rientri nei canoni stabiliti, e, allo stesso tempo, è un’esortazione, come cita il libretto di sala, “a non rimanere sempre più soli”.
“DIS-CRIMINE” rientra nel progetto produttivo triennale della Compagnia MOTUS sostenuto dalla Regione Toscana e nel progetto di Residenza Artistica presso il Comune di Sovicille. (foto: motus)

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The Robin Gals allo Spasimo per la Fondazione The Brass Group

Posted by fidest press agency su venerdì, 18 agosto 2017

the robin galsthe robin gals1Palermo sabato 19 agosto alle ore 21.35 nel sito storico monumentale della Chiesa Santa Maria dello Spasimo. Tre avvenenti ragazze, tre ”spiriti della musica”, accompagneranno il pubblico con le loro voci affascinanti in un viaggio tra le hit più famose dagli anni ’30 ai giorni nostri. Un mix di divertimento, sentimenti e fantasia, in un ritmo incalzante tra aneddoti, storie avvincenti e gag in cui le Gals faranno ascoltare, a tutti i presenti, le note che hanno scandito il ritmo di oltre mezzo secolo. Le Robin Gals o ragazze del Juke-Box sono dunque la personificazione del mitico oggetto che popolava già i locali pubblici di tutto il mondo poco prima della seconda guerra mondiale. Il loro repertorio va da brani di Glenn Miller, come Chattanooga-Choo-Choo a Lemon Tree dei Fools Garden, per passare da Besame Mucho, a Moon River, a Wake me up before you go-go a Fly me to the moon, agli evergreen di ogni decennio. Un girovagare tra i più famosi evergreen internazionali, da Glenn Miller ai Queen. Il tutto è arrangiato a tre voci da Paolo Volante (già arrangiatore delle Blue Dolls) che accompagnerà le Gals al pianoforte.
Il prossimo concerto della Fondazione The Brass Group prevede l’esibizione della cantante siciliana Anna Bonomolo con il suo progetto musicale Jazz in Progress sempre alla Chiesa Santa Maria dello Spasimo, il 22 agosto alle ore 21.35, mentre il concerto in programma il 1 settembre al Teatro di Verdura con l’artista Davide Shorty e l’Orchestra Jazz Siciliana, è stato posticipato a data da definire. (foto: the robin gals)

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Decima edizione del Festival “Di voci e di suoni”

Posted by fidest press agency su venerdì, 18 agosto 2017

Marina BrunoCaprarola (VT) 19 agosto alle 21:30 ospiterà Marina Bruno e la Dirindina in concerto sull’ormai famoso palcoscenico del Piazzale del Convento di Santa Teresa. (Intero 10euro – ridotto 7euro).
Marina Bruno, indimenticabile protagonista della “La gatta Cenerentola” di Roberto De Simone, ha, durante tutta la sua carriera, incontrato i repertori più disparati, facendo dell’eclettismo e della profondità interpretativa le sue peculiarità. Questa sua ultima produzione inizia col ripercorrere, con la collaborazione di un quintetto di straordinari solisti in ambito barocco, il cammino unico della musica partenopea, dalle villanelle del XVI° e XVII° secolo alle tarantelle ed alle moresche tipiche del sud Italia. E’ stato poi naturale rivolgere l’attenzione musicale al più ampio repertorio della musica antica italiana vocale e strumentale.
Si tratta di un progetto di grande eleganza stilistica e formidabile carica emozionale. In repertorio brani immortali come “Villanella di Cenerentola” di Roberto De Simone, “Li sarracini adorano lu sole”, “Madonna nun è cchiù”, “Canna austina”, “Lu guarracino”, “La carpinese”, veri capolavori della tradizione musicale del sud Italia.
Ottimi musicisti arricchiscono, con la loro esperienza trentennale, la gamma espressiva ed interpretativa conferendo all’ensemble la capacità di creare vere e proprie atmosfere oniriche. Gioacchino De Padova, titolare della cattedra di viola da gamba presso il conservatorio di Bari, Giuseppe Petrella, eccezionale esecutore di chitarra barocca e tiorba, Sergio Lella ai flauti dritto e traversiere, Valerio Fusillo ai plettri e Pippo D’Ambrosio, percussionista estremamente versatile, sono i protagonisti di questo viaggio insieme alla voce solare e possente di Marina Bruno. Un concerto di grande spessore ed intensità che lascerà di stucco il pubblico presente! Questo viaggio musicale è stato intrapreso nel 2008, un gruppo formato da musicisti di valore assoluto che interpreta il repertorio della musica popolare accostandolo a brani inediti e della tradizione classica partenopea. L’ensemble ha esordito ad Algeri in occasione del 9° Festival della Cultura europea 2008. Tra i vari successi di Marina Bruno ritroviamo il Concerto dell’Epifania 2010 all’Auditorium della RAI di Napoli con il brano inedito “L’adorazione dei Re magi” di Roberto De Simone. (foto: Marina Bruno) http://www.compagniapeppinoliuzzi.it/

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La società immobiliare New York Residence, Inc. visita l’Italia e la Croazia

Posted by fidest press agency su venerdì, 18 agosto 2017

new yorkNEW YORK/PRNewswire/ New York Residence, Inc., società di intermediazione immobiliare di fama mondiale, è lieta di annunciare che Richard Pino, direttore finanziario e broker associato, visiterà Italia e Croazia dal 24 agosto al 10 settembre 2017 per incontrare i clienti.Richard Pino ha detto che questo è il suo terzo viaggio in Italia e Croazia, e il secondo nel giro di un anno, per incontrare clienti esistenti e nuovi. Nell’ultimo decennio, Pino ha viaggiato in Colombia, Panama, Cina, Hong Kong, Russia e Irlanda per riunioni con clienti e per rappresentare New York Residence in fiere internazionali. Richard ha aggiunto: “L’intermediazione immobiliare è ancora un business di relazioni. I professionisti del settore devono aver voglia di viaggiare per incontrare i clienti che lo richiedono. I clienti possono trovare facilmente informazioni navigando su siti web immobiliari terzi, ma la comunicazione di persona e al telefono è ancora l’interazione più importante per informare i clienti su potenziali acquisizioni immobiliari.”
Inoltre, Richard è convinto che l’euro forte abbia prodotto un aumento nelle richieste di investimento a New York. L’euro è salito sul dollaro USA da €1,05 a gennaio a €1,18 di oggi, 14° agosto. L’euro forte offre agli europei l’opportunità di acquistare una proprietà scontata grazie al favorevole tasso di cambio. Si possono prenotare in anticipo appuntamenti privati per nuovi clienti inviando un’email a Richard Pino a rpino@nyr.com.New York Residence si è classificata tra le cinque maggiori società immobiliari boutique di Manhattan negli ultimi tre anni, 2014-2016. Inoltre, New York Residence si è piazzata al numero 20 per transazioni concluse tra tutte le società di qualsiasi ordine di grandezza. Le classifiche indipendenti e gli articoli del 2016 si possono consultare sull’edizione di maggio 2016 di The Real Deal, pubblicazione del settore immobiliare.
New York Residence è una società di intermediazione immobiliare specializzata nella vendita e locazione di proprietà residenziali, commerciali e di investimento a compratori nazionali e internazionali. Ha cinque uffici a New York, e uffici all’estero a Seoul in Corea e a Singapore. La sede centrale di New York Residence si trova al 26° piano di 1501 Broadway, nell’iconico Paramount Building nel cuore di Times Square.

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Giovani: non mixate alcol e droghe

Posted by fidest press agency su venerdì, 18 agosto 2017

palazzo chigi“Cari giovani, non mixate alcol e droghe, festeggiate in strutture professionali dove possono soccorrervi in caso di bisogno ed andate a piedi oppure fate guidare chi non ha bevuto o prendete un taxi”». È l’accorato appello che ha lanciato oggi sui social network dj Aniceto, uno dei dj più impegnati nel sociale, e già membro della Consulta Antidroga presso il Dipartimento governativo a Palazzo Chigi. «I ragazzi possono divertirsi e magari anche essere ribelli, senza necessariamente rischiare la propria vita e quella degli altri, che è una e preziosa». «Amo le feste di ferragosto sul mare, organizzate in lidi e strutture professionali e spero che se ne facciano sempre di più, ma dobbiamo stare attenti e non trasformare in tragedia quella che dovrebbe essere la notte più divertente e spensierata dell’anno!. – sottolinea Dj Aniceto, promotore di campagne antidipendenza su facebook e twitter, testimonial dei sani valori in tv con Piero Chiambretti e protagonista di tante notti in discoteca, dal Nord al Sud d’Italia. “Trovo che sia davvero triste cercare la spensieratezza della bella età nello stordimento dell’alcol e della droga e non in quel che di bello il mondo ha ancora da offrire; mi piacerebbe, inoltre, che tutti gli addetti ai lavori e sto parlando anche dei troppi politici del nostro Paese – spiega Dj Aniceto – si passassero una mano sulla coscienza e tra una crisi e una spending review trovassero il tempo per lanciare iniziative e messaggi concreti soprattutto in questi giorni di festa, per ribadire un secco no a sostanze dannose come le droghe e i superalcolici a favore del sano divertimento!».

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Migranti e violenze

Posted by fidest press agency su venerdì, 18 agosto 2017

BariBari. “Solo quindici giorni fa una donna di 75 anni è stata picchiata e stuprata da un ventiseienne nigeriano, ospite del Cara di Bari Palese, che si era offerto di portarle la spesa. All’alba di oggi è stata registrata una tentata violenza ai danni di una giovane turista francese ad opera di un ventunenne cittadino del Bangladesh, ospite anch’egli del Cara di Bari Palese. E’ una situazione diventata ormai insostenibile per i nostri cittadini che vivono nel terrore e che non sanno più come difendersi da chi, con la scusa di scappare dalla guerra, circola indisturbato nel nostro territorio, rendendosi spesso protagonista di atti intollerabili”. Lo dichiara la deputata di FI Vincenza Labriola che aggiunge: “Come esponente di Forza Italia invito il Ministro dell’Interno Marco Minniti a porre fine ad una situazione non più tollerabile come quella del centro di Cara di Bari Palese. Sarebbe opportuno, e mi auguro che venga fatto al più presto, effettuare un blitz nel Centro per capire come sia possibile fuggire da una struttura che dovrebbe essere presieduta h24. Siamo lieti di apprendere che gli sbarchi siano diminuiti del 57 per cento nell’ultimo mese – conclude la deputata azzurra – ma ora bisogna compiere uno step successivo: quello di procedere al rimpatrio immediato per chi commette reati e all’espulsione per chi non ha diritto di asilo”.

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Come saranno scelti e formati i nuovi insegnanti? Arriva il decreto Miur che crea graduatorie inutili

Posted by fidest press agency su venerdì, 18 agosto 2017

ministero-pubblica-istruzioneSi delinea il lungo percorso che, dalla pubblicazione del bando sino all’effettiva immissione in ruolo, comporterà non pochi anni d’attesa prima di assistere a vere e proprie immissioni in ruolo: potranno essere 4-5 anni per i soli laureati, almeno un paio per gli attuali abilitati all’insegnamento. Il docente vincitore di concorso, anche riservato, inoltre, rimarrà a lungo precario. Anzi, il paradosso è che oggi guadagna di più di quello che andrà a percepire, all’inizio, con il nuovo modello formativo-selettivo. Inoltre, fino all’ultimo momento potrà essere considerato non più idoneo alla professione. Per il sindacato è illegittimo cancellare da Graduatoria ad Esaurimento o di Merito chi ha un contratto a tempo determinato: questi docenti, sempre con titoli e 36 mesi di servizio, come ci dice l’UE dal 1999, andavano assunti subito. Sono laureati, selezionati, abilitati. E per quelli che non lo sono, bastava riconoscere loro un anno di corso accademico per confermare l’abilitazione che hanno conseguito nel campo. Marcello Pacifico (Anief-Cisal): Perché inventare nuove graduatorie per assumere qualcuno con tre anni di ritardo? Ancora di più perché i destinatari sono già collocati in graduatorie ben definite. Lo svolgere un contratto da supplente a stipendio iniziale dopo essere stato inserito nelle Grame non equivale poi all’assunzioni nei ruoli. Come è assurdo bandire nuovi concorsi riservati, quando un terzo dei posti destinati alle prossime assunzioni andrà vacante per il mancato aggiornamento e la chiusura delle GaE. È una decisione illogica, che allontana l’Italia dalle sentenze della Suprema Corte di Giustizia Europea: il modello escogitato non tiene conto nemmeno delle migliaia di espressioni dei giudici del lavoro che condannano lo Stato italiano al risarcimento danni e al pagamento degli scatti automatici anche ai precari, oltre al fatto che la questione dei risarcimenti è tornata proprio in questi giorni a Lussemburgo per un nuovo esame.Anief, pertanto, invita il personale non assunto ad aderire ai ricorsi per la stabilizzazione, gli scatti di stipendio non percepiti e anche per il conferimento dei mesi estivi non corrisposti: per maggiori informazioni ed eventualmente aderire cliccare qui.Diventano operative le nuove procedure che dal prossimo anno, dopo un lungo iter selettivo-formativo, porteranno in cattedra i nuovi insegnanti della scuola pubblica: il Miur ha infatti pubblicato, in questi giorni, attraverso il D.M. n. 616 del 10 agosto 2017, le modalità di acquisizione dei crediti formativi universitari e accademici di cui all’art. 5 del decreto legislativo 13 aprile 2017 n. 5 per accedere ai concorsi a cattedra. I percorsi formativi, illustra l’articolo 3 del D.M., consistono in attività formative e relativi esami per un totale di 24 crediti relativi a precisi ambiti disciplinari: pedagogia, pedagogia speciale e didattica dell’inclusione; psicologia; antropologia; metodologie e tecnologie didattiche generali: “Ciascun percorso – si legge ancora nel D.M 616 – è articolato in modo che ogni studente acquisisca i 24 crediti garantendone comunque almeno sei in almeno tre dei quattro ambiti disciplinari”.
L’accesso alla nuova fase selettiva-formativa prevede anche il progressivo reclutamento degli attuali precari con almeno 36 mesi di supplenze svolte. “Per i docenti abilitati e specializzati – riassume Orizzonte Scuola – il percorso, che condurrà all’immissione in ruolo, consiste nella partecipazione ad una procedura concorsuale per soli titoli (bandita entro febbraio 2018) e un colloquio non selettivo. Il colloquio è di natura didattico-metodologica e non prevede un punteggio minimo. I docenti partecipanti saranno graduati, in una graduatoria regionale di merito ad esaurimento, sulla base dei titoli e della valutazione del colloquio (che peserà per il 40% rispetto ai titoli). L’ammissione alla graduatoria regionale di merito avviene a domanda degli interessati. Dalla predetta graduatoria i docenti saranno poi ammessi, per scorrimento, ad un percorso di un solo anno corrispondente al terzo del percorso FIT (formazione iniziale e tirocinio), superato il quale potranno accedere al ruolo”. Inoltre, “la partecipazione alla procedura concorsuale è consentita in un’unica regione per tutte le classi di concorso o tipologie di posto per le quali sia abilitato o specializzato. Non possono partecipare alla procedura i docenti di ruolo”.Il percorso concorsuale e formativo si prevede decisamente più complesso ed esteso, invece, per chi non è in possesso dell’abilitazione all’insegnamento ma solo di laurea magistrale: “Per i docenti non abilitati con almeno 3 anni di servizio – continua la rivista – è previsto un concorso riservato, consistente in una prova scritta e una orale, vinto il quale si viene ammessi (con le dovute deroghe relative agli anni di frequenza e ai crediti da acquisire) al percorso di formazione iniziale, tirocinio e inserimento nella funzione docente (FIT), svolgendo il primo e il terzo anno. Superato il percorso FIT si accede al ruolo”. Anche in questo caso, “la partecipazione alla procedura concorsuale è consentita in un’unica regione per tutte le classi di concorso o tipologie di posto per le quali abbia maturato un servizio di almeno un anno, fermo restando il requisito complessivo dei tre anni”. Sempre per i non abilitati, inoltre, si prevede che “al termine del terzo anno del percorso, previo superamento dell’esame finale, si accederà al ruolo. La scelta dell’ambito scolastico definitivo di assegnazione del docente al momento dell’accesso al ruolo è effettuata dagli interessati nell’ordine della graduatoria stilata in base al punteggio conseguito nell’esame finale”. Infine, “la procedura concorsuale è bandita entro il 2018 ed ha cadenza biennale”. È bene ricordare che i precari ammessi al terzo anno del percorso FIT saranno automaticamente depennati “da tutte le graduatorie di merito, ad esaurimento e di istituto in cui si è inclusi”.Quello che si è delineato, pertanto, è un lungo percorso, che dalla pubblicazione del bando sino all’effettiva immissione in ruolo, comporta alcuni anni di attesa: possono essere 4-5 per i soli laureati, almeno un paio per gli attuali abilitati all’insegnamento. Il docente vincitore di concorso, pure riservato, inoltre, fino all’ultimo momento prima dell’assunzione a tempo indeterminato, può in teoria essere considerato non più idoneo alla professione di docente. Ritrovandosi, paradossalmente, fuori dai giochi anche una volta giunto a un passo dalla stabilizzazione a titolo definitivo e dopo anni di sacrifici professionali non indifferenti.
Per il sindacato Anief, questo nuovo modello di reclutamento del personale docente, comprensivo di fase transitoria, lascia molto a desiderare. Prima di tutto perché appare illegittimo cancellare da Graduatoria ad Esaurimento o di Merito chi ha un contratto a tempo determinato: tali docenti, sempre con titoli e 36 mesi di servizio svolto, come ci dice l’Unione Europea dal 1999, andavano assunti subito. Sono laureati, selezionati e abilitati all’insegnamento. E per quelli che non lo sono, bastava riconoscere loro un anno di corso accademico per confermare l’abilitazione che hanno conseguito nel campo. “Liberandosi dal bluff dell’organico di fatto – spiega Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief e segretario confederale Cisal – tutto ciò sarebbe stato possibile e avrebbe anche estirpato una volta per tutte la piaga della supplentite. La quale, invece, attraverso la Buona Scuola è stata solo sfiorata, visto che anche quest’anno gli uffici scolastici si apprestano a stipulare almeno 90mila contratti fino al 30 giugno o 31 agosto. Riteniamo inoltre assurdo bandire dei nuovi concorsi riservati, dal momento in cui un terzo dei posti destinati alle prossime assunzioni andrà vacante per il mancato aggiornamento (aperto a tutti) e la perdurante chiusura delle GaE. Non c’era bisogno, poi, in presenza di abilitati dallo Stato, di inventare nuove graduatorie per assumere qualcuno con tre anni di ritardo. Ancora di più perché i destinatari sono già collocati in graduatorie ben definite”. Ma c’è anche un altro aspetto che non convince: sottoscrivere un contratto da supplente a stipendio inziale dopo essere stato inserito nelle Grame, le nuove Graduatorie di merito regionali, non equivale a una vera e propria assunzione nei ruoli dello Stato. Quindi, il precario rimane tale anche dopo aver vinto il concorso. Anzi, il paradosso è che oggi guadagna di più di quello che andrà a percepire, per alcuni anni, con il nuovo modello formativo-selettivo.“È una decisione illogica – dice ancora Pacifico – che allontana l’Italia sempre più dalle sentenze della Suprema Corte di Giustizia Europea che riconoscono la stessa progressione stipendiale tra i supplenti e i colleghi di ruolo: il modello escogitato non tiene conto nemmeno delle migliaia di sentenze dei giudici del lavoro che condannano lo Stato italiano al risarcimento danni e al pagamento degli scatti automatici anche ai precari, oltre al fatto che la questione dei risarcimenti è tornata proprio in questi giorni a Lussemburgo per un nuovo esame”.

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Italia: un paese ingovernabile?

Posted by fidest press agency su venerdì, 18 agosto 2017

tribunale-milanoCredo che molti non hanno centrato il problema. Gli scandali di ieri, da Mani pulite, ad oggi, per intenderci, non hanno fatto clamore per il loro disvelamento quanto, pur sapendolo, i responsabili non siano stati subito emarginati. Mi spiego. Se in un partito vi erano mele marce era dovere della sua dirigenza farsene carico ed espellerle, denunciando le malefatte alla giustizia. E invece sono state tollerate se non si è diventati correi per potersi cibare nella stessa mangiatoia. E non ci vengono a dire che i loro leader erano all’oscuro di tutto perché anche se lo fossero stati resta la responsabilità oggettiva che politicamente vale una dimissione, se non altro. Ciò che si sta verificando in questi giorni con arresti e denunce quasi quotidiane dove a primeggiare su tutti vi è quasi sempre un politico tanto che vi è chi afferma, senza dubbio esagerando, che l’Italia è il paese dei corrotti, dei corruttori e dei corrompibili. Ma ciò che il magistrato Piercamillo Davigo ha tenuto a sottolineare è che un tempo ci si vergognava se si veniva colti a rubare o a farsi corrompere mentre oggi diventa solo un incidente di percorso.  E se ci facciamo caso tutti si dichiarano innocenti e bisogna aspettare tantissimi anni prima che una sentenza definitiva passi in giudicato e nel frattempo chi ruba continua a rubare e l’innocente si tormenta dietro le sbarre. A latere di questi signori vi sono coloro che li giustificano e persino li osannano osservando: dopo qualche anno di carcere saranno messi in libertà per godersi i frutti delle loro malefatte. Come dire: oremus et pro perfidis ludaeis. Alla fine subentra la pietà collettiva e la contrarietà nei confronti di coloro che hanno scoperto gli altarini e in confidenza si sussurra: non potevano farsi i fatti loro?
Tutto questo perché stiamo perdendo il senso della moralità e quasi ci dispiace che la furbizia non sia stata premiata con la reiterazione dell’illecito. Ora i veri colpevoli sono i delatori, i magistrati che hanno aperto nelle varie procure i fascicoli, la polizia che arresta.  Ma si può davvero governare e far prosperare un Paese di tale fatta? (Riccardo Alfonso)

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