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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 259

Archive for 8 maggio 2012

I migliori oli del Mediterraneo

Posted by fidest press agency su martedì, 8 maggio 2012

Tronc d'olivier à Bela Vista (Lisbonne, Portugal).

Tronc d’olivier à Bela Vista (Lisbonne, Portugal). (Photo credit: Wikipedia)

Arezzo dall’8 al 20 maggio, ospiterà la terza edizione di Medoliva, la fiera internazionale dedicata ai migliori oli extravergine di oliva del bacino del Mediterraneo.
La manifestazione, organizzata da Arezzo Fiere e Congressi in collaborazione con la Provincia di Arezzo e il supporto istituzionale della Camera di Commercio di Arezzo, della Regione Toscana e delle tre associazioni di categoria (Cia, Coldiretti e Confagricoltura) rappresenta un’occasione unica di vedere riuniti contemporaneamente tutti gli attori della filiera olivicola: produttori, territori, associazioni, vivai, cosmesi, cucina, marketing, distribuzione, settore macchinari e comparto tecnologico.
Un’iniziativa per raccontare in modo completo quello che è forse il prodotto alimentare più importante e rappresentativo dell’intero Mediterraneo. Una realtà fatta da numeri che da soli bastano a sottolinearne il ruolo economico, storico e sociale. I Paesi che si affacciano sul Mediterraneo contano 1.184.540.840 di ulivi, 9.488.356 milioni di ettari, 17.514 frantoi attivi, per una produzione che si attesta su circa 2.985.735 di tonnellate e che offre lavoro a decine di migliaia di persone.
Proprio per questo Arezzo diventerà, nelle giornate di Medoliva, l’ombelico del mondo olivicolo internazionale. E lo farà in grande stile, ospitando decine di aziende ma anche tutta una serie di appuntamenti fondamentali per chi opera nel settore.
Un’intera area sarà dedicata alla parte convegnistica con temi importanti quali la salute e gli aspetti nutrizionali, il marketing e la commercializzazione, e altri aspetti che investono il settore.
Ampio spazio sarà dato ai Master formativi, con una serie di 6 moduli che andranno dalla tecniche di confezionamento ai modelli di olivicoltura superintensiva, dal management all’utilizzo del web, dagli aspetti nutraceutici al design del prodotto.
Tra le aree di maggior appeal non poteva mancare quella del Cooking show dove verrà ribadita la liaison tra alta ristorazione e olio extravergine di qualità. Giovani cuochi alle prime esperienze e chef di fama si alterneranno ai fornelli in simpatiche sfide che vedranno protagoniste gustose ricette impreziosite da un sapiente utilizzo dell’oro verde.
Meta imprescindibile, per gli appassionati e i curiosi, il Club Medoliva che riunisce le migliori etichette provenienti da Croazia, Francia, Grecia, Italia, Marocco, Slovenia, Spagna e Turchia. Uno straordinario parterre de roi sul quale ha lavorato un panel internazionale coordinato da Marco Oreggia, considerato uno dei massimi esperti del settore; una selezione di altissimo livello proposta in degustazioni non stop per esaltare i profumi e i sapori di questi campioni di razza che si sfideranno anche nel Concorso Medoliva, che premierà i migliori extravergine presenti alla fiera.
Ma, come sempre, l’organizzazione di Arezzo Fiere e Congressi ha dedicato una particolare attenzione all’aspetto business. Un attento lavoro di incoming porterà infatti a Medoliva un selezionato gruppo di buyer i quali avranno degli incontri programmati e mirati con le varie aziende espositrici, sia per quanto concerne il settore dei produttori di olio che per quello che riguarda le aziende che producono macchinari e tecnologia. Previste delegazioni da Tunisia, Palestina, Egitto, Giordania e Marocco per il settore tecnologico. Mentre provengono da Italia, Stati Uniti, Brasile, Germania, Canada, Polonia e Olanda i buyer interessati all’acquisto di extravergine.
Del resto il comparto, pur con tutte le difficoltà dovute alla congiuntura economica e alle problematiche specifiche del settore, sposta flussi economici rilevanti: basti pensare che Italia e Spagna, i due Paesi leader nella produzione e nella commercializzazione, movimentano ogni anno insieme oltre 4 miliardi di euro.
Anche per questo Medoliva è un appuntamento che catalizzerà l’attenzione di tutti gli operatori del settore che dalla fiera aretina si aspettano indicazioni e strategie sul futuro dell’extravergine di qualità.
L’ingresso alla Fiera è gratuito e osserva i seguenti orari: 9,30 – 18,30.

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Italia: rischio disgregazione sociale

Posted by fidest press agency su martedì, 8 maggio 2012

Venerdì 11 maggio a Roma alla sede di Legacoop (via Guattani 9). promosso da Etimos Foundation, che si occupa di ricerca e promozione sui temi della finanza per lo sviluppo e dell’economia sociale, e dal Consorzio Etimos, realtà finanziaria cooperativa internazionale, si mettono mettono al centro i modelli di partecipazione economica e sociale fondati sulla costruzione di relazioni e sinergie, attraverso un confronto a trecentosessanta gradi fra gli attori e l’analisi di alcune best practice.
In particolare, la giornata romana sarà dedicata al cooperativismo come strumento peri individuare una definizione condivisa di “bene comune”. Alle ore 10 l’introduzione ai lavori di Paolo Nicoletti, presidente Consorzio Etimos, poi l’intervento del vicepresidente di Legacoop Giorgio Bertinelli, cui seguirà la presentazione di alcune best practice con Réjean Lantagne, direttore Socodevi (Canada), Manuel Aburto Cruz, direttore Caruna R.L. (Nicaragua) e Ousmane Thiongane, direttore Uimcec (Senegal). Nella seconda parte della mattinata, una tavola rotonda metterà a confronto Alessandro Messina, responsabile relazioni con le Imprese Federcasse, Riccardo Bodini, project development Euricse, Leone Gianturco, dell’ufficio del Ministro per la Cooperazione internazionale e l’Integrazione, e Bruno Dunkel, direttore Soficatra. Modera Laura Foschi, responsabile Area Raccolta e Relazioni istituzionali Consorzio Etimos, nel ruolo di discussant Davide Libralesso, project manager Etimos Foundation. Le conclusioni sono affidate a Marco Santori, presidente di Etimos Foundation.
«Il nostro Paese è attraversato da un rapido e allarmante processo di disgregazione sociale ed economica» afferma Marco Santori, presidente di Etimos Foundation, che continua: «Lo sviluppo e la crescita non potranno più prescindere dal confronto con forme e modelli ad oggi ritenuti, a torto, marginali. Microcredito, impresa sociale e cooperativismo rappresentano la via oltre la crisi, perché hanno dimostrando – numeri alla mano – di essere efficaci e di generare una ricchezza diffusa e condivisa, rafforzando la coesione sociale».
ETIMOS FOUNDATION Etimos Foundation onlus si occupa di ricerca, formazione, promozione e divulgazione culturale sui temi della finanza per lo sviluppo e dell’economia sociale: un impegno che si traduce in una riflessione a tutto campo sui meccanismi che generano la ricchezza e la povertà, riconoscendo all’economia e alla finanza un ruolo decisivo nel determinare riscatto sociale, qualità della vita e felicità per le persone e le rispettive comunità di appartenenza. Accanto a queste attività, si propone come incubatore di imprese e progetti, nell’ambito della finanza per lo sviluppo e della microfinanza, capaci di coniugare impatto sociale e sostenibilità economica.
CONSORZIO ETIMOS È un consorzio finanziario cooperativo internazionale, ha la propria sede in Italia, tre uffici regionali in Sri Lanka, Senegal e Argentina, una presenza diffusa in oltre 40 paesi, tra Europa, Asia, Africa e America Latina, attraverso una rete di oltre 280 organizzazioni socie. Etimos è specializzato nel sostegno alle istituzioni di microfinanza e alle organizzazioni di produttori e nella promozione della microimpresa. In questi ambiti offre agli investitori opportunità d’investimento caratterizzate da un duplice ritorno, economico e sociale, servizi di gestione professionale dei fondi e di valutazione dei rischi; alle istituzioni di microfinanza e alle organizzazioni di piccoli produttori nei Paesi in via di sviluppo fornisce capitali sotto forma di finanziamenti ed equity.

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Frost & Sullivan: How Automotive OEMs Can Benefit from Multimodal HMI and Workload Managers

Posted by fidest press agency su martedì, 8 maggio 2012

The City of London skyline as viewed toward th...

The City of London skyline as viewed toward the north-west from the top floor viewing platform of London City Hall on the southern side of the Thames. In the foreground: Dixie Queen and Millennium Time at Tower Millennium Pier. This is a 5 segment panoramic image taken by myself with a Canon 5D and 24-105mm f/4L IS lens. (Photo credit: Wikipedia)

London In order to enable app playback in the car display, vehicle manufacturers have turned to advanced Mirrorlink type interfaces. This move has opened up discussions with government bodies such as the North American NHTSA, which in turn proposes a set of guidelines for OEMs to keep driver distraction at bay. In view of these developments, automotive suppliers such as Delphi and Denso are developing multimodal HMI infotainment solutions with voice as the center pillar. These intelligent solutions are supported by workload managers, which can sense driving environment to present best levels of applications to drivers.To learn more about what different OEMs are working on in the multimodal HMI space and their next generation of apps and business models, Frost & Sullivan organised a web conference, entitled How OEMs Can Benefit from Multimodal HMI and Workload Managers. Global Program Manager, Infotainment & Telematics, Praveen Chandrasekar, identified key supplier activities as they are responding already to proposed changes by regulatory bodies such as NHTSA. He also looked at future plans of OEMs and suppliers and the way this connected space will evolve.
Join Frost & Sullivan at its upcoming annual industry event ‘Urban Mobility 3.0’. The two day conference in its fourth consecutive year will take place on 13th and 14th June 2012 in London. This year’s focus is on ‘OEMs New Mobility Offerings and New Business Models Linking Web 2.0’. For more information, visit http://www.gil-global.com/urbanmobility, or contact Katja Feick, at katja.feick@frost.com.
Frost & Sullivan, the Growth Partnership Company, enables clients to accelerate growth and achieve best-in-class positions in growth, innovation and leadership. The company’s Growth Partnership Service provides the CEO and the CEO’s Growth Team with disciplined research and best-practice models to drive the generation, evaluation, and implementation of powerful growth strategies. Frost & Sullivan leverages over 50 years of experience in partnering with Global 1000 companies, emerging businesses and the investment community from 40 offices on 6 continents. To join our Growth Partnership, please visit http://www.frost.com.

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Teatro: progetto artistico

Posted by fidest press agency su martedì, 8 maggio 2012

Palermo-Teatro-Massimo-bjs2007-04

Palermo-Teatro-Massimo-bjs2007-04 (Photo credit: Wikipedia)

Il Teatro Massimo di Palermo ha presentato a Milano, presso la Casa degli Atellani, un nuovo progetto artistico per il 2013: in coincidenza con il bicentenario della nascita di Richard Wagner andrà in scena “Der Ring des Nibelungen”. Per la prima volta nella sua storia, il teatro palermitano produrrà un nuovo allestimento del capolavoro wagneriano, programmandolo in un’unica stagione. Il progetto, nato più di due anni fa, segna il raggiungimento di una capacità programmatica e produttiva di rilievo ed è il risultato di un percorso virtuoso impresso dalla direzione del Teatro.
Il “Ring” verrà allestito con la regia di Graham Vick – uno dei più importanti registi di teatro musicale di oggi, particolarmente legato al Teatro Massimo – e con le scene e i costumi di Richard Hudson: uno spettacolo appositamente ispirato e concepito per gli spazi del grande teatro palermitano; a dipanare le trame sonore della Sagra scenica wagneriana sarà invece Pietari Inkinen.
La città di Palermo quindi, già cara a tanti artisti tedeschi e a Wagner (che vi trascorse i mesi invernali fra il 1881 e il 1882), torna a “ospitare” il compositore tedesco realizzando il suo più ampio progetto musicale e drammaturgico. È auspicabile che l’occasione del “Ring” del bicentenario al Teatro Massimo, per la sua unicità nel panorama internazionale, possa essere l’occasione per molti appassionati di visitare a Palermo negli stessi mesi in cui vi soggiornò Wagner, nutrendosi dell’energia che, allora come oggi, si sprigiona dalla terra “dove fioriscono i limoni”. Così la ricorda Goethe, in un’espressione che è l’archetipo di ogni aspettativa riposta dai viaggiatori che, dal nord, sono sbarcati in Sicilia: con il progetto “Wagner a Palermo”, il Teatro Massimo tenta di rinverdire i fasti di una Palermo in cui il turista possa coniugare la “villeggiatura” nel senso più alto del termine con le moderne prerogative del turismo culturale. Le possibili ricadute sull’economia della città sono evidenti, come lo è la preziosa occasione divulgativa dell’ascolto del “Ring” per tutti gli appassionati locali, da tempo desiderosi di tale opportunità. All’interno del progetto verranno predisposti percorsi specifici sulle orme del soggiorno di Wagner a Palermo, dove – secondo il compositore – “c’è solo primavera ed estate”, fra monumenti d’epoca arabo-normanna, barocca e le tante dimore nobiliari che si contesero la presenza del compositore.
Il Teatro Massimo – che nel 1881 era in fase di costruzione (l’inaugurazione è del 1897) – ha sempre mostrato attitudine per i titoli wagneriani, con una predilezione per “Lohengrin” (già nella seconda stagione del 1898 fino ad arrivare all’ultima edizione del 2009), senza tralasciare una rarità come “Das Liebesverbot” (in prima italiana nel 1991). Tuttavia le esecuzioni wagneriane sono diventate sempre più sporadiche negli ultimi quarant’anni: l’occasione del bicentenario della nascita è apparsa quindi ottimale per presentare una nuova produzione del “Ring”, per la prima volta a Palermo in un’unica stagione. Gli appassionati ricordano probabilmente l’edizione divisa in due anni (1970 e 1971) diretta da Lovro von Matacic con un allestimento proveniente dal Teatro di Ginevra.
Il nuovo “Ring” firmato da Graham Vick e Richard Hudson e diretto da Pietari Inkinen sarà l’unico interamente nuovo che andrà in scena in Italia nel 2013 e sarà prodotto esclusivamente dal Teatro Massimo: “Das Rheingold” (22-31 gennaio), “Die Walküre” (21 febbraio – 3 marzo), “Siegfried” (19-30 ottobre), “Götterdämmerung” (23 novembre – 4 dicembre). I cantanti coinvolti, da Franz Hawlata nel ruolo di Wotan, a Robert Brubaker in quello di Mime, a Sergei Leiferkus come Alberich, Lise Lindstrom come Brünnhilde e Christian Voigt come Siegfried, sono tutti specialisti del repertorio tedesco wagneriano e rispondono al meglio anche alle esigenze teatrali dello spettacolo.
La presentazione del progetto “Wagner a Palermo 2013” è stata registrata e sarà presto visibile sul canale satellitare Sky Classica. Piero Maranghi, direttore di rete di Classica, ha sottolineato il legame con il Teatro Massimo di Palermo e anticipato futuri progetti in comune.

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Le primarie le fa Grillo

Posted by fidest press agency su martedì, 8 maggio 2012

Beppe Grillo in Viareggio Italiano: Beppe Gril...

Beppe Grillo in Viareggio Italiano: Beppe Grillo a Viareggio (Photo credit: Wikipedia)

Il successo della lista Grillo, il movimento a 5 stelle, è indiscusso. Se si cerca la ricetta, con molta probabilità, possiamo dire che è individuabile nella scelta dei candidati e la loro assonanza con quanto Grillo afferma, oramai da anni in tutte le piazze d’Italia. Qualcuno ha associato Grillo e il suo movimento a quanto è accaduto in Italia con la nascita nel febbraio del 1946 del Fronte dell’Uomo qualunque di Guglielmo Giannini. Il suo scopo era quello di dare voce al pensiero popolare e alla avversione al regime dei partiti. Per quanto non si possono fare delle analogie per il semplice motivo che diverse sono le situazioni e il back ground culturale che anima i due movimenti c’è, comunque, qualcosa che li accomuna. Giannini anima il suo movimento con una forma di umorismo, o meglio di satira, piuttosto pesante e Grillo, sotto questo aspetto, non è da meno. Allora non vi era la corruzione, come oggi appare, ma è comune la diffidenza per un modo di fare politica che è contro quella frangia di cittadini che vedono la politica con l’occhio dell’onestà e del servizio nell’interesse generale del paese. Grillo ha un sole nemico comune a Giannini: il rischio di farsi inglobare dalle logiche partitiche. Il suo 5% o il 20% del suo candidato a Parma mostrano una spinta propulsiva senza freni inibitori. E’ persino facile, a questo punto, per i suoi detrattori considerarlo un fuoco fatuo, una scintilla improvvisa che, non essendo generata da una catasta di legna che brucia, può perdere la sua continuità nel tempo.

Noi avevamo auspicato un crollo dei partiti maggiori (Pd, Pdl, Fli e Lega) per il semplice motivo che la gente è stanca di vedere i soliti volti, i soliti intrighi, i soliti inciuci e non se la sente di identificarsi con una classe politica che è sorretta dal voto popolare e che nonostante ciò tradisce sistematicamente il suo mandato.
Se, si dice, vogliamo interfacciare la politica con la volontà popolare, ci tocca essere conseguenti eleggendo uomini e donne che siano in grado d’essere buoni interpreti di questo mandato. Ed è ciò che sta facendo Grillo e come ha detto lui a Palermo “con gran fatica” e non perché non vi sia in Italia una maggioranza di galantuomini o di semplici lavoratori modesti e senza pretese, ma per semplice motivo che sono per lo più persone schive dalle luci della ribalta.
E noi oggi, nell’interesse del Paese, facciamo gli scongiuri a profeti di sciagure che in politica si identificano in coloro che propendono per la conservazione dell’attuale andazzo e diciamo in coro con Grillo: “Questo e’ solo l’inizio. Ci vediamo in Parlamento!”. (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)

 

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Segnalazioni antiriciclaggio

Posted by fidest press agency su martedì, 8 maggio 2012

Ben 49mila segnalazioni antiriciclaggio sono arrivate nel 2011 dagli istituti bancari, e di queste solo 500 segnalazioni provenivano dai professionisti. Soltanto 195 arrivano dai notai, di cui 143 in forma anonima tramite il Consiglio nazionale e 52 in forma diretta. Per stimolare la cultura della “collaborazione attiva” con le istituzioni e le forze dell’ordine e chiarire quale sia la differenza tra la “prevenzione” e la “repressione” del riciclaggio e dei reati connessi, il prossimo 8 maggio presso il Consiglio Notarile di Padova si svolgera’ un seminario interattivo sul tema del riciclaggio voluto dal Presidente del Consiglio Notarile di Padova, Roberto Agostini a cui partecipera’ il Col. St. Ivano Maccani, comandante provinciale della GdF di Padova e l’esperto di Intelligence Finanziaria Manlio d’Agostino.
Il ruolo del notaio e’ duplice: “pubblico ufficiale” che certifica, dando certezza al traffico giuridico tra privati, e “consulente” che assiste nel migliore dei modi i propri clienti. In questa sua attivita’ il notaio e’ particolarmente interessato dalla normativa di prevenzione del riciclaggio, e in questi ultimi anni ha alzato il livello di attenzione verso le operazioni che hanno una finalita’ oppure un presupposto in reati di criminalita’ organizzata e di terrorismo.
Secondo il Presidente del Consiglio Notarile di Padova, Roberto Agostini: “dopo 4 anni dall’entrata in vigore del Decreto Legislativo 231 del 2007 c’e’ la necessita’ di meglio analizzare alcuni punti critici dell’attuale legge sull’antiriciclaggio che rendono incerta la nostra azione di pubblici ufficiali chiamati a curarne una attuazione sul territorio”. L’incontro rappresenta l’occasione per fare il punto su come meglio affrontare la questione del riciclaggio di denaro, in un territorio che, come di recente evidenziato dalla Commissione Antimafia, percepisce sempre piu’ le infiltrazioni criminali. In Italia nel 2011 sono state 29.843 operazioni sospette pervenute alla Direzione Investigativa Antimafia (Dia), il 10% in piu’ rispetto al 2010. Nonostante dai recenti dati presentati dall’Unita’ di informazione finanziaria (Uif) della Banca d’Italia emerga che nel 2011 sono arrivate 49mila segnalazioni antiriciclaggio dagli istituti bancari (+31% rispetto al 2010, quando ne vennero registrate 37.300), dai professionisti sono arrivate solo 500 segnalazioni. Di queste, 195 arrivano dai notai (il 41% del totale), di cui 143 in forma anonima tramite il Consiglio nazionale e 52 in forma diretta. Nel corso dell’ultimo decennio si e’ avuto modo di verificare come il fenomeno della globalizzazione abbia portato anche degli svantaggi, come la crescita indiscriminata e senza controllo di flussi finanziari. In tale scenario, l’economia criminale, la mafia finanziaria, il riciclaggio rappresentano fenomeni che hanno assunto un rilievo impressionante. Dal rapporto redatto dalla Guardia di Finanza per il 2011 e’ emerso come il riciclaggio di denaro sporco rappresenti una piaga da debellare. Le fiamme gialle per lo scorso anno hanno stimato in circa 4,5 miliardi di euro il giro d’affari in merito, di cui 2,7 miliardi di euro derivano da frodi fiscali, 1,1 miliardi di euro da truffe e reati connessi, e 44 milioni da traffici di stupefacenti ed usura.

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Special exhibition: Zaha Hadid

Posted by fidest press agency su martedì, 8 maggio 2012

Hong Kong 17 – 20 May 2012 galerie gmurzynska Art Hong Kong 2012 booth designed by Zaha Hadid Wifredo Lam special exhibition Galerie Gmurzynska will return to Art Hong Kong with a booth designed by legendary architect, Zaha Hadid. Representing the Estate of Wifredo Lam the gallery presents a highly important exhibition of the works of the only 20th century classic modern artist of Chinese origins Wifredo Lam. Published on the occasion will be a catalogue on the work of Wifredo Lam with texts by the artist and rare documentary images. The paintings on show—including ceramics and pastels—offer a retrospective selection, from his Cubist-inspired School of Paris days to his ’70s canvases. Other highlights at the booth will include a selection of important works by Classic 20th Century Masters from the collection of the gallery,
including Joan Miro, Pablo Picasso, Robert Indiana, and Fernando Botero.
ZAHA HADID will be present during the Press and Collector’s Preview on Wednesday, May 16 at 14:00 at Galerie Gmurzynska’s booth, 1B16, as well as ESKIL LAM, son of the artist and representative of the Estate of WIFREDO LAM.

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Gli sprechi segnalati al governo

Posted by fidest press agency su martedì, 8 maggio 2012

Segnaliamo questi sprechi e i conseguenti risparmi: si possono risparmiare cinque miliardi rinunciando alla costruzione dell’autostrada Roma-Latina. Questa è una grande opera inutile perché non risolve l’ingresso a/da Roma dei pendolari e nemmeno la viabilità nazionale dei TIR, entrambi continueranno ad essere imbottigliati in file interminabili. La soluzione più economica ed efficace risiede nell’intermodalità e quindi nella riduzione dei flussi di auto private, in particolare nella costruzione della metropolitana leggera RM-Pomezia-Ardea e nel potenziamento della rete ferroviaria pontina.”

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Personale presidenza e risparmi

Posted by fidest press agency su martedì, 8 maggio 2012

Di Eduardo Di Blasi Alla Presidenza del Consiglio i fatti sono sempre più persistenti degli annunci. Per farsene un’idea basta vedere i dati usciti dall’ultima “spending review” del Palazzo di governo, quella che mirava al taglio dei dipendenti non più funzionali alla pianta organica e alla mutata missione del nuovo esecutivo dei tecnici.
Nel novembre 2011, governo Berlusconi, tra le diverse sedi di Palazzo Chigi si contavano 4.456 dipendenti, che, si annunciava, sarebbero diventati circa 3 mila attraverso il taglio degli incarichi fiduciari dati dal passato governo (una sorta di spoil System con pochi rimpiazzi), da quello dei pensionati ancora attivi in Presidenza con ruoli dirigenziali, da quello sovrabbondante delle forze di polizia che a Palazzo Chigi dovrebbero avere semplicemente due ruoli: verificare gli accessi alle sedi di governo (l’ufficio passi) e guidare le auto blu. Faccende per cui forse potrebbero essere meno dei 560 che erano nel 2011.
Al 5 di marzo, questa la data limite che il governo Monti aveva fissato per procedere al taglio (i contratti dei dirigenti erano stati prorogati per l’appunto fino a quel giorno, in attesa di capire dove poter operare risparmi), il provvedimento non si è dimostrato all’altezza dell’annuncio, tanto che da 4.456 i dipendenti dell’amministrazione sono diventati, più sobriamente, 4.129, circa mille in più rispetto alla pianta organica prevista. Il conto, del resto, dovrebbe essere presto fatto: i 5mila dovrebbero essere la somma dei dipendenti di Presidenza e Protezione Civile, cui si sommano i circa cinquecento dirigenti. Il resto, consulenti, forze dell’ordine, e strutture di missione (spesso doppioni del lavoro dei dipartimenti e veicolo di clientele), potrebbero essere potate.
Il taglio maggiore si è registrato alla voce “estranei alla pubblica amministrazione”, vale a dire tra coloro che sono arrivati in Presidenza per via fiduciaria, non provenendo da nessun ufficio pubblico. Nel 2011 la pattuglia contava 357 dipendenti. Secondo le stime iniziali era questo uno degli “sprechi” cui porre rimedio, e qualcuno supponeva che la truppa andasse rimandata a casa tutta assieme. Invece ne è rimasta in piedi metà: oggi gli esterni alla pubblica amministrazione che lavorano negli uffici di governo sono 179, 178 in meno di qualche mese fa.
Sulla vicenda dei pensionati il 5 marzo il governo Monti in una nota “ha deciso di non confermare coloro che, pur essendo in pensione, svolgevano ancora attività . A essi non potranno essere conferiti incarichi di consulenza”. Hanno quindi fatto le valigie Antonio Ragusa, che teneva i cordoni della borsa “alle risorse strumentali ed Eugenio Ficorilli, al cerimoniale. Giancarlo Bravi invece continua ad occuparsi della struttura di Missione per i 150 anni dell’Unità d’Italia. La struttura medesima, infatti, resterà in funzione almeno fino a luglio.
Non compare più sul sito internet del governo nemmeno Raffaele Di Loreto, che, da 64enne pensionato dell’aeronautica, era al timone dell’ufficio per i voli di Stato e umanitari. Ufficio in cui è¨ passata la buona usanza di pubblicare i report mensili di chi, per motivi istituzionali, viaggia sui velivoli del 31esimo stormo dell’Aeronautica Militare.
Sulla presenza di una nutrita truppa di militari e forze di polizia, la “sforbiciata” è stata ancora minore: sui 560 in servizio a novembre scorso, oggi ne sono presenti 546: quattordici in meno. Oltre ai 52 dell’Aeronautica, che curano un settore specifico, ci sono 25 impiegati dell’esercito, 11 della Marina e 128 appartenenti alla Guardia di Finanza, la polizia presidia l’area con 150 addetti, i Carabinieri seguono con 135. Ci sono anche 36 della Penitenziaria, 2 forestali, due dipendenti delle Capitanerie di Porto e un vigile urbano (nel novembre scorso erano tre).
C`è infine la questione mai affrontata dei dirigenti. In Presidenza ce ne sono oltre 500: uno ogni quattro dipendenti. Tra dicembre e febbraio, Palazzo Chigi ha deciso di assorbirne altri sedici, attingendo a una graduatoria interna prorogata per l’occasione sino al dicembre 2012. Il risparmio, a detta della Presidenza del Consiglio, è data dal fatto che, attingendo a graduatorie interne, senza bandire alcun concorso pubblico come prevede la la legge, invece di 12 dirigenti se ne possono fare 16.

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Metro B: trasporto pubblico allo sbando

Posted by fidest press agency su martedì, 8 maggio 2012

Roma. “Anche ieri ennesimo guasto sulla linea della metro B. Purtroppo il problema dei disservizi non riguarda solo la Metro B, ma l’intero servizio di trasporto pubblico, anche quello su gomma. Solo pochi giorni fa è stato denunciato sulla stampa dalle organizzazioni sindacali che quasi un mezzo su tre rimane fermo al deposito per guasti vari. Una situazione intollerabile che è una delle concause del mancato utilizzo da una parte dei cittadini romani dei mezzi di trasposto pubblico. Peccato perché tale situazione, oltre a rappresentare un danno alle casse dell’Atac, impedisce lo sviluppo di un modello di mobilità sostenibile che permetterebbe di alleviare la pressione del traffico veicolare privato sulla città con innegabili benefici anche sul fronte dell’inquinamento atmosferico e acustico, della sosta e più in generale della qualità della vita. Infatti, nonostante l’aumento del prezzo della benzina tenda a far aumentare l’utenza del trasporto pubblico, la Giunta Alemanno sembra voler far di tutto per scoraggiare l’uso di tali mezzi ai cittadini romani, sia con la pessima qualità del servizio erogato, che con il previsto aumento delle tariffe. Ci uniamo a coloro che chiedono che si faccia piena luce sui troppi disservizi che stanno colpendo il trasporto pubblico della città. E’ quanto dichiara Giovanni Barbera, membro del comitato politico romano del Prc-Federazione della Sinistra e presidente del Consiglio del XVII Municipio.

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Suicidi imprenditori

Posted by fidest press agency su martedì, 8 maggio 2012

“Con l’ennesimo tentativo di suicidio mi chiedo: Chiudere le imprese e portare gli imprenditori all’esasperazione è una volontà governativa?”. A dichiararlo è il presidente di Confartigianato Imprese Palermo, Nunzio Reina che punta il dito contro un meccanismo che ritiene “lesivo della dignità personale degli artigiani. La parola “dignità” – precisa – non è una parola vuota, ma descrive pienamente l’umiliazione che stritola chi è a capo di un’impresa e non riesce a riempire dei buchi che si trasformano i voragini. L’artigiano vive dodici ora col proprio dipendente, quando non riesce più a pagarlo non può nemmeno guardarlo più negli occhi, sentendosi impotente”. Alla base di una condizione critica, secondo Reina, le imposte indirette, i costi d’impresa e l’Imu. “Anche quest’ultima tassa – ribadisce il presidente – si ripercuote sia sugli imprenditori che possiedono un immobile, ma, indirettamente, anche con chi ce l’ha in locazione, perché l’affitto aumenterà al rinnovo del contratto. Insomma, un cane che si morde la coda. Inoltre, la serie di sanzioni prevista per il mancato pagamento delle imposte indirette, dovrebbe essere annullata, per non parlare poi – aggiunge Reina – degli interessi, che dovrebbero essere ridotti. Lo Stato doveva inoltre rimborsare l’Iva, il pagamento è adesso arrivato, è stato definito quasi come una vittoria, ma in realtà è arrivato in ritardo, per il quale non c’è stata alcuna sanzione. Quest’ultima è forse prevista solo per gli artigiani? Come fa un imprenditore in difficoltà a sostenere tutto questo? Quando le banche chiudono la porta in faccia, quando non arrivano i pagamenti dalla pubblica amministrazione, l’unica alternativa resta l’usura. Propongo quindi – sottolinea Reina – un migliore monitoraggio da parte delle associazioni antiusura. La scia di suicidi deve terminare, perché non è una scelta condivisibile e si ripercuote sull’intera famiglia dell’imprenditore, che non c’entra nulla”.

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Diabete: risposta europea

Posted by fidest press agency su martedì, 8 maggio 2012

Milano, “Agire oggi, per cambiare il domani” è non solo uno slogan ma, in estrema sintesi, il messaggio che emerge dalla Copenhagen Roadmap, il documento elaborato al recente European Diabetes Leadership Forum, promosso il 25 e 26 aprile nella capitale danese dall’Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico (OCSE) e dall’Associazione Danese per il Diabete, con il Patronato della Presidenza Danese del Consiglio dell’Unione Europea e il contributo non condizionato di Novo Nordisk. Nella sua stesura definitiva la Copenhagen Roadmap sarà pubblicata il prossimo 4 giugno, ma le sue linee principali sono state anticipate oggi a Milano, nel corso di un incontro organizzato dall’Italian Diabetes Barometer Observatory. “Prevenzione, diagnosi precoce e miglioramento delle cure e dell’assistenza sono i tre capisaldi sui quali si basa la strategia individuata dai partecipanti – medici, rappresentanti delle associazioni pazienti, politici, Istituzioni europee e dei Paesi membri della UE – a questo importante summit continentale per affrontare la sfida che il diabete pone all’Europa”, dice Marco Comaschi, diabetologo, membro della Commissione ministeriale per il piano nazionale diabete. Che di vera e propria sfida si tratti, lo dimostrano alcuni semplici numeri. Secondo l’International Diabetes Federation (IDF) sono 35 milioni le persone con diabete in Europa (oltre 3 milioni in Italia) oggi. È colpito dalla malattia il 5,8% della popolazione continentale.
“Uno dei dati più preoccupanti, tuttavia, è il numero di persone che si trovano in condizione di ridotta tolleranza al glucosio (IGT, impaired glucose tolerance)”, aggiunge Antonio Nicolucci, Coordinatore Data Analysis Board dell’Italian Barometer Diabetes Observatory. “La ridotta tolleranza al glucosio è una sorta di stato di pre-diabete, un importante fattore di rischio che presuppone un’evoluzione verso la malattia, ma che fortunatamente è ancora reversibile; è possibile tornare indietro modificando il proprio stile di vita”, spiega Comaschi. “Sempre secondo l’IDF – prosegue Nicolucci – 42 milioni di persone, la popolazione di uno stato come la Polonia, soffrono di IGT e questo numero cresce di circa 350.000 unità l’anno. Inoltre, l’Europa invecchia: nel 2002 i maschi europei avevano un’aspettativa di vita di 80,9 anni e le donne di 84,5, nel 2008 questi valori sono saliti rispettivamente a 82,2 e 85,7 e crescono costantemente. Ciò significa che il diabete peserà sempre di più sui sistemi sanitari.”
Oltre alla prevenzione, la diagnosi precoce è altrettanto fondamentale. “La diagnosi tempestiva e l’intervento rapido con le cure più adeguate evitano l’insorgere di gravi complicazioni collegate al diabete, innanzitutto quelle cardiovascolari. La Copenhagen Roadmap sollecita un chiaro orientamento delle cure primarie verso una medicina di iniziativa, che permetta attraverso lo screening delle categorie a rischio l’identificazione precoce delle persone con diabete”, conclude Comaschi. Infine, la cura e l’assistenza: “Le persone con diabete meglio controllate vivono meglio e consumano meno risorse del sistema sanitario”, dice ancora Nicolucci. “Lo sviluppo di un sistema che veda la persona con diabete al centro, e che provveda a creare un modello di cura che integri e metta in rete le diverse figure del medico specialista e di famiglia, che identifichi indicatori di processo e di risultato e che misuri e valuti le performance e la qualità dell’assistenza prestata, è stato fortemente sollecitato e rappresenta una forte raccomandazione della Copenhagen Roadmap”, sottolinea la Sen. Emanuela Baio, Presidente comitato nazionale per la difesa dei diritti della persona con diabete. “Devo confessare che sentire descrivere come aspirazione europea un modello che in Italia è già largamente applicato mi ha fatto abbastanza piacere”, conclude.

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Abolizione rappresentante di classe?

Posted by fidest press agency su martedì, 8 maggio 2012

Centinaia e centinaia di genitori in cento luoghi diversi, sparsi per tutta Italia, stanno raccogliendo con passione firme di altri genitori affinché non sia abolita la figura del rappresentante di classe. Dopo una prima diffusione della petizione fra i genitori eletti nelle scuole toscane, la notizia è volata via web e in pochissimi giorni sono giunte a noi promotori di AGe Toscana le adesioni di associazioni, comitati, gruppi da tante province diverse. Segno evidente che i genitori a scuola ci sono e che nel rappresentante di classe ci credono. ”Come Associazione Genitori AGe stiamo lavorando da oltre 14 anni in Toscana per formare i genitori eletti negli organi collegiali della scuola –dichiara Rita Manzani Di Goro, presidente dell’associazione toscana- Nel tempo abbiamo visto i risultati di questo impegno: i genitori sono divenuti interlocutori consapevoli della scuola e, dopo un’azione di rigetto iniziale, sono stati anche apprezzati. A livello italiano siamo in rete con molte altre realtà che funzionano. Peccato che il Ministero negli ultimi cinque anni non abbia speso un briciolo di attenzione per qualificare la presenza dei genitori nella scuola. Se lo avesse fatto, molto probabilmente i legislatori si sarebbero guardati dal fare una simile scelta”.Invece la proposta di legge 953 mette in forse la partecipazione dei genitori al governo della scuola, rimettendo tutto allo statuto, diverso per ciascuna scuola, che dovrebbe solo per questo concretizzare la tanto decantata autonomia. Ma uno statuto privo di effettivi controlli esterni può essere garante di legalità? Abbiamo più di qualche dubbio, vista ad esempio la crescente frequenza con cui ci giungono segnalazioni di Consigli d’istituto che pretendono di ‘sfiduciare’ i consiglieri ritenuti scomodi e farli decadere. Una procedura (questa come tante altre che ci vengono segnalate dai genitori) del tutto illegittima ma che determinati dirigenti scolastici, pur essendo i legali rappresentanti della scuola, non ostacolano in alcun modo.Se questo accade con l’attuale normativa, che cosa accadrà quando le scuole non saranno più obbligate a garantire rappresentanti di classe, assemblee e altri spazi di partecipazione per le famiglie? si chiedono i genitori. La risposta che si danno non è molto ottimistica.
Dà da pensare anche la velocità con cui la Camera ha trovato un compromesso fra posizioni finora inconciliabili e, tempo questi pochi mesi del 2012, è già prossima a licenziare la Proposta di legge in sede legislativa (una procedura riservata a materie di scarsa importanza o a provvedimenti d’urgenza, che qui certo non si configurano). Questo senza che ci sia stato un adeguato dibattito all’interno del mondo della scuola. I TEMPI PERTANTO SEMBRANO ESSERE MOLTO STRETTI.”Invitiamo tutti i genitori a inviarci le firme già raccolte entro il 10 maggio, in modo da poterle presentare alla VII Commissione della Camera prima del voto definitivo –è l’appello dell’AGe Toscana- Poi intensificheremo ulteriormente i nostri sforzi in vista del passaggio al Senato. Siamo disponibili a confrontarci, a offrire delucidazioni, a essere presenti a incontri, rapportandoci con chiunque si dimostri interessato al futuro della scuola e alla partecipazione dei genitori”.
COME INVIARE LA PETIZIONE: il modulo va stampato fronte retro, compilato in modo leggibile e firmato. Il foglio deve essere inviato a info@agetoscana.it dopo averlo scannerizzato in formato .pdf (a bassa risoluzione) o .tif. In alternativa, è possibile inviare direttamente i fogli firmati alla Segreteria AGe Toscana presso AGe Argentario, via Baschieri 63, 58019 Porto S. Stefano.

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The trade policy of the European Union

Posted by fidest press agency su martedì, 8 maggio 2012

This study by Iana Dreyer assesses the trade policy of the European Union (EU) in its neighbourhood and formulates proposals for the “Deep and Comprehensive Free Trade Agreements” (DCFTAs) that the EU is currently offering to Ukraine, Moldova, Georgia, Armenia, Jordan, Egypt, Tunisia and Morocco, as part of the European Neighbourhood Policy and in response to the democratisation processes in the region.The study puts DCFTAs in context by taking stock of the trade policy arrangements currently in place with all its neighbours. It also benchmarks the DCFTA projects against the Free Trade Agreements (FTAs) the EU has signed in recent years with emerging markets outside its neighbourhood. The fundamental issue at stake is how far the EU should push the EU acquis communautaire in particular in the field of technical and sanitary standards. Another important issue is the need to foster investment in the partner economies. Also DCFTAs should be considered a means to foster industrial renewal on both sides. The proposals revolve around an ambitious mutual trade and investment liberalisation agenda, an alternative solution to regulatory alignment in standards, and a customs union to both achieve the goals of regional economic integration and reduce the distortions coming from rules of origin in FTAs.

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UN Alliance of Civilizations

Posted by fidest press agency su martedì, 8 maggio 2012

New York, Twelve young leaders from North Africa and the Middle East are arriving in New York this Monday with the aim to create new alliances, gain knowledge, and understanding of the USA and Europe. From New York to Paris twelve young leaders are now embarking on a journey across the US and Europe. Every single day of the program is going to be rich in learning and in exchanges. The UNAOC’s Fellowship Program focuses on creating opportunities for young leaders, across the Arab world and the West, to increase mutual understanding through experiential learning and direct interaction with civil society.The fellows will be part of a two-week program organized under the auspices of the UN Alliance of Civilizations (UNAOC). The program is funded by the German Foreign Office with the support of the Guerrand-Hermes Foundation for Peace and developed in partnership with the League of Arab States, ISESCO, the Institute of International Education, the Government of Jordan, OIC and the Qatar Committee for the Alliance of Civilizations.The Fellowship Programme is the first and only young leader’s exchange program developed jointly by partners and with resources from Arab, Muslim, European and American partners. During its first stop in the USA New York, the group will meet with UNAOC’s partners, Esther Brimmer at the US State Department, the World Bank, the United Nations agencies but also visit national and community level work such as the Bronx transformation project , Park 51 in New York and the National Women’s Law Center in DC
From there, the group will fly to Europe where fellows will meet among others with the Federal Foreign office of Germany and Mr. Guerrand-Hermes from Guerrand-Hermes foundation for peace, one of UNAOC’s main partners on the fellowship as well as NATO, the European Parliament, Vivendi and France 24. The group will also interact with the fellows from the 2012 class (Spring and Fall) of the Fellowship Program who are currently living in New York, DC, Paris and Brussels.Through a number of discussions and meetings, the fellows will also have the opportunity to talk and exchange their views with their hosts on the current events in the Arab world and in the US and Europe. Beyond the meetings and conferences from which they are going to learn a lot, the fellows will also be given a chance to experience the richness of the country through visits to cultural and historic sites.
Achraf Aouadi (Tunisia) Emanating from a family of political activists, Achraf started as s blogger and a cyber activist., After the Tunisian evolution, Achraf, founded I WATCH organization, a Tunisian watchdog organization working on transparency, good governance and anti-corruption. I WATCH put together the second largest domestic observation mission in Tunisian’s last elections. During the Libyan war, Achraf served on the Tunisian-Libyan borders to rescue around 500.000 refugees who crossed the borders to seek refuge in Tunisia.
Kholoud Mansour (Syria) works for the International Organization for Migration (IOM) in Damascus. Her articles on current situations appear under pseudonym in different printed and online media outlets. She is an alumni of the Young Leaders Visitors Program (YLVP) that combines intercultural leadership training with theory and practice in the fields of transparency, democracy and human rights.

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Dolore episodico intenso

Posted by fidest press agency su martedì, 8 maggio 2012

Bologna. Formare e informare sul dolore oncologico e sulle possibilità di cure palliative: fa tappa oggi a Bologna il Progetto BEHTA, coinvolgendo oltre 40 specialisti che saranno destinatari di un corso specifico nella sala conferenze viaggiante, partita da Roma il 12 aprile e che toccherà complessivamente 14 città in tutta Italia.
Quella di Bologna è l’ottava tappa del tour nazionale promosso da Grünenthal; prossimo appuntamento a Genova, il 10 Maggio.
“Si tratta di un evento – spiega il dottor Giampiero Porzio, responsabile scientifico della tappa emiliana del Progetto Behta, Dirigente Medico presso l’Unità Operativa di Oncologia dell’Aquila e fondatore della Onlus ‘L’Aquila per la vita’, impegnata soprattutto nelle cure palliative e nella terapia domiciliare – che prende in esame uno dei problemi di maggior frequenza nei pazienti oncologici: quello che viene definito Breakthrough cancer Pain (BTcP), in italiano ‘dolore episodico intenso’. E’ il picco di sofferenza che compare in un contesto di dolore pur ben controllato. E’ quindi un problema che inficia la qualità della vita dei pazienti, che crea apprensioni ai familiari e che è spesso causa di accessi in ospedale: una problematica che presenta quindi diverse sfaccettature e che merita un approccio a trecentosessanta gradi, sia dal punto di vista della diagnosi che del trattamento. Obiettivo dell’iniziativa in generale, e quindi anche della giornata di Bologna, è quello di fornire a tutti gli specialisti che operano quotidianamente con i pazienti oncologici gli strumenti necessari per prevenire questo tipo di dolore e per risolverlo qualora compaia. Mi sembra valida anche la formula itinerante: grazie al Progetto Behta abbiamo modo di incontrare, formandoli, la maggior parte dei nostri colleghi sull’intero territorio nazionale. E’ naturale, infine, che il focus della giornata riguardi i farmaci oppioidi, che sono di gran lunga il rimedio più efficace contro il Btcp: le nuove formulazioni a base di Fentanyl ci consentono di avere maggiore rapidità di azione con la massima sicurezza. Occupandomi ogni giorno di cure domiciliari, vorrei sottolineare che questo tipo di farmaci ci permette, a casa del paziente, di avere la stessa rapidità di azione di un farmaco che si utilizzerebbe normalmente in ospedale, per di più in tutta sicurezza, senza alcun problema per i familiari. Mi sembra un bel passo avanti”.
Responsabile sul territorio della tappa bolognese del Progetto Behta è il professor Andrea Martoni, Direttore dell’Unità Operativa di Oncologia Medica dell’Ospedale Sant’Orsola Malpighi di Bologna, il quale ricorda il ruolo di precursore del capoluogo emiliano nella lotta al dolore neoplastico: “Già nel 1980, proprio nel mese di Maggio, Bologna ospitò per la prima volta un congresso sull’utilizzo della morfina per il trattamento del dolore nei pazienti oncologici. Si trattò senza dubbio di un summit d’avanguardia, in un’epoca in cui l’opinione degli specialisti intorno agli oppioidi era improntata ad una diffusa diffidenza. Nel nostro reparto, inoltre, già dal 2004 siamo soliti registrare l’intensità del dolore dei nostri pazienti, annotandola nella cartella clinica: una vera e propria anticipazione di una delle prescrizioni fondamentali della Legge 38 del 2010. In generale, quindi, Bologna e l’Emilia Romagna si posizionano nei primissimi posti in Italia per quanto concerne il trattamento del dolore oncologico. Qualche mancanza, tuttavia, va ancora rilevata e possibilmente rimossa: si tratta per lo più di carenze culturali da parte degli specialisti, che non sono ancora al corrente della complessità del problema del dolore in ambito oncologico e delle terapie necessarie a contenerlo. Proprio quei limiti culturali, in definitiva, che il Progetto Behta si propone di affrontare e risolvere attraverso una formazione a tutto campo sull’intero territorio nazionale”. Il professor Martoni sarà affiancato nel corso del pomeriggio di formazione dal dottor Marco Maltoni, responsabile dell’Unità Operativa di Cure Palliative dell’Ausl di Forlì e Consigliere Nazionale della Società italiana di Cure Palliative.
Il BTcP costituisce l’oggetto principale dei pomeriggi di formazione del programma Behta: raggiunge il picco della sua intensità a 3 minuti dall’esordio, dura mediamente 30 minuti e comunque non supera l’ora nel 90% dei casi. Il contrasto del BTcP è da considerarsi un ‘work in progress’: in letteratura, a seconda degli autori, è riconosciuta a questo tipo di dolore un’incidenza variabile, dal 25 al 90% del dolore neoplastico globale, ma un’approfondita analisi dei dati clinici fornisce il quadro di una patologia piuttosto diffusa, che colpisce circa 2 pazienti su 3 e rappresenta quindi una parte molto importante del dolore da cancro.

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La Scuola Merletti di Gorizia diventa “internazionale”

Posted by fidest press agency su martedì, 8 maggio 2012

View of the town of Gorizia (Gorica) in Friuli...

View of the town of Gorizia (Gorica) in Friuli Venezia Giulia, Italy. (Photo credit: Wikipedia)

Si è concluso a Cattaro il corso promosso dalla Scuola Merletti di Gorizia. La prossima settimana dal Montenegro una delegazione visiterà la Scuola in occasione dell’inaugurazione del 3° concorso internazionale
Consegnati a Cattaro (Montenegro) i diplomi per le 16 allieve del corso promosso dalla Scuola dei Corsi Merletti di Gorizia e dalla Comunità italiana in Montenegro: sedici donne montenegrine hanno potuto apprendere i rudimenti dell’arte del merletto goriziano grazie all’impegno della Scuola, le cui due insegnanti Cristina Cargnel e Mariagrazia Giacomini si sono avvicendate per un totale di 48 ore di lezione: è il contributo di Gorizia al progetto di cooperazione internazionale, sostenuto dalla Regione, che intende sostenere il recupero dell’arte del merletto a Cattaro, antica città marinara della costa montenegrina dove è ancora presente un’attivissima comunità italiana. L’iniziativa fa parte di un più ampio progetto, che vede Confcooperative Fvg come capofila, e il Comune di Gorizia come partner, e che sostiene lo sviluppo dell’imprenditoria femminile a Cattaro: proprio nei giorni scorsi è stata infatta formalizzata la costituzione di un’associazione che, a Cattaro, si occuperà delle promozione del merletto catarino. Tra una settimana, da venerdì 11 maggio a domenica 13 maggio, una delegazione delle allieve del corso e di rappresentanti delle istituzioni locali montenegrine saranno a Gorizia per visitare la Scuola Merletti, in occasione dell’inaugurazione della terza edizione della mostra-concorso. (fonte Studio Giornalisti-David)

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Tumori neuroendocrini

Posted by fidest press agency su martedì, 8 maggio 2012

Monza. I tumori neuroendocrini colpiscono ogni anno in Italia oltre 1200 persone e nell’ultimo decennio la loro incidenza è cresciuta del 2% ogni 12 mesi. Colpiscono principalmente gli uomini tra i 50 e i 60 anni, possono presentarsi in ogni sede dell’organismo, ma sono più frequenti nel tratto gastroenterico, circa il 70%. Presentano spesso caratteristiche particolari che rendono difficile la loro diagnosi: i sintomi più comuni sono un arrossamento diffuso e crampi addominali, accompagnati talvolta da diarrea. E alcuni di questi tumori sono del tutto asintomatici. Il centro di riferimento, in Italia, per la cura e il trattamento di questa patologia, si chiama Ce.Ri.Ca. (Centro di Riferimento per lo Studio e la Cura dei Carcinoidi e dei Tumori Neuroendocrini) e ha sede presso l’Istituto di Oncologia (IdO) di Monza. Alle forme rare di cancro è dedicato il X Seminario ITMO (Italian Trials in Medical Oncology) dal titolo Neoplasie a bassa incidenza che si svolge oggi al Policlinico di Monza. Un meeting importante che vede la partecipazione di oltre 200 esperti provenienti da tutta Italia per illustrare lo stato dell’arte contro alcuni tumori rari. “Questo convegno nazionale nasce dalla necessità di coordinare il più possibile la lotta contro questi tipi di cancro inusuali, ma non per questo meno pericolosi – afferma il Direttore Scientifico e Clinico dell’IdO prof. Emilio Bajetta -. Lo scopo principale del seminario è capire come affrontare queste patologie che molte volte sono ‘orfane’ di farmaci, e quindi hanno un difficile approccio terapeutico. E’ importante sviluppare la ricerca per giungere alla sperimentazione di nuove molecole”. A questo proposito il Ce.Ri.Ca. svolgerà, in esclusiva mondiale, uno studio clinico per valutare l’efficacia e la sicurezza nei tumori neuroendocrini di una nuova molecola: panitumumab. Si tratta di un farmaco abitualmente utilizzato per il trattamento del carcinoma del colon metastatico, che verrà impiegato, per la prima volta, in pazienti affetti da tumore neuroendocrino. L’annuncio dato dallo stesso prof. Bajetta al convegno ha destato grande interesse fra gli specialisti. Il X seminario ITMO vede la partecipazione anche dei massimi vertici dell’Associazione Italiana di Oncologia Medica (AIOM). “La nostra Società scientifica – afferma Stefano Cascinu presidente nazionale AIOM – ha deciso di supportare il seminario ITMO perché il cancro si può sconfiggere anche grazie alla condivisione delle conoscenze e al confronto costruttivo tra professionisti. Questi principi sono ancora più validi se dobbiamo affrontare neoplasie rare, cioè malattie di cui spesso abbiamo poche informazioni per quanto riguarda diagnosi e terapia”.
L’ITMO e il Ce.Ri.Ca. sono due enti di ricerca di assoluto livello che il professor Bajetta ha portato in “dote” all’Istituto di Oncologia del Policlinico di Monza. “Le attività di ricerca contro i tumori neuroendocrini – sottolinea il Direttore IdO – sono diventate il fiore all’occhiello dell’Istituto. Il nostro Centro si avvale della collaborazione di numerosi professionisti, noti in Italia e all’estero, per la loro competenza clinico – scientifica sviluppata nell’ambito dei NET. La continua ricerca di strategie terapeutiche innovative richiede complessi studi di confronto. Al 2011 l’ITMO ha realizzato 31 protocolli di studio completati mentre 8 sono ancora in corso. Quest’attività di ricerca ha consentito di pubblicare lavori per esteso, abstract e presentazioni a Congressi Nazionali ed Internazionali”. La prima descrizione esatta di un tumore neuroendocrino risale al 1552 A.C. ad opera di un medico egiziano. Ciò nonostante solo recentemente i NET sono stati classificati dalle autorità sanitarie internazionali e soltanto negli ultimi anni si è assistito ad un reale progresso nella comprensione della loro biologia. Tutt’ora le cause di queste rare patologie sono ignote. “C’è ancora molta strada da fare per migliorare le nostre conoscere sui tumori rari. La difformità di queste neoplasie – ricorda il professor Bajetta – e la loro criticità terapeutica richiedono un approccio multidisciplinare. Le loro caratteristiche ne rendono infatti difficile la diagnosi. I tumori neuroendocrini per esempio possono rimanere silenti per anni, crescono lentamente e spesso originano metastasi prima di diventare sintomatici. Difficilmente un clinico può affrontare da solo e con eguale perizia tutti i tumori a bassa incidenza. Serve necessariamente un’alleanza tra oncologo, anatomo-patologo, radiologo, chirurgo e medico nucleare. Infine, è assolutamente necessario concentrare tutte le risorse, conoscenze ed esperienze nella lotta contro le neoplasie rare in centri altamente specializzati e condividere il più possibile tutte le esperienze acquisite”.

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Guardare oltre la crisi

Posted by fidest press agency su martedì, 8 maggio 2012

Commercio e credito: un binomio non facile, soprattutto oggi. Un binomio che però a livello locale ha trovato una risposta. Confesercenti provinciale Varese e Banca di Credito Cooperativo di Busto Garolfo e Buguggiate hanno dimostrato che, quando si fa rete e si è disponibili all’ascolto, le soluzioni possono essere trovate e sono «soluzioni magari non innovative, ma sartoriali, ovvero tagliate su misura per le esigenze di un territorio». Nelle parole di Luca Barni, direttore generale della Bcc, la sintesi di quanto emerso stamattina dal convegno “Commercio e credito. Domanda e risposta” organizzato da Confesercenti a Varese. Un appuntamento voluto per continuare il percorso avviato dalla Bcc e dall’associazione di categoria alcuni mesi fa.
«Nel parlare di credito alle imprese ci si imbatte in una serie di affermazioni diffuse che non trovano riscontro nell’azione del sistema bancario -ha premesso Barni-. Per esempio, il fatto che non sarebbero stati riversati sul territorio, alle imprese e alle famiglie, i fondi provenienti dalla Bce. Andando a guardare i livelli degli impieghi delle banche, ci si accorge però che questo è stato fatto. Dalla Banca Centrale Europea sono stati presi quei fondi che le banche non riescono più a raccogliere sul mercato del capitale». Inoltre, «dagli ultimi dati, l’80% circa delle richieste di finanziamento che arrivano alle banche viene soddisfatto. È una percentuale inferiore al passato, ma occorre tenere presente la situazione generale di difficoltà che stiamo vivendo, non solo per chi investe ma anche per chi concede credito».
Nonostante queste osservazioni, la situazione generale rimane critica. Come ha precisato Gianni Lucchina, direttore generale di Confesercenti Varese: «Molte piccole realtà hanno già chiuso, altre cercano di sopravvivere. Il commerciante oggi deve fare i conti con il calo dei consumi (3% circa) e con un mercato difficile, giocato su una guerra dei prezzi dove anche un minimo sbalzo negli incassi rischia di condurre a una situazione di emergenza. Un solo dato: quasi la metà delle imprese aperte dal 2007 a oggi non è riuscita reggere». La risposta a questa situazione è arrivata dal basso, seguendo due semplici parole: rete e ascolto. Ha proseguito Lucchina: «Confesercenti Varese e Bcc si sono messe a confronto proponendo un modello di azione per guardare oltre la crisi. Si parla molto di fare rete, ma troppo spesso questa parola rimane uno slogan ben lontano dai fatti. Abbiamo voluto metterci insieme, ciascuno nel rispetto e nella responsabilità del proprio ruolo, per trovare una strada». Il metodo è stato quello dell’ascolto. Ovvero, «capire quali sono le reali esigenze delle piccole e medie imprese, di cosa hanno realmente bisogno. E abbiamo scoperto che non si tratta di soluzioni complesse, dovevano essere, semplicemente, proposte nei termini corretti», ha spiegato Barni. Sono nate così le quattro azioni della Bcc: un finanziamento temporaneo agevolato pensato per permettere alle imprese di superare eventuali tensioni di liquidità; un conto corrente dedicato a costo fisso; il servizio POS a commissioni basse con installazione e assistenza gratuite; uno specifico finanziamento per creare il proprio negozio virtuale. E le risposte non hanno tardato ad arrivare. «In poco meno di un mese, abbiamo già avuto più di una decina di richieste», ha concluso Barni.

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L’Agroecologia e la Vita

Posted by fidest press agency su martedì, 8 maggio 2012

La Costituzione italiana non è stata delegata ai trattati internazionali sul commercio, ne in materia di ambiente ne in quella di salute. Ed ogni stato può applicare livelli di sicurezza e precauzione superiori ai minimi europei. Con tutti gli studi indipendenti disponibili sul pericolo OGM per la salute umana ed animale e l’accertata contaminazione ambientale da polline e TGO (trasferimento genico orizzontale) del DNA e micro Rna transgenico, attraverso la flora intestinale e i microrganismi del terreno. il parlamento UE ha da poco approvato una risoluzione che ribadisce agli stati membri il diritto di vietare gli OGM, per la semplice ed accertata contaminazione ambientale (che può divenire irreversibile) oltre che per il rispetto della volontà popolare di non mangiare ne importare OGM.
E’ la stessa direttiva 2001/18 CE, sugli OGM che prevede l’obbligo di consultazione popolare (Referendum) in materia di OGM prima di ogni decisione, dal momento che tali decisioni possono diventare irreversibili. Dev’essere il popolo, nel caso, a decidere se rinunciare o meno, definitivamente, all’Alimentazione ed Agricoltura tradizionali italiane.
Gli OGM sono inutili e pericolosi per la salute e l’ambiente. E, contaminando tutte le altre filiere agroalimentari , contrastano anche l’Art. 41 della Costituzionein quanto rendono impossibile la libera attività economica di chi vuole continuare a produrre alimenti biologici, 100% liberi da OGM.
Gli OGM sono in contrasto, per lo stesso motivo, con gli accordi di libero commercio WTO, provocando il monopolio sementiero ed agroalimentare, che minaccia le sovranità alimentari dei popoli, le economie agricole locali e la loro salute. Bisogna adire alle corti costituzionali ed istituzionali nazionali ed europee da parte dei cittadini e delle associazioni del Biologico E’ necessario sostenere un ufficio tecnico giuridico di azione legale contro le Multinazionali dei Pesticidi (che vanno vietati in quanto non necessari e pericolosi per la salute) e degli OGM, che vengono utilizzati per alimentare miliardi di animali in allevamenti intensivi e senza terra, che consumano aòmeno come 20 miliardi di esseri umani equivalenti…
…mentre 1 miliardo di persone e bambini nel mondo soffre e muore di fame. (Prof. Giuseppe Altieri, Agroecologo)

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