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Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 244

Archive for 18 maggio 2021

Ospedale San Pietro Fatebenefratelli di Roma: Tumore della prostata

Posted by fidest press agency su martedì, 18 maggio 2021

Un importantissimo traguardo per l’Ospedale San Pietro Fatebenefratelli di Roma, che mette a segno un obiettivo prestigioso nel trattamento dei tumori della prostata: il Percorso Diagnostico-Terapeutico-Assistenziale (PDTA) per questa neoplasia ha ottenuto la certificazione UNI EN ISO 9001:2015 dall’Ente Internazionale Bureau Veritas, nell’ambito di un progetto che è stato reso possibile grazie al supporto incondizionato di Astellas. Obiettivo del PDTA è assicurare al paziente una presa in carico rapida, efficace ed efficiente, tale da garantirgli un’offerta ampia ed innovativa di opportunità diagnostiche, terapeutiche ed assistenziali secondo le più recenti Linee guida internazionali. Il lavoro che ha portato alla certificazione del PDTA della prostata dell’Ospedale San Pietro Fatebenefratelli è iniziato diversi anni fa, esattamente nel 2007-2008, con la riorganizzazione del processo clinico-diagnostico-terapeutico-assistenziale e riabilitativo oncologico per questa patologia neoplastica maschile, che rappresenta un’area ad alta densità numerica. Le patologie oncologiche richiedono una corretta gestione clinico-assistenziale fondata su una piena integrazione multidisciplinare, così da garantire al paziente una presa in carico funzionale alle diverse esigenze che la patologia richiede. I carcinomi della prostata sono tra i tumori più diffusi nel Lazio con circa 2.800 nuovi casi l’anno e diverse migliaia di uomini laziali che convivono con queste neoplasie, che rappresentano il paradigma di tali esigenze. Richiedono, infatti, il coinvolgimento nel percorso di diagnosi e cura di molteplici figure specialistiche, dal radioterapista all’anatomo-patologo, dall’oncologo medico al radiologo interventista, fino all’urologo, figura di riferimento fin dalla presa in carico iniziale del paziente. «La certificazione del PDTA del tumore della prostata è senz’altro un punto di arrivo di grande prestigio. Un riconoscimento ufficiale che arriva a compimento di un lungo processo di riorganizzazione gestionale dei pazienti affetti da tumore della prostata – sottolinea Francesco Sasso, Direttore di Urologia, Ospedale San Pietro Fatebenefratelli di Roma – il motivo di questa scelta è legato al fatto che su questa neoplasia si può intervenire con diverse tipologie di trattamento: chirurgica, radioterapica e ormono-chemioterapica e queste terapie possono essere impiegate in maniera integrata. Ciò significa che il paziente con tumore della prostata deve essere necessariamente seguito da un team multispecialistico dall’inizio alla fine delle cure e poi anche dopo per trattare eventuali complicanze ed effetti collaterali delle terapie e ancora, nella fase di riabilitazione. Il PDTA consente alle diverse figure specialistiche di condividere e scegliere la migliore soluzione terapeutica possibile per il paziente. Insomma, il paziente con tumore prostatico deve essere curato all’interno di una struttura che è in grado di soddisfare tutte le sue esigenze. I vantaggi di questo percorso facilitato sono molti: ridurre i tempi d’attesa, ridurre i tempi della diagnosi, accorciare i tempi terapeutici, supportare psicologicamente il paziente. L’urologo nel team multispecialistico è il playmaker: è lui che vede il paziente per primo e fa la diagnosi, è lui che si relaziona e condivide tutte le scelte terapeutiche con gli altri specialisti del team. Il percorso dedicato in questo delicato periodo di pandemia ci aiuta anche a fronteggiare le criticità con cui purtroppo medici e pazienti devono confrontarsi a causa del Covid-19».Il percorso diagnostico-terapeutico-assistenziale è imperniato su un team multidisciplinare che si fa carico del paziente, lo accompagna e rende meno arduo il passaggio da una fase all’altra della malattia. «I PDTA sono sicuramente uno strumento di efficienza delle risorse a disposizione e di facilitazione del percorso assistenziale dei pazienti oncologici – dichiara Antonio Astone, Direttore di Oncologia Medica, Ospedale San Pietro Fatebenefratelli di Roma – Oramai, la medicina non appartiene più al singolo professionista, la complessità delle procedure diagnostiche e terapeutiche richiede la centralità del paziente, intorno al quale ruotano una serie di figure specialistiche che possono a seconda delle varie fasi della storia naturale della malattia, mettere la loro competenza specifica al servizio del paziente. Questo significa spostare la relazione dal singolo medico-singolo paziente a singolo paziente-gruppo di medici che devono coordinarsi. Il cardine del PDTA è la multidisciplinarietà, l’organizzazione e la condivisione del caso clinico. Il PDTA consiste in un cambiamento del modello gestionale che ha ricadute positive sull’efficacia delle cure e sull’efficienza delle prestazioni e procedure. L’oncologo medico ha un ruolo molto importante all’interno del team, è lo specialista dedicato soprattutto ai pazienti con tumore della prostata in fase avanzata. Al momento sono oltre 200 gli uomini con neoplasia prostatica in trattamento nella nostra struttura. Il tumore della prostata viene diagnosticato spesso tardivamente, per questo motivo è fondamentale la prevenzione primaria. Non esistendo al momento uno screening per la prostata, noi oncologi suggeriamo ai maschi che abbiano superato i 45-50 anni di rivolgersi al proprio medico di famiglia in caso di segnali e sintomi della sfera uro-genitale e di effettuare su base volontaria almeno ogni due anni una visita dall’urologo e l’esame del PSA».La comunicazione ed i mezzi di informazione alla popolazione diventano sempre più importanti per far riflettere la cittadinanza intera sul fatto che l’adesione a stili di vita corretti rimane un fattore fondamentale per la prevenzione delle malattie neoplastiche e delle malattie in genere. Il modello di PDTA certificato riflette una tipologia di governance clinica basata su specifici percorsi formalizzati, su protocolli clinico-organizzativi, condivisi tra le varie Unità Operative coinvolte, e su un adeguato sistema di monitoraggio delle performance. «Astellas ha sempre dato molta importanza alla partnership pubblico-privato – conclude Giuseppe Maduri, Amministratore Delegato di Astellas Pharma – vogliamo con questo rispondere alla domanda di salute dei pazienti e dei cittadini e, al tempo stesso, alle esigenze della sanità pubblica di reperire risorse per garantire la sostenibilità del Sistema Sanitario Nazionale e regionale. La collaborazione con l’Ospedale San Pietro Fatebenefratelli di Roma per la certificazione del PDTA del tumore prostatico rappresenta uno strumento concreto per rendere efficiente e di qualità la presa in carico e la cura del paziente anche attraverso una precisa organizzazione e sostenibilità del percorso diagnostico-terapeutico assistenziale». http://www.proformatcomunicazione.it

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“Addio al Maestro Franco Battiato”

Posted by fidest press agency su martedì, 18 maggio 2021

Non solo la musica, ma oggi anche il teatro, il cinema e la poesia perdono un artista, che era anche un maestro spirituale ed esoterico. Il ministero della Cultura intitoli a suo nome un’istituzione culturale e musicale. Lo vogliamo ricordare con la strofa di una delle sue ultime canzoni, “Torneremo ancora”, vero e proprio manifesto del suo pensiero spirituale: “La vita non finisce / è come il sogno / la nascita è come il risveglio”.” Così il responsabile Cultura di Fratelli d’Italia, deputato Federico Mollicone. “La musica di Battiato è stata poesia d’avanguardia, ricerca pura, sintesi di culture e di emozioni sublimi. Lontano da ogni categoria, possiamo dire di Battiato che è stato uno spirito libero, un ‘essere speciale’ che ci ha avvicinato a ‘mondi lontanissimi’ eppure a due passi da noi. Melodie inedite sempre in cerca di un altrove. Sferzante castigatore delle umane mediocrità, ma sempre con il rimbalzo di una speranza: “Questo secolo oramai alla fine, saturo di parassiti senza dignità, mi spinge solo ad essere migliore, con più volontà”. Ciao Franco, “cambierà, sì che cambierà”… E’ quanto dichiara in una nota Fabio Rampelli, vicepresidente della Camera e deputato di Fdi.

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Italiani all’estero fantastici Ambasciatori dell’Italia

Posted by fidest press agency su martedì, 18 maggio 2021

Grazie al Gruppo Parlamentare di FdI al Senato, al Dipartimento Italiani all’estero e al Dipartimento Esteri per aver organizzato questa iniziativa che tocca un tema che ci sta molto a cuore: tutelare le comunità italiane all’estero e difendere l’italianità nel mondo. Nel corso dei lavori è stato ribadito con fermezza che: “Voi italiani all’estero rappresentate una ricchezza straordinaria e i vostri successi, personali e di comunità, sono motivo d’orgoglio. Siete dei fantastici Ambasciatori dell’Italia, della nostra cultura, della nostra lingua e della nostra identità. Purtroppo, in questi anni abbiamo assistito a una nuova ondata di emigrazione. Sono soprattutto giovani, in maggioranza diplomati e laureati, che scelgono di lasciare l’Italia perché non vedono qui speranze di crescita. Numeri in crescita e che toccano particolarmente il Mezzogiorno.Un dato che conferma il fallimento delle scelte degli ultimi governi in tema di politica economica, fiscale e sociale. Con il paradosso che mentre lasciamo partire i nostri ragazzi migliori, facciamo entrare decine di migliaia di immigrati clandestini, in gran parte senza alcuna professionalità, e destinati ad aumentare le fila del lavoro nero o della criminalità.Fratelli d’Italia vuole fermare questa nuova ondata di emigrazione e condurre una battaglia per riportare in Italia i nostri concittadini emigrati, magari a partire da quelli di più recente emigrazione.Si può fare lavorando su un sistema di incentivi fiscali per poter vivere e lavorare in Italia, e velocizzando le pratiche burocratiche per gli oriundi che chiedono di avere la cittadinanza italiana.Stiamo lavorando ad una serie di proposte per fare in modo che chi vuole tornare nella madrepatria abbia una corsia privilegiata e che i consolati siano il primo aiuto che l’Italia deve ai suoi figli ovunque siano.E vogliamo promuovere il turismo di ritorno per favorire convenzioni e sconti agli italiani all’estero che scelgono di trascorrere un periodo di vacanza in Italia.Vogliamo difendere gli italiani residenti o oriundi. Nei teatri di crisi, quando avvengono episodi come quello dei pescatori in Libia ma anche quando si violano i diritti umani. Penso naturalmente ai nostri fratelli in Venezuela o nelle altre nazioni del Sud America, che combattono contro regimi e derive comuniste. Ma vogliamo aiutare anche i nostri connazionali che resistono alla cancel culture che si abbatte contro le statue di Colombo e la cultura classica.Per noi il tema culturale e identitario rimane fondamentale. A partire dalla lingua: l’italiano è la lingua del bello, della poesia, dell’opera e dei marchi che si distinguono nel mondo per stile e classe. Dobbiamo implementare e promuovere le scuole di italiano nel mondo. Soprattutto nell’anno in cui celebriamo Dante, padre della nostra lingua e della nostra patria. Anche se quella Patria è oltre i confini.Fratelli d’Italia c’è e ci sarà sempre per chi è orgoglioso di essere italiano qualunque sia la distanza che ci separi”.

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Gaza/Israele. Come Hamas ammazza anche l’informazione

Posted by fidest press agency su martedì, 18 maggio 2021

Dopo la distruzione da parte israeliana del palazzo dove a Gaza avevano sede l’agenzia stampa Usa Associated Press e la tv del Qatar Al Jazeera, c’è stata molta impressione nel mondo dell’informazione. Tra le tante opinioni ha prevalso una che sintetizziamo con “la demolizione del palazzo dei media a Gaza da parte di Tel Aviv è una pagina vergognosa” .Crediamo che occorra mettere alcuni puntini sulle “i”, senza partigianeria ma lettura dei fatti.Premesso che la degenerazione della politica in guerra è responsabilità di Hamas, che in questo caso (stando alle fonti ufficiali che abbiamo) ha usato la stessa strategia omicida che usa verso il popolo che dice di sostenere: scudi umani. Sapendo di essere militarmente inesistente rispetto al suo avversario, manda al macello gli abitanti di Gaza come prezzo per affermare la propria strategia di distruzione dello Stato d’Israele, giocando sul clamore mediatico “3 morti in Israele” “300 morti a Gaza”, volutamente dimenticando che ognuno difende il proprio popolo coi mezzi che ha a disposizione… e Hamas sa che ha pochissimi mezzi di difesa ma sceglie di far uccidere i suoi abitanti, mentre Israele difende i suoi abitanti (arabi inclusi) coi i suoi molto migliori sistemi.Nel caso del palazzo dei media distrutto dagli israeliani, Hamas ha usato lo stesso metodo omicida: “mondo, guarda, gli israeliani distruggono l’informazione…”, ma proprio per poter declamare questo, nello stesso palazzo Hamas ha una propria base, che sa essere obiettivo militare. Quindi, nella logica interna alla guerra, lode agli israeliani che hanno avvisato i media che stavano per colpire il palazzo, avviso che Hamas non fa agli abitanti delle case che colpisce quando lancia i propri missili in Israele.Questa è la guerra, Che non è mai giusta!! E che è anche colpa di tutti noi se c’è, visto che abbiamo fino ad oggi fatto troppo poco per evitarla… e che questo ci serva da sprone.Ma nella guerra, evitiamo di non comprendere (nello specifico) la strategia omicida di Hamas anche per l’informazione.Poi, e anche subito, è bene discutere ed agire sul fatto che Israele, oltre a difendersi, dovrebbe svolgere meglio il ruolo politico che innegabilmente ha sulle spalle in quella parte del mondo… che oggi è il centro del Pianeta.Vincenzo Donvito, presidente Aduc

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Gradone stipendiale “3-8 anni” negato: il CCNL è illegittimo, in tribunale vince l’Anief

Posted by fidest press agency su martedì, 18 maggio 2021

Inarrestabili le vittorie in tribunale per l’Anief a tutela dei diritti del personale che rivendica il diritto all’integrale ricostruzione di carriera, agli scatti di anzianità mai percepiti durante il precariato e al riconoscimento del diritto al “gradone 3-8 anni” anche se immesso in ruolo successivamente all’anno scolastico 2011/2012. Marcello Pacifico (Anief): “Già la Suprema Corte di Cassazione è stata chiara nell’accogliere in toto le nostre tesi: il CCNL economico 2011 discrimina i lavoratori che hanno prestato servizio precedente al 2011 con contratti a termine e la clausola di salvaguardia prevista solo per il personale in servizio con contratti a tempo indeterminato va estesa a tutto il personale, anche a quanti lavoravano alle dipendenze del Ministero dell’Istruzione da precari. Avevamo rilevato sin da subito l’illegittimità di quella previsione pattizia”. Ancora possibile aderire al ricorso Anief per ottenere il corretto inquadramento stipendiale anche con l’applicazione del gradone 3-8 anni e il computo integrale e immediato del servizio svolto durante il precariato nella ricostruzione di carriera.

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Quando il mondo era giovane di Carmen Korn

Posted by fidest press agency su martedì, 18 maggio 2021

In libreria dal 3 giugno Collana Le strade. Dall’autrice bestseller Carmen Korn, dopo il successo della Trilogia del secolo, è in arrivo una nuova saga in due volumi che in Germania sta già spopolando. Tre famiglie, tre città, gli anni del dopoguerra. I gennaio 1950: a Colonia, Amburgo e Sanremo si festeggia l’arrivo del nuovo decennio. Quello che si è appena concluso ha lasciato ferite profonde: nelle città, nelle menti e nei cuori.

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Flash – USA: Prezzi in crescita ma spesa ferma

Posted by fidest press agency su martedì, 18 maggio 2021

E’ l’effetto “occhi pieni e mani vuote” per i consumatori post riaperture”, a cura di Antonio Cesarano, Chief Global Strategist di Intermonte SIM. Dopo il forte dato sull’inflazione di aprile, oggi l’attesa di consenso per le vendite al dettaglio USA dello stesso mese era di andamento conseguente di consumi, ossia in tono forte ed invece…sorpresa, nulla di tutto questo. Vendite al dettaglio assolutamente deludenti, soprattutto con riferimento al cosiddetto control group, ossia quello meglio approssima l’andamento del Pil (al netto cioè di auto, componente energetica e componente edilizia). Alcune delle voci che erano state il traino principale dell’inflazione le ritroviamo nelle vendite al dettaglio come nel caso dell’auto (+2,9% m/m), Food services & drinking places (+3% m/m) o ancora prodotti per la cura della persona (+1%). Mancano all’appello, però, le voci di spesa collegate alle vendite presso le grandi catene – in alcuni casi in calo di quasi il 5% su base mensile. Cosa sta accadendo? La spiegazione passa soprattutto nella dinamica dei salari. Al momento della riapertura, i consumatori USA si stanno ritrovando con prezzi molto più alti ma con salari fermi ai livelli ante Covid, sebbene con qualche timido segnale in ordine sparso di inversione – come nel caso di McDonalds (incremento del 10% arrivando in media a circa 13$/ora) o ancora Amazon (incremento tra 0,50 e 3$ che porterebbe il salario orario fino a 18$). Biden ha provato a proporre l’incremento del salario minimo per legge ma, fino ad ora, non è riuscito nel suo intento. In estrema sintesi: quello che sta emergendo alla riapertura post covid è un forte incremento dei prezzi ma non altrettanto forte rialzo dei salari, con conseguente forte calo dei salari reali. Per ora, i consumatori USA continuano a beneficare dei sussidi – tra cui quelli per la disoccupazione maggiorati fino ad inizio settembre. In prospettiva: occorrerà valutare il tentativo di Biden di riparare a questo fenomeno ma, nel frattempo, per i mercati il segnale che arriva è che la Fed ha un motivo valido per non tirare i remi in barca, ossia i salari stagnanti che in termini reali crollano di fronte all’impennata dei prezzi.

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Quest’anno le ferie saranno nazionali

Posted by fidest press agency su martedì, 18 maggio 2021

Sono ben 22 milioni i nostri connazionali che, per le vacanze, hanno scelto di rimanere dentro i confini italiani. A certificare il dato l’indagine commissionata da Facile.it agli istituti di ricerca mUp Research e Norstat e realizzata su un campione rappresentativo della popolazione nazionale. Sono più di 4 milioni e mezzo gli italiani che hanno già prenotato le ferie estive e comunque, tra chi preparerà le valigie, l’84,6% rimarrà in Italia. Come da tradizione il 55% farà le ferie ad agosto, mentre il 36% partirà a luglio. Tanti, quasi 5 milioni, sfrutteranno la calma del mese di settembre e più di 4 milioni di italiani faranno le ferie già a giugno. Più di un terzo dei rispondenti si potrà concedere non più di 7 giorni, ma in media si staccherà con 14 giorni di vacanza, alcune volte anche divisi fra più periodi. Se lo scorso anno molti dichiaravano avrebbero fatto le ferie in camper o roulotte, la novità dell’estate 2021 – ed è una buona notizia per tutti coloro che vi lavorano – potrebbe essere il boom dei villaggi turistici, nuovamente oggetto di grande attenzione da parte dei villeggianti; sono oltre 3,8 milioni gli intervistati che hanno dichiarato faranno le ferie in quel tipo di struttura. Al primo posto nelle intenzioni dei vacanzieri, però, rimane la sistemazione in Hotel e B&B (42%), a seguire la casa in affitto per periodi brevi o medi (33,7%), che ha registrato, rispetto allo scorso anno un boom (era il 22,1% nella rilevazione di maggio 2020). Sono 11,5 milioni, invece, coloro che ancora non hanno deciso se partire o meno. Anche in questo caso la ragione principale dell’indecisione è legata alle regole e alle limitazioni; il 50% ha dichiarato che prenderà una decisione solo dopo che verranno stabilite regole certe per il periodo estivo, mentre, come recentemente messo in luce dall’indagine di Facile.it, 4 milioni di italiani hanno detto che cambieranno idea solo se il coprifuoco verrà eliminato. Il 28% dei rispondenti, infine, non sa se riuscirà ad avere soldi sufficienti per pagare una vacanza. Vacanze, sì… ma dove…e come? In particolare, guardando a chi rimarrà in Italia, il 63,8% si sposterà in una località al di fuori della propria regione di residenza. Il 13% degli italiani, invece, opterà per una destinazione estera; in questo caso sembrano essere soprattutto i giovani con età compresa tra i 18 e i 24 anni a voler superare i confini nazionali (18%). Come nel 2020, anche quest’anno il mezzo preferito dagli italiani per raggiungere la destinazione sarà l’auto di proprietà; 19,3 milioni di individui (il 74,7% dei vacanzieri) si sposteranno con questo veicolo. Ma la quota di mezzi in movimento sulle strade italiane sarà ancora più alta se si aggiungono i circa 1,7 milioni di vacanzieri che useranno auto a noleggio, autobus, camper/roulotte.Segnali positivi arrivano sul fronte del trasporto aereo. Cresce la percentuale di chi ha dichiarato che quest’anno si sposterà così; il 17% dei vacanzieri, pari a più di 4 milioni di persone (era l’11% nell’indagine effettuata nel 2020). Buone notizie anche per le isole italiane e, più in generale, il trasporto marittimo; saranno oltre 1 milione e mezzo gli individui che raggiungeranno la propria destinazione vacanziera via nave, più del doppio rispetto a quanto rilevato a maggio 2020. Questa la fotografia ad oggi, ma interventi come l’ampliamento del bonus vacanze, la decisione sul coprifuoco e sulle regole da seguire per questa estate potrebbero avere un ruolo fondamentale nel determinare quanti italiani si concederanno una vacanza quest’anno.

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Paganini Guitar Festival di Parma

Posted by fidest press agency su martedì, 18 maggio 2021

Parma Capitale Italiana della Cultura 20-21. Si svolgerà dal 27 al 30 maggio 2021 in alcune delle sedi più suggestive della città emiliana il Paganini Guitar Festival. La rassegna è organizzata dalla Società dei Concerti di Parma in collaborazione con il Comune di Parma-Casa della Musica. Niccolò (Genova 1782 – Nizza 1840), oltre che un leggendario violinista, fu anche un valente virtuoso delle sei corde e le sue spoglie sono sepolte a Parma. Non è un caso dunque che la città gli dedichi un festival chitarristico, che illumina un versante ancora poco noto della sua biografia e della sua arte. La precedente edizione della rassegna si era svolta online (peraltro con migliaia di visualizzazioni e interazioni) a causa delle restrizioni imposte dal Covid-19, ma quest’anno finalmente sarà possibile tornare ad accogliere il pubblico in presenza, nel rispetto delle normative sanitarie. L’edizione 2021 sarà dedicata in particolare ad Astor Piazzolla perché quest’anno si celebra il centenario della nascita del musicista argentino (Mar del Plata 1921 – Buenos Aires 1992), virtuoso di bandoneón ma soprattutto compositore colto che ha rivoluzionato la storia del tango, ha nobilitato questo ballo popolare e lo ha traghettato dalle milonghe di Buenos Aires alle più prestigiose sale da concerto. Il primo concerto del festival si terrà nel giorno dell’anniversario della morte di Paganini, giovedì 27 maggio 2021 alle ore 19 al Teatro Farnese, gioiello dell’architettura teatrale barocca incastonato nel complesso monumentale della Pilotta. Sul palco si esibiranno insieme tre celebri concertisti italiani: il violinista Francesco Manara e il violoncellista Massimo Polidori, entrambi Prime parti dell’Orchestra Sinfonica del Teatro alla Scala di Milano, e il chitarrista Giampaolo Bandini, che è anche il fondatore e il direttore artistico del festival. Il cartellone proseguirà venerdì 28 maggio alle ore 19 nella Sala Concerti della Casa della Musica con un doppio récital chitarristico. Nella prima parte sarà protagonista Marco Caiazza, solista e vincitore di concorsi e di riconoscimenti tra i quali il premio “Chitarra d’oro”; nella seconda parte Massimo Felici, definito dalla rivista American Record Guide “uno dei migliori chitarristi europei”. Sabato 29 maggio alle ore 19, sempre alla Casa della Musica, saranno di scena due giovani chitarriste tra le più brillanti della nuova generazione: la grossetana Carlotta Dalia, trionfatrice nella precedente edizione del Premio Paganini Guitar Festival (di lei Leo Brouwer ha detto: “suona come un angelo”) e la virtuosa australiana Stephanie Jones, una celebrità anche sul web (il suo canale Youtube ha raggiunto 11 milioni di visualizzazioni).Gran finale domenica 30 maggio alle ore 19 nel Ridotto del Teatro Regio con una leggenda vivente delle sei corde: Aniello Desiderio, virtuoso napoletano regolarmente invitato in teatri quali la Carnegie Hall di New York o la Konzerthaus di Vienna. Il festival propone al pubblico anche un vivace carnet di eventi collaterali, a cominciare dal Paganini Day del 27 maggio, 181° anniversario della morte del Maestro. La giornata prenderà il via alle ore 10.30 con il saluto delle Istituzioni alla Tomba di Paganini nel Cimitero della Villetta. Alle ore 16.30 presso la Casa della Musica ci sarà la presentazione del romanzo storico Il diavolo sulla quarta corda. Nicolò Paganini e il suo Cannone di Giovanna Strano (Soncini editore). Anna Poletti Zanella dialogherà con l’autrice e con Niccolò Paganini, discendente del Maestro e Presidente dell’omonima associazione.In programma inoltre: masterclass di chitarra con i maestri Aniello Desiderio, Stephanie Jones, Marco Caiazza; la finale del Concorso internazionale “Omaggio a Niccolò Paganini” per concertisti solisti e gruppi di musica da camera (29 e 30 maggio, ore 9.30, Casa della Musica); la Mostra di liuteria storica “La chitarra in Argentina nel XX secolo”, dal 27 al 30 maggio, ore 10-18, Casa del Suono); la Mostra di liuteria moderna nel Cortile d’onore della Casa della Musica (29 e 30 maggio, ore 9-13 e 14-18) Aggiornamenti ed eventi: https://www.facebook.com/festivalpaganini. Tutte le manifestazioni sono a ingresso gratuito ad esclusione dei concerti serali dal 27 al 30 maggio delle ore 19.

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Torino: I dati ambientali di Città metropolitana in modalità aperta

Posted by fidest press agency su martedì, 18 maggio 2021

I dati in possesso della Pubblica Amministrazione sono un patrimonio informativo prezioso. Le informazioni del settore pubblico sono un fattore chiave di crescita economica e sociale e il loro riutilizzo commerciale contribuisce ad attuare la trasparenza amministrativa e la democrazia elettronica. È questo il presupposto su cui si basa la Direttiva 2003/98/CE del Parlamento europeo che definisce i dati pubblici “un’importante materia prima per i prodotti e i servizi imperniati sui contenuti digitali.” La Regione Piemonte, nel recepire gli indirizzi della Direttiva Europea fin dal 2009, ha stilato le linee guida per il riuso dei dati e il modello di licenza standard per fornirli ed ha creato il portale dati.piemonte che consente di ricercare i metadati all’interno dei cataloghi regionali e di scaricare set di dati che vengono via via arricchiti con le altre informazioni del patrimonio informativo regionale. Anche Città metropolitana di Torino ha aderito all’ecosistema dei dati aperti del Piemonte, pubblicando il proprio patrimonio informativo in formato aperto, mediante l’utilizzo della piattaforma Yucca: gli ultimi dati in modalità aperta pubblicati sono le anagrafe delle attività che gestiscono i dati ambientali.

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L’11% dei pazienti oncologici rifiuta la vaccinazione anti-Covid. I motivi?

Posted by fidest press agency su martedì, 18 maggio 2021

Per il 48% il timore degli effetti collaterali della profilassi, per il 26,7% la preoccupazione di possibili interazioni con la concomitante terapia antitumorale, per il 10,7% la paura di reazioni allergiche. Non solo. La decisione di sospendere uno dei vaccini disponibili, quello prodotto da AstraZeneca, nel periodo fra il 15 e il 19 marzo, ha determinato una netta flessione nella propensione di questi pazienti fragili all’immunizzazione anche con un vaccino diverso, cioè quello prodotto da Pfizer. I cittadini colpiti da cancro che hanno detto no al siero sono più che raddoppiati dopo il 15 marzo, passando dall’8,6% al 19,7%. Lo studio è in pubblicazione sulla prestigiosa rivista scientifica “European Journal of Cancer”. Si tratta del primo report al mondo sull’aderenza dei pazienti oncologici alla vaccinazione anti-Covid ed è stato condotto fra l’1 e il 20 marzo 2021, coinvolgendo 914 persone in cura presso l’Istituto Regina Elena di Roma. “Un’indagine era stata condotta in Francia, prima dell’inizio della campagna di immunizzazione, e aveva evidenziato la mancata propensione a vaccinarsi da parte del 16,6% dei pazienti oncologici – continua il Prof. Cognetti -. Il nostro studio invece si riferisce al rifiuto effettivo di ricevere il siero. E per la prima volta al mondo viene scattata una fotografia di questo tipo, riferita alla campagna in corso. Inoltre nello studio francese più della metà dei pazienti era sotto sorveglianza o assumeva terapia ormonale rispetto alla popolazione arruolata nel nostro lavoro, che era in maggioranza in trattamento attivo”. “È interessante notare – sottolinea il Prof. Cognetti – come il tasso di rifiuto sia più che raddoppiato dopo il bando del vaccino prodotto da AstraZeneca. È la dimostrazione che le decisioni delle autorità regolatorie e le informazioni diffuse dai media possono influenzare la volontà dei pazienti nell’accesso all’immunizzazione. Il tasso di rifiuto, che ha raggiunto il 19,7%, risulta decisamente maggiore (+5%) rispetto a quanto riportato in un’indagine nella popolazione generale italiana nello stesso periodo”. “Si può, quindi, presumere che i pazienti con cancro, pur avendo un consistente rischio di letalità da Covid, subiscano maggiore influenza negativa da informazioni sulla sicurezza del vaccino, proprio per la loro grande fragilità – conclude il Prof. Cognetti -. Infatti il tasso di rifiuto era più alto fra i malati in condizioni cliniche più gravi.

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Tumore al seno metastatico

Posted by fidest press agency su martedì, 18 maggio 2021

In Italia sono oltre 37mila le donne che vivono con una diagnosi di carcinoma mammario metastatico. Si tratta di un dato in crescita e che evidenzia i grandi passi avanti fatti dalla ricerca medico-scientifica. A questa particolare categoria di pazienti è dedicata la nuova campagna di IncontraDonna Onlus, l’Associazione no profit che vuole promuovere una corretta informazione sul tumore del seno. Si chiama “Sono una Donna con Carcinoma #metastabile” e prevede la creazione di infografiche e una forte campagna social, un ciclo di tre webinar al quale partecipano esperti della comunità scientifica e una survey dedicata sulla percezione del tema ‘metastatico’. L’iniziativa è realizzata con il contributo non condizionante di Seagen ed è stata presentata ieri in occasione del primo evento on line dedicato alle donne e ai caregiver residenti nel Centro Italia. “Nel nostro Paese si parla poco e non volentieri di tumore metastatico del seno – ha affermato la prof.ssa Adriana Bonifacino, Presidente di IncontraDonna Onlus -. Gli ultimi studi scientifici hanno ampliamente dimostrato come la sopravvivenza mediana sia in progressivo e costante aumento in tutti i sottotipi di carcinoma mammario. Il termine “metastatico” deve quindi essere sdoganato dall’accezione negativa a cui troppo spesso viene ancora associato. Si tratta, infatti, di una patologia curabile anche se non ancora guaribile. La confusione sul significato dei due termini rischia spesso di generare reazioni di rifiuto da parte della donna durante e dopo il momento della diagnosi. Con questa nostra nuova campagna vogliamo favorire una maggiore sensibilizzazione e promuovere un’informazione sempre più corretta e responsabile a 360 gradi. Condurremo un processo di alfabetizzazione scientifica promuovendo concetti chiave, sul tema del tumore metastatico della mammella, attraverso un linguaggio efficace e scientificamente appropriato. L’obiettivo finale è far comprendere alle donne come sia possibile convivere con la patologia. Si tratta di forme di cancro che possono essere cronicizzate e grazie alle nuove terapie disponibili”. “Anche in questa fase così difficile contraddistinta dal Covid abbiamo visto quanto conta la prevenzione – ha sottolineato il Ministro della Salute, Roberto Speranza nel messaggio video che ha inviato per il webinar di IncontraDonna Onlus -. E’ l’arma più importante e quindi tutte le iniziative che vanno in questa giusta direzione devono essere sostenute. E’ stato importante istituire la giornata nazionale dedicata al tumore al seno metastatico del 13 ottobre. E’ un evento che ci consente di tenere alta l’attenzione su una tematica decisiva che riguarda la vita di tutti”.

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Andiamo verso una riorganizzazione burocratica del Servizio Sanitario Nazionale?

Posted by fidest press agency su martedì, 18 maggio 2021

«Non possiamo accettare che sulla Sanità si commettano gli errori del passato e di certo non saremo complici di una riorganizzazione burocratica del Servizio Sanitario Nazionale che alla fine dovrà essere pagata, ancora una volta, con la salute dei cittadini». È una voce unanime quella che si leva dall’intersindacale che mette assieme le diverse anime della sanità italiana: la Federazione CIMO-FESMED, ANPO, ASCOTI, FIALS Medici (per la dirigenza medica) e Cisl Medici, Fimmg, Fimp, Fismu, Snami e Sumai Assoprof (per la parte dei medici convenzionati). Di qui la richiesta al Presidente della Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e Odontoiatri, Filippo Anelli, affinché la FNOMCeO convochi prima possibile tutti i rappresentanti dei sindacati medici per affrontare insieme il modo in cui la professione medica possa essere rappresentata nel progetto di cambiamento dell’SSN previsto dal PNRR. Obiettivo dichiarato, quello di evitare che il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza porti ad una mera rivisitazione in chiave manageriale del sistema salute, marginalizzando e svilendo la professione medica e comprimendo al contempo il diritto alla salute sancito dall’Articolo 32 della Costituzione. Uniti dalla determinazione di costruire una Sanità migliore, che non commetta gli errori del passato, pagati a carissimo prezzo con la pandemia, i sindacati medici mettono sotto accusa l’impronta miope ed economicistica che emerge nel PNRR in fatto di riorganizzazione del Sistema Sanitario Nazionale. «Inadeguate le risorse stanziate, molto meno di quanto si è destinato al superbonus edilizio, e inadeguato anche l’approccio al problema – dicono dall’intersindacale-. Adeguare edifici non significa offrire migliori cure ai pazienti, garantire nuove tecnologie e posti letto, non significa essere pronti a dare risposte di salute. Tutto questo, che è certamente necessario, deve partire dall’adeguamento delle risorse di personale e da un rinnovamento della governance». Tra i tanti problemi contestati c’è la mancanza, o meglio la sparizione, di un finanziamento per eliminare la mobilità sanitaria, o la valorizzazione del ruolo della ricerca. Un Piano che «invece di avvicinare la Sanità ai cittadini rischia di allontanarla», con enormi carenze anche nell’organizzazione del territorio. «Si pensi ad esempio alle Case di Comunità, dove evidentemente prevale l’idea e la volontà di investire in strutture rispetto ai micro team ed altre soluzioni di integrazione e sviluppo dell’organizzazione territoriale con tutte le altre figure convenzionate territoriali e in rete con l’ospedale. Un’idea per nulla condivisibile – aggiungono dall’intersindacale – che del resto neanche si allinea con le parole del Presidente Draghi e del Ministro Speranza sulla prossimità delle cure». Queste solo alcune delle principali ragioni per le quali ora i maggiori sindacati medici, sia della componente ospedaliera che della componente convenzionata, chiedono alla Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e Odontoiatri di intervenire affinché si possa portare tutti insieme, rappresentanza della professione e rappresentanze contrattuali, le proposte al Governo per riempire di contenuti i meri contenitori creati con il PNRR che vedano i medici al fianco dei loro pazienti. Una convocazione della FNOMCeO che possa favorire una sintesi delle diverse istanze, evitando così che si arrivi ad azioni rivendicative che i sindacati, responsabilmente in un momento così delicato, per gli interessi primari della salute dei cittadini italiani, non vorrebbero essere costretti ad utilizzare.

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Vitamina D nella cura del Covid-19: fantasia o realtà?

Posted by fidest press agency su martedì, 18 maggio 2021

È di pochi giorni fa la notizia che l’uso fai da te degli integratori alimentari sia significativamente aumentato in questo periodo (vitamina C, vitamina D) grazie alla facile reperibilità sul commercio di tali sostanze. In particolare la vitamina D3 oltre ad intervenire nel metabolismo del calcio, sembra avere proprietà importanti nel modulare la risposta immunitaria alle infezioni. Viene da chiedersi quindi se possa avere un ruolo preventivo o terapeutico anche nella cura del covid-19, che tanto impegno e consumo di risorse sta chiedendo al nostro paese. Un modo per capirlo consiste, oltre che nella propria esperienza clinica, nel mettere insieme i dati esistenti nella letteratura scientifica mondiale attraverso un’analisi aggregata dei lavori pubblicati fino ad oggi.Da questa analisi, la maggiore ad oggi pubblicata e condotta dalla UO di Oncologia dell’ASST Bergamo ovest, Presidio Ospedaliero di Treviglio-Caravaggio (https://www.sciencedirect.com/science/article/pii/S0960076021000765?via%3Dihub ), in collaborazione con i colleghi dell’UO di Medicina Generale – reparto che sta combattendo questa battaglia in prima linea sul campo – sono emersi dati interessanti. L’analisi ha avuto come termine i lavori pubblicati sui principali motori di ricerca scientifici (es. Pubmed) il 31.1.2021. A tale data 43 lavori sono stati raccolti ed analizzati. Il dato più rilevante è stato che i soggetti con valori insufficienti di vitamina D avevano un rischio più elevato (di 1,26 volte) di contrarre l’infezione e, soprattutto, la malattia si presentava in forma più severa (intesa come rischio di intubazione o, comunque, di accesso in terapia intensiva: 2,6 volte più alto!). Allo stesso modo i pazienti con valori inadeguati di vitamina D presentavano una più alta mortalità complessiva. Cosa suggeriscono i dati di questa ricerca? In primo luogo è necessario mantenere un’adeguata concentrazione di vitamina D3, in particolare nei soggetti anziani, che alle nostre latitudini sono i più soggetti ad ipovitaminosi (necessarie le canoniche 800-1000 UI al giorno o 25000-50000 alla settimana a seconda dei valori ematici più o meno adeguati). In questo senso il ruolo dei colleghi della medicina di base è fondamentale per il monitoraggio e la prescrizione di tale integrazione. La vitamina D3 è economica, di facile assunzione (esistono varie formulazioni in gocce, fiale, compresse) e mutuabile, qualora i valori siano inadeguati. Non ha particolari effetti collaterali tranne che in caso di abuso. In secondo luogo, nei pazienti affetti da COVID 19 è importante identificare la carenza di vitamina D per poi poterla correggere nell’organismo, riducendo quindi il rischio di una evoluzione sfavorevole della malattia. Infine, alla luce delle evidenze della letteratura attuale, comprendente anche la nostra meta-analisi, sarebbe auspicabile poter includere tale esame nei protocolli clinico-terapeutici ministeriali e locali. In attesa di ulteriori ampi studi di conferma, possiamo concludere che l’integrazione con vitamina D3 può rappresentare, insieme alle misure preventive già in atto (isolamento, mascherine ecc) e soprattutto ai vaccini, un’ulteriore ausilio a disposizione dei clinici in questa battaglia. Hanno partecipato allo studio i Dirigenti medici: Andrea Luciani (Dir. Oncologia), Fausto Petrelli (Medico Oncologia), Paolo Colombelli (Medicina Generale), Giuseppina Dognini (Medicina)

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Le malattie cardiovascolari sono la prima causa di morte in Italia

Posted by fidest press agency su martedì, 18 maggio 2021

(oltre il 40%) e una delle cause principali di morbosità e invalidità. Lo abbiamo scoperto drammaticamente in quest’anno di pandemia, che ha visto molti cardiopatici disertare gli ospedali e quindi sottrarsi ad accertamenti diagnostici e terapie. Va ricordato che chi sopravvive ad un attacco cardiaco diventa un malato cronico e la malattia modifica la qualità della vita. La prevenzione, pertanto, è l’unica possibile soluzione per intervenire tempestivamente sui diversi fattori di rischio modificabili (l’ipertensione arteriosa, l’eccesso di grassi e zuccheri nel sangue, il fumo, l’alcool, la sedentarietà e l’alimentazione scorretta). Su queste variabili intervengono sia la prevenzione primaria, che riguarda chi non ha mai sviluppato una malattia cardiovascolare, sia la prevenzione secondaria, volta a prevenire eventuali recidive in chi ha già subito un evento avverso. «I fattori di rischio modificabili sono il terreno sul quale possiamo giocare la nostra partita per il cuore, attraverso la prevenzione. E vincerla. Gli studi epidemiologici l’hanno dimostrato da tempo: il rischio cardiovascolare è reversibile e abbassare i livelli dei fattori di rischio riduce gli eventi cardiovascolari e la loro gravità. Uno stile di vita corretto – insieme alla terapia farmacologica quando è necessario – possono fare molto per la salute del cuore e la prevenzione delle conseguenze più gravi»- spiega la dottoressa Cristina Giannattasio, responsabile del Cardiocenter del Dipartimento Cardiotoracovascolare Ospedale Niguarda, sostenuto dalla Fondazione De Gasperis. Per ottenere risultati significati, sottolineano al Cardiocenter, la prevenzione deve divenire parte della nostra cultura, del livello sociale, a partire dai giovani, che dovrebbero adottare sin da subito uno stile di vita corretto. La prevenzione nasce dalla consapevolezza, ma se un comportamento favorevole alla salute del cuore viene vissuto come normale sarà più naturale farlo proprio e mantenerlo nel tempo.

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Giuseppe Alvino: Comentum

Posted by fidest press agency su martedì, 18 maggio 2021

€130,00 Casa editrice: Salerno Editrice Collana: Edizione Nazionale dei Commenti Danteschi, vol. 8 Pagine: 1304 Volumi: 2 Delle tre redazioni note del Comentum di Pietro Alighieri (Firenze 1300 – Treviso 1364), figlio di Dante e giurista, la seconda, realizzata tra il 1342 e il 1355, detta ora “ashburnhamiano-barberiniana” (dai codici che la tramandano), è l’unica finora inedita nella sua integrità. Il Comentum offre spunti esegetici validi ancora oggi, particolarmente per due aspetti: da un lato la straordinaria attenzione alla varia lectio del poema, per cui vengono proposte lezioni rare eppure degne di attenzione, in qualche caso promosse a testo da Petrocchi; dall’altro per le innumerevoli citazioni di fonti, patristiche e letterarie, con aggiunta di una notevole quantità di chiose volte alla interpretazione puntuale dei versi danteschi, che dimostra la particolare conoscenza di opere e nozioni rarissime. Per questi motivi, la redazione “ashburnhamiano-barberiniana” del Comentum si propone come chiave di volta nell’interpretazione che della Commedia offre il figlio di Dante e, più in generale, un testo centrale nel panorama dell’esegesi dantesca antica. Giuseppe Alvino è ricercatore di Filologia italiana nell’Università Federico II di Napoli.

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Marco Rocco: I Pretoriani Soldati e cospiratori nel cuore di Roma

Posted by fidest press agency su martedì, 18 maggio 2021

€18,00 Casa editrice: Salerno Editrice Collana: Piccoli saggi, 76 Pagine: 204 Volumi: 1. A non molta distanza dalla stazione Termini, il profilo urbano di Roma è segnato dalla presenza di imponenti resti, integrati nelle mura della città: è tutto ciò che rimane del perimetro dei castra praetoria, la caserma che alloggiava le coorti pretorie. Ma chi erano i pretoriani? Gli storici antichi, senatori animati per lo piú da sentimenti ostili nei confronti del regime imperiale, non esitavano a considerarli lo strumento di repressione utilizzato dai Principi per schiacciare l’antica libertas repubblicana, quando non addirittura una soldataglia interessata soltanto ad accrescere i propri privilegi. Ancora oggi l’immaginario comune, nutrito dalla vulgata di certa fiction, tende a vedere nei pretoriani gli sgherri in uniforme di imperatori crudeli e pazzoidi: una muta di spietati cani da caccia sempre pronti a mordere persino la mano di chi li nutriva. Questo volumesi propone di ampliare la visuale sulle fonti, per meglio definire il volto degli uomini – soldati, tutori dell’ordine, funzionari – che marciarono sotto l’insegna dello Scorpione. L’autore svolge attività didattica e di ricerca presso l’Università di Padova. È autore della monografia L’esercito romano tardoantico: persistenze e cesure dai Severi a Teodosio I (Padova 2012) e del contributo Ascesa sociale e ideologia professionale nell’esercito romano: alcuni casi di età imperiale nella miscellanea Lavoro, lavoratori e dinamiche sociali a Roma antica. Persistenze e trasformazioni (Roma 2018).

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Perché è urgente privatizzare la Rai

Posted by fidest press agency su martedì, 18 maggio 2021

In periodo di rinnovo del consiglio d’amministrazione della Rai, che ci dicono dovrebbe cambiare tutto, ci sembra invece opportuno ricordare che in materia non esistono mezze misure, ma solo soluzioni radicali che, tra l’altro sono state auspicate anche da un referendum vinto da chi ha perorato la privatizzazione del servizio pubblico radiotelevisivo. Occasione per tornare (1) in materia è una servizio andato in onda ieri 13 maggio su Rai2 e che riproponiamo. Non un servizio dei programmi dell’accesso, dove gli aventi diritto dicono quel che vogliono, ma una trasmissione, “Il Contrappunto”. Stiamo perorando la censura? Non ci sembra, visto che il problema che poniamo non è l’espressione di opinioni critiche su alcune normative di cui il telespettatore è stato informato, ma sulle falsità che hanno caratterizzato tutta questa trasmissione. Il contrario di quello che dovrebbe essere un servizio pubblico. E se qualcuno crede che queste cose siano correggibili, magari perché sta arrivando il nuovo cda o altre amenità del genere, è bene ricordare che vicende del genere sono all’ordine del giorno nella tv di Stato. Dipende solo da chi in un determinato momento è al Governo e al Parlamento (tutto inclusa l’opposizione), ché sono loro che decidono chi, come, dove e quando e, di conseguenza, non potrebbero che essere faziosi. La Rai non è possibile cambiarla. Tutti “ci mangiano” e nessuno la vuole cambiare. La Rai è un servizio di Stato e monopolista che si occupa di tutto, dalla culla alla bara, non un servizio di informazione istituzionale. Perciò va privatizzata e chiusa come servizio di Stato, affidando (solo) l’informazione istituzionale a chi vince una gara. E se le professionalità da essa finora sviluppate vogliono continuare ad esistere, che lo facciano nell’agorà del mercato, al pari coi loro concorrenti. Oggi invece la Rai è in abuso di posizione dominante perché, oltre a fruire come i suoi concorrenti del mercato pubblicitario, riceve anche il sussidio pubblico con quella bella che chiamano canone. Vincenzo Donvito, presidente Aduc

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Regno Unito: “Il Governo tuteli gli italiani incarcerati, non abbassi la testa”

Posted by fidest press agency su martedì, 18 maggio 2021

“Presenterò un’interrogazione parlamentare al premier Draghi e al ministro Di Maio per sapere cosa intende fare il Governo per tutelare gli italiani che, da diversi giorni, vengono incarcerati e successivamente espulsi al loro arrivo nel Regno Unito”. Lo dichiara, in una nota, il Questore della Camera e membro della Commissione Affari Esteri Edmondo Cirielli (FdI): “Non è accettabile che vengano trattati come se fossero degli immigrati clandestini. Sono persone, soprattutto giovani, che si sono recati in Inghilterra per un colloquio di lavoro o per fare un’esperienza da ragazzi alla pari. Ad alcuni di loro – aggiunge Cirielli – sarebbero stati sequestrati finanche i telefonini per evitare che fotografassero le celle di detenzione in cui sono stati rinchiusi prima dell’espulsione. Tutto ciò è davvero indegno. Per questo, è assolutamente necessario un intervento diretto della Farnesina presso le autorità britanniche affinchè la nostra Ambasciata possa essere tempestivamente informata in caso di detenzione di cittadini italiani per garantire loro l’adeguata assistenza. Episodi non genere, comunque, non devono più accadere: l’Italia non abbassi la testa” conclude Cirielli.

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Bankitalia: debito pubblico a 2.650,9 mld

Posted by fidest press agency su martedì, 18 maggio 2021

Il debito pubblico, secondo i dati di Bankitalia, a marzo ha raggiunto i 2.650.882 mld.”Nuovo primato in valore assoluto del debito pubblico. Inoltre, per la seconda volta nella storia si è superata la soglia simbolica di 100 mila euro di debito a famiglia, battendo il precedente record di febbraio 2021 e arrivando a 101 mila e 208 euro” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.”Anche calcolando il debito ad italiano, si raggiunge un nuovo traguardo. Se, infatti, consideriamo la popolazione residente, è come se ogni italiano avesse un debito di 44 mila e 735 euro, un valore superiore a ogni precedente” conclude Dona.

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