Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 34 n° 276

Archive for 10 novembre 2021

Confine Polonia-Bielorussia: i deputati allarmati da crisi umanitaria e politica

Posted by fidest press agency su mercoledì, 10 novembre 2021

In un dibattito in Plenaria con il capo della politica estera dell’UE, Josep Borrell, i deputati hanno espresso la loro profonda preoccupazione per la drammatica crisi, attualmente in corso, al confine polacco-bielorusso. Hanno inoltre ribadito la loro forte condanna dell’attuale tattica del regime dittatoriale bielorusso di incanalare i flussi di migranti verso le frontiere esterne dell’UE, aggravando la situazione con i paesi vicini, in particolare la Polonia, come rivalsa per le sanzioni dell’Unione europea. Il Vicepresidente Josep Borrell ha affermato che l’Unione europea è attualmente impegnata in sforzi diplomatici insieme ai paesi d’origine per trovare soluzioni e impedire l’arrivo di altri migranti in questo modo. Allo stesso tempo, ha sottolineato che le autorità bielorusse devono fornire assistenza umanitaria alle persone intrappolate nella zona di confine bielorusso, consentire l’accesso alle organizzazioni umanitarie nella regione e fornire corridoi umanitari. Ha poi annunciato una discussione sull’estensione delle sanzioni UE.Nel corso del dibattito, diversi deputati hanno denunciato il deterioramento della situazione umanitaria al confine polacco-bielorusso, con le persone intrappolate tra le forze di frontiera esposte alle condizioni climatiche invernali. Hanno poi esortato le autorità polacche a porre fine ai continui respingimenti aggressivi dei migranti verso la Bielorussia ed accettare l’assistenza delle agenzie UE nella gestione della situazione umanitaria, deplorando che questo sostegno sia stato finora rifiutato. Altri deputati si sono concentrati sul bisogno urgente di accesso diretto al confine polacco-bielorusso per le organizzazioni umanitarie, al fine di aiutare i migranti bloccati.Alcuni deputati hanno chiesto di utilizzare i fondi UE per costruire una recinzione per proteggere i confini esterni dell’Unione da attraversamenti irregolari e attacchi ibridi, mentre altri hanno fermamente respinto l’idea. Altri deputato hanno sottolineato la necessità di maggiori sanzioni dell’UE contro la Bielorussia, sottolineando il “ruolo dietro le quinte” del governo russo nella crisi in corso e chiedendo un dialogo con Mosca per trovare soluzioni.

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Conferenza stampa su “Il cuore lo sa – AMIloidosi cardiaca: Ascolta, Monitora, Informati”

Posted by fidest press agency su mercoledì, 10 novembre 2021

Roma. Martedì 16 novembre alle ore 12.00 Web Press Conference. Una campagna di informazione e sensibilizzazione sull’amiloidosi cardiaca promossa da Pfizer con l’egida della Società Italiana di Cardiologia e la collaborazione di Fondazione italiana per il cuore, fAMY Onlus e Conacuore ODV. Per partecipare è necessario registrarsi a: https://zoom.us/webinar/register/WN_jrchl560QdympBmwEo1LZw

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Fvg-Russia, si rafforzano i rapporti economici

Posted by fidest press agency su mercoledì, 10 novembre 2021

La Russia è il quindicesimo Paese di destinazione dell’export italiano nel 2021, con una crescita del 13,3% rispetto al primo semestre dello scorso anno (dato provvisorio al 30 giugno) ed è l’ottavo per importazioni. Quanto al Friuli Venezia Giulia, la Federazione è sempre al 15esimo posto per destinazione dell’export e, pur se i dati provvisori di questa prima parte del 2021 registrano un calo del 4,5%, la crescita nel 2020 è stata del 7,75% rispetto al 2019. Nonostante la grande complessità del momento, dunque, «i rapporti economici Russia-Italia sono rimasti solidi e si stanno anzi rafforzando», ha affermato il console generale della Federazione Russa, Dmitry Shtodin, in visita oggi a Udine assieme al vicedelegato della Rappresentanza commerciale della Federazione in Italia Aleksandr Markov per incontrare un primo gruppo di aziende friulane, nell’ambito di una visita organizzata in regione dal Consolato onorario della Federazione Russa guidato da Carlo Dall’Ava. L’incontro si è tenuto nella Sala Valduga della Camera di Commercio, rappresentata dal vicepresidente Michelangelo Agrusti. «È un incontro interessante – ha confermato Agrusti –: le relazioni dell’economia regionale con la Federazione Russa sono rilevanti da decenni, grazie a rapporti consolidati di alcune nostre grandi imprese e non solo. Confidiamo, non appena sarà possibile, anche di poter accompagnare nuovamente i nostri imprenditori in una missione economica in Russia e l’incontro di oggi è sicuramente un primo, importante passo». Al delegato commerciale Markov il compito di illustrare le principali opportunità economiche in Russia, «dove operano attualmente circa 500 imprese italiane – ha detto – e dove ci ottime relazioni in molteplici settori, dalle tecnologie, all’agroindustria all’energia, in campo scientifico e culturale. Markov ha evidenziato che la Federazione ha attualmente 36 zone economiche speciali e che le condizioni per investire sono sempre più vantaggiose, tanto che la Russia è salita al 28esimo posto della classifica World Doing Business. Dopo il calo del Pil nel 2020, le previsioni di crescita per quest’anno si attendono al 3% e al 3,9% nel 2022.

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Convegno “Stato e sistema delle autonomie dopo la pandemia: problemi e prospettive”

Posted by fidest press agency su mercoledì, 10 novembre 2021

Roma 23 e 24 Novembre 2021 ore 9.30 Sala Perin del Vaga – Istituto Luigi Sturzo Via delle Coppelle 35. Saluti: Bruno Tabacci. Introduzione: Nicola Antonetti. Interventi: Renato Balduzzi, Massimo Bordignon, Floriana Cerniglia, Maria De Benedetto, Gian Candido De Martin, Marcello Cecchetti, Ugo De Siervo, Franco Gallo, Patrizia Lattarulo, Bernardo Giorgio Mattarella, Alessandro Pajno, Simone Pajno, Stefania Parisi, Cesare Pinelli, Anna Poggi, Stefania Profeti, Giovanni Tarli Barbieri, Livia Salvini, Francesco Saraceno, Claudia Tubertini

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Nuove opportunità per le imprese italiane negli Emirati arabi uniti

Posted by fidest press agency su mercoledì, 10 novembre 2021

Dubai. Questa la sintesi degli impegni presi nell’accordo sottoscritto a Dubai, in occasione di Expo Dubai, dal vicepresidente vicario di Unioncamere, Antonio Paoletti, dal presidente di Promos Italia, Giovanni Da Pozzo e da Hamad Mubarak Buamim, presidente e Ceo della Dubai Chamber of Commerce & Industry.“Un’opportunità – ha commentato Paoletti – resa possibile dai numerosi contatti avviati grazie all’Expo di Dubai e che ha consentito di strutturare una piattaforma operativa per costruire nuove opportunità di investimento e commerciali per le nostre imprese in una realtà in cui il Made in Italy è visto come sinonimo di eccellenza e lusso da ricercare nella vita quotidiana. Come Unioncamere è fondamentale far parte di una strategia volta all’incentivazione dei rapporti d’affari tra l’Italia e gli Eau che va a rinforzare e completare un primo accordo di collaborazione sottoscritto dal sistema camerale con la camera di Dubai in occasione dell’Expo di Milano”. “Il Memorandum of Understanding (MoU) sottoscritto – dichiara Giovanni Da Pozzo, presidente di Promos Italia – ha il fine di rafforzare ulteriormente la collaborazione tra Italia ed Emirati Arabi in particolare in termini di relazioni commerciali, innovazione digitale e sviluppo sostenibile, con un conseguente beneficio anche per i rispettivi sistemi imprenditoriali ed economici”. L’obiettivo del MoU è di rafforzare la cooperazione bilaterale già avviata in occasione di Expo Milano 2015 (quando venne sottoscritto un primo accordo) nell’ambito della promozione di opportunità commerciali per le imprese italiane ed emiratine, con le parti che intendono collaborare a livello strategico, nonché nell’organizzazione di attività concrete per accelerare lo sviluppo del business bilaterale, nel rispetto dei quadri normativi e di impegno nazionali.Nello specifico i tre firmatari hanno impegnato le rispettive realtà a lavorare per promuovere la partnership commerciale tra Dubai e l’Italia e favorire le relazioni economiche, industriali e commerciali tra le imprese dei due territori; promuovere e scambiare conoscenze e competenze, facilitare i contatti tra enti, aziende, associazioni, imprese e ambienti economici e finanziari dei due territori; migliorare la cooperazione e la collaborazione tra le Parti nelle attività internazionali verso Paesi terzi e rispettivi mercati di interesse comune, principalmente in Europa, Africa e Asia; promuovere eventi culturali e sociali volti alla costruzione dell’immagine, favorire le relazioni con i media, facilitare il networking; sviluppare ogni altra iniziativa utile al raggiungimento degli obiettivi desiderati.

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“Ripristinare il credito d’imposta per gli editori di libri”

Posted by fidest press agency su mercoledì, 10 novembre 2021

Per superare così la crisi delle forniture che impatta sul bilancio delle case editrici: lo chiede l’Associazione Italiana Editori (AIE). Spiega il presidente di AIE Ricardo Franco Levi: “Negli ultimi sei mesi, a fronte di una domanda di libri in crescita nel Paese, l’industria editoriale ha fronteggiato e fronteggia tutt’ora criticità nella fornitura di carta – e più in generale di tutto ciò che attiene alla stampa dei libri, come il costo dell’inchiostro, dei trasporti, dell’energia – che rischiano di danneggiare l’equilibrio economico delle case editrici e, in alcuni casi, di rendere impossibile la stampa e la messa in vendita nelle librerie delle novità e di eventuali ristampe”.Sebbene gli aumenti siano diversi a seconda della tipologia delle case editrici, del periodo in cui i contratti di fornitura sono stati firmati, della tipologia di carta utilizzata, si può quantificare tale incremento su base annua come superiore al 20% per la carta uso mano – ovvero la carta non patinata – e fino al 50% per le carte più pregiate, patinate e cartoncini. “Con una particolare attenzione agli editori scolastici, soggetti a tetti di spesa imposti per legge, sono numeri critici per tutti gli editori che non vogliono far ricadere sui lettori l’aumento dei costi” ha spiegato Levi. Inoltre, rispetto agli anni scorsi, si allungano i tempi di consegna e questo vuol dire per gli editori non riuscire a programmare tirature ed eventuali ristampe nella maniera più corretta possibile per far fronte alla domanda di ogni libro, difficile da prevedere prima di poter disporre dei dati sulle adozioni scolastiche, delle prevendite delle librerie e, nel caso di ristampe, dei primi riscontri di vendita. In Italia nel 2019 sono stati stampati 192milioni di volumi (dato Istat). Il consumo di carta per la stampa di libri è stimato in 96mila tonnellate annue (fonte: Assocarta). In passato gli editori di libri hanno beneficiato del credito d’imposta per l’acquisto della carta (art. 4, commi 181-186, L. 350/ 2003).“Di recente tale misura è stata riattivata, per il 2020 e il 2021, con il “Decreto Rilancio”, ma escludendo le imprese librarie – conclude Levi -. Sarebbe importante, in questo momento di difficoltà, riattivare la misura con uno strumento analogo”.L’attuale incertezza sul livello di prezzi e la disponibilità delle forniture sta portando alcune tipografie ed editori a prenotare le forniture di carta senza conoscere il prezzo a cui queste verranno pagate. Inoltre eventuali necessità di grandi quantitativi di carta per ristampe di libri le cui vendite sono di molto superiori alle previsioni rischiano di non poter essere evase in tempo per far fronte alle richieste dei lettori. Alcuni piccoli editori, infine, potrebbero essere tagliati fuori dal mercato per la mancanza di carta con cui lanciare le novità.

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Canone Rai non più in bolletta energetica

Posted by fidest press agency su mercoledì, 10 novembre 2021

Sembra che la riscossione del canone Rai rimanga in bolletta elettrica solo fino alla fine del 2022. Oggi fa parte dei cosiddetti “oneri impropri” dei costi energetici. L’attuale metodo di riscossione lederebbe gli impegni presi in Ue con il Piano di ripresa e resilienza. La cancellazione dovrebbe avvenire con la riforma per rendere il mercato energetico al dettaglio più concorrenziale, levando oneri non legati al settore elettrico.Una bega per il Fisco che dovrà inventarsi un nuovo metodo per la riscossione di questa imposta per il possesso di un tv. Vista la sfrontatezza dei metodi utilizzati fino ad oggi, non ci sarà da stupirsi per quello che verrà inventato. Di certo non sarà occasione per ripensare tutto il sistema di informazione e intrattenimento di Stato, magari facendo fede ad un referendum che alcuni anni fa suggerì al legislatore che la Rai sarebbe meglio privatizzarla e farla concorrere al pari coi suoi avversari dell’etere generalista. Intanto, però, i contribuenti e i legislatori che ritengono vessatorio l’attuale sistema di radio-tv di Stato, possono cominciare ad organizzarsi per un eventuale referendum. Non per sostituirsi al legislatore, ma per aiutarlo a comprendere il danno che l’attuale regime provoca a libertà di informazione e all’economia di mercato. Per capirci sui tempi: nell’attuale “ingorgo” di scadenze istituzionali, una eventuale raccolta di firme referendarie non può partire prima del 2024. Tanto, nel frattempo, ci sembra difficile che la Rai venga meno ai propri presupposti monopolisti; anzi: ci sono tutte le avvisaglie per un peggioramento, anche e proprio in virtù del nuovo metodo di riscossione del canone che dovrà essere inventato. COMUNICATO STAMPA DELL’ADUC URL: http://www.aduc.it

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Patto di rilancio per l’agricoltura del Sud

Posted by fidest press agency su mercoledì, 10 novembre 2021

È positivo che i riflettori comincino ad accendersi sulla necessità di elaborare una strategia per le campagne del Mezzogiorno in vista dei fondi in arrivo con il Pnrr. Il momento di prendere le decisioni è adesso, introducendo misure ad hoc per l’imprenditoria agricola meridionale. Una burocrazia più snella è condizione necessaria, ma non sufficiente. Occorre elaborare politiche di lungo respiro che puntino sull’agroecologia come cardine della rinascita.Le campagne del nostro Sud racchiudono molte potenzialità inespresse – continua Tiso. Se le risorse del Pnrr saranno investite in modo efficace nel Meridione, sarà possibile cominciare a colmare il divario che ancora esiste con il nord del Paese e rendere il Mezzogiorno finalmente protagonista della ripartenza.A livello regionale, la gestione dei Psr può e deve essere migliorata con l’obiettivo di utilizzare nel modo migliore tutti i fondi disponibili e fornire un sostegno concreto alle aziende. Vanno inoltre recuperati i ritardi accumulati nel campo delle infrastrutture, dai trasporti alla logistica, dalle energie rinnovabili agli impianti idrici. La nostra Confederazione ha infine proposto la creazione di un polo per ricerca scientifica applicata in agricoltura in una città del Meridione. Un centro in cui si possano concentrare tutti i principali attori del rinnovamento tecnologico in agricoltura e valorizzare le eccellenze della nostra tradizione agricola.

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Hellobee, da Ecofactory un aiuto concreto per salvare le api

Posted by fidest press agency su mercoledì, 10 novembre 2021

L’hanno definita l’Apocalisse delle api: in un anno ne sono sparite decine di milioni. Di questo passo, i preziosi insetti impollinatori rischiano l’estinzione. Con conseguenze catastrofiche per la biodiversità del pianeta e la catena alimentare. Un aiuto concreto arriva in questi giorni da Ecofactory, piccola impresa green di Modica (Sicilia), con il progetto Hellobee nato in collaborazione con Saving Bees e con l’Oasi delle Api di Rovigo, che consente di adottare un alveare a distanza.Gli Hellobee includono il link alla pagina dell’alveare, la mappa del luogo, il meteo, i numeri aggiornati dell’arnia, ma anche contenuti digitali come l’ebook “La vita delle api” e i suoni della natura per i momenti di relax, per il focus e per conciliare il sonno, sviluppati nell’ambito di un progetto parallelo denominato Calming . Insomma, gli Hellobee sono una finestra digitale aperta sull’alveare e sul meraviglioso mondo delle api, ma anche un gesto concreto per salvare i preziosi insetti.Ecofactory, peraltro, è attiva anche sul fronte della ricostituzione degli habitat naturali (tra le cause della moria di api, insieme all’uso di pesticidi e ai cambiamenti climatici) e della riforestazione. Grazie al progetto “Pianta un albero con un click”, in quasi due anni tra Africa, Asia e del Sud America sono stati piantati oltre 20 mila alberi, tra essenze da bosco e alberi da frutto per produrre cibo e sostenere le popolazioni locali. Non solo. L’azienda fondata da Francesco Ragusa, imprenditore digitale e convinto ecologista, ha proposto di recente anche una linea di biglietti d’auguri realizzati con una carta ecologica prodotta con bucce di arancia, gusci di mandorla e olive. Si chiama linea Fu, proprio per sottolineare il fatto che quella carta inusuale e materica al tatto in passato è stata Arancia, Mandorla od Olivo. Un esempio di economia circolare, questo, che sottrae alla discarica scarti di lavorazione di prodotti del territorio e ridà loro una nuova vita. Come molti dei prodotti di Ecofactory, anche questi biglietti “fioriscono”: su di essi, infatti, è applicato un dischetto di carta con piccoli semini. Basta staccarlo, piantarlo per far nascere dei fiori colorati. E la Natura ringrazia.

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Umbria: vetrina privilegiata alla conoscenza della civiltà Longobarda

Posted by fidest press agency su mercoledì, 10 novembre 2021

Perugia. L’Umbria, fino al prossimo 6 marzo 2022, sarà una vetrina privilegiata per chi volesse avvicinarsi alla conoscenza della civiltà Longobarda. Saranno due infatti le esposizioni, a Campello sul Clitunno (Pg) e a Spoleto (Pg) che permetteranno di entrare in contatto con gli elementi della vita quotidiana della civiltà longobarda e con i sette monumenti architettonici Patrimonio UNESCO che si trovano in tutta Italia.In occasione delle celebrazioni per il decennale del riconoscimento del sito seriale “I Longobardi in Italia. I luoghi del potere (568-774 d.C.)” come Patrimonio Mondiale UNESCO, infatti, a Campello sul Clitunno (Pg), presso Palazzo Casagrande, è stata allestita la mostra “Trame Longobarde. Tra Architettura e Tessuti” uno straordinario lavoro di ricostruzione, sulla base dei dati archeologici, della vita quotidiana dei longobardi, un viaggio attraverso tessuti, abiti e monili prodotti da questa straordinaria civiltà (visitabile fino al 20 febbraio 2022, ingresso gratuito).Mentre a Spoleto (Pg), presso la Rocca Albornoz – Museo nazionale del ducato di Spoleto, verrà inaugurata venerdì 12 novembre 2021, la mostra “Toccar con mano i Longobardi”, visitabile fino al 6 marzo 2022, realizzata in collaborazione con il “Museo Tattile Statale Omero” di Ancona, offre la possibilità unica di ammirare contemporaneamente i sette monumenti del sito seriale “I Longobardi in Italia. I luoghi del potere (568-774 d.C.)”, con l’obiettivo di far conoscere la straordinarietà e la complessità del sito Patrimonio UNESCO, attraverso un percorso tattile e una gamma differenziata di opzioni di fruizione che ne facilitano la comprensione, assicurando a tutti un’esperienza multisensoriale ottimale. Oltre alle due esposizioni inoltre, l’Umbria conta sul territorio, ben due dei sette siti che fanno parte ormai da dieci anni del sito seriale UNESCO “I Longobardi in Italia”: a Spoleto (Pg) la Basilica di San Salvatore, un edificio eccezionale per il linguaggio romano classico con cui è stata concepito che conserva la ricca trabeazione con fregio dorico, impostata su colonne doriche nella navata e corinzie nel presbiterio. A Campello sul Clitunno (Pg) troviamo invece il Tempietto del Clitunno, un piccolo sacello in forma di tempio corinzio tetrastilo in antis con due portici laterali. La progettualità e la perizia nell’impiego degli spolia antichi accomunano il Tempietto, al San Salvatore di Spoleto. All’interno si conservano dipinti murali di notevole qualità. La mostra itinerante “Trame Longobarde. Tra Architettura e Tessuti” è uno straordinario lavoro di ricostruzione, sulla base dei dati archeologici, della vita quotidiana dei longobardi, un viaggio attraverso tessuti, abiti e monili prodotti da questa straordinaria civiltà. La mostra, curata da Glenda Giampaoli e Giorgio Flamini, con il confronto scientifico di Donatella Scortecci, è stata realizzata grazie alle risorse della Regione Umbria, legge regionale 24 del 2003 progetto “Musei che hanno stoffa”, del MiBACT, dell’Associazione Italia Langobardorum e legge 77 del 2006 a sostegno dei siti UNESCO; ha uno straordinario valore scientifico, didattico illustrativo e sociale tanto che a Campello sul Clitunno è possibile organizzare visite studiate ad hoc per le scuole con la possibilità di laboratori tessili per gli studenti ed i gruppi di visitatori. http://www.longobardinitalia.it

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Columbia Threadneedle: perfezionata acquisizione divisione AM EMEA di BMO

Posted by fidest press agency su mercoledì, 10 novembre 2021

LONDRA.Facendo seguito all’annuncio del 12 aprile 2021, Columbia Threadneedle Investments (Columbia Threadneedle), controllata di Ameriprise Financial (NYSE:AMP), conferma il perfezionamento dell’acquisizione della divisione di Asset Management EMEA di Bank of Montreal (BMO GAM (EMEA)). In seguito all’acquisizione le masse in gestione di Columbia Threadneedle aumentano di EUR 113 Miliardi (GBP 97 miliardi / USD 131 miliardi), attestandosi a un totale di EUR 617 miliardi (GBP 530 miliardi / USD 714 miliardi). L’acquisizione consente a Columbia Threadneedle di rafforzare ulteriormente la propria posizione e le proprie capacità in aree sempre più importanti nel panorama della gestione patrimoniale europea e globale, tra cui: · Investimento responsabile (IR): l’unione dei punti di forza complementari di Columbia Threadneedle e BMO GAM (EMEA) genera capacità di primissimo livello nel segmento IR che fanno leva sulla creazione di valore tramite l’intensità di ricerca, promuovono il cambiamento del mondo reale esercitando l’azionariato attivo e si avvalgono della collaborazione dei clienti per offrire soluzioni IR innovative. Insieme gestiscono un patrimonio complessivo di GBP 36 miliardi (USD 49 miliardi)3 in fondi e strategie IR in diverse classi di attivi. · Investimenti alternativi: insieme possono contare su una gamma globale di investimenti alternativi pari a oltre GBP 34 miliardi (USD 47 miliardi)4 che include immobili nel Regno Unito, in Europa e negli Stati Uniti, infrastrutture, private equity e hedge fund; sono inoltre ottimamente posizionati per soddisfare la crescente domanda dei clienti di attivi meno liquidi che forniscono diversificazione offrendo loro strategie individuali o inserite all’interno di soluzioni create su misura. Columbia Threadneedle intrattiene rapporti di lunga data con clienti di grandi dimensioni dotati di organizzazioni complesse quali compagnie assicurative e banche, per i quali gestisce portafogli sensibili alle normative (tra cui Solvency II e Basilea III), e offre soluzioni personalizzate ai partner di sub-consulenza, mentre BMO GAM (EMEA) dispone di quattro divisioni di punta nel segmento LDI (Liability Driven Investment) in Europa e attività consolidate di gestione fiduciaria. Su base aggregata, le nostre soluzioni rappresentano il punto di ingresso di patrimoni di clienti per oltre GBP 145 miliardi (USD 200 miliardi)5, ovvero quasi il 30% del patrimonio in senso ampio da noi gestito.L’acquisizione consente inoltre a Columbia Threadneedle di aggiungere alla propria offerta gli investment trust gestiti da BMO GAM (EMEA) e la sua gamma multi-manager consolidata e comporterà inoltre il passaggio a Columbia Threadneedle di alcuni clienti di asset management statunitensi di BMO in una data successiva, previo consenso dei clienti.

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Mercati emergenti: focus sul debito

Posted by fidest press agency su mercoledì, 10 novembre 2021

A cura di Kristin Ceva, responsabile strategie paesi emergenti di Payden & Rygel. Gli investitori generalmente percepiscono il debito dei mercati emergenti come altamente rischioso, ma, in realtà, questa asset class è abbastanza ampia da offrire opportunità di investimento che coprono l’intero spettro del rischio. Nell’universo dei mercati emergenti rientrano infatti 80 Paesi, il che consente di costruire portafogli con un’esposizione ad un’ampia gamma di Paesi in Africa, America Latina, Asia e anche in Europa.In effetti, il debito dei mercati emergenti non è così rischioso come molti tendono a credere: il rapporto rischio/rendimento è significativamente migliore rispetto alle azioni dei mercati emergenti e negli ultimi 20 anni gli investitori hanno ottenuto lo stesso rendimento totale annualizzato rispetto alle azioni, ma con un terzo della volatilità.Una questione che incoraggia alcuni investitori e sconcerta altri è rappresentata dal dominio della Cina nel panorama dei mercati emergenti: oggi affrontare il debito cinese è, infatti, una vera e propria sfida. Il debito corporate gioca un ruolo enorme nei portafogli investment-grade e i problemi di rimborso affrontati da China Evergrande Group, la più indebitata società immobiliare cinese, hanno sollevato non poche preoccupazioni.Da un punto di vista ESG, la Cina presenta un’interessante contraddizione. Alcune notizie riportate dai media internazionali sono profondamente inquietanti, ma le schede di valutazione ESG dovrebbero nel complesso sottolineare un miglioramento dei parametri, invece che il loro peggioramento. Detto ciò, la Cina rappresenta oltre il 30% dell’indice MSCI EM (azionario) e i primi cinque Paesi di quell’indice ne costituiscono il 75%, laddove i primi cinque Paesi degli indici di debito dei mercati emergenti ne costituiscono solo il 40%, a significare come ci siano molte altre opportunità da considerare.La chiave sta nel cercare quei Paesi in via di miglioramento. L’Ucraina, per esempio, si è dimostrata capace di approvare riforme davvero importanti per poter rimanere in un programma del FMI, dal momento che entrare in tali programmi è essenziale per attenersi ai progetti di riforma. Allo stesso modo l’Indonesia, che attualmente presenta un contesto politico molto positivo, è un Paese investment grade attraente dal punto di vista della valutazione e sta favorendo gli investimenti stranieri come mai prima d’ora.Anche Paesi più piccoli come l’Ecuador, che ha combattuto contro il Covid, ma che ora ha eletto un governo più market friendly, dovrebbero essere sul radar degli investitori. Inaspettatamente, le recenti elezioni hanno decretato la vittoria di Lasso, che ha aperto nuove opportunità per l’Ecuador per l’approvazione di alcune riforme necessarie ma politicamente difficili e anche per lo sblocco dei finanziamenti del FMI.Il debito dei mercati emergenti è sottorappresentato nei portafogli istituzionali e individuali, ma per via delle sue dimensioni, diversità e caratteristiche di rischio-rendimento, la maggior parte degli investitori potrebbe trarre vantaggio da un’allocazione, soprattutto in un contesto mondiale in cui circa 16,5 trilioni di dollari di debito hanno un rendimento negativo e dove i portafogli di titoli sovrani EM, per esempio, stanno rendendo il 5%-7% annuo. (abstract)

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A novembre inflazione al 3,2%

Posted by fidest press agency su mercoledì, 10 novembre 2021

Secondo l’Ufficio Studi Confcommercio, nell’ipotesi di un aumento medio dei prezzi del 3% si perderebbero circa 2,7 miliardi di euro di consumi che potrebbero arrivare fino a 5,3 miliardi nell’ipotesi di un’inflazione al 4%.”Allarme più che fondato. La nostra stima è che l’inflazione, proseguendo con lo stesso ritmo, a novembre arriverà al 3,2%. Il rischio, quindi, di un Natale in bianco dal lato dei consumi è più che concreto” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.”L’inflazione ha registrato un’impennata preoccupante, più che raddoppiando da giugno a ottobre, passando dal +1,3% al +2,9% (+123%). Per questo il Governo deve urgentemente intervenire, soprattutto sui beni energetici, luce gas e benzina, senza i quali l’inflazione annua di ottobre scenderebbe dal 2,9 all’1,1%. Bisogna eliminare subito le accise e le addizionali regionali del gas, mentre vanno ridotte di almeno 20 cent quelle dei carburanti, pari attualmente a 73 cent (72,84) al litro per la benzina e a 62 cent (61,74) per il gasolio, riportando così i prezzi a livelli ragionevoli, quelli di marzo 2021″ conclude Dona.

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Commento sull’inflazione USA

Posted by fidest press agency su mercoledì, 10 novembre 2021

A cura di Pramod Atluri e Ritchie Tuazon, Gestori di portafoglio a reddito fisso di Capital Group. Oggi, le domande più importanti per gli investitori ruotano intorno all’inflazione: quanto sarà elevata e quanto durerà? È “transitoria” come sostiene la Federal Reserve? Oppure l’inflazione elevata rappresenta la nuova normalità tra carenze di manodopera, strozzature della catena di approvvigionamento e una grave crisi energetica? Sebbene oggi ci troviamo di fronte a un aumento ciclico dell’inflazione e dei tassi di interesse, se guardiamo alla situazione tra cinque anni, riteniamo che la crescita economica degli Stati Uniti sarà più lenta e l’inflazione potrebbe essere inferiore. La crescita economica dovrebbe subire un rallentamento a causa di livelli di debito elevati e di minori stimoli, con un ritorno a guadagni del PIL dell’1,5%-2,5% annuo. Di conseguenza, anche i tassi di interesse dovrebbero rimanere relativamente bassi. L’inflazione è di due tipi:sticky e flexible. L’inflazione sticky, attualmente intorno al 2,6% annualizzato, tende a mostrare una capacità di tenuta più lunga. Le categorie sticky includono affitto, affitto equivalente dei proprietari, spese assicurative e spese mediche. L’inflazione flexible è salita quest’anno a quasi il 14%, il dato più alto dagli anni ’70. Tuttavia, questo livello di inflazione probabilmente non permarrà. La categoria flexible contiene prodotti quali generi alimentari, energia e automobili, i cui prezzi possono oscillare sensibilmente tra alti e bassi nel corso del tempo. Ad esempio, questo è già accaduto con legname, rame e soia. I prezzi di tali prodotti sono schizzati alle stelle quest’estate e da allora hanno subito un calo. Come sa chiunque abbia cercato di acquistare un’auto usata, le categorie di inflazione flexible hanno subito un’impennata a causa di carenze correlate alla pandemia, mancanza di manodopera disponibile e interruzioni della catena di approvvigionamento. Una rapida soluzione a tali sfide è improbabile, ma si dovrebbe tornare a condizioni più normali entro la metà-fine del 2022. In breve, l’inflazione flexible è transitoria mentre l’inflazione sticky potrebbe essere problematica.L’inflazione complessiva, secondo le valutazioni dell’U.S. Consumer Price Index, dovrebbe diminuire gradualmente nei mesi a venire, scendendo infine a un range compreso tra il 2,50% e il 2,75% entro la fine del 2022. Se tale previsione dovesse essere valida, vi sarebbe una buona probabilità che la Federal Reserve non aumenti nuovamente i tassi di interesse nel 2022.Cosa succederebbe se questa prospettiva inflazionistica positiva fosse sbagliata e i prezzi al consumo dovessero aumentare drasticamente? Questo non è affatto il nostro caso di base, ma ritengo che sia un rischio abbastanza grande che dovrebbe esser preso in considerazione nella costruzione del portafoglio. Prediligiamo i titoli del Tesoro americani protetti dall’inflazione, i cosiddetti “Treasury Inflation-Protected Securities” o TIPS, come copertura efficace contro un’inflazione più elevata.È importante ricordare, prima di apportare modifiche al portafoglio, che periodi prolungati di inflazione elevata sono rari nella storia degli Stati Uniti. Le persone di una certa età ricorderanno l’inflazione ultra-elevata a cui si è assistito negli anni ’70 e all’inizio degli anni ’80. Ma a posteriori, è chiaro che è stato un periodo unico. Di fatto, le pressioni deflazionistiche sono state spesso più difficili da domare, come confermeranno gli studenti della Grande depressione.Un altro aspetto importante: è soprattutto agli estremi, quando l’inflazione è pari o superiore al 6%, che le attività finanziarie tendono a sentire la fatica. Come ci si aspetterebbe anche i titoli sono sotto pressione quando l’inflazione diventa negativa.Una certa inflazione può essere positiva per gli investitori. Anche durante i periodi di maggiore inflazione, le azioni e le obbligazioni statunitensi hanno generalmente fornito rendimenti solidi. (abstract)

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GAM: ottimisti sul settore finanziario in particolare sul debito subordinato

Posted by fidest press agency su mercoledì, 10 novembre 2021

A cura di Gregoire Mivelaz, gestore delle strategie Credit Opportunities di GAM. Tra i principali avvenimenti dell’ultimo trimestre che ci hanno avvantaggiato, due riguardano la BCE e uno il mercato in generale. A inizio luglio la Banca Centrale Europea ha annunciato che avrebbe iniziato a integrare i cambiamenti climatici nella sua politica monetaria. Secondo noi è una notizia di grande rilievo. D’altra parte, il settore finanziario è certamente in grado di contribuire alla transizione verso un’economia a bassa intensità di carbonio, come dimostra la Net Zero Banking Alliance, per esempio, dove sono già stati impegnati 37 mila miliardi di dollari per l’azzeramento delle emissioni nette entro il 2050. Il secondo annuncio della BCE ha riguardato la rimozione dei limiti sui dividendi delle banche europee. Altro aspetto molto positivo; ed implica che la BCE è ottimista sulle prospettive del settore bancario, e questo non è una sorpresa. Gli utili sono in alcuni casi estremamente robusti. Sappiamo che il settore finanziario è in una forma eccellente e molto solido, ma tali sviluppi influenzano anche la fiducia nei confronti del settore in generale, il che beneficia i titoli finanziari. Terzo, sul fronte macroeconomico, le banche centrali ci stanno dicendo che la ripresa è in corso. Per esempio, la Federal Reserve fa sapere che il tapering potrebbe iniziare già il mese prossimo, mentre il rendimento dei titoli del Tesoro e dei Bund delineano uno scenario diverso che, secondo noi, dipende più da fattori tecnici che dai fondamentali. Dunque, a parità di condizioni, nel prossimo trimestre ci aspettiamo un rialzo dei tassi, che gioverebbe alla strategia; infatti, il debito subordinato in genere ottiene performance robuste persino quando i tassi di interesse sono al rialzo.Le prospettive per il prossimo trimestre ci sembrano molto positive. Ci aspettiamo altri tre mesi con un reddito elevato e stabile, in concomitanza con la rivalutazione dei prezzi. Le ragioni per cui siamo ottimisti sono, innanzitutto, i fondamentali molto robusti. La stagione delle trimestrali ha confermato la solidità del settore con utili che non erano così brillanti da tempo. Il secondo elemento riguarda le valutazioni. Sono ancora molto interessanti relativamente al debito subordinato. Terzo, a livello dei fattori tecnici sul mercato, in questo momento, c’è più domanda che offerta e ciò potrebbe far restringere ulteriormente gli spread. Dunque, le prospettive per il prossimo trimestre si confermano molto positive. Secondo noi, una delle opportunità di investimento più interessanti in termini di generazione di alpha riguarda proprio il debito subordinato, perché consente di cogliere un reddito in linea con l’high yield ma attraverso emittenti investment grade. In questo modo, si ottiene il meglio dei due mondi. Ovvero un reddito elevato, ma attraverso società di alta qualità. Per quanto concerne le singole posizioni, il nostro è un approccio bottom-up attivo, dunque ci sono molte opportunità anche nelle singole posizioni. Lo scorso trimestre ho citato la nostra posizione e il grado di convinzione elevato nei confronti di Rabobank. Il prezzo dell’obbligazione in effetti è salito di oltre il 6% durante il trimestre. Con questa posizione otteniamo un rendimento del 4,7% circa per una delle banche più solide in Europa rispetto ai CoCo AT1 che offrono un rendimento inferiore al 3%.

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Corso di aggiornamento a distanza “MOC e dintorni”

Posted by fidest press agency su mercoledì, 10 novembre 2021

Torino 15, 17 e 19 novembre a partire dalle ore 17 (12 crediti ECM) è stato organizzato, con la direzione scientifica del Dottor Fabio Massimo Ulivieri del Policlinico di Milano, il corso di aggiornamento a distanza “MOC e dintorni”. La Densitometria ossea, anche nota come MOC, rappresenta il metodo diagnostico di elezione dell’osteoporosi e delle malattie metaboliche dell’osso e pertanto la sua corretta utilizzazione rappresenta un elemento importante per la buona pratica clinica nella gestione di un gruppo di malattie croniche ed altamente invalidanti. Per l’iscrizione: http://www.symposium.it/eventi.

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Tornano i medici nelle scuole siciliane

Posted by fidest press agency su mercoledì, 10 novembre 2021

Riparte il progetto regionale di medicina scolastica avviato nel 2020 per gli alunni della scuola primaria e secondaria, ma interrotto per l’emergenza sanitaria. Da dicembre 2021 i medici torneranno nelle scuole elementari e medie siciliane.E’ stato deciso stamattina a Villa Magnisi nel corso di un incontro operativo tra i vertici istituzionali firmatari di un protocollo: assessorato regionale all’Istruzione rappresentato da Roberto Lagalla, assessorato regionale della Salute, rappresentato da Ruggero Razza, Ordine dei medici di Palermo, rappresentato da Toti Amato in rappresentanza degli altri otto Omceo provinciali, e l’Ufficio scolastico regionale rappresentato da Stefano Suraniti.Il progetto, che aveva già riscosso l’apprezzamento degli alunni e delle famiglie nella sua prima fase di realizzazione, quest’anno si arricchirà del contributo di nove referenti provinciali Omceo e di dieci associazioni sanitarie di volontariato.I firmatari del progetto hanno ridefinito tempi, percorso e obiettivi. Il ruolo dei medici in classe non si limiterà alle lezioni di primo soccorso o di promozione della salute e della prevenzione come fattore indispensabile per permettere ai più piccoli di adottare da adulti stili di vita sani.Grazie ai medici volontari, sono previste visite specialistiche (oculistiche, odontoiatriche, cardiologiche, ortopediche e di prevenzione all’obesità) per diagnosticare in tempo alcune delle malattie più frequenti dell’età evolutiva. A loro sarà affidato anche il compito di segnalare eventuali carenze igienico-sanitarie o rischi legati all’alimentazione delle mense.“Attraverso l’accesso diretto nelle scuole dei medici volontari – ha detto l’assessore all’Istruzione Roberto Lagalla – stiamo proponendo alle scuole, su loro stessa richiesta, un ventaglio di attività: dal tema fondamentale dell’informazione a quello della prevenzione sanitaria. E’ una pagina importante che recupera, oltre alla funzione preventiva, una dimensione di solidarietà e di eticità”.“Entro la fine dell’anno – ha commentato il presidente dell’Omceo di Palermo Toti Amato, membro del direttivo Fnomceo – le nostre scuole potranno usufruire dei servizi medico scolastici che se non fossero state cancellate avrebbero permesso oggi di fronteggiare meglio l’epidemia da covid, negli anni di migliorare gli aspetti igienico-sanitari e di rafforzare quel raccordo tra famiglie e medici del territorio necessario alla sorveglianza sanitaria e alla formazione protettiva dei minori”.“Il progetto rappresenta un’efficace azione sinergica tra istituzioni pubbliche – ha concluso Angela Fontana dirigente dell’Ufficio scolastico regionale – per realizzare un percorso formativo e di sensibilizzazione che risponde ad una necessità di supporto reale delle scuole”.

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Cassazione: basta mantenimento ai figli bamboccioni

Posted by fidest press agency su mercoledì, 10 novembre 2021

Revocato il mantenimento al figlio di 30 anni poco incline allo studio, anche se disoccupato. L’età adulta è indice inequivocabile d’inerzia e del poco impegno del giovane nel conquistare una propria indipendenza economica, seppur minima. Questo il concetto ribadito dalla Cassazione nell’ordinanza n. 32406 dell’8 novembre 2021: il figlio trentenne che ha smesso di studiare da anni senza riuscire a inserirsi in modo stabile nel mondo del lavoro perde l’assegno di mantenimento. Irrilevante che non sia riuscito a raggiungere l’indipendenza economica. Sui figli bamboccioni la Corte di cassazione,fa una brusca frenata facendo vacillare quanto affermato con vigore e in più occasioni in sede di legittimità e cioè che i ragazzi devono essere mantenuti fino a quando non trovano un lavoro stabile e consono alla propria formazione scolastica. La vicenda riguarda un trentaduenne che aveva smesso di studiare a sedici anni e da allora aveva fatto molti corsi professionali trovando, però, solo lavori saltuari. La Corte d’Appello di Caltanissetta ha revocato l’assegno che era consegnato direttamente alla madre e poi anche l’assegnazione della casa familiare. Inutile, a questo punto, il ricorso della donna alla Suprema corte. Nell’ordinanza gli Ermellini, infatti, di cui ha scritto il sito Cassazione.net, rileva Giovanni D’Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, spiegano come bene hanno fatto i giudici territoriali a rilevare che il figlio, oramai trentaduenne, aveva abbandonato gli studi all’età di sedici anni, aveva frequentato corsi di formazione professionale negli anni 2011 e 2012, aveva avuto esperienze lavorative, seppur saltuarie, e non risultavano presenti circostanze oggettive o soggettive tali da giustificare la sua impossibilità di inserirsi nel mondo del lavoro. In poche parole, bene ha fatto la Corte territoriale a dare concreta applicazione al principio della autoresponsabilità, che impone al figlio di non abusare del diritto ad essere mantenuto dal genitore oltre ragionevoli limiti di tempo e di misura, perché l’obbligo dei genitori si giustifica nei limiti del perseguimento di un progetto educativo e di un percorso di formazione e, nella valutazione degli indici di rilevanza, ha correttamente ritenuto di dover ponderare la sussistenza dei requisiti per il mantenimento con rigore crescente con il crescere dell’età del figlio. A fronte di tale motivazione, la ricorrente si limita a richiamare, in modo non pertinente rispetto ai dati fattuali accertati dai giudici d’appello di Caltanisetta, la giurisprudenza di legittimità e a dedurre, peraltro genericamente, che non sono provate, né sussistenti, nella specie, l’indipendenza economica del figlio e la percezione da parte di quest’ultimo di un reddito corrispondente alla professionalità acquisita, senza specificamente confrontarsi con l’iter argomentativo della sentenza impugnata, secondo cui non ricorre, in capo al figlio maggiorenne, il requisito della non autosufficienza economica per causa a lui non imputabile, così in buona sostanza chiedendo, tramite la denuncia di vizio di violazione di legge, la rivisitazione del merito.

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Un nuovo addebito sul tuo conto corrente bancario e/o postale

Posted by fidest press agency su mercoledì, 10 novembre 2021

di Pier Luigi Ciolli. Tutte le banche, compreso Poste Italiane SpA, hanno inviato e/o stanno inviando ai correntisti una lettera con la modifica unilaterale del contratto. Riguardo Poste Italiane SpA ecco la notizia estratta da Trend online – http://www.trend-online.com del 1 novembre 2021. Conto corrente: brutta notizia per i clienti Poste Italiane. Conto corrente: tassi azzerati. La liquidità ferma diventa un lusso. Questo è il risultato della decisione presa dalla BCE 7 anni fa, di portare sotto lo zero la remunerazione sui depositi. La misura è applicata dal 15 settembre 2021. Conto corrente: brutta notizia per i clienti Poste Italiane | Trend Online (trend-online.com) La comunicazione che inviano e composta di più pagine e scritta in “banchese”, quindi, il cliente non può percepire al volto il cambiamento importante che è: a partire dal gennaio 2022 preleveranno automaticamente dal tuo conto corrente degli euro (una volta al mese oppure ogni due mesi oppure ogni 3 mesi), calcolandoli in base alla giacenza media del semestre precedente. Funzionari di banca ci hanno spiegato che tale prelievo dipende dal fatto che dal 2014 la Banca centrale europea (in sigla BCE) ha iniziato a prelevare una percentuale dai conti correnti bancari ma la banca NON addebitava al cliente. Ora, invece, essendo arrivato il prelievo della Banca centrale europea allo 0,50%, le banche e Poste Italiane SpA, a partire dal gennaio 2022 preleveranno una percentuale da ogni conti corrente, anche dove il tasso di interesse è ZERO. Per quanto riguarda i privati che hanno pochi soldi sul conto corrente, per il momento, il prelievo non avviene oppure come nel caso del Monte dei Paschi il prelievo è di 4,84 euro OGNI MESE per un totale annuo di 58, 08 – oltre 100.000 lire Per le Associazioni che non siano ONLUS, il prelievo sarà di centinaia di euro l’anno facendo così scomparire i contributi dei tesserati che sono importanti per raggiungere gli scopi sociali. Per le imprese che devono avere sul conto corrente centinaia di migliaia di euro per pagare stipendi-fornitori-tasse e imposte, il prelievo sarà penalizzante perché gli spariscono soldi importanti per il loro sviluppo e/o per far fronte ai danni provocati dalla pandemia. Se non sei d’accordo con questa situazione, chiedi subito al Governo e ai nostri europarlamentari (aprendo http://www.insiemeinazione.com trovi le loro mail e/o PEC) di intervenire tempestivamente per far revocare il prelievo forzoso effettuato dalla Banca centrale europea. Nel frattempo, se hai a disposizione un sistema per salvaguardare i contanti dai furti, una possibilità (oltre che per il risparmio è una vera pressione verso le banche e verso il Governo) è quella di chiudere il conto corrente per evitare di consumare il tuo capitale, pagando bolli, prelievi e altri costi che via via si inventano considerandoci dei sudditi da tosare. Chiudere il conto corrente, chiedendo che ti consegnino il saldo in contanti (per legge hanno dieci giorni di tempo per consegnarti i soldi) e, contestualmente, aprire un conto corrente online a costo zero da utilizzare, versando solo i soldi necessari ai pagamenti in modo da farli online gratuitamente.

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Ambiente, migrazioni e fame nel mondo

Posted by fidest press agency su mercoledì, 10 novembre 2021

I problemi del mondo sono stati abitualmente sottovalutati nella quotidianità. Istituzioni internazionali (Onu e dintorni) che se ne occupano ci sono, e riescono ad andare avanti grazie ai finanziamenti (drammaticamente pochi) degli Stati nazionali. Oggi questi problemi sembra che siano più valutati perché stanno esplodendo nei nostri giardini di mondo ricco. Il caso emblematico per eccellenza è il covid, contro il quale stiamo lottando fronteggiando ogni giorno novità (varianti e dintorni). Il modo stesso con cui affrontiamo il virus, non più segregandoci in casa (come quando – malati – non si va a scuola), dimostra che abbiamo maturato consapevolezza istituzionale, collettiva ed individuale che – FORSE – ci condurrà a qualche soluzione. E, anche se ancora in modo insoddisfacente, le nostre istituzioni di Paesi ricchi stanno cominciando ad “invadere” i Paesi poveri con derrate di vaccini. Niente di risolto, ma è innegabile che questa politica sia in atto.Gli “altri” tre grandi problemi dell’umanità sono ambiente, migrazioni e fame nel mondo. Non abbandonati a se stessi ma, visto che sono sempre più problematici, vuol dire che quanto si fa non è sufficiente e/o viene fatto male. Ambiente. La corsa all’ennesimo fallimento della COP di Glasgow, con le terribilmente reali denunce che – per semplificare – vengono da Greta Thunberg, sono attualità. Migrazioni. Oltre a diffusi respingimenti o accoglienze col contagocce , baruffe sulle quote dei Paesi Ue, sovranismi suicidi di Paesi del Pacifico quanto dell’Atlantico e dell’oceano Indiano… oltre questo, non si va. Fame nel mondo. E’ di oggi l’ennesimo bollettino di morte del Programma alimentare mondiale. Il balzo da 42 milioni di inizio anno a 45 milioni di persone a rischio fame è la presa d’atto di un Pianeta in cui si va su Marte, si raggiunge Internet collegandosi dallo Spazio, ma si è incapaci di dare acqua e cibo a tutti.Ma il covid non ci ha insegnato nulla? Possibile che la mobilitazione e l’impegno mondiale su questo virus non ci abbia fatto comprendere che la Sars-cov è SOLO uno dei problemi planetari che NON POSSONO NON ESSERE RISOLTI, pena l’accelerazione della nostra estinzione? Non basta, per esempio, che in questi ultimi mesi TUTTI i prodotti energetici ed alimentari hanno prezzi che lievitano senza controlli, prezzi dai quali a cascata dipendono tutte le indispensabilità della vita? Lievitazione non casuale o solo a causa di riccazzi che vogliono essere sempre più tali, ma per carenze e/o errori di politiche su drammi che stanno portando il Pianeta alla deriva? Il fatto che – per chi fosse ancora distratto – ambiente, migrazioni e fame nel mondo non siano nel proprio giardino, è scusante per qualche individuo, ma criminale per le istituzioni. (Comunicato Aduc)

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