Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 203

Archive for 7 maggio 2021

Proposta: “Meno tasse, se spendi”

Posted by fidest press agency su venerdì, 7 maggio 2021

“Un piano di deduzione fiscale che incentivi gli italiani a spendere in Italia aiutando così il Paese a superare la crisi economica generale dovuta alla pandemia”. Così il Segretario Generale della Cisal, Francesco Cavallaro. “L’ultimo rapporto dell’agenzia bancaria italiana ci dice che sui conti degli italiani ci sono 1748 miliardi, 146 in più rispetto a marzo del 2020, ben 232 in più rispetto a marzo 2019. Una cifra di tutto rispetto, espressione senz’altro della preoccupazione dei cittadini riguardo gli effetti della pandemia, ma che ci dice anche che vi può essere una forte spinta della domanda interna per far ripartire la nostra economia e quindi l’occupazione. E’ forse il momento di superare l’attuale sperimentazione del cashback – ha sottolineato Cavallaro – e renderlo strumento operativo di un più ampio respiro volto ad ampliare gli effetti positivi per i cittadini in termini economici e per la fiscalità per l’effetto del contrasto di interessi. ‘Meno tasse, se spendi’. Questo secondo noi è il messaggio da lanciare”.

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Covid-19, l’aumento della digitalizzazione della medicina può creare pericoli imprevisti

Posted by fidest press agency su venerdì, 7 maggio 2021

La pandemia causata dal Covid-19 e la tendenza mondiale verso la digitalizzazione della medicina stanno portando a un rapido cambiamento tecnologico. Secondo quanto riportato nel report di Willis Towers Watson, sul futuro della salute digitale, questo processo sta anche generando nuovi problemi emergenti di rischio e può portare i gestori del rischio sanitario a rivalutarne le responsabilità. Il rapporto delinea alcune delle principali esposizioni al rischio che devono essere considerate quando si rivedono le polizze assicurative nel settore della salute digitale. Emergono ad esempio esposizioni che richiedono una copertura per danni fisici e perdite economiche, per prodotti regolamentati e non regolamentati, per prodotti e servizi spesso forniti in collaborazione o secondo indicazioni di medici professionisti. Nel rapporto si esamina poi la crescita dell’assistenza sanitaria digitale in diverse aree geografiche e si invita il mercato assicurativo a considerare un approccio olistico alternativo rispetto all’assicurazione delle politiche sanitarie tradizionali. Kirsten Beasley, Head of Healthcare Broking, North America, Willis Towers Watson, ha dichiarato: “La pandemia ha portato la salute digitale sulla scena globale, poiché i fornitori di assistenza sanitaria in tutto il mondo cercano di sfruttare la tecnologia per aiutare a combattere la crisi. Questa rivoluzione sanitaria digitale modificherà profondamente e in modo permanente l’accessibilità e la disponibilità dell’assistenza sanitaria, è quindi imperativo che il mercato assicurativo consideri come fornire soluzioni integrate che affrontino più facilmente i pericoli emergenti nell’ambito della salute digitale. In Willis Towers Watson, puntiamo ad aiutare i nostri clienti del settore sanitario a identificare e mitigare un insieme univoco di rischi per aiutarli a continuare a crescere”. Il rapporto sul futuro della salute digitale fa parte di una serie di pubblicazioni sull’argomento e il documento completo può essere scaricato al seguente link: https://www.willistowerswatson.com/it-IT/Insights/2021/02/the-future-of-digital-health

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L’era dell’incertezza, raccontata dai protagonisti dell’evento online

Posted by fidest press agency su venerdì, 7 maggio 2021

L’era dell’incertezza in assoluto. Ha definito così il nostro tempo della transizione digitale Derrick de Kerckhove, direttore scientifico di Media Duemila e Osservatorio TuttiMedia, in conclusione dell’evento online che si è tenuto per iniziativa congiunta di FERPI Lazio e Osservatorio TuttiMedia, con la media partnership di Media Duemila. “Personal Digital Twin: alter ego digitale e comunicazione”, il titolo dell’incontro – moderato da Diana Daneluz, consigliere regionale della Federazione Relazioni Pubbliche Italiana ed introdotto da Giuseppe De Lucia, delegato Ferpi Lazio – a significare che il percorso speculativo sarebbe partito da questa nuova figura digitale, il gemello digitale personale, per valutarne le ricadute su relazioni, professioni, comunicazione.Un percorso che – e non poteva essere altrimenti, nonostante la preparazione dei relatori, tutti personalmente soggetti attivi di questa transizione oltre che suoi critici osservatori – ha condotto più a domande che a risposte, in ossequio alle problematicità che pone. Dal pamphlet “Oltre Orwell: il gemello digitale” scritto insieme allo stesso de Kerckhove da Maria Pia Rossignaud, direttrice di Media Duemila, prima rivista di cultura digitale italiana e vicepresidente Osservatorio TuttiMedia, lo spunto inziale al confronto. Una “storia”, quella del gemello digitale come raccontata dalla giornalista, poco nota al grande pubblico, quello stesso pubblico che però ogni giorno lascia in rete scie di sé come la bacchetta magica della fatina Trilli o come i sassolini di Pollicino, come qualcun altro ha detto. Una esternalizzazione delle nostre vite attraverso i dati, anche personali, personalissimi, che immettiamo in rete, e che viene composta e ricomposta in banche dati che in qualche modo prescindono e vivono e interagiscono autonomamente rispetto a noi: i nostri avatar, appunto.Il digitale che si frappone decisamente nelle relazioni che ciascuno di noi vive, gli algoritmi come ulteriori soggetti sociali della città digitale abitata ormai dalla maggior parte delle persone nella loro vita “onlife”, impongono infatti una riflessione anche etica, anzi algoretica, come propone Padre Paolo Benanti, francescano del Terzo Ordine Regolare, teologo, docente di neuroetica, bioetica e teologia morale all’Università Pontificia Gregoriana. Una possibile strada, quella da lui indicata, verso un’etica capace di tenere insieme il termine “valore” di natura etica con il termine “valore” di natura computabile proprio delle macchine, per rendere comprensibili alle macchine stesse le istanze sociali e valoriali acquisite dalle nostre democrazie occidentali. Algoretica come scatola di cristallo che renda trasparente, al pari di come il gemello digitale sta rendendo trasparente l’uomo, l’algoritmo e la direzione che percorre. Il problema infatti è che queste macchine sono sempre più, anche se non da oggi, come ha ricordato Daniela D’Aloisi – ingegnera responsabile area servizi digitali della Fondazione Ugo Bordoni, con la passione da sempre per l’IA – agenti autonomi capaci di prendere, altrettanto autonomamente, delle scelte. Si pone quindi il problema delle loro capacità decisionali, legato al concetto stesso di delega e di conoscenza. Le macchine apprendono, attraverso l’algoritmo, i sensori, il machine learning. Fanno da sole, e possono inglobare, come è stato, nel loro processo di apprendimento, pregiudizi e dati incorretti. E tutto si riflette e si rifletterà nelle decisioni che prendono. Il Digital Twin, ha concluso, per ora, Derrick de Kerckhove, inizialmente, in industria la replica digitale di motori o installazioni complessi, nata per anticipare possibili guasti ed eseguire diagnosi a distanza, ha aperto quindi la strada a qualcosa di molto diverso, al Personal Digital Twin, figura retorica della trasformazione digitale, un avatar, la nostra vita raccontata dai dati, accesso universale bidirezionale fra l’uomo e la rete. La dimensione della reciprocità dell’informazione è parte della nostra società e questa nuova essenza dell’essere si è manifestata con forza nell’era del Covid-19. L’informazione, come il virus, parte dall’uomo, arriva fuori dell’uomo, può cambiargli la vita attraverso il gemello digitale, l’“altro me” che si fa strada nel mondo degli assistenti virtuali. Nella società della datificazione è possibile replicare l’essere umano assembrando tutti i suoi dati e aprire così ad ambiti professionali e di comunicazione inesplorati. Stiamo andando verso un Personal Digital Twin che deciderà per noi, comunicherà per noi; i gemelli digitali potranno interagire tra loro e contestualizzare i dati rispetto alle integrazioni con l’ambiente. In qualche caso, nella moda ad esempio, sta già avvenendo. L’esternalizzazione della nostra memoria, delle nostre facoltà, del nostro essere non è più arrestabile, ma non va sottovalutata. È una trasformazione epocale. È imperativo che ci si continui ad interrogare e a confrontare sul posto e sull’azione e la vita dell’uomo nel nuovo spazio virtuale abitato anche dagli algoritmi. Conoscere per comprendere e restare, soprattutto, liberi.

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Adempimenti delle holding

Posted by fidest press agency su venerdì, 7 maggio 2021

A seguito della recente normativa ATAD, che ha ridefinito il concetto di holding, molte società si sono ritrovate a far parte della platea degli operatori finanziari obbligati alle comunicazioni all’Archivio dei Rapporti Finanziari. La holding del resto è uno strumento di organizzazione societaria molto utile e performante, in grado di consentire all’imprenditore i più svariati obiettivi, oltre a svolgere una funzione di segregazione del patrimonio rispetto alle vicende delle società operative ad essa collegate.Per fare chiarezza su questi argomenti Assoholding – l’associazione di categoria delle holding di partecipazione, di cui rappresenta gli interessi presso le istituzioni, che svolge attività di informazione e ricerca sulla disciplina di riferimento e fornisce le direttive interpretative sulla legislazione tributaria affinché sia assicurata la corretta applicazione della legge riducendo il rischio di sanzioni – ha emesso una nota sui prossimi adempimenti telematici delle holding. Barbara Lucci, Responsabile di Assoholding Servizi, settore che si occupa operativamente di tali adempimenti, in una recente intervista rilasciata pubblicata dal quotidiano online 2duerighe.com(https://www.2duerighe.com/economia/speciale-fisco-e-tasse/128647-adempimenti-delle-holding-come-farsi-trovare-pronti-dalle-scadenze-imminenti.html) ha chiarito come proprio per le sue intrinseche potenzialità, lo strumento della holding viene sempre più proposto oggi dai consulenti. E da parte del mercato si registra un vero e proprio exploit di interesse nei confronti di questa soluzione, che è tuttavia complessa e in continua evoluzione. Imprenditori e professionisti si vengono a trovare spesso per la prima volta di fronte alla difficoltà delle comunicazioni obbligatorie legate all’utilizzo di questo strumento dalle grandi potenzialità, di cui spesso anche gli addetti ai lavori non conoscono tutte le effettive implicazioni, anche per le piccole aziende di famiglia: un importante propulsore di crescita, ma che deve essere sapientemente utilizzato.È necessaria quindi una visione chiara degli obiettivi e della corretta interpretazione delle norme del settore, che spesso, essendo di derivazione internazionale (quali ad esempio gli adempimenti CRS, FATCA, DAC6 ecc…) appaiono estremamente complesse. Assoholding pertanto, innanzitutto consiglia agli imprenditori e ai professionisti che seguono le holding di concentrare le loro risorse sulla pianificazione strategica e non a non lasciarsi distrarre dagli adempimenti, che possono invece essere utilmente deferiti a una gestione in outsourcing capace di svincolare anche sotto il profilo della responsabilità. È proprio questo, del resto, il momento più opportuno per introdurre tali questioni, per dare un messaggio di serenità alle aziende che, dall’anno scorso, a causa della pandemia stanno vivendo momenti complessi e di forte incertezza. L’approssimarsi delle prossime scadenze, confermate al 30 giugno per il CRS e il FATCA e a partire dal 31 maggio per l’Anagrafe Tributaria, non devono rappresentare ulteriori motivi di preoccupazione, ma possano essere vissute tranquillamente come un importante momento di interlocuzione con le Istituzioni.Nello specifico, gli adempimenti cui sono obbligate le holding sono l’iscrizione della PEC al REI per le indagini finanziarie, la gestione dell’Archivio Rapporti Finanziari (ARF), l’invio mensile delle informazioni finanziarie, l’invio dei flussi annuali e l’eventuale gestione dell’adempimento CRS/FATCA/ CBCR in caso in cui la holding abbia i requisiti, nonché, i nuovi obblighi di comunicazione introdotti dalla direttiva DAC6.Eventualmente, le holding possono essere sottoposte alle indagini effettuate dalla Banca d’Italia con fini statistici (Direct Reporting). Per quanto riguarda le tempistiche, la prima scadenza ai fini delle comunicazioni all’ anagrafe tributaria è il 31 maggio, se prendiamo come riferimento l’approvazione del bilancio al 30 aprile. Nella fattispecie, le holding che approveranno il bilancio al 30 aprile, nel caso in cui il test della prevalenza finanziaria risulti positivo, saranno dunque tenute ad effettuare le comunicazioni entro il 31 maggio, mentre le holding che avranno rinviato l’approvazione del bilancio dovranno sempre considerare un mese di riferimento.

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Golf e Lorenzi Group, partnership vincente

Posted by fidest press agency su venerdì, 7 maggio 2021

Ciserano (BG) Si rafforza la sintonia tra Lorenzi Group e il golf. Il Gruppo è stato il Main Sponsor della “Mattone d’Oro with Lorenzi Group”, Gara Nazionale 72/54 buche organizzata da FederGolf nei bellissimi spazi del Golf Club “Albenza di Bergamo”.Oltre 100 golfisti si sono sfidati in una delle tappe del circuito nazionale. L’evento ha registrato il successo di Marco Florioli, classificatosi primo chiudendo con 11 colpi sotto il par al termine dei tre giri (per un totale di 205), mentre in campo femminile si registra la vittoria di Erika De Martini con 220 colpi (4 sopra il par).Lorenzi Group, azienda da sempre vicina al territorio in cui opera, ha scelto di affiancare il proprio brand ad un evento di caratura nazionale per sottolineare ancora una volta come le imprese debbano essere vicine al mondo dello sport che per i giovani – mai come in questo periodo – ha un significato soprattutto sociale.“Lo sport è il veicolo più efficace per trasmettere ai giovani ideali e comportamenti sani – ha commentato Diego Lorenzi, Ceo dell’omonimo Gruppo e grande appassionato di golf, al termine della manifestazione – Partendo da questa convinzione, la partnership con la competizione organizzata dall’ Albenza Golf Club nasce da due fattori che sono stati da stimolo verso questa esperienza. Il primo, legato anche alla mia personale attività di catechista e perfettamente coincidente con la vision di Lorenzi Group, è stato quello di voler condividere un progetto sui giovani: il supporto degli imprenditori oggi allo sviluppo delle loro potenzialità (e al superamento delle loro fragilità), anche e soprattutto attraverso l’esempio, è fondamentale. In questo senso Lorenzi Group, anche con questa iniziativa, intende dare testimonianza di un nuovo inizio dell’attività aziendale, nel quale i giovani diventano protagonisti. Il secondo aspetto riguarda invece l’innovazione tecnologica del Gruppo, che in essa ha investito e investe in misura crescente. Il gioco del golf consente di esplicitare e in qualche modo amplificare la vocazione tecnologica del Gruppo: il golf infatti è un gioco estremamente tecnico, rigoroso. È allo studio presso la sede del gruppo la realizzazione di una sala multimediale tecnologica, dove si potrà utilizzare un simulatore in grado di replicare anche il dettaglio più sottile e raffinato cherappresenta la caratteristica fondamentale del gioco”. Lorenzi Group – http://www.lorenzigroup.com – è un modello innovativo di General Contractor e System Integrator che unisce eccellenti competenze specializzate, capacità produttive e ricerca costante di soluzione tecnologiche. Un unico ed affidabile partner capace di rispondere ad ogni tipo di richiesta nei settori della meccanica, dell’elettronica, della termoidraulica, dell’automazione, dell’energia e del multimediale.

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Dl Sostegni: Cia, bene svolta agricola in cessione credito d’imposta 4.0

Posted by fidest press agency su venerdì, 7 maggio 2021

Il settore agricolo intravede finalmente l’opportunità di usufruire appieno del credito d’imposta 4.0. Una conquista importante per l’agricoltura che sollecita da tempo sostegno agli investimenti hi-tech e per il rinnovo del parco macchine ultraventennale, requisiti fondamentali per dare seguito al Green Deal Ue. Così Cia-Agricoltori Italiani soddisfatta dell’ok da parte delle Commissioni riunite Bilancio e Finanze del Senato all’emendamento nel Dl Sostegni sulla cessione del credito. Una vittoria per tutte le imprese italiane e per Cia, intervenuta con proposte concrete sin dalla legge di Bilancio 2020 e durante i vari provvedimenti da inizio pandemia. Nel dettaglio, a partire dalla legge di Bilancio 2020, Cia ha sostenuto con specifiche proposte emendative, la necessità di consentire alle imprese non solo di scontare il credito in compensazione con imposte e contributi a debito, ma anche di poterlo cedere in modo da creare un sistema virtuoso e ancor più incentivante, a beneficio non soltanto del settore agricolo, ma di tutta la filiera della produzione di macchine e di attrezzature innovative.Per Cia, si concretizza così per il comparto agricolo, l’occasione importante di una reale transizione ecologica, con le imprese incentivate dalla misura 4.0 e della cessione del credito, al rinnovo dei mezzi con macchine più moderne, tecnologiche e a bassa emissione C02, in linea da una parte con le sfide ambientali Ue, dall’altra con l’urgenza di ridurre il rischio infortunistico o quello derivante dallo svolgimento di operazioni manuali. Senza dimenticare che l’integrazione con l’hi-tech, sostenuta dal contribuito della ricerca scientifica, resta cruciale nella produzione di cibo fresco e sano e, quindi, nella lotta alle fitopatie e ai cambiamenti climatici.“L’approvazione di questo emendamento -commenta il presidente nazionale di Cia-Agricoltori Italiani, Dino Scanavino- arriva a tonificare l’attività delle imprese e premia la visione e la tenacia dell’organizzazione che da sempre considera il tema dell’innovazione di grande rilevanza strategica. Innovazione che non vuol dire solo robotica e digitale -aggiunge Scanavino- ma anche, e prima di tutto, risolvere il problema dei macchinari obsoleti, attraverso una programmazione pluriennale che ci attendiamo venga agevolata dai provvedimenti attuativi del PNRR”.

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Transizione verde e politiche industriali degli anni passati

Posted by fidest press agency su venerdì, 7 maggio 2021

Le misure per l’agricoltura all’interno del Piano nazionale di ripresa e resilienza sono frutto di un approccio che ricorda le politiche industriali degli anni passati. Si tratta di un’impostazione che è necessario superare se si vuole realizzare una vera transizione ecologica – dichiara Andrea Michele Tiso, presidente nazionale Confeuro. Prima ancora della quantità di fondi destinati al settore primario, è l’impianto generale a suscitare perplessità. Come alcuni osservatori hanno già sottolineato, nel piano non c’è infatti alcun riferimento all’agroecologia e all’agricoltura biologica. Un’omissione in aperta contraddizione con gli obiettivi del Green Deal europeo che non può passare inosservata.Per l’agroalimentare il Governo ha stanziato 6,8 miliardi di euro con lo scopo di migliorare le dotazioni logistiche, promuovere il fotovoltaico, ammodernare le macchine agricole e favorire i contratti di filiera – prosegue Tiso. Gli obiettivi, di per sé condivisibili, sono inseriti in un’agenda che non restituisce la dovuta centralità al cibo, all’ambiente e alla salute dei consumatori. Persiste la visione che considera l’agricoltura un settore accessorio all’industria, dimenticando le importanti ricadute che il primario ha su tutti gli aspetti della vita.La nuova consapevolezza che assegna all’agricoltura un ruolo centrale non solo nel sistema economico, ma anche nella lotta per la difesa dell’ambiente e nel contrasto al cambiamento climatico, non è rispecchiata se non in minima parte dal piano del Governo. Tale debolezza di visione conferma che il primo indispensabile cambiamento per realizzare una rivoluzione verde è di tipo culturale.

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Mostra dell’artista svizzera Mai-Thu Perret

Posted by fidest press agency su venerdì, 7 maggio 2021

Roma fino al 31/7/2022 l’Istituto Svizzero presenta una nuova opera semi-permanente all’ingresso di Villa Maraini. L’opera consiste in un’installazione neon dell’artista svizzera Mai-Thu Perret (n. 1976, Ginevra). Il lavoro illumina l’edificio ed è visibile ai passanti di via Ludovisi. Untitled (2021) consiste in nove mani realizzate con tubi di neon giallo e allestite in modo tale da sembrare scalino il muro di mattoni all’ingresso di Villa Maraini, o forse ne fuggano. L’aforisma di Franz Kafka “una gabbia andò in cerca di un uccello”, risalente al 1917, è importante per Mai-Thu Perret nello sviluppo dei lavori a neon. La questione dell’equilibrio tra gabbia e uccello, la contraddizione tra libertà e perdita della stessa in favore della protezione. La pratica artistica di Mai-Thu è basata su una profonda ricerca e riferimenti della storia culturale, testi letterari, narrazioni femministe, estetica dell’avanguardia e tradizione artigianale. Il neon Untitled deriva anche dalla ricerca sulla mano, sulle mani, che Mai-Thu sta conducendo da qualche tempo. L’artista è interessata alla mano come motivo pittorico originario – se pensiamo ai dipinti nelle caverne dell’età della pietra non mostrano solo animali o scene di caccia, ma anche impronte o negativi di mani che, secondo le evidenze antropologiche, sono state originate da donne. Allo stesso tempo, Mai-Thu Perret considera le mani come importante simbolo nel Tantra, la filosofia indiana del secondo secolo – ad esempio nella mano dipinta su legno nel lavoro Untitled del 2006 – o lega le sue riflessioni alla conoscenza, il ricordo inscritto nell’immagine della mano. D’altro canto, la mano può essere vista non solo come simbolo di lavoro, ma anche come simbolo della creazione d’arte. L’opera di Mai-Thu Perret esposta all’Istituto Svizzero di Roma stimola questi e altri pensieri. L’installazione di Mai-Thu Perret segue una serie di precedenti opere a neon installate sulle mura dell’Istituto Svizzero, tra cui Pittore in Africa di Mario Merz, esposta tra il 2019 e il 2020 e Miracle, un monumentale neon di colore viola realizzato dall’artista Sylvie Fleury e installato sopra l’entrata della Villa dal 2016 al 2019.

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In Campania la prima Fiera del Libro italiana

Posted by fidest press agency su venerdì, 7 maggio 2021

Napoli dal 1 al 4 luglio stand, incontri ed eventi a Palazzo Reale. E’ un progetto dedicato al mondo dell’editoria e della lettura con la partecipazione di editori, associazioni e festival che da anni si attivano per la promozione di tutta la filiera del libro. Promossa e finanziata dalla Regione Campania attraverso la Scabec, la Fiera si propone come un appuntamento che coinvolgerà tutto il territorio, partendo dall’ ormai accreditata manifestazione di NapoliCittàLIbro, giunta quest’anno alla sua terza edizione. Con sede a Palazzo Reale in piazza del Plebiscito “NapoliCittàLibro – il salone del libro e dell’editoria di Napoli” ha scelto come tema “Passaggi”, di particolare attualità quest’anno per l’emergenza che stiamo ancora attraversando. L’edizione 2021 si aprirà il primo luglio con la dedica a Luis Sepulvedae con un incontro speciale in memoria dello scrittore cileno che sarebbe dovuto essere il testimonial della terza edizione della manifestazione e che invece è scomparso lo scorso anno proprio vittima del Covid. Ideale mèta di circolazione e scambio come il luogo che lo ospita, sinonimo di apertura e libertà come la dimensione onlineche anche lo caratterizzerà, il Salone riabbraccerà il suo pubblico proponendo riflessioni sui temi più attuali della nostra contemporaneità: presenti sia nella dimensione fisica che in quella digitale, a NapoliCittàLibro arriveranno protagonisti del mondo culturale e scientifico, volti noti dello spettacolo e interpreti del nostro tempo come giornalisti, narratori, saggisti e studiosi, pronti a condividere le proprie esperienze e punti di vista. 80 standsi distribuiranno nei cortili del Palazzo Reale con un itinerario di libri che sarà arricchito anche da spettacoli teatrali, musica e appuntamenti con gli autori. Ma la Fiera campana del Libro non è solo il salone: sempre in quei giorni si terranno appuntamenti e presentazioni, con incontri con scrittori noti al grande pubblico e personalità del mondo dell’editoria anche a Salerno, Caserta, Avellino e Benevento attraverso un truck brandizzato che si muoverà nelle piazze e in luoghi allestiti per l’occasione in sicurezza. Sempre della Fiera del Libro fa parte “Campania che legge” il format in digitale dedicato alle librerie e agli editori campani, già in onda dal mese di marzo realizzato anche con la collaborazione del festival Salerno Letteratura, della Fondazione Alfonso Gatto, del Premio Napoli e dell’Emeroteca Tucci, in circa dieci appuntamenti trasmessi sui canali social ogni giovedì – organizzati dalla Scabec.

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Scuola: persistono gravi criticità che minano il diritto allo studio

Posted by fidest press agency su venerdì, 7 maggio 2021

Sono preoccupanti le evidenze emerse dall’audizione del Ministro della Pubblica Istruzione Patrizio Bianchi, che ha sottolineato le importanti criticità dell’attuale sistema scolastico. Nel corso dell’ultimo anno il settore dell’istruzione ha subìto pesantissime conseguenze derivanti dall’emergenza sanitaria ancora in corso, che ha costretto studenti e insegnanti a grandi sacrifici ed ora più che mai si presenta la necessità di interventi per tutelare il diritto allo studio.Come abbiamo più volte sottolineato, la pandemia ha esasperato le già esistenti diversità di reddito, geografiche e sociali tra le famiglie, incrementando il grave fenomeno della dispersione scolastica, anche perché molti alunni – addirittura un terzo del totale, secondo alcune stime – non hanno avuto la possibilità di seguire le lezioni, soprattutto a causa di problemi economici, di carenze di dispositivi informatici e di difficoltà di accesso alla rete.Il diritto allo studio, non ci stanchiamo di ricordarlo, non può essere messo in discussione e il Governo ha il preciso dovere di preservarlo, quindi ora più che mai è necessario impiegare con rapidità ed efficacia gli investimenti previsti dal Piano di Ripresa e Resilienza per il sistema scolastico. Parallelamente si pone con altrettanta urgenza la necessità di risolvere la questione delle cattedre scoperte e della condizione di precariato in cui versano molti insegnanti, garantendo continuità nell’insegnamento, assicurando un adeguato livello qualitativo dell’istruzione e offrendo stabilità ai lavoratori del settore.

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Scuola: Confermata l’intenzione del ministro Bianchi di assumere i precari con titoli ed esperienze

Posted by fidest press agency su venerdì, 7 maggio 2021

Sembrano delinearsi le intenzioni del ministro dell’Istruzione su come rispondere all’emergenza precariato: preso atto dello svuotamento delle GaE, dei concorsi lumaca e del pessimo andamento delle assunzioni degli ultimi anni, con i tre quarti andate in fumo per mancanza di aspiranti, alla luce dell’ennesimo record di supplenze, davanti alle commissioni Istruzione di Camera e Senato ha ammesso che serve una soluzione straordinaria: “stiamo ragionando anche con presidenza del Consiglio e Mef su come riconoscere titoli, meriti ed esperienze per far confluire queste persone e far ripartire la macchina delle assunzioni in modo stabile e continua nel tempo”, ha spiegato Patrizio Bianchi.Il ministro ha quindi aggiunto: “Attenzione: abbiamo degli obblighi lasciati dai predecessori. Non ho idea di un intervento magico né di qualcuno che mi dica di come fare, ci stiamo lavorando su, avendo chiare le posizioni di ognuno. Bisogna trovare soluzioni praticabili”. Il quadro, quindi, non è ancora definito, ma l’idea di fondo è stata presa e sembrerebbe quella giusta.Secondo Marcello Pacifico, leader dell’Anief, “è probabile che il ministro Bianchi si sia reso conto che il concorso straordinario della scuola secondari, nato per vincere precariato, si sta rivelando un mezzo fallimento. Per non parlare degli ordinari, eccessivamente selettivi già in partenza, e che non riescono a vedere la luce. La realtà è che occorre finalmente rispettare quanto indicato nel reclamo collettivo accolto dal Comitato europeo dei diritti sociali presentato da Anief contro lo Stato italiano: bisogna organizzare un canale di reclutamento per soli titoli. Quello che ora vorrebbe introdurre il ministro dell’Istruzione”.

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Scuola e innovazione, nasce “Impariamo ad utilizzare gli OKR”

Posted by fidest press agency su venerdì, 7 maggio 2021

Se ne sente parlare sempre di più, nonostante in Italia non sia ancora un metodo particolarmente diffuso. Gli OKR, acronimo di “Objective Key Results”, sono il metodo di gestione in assoluto più efficace che sta portando grandi soddisfazioni a tante aziende che hanno deciso di integrarli nel proprio business. Dalle tech company Google, Apple, Microsoft ad Amazon, Spotify e Netflix, questo metodo sta spopolando fra le grandi compagnie internazionali. Un modello partecipativo e innovativo che consente a tutti di muoversi in una direzione unificata, concentrarsi su obiettivi di business condivisi e ottenere risultati misurabili. Inoltre, gli OKR fungono anche da potente strumento di gestione delle prestazioni per valutare i progressi, migliorare la collaborazione e l’impatto complessivo. Il fine ultimo è rendere tutti i dipendenti partecipi e artefici del successo dell’azienda, e contemporaneamente, padroni del loro tempo. Perché non iniziare a insegnare questo metodo agli studenti delle scuole superiori? È quello a cui hanno pensato i soci fondatori dell’AIOKR – Associazione Italiana OKR, che ha ideato l’iniziativa “AIOKR Cares”. Insieme a WWG, innovativa software house presente sul mercato da oltre 20 anni, e a un gruppo di insegnanti dell’Istituto Niccolò Machiavelli di Pioltello (MI) è nato il progetto “Impariamo ad utilizzare gli OKR” dedicato agli alunni del terzo anno. Il webinar che ha avuto luogo il 29 aprile alle 15 ha visto la partecipazione attiva degli studenti delle classi III ATS , III CT e III BTS.Mohamed Deramchi, CEO di WWG, racconta che “non è la prima volta che desideriamo coinvolgere giovani ragazzi nella sperimentazione degli OKR. La Generazione Z riceve continui stimoli dal mondo esterno, tanto che diventa sempre più difficile per loro focalizzarsi sui propri obiettivi e orientarsi in modo efficace durante l’intero percorso scolastico. La pandemia e la didattica a distanza hanno provocato nei ragazzi un continuo stato di apatia e insoddisfazione, facendoli allontanare, in primis dalla socialità, e da quelli che possono essere i loro piani per il futuro. Questa iniziativa nasce dalla volontà di trasmettere un metodo che possa stimolare gli studenti a diventare protagonisti di un progetto di vita personale, acquisendo una maggiore consapevolezza di sé stessi, delle proprie potenzialità e permettendo loro di agire in modo autonomo e responsabile. Noi utilizziamo un sistema basato sugli OKR già da qualche anno. Sono certo gli studenti avranno modo di riflettere sugli aspetti di carattere comportamentale, sui punti di forza e debolezza, spostare il focus dal raggiungimento al miglioramento, trovare stimoli e motivazioni allo studio anche finalizzato agli sbocchi professionali e perseguire sfide di miglioramento continuo, sono solo alcuni degli obiettivi che speriamo gli studenti possano apprendere al meglio”.Ma in cosa consiste il metodo OKR? Si basa principalmente sull’individuazione di due livelli di obiettivi, gli “objectives” e i “key results”: i primi sono obiettivi ambiziosi, qualitativi e dovrebbero indicare la direzione che si vuole seguire, mentre i “key results” sono i fattori che aiutano a misurare il raggiungimento o meno dell’obiettivo e devono essere quantitativi, limitati nel tempo, misurabili e verificabili. Una volta definiti, devono essere individuati gli OKR di ogni singolo collaboratore o dei team, da condividere poi con tutti i colleghi, a garanzia della massima trasparenza organizzativa. Nel periodo successivo seguono dei follow-up di allineamento, ma le persone sono, di fatto, sempre autonome. Nella fase finale di valutazione viene misurato il raggiungimento dell’objective. Gli OKR dovrebbero essere ambiziosi ma fattibili, utilizzati per impostare la strategia e gli obiettivi in un’organizzazione, visibili e accessibili da tutti in azienda, ma soprattutto, devono essere discussi, rivisti e modificati in base alla performance nel tempo”.

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Covid-19: in Piemonte aumentano gli studenti in quarantena

Posted by fidest press agency su venerdì, 7 maggio 2021

ANIEF Piemonte ha elaborato i dati del monitoraggio Covid-19 nel secondo grado provenienti settimanalmente dall’Ufficio Scolastico Regionale. Dopo il rientro in presenza si è registrato un balzo in avanti degli alunni in quarantena.Marco Giordano (ANIEF Piemonte): “È un segnale da non sottovalutare, vietato abbassare la guardia. Servono dati aggiornati anche per il primo ciclo”. Primi segnali di criticità dopo il ritorno in presenza fino al 70% in Piemonte degli studenti del secondo grado dallo scorso 26 aprile. I dati forniti settimanalmente dall’Ufficio Scolastico Regionale del Piemonte mostrano nell’ultima settimana un deciso aumento del numero degli studenti in quarantena, passati dall’1,11% all’1,76%. Il dato è ancora più significativo se rapportato allo 0,62% registrato al termine della settimana dal 12 al 17 aprile dopo il rientro parziale dalla DaD degli studenti delle superiori piemontesi. Il balzo in avanti del numero degli studenti in quarantena è evidente nel grafico elaborato da ANIEF sui dati forniti dall’USR Piemonte.

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Gli integratori che aiutano a ripartire

Posted by fidest press agency su venerdì, 7 maggio 2021

Dopo lo stallo degli ultimi mesi il nostro organismo chiede sostegno. Inattività prolungata, isolamento e situazioni di stress, uniti al cambio di stagione, sono tutti fattori che concorrono a farci sentire stanchi e affaticati e, per superare al meglio questo momento, possono darci una mano gli integratori alimentari, in particolare quelli a base di vitamina B.Ma occorre assumerli con consapevolezza, come spiega Maurizio Salamone, direttore scientifico di Metagenics Academy, la divisione di Metagenics che si occupa della formazione di professionisti della salute e della divulgazione di contenuti e studi scientifici. «Le vitamine del gruppo B sono conosciute per il loro ruolo essenziale nei processi di produzione energetica cellulare – spiega Salamone – Molto più frequentemente di quanto si pensi, la sensazione di fatica e pesantezza e la mancanza di energia sono dovute alla carenza sub-clinica di queste vitamine. In particolare, la carenza della vitamina B6, B9 e B12 può contribuire a una insufficiente produzione di serotonina e melatonina, con effetti sull’umore e sul ritmo circadiano. Aiutare il nostro organismo attraverso l’integrazione di questi elementi è un’ottima idea, ma attenzione a scegliere prodotti che contengano vitamine B in forma attiva: da studi scientifici emerge infatti che in Italia il 20% degli individui ha un polimorfismo genetico che limita la capacità di attivare i processi che trasformano le forme non-attive in attive».Inoltre, la trasformazione può essere influenzata negativamente dall’uso di farmaci, da una carenza di enzimi, cofat­tori o nella disponibilità cellulare di ATP.

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Riciclare batterie agli ioni di litio e NiMh

Posted by fidest press agency su venerdì, 7 maggio 2021

(nichel-metallo idruro), Si tratta di quelle arrivate a fine vita, ricavandone ossidi destinati alla raffinazione dei metalli e pigmenti inorganici. Questo è il processo di riciclaggio innovativo brevettato dalla Spirit Srl di Chiampo (VI). Fòrema, ente di formazione di Assindustria Venetocentro di Padova, diretto da Matteo Sinigaglia ha contribuito all’ottenimento delle autorizzazioni, presso ECHA (Agenzia Europea per le Sostanze Chimiche), per immettere sul mercato europeo i nuovi prodotti ottenuti dal processo di valorizzazione delle batterie.L’idea è stata sviluppata dall’ingegner Angelo Forestan, titolare dalla Spirit Srl, imprenditore con esperienza trentennale nel campo del riciclaggio rifiuti. “Tutto nasce dall’esigenza di valorizzare le batterie agli ioni di litio e NiMh ormai giunte a fine vita” spiega Forestan. Ci sono voluti alcuni anni per studiare questo processo di recupero giunto lo scorso anno all’autorizzazione definitiva e al brevetto. Il procedimento di riciclo riguarda le batterie agli ioni di litio e NiMh (nichel-metallo idruro), per capirsi quello utilizzate per smartphone e tablet, ma anche nelle bici ed auto elettriche. Queste batterie, una volta esaurite, vengono acquisite dalla Spirit Srl. Il processo di riciclo prevede che siano scaricate, selezionate, aperte e siano suddivise nei vari componenti. Si separano, nel processo, polveri catodiche composte da ossidi di metalli (cobalto, nichel e miste). Queste polveri sono le basi inorganiche da cui vengono ricavati degli smalti, utilizzati nel settore manifatturiero per la colorazione delle piastrelle.Quello della Spirit Srl è uno dei primi impianti di riciclo in Italia capace di effettuare questo particolare processo. L’impresa riesce, attualmente, a trattare 10 tonnellate di batterie agli ioni di litio, in un mese, nel suo stabilimento di Chiampo (VI). “Entro fine anno puntiamo ad arrivare a 40 tonnellate al mese” spiega il titolare della Spirit Srl, l’ingegner Angelo Forestan. Questo processo di riciclo permette di recuperare l’80% della massa di ciascuna batteria, ricavandone polveri di metalli come rame ed alluminio. I benefici per l’ambiente sono di 2 tipi. Da un lato si riutilizzano le batterie che altrimenti andrebbero a finire in discarica. Dall’altro lato si producono polveri di metalli e metalli riducendo la loro estrazione da miniere presenti, in particolare, nei paesi africani come la Repubblica Democratica del Congo.Fòrema ha fornito la consulenza necessaria per ottenere le autorizzazioni previste dalle autorità Europee come l’ECHA (Agenzia Europea per le Sostanze Chimiche) affinché i prodotti ottenuti siano venduti ed usati in conformità alle normative vigenti. “E’ stata una collaborazione importante e molto proficua per entrambi – spiega il chimico Michele Checchin di Fòrema, che si è occupato in prima persona di questo processo autorizzativo – la nostra consulenza è stata importante in termini di serietà ed affidabilità, oltre ovviamente all’estrema riservatezza con cui abbiamo lavorato, in quanto si tratta di un brevetto coperto da segreto industriale. D’altra parte è una delle più importanti mission di Fòrema quella di supportare le imprese e le start up nelle fasi iniziali del loro sviluppo”.

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Il TPL di Roma Capitale ha un nuovo carburante: le briciole

Posted by fidest press agency su venerdì, 7 maggio 2021

Neppure la pandemia è riuscita nell’intento di riportare al centro delle scelte politiche l’importanza dei servizi pubblici. Dopo la sanità, che dal Piano Nazionale Ripresa e Resilienza prenderà una fetta risibile dei fondi per l’emergenza, tocca ai trasporti subire una imponente battuta di arresto. Degli oltre 9 miliardi richiesti da Roma Capitale per potenziare un trasporto pubblico ridotto a colabrodo, il governo Draghi sembrerebbe aver rivisto nettamente le priorità, destinando alla Capitale solo 500 milioni di euro. Col placet di tutti i partiti che hanno acclamato l’arrivo del banchiere come la soluzione che ci avrebbe traghettato fuori dalla crisi economica e sanitaria, nessuna obiezione si è levata per contrastare quello che, agli occhi dei più attenti, sembra un piano scritto da Confindustria più che dai rappresentanti di governo. Poche briciole, perché di questo si tratta, destinate ad uno dei servizi che per l’elevato rischio di trasmissione del contagio, è secondo solo alle strutture sanitarie. Una scelta di per sé irragionevole, che non ha neppure tenuto in considerazione le peculiarità del territorio, in una città complessa e vasta come Roma, che proviene già da decenni di disinvestimenti strutturali. Il Recovery Plan doveva e poteva essere quello strumento finanziario necessario al potenziamento dei servizi essenziali e contrastare così la diffusione del virus e garantire l’incolumità a operatori e utenti. Al contrario si è trasformato in una mangiatoia per imprenditori senza scrupoli pronti a raschiare il fondo, senza restituire nulla alla comunità, in termini di efficienza e qualità dei servizi essenziali e tutto questo mentre ci avviciniamo ad onorare il decennale del referendum del 2011 che ha visto la popolazione esprimersi a sostegno dei servizi pubblici. Una volontà popolare che continua ad essere disattesa e tradita da tutti i partiti che fino ad oggi si sono seduti sullo scranno del potere.

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Lo Studio Legale Meplaw consolida la sua presenza in America

Posted by fidest press agency su venerdì, 7 maggio 2021

Meplaw ufficializza la sua presenza in territorio americano con l’apertura di MEP MMA INC, Incorporation 100% italiana controllata da Meplaw LTD di proprietà dei due soci Fondatori Fabio Maggesi e Lorenzo Macchi ed amministrata dal Dott. Cristiano Mariani, Accountant Inglese. La ricerca di internazionalizzazione della Law Firm Italiana era nota già da qualche anno alle cronache di settore, grazie all’apertura delle due sedi estere oggi presenti nelle città di Londra ed Izmir (Turchia), che si sono aggiunte ai tre uffici già attivi sul territorio nazionale siti in Roma e Milano, nonché grazie alla presenza dei numerosi Italian desk in decine di città del mondo. MEP MMA INC sarà CoAmministrata dall’Italia dal Founding e Managing Partner di Meplaw, Avv. Prof. Fabio Maggesi e da NY dal Local Partner Dott. Gianpaolo Crocenzi, CPA.Obiettivo della Società Americana sarà quello di proseguire nella mission di aiutare le numerose aziende italiane ad internazionalizzare il proprio business, aprendo realtà imprenditoriali autonome o branch in territorio americano e fornendo loro assistenza fiscale, consulenziale e tributaria a 360°.Il Founding Partner di Meplaw opera già come Of Counsel da diversi anni per una Law Firm Italiana con approccio internazionale sita in Miami, coadiuvando inoltre, da tempo, le numerose imprese europee e del Medio Oriente assistite dallo studio, a costituire realtà societarie in USA.Lo studio Meplaw, infatti, che vanta la presenza worldwide del Brand grazie alle decine di Italian desk situati nelle numerose città del mondo (America compresa) istituiti per aiutare e tutelare i numerosi cittadini italiani radicati all’estero ha in data 19.04.2021 ufficializzato la presenza Fisica dello studio finalmente anche nella Grande Mela.Per l’Avv. Maggesi il primo riconoscimento ufficiale arriva nel 2019, anno in cui riceve il Premio de “Le Fonti Awards” come “Avvocato dell’anno boutique d’eccellenza in diritto internazionale”, seguono i premi del 2020 e del 2021 conferiti da Class Editori in collaborazione con Milano Finanza afferenti al mondo Corporate. I progetti di internazionalizzazione di Meplaw sono soltanto alle battute iniziali. Dopo l’Istituzione dell’Italian Desk in DUBAI nel 2020, che ha visto il Socio Lorenzo Macchi alla guida del Progetto Arabo, Il prossimo obiettivo di Maggesi per la fine del 2021 sarà quello di aprire una ulteriore sede fisica dello studio anche in territorio australiano onde divenire il riferimento di un numero sempre più crescente di connazionali che, nel continente meno popoloso del mondo, hanno deciso di trasferire i propri interessi.

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Human Rights Watch e l’ennesimo report bugiardo su Israele e la presunta apartheid

Posted by fidest press agency su venerdì, 7 maggio 2021

By Ugo Volli. Succede spesso, due o tre volte all’anno. Qualche agenzia dell’Onu, qualche relatore speciale (fa più fino dirlo in inglese: “special rapporteur”), esperto indipendente e gruppo di lavoro sempre dell’Onu, di uno dei suoi comitati o dell’Unione Europea, qualche organizzazione non governativa, associazione benefica o gruppo politico, qualche professore universitario, giurista o sociologo, qualche giornalista di inchiesta o inviato di televisione si sveglia una mattina e tira fuori un comunicato, un rapporto, una relazione, un articolo che spiega al mondo quant’è cattivo Israele: Israele uccide i bambini (il caso Al Dura); li imprigiona; preleva gli organi dai palestinesi che uccide apposta; pratica l’apartheid; ruba case e terreni; pratica l’usura; provoca la guerra; diffonde pornografia e corruzione; naturalmente domina il mondo, in particolare i media; attraverso la “lobby ebraica” controlla gli Stati Uniti; si è inventato la Shoah per opprimere gli arabi; usa l’etichetta dell’antisemitismo per impedire le critiche; ha creato l’Isis e Al Qaeida per dividere il mondo islamico, compie orribili crimini di guerra, tiene prigioniero il Mandela palestinese e tanti altri, cerca di far crollare la Moschea di Al Aqsa e impedisce ai musulmani il godimento esclusivo di ciò che è loro da sempre, cioè il monte del Tempio; vuole invadere i paesi vicini perché ama fare la guerra e pretende un impero dal Nilo all’Eufrate; eccetera, eccetera, eccetera. Scusatemi se ho dimenticato qualcosa, la lista si può allungare a piacimento. E perdonatemi se ho scritto “Israele” e non “gli ebrei”, “i coloni”, “i sionisti”: si sa che sono termini intercambiabili. Senza fermarci sul passato, veniamo all’ultima calunnia, che ha avuto largo spazio sui giornali nei giorni scorsi. Una organizzazione non governativa molto controversa, “Human Rights Watch” (HRW), criticata anche dal suo fondatore Robert Bernstein per essere diventata una macchina di diffamazione contro Israele, sotto la direzione dell’attuale direttore esecutivo Kenneth Roth, ha pubblicato un rapporto di 217 pagine e 863 note finali per accusare Israele di essere “uno stato di apartheid” (naturalmente) e di “persecuzione” che commette “crimini di guerra” e “gravi abusi” contro gli arabi. Nel testo non ci sono novità fattuali, gli argomenti sono i soliti: i “coloni” abusivi, l’“eccesso di reazione” al terrorismo, l’occupazione… L’attacco di HRW si estende però alle fondamenta stessa dello Stato di Israele, cioè all’idea di una patria nazionale del popolo ebraico, anche se proprio il riconoscimento di quest’esigenza è stata alla base del Mandato Britannico e poi della costituzione dello Stato di Israele, secondo le delibere della Società delle Nazioni (1922) e dell’Assemblea Generale dell’Onu (1947). Per Human Rights Watch invece questa è apartheid e discriminazione, anche se quasi tutti gli stati nazionali riconoscono che ci sia un diritto alla cittadinanza da parte delle persone che appartengono alla nazionalità dello stato. Che fare di fronte a questo attacco? Innanzitutto capirlo criticamente, non pensare che sia una sentenza pronunciata da un’autorità neutrale, ma un atto politico di “guerra legale” (lawfare). E cercare di spiegare a chi ci casca la verità, invitandolo magari, quando sarà possibile, ad andare in Israele e vedere con i suoi occhi quanto sia ridicola l’accusa di apartheid in un paese dove tutti i cittadini godono di uguali diritti politici, sociali, legali, quale che sia la loro nazionalità e religione.

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Christie’s Private Sales presents the first ever bottle of space-aged Pétrus 2000 to be offered for sale

Posted by fidest press agency su venerdì, 7 maggio 2021

Christie’s presents a bottle of space-aged Pétrus 2000, which has spent 14 months aboard the International Space Station (ISS). This is the first time wine has travelled to the ISS and returned to Earth, ageing in a carefully monitored and controlled environment, as part of a series of experiments undertaken by Space Cargo Unlimited, a one-of-a-kind European “New Space” start-up. The unique bottle of space-aged Pétrus is offered in a unique trunk, imagined and handcrafted by the Parisian Maison d’Arts Les Ateliers Victor, alongside a bottle of terrestrial Pétrus 2000, a decanter, glasses and a corkscrew made from a meteorite.The proceeds of the sale will go towards funding future space missions, offering collectors an opportunity to acquire a piece of vinous and space history while also contributing to ongoing research. The wine is available for immediate purchase via Christie’s Private Sales.On 1 March 2021 the first analysis of the bottles took place at ISVV (Institut des Sciences de la Vigne et du Vin) in Bordeaux, which organised an organoleptic tasting led by Philippe Darriet, Director of the Institute’s Oenology Research Unit. A panel of 12 wine professionals and scientists, including Jane Anson, Philippe Darriet and Erik Samazeuilh, conducted a tasting to describe the terrestrial wine and the space wine according to visual, gustatory, and olfactory criteria. The initial results found the bottles positively endured all the constraints of preparation, travel, and storage on the ISS. Remarkable differences in the colour, aroma and taste components were noted, and the wines sampled were commended for their complexity and considered to be great wines.Pétrus wine is known worldwide for its exceptional qualities. It was selected as the preferred wine for this landmark experiment due to being predominantly mono-varietal and for having a documented history that allows the effects of the time that the wine spent in space to be measured. The 2000 vintage also offers an ideal structure for the analysis of such an experiment.

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Collaborations with Academia

Posted by fidest press agency su venerdì, 7 maggio 2021

Maria Cristina Messa, the Italian Minister for Universities and Research, visited the Council, to continue the exploration of pathways for dialogue. Enhanced by the insights of our three local consultative bodies – the Women’s Consultation Group, the Youth Council, and the Scientific Advisory Board of the Courtyard of the Gentiles – our engagement with academia currently focuses on a number of avenues, seeking to be alert to the full width of research in the humanities and in sciences, all in view of a greater engagement in the cultural sphere. Several universities have established memoranda of understanding and exchanged letters of intent with the Dicastery. The latest include the Università Cattolica di Milano and Roma Tre. Discussions also took place recently at Rome’s Sapienza University with the Rector Antonella Polimeni (pictured), who ensured that Cardinal Ravasi received a warm welcome.

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