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Archive for 4 agosto 2017

Nuovi assessori a Roma: Il PD non condivide

Posted by fidest press agency su venerdì, 4 agosto 2017

aula-giulio-cesareRoma “La Sindaca dopo 13 mesi è sempre più un amministratore con un ristretto raggio d’azione politico-istituzionale. Nonostante Casaleggio continui a negare, Roma è da tempo in amministrazione controllata da Milano. I nuovi inserimenti in giunta non muteranno il caos istituzionale e amministrativo in cui è stata trascinata la capitale dopo 13 mesi di amministrazione Raggi.Non è con continui, quanto inadeguati avvicendamenti di assessori e manager, compresi gli ultimi in ordine di arrivo che si può governare una città come Roma. Serve un disegno di cambiamento vero in grado di rilanciare il ruolo e l’immagine della città nel mondo, un progetto di cui ne il M5S ne la Raggi hanno consapevolezza. I grillini continuamente intenti a cimentarsi in risse e faide interne hanno perso completamente la percezione di cosa significhi governare una città come la capitale d’Italia. Il declino cui assistiamo ormai quotidianamente è figlio di una contraddizione che contraddistingue il movimento di Beppe Grillo teso soprattutto alla denigrazione delle istituzioni ma non adeguato a realizzare una prospettiva politico- amministrativa che guardi allo sviluppo e al futuro di una città a vocazione internazionale come Roma. La rinuncia a competere con le altre grandi metropoli sulla candidatura olimpica o quella ad ospitare organizzazioni europee come l’agenzia del farmaco mostrano tutta la miopia di chi amministra oggi la capitale e vorrebbe domani governare l’Italia. Oggi assistiamo a nuove nomine che sembrano presagire ulteriori defezioni, è il tratto politico che più di tutti ha contraddistinto un anno di amministrazione cinquestelle a Roma.” Così in una nota la capogruppo del PD capitolino Michela Di Biase.

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Raggi nomina nuovi assessori

Posted by fidest press agency su venerdì, 4 agosto 2017

raggiRoma La sindaca di Roma Virginia Raggi ha nominato Margherita Gatta Assessora ai Lavori Pubblici e Rosalba Castiglione Assessora al Patrimonio e Politiche abitative. La prima cittadina ha firmato un’ordinanza per assegnare le deleghe alle nuove assessore.
“Entrano a far parte della nostra squadra due professioniste di grande esperienza che sono sicura daranno un contributo importante in due settori strategici e delicati dell’Amministrazione – commenta Raggi – Ho chiesto a Margherita e Rosalba di mettere a disposizione le loro competenze per realizzare il nostro programma di governo per il rilancio della città”. “Innanzitutto vorrei dire grazie alla sindaca Virginia Raggi per la fiducia dimostratami – afferma Gatta – È una sfida che accetto con grande senso di responsabilità ma anche determinazione. Il settore dei lavori pubblici è uno di quelli che è stato più colpito dallo tsunami di Mafia Capitale. Rispetto al passato quest’Amministrazione ha invertito la rotta e proseguirà la sua azione lungo la direttrice della legalità. La priorità è la manutenzione delle strade. Le risorse ci sono e diversi cantieri sono già partiti”.
“Sono davvero orgogliosa di questo incarico conferitomi dalla sindaca Virginia Raggi – dichiara Castiglione – I settori del Patrimonio e delle Politiche abitative sono stati abbandonati da decenni da una politica irresponsabile che ha causato scandali come quello di Affittopoli e vere e proprie emergenze sociali. Metteremo ordine, valorizzando da una parte il patrimonio immobiliare di Roma Capitale che deve rappresentare una risorsa e non più uno spreco e dall’altra mettendo in campo un piano per dare risposte ai tanti cittadini che hanno diritto alla casa”. Margherita Gatta, laureata in Giurisprudenza, dal 1992 ha lavorato per la Cassa nazionale di Previdenza per gli Ingegneri e gli Architetti Liberi Professionisti (Inarcassa). In particolare negli ultimi anni ha operato presso l’ufficio Contratti della Direzione Amministrazione e Controllo. La sua attività ha interessato tutte le categorie degli appalti pubblici finalizzati a garantire lavori, servizi e forniture necessari al mantenimento del notevole patrimonio immobiliare dell’istituto. Da giugno 2017 è entrata a far parte dello staff dell’Assessorato all’Urbanistica e Infrastrutture di Roma Capitale.
Rosalba Castiglione, laureata in Giurisprudenza, è specializzata nella consulenza legale in ambito di progettazione, programmazione e definizione di processi complessi di acquisizione, gestione e valorizzazione di patrimoni immobiliari pubblici e privati. In questo settore ha acquisito esperienze in importanti studi legali, in Italia e all’estero, e in diverse società internazionali specializzate nell’asset management.

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La Fed promette rialzi e il mercato non le crede. Effetti dello scollamento su macro e portafogli

Posted by fidest press agency su venerdì, 4 agosto 2017

_DSC6153.JPGA cura di Andrea Delitala, Head of Euro Multi Asset di Pictet Asset Management. Pare proprio che le banche centrali navighino a vista, almeno agli occhi del mercato che non comprende il modus operandi o, peggio ancora, lo ignora. A nostro giudizio, come minimo, possiamo dire che la loro funzione di reazione all’economia sia difficile da decifrare.
Abbiamo avuto un’ondata di liquidità che ha garantito una proroga della repressione finanziaria nel primo trimestre 2017 – 450 miliardi di dollari trasferiti dal conto disponibilità del Tesoro presso la Fed al mercato (Banche private) ed altre fonti internazionali. L’orientamento prevalente rimane tuttavia (anzi, a maggior ragione) per un riassorbimento di tale liquidità (tapering dei reinvestimenti in titoli e rialzi dei tassi) il che non agevola le decisioni di investimento.
Pictet ha elaborato tre spiegazioni possibili dello scollamento tra previsioni delle banche centrali, ad esempio quelle della Fed che segnala 7 rialzi di 25pb in 2 anni, e aspettative del mercato (che ne prezza 2).
La prima spiegazione è che non siano cambiate le previsioni mediane, ma sia diminuita l’incertezza autorizzando toni più aggressivi. Curiosamente però, l’ultimo rialzo dei tassi a metà giugno da parte della Fed è stato accompagnato da una flessione dell’inflazione core che Yellen ha definito di natura temporanea e non significativa, attribuendola al dumping nei prezzi della telefonia mobile e delle prescrizioni mediche. Di fatto la Fed ha quindi definito un nuovo indice d’inflazione super core: non considerando i piani tariffari dei cellulari ed alcuni farmaci, questo indice arriva all’1,7% anziché l’1,4% dell’inflazione core tradizionale e potrebbe giustificare il tono aggressivo della Fed in giugno. A onor del vero, Yellen ha poi decisamente ammorbidito i toni nel suo intervento al Congresso del 12-13 luglio. A giugno si è visto un curioso allineamento nella comunicazione delle maggiori banche centrali, da Bce a BoE alla banca canadese, con Draghi che passa da un easing bias, coerente con rischi deflazionistici, a timori di pressioni reflazionistiche. Le possibilità sono due: o la Fed ha ragione a trascurare l’attuale flessione dell’inflazione, oppure siamo in prossimità di un errore di policy, come sembrano suggerire i mercati del reddito fisso.
La seconda possibile spiegazione del comportamento divergente della Fed rispetto al mercato è che la Fed tenga conto delle condizioni finanziarie complessive dell’economia (Financial Conditions Index, FCI). Queste non dipendono solo dai Fed Funds rates ma sono funzione anche dei rendimenti sui corporate bond, oltre che del cost of equity. Questi ultimi sono fattori delicati che incorporano fattori di mercato al di fuori dal controllo della Fed e che instaurano meccanismi complessi da gestire, soprattutto in presenza di un governatore come Janet Yellen che agli occhi del mercato sta perdendo autorevolezza (e credibilità) se non altro perché in scadenza (febbraio 2018). Questa situazione crea una rottura nel buon funzionamento del rapporto tra Fed e mercato.
La terza spiegazione è la più accettabile: la banca centrale potrebbe anticipare variazioni plausibili in tema di regolamentazione finanziaria. In particolare sul tema Dodd-Frank e, al suo interno, la Volcker rule. Tale norma ha operato la distinzione tra attività di lending e trading e fissato i fattori limitativi dell’attività di lending legati alle restrizioni di capitale e leva, con la conseguente inibizione dei moltiplicatori monetari. La rimozione di queste norme libererebbe circa 200 mld di dollari di capitale di vigilanza delle banche USA, il quale a sua volta potrebbe tradursi in una maggiore creazione di credito fino a 1 trn di dollari. La pressione politica intorno al tema è fortissima. Il comportamento della Fed potrebbe essere perciò una reazione a questa consapevolezza: l’eventuale effetto espansivo della rimozione delle norme in questione, dovrebbe essere contrastato. A quanto sembra la Fed vuole farlo agendo sui tassi e non affrettando la contrazione del bilancio (tapering dei reinvestimenti) che sembra indirizzato verso una tabella di marcia lenta e prevedibile (ma dopo il cambio al vertice Fed sarà ancora così?). Gli scenari possibili, partendo da queste spiegazioni, sono quattro. In tutti per i bond il quadro non è roseo, mentre c’è uno spazio per le azioni che però va declinato in modo attento dal punto di vista regionale e settoriale.
Il primo è che il miglioramento macro coerente con le azioni di policy prospettate si verificherà. Questo è l’unico caso in cui siamo ottimisti sulle azioni, soprattutto sui settori ciclici, e negativi sui bond che devono scontare la correzione di quello che prezzano, ovvero l’errore di policy, più il miglioramento macro. Si perde tanto sulla parte a lungo mentre e sugli indicizzati all’inflazione si può essere premiati.
Il secondo scenario è che la Fed stia dialogando con il mercato per condurlo a valutazioni più caute (maggiori premi di rischio): questa ipotesi, in assenza di miglioramenti macro, è al massimo neutrale o negativa per le azioni e un po’ meno negativa che nel primo caso per i bond. Il settore It sarebbe vulnerabile mentre per le Banche sarebbe un contesto migliore per via del rialzo dei tassi. Sulla componente bond ristabilire premi al rischio vuol dire ristabilirne anche sul credito e quindi i perdenti saranno proprio sullo spread di credito.
La terza ipotesi è che effettivamente la Fed sappia qualcosa in più di noi sul fronte regolamentare. Dal punto di vista delle implicazioni di mercato, questa è una situazione intermedia ai primi due scenari esaminati: la conseguenza è un posizionamento neutrale per le azioni e negativo per i bond. La rimozione della Dodd Frank comporta uno stimolo monetario indiretto, scenario che per le azioni è neutrale e per le banche è festa, mentre è negativo per la curva rendimenti e neutrale per gli indicizzati.
L’ultimo scenario (residuale) è un errore di politica monetaria (restrizione ingiustificata) e questo si scarica negativamente sulle azioni ed è l’unico caso in cui i bond non perdono terreno, avendo già incorporato questa idea nei prezzi. I cicli già cheap diventano ancora più a buon mercato. In questo scenario deflazionistico, la parte lunga della curva tenderà a guadagnare di fronte a una possibile recessione con inflazione bassa. (foto: Andrea Delitala)

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Pericolosi passi indietro al G20 di Amburgo

Posted by fidest press agency su venerdì, 4 agosto 2017

amburgoAmburgo. L’ultimo summit del G20 di Amburgo segna, purtroppo, un grande e pericoloso arretramento sul fronte delle riforme dell’economia e della finanza. Si ha l’impressione che sia stato definito un “commercio internazionale à la carte”. Infatti, nonostante i media abbiano evidenziato il compromesso raggiunto sul commercio estero, secondo noi, non vi è affatto chiarezza. Nel documento si afferma che “continueremo a combattere il protezionismo e tutte le pratiche commerciali scorrette e riconosciamo allo stesso tempo il ruolo degli strumenti di difesa commerciale legittima”, ma sembra proprio che ogni Paese sia legittimato a fare ciò che vuole. Protezionismo no, ma anche sì. Potrebbe aversi una ripresa delle guerre commerciali. L’altro fronte, tanto sbandierato, è quello del clima. Gli Usa hanno bloccato il loro contributo finanziario per la realizzazione del trattato di Parigi, mantenendo un vago impegno ad abbassare le emissioni di co2 nel quadro del sostegno alla propria crescita economica e del miglioramento della propria sicurezza energetica. Ad alcuni può suonare accettabile, ma si tratta di un drastico ritorno alla politica dell’unilateralismo americano. I passi indietro sono ancora più evidenti se si confronta il comunicato di Amburgo con le linee guida e le proposte formulate qualche mese prima a Baden Baden nel summit dei ministri delle finanze e dei governatori delle banche centrali del G20.
Sono del tutto scomparsi alcuni passaggi rilevanti relativi alla politica monetaria. Per non mettere in discussione eventuali prolungamenti del Quantitative easing , non si fa più riferimento al fatto che “la politica monetaria da sola non può portare ad una crescita bilanciata”. Coerentemente con la nuova politica commerciale con meno regole, la dichiarazione finale non menziona più che ”l’eccesso di volatilità e i movimenti disordinati sui tassi di cambio possono avere delle implicazioni negative per la stabilità economica e finanziaria”. Scompare anche la volontà di “trattenersi da svalutazioni competitive e dall’uso dei tassi di cambio per scopi competitivi”.
Scompare il precedente impegno a “ridurre gli eccessivi squilibri economici”. Prima si voleva mitigare i grandi surplus commerciali di alcuni Paesi per non danneggiare gli altri e per evitare eventuali crisi sistemiche.
Nel documento finale non si menziona più “il rafforzamento dei controlli sui flussi di capitale e della gestione dei rischi risultanti da un’eccessiva volatilità del flusso di capitali”. Meno male che si riafferma la necessità di mantenere i controlli su possibili rischi sistemici e sulle vulnerabilità associate al cosiddetto “sistema bancario-ombra”.
Particolarmente grave è l’assenza di ogni riferimento al pericolo rappresentato dai derivati over the counter, notoriamente i più speculativi e destabilizzanti. Mentre a Baden Baden si affermava l’importanza del lavoro del Financial Stability Board nel definire le riforme dei mercati dei derivati otc e si invitava i membri del G20 a completare tempestivamente e a rendere operative in tempi brevi le riforme relative agli otc. Inoltre il G20 ha quasi del tutto ignorato le analisi e le raccomandazioni del Fondo Monetario Internazionale che, poco tempo prima, aveva evidenziato l’importanza della progressiva multipolarità negli affari economici, monetari e commerciali internazionali. Si ricordi che, tra l’altro, il Fondo aveva anche sollevato la questione destabilizzante, divenuta periodica, della volatilità nei flussi di capitali e degli alti debiti pubblici di molti Paesi. Di conseguenza, il Fondo aveva proposto il rafforzamento di una Global Financial Safety Net, che è un insieme di misure per evitare eventuali destabilizzazioni finanziarie. A tal fine poneva l’accento sul ruolo positivamente crescente dei Diritti speciali di prelievo che, com’è noto, sono la moneta internazionale basata su un paniere di valute importanti. Il summit ha anche ignorato le raccomandazioni della Banca dei Regolamenti Internazionali di Basilea che ha evidenziato il rischio rappresentato dal debito globale dei paesi del G20. Si ricordi che, senza contare il settore finanziario, esso è pari a 220% del loro Pil, con un aumento del 40% rispetto al 2007.
Nel documento di Amburgo, purtroppo, non si tiene conto del monito della BRI circa l’aumento del protezionismo: escludendo i dazi, dal 2010 le misure concernenti i regolamenti protettivi e i sussidi, sono quadruplicate. Mentre in dieci anni il commercio internazionale è rimasto fermo al 60% del Pil mondiale.
Si ha l’impressione che il meeting di Amburgo sia stato negativo nei risultati. Tutt’al più è stato uno scenario amplificato per l’ingresso di due nuovi protagonisti, Trump e Macron. (Mario Lettieri già sottosegretario all’Economia e Paolo Raimondi economista)

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Inaugurato in Uruguay il centro commerciale moderno e sostenibile

Posted by fidest press agency su venerdì, 4 agosto 2017

centro commerciale Las PiedrasMontevideo. La città di Las Piedras è un centro urbano in rapida crescita negli ultimi anni, in seguito al forte sviluppo metropolitano della capitale Montevideo, dove a fine maggio è stato inaugurato il nuovo centro commerciale Las Piedras. 38.000 m2, un centinaio di negozi, cinque cinema, un ipermercato, una grande food court con dodici punti di ristoro e una capienza di seicento persone, e un ampio parcheggio coperto sono i numeri principali della struttura, che ha generato oltre 1200 nuovi posti di lavoro. Dal punto di vista architettonico l’edificio si sviluppa su tre livelli, il primo interrato è dedicato ai parcheggi, mentre gli altri due alle attività commerciali e ricreative. La sostenibilità è uno dei concetti chiave attorno a cui ruota la progettazione di tutto l’edificio. Grande importanza è stata data all’illuminazione, con largo utilizzo di luce naturale affiancata da quella artificiale al LED, all’uso razionale dell’acqua centro commerciale Las Piedras1grazie ad un doppio sistema di fornitura che distingue l’acqua potabile da quella per usi di servizio. Anche l’impianto di climatizzazione e ventilazione del centro è stato progettato e realizzato con un forte focus sulla sostenibilità ed il risparmio energetico. Sono infatti state selezionate unità ad elevata efficienza di Climaveneta: 10 centrali trattamento aria WIZARD-TA-7500 CA con una portata d’aria totale di 244.035 m3/h e 3 refrigeratori di liquido condensati ad acqua FOCS2-W/CA 4502 con una potenza frigorifera totale di 3.417 kW. L’edificio dispone inoltre di un sistema di free-cooling che sfrutta le temperature favorevoli dell’aria esterna a supporto dell’impianto di climatizzazione ed è dotato di un giardino verticale che ricopre le facciate esterne con funzione ornamentale e come protezione passiva per l’edificio. (foto: centro commerciale Las Piedras)

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Scuola: Odissea concorso 2016

Posted by fidest press agency su venerdì, 4 agosto 2017

SCUOLA

Sono quasi tutte afferenti alla scuola dell’infanzia e primaria. La notizia sembra paradossale, perché l’ex Ministra dell’Istruzione, Stefania Giannini, aveva promesso che si sarebbero concluse un anno fa per vedere in ruolo i primi vincitori già nel corso dell’estate scorsa. Invece non sono bastati altri 12 mesi per effettuare le prove scritte, l’orale e pubblicare le graduatorie. E, senza graduatoria approvata, sarà impossibile nominarne i vincitori. Siamo alla corsa contro il tempo: ci sono infatti solo settimane di tempo per evitare la beffa di vedere perse le assunzioni per un altro anno. Considerando che ci sono altri 10.770 posti persi, perché il numero di respinti, nelle altre commissioni, è stato superiore al numero dei posti messi a bando, la portata del problema diventa notevole. A riempire un po’ di posti delle immissioni in ruolo rimasti vuoti potrebbero allora essere gli esiti delle prove suppletive svolte a maggio per via delle esclusioni illegittime prodotte dal Miur, come quelle dei tecnico-pratici ripescati dal Tar grazie all’Anief. Ma poi c’è anche il problema dei posti liberi, perché a Viale Trastevere hanno dimenticato di metterli da parte o li hanno assegnati per altre esigenze.
Marcello Pacifico (Anief-Cisal): L’ultimo concorso dei docenti della scuola pubblica è l’emblema del caos di cui è capace un’amministrazione scolastica che non segue i consigli di chi fa ed entra nelle scuole tutti i giorni. Avevamo indicato la strada da percorre, includendo tante categorie illegittimamente escluse. Come avevamo chiesto conferme sui numeri, chiedendo di mettere da parte i posti. Invece, non ci hanno dato ascolto. Ne è uscita fuori una selezione nazionale nata male e finita peggio, gestita anche stavolta con l’ausilio dei giudici.

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Roma Capitale. L’emergenza idrica che non c’è

Posted by fidest press agency su venerdì, 4 agosto 2017

casa dell'acquaUn parente che deve venire a Roma mi ha inviato un messaggino chiedendomi se a Roma c’è l’acqua. Con quel caldo una doccia è necessaria, aggiungeva. Un milione e mezzo di utenti saranno senz’acqua, gli ospedali avranno problemi, gli alberghi non potranno garantire i turisti, e così via, si diceva, e la notizia ha fatto il giro del mondo. Chiariamo: a Roma non c’è emergenza idrica. La pantomima alla quale abbiamo assistito ha dell’incredibile e non possiamo che pensare a un colpo di sole che abbia centrato gli attori in questione.La querelle sulla captazione integrativa di acqua nel lago di Bracciano è inverosimile: si è passati dall’urgenza assoluta di prelevare 1100 litri al secondo (l/s), per poi passare alla necessità di 400 l/s e, infine, al bisogno di 200 l/s. Beninteso: non piove da molto tempo, la siccità c’è, ma questo non porta all’emergenza idrica a Roma, porta, invece, a tante parole e al palleggio delle responsabilità. A Roma un litro di acqua costa 0,0014 euro al litro, a fronte di una media di 0,20 euro al litro dell’acqua minerale. Siamo disponibili a rivedere il costo, temporaneamente, a patto che si metta mano alle dispersioni che rappresentano il 44% dell’acqua che parte dalle sorgenti ma non arriva in casa degli utenti. (Primo Mastrantoni, Segretario Nazionale Aduc)

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L’importanza dei Caf

Posted by fidest press agency su venerdì, 4 agosto 2017

modello 730I Caf, spesso bistrattati dai diversi esecutivi che si sono succeduti in questi anni, svolgono il ruolo essenziale per tutelare i diritti e i bisogni dei cittadini. A dimostrarlo sono i numeri del 2017 pubblicati dalla Consulta dei Caf con i quali si evidenzia come oltre 17milioni di italiani si siano rivolti ai Centri di Assistenza Fiscale per le proprie dichiarazioni dei redditi riferiti all’anno 2016.
I tentativi di sostituire queste organizzazioni attraverso strumenti come le dichiarazioni online (il cui risultato è stato di 2,3milioni di pratiche) si sono verificati inefficaci. Tra le ragioni dell’impossibilità di annullare i Caf c’è un elemento che è spesso sottovalutato: ed è quello umano. I cittadini hanno infatti bisogno del supporto e della garanzia di persone competenti e disponibili.
Nel 2017 il Caf Labor, da noi costituito, ha ottenuto un risultato molto importante: quello di superare le 150mila dichiarazioni. Questi numeri, non solo confermano lo straordinario lavoro fatto dai nostri preziosi collaboratori che ogni giorno si spendono senza tregua per dare il miglior servizio possibile ai cittadini, ma confermano anche la centralità dei Centri di Assistenza Fiscale nel rapporto di intermediazione tra lo Stato e gli abitanti del Bel Paese.Il nostro auspicio è che i numeri forniti dalla Consulta dei Caf facciano comprendere al governo che il lavoro svolto da queste organizzazioni non va ostacolato, ma semmai potenziato ed utilizzato per avvicinare quelle tante persone che oggi si sentono abbandonate dalle istituzioni.

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Anoressia e bulimia si sconfiggono con un’applicazione

Posted by fidest press agency su venerdì, 4 agosto 2017

applicazioneOltre 2 mila download, 607 utenti registrati, 471 messaggi pervenuti via chat e 195 persone raggiunte. Questi i numeri, nei suoi primi otto mesi di attività, di Sc(Hi)acciaDCA, l’applicazione creata dal Centro per la diagnosi e la cura dei disturbi del comportamento alimentare (CDCA) della Casa di Cura Palazzolo di Bergamo per dare un supporto a persone che hanno un problema alimentare e ai loro familiari.Dal lancio dello scorso 15 novembre 2016, l’App è stata scaricata 2.621 volte e ha fornito 319 risposte dagli esperti. Il 92,32% degli utenti sono donne e nel 94,36% dei casi ad aver utilizzato la chat sono state le persone direttamente interessate, che hanno chiesto aiuto per risolvere il loro personale disturbo. Ma c’è anche chi ha chiesto aiuto per altre persone: le madri (spesso per le figlie), le amiche ma anche gli amici (le domande sono arrivate soprattutto da utenti maschi), le sorelle, i nipoti. Sono stati usati tutti gli strumenti proposti dalla app: i test, il Diario personale, utilizzato in forma privata, e la Chat, che si è dimostrata lo strumento più importante per intercettare le richieste di aiuto. Gli esperti hanno così risposto a dubbi alimentari, talvolta dettati da pregiudizi, e a richieste d’informazioni (sull’accesso al servizio, sui diversi servizi e percorsi disponibili), ma hanno anche garantito sostegno e orientamento rispetto a problemi di tipo alimentare, legati alla sfera corporea, al ritiro sociale e al peso.
Accedere ai servizi dall’app è estremamente semplice: bastano un nickname e un’e-mail per la applicazione1conferma della registrazione. Non vengono richieste ulteriori informazioni, come provenienza o età, per garantire il massimo livello di privacy e tutela dei propri dati personali. Inoltre, oltre all’app, sono disponibili anche il sito web http://www.schiacciadca.it e la pagina Facebook @dcaistpalazzolo, social network su cui la campagna ha già raggiunto oltre 49.000 persone in tutta Italia. Sc(Hi)acciaDCA – realizzata grazie al progetto “Digital for Social” di Fondazione Vodafone – si è dunque rivelata un ottimo canale per raggiungere gli adolescenti, sempre più spesso vittime di questi disturbi, e le loro famiglie.L’applicazione rientra nel progetto di collaborazione con il territorio e con il consorzio Solco Città Aperta, con cui la Casa di Cura Beato Palazzolo sta lavorando in team per favorire la prevenzione e la diagnosi precoce nelle scuole, negli oratori e nelle associazioni sportive.Il lavoro proseguirà anche grazie al progetto «…allora, vola!», sostenuto dalla Fondazione CARIPLO e dedicato ad accompagnamenti mirati per famiglie in situazione di fragilità socio economica e forme di affiancamento post terapia per favorire il reinserimento e l’autonomia dei giovani seguiti dal Centro. (foto: applicazione)

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Roma e il Lazio bruciano

Posted by fidest press agency su venerdì, 4 agosto 2017

vigili del fuocoTra inizio maggio e il 26 luglio di questo anno sul territorio nazionale sono già andati in fumo 72.039 ettari di bosco, che sommati ai 2.926 ettari bruciati nel periodo invernale, fanno 74.965 ettari di superficie boschiva distrutta dalle fiamme. Siamo a +156,41% del totale della superficie bruciata in tutto il 2016 (47.926 ettari). Questo vero e proprio bollettino di guerra, aggiornato fino allo scorso 26 luglio, si basa su di una raccolta dati fatta da noi di USB Vigili del Fuoco; informazioni poi riprese da Legambiente e dalla Commissione Europea nell’ambito del progetto “Copernico” per monitorare e mappare uno dei fenomeni più devastanti in Italia e nel resto d’Europa. Nella regione Lazio abbiamo fino ad oggi il 400% di roghi in più rispetto al 2016, con la stagione secca che rischia di protrarsi anche ai primi mesi autunnali, con conseguente aggravamento sul fronte degli incendi e il conseguente aumento delle superfici percorse dal fuoco. USB Vigili del Fuoco, in tempi non sospetti, mise in guardia con note scritte e comunicati stampa sia la nostra amministrazione che l’opinione pubblica sui ritardi nell’avvio della campagna AIB 2017, sulla carenza di organico e di mezzi antincendio per affrontare una stagione che si preannunciava difficile già dalla tarda primavera. Come al solito chi amministra la regione Lazio e Vigili del Fuoco sia a livello nazionale che periferico ha preferito puntare sulla buona sorte e sulla clemenza del clima e degli incendiari. Purtroppo così non è stato e, oggi, ci troviamo a far fronte ad una emergenza incendi che pare non abbia soluzione di continuità: noi pompieri siamo stremati da turni massacranti e ore ed ore di lavoro straordinario che non ci permette il giusto recupero psicofisico; non abbiamo più automezzi per andare a spegnere gli incendi, tanto che il giorno 28 luglio una nostra squadra antincendio boschivo, che doveva partecipare allo spegnimento della pineta di Castelfusano, per un guasto si è trovata senza l’autopompa in dotazione e, non potendone reperire un’altra neanche fuori provincia, è rimasta appiedata e costretta a rimanere nella propria sede senza poter operare. Il 29 luglio la squadra boschiva di Fiumicino, sempre per mancanza di mezzi, è stata costretta a svolgere il proprio turno di servizio con una autobotte (due posti) e il resto della squadra (tre vigili) che la seguiva su una vecchia Fiat Punto senza dispositivi di soccorso visivi e acustici. L’officina provinciale di Roma è oramai al collasso con decine e decine di mezzi di soccorso fuori servizio che riempiono ogni angolo del piazzale interno in attesa di riparazioni. Questo accade soprattutto per il fatto che molti automezzi di soccorso si portano sulle spalle almeno 20/25 anni di servizio; mentre quelli più “moderni”, non essendo adatti ad affrontare incendi in terreni accidentati come quelli che si possono incontrare durante le operazioni di spegnimento di un bosco o di terreni incolti, restando il più delle volte danneggiati. D’altronde non si è mai pensato di sottoscrive un Protocollo d’Intesa tra Vigili del Fuoco e Regione Lazio per l’acquisto da parte di quest’ultima di mezzi fuoristrada per affrontare gli incendi boschivi. L’amministrazione regionale, invece, ha giocato al ribasso persino sulla convenzione con noi vv.f. per l’AIB 2017 (antincendio boschivo) togliendoci fondi e accorciando il periodo operativo, pur essendo cosciente dell’avvenuta soppressione del Corpo Forestale dello Stato. Per questo motivo oggi ci suona strano sentire certe richieste di aiuto al governo centrale per l’emergenza incendi nel Lazio! Purtroppo dobbiamo continuare ad affermare che l’Italia è il “Paese delle catastrofi annunciate” e delle emergenze continue, dove si persevera a non investire seriamente sulla previsione e prevenzione dei rischi, e su di un sistema di Protezione Civile che veda noi Vigili del Fuoco come protagonisti indiscussi.

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Campi rom a Roma e bonifiche

Posted by fidest press agency su venerdì, 4 agosto 2017

romRoma. “In seguito al sopralluogo della Commissione parlamentare di inchiesta sulle periferie nei campi di Centocelle, Torrespaccata, Via di Salone, La Barbuta e Tor Pagnotta è stata valutata la situazione dei campi rom a Roma. E’ chiaro che il governo può e deve fare di più per Roma. Il ministro Minniti deve sostenere la Capitale stanziando con urgenza dei fondi che aiutino l’amministrazione nell’opera di bonifica e risanamento dei campi per tutelare la salute dei cittadini e garantire la loro sicurezza. Nel campo nomadi di via di Salone, ad esempio, abbiamo trovato una situazione insostenibile poiché i rifiuti sono accumulati da anni e anni: segno dell’inadeguatezza delle precedenti amministrazioni che non hanno speso fondi sufficienti per monitorare e bonificare la zona. L’amministrazione M5S sta facendo un grande lavoro che porterà nel medio-lungo periodo al superamento dei campi rom ma per uscire dalla fase di emergenza attuale occorre un forte impegno a tutti i livelli istituzionali soprattutto da parte del governo. Per le bonifiche abbiamo speso solo dall’inizio di quest’anno quasi mezzo milione di euro ma è doveroso che si intervenga con un piano bonifiche straordinario che insieme al controllo della magistratura sul traffico criminale dei rifiuti risolva definitivamente la questione. Se il governo ha davvero a cuore le periferie deve utilizzare anche i soldi del grande fondo che Palazzo Chigi ha a disposizione per le bonifiche. Fino al 2032 il governo gestirà un ‘tesoretto’ di 45 miliardi di euro. Il Parlamento deve coscienziosamente prevedere che una parte di questi fondi sia destinata al risanamento delle periferie romane”.
Lo dichiarano in una nota stampa il Presidente della Commissione Ambiente, Daniele Diaco, e il vicepresidente della Commissione Lavori Pubblici, Fabio Tranchina.

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Roma Piazza Vittorio: Un gioiello lasciato nel degrado

Posted by fidest press agency su venerdì, 4 agosto 2017

piazza-vittorio-esquilino“Che Piazza Vittorio, uno dei luoghi più belli di Roma per testimonianze storiche e paesaggistiche, sia abbandonato al degrado fa davvero rabbia, il tutto nel completo disinteresse dell’Amministrazione Raggi che sebbene sia stata da noi allertata a più riprese, oltre che dai comitati di quartiere, sembra non curarsi minimamente dello stato in cui versa il luogo. Recarsi nel parco all’interno della piazza è ormai diventata un’impresa, bisogna infatti aggirare il gruppo fisso di pusher nord-africani, il gruppo di slavi dell’Est Europa perennemente ubriachi, i senzatetto e immigrati che espletano i loro bisogni all’aperto urinando e defecando noncuranti davanti gli occhi sgomenti dei residenti del quartiere e dei turisti. Vista l’urgenza della situazione, abbiamo presentato a questo riguardo un’interrogazione dettagliata di tutte le problematiche che affliggono questo luogo che è un unicum nel suo genere, vista la presenza di reperti archeologici e strutture architettoniche importanti quali i resti del Ninfeo di Alessandro Severo conosciuto come i “Trofei di Mario” e la celebre “Porta Magica” opera di metà Seicento qui collocata nel 1890, oltre al fatto che la piazza fu realizzata dal grande architetto Gaetano Koch, che la realizzò tra il 1882 e il 1887. Del resto all’ordine del giorno è anche l’aspetto sicurezza, a causa delle continue risse tra sbandati extracomunitari con precedenti penali, oltre la casbah di bancarelle che vendono la loro paccottiglia sotto i portici della piazza, che impediscono il transito dei pedoni. Chiediamo al Sindaco Raggi di intervenire immediatamente per attuare un complessivo progetto di riqualificazione e valorizzazione di questa zona, risolvendo il degrado che investe l’intera Piazza Vittorio, luogo simbolo dell’Esquilino”. Lo dichiara Francesco Figliomeni, consigliere capitolino di Fratelli d’Italia.

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Roma: deleghe rimesse assessore e problematiche romane

Posted by fidest press agency su venerdì, 4 agosto 2017

aula-giulio-cesare“Una bella croce sul superamento della Delibera 140, ma anche sulla promessa di intervenire a tutela delle oltre 300 tra realtà culturali e sociali romane che da mesi combattono da sole contro un provvedimento ingiusto e sul mancato regolamento che da inizio Consiliatura è atteso in Aula Giulio Cesare: questo significa squalificare un Assessore che ha la delega al Patrimonio senza neanche dirglielo e costringerlo di fatto a rimettere le deleghe. Significa ricominciare da zero. Non dare risposte. Le ennesime, dopo la rimessa qualche tempo fa delle deleghe all’emergenza abitativa da parte dello stesso Assessore. Uno teatrino di bassissimo profilo che mette una croce sul complesso tema del patrimonio e anche dell’emergenza abitativa. Sulle ferite più profonde della città, Roma non risponde o peggio restituisce lo spettacolo di scaramucce e litigi, di una squadra che non esiste, di un’assenza conclamata di progettualità e visione. Assessori defenestrati senza neanche il buongusto di una telefonata. Giochini. Momenti veramente patetici. Nel mentre, Roma procede il suo lento e sconsolante percorso verso la serie B con poltrone che vanno e vengono, Municipalizzate in difficoltà, aziende che si trasferiscono al Nord, mezzi di trasporto su gomma che improvvisamente vanno a fuoco, corse dimezzate in periferia, bandi con cifre sbagliate pubblicati in Gazzetta o peggio bandi bloccati, linea A della metropolitana chiusa per lavori che potevano essere fatti di notte senza minimizzare sui disagi di quanti tra cittadini e turisti ad Agosto sono in città, rifiuti in ogni dove e nuovo incubo blatte, allarme siccità e irresponsabili annunci di piani di razionamento per fortuna ad oggi scongiurati, incendi e incuria diffusa per lavori pubblici inesistenti e ordinanze assurde che difficilmente possono essere rispettate. A tutto questo si aggiunga poi il “dolore invisibile” di chi vede – perche conosce – il prezzo salato che stanno pagando ogni giorno i più fragili di questa città, prezzo dovuto al depauperamento dei servizi sociali e all’impoverimento degli stessi nei Municipi. Una violenza che fa il paio con lo stupore di chi ascolta incredulo le promesse di risolvere in poche mosse problemi sociali molto complessi mentre si cambia l’ennesimo Assessore e si fanno nuove nomine. Fare il paragone con la serie “Il trono di spade” ci restituirebbe un amaro sorriso, ma qui c’è da piangere. È il Titanic: il triste spettacolo di una nave all’apparenza diversa, moderna ed efficiente che invece affonda e – mentre affonda – continua a far finta che tutto proceda per il meglio. Mantenendo le apparenze, raccontando bugie ai passeggeri e facendo continuare all’infinito la musica della sua orchestra”. Così in una nota Erica Battaglia, delegata all’Assemblea romana del Pd.

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Nomine assessori giunta Raggi

Posted by fidest press agency su venerdì, 4 agosto 2017

campidoglioRoma. Nel corso della seduta della commissione Mobilità per discutere dei curricula per le nomine dei vertici di Atac, ci siamo ritrovate per l’ennesima volta in una situazione surreale. I nomi di Simioni, Ceresatto e Sansonetti, che avremmo poi trovato nella riunione della commissione, li conoscevamo già dalla rassegna stampa. Due di questi curricula, tra l’altro, hanno come data di protocollo il 31 luglio a dimostrazione di un carattere di urgenza davvero poco credibile.
In commissione, poi, come se non bastasse, apprendiamo che per far fronte ai gravi problemi della municipalizzata, dopo approfonditi studi, si è preferito rinunciare all’amministratore unico, per ricorrere ad un cda a tre, giustificando questa scelta con “l’altissimo profilo e le marcate competenze” dei curricula. Dopo un anno di amministrazione Raggi siamo costrette a sottolineare che le parole in questione sono già state usate per i management precedenti. Insomma, un disco rotto: ogni volta si cambia tutto per non cambiare niente. Per tutti questi motivi, abbiamo espresso il nostro parere contrario in commissione. Adesso attendiamo con ansia di vedere il lavoro che il nuovo cda vorrà mettere in atto per risollevare il futuro dell’azienda e renderla competitiva oppure di sapere chi sarà il prossimo manager dall’altissimo profilo e dalle marcate competenze a ricevere il ben servito da questa amministrazione. Così in una nota le consigliere PD capitolino Valeria Baglio. Ilaria Piccolo. Giulia Tempesta.

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Movimento 5 Stelle molto nervoso su Roma

Posted by fidest press agency su venerdì, 4 agosto 2017

aula senatoNell’Aula del Senato durante l’intervento del presidente Zanda i grillini hanno dato l’ennesima prova di nervosismo. Il Pd non fa in tempo a pronunciare la parola ‘Roma’ che i parlamentari del Movimento 5 Stelle fanno le barricate. La verità è che il dossier Campidoglio è una spina nel fianco per loro, la prima vera prova di governo a livello amministrativo che è stato un autentico flop. E’ sotto gli occhi di tutti il fallimento dell’esperienza della Raggi e soprattutto non serve ricordarlo ai romani, che sono i primi a farne le spese. Consiglierei ai colleghi grillini meno demagogia e populismo, per impiegare meglio tempo e forze nella gestione della nostra città”. Lo afferma in una nota il senatore del Pd Raffaele Ranucci.

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“I grillini hanno nominato il nuovo Ad Atac

Posted by fidest press agency su venerdì, 4 agosto 2017

campidoglioE’ l’ennesimo nordista battezzato dalla Casaleggio Associati – l’assessore al Bilancio della Raggi se ne faccia una ragione! – ma rimescolare caselle potrebbe non bastare per sciogliere i nodi dell’azienda e fare chiarezza sul futuro della società. A parte il nuovo giro di poltrone, dalla maggioranza 5 Stelle ci saremmo aspettati, proprio in queste ore, un Consiglio straordinario come richiesto formalmente da Fratelli d’Italia. Una seduta ad hoc per dare alla città notizie sulle soluzioni prospettate dal sindaco e dalla Giunta per far uscire l’Atac dalla sua crisi. Invece la richiesta di Fdi è stata respinta facendo prevalere un atteggiamento irresponsabile. La gestione dilettantesca di Atac da parte dei pentastellati è la cartina al tornasole del caos che regna in Campidoglio a 14 mesi dall’insediamento del nuovo governo cittadino. Nessuno ha mai preteso che il sindaco risolvesse i problemi drammatici di Roma in men che si dica, ma le crisi gestionali di assessorati e municipalizzate, le gaffe su ruoli dirigenziali strategici proiettano l’immagine di un’amministrazione oscillante tra incapacità e opacità. L’Atac appare un’azienda schiacciata dai debiti, con il rischio di non poter pagare gli stipendi e con lo spettro di un fallimento cui l’allegra scolaresca mandata in gita nella Capitale da Beppe Grillo non sembra saper porre rimedio”. È quanto dichiara Fabio Rampelli capogruppo alla Camera di Fdi-An.

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Cous Cous Fest: un cous cous solidale

Posted by fidest press agency su venerdì, 4 agosto 2017

Filippo La MantiaSan Vito Lo Capo (Trapani) dal 15 al 24 settembre prossimi un cous cous “solidale” firmato da Filippo La Mantia, l’oste e cuoco siciliano testimonial del World Food Programme Italia – che aiuterà i bambini più bisognosi del mondo ad avere pasti a scuola e istruzione. E’ l’iniziativa messa in campo in occasione della 20^ edizione del Cous Cous Fest, il Festival internazionale dell’integrazione culturale in programma a San Vito Lo Capo. L’intero ricavato del cooking show del noto chef siciliano, in programma venerdì 22 settembre alle ore 16, sarà devoluto a sostegno del Programma del World Food Programme che garantisce pasti a scuola e istruzione ai bambini più bisognosi del mondo.
Quest’anno, infatti, il Cous Cous Fest – il festival che vede a San Vito Lo Capo chef provenienti da 10 paesi del mondo all’insegna della pace e dell’integrazione tra i popoli – gode del patrocinio del World Food Programme Italia, l’associazione che opera a favore del World Food Programme (WFP), la più grande organizzazione umanitaria del mondo la cui missione fondamentale è contrastare la fame a livello globale. Il WFP è in grado di rispondere a tutte le emergenze essendo anche la prima agenzia del mondo per la logistica e i traporti di aiuti umanitari. Ogni anno fornisce assistenza e cibo a circa 80 milioni di persone in 82 paesi del mondo salvando la vita alle vittime di guerre, di conflitti civili e di disastri naturali. Il WFP fa parte del sistema della Nazioni Unite da cui non riceve fondi ma è finanziato su base volontaria.
Tra le iniziative organizzate nell’ambito del programma della prossima edizione del Cous Cous Fest – che comprende sfide di cucina tra chef giudicati da Joe Bastianich, cooking show con grandi chef come Giorgione o Claudio Sadler e i concerti gratuiti, tra gli altri, di Jarabe De Palo, Samuel e Francesco Gabbani – il talk show di venerdì 22 settembre alle ore 21:30 al quale parteciperà Tiziana dell’Orto, Direttore Generale del WFP Italia che illustrerà il progetto.
Il WFP è il più grande fornitore di pasti a scuola del mondo: ogni anno fornisce cibo e istruzione a circa 20 milioni di bambine e bambini di 62 Paesi tra i più poveri di Africa, Asia e America Latina. La scuola è dove si gettano le fondamenta per un futuro prospero per ogni paese. Il WFP distribuisce a scuola colazione, pranzo o entrambi. I pasti nutrienti vengono preparati nelle scuole o dalla comunità locale. (foto: filippo la mantia)

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Studenti inventori italiani del concorso europeo “I giovani e le scienze 2017”

Posted by fidest press agency su venerdì, 4 agosto 2017

washingtonWashington. Un team di studenti italiani selezionato dalla FAST tra 31 candidature specializzate in automazione ha conseguito un ottimo risultato alla importante manifestazione “First Global Challenge” di Washington, tenutasi dal 14 al 17 luglio. Presenti 157 paesi con un gruppo ciascuno di giovani esperti di robotica e 6 rappresentanze continentali (Africa, Asia, Nord e Sud America, Europa, Oceania), 6 ragazzi dell’Istituto Buonarroti-Pozzo di Trento guidati dal professor Alberto Giraldi hanno ottenuto l’11° posto, contribuendo così al brillante piazzamento finale del team Europa classificatosi primo. Gli studenti italiani hanno potuto confrontarsi con tanti coetanei provenienti da tutto il mondo ed hanno conosciuto anche le 6 studentesse afghane, cui era stato negato per ben due volte il visto per entrare negli Stati Uniti: la scienza vince ogni barriera e unisce i giovani. Prosegue inoltre la fase positiva, sempre a livello internazionale, degli studenti premiati dalla FAST con il concorso europeo I giovani e le scienze 2017: grazie a tale iniziativa i ragazzi di età compresa tra i 14 e i 21 anni vincono oltre a premi in denaro, ogni anno, anche la possibilità di partecipare ad altre importanti esposizioni, mostre e appuntamenti internazionali. Il più recente risultato è quello conseguito a Nagoya in Giappone da Mattia Strocchi, ITIS Nullo Baldini di Ravenna, accreditato a rappresentare l’Italia alla 14a edizione di IEYI-International Exhibition of Young Inventors in programma dal 26 al 29 luglio. In aggiunta alla medaglia d’oro ha meritato anche lo Special award della delegazione cinese “Leading innovation”. Questa manifestazione internazionale intende incoraggiare la creatività e il sentimento di internazionalità attraverso l’esposizione di invenzioni proposte dai giovani di tutto il mondo. La prima edizione si è tenuta a Tokyo nel 2004. Negli anni successivi è stata organizzata in Malesia, India, Indonesia, Taiwan, Nigeria, Vietnam, Thailandia, Malesia, Indonesia, Taiwan, Cina. Ritornerà in Malesia per la terza volta nel 2018.
Mattia Strocchi, lo ricordiamo, è uno dei finalisti del concorso europeo – selezione italiana “I giovani e le scienze 2017” della Commissione europea, gestito per l’Italia dalla FAST. Lo scorso 27 marzo ha pure ricevuto il riconoscimento della Fondazione Salvetti per l’innovazione e la qualità del suo lavoro, dimostrate concretamente con la strumentazione tecnologica da lui ideata: un esoscheletro a controllo muscolare riabilitativo capace di aumentare la forza di una persona e la cui applicazione può estendersi a tutti gli arti, potenziandone le capacità e donando nuovamente abilità e libertà di movimento a chi l’ha persa ed è disabile.

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Presentazione dei nuovi percorsi museologici del Museo delle Navi Romane

Posted by fidest press agency su venerdì, 4 agosto 2017

PENTAX ImageNemi, sabato 5 agosto, 2017, ore 17.00 presso il Museo delle Navi Romane di Nemi (Nemi, Via del Tempio di Diana, 13) si tiene l’inaugurazione del progetto “Nuovi percorsi museologici”. Il Museo delle Navi Romane fu costruito fra il 1934 e il 1940 su progetto dell’architetto Vittorio Ballio Morpurgo. La funzione originaria, come si evince dal nome, consisteva nel conservare e mettere a disposizione del pubblico quel che rimaneva di due grandi navi realizzate al tempo dell’imperatore Caligola (37-41), riportate alla luce fra il 1929 e il 1931. Ironicamente, nella loro nuova sistemazione le navi ebbero vita breve: entrambe sarebbero perite difatti in un incendio del 1944.
Vittorio Ballio Morpurgo (1890-1966), laureatosi in ingegneria civile nel 1914, allievo di Gustavo Giovannoni, fu uno dei più raffinati esponenti della scuola romana del razionalismo. Basti ricordare l’attuale sede del Ministero degli Affari Esteri della Repubblica Italiana, la cosiddetta Farnesina, realizzata con Enrico Del Debbio e Arnaldo Foschini dal 1935 e in origine concepita come sede a Roma del Partito Nazionale Fascista. Morpurgo raggiunse risultati d’eccellenza particolarmente in ambito museologico. Nel 1921 assieme a Giovannoni e a Marcello Piacentini organizzò la Mostra d’arte per il cinquantenario di Roma capitale. Alla metà degli anni trenta Morpurgo realizzò la sistemazione urbana di piazza Augusto Imperatore, la quale comprendeva la teca in vetro e cemento per l’Ara Pacis Augustae. Com’è noto, la teca di Morpurgo sarebbe stata sostituita nel 2003 dal Museo dell’Ara Pacis progettato dall’americano Richard Meier.
Dal 1944, come è ormai chiaro, il Museo di Nemi divenne sostanzialmente il Museo del contenitore di Vittorio Ballio Morpurgo. Il Museo, tornato una prima volta in funzione tra il 1953 e il 1962, riaprì definitivamente le porte nel 1988. Nel maggio 2015 è in gestione del Polo Museale del Lazio, diretto da Edith Gabrielli. Oltre a due modelli in scala ridotta delle navi originali di Caligola, i due corpi rettangolari a doppia serie di archi, uniti da una galleria centrale, accolgono attualmente una sezione archeologica sulla protostoria e una seconda sezione, centrata sugli insediamenti nel territorio lacustre in età repubblicana e imperiale.“Museo delle Navi di Nemi. Nuovi percorsi museologici” è un progetto dell’architetto Gabriella Musto, in forza al Polo Museale del Lazio, fra l’altro, come direttrice del Vittoriano. Il progetto si pone all’interno di una precisa linea del Polo Museale del Lazio e della direttrice Edith Gabrielli, volta sinteticamente a valorizzare non soltanto i contenuti, ma anche i contenitori, cioè gli edifici – talora davvero rimarchevoli – dei 43 fra musei, istituti e luoghi di cultura che il Polo stesso ha in gestione.A Nemi, l’obiettivo consiste nel recupero della spazialità e fin dove possibile anche degli equilibri concepiti da Ballio Morpurgo. La perdita della funzione originaria, appunto per via del rogo delle navi imperiali, aprì la strada a una serie di manomissioni dell’edificio, talora assai pesanti, che aveva finito per comprometterne la lettura. In concreto, il progetto di recupero si è strutturato in due fasi successive. La prima fase si è svolta attraverso una fitta serie di piccoli interventi di ‘ricucitura’, volti all’eliminazione dei fenomeni di degrado più vistosi. La seconda fase ha puntato a ridefinire gli spazi e i percorsi del Museo, anche attraverso un opportuno progetto di riallestimento. Il risultato è il recupero di un’importante edificio e con esso di un’intera fase del razionalismo italiano in chiave romana.La presentazione del progetto “Museo delle Navi di Nemi. Nuovi percorsi museologici” presenta forti connotazioni di ordine culturale, oltre che squisitamente tecnico. Come tale, essa rientra nella programmazione di ArtCity-Estate 2017, il programma di iniziative culturali organizzato dal Polo Museale del Lazio fra il giugno e il settembre di quest’anno.Orario di visita: tutti i giorni ore 9.00-19.00
Chiusura: il 1 gennaio, il 1 maggio e il 25 dicembre, salvo aperture straordinarie su progetto MiBACT Biglietto intero € 3,00, ridotto € 1,50, fatte salve le agevolazioni previste dal regolamento di ingresso ai luoghi della cultura italiani, consultabili nel sito web del MiBACT . Apertura gratis la prima domenica del mese.

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Libro: “Viaggio in Italia” di Guido Piovene

Posted by fidest press agency su venerdì, 4 agosto 2017

guido pioveneOltre che alle altre opere, il nome di Guido Piovene sarà per sempre legato al Viaggio in Italia. Un reportage senza precedenti nell’Italia del secondo dopoguerra destinato a tradursi nella più celebre guida letteraria di quegli anni. Un viaggio da Bolzano alla Sicilia, dalle Alpi alle saline, passando attraverso i molteplici paesaggi che costellano la nostra penisola. Nei tre anni della sua durata Piovene ci ha guidato alla scoperta, regione dopo regione, di città, borghi, piazze, caratteri: dai più noti a quelli dimenticati. Un’impresa straordinaria dalla quale scaturì un libro importante nella storia del paese: preciso, acuto, fedele, circostanziato. L’Italia raccontata è quella della ricostruzione e del boom economico, e che a uno sguardo contemporaneo potrebbe apparire lontanissima e superata. Così non è. Piovene è riuscito, quasi fosse un antropologo, a far emergere il carattere nazionale, quello immutabile, che resiste alle mode e ai rovesci della storia. Lo stesso che ritroviamo oggi, immergendoci nelle sue pagine alle quali siamo profondamente debitori di come leggere il passato sia imprescindibile per capire l’oggi.
GUIDO PIOVENE (1907-1974) Giornalista, scrittore e intellettuale di primo piano nell’Italia del secondo dopoguerra, entrò a far parte del “Corriere della Sera”, passò poi a “La Stampa”, della quale fu collaboratore fino alla fondazione con Montanelli del quotidiano milanese “il Giornale” (1974).La sua opera, che varia dalla corrispondenza e dai servizi di giornalismo d’alto livello alle pagine di viaggio e di riflessione, al racconto, al romanzo, è quella di un saggista formatosi tra cattolicesimo e illuminismo, aperto alle suggestioni del freudismo e dell’esistenzialismo e all’esplorazione delle passioni e dei vizi umani. Tra le sue opere ricordiamo, accanto ai due volumi dei Saggi (1986), i notevoli libri di reportage, di viaggio e di costume, il discusso La coda di paglia (1962) e i due Meridiani dedicati alle opere narrative (1976 2013). Nel catalogo Bompiani sono disponibili anche Lettere di una novizia e Le stelle fredde. (foto: guido piovene)

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