Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 348

Archive for 22 marzo 2021

Conversazioni crittografate: quando le leggi della fisica proteggono i dati sensibili

Posted by fidest press agency su lunedì, 22 marzo 2021

Roma. Oggi un nuovo studio della Sapienza Università di Roma, frutto della collaborazione sinergica tra due gruppi sperimentali del Dipartimento di Fisica, il gruppo Nanophotonics coordinato da Rinaldo Trotta e il gruppo Quantum Lab coordinato da Fabio Sciarrino, dimostra come sia possibile garantire un ulteriore livello di sicurezza per i dati trasmessi in un canale di comunicazione attraverso l’impiego di un nuovo tipo di emettitori di fotoni, i quantum dots. La ricerca, pubblicata su Science Advances, ha previsto lo sviluppo sperimentale del primo canale di comunicazione quantistica tra due edifici all’interno del campus Sapienza. Comunicare a distanza è diventata la regola nella vita di tutti i giorni sia per contattare privatamente amici o conoscenti, che per inviare dati sensibili, come ad esempio nelle transazioni bancarie. Diventa quindi di fondamentale importanza creare un apparato di protezione che renda sicuro lo scambio di dati, salvaguardandoli da potenziali intrusi. Infatti gli attuali mezzi di comunicazione sono intrinsecamente vulnerabili e il loro livello di sicurezza dipende esclusivamente dalle capacità tecnologiche dell’intruso. Una soluzione a questo problema è stata individuata nella meccanica quantistica, che fornisce sistemi oggi conosciuti con la denominazione di “distribuzione a chiave quantistica”, in cui la sicurezza della comunicazione è garantita dalle leggi della fisica stessa: in una comunicazione crittografata, due utenti usano una chiave segreta per codificare un qualsiasi messaggio che diventa incomprensibile all’esterno. Questa chiave viene trasmessa, come suggerisce il nome, utilizzando segnali quantistici. La sicurezza di tali protocolli è garantita dalla impossibilità di duplicare esattamente uno stato quantistico sconosciuto, una peculiare proprietà che rende visibile la presenza di un eventuale intruso nel canale di comunicazione. Nonostante questo tipo di soluzione sia già stata studiata e implementata sperimentalmente negli ultimi anni grazie all’aiuto delle tecnologie ottiche, una delle sfide più difficili da affrontare è quella di ottimizzare la generazione dei portatori di informazione quantistica per tale scopo, ovvero i singoli fotoni, e la loro peculiare proprietà di correlazione a distanza, l’entanglement quantistico. I quantum dots, o punti quantici, sono nanostrutture le cui dimensioni sono migliaia di volte più piccole di un capello umano ed è stato dimostrato che, sotto opportune condizioni, sono in grado di generare coppie di fotoni entangled di altissima qualità. Per raggiungere i risultati pubblicati sulla rivista Science Advances, i giovani ricercatori hanno realizzato il primo canale di comunicazione quantistica sviluppato all’interno del campus della Sapienza, un’infrastruttura per la distribuzione in aria di una chiave crittografata tra due strutture del Dipartimento di Fisica, l’edificio Marconi e l’edificio Fermi, distanti oltre 250 metri: il “mittente Marconi”, con un dispositivo a quantum dot, produce coppie di fotoni entangled, usate per creare a distanza due copie uniche di una chiave segreta e il “destinatario Fermi” che riceve una sequenza di fotoni singoli da cui estrae la sua copia della chiave segreta. Questa può essere utilizzata per inviare messaggi privati, come avviene nelle comuni conversazioni sul sistema di messaggistica WhatsApp. La realizzazione di un tale canale in aria ha comportato la necessità di contrastare gli effetti ambientali di disallineamento. Difficoltà risolta con successo attraverso l’applicazione di un metodo di stabilizzazione attiva della luce.
Durante l’esperimento, una coppia di singoli fotoni entangled è stata infatti separata e mandata alle due estremità del canale, permettendo così la condivisione di una chiave segreta grazie alla correlazione quantistica.

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Intelligenza Artificiale e Sicurezza

Posted by fidest press agency su lunedì, 22 marzo 2021

La forzata – e rapida – digitalizzazione di processi e servizi che ha caratterizzato gli ultimi dodici mesi ha portato tante imprese a misurarsi con soluzioni basate sull’Intelligenza Artificiale (IA) per migliorare la propria efficienza. In particolare, l’attuale contesto di emergenza sanitaria richiede oggi, in diversi settori e soprattutto nell’ambito della ricerca scientifica, la gestione di grandi quantità di dati e capacità computazionali per trattare nuovi algoritmi.È quindi sempre più necessario che, oltre a cogliere tutte le opportunità dell’IA, chi governa le aziende abbia la piena consapevolezza dei suoi rischi: Clusit Community for Security – il team di oltre 400 esperti che nell’ambito di Clusit, Associazione Italiana per la Sicurezza Informatica, opera attraverso iniziative di ricerca, formazione e divulgazione – ha creato un gruppo di lavoro e messo a fattor comune competenze e analisi per approfondire le opportunità dell’IA, i rischi e le relative contromisure, nella nuova pubblicazione “Intelligenza artificiale e sicurezza: opportunità, rischi e raccomandazioni”.Presentato nel corso di Security Summit Streaming Edition e disponibile gratuitamente al sito https://c4s.clusit.it/, come tutte le pubblicazioni della Community, il volume si rivolge in modo trasversale agli “addetti ai lavori”: a chi opera all’interno delle grandi aziende che non hanno ancora sperimentato soluzioni di IA, o delle PMI, che potrebbero considerare l’opzione IA per migliorare i propri processi interni. E, ancora, ai manager di organizzazioni che già adottano soluzioni basate sull’IA, che potrebbero approfondirne la conoscenza e ottimizzarne l’utilizzo. Il volume si rivolge anche alla Pubblica Amministrazione, sempre più indirizzata verso la digitalizzazione per migliorare l’efficienza interna e di servizio verso cittadini e operatori economici privati.Gli esperti di Clusit Community for Security analizzano quindi in maniera specifica il ruolo dell’IA nell’ambito della sicurezza informatica. Cercano inoltre, di far chiarezza su cosa sia effettivamente l’intelligenza artificiale e informano di come l’IA possa essere “imbrogliata” e perfino usata al servizio dell’attaccante. A partire da tematiche di natura concettuale e metodologica, il percorso proposto dagli autori di Clusit Community for Security si sviluppa con concreti esempi di applicazione dell’IA nelle organizzazioni. Poiché, come affermano gli autori, l’IA non è solo una materia per “tecnici”, ma richiede una condivisione con i ruoli aziendali dedicati alla gestione del business e dei processi aziendali. La nuova pubblicazione descrive quaranta progetti realizzati in una ventina di settori, con l’obiettivo di stimolare eventuali spunti di applicabilità nei contesti in cui operano i lettori.All’interno del volume è poi trattata in maniera approfondita una sezione “Normativa ed Etica”, che sposta il focus sugli aspetti di compliance che riguardano in particolare privacy, brevetti, responsabilità in ambito civilistico e penale, nonché la dimensione strategica per il futuro dell’IA, per poi analizzare i rischi dell’IA con riferimento a più dimensioni: per le persone, quelli connessi all’integrazione di tecnologie che convivono con le soluzioni di IA, le minacce ai sistemi di IA e le minacce derivanti da attacchi che possono essere condotti con il supporto dell’IA.Il capitolo dedicato alle “Contromisure” si addentra poi specificatamente nell’esplorazione della sicurezza logica, infrastrutturale, fisica e della continuità operativa delle soluzioni di IA, con approfondimenti sulle problematiche assicurative e sul possibile contributo dell’IA per la prevenzione delle frodi, per la sicurezza delle applicazioni IOT e OT e per la sicurezza nazionale.

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“Lezioni Aperte di Globalizzazione”

Posted by fidest press agency su lunedì, 22 marzo 2021

Parma. Prossimo appuntamento martedì 23 marzo su Teams sul tema “Migrazioni e violenza: il viaggio. Debiti, muri, lager” Gli appuntamenti sono coordinati e introdotti da Vincenza Pellegrino, docente di Sociologia culturale all’Università di Parma. Nel meeting del 23 tratterà il tema Migrazioni e violenza: il viaggio. Debiti, muri, lager. Parteciperanno Maurizio Veglio (ASGI), Ilaria Capuzzimati, Mursal Moalin Mohamed, Apollos Pedro (Ciac Onlus), Annalisa Margarita (Università di Parma).Verrà inquadrato il colonialismo come fenomeno storico complesso e multiforme e si definirà la colonialità come processo più vasto di gerarchizzazione dell’umano e di inferiorizzazione costante che ha caratterizzato profondamente la modernità ma che innerva e struttura la società contemporanea globale; infine si rifletterà sulle pratiche interessate a decolonizzare immaginari e relazioni sociali. Per prima cosa si intende che in aula stanno insieme docenti e studenti con persone che stanno vivendo in prima persona le questioni e le condizioni sociali di cui si parla, e con movimenti e associazioni che si occupano di tali questioni, con lo scopo di confrontare visioni e linguaggi che discendono da posizionamenti e punti di vista diversi, ispirandosi alle modalità della “didattica partecipativa”. In tal senso è fondamentale la collaborazione con CSV Emilia e altri soggetti del terzo settore cittadino. Le lezioni inoltre si definiscono “aperte” perché sono anche aperte al pubblico: cittadini e cittadine di età diversa, studenti e volontari, migranti e autoctoni, lingue diverse.
Gli appuntamenti in programma:
Mercoledì 24 marzo ore 9 su Teams Globalizzazione, colonialità, decolonialità. Con Gennaro Ascione (Università di Napoli L’Orientale), Carmine Conelli (Università di Napoli L’Orientale), TAMU – Napoli
Martedì 30 marzo ore 15 su Teams Migrazioni e violenza: l’approdo. Burocrazie, confinamenti, sfruttamenti. Con Michele Rossi (Ciac Onlus), Marco Omizzolo (Eurispes), Ilaria Capuzzimati (Ciac onlus), Annalisa Margarita (Università di Parma)
Giovedì 1° aprile ore 9 su Teams Islam, modernità e società globale. Con Francesco Gianola Bazzini (Università di Parma) e Abdelhakim Bouchraa, Saida Hamouyehy, Atif Nazir, Abdellah Nhaili (Circolo culturale La Fonte)
Martedì 13 aprile ore 15 su Teams Privilegio e decolonialità. Con Rachele Borghi (Università La Sorbona di Parigi), Anna Giulia Della Puppa (Università VU di Amsterdam), Gruppo Sguardi Incrociati (Centro Interculturale di Parma\Università di Parma)
Martedì 20 aprile ore 15 su Teams Culture, subalternità e soggettivazione. Con Gruppo Sguardi Incrociati (Centro Interculturale di Parma\Università di Parma)
Martedì 27 aprile ore 15 su Teams Migrantour: memoria e spazio pubblico nella città g-locale. Con Rosanna Pippa (Migrantour Parma), Annalisa Margarita (Università di Parma) e con gli\le accompagnatori\trici interculturali di Migrantour Parma – associazione Kwa Dunìa
Martedì 4 maggio ore 15 su Teams Genere, subalternità e soggettivazione. Con Porpora Marcasciano (MIT – Movimento Identità Trans), Gruppo Sguardi Incrociati (Centro Interculturale di Parma\Università di Parma), Giulia Selmi (Università di Verona), Giulia Rodeschini (Regione Emilia-Romagna)
Martedì 11 maggio ore 15 su Teams Dentro ai collettivi: relazioni e visioni nelle pratiche di critica sociale oggi. Con Lorenzo Melegari, autore del film documentario Dentro il collettivo, Maria Francesca de Tullio (Ex Asilo Filangeri-Napoli), Andrea Scannavino (ArtLab-Parma)

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Natalino Irti: Viaggio tra gli obbedienti

Posted by fidest press agency su lunedì, 22 marzo 2021

Collana i Fari pp. 208, 19 euro In libreria dal 25 marzo Editore La Nave di Teseo. Perché obbedire? È una domanda che, nell’anno della pandemia, dei decreti e dei divieti è diventata ancora più attuale e urgente. Mai come ora è utile riflettere sulle regole e sulla loro legittimità. In questo libro Natalino Irti affronta il problema dell’obbedienza confrontandosi con un largo orizzonte culturale, attraverso riflessioni che spaziano dal campo giuridico a quello storico e filosofico. Riflessioni che prendono l’arioso e curioso andamento di un viaggio che raggiunge ambiti di vita diversi: dai rapporti quotidiani alle regole monastiche, dalle prescrizioni sanitarie agli ordini militari, fino ad arrivare alla più stringente attualità. In tutti affiora il problema della coscienza individuale con la quale si decide la scelta tra il sì e il no, tra ubbidienza e disubbidienza e, proprio per questo, è necessario sviluppare una propria opinione e comprendere come i questi meccanismi siano nati, si siano sviluppati e siano utilizzati.
Natalino Irti è stato allievo del giurista Emilio Betti. Ha vinto nel 1967 il concorso per professore ordinario. Ha insegnato nelle Università di Sassari, Parma, Torino e, dal 1975, nell’Università di Roma La Sapienza, dove è professore emerito di Diritto civile. È socio nazionale dell’Accademia dei Lincei e membro di altri sodalizi scientifici, oltre che presidente dell’Istituto italiano per gli studi storici, fondato da Benedetto Croce. Ha scritto numerosi libri.

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L’emergenza in Democrazia: Questioni e problematiche aperte del XXI secolo

Posted by fidest press agency su lunedì, 22 marzo 2021

Parma Il terzo appuntamento si svolgerà martedì 23 marzo dalle 9 alle 11 su Teams: Ida Angela Nicotra, docente di Diritto costituzionale all’Università di Catania, presenterà il suo ultimo volume “Pandemia costituzionale”(discussant Edoardo Raffiotta, docente di Diritto costituzionale all’Università di Bologna).Durante l’incontro si discuterà dei profili di Diritto costituzionale in merito alla gestione dell’emergenza sanitaria, verrà fatto un bilancio ad un anno dal primo lockdown e si ragionerà sulle prospettive future.Nel corso del ciclo di webinar, la presentazione di libri su temi di stretta attualità costituzionale, di recente pubblicazione, diventa infatti l’occasione per discutere sulle trasformazioni delle democrazie contemporanee e riflettere su alcune questioni aperte: l’emergenza sanitaria, le nuove dinamiche economiche, i fenomeni migratori, il progresso tecnologico, le nuove forme di comunicazione, il populismo.Si tratta di temi che, singolarmente e ancor più complessivamente, incidono sulle categorie ‘classiche’ del diritto costituzionale; inducono a riflettere sul significato più profondo di convivenza democratica e influiscono sull’idea stessa di Istituzioni: che cosa sono, come agiscono e come vengono percepite.

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Turchia: Serracchiani, fermare avanzata liberticida

Posted by fidest press agency su lunedì, 22 marzo 2021

“Il ritiro della Turchia dalla Convenzione di Istanbul va di pari passo con la mancata ratifica dell’Ungheria l’anno scorso o con la proibizione dell’aborto in Polonia: è in atto un’avanzata liberticida che va fermata, contro cui si deve agire a livello istituzionale e politico. L’attacco ai diritti delle donne è sempre il primo atto dei regimi illiberali e oppressivi, che vediamo alzare la posta quando non trovano ostacoli. Per quanto di emergenza, il nostro Governo dovrebbe esprimere condanna netta e formale verso Stati sempre più repressivi”. Lo afferma la vicepresidente del Pd Debora Serracchiani, dopo che la Turchia ha annunciato che lascerà la Convenzione di Istanbul perche’ minerebbe la famiglia, favorendo il divorzio e la comunità Lgbtq.

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Proprietà antipertensive del thè verde e del thè nero. Uno studio le spiega

Posted by fidest press agency su lunedì, 22 marzo 2021

Ipertensione arteriosa polmonare, campagna informativa per favorire la diagnosi precoce e migliorare la prognosi Da uno studio pubblicato su Cellular Physiology and Biochemistry emerge che i composti del thè verde e nero hanno un’attività vasodilatatrice ottenuta attivando le proteine dei canali ionici nella parete vascolare, cosa che contribuisce a spiegarne le proprietà antipertensive e potrebbe portare alla sintesi di nuovi farmaci contro la pressione alta. «Abbiamo scoperto che due flavonoidi presenti nel thè, l’epicatechina gallato ed epigallocatechina-3-gallato, attivano ciascuno un tipo specifico di proteina del canale ionico denominata KCNQ5 e ubicata nella muscolatura liscia dei vasi sanguigni, che consente agli ioni potassio di diffondere fuori dalle cellule per ridurne l’eccitabilità» spiega la prima firmataria dello studio Kaitlyn Redford del Dipartimento di fisiologia e biofisica all’Università di California a Irvine.Oltre al suo ruolo nel controllo del tono vascolare, KCNQ5 è espresso in varie regioni dell’encefalo dove regola l’attività elettrica e i segnali interneuronali. «Esistono varianti disfunzionali del gene KCNQ5 che causano encefalopatia epilettica, un disturbo dello sviluppo gravemente debilitante causa di frequenti convulsioni. E dato che le catechine attraversano la barriera ematoencefalica, la scoperta della loro capacità di attivare KCNQ5 potrebbe preludere a meccanismi futuri atti a riparare i canali KCNQ5 alterati, migliorando i disturbi dell’eccitabilità cerebrale derivanti dalla loro disfunzione» scrivono i ricercatori, che usando la spettrometria di massa hanno anche scoperto che il riscaldamento del thè verde a 35 gradi Celsius ne altera la composizione chimica in modo da renderlo più efficace nell’attivare KCNQ5. «Indipendentemente dal fatto che il thè venga consumato freddo o caldo, questa temperatura viene raggiunta dopo averlo bevuto, dato che la temperatura corporea è di circa 37 Celsius» osserva Redford, ricordando che il thè viene prodotto e consumato da oltre 4.000 anni e che in tutto il mondo ne vengono bevute oltre 2 miliardi di tazze. E conclude: «Così, semplicemente bevendolo, siamo in grado di attivare le proprietà benefiche e antipertensive del thè». (fonte: Doctor33)

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Sarà gratis per 5 giorni l’e-book del romanzo noir Lady Mafia!

Posted by fidest press agency su lunedì, 22 marzo 2021

L’offerta, fortemente voluta da Pietro Favorito, autore del noto fumetto e romanzo, sarà anticipata dall’uscita del video musicale “Falling in the dark”, firmato dagli HotPlay e realizzato con immagini a fumetto, motion graphic e animazioni 3d. Klaus Docupil e lo stesso Favorito, fondatori del gruppo di dj/producer HotPlay, non sono però nuovi a questo tipo di iniziativa, avendo già realizzato un book trailer musicale per “HotPlay – Storie di vampiri e vendette”, il fumetto a loro dedicato. Protagoniste di “Falling in the dark” sono Veronica Ciardi e l’influencer Francesca Del Taglia, volti popolari grazie soprattutto ai format del Grande Fratello e Uomini e Donne. A loro l’onore di vestire i panni dei personaggi principali del romanzo, mettendo in scena oltre a un regolamento di conti in ambito malavitoso, anche un bacio… hot. Chissà se il duo Ciardi-Del Taglia saprà eclissare l’attenzione che i principali media nazionali e YouTube avevano prestato al duo Ciardi-Nile, quando il loro bacio saffico valse al video musicale “Lady Mafia, No more Rain” un numero pazzesco di visualizzazioni: oltre 5 milioni e mezzo! In perfetto stile degli HotPlay, ecco dunque un prodotto artistico unico nel suo genere, dove forme diverse di arte si fondono insieme per regalare emozioni nuove e intense. Certamente controverse. D’altra parte il mood del booktrailer è lo stesso del romanzo, la cui storia noir scorre via gradevole e appassionante, scandita dal ritmo e dalle sonorità di “Falling in the dark!” Tornando all’e-book, il romanzo accende i riflettori su una Mafia che per tanto tempo è stata ignorata dai media, ovvero la mafia foggiana e lo fa raccontando la storia di Lady Mafia e dei suoi mille volti. Lady Mafia è ancora la storia del killer del Brenta, spietato sicario del nordest italiano. È la storia della Conegliana, la nipote del Pacchiano, il trevigiano capo di un impero economico fatto di riciclaggio e rifiuti tossici. È la storia dell’Angelo della Morte, tornato in Puglia per scalare i gradini della mafia foggiana e allearsi con la “Santissima Trinità”. Ed è la storia, insieme, della fidanzata di Pierluigi, figlio di quel Calabrese ai vertici della malavita locale, della sexy Federica Neri, pericolosa seduttrice del commissario di polizia più inviso alla “Nuova Società”, e di Veronica De Donato, l’amante segreta della bellissima Sabrina Morganti. Ma Lady Mafia è soprattutto una storia di vendetta. Sullo sfondo di una Foggia nascosta e umbratile, fatta di night-club e prostituzione, droga e gioco d’azzardo, Veronica ha solo una missione nella testa e nel cuore: infiltrarsi nelle mafie d’Italia per ritrovare Giacomo, il fratellino scomparso, e farla pagare personalmente agli assassini dei De Donato. Riuscirà una giovane donna a vincere lo scetticismo di un ambiente selvaggio e maschilista? Riuscirà Veronica a mettersi sulle tracce del branco di malviventi che dieci anni prima fece irruzione in casa sua per stuprarla e sterminare la sua famiglia? E riuscirà ad arrivare fino al Dottore, il misterioso mandante della strage?

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Scuola: Il telelavoro e il diritto alla disconnessione in un mondo post pandemia

Posted by fidest press agency su lunedì, 22 marzo 2021

“Risulta evidente che lo smart working nell’ultimo anno ha raggiunto livelli mai visti prima in Italia e in tutta l’Europa; proprio per questo motivo – ha detto Ettore Michelazzi, presidente del consiglio nazionale Anief e delegato per la Cesi – va regolamentato con molta attenzione e accuratezza, soprattutto a partire dal diritto alla disconnessione e da azioni legislative che rimedino alle mancanze attuali del sistema”. Un buon esempio è il CCNI per il comparto scuola sulla Didattica Digitale Integrata, firmato dall’Anief alcuni mesi fa: anche se può essere perfezionato, ha dato le prime indicazioni contrattuali e legislative su un genere di lavoro che fino a quel momento era completamente lasciato senza alcuna regola o normativa. L’Anief è pronta a dare il suo contributo, in Italia come in Europa: il diritto alla disconnessione, la salvaguardia della salute fisica e soprattutto psicologica, oltre a maggiori tutele giuridiche e sindacali ai lavoratori “costretti” allo smart working dagli eventi, saranno i punti focali dell’azione del giovane sindacato, coordinata con la CESI, anche attraverso piattaforme per evidenziare le problematicità segnalate dai lavoratori.Nonostante la pubblicazione della Commissione di una prima risoluzione sul diritto alla disconnessione e della divulgazione della prima fase di una consultazione delle parti sociali europee sulla questione di come migliorare le condizioni di lavoro delle persone che lavorano tramite piattaforme di lavoro digitali, restano sempre enormi buchi neri da analizzare e da colmare, soprattutto in termini di attivazione legislativa. Risulta chiaro che i lavoratori hanno un estremo bisogno di disconnettersi, sia che questo avvenga per mano del lavoratore stesso o a seguito di automatismi generati dal sistema: tutto questo serve non solo a eliminare efficacemente una disponibilità che da casa appare totale, ma serve a salvaguardare la salute del lavoratore, che essa sia mentale o fisica, rispettando quell’equilibrio fragile del work Life balance per cui ognuno di noi lotta, specie in questi tempi così difficili. Le proposte emergenti dai rappresentanti membri sono dunque da riassumere in pochi punti: implementazione delle normative vigenti e creazione di nuove direttive per forme di lavoro nuove come quella in questione; la salvaguardia della salute del lavoratore ai tempi del digitale, promuovendo il diritto alla disconnessione e il sostegno psicologico in tempi di pandemia; la creazione di piattaforme da parte dei sindacati, attraverso cui si possono evidenziare ulteriori difficoltà dei lavoratori del proprio comparto per maggiore supporto e lavoro a livello nazionale ed internazionale.

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Per il personale della scuola rimane il vincolo di 5 anni sugli spostamenti

Posted by fidest press agency su lunedì, 22 marzo 2021

“In un periodo di avvenimenti che hanno stravolto la vita di milioni di persone, è lecito chiedere una deroga al vincolo sulla permanenza dei docenti in una sede lontana centinaia di chilometri dai propri affetti, dalle proprie famiglie. In un momento di gravità eccezionale come quello che stiamo vivendo, è giusto pensare ad un ricongiungimento dei docenti “fuorisede” con i propri figli, genitori, evitando spostamenti per migliaia di lavoratori che tra zone rosse e restrizioni varie, hanno grandi difficoltà”, ha aggiunto il sottosegretario.Anief trova corretta l’interpretazione del sottosegretario all’Istruzione: sono mesi, infatti, che il giovane sindacato insiste sulla necessità di cancellare tutti i limiti che non permettono al personale di avvicinarsi alla propria terra, ai propri familiari e spesso anche ai loro figli minori. Ancora di più in tempo di pandemia. “Siamo arrivati all’assurdo – commenta il presidente Marcello Pacifico – che si impedisce a decine di migliaia di docenti, Ata e Dsga di spostarsi di sede, anche laddove questa è libera, sapendo bene che questo stesso personale periodicamente sarà costretto a spostarsi di regione, anche di oltre mille chilometri, in un periodo durante il quale le autorità sanitarie e le stesse norme sugli spostamenti dei cittadini impediscono di passare da una regione a l’altra. Tra l’altro, si tratterebbe di una disposizione priva di costi”. “Serve solo la volontà politica, quella che molti deputati e senatori stanno dimostrando di avere, anche sulla spinta delle istanze che giungono da chi, come l’Anief, sta insistendo da tempo su questa esigenza. Confidiamo a questo punto – conclude Pacifico – che il superamento del vincolo quinquennale possa arrivare nelle prossime settimane, in fase di conversione in legge del decreto Sostegni”.

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Decreto sostegni: Alle scuole

Posted by fidest press agency su lunedì, 22 marzo 2021

435 milioni di euro più 78,5 a Università, Ricerca e Afam per emergenza Covid-19
Ci sono anche provvedimenti per il mondo della formazione e della Ricerca nel Decreto Sostegni che a breve il Consiglio dei ministri è chiamato a varare. Si tratta di provvedimenti contenuti negli articoli 14-15, 28-31 che giustificano anche l’assenza per le vaccinazioni anti-Covid: 150 milioni di euro vanno al Mof per dispositivi di protezione individuale, sicurezza, supporto psicologico di personale e studenti; altrettanti per l’arricchimento dell’offerta formativa, per il potenziamento e il recupero durante la sospensione delle lezioni; 35 milioni (45 mila a istituto) al Sud per potenziare l’innovazione digitale. Vengono inoltre prorogate le norme sui lavoratori fragili e allargati i contratti a tempo determinato.Se le norme verranno confermate nel documento che il CdM approverà oggi stesso, Anief si dice pronta a far presentare degli emendamenti in Parlamento, così da abolire il blocco sulla mobilità del personale di ruolo, per stabilizzare i precari, per implementare gli organici dei lavoratori, per confermare l’organico Covid anche per il prossimo anno scolastico, per togliere la condizione di fragilità dal computo della malattia. Sono tutti temi contenuti in varie proposte emendative che saranno presentate ai parlamentari.

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Aggressioni e tutela operatori della scuola

Posted by fidest press agency su lunedì, 22 marzo 2021

ANCODIS: Solidarietà e vicinanza alla Preside Notaro e alla comunità scolastica dell’IC Calderone di Carini da Ancodis. L’aggressione subita è un gesto che deve farci riflettere e deve portare le Autorità istituzionali a trovare le necessarie risposte per tutelare tutti gli operatori della scuola che in questi anni sono stati vittime di gratuita e ingiustificata violenza. Collaboratori scolastici, docenti, Collaboratori dei DS e DS sembrano essere divenuti in questi anni “preda” di azioni violente da parte di alunni e genitori che hanno perso il senso del rispetto per una Istituzione e per i suoi operatori. Siamo davvero preoccupati di quanto leggiamo: occorre provare ad alzare un argine alla crescente sensazione di insicurezza e dare un segnale di massima attenzione a livello giuridico. ANCODIS propone di:
a) Prevedere l’aggravante per il reato di oltraggio a pubblico ufficiale nella scuola proprio per la sua specificità (luogo di formazione e di educazione) e per la presenza di minori (spesso queste aggressioni avvengono in presenza di minori che subiscono turbamenti psicologici);
b) Risarcire il docente vittima di aggressione fisica – sulla base dei danni biologico e morale rilevati – con una specifica indennità economica ed un riconoscimento giuridico da valere nella progressione di carriera;
c) Risarcire l’Istituzione Scolastica – anch’essa vittima dell’aggressione – sulla base del danno cagionato alla sua immagine;
d) Determinare una forma di “D.A.SCO.” (Divieto di Accedere alle manifestazioni SCOlastiche) temporaneo per alunni e permanente per i genitori violenti a tutela della serenità dell’ambiente scolastico;
e) Obbligare alla costituzione di parte civile per legge del MIUR e dell’Istituzione Scolastica in sede di processo penale;
f) Prevedere – nel caso di gravi violenze verbali da parte di un alunno -il temporaneo affidamento ad Enti di volontariato riconosciuti e presenti nel territorio per favorire un processo di riflessione e di recupero educativo;
g) Istituire una giornata nazionale contro ogni forma di violenza verso le scuole e gli operatori (furti e danni ed aggressioni fisiche e verbali);
h) Convocare urgentemente una conferenza nazionale della Scuola per discutere le opportune soluzioni (preventive e difensive) al fine di fronteggiare una vera e propria emergenza sociale (la scuola teatro di violenze fisiche e psicologiche).
Il patto educativo con i genitori è fondamentale: quali principali responsabili dell’educazione dei loro figli, il loro coinvolgimento nel processo di prevenzione deve essere rigenerato! Non possiamo più aspettare: si rischia una deriva sociale che toglie dignità ai docenti, sottrae autorevolezza alle istituzioni scolastiche, favorisce il misconoscimento del valore educativo del sistema scolastico italiano.

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Biden e i vaccini: America first

Posted by fidest press agency su lunedì, 22 marzo 2021

By Domenico Maceri, PhD. “Come vi ho detto in precedenza porto in tasca un foglietto con il numero aggiornato degli americani morti a causa del Covid”. Così Joe Biden, presidente Usa, reiterando ai media la sua concentrazione sulla lotta contro la pandemia. Fino ad oggi, 30 milioni di casi positivi e quasi 550 mila americani morti sono le cifre che preoccupano di più l’attuale inquilino della Casa Bianca. Le vaccinazioni continuano in maniera organizzata e celere e si prevede la vaccinazione dei 267 milioni di americani eleggibili (i giovani meno di 16 anni non qualificano) entro il mese di luglio. Il 23 percento degli americani ha ricevuto almeno una delle prime dosi del vaccino. I numeri dei casi positivi sono anche in calo ma preoccupano ancora nuove possibili impennate soprattutto a causa delle varianti del Covid.Biden si preoccupa prima degli americani e in secondo luogo dei cittadini in altri Paesi perché dopotutto l’America è al primo posto nella classifica al mondo per quanto riguarda il numero dei casi positivi e deceduti. In parte ciò si deve alla debolissima reazione del predecessore Donald Trump il quale aveva minimizzato il pericolo del Covid-19. Nessuna politica avrebbe potuto bloccare tutti i casi positivi né tutte le morti ma certamente si sarebbe potuto fare molto di più. Altri Paesi con leadership più serie come quelle della Nuova Zelanda e l’Australia, con casi e morti relativamente bassi, ci servono da esempio.Biden ha ereditato una situazione disastrosa e si capisce dunque la sua priorità di concentrerai prima sugli americani. La pandemia però non conosce confini anche se i diversi Paesi si sono ovviamente preoccupati principalmente di proteggere in primo luogo i loro cittadini. Allo stesso tempo, però, queste politiche nazionalistiche nella lotta contro la pandemia si sovrappongono. Alcuni avrebbero preferito una reazione globale che non distinguesse fra Paesi poveri e ricchi poiché dopotutto il virus non discrimina a seconda dei soldi in tasca dell’individuo. Ciononostante le risorse economiche hanno influito e continuano ad influire.I Paesi ricchi si sono accaparrati dei vaccini prenotandosi anche prima di sapere quali sarebbero stati efficaci. Il sistema capitalista ha funzionato a beneficio dei ricchi mentre i poveri sono rimasti indietro. Le aziende farmaceutiche occidentali hanno sviluppato quattro vaccini che hanno ottenuto il permesso di somministrare ai cittadini dei Paesi che li hanno comprati. I due vaccini iniziali, Pfizer e Moderna, hanno avuto i primi permessi di somministrazione ai quali si è aggiunto AstraZeneca e poco dopo quello di Johnson e Johnson. Gli Stati Uniti hanno abbastanza dosi per vaccinare 500 milioni di americani, quasi due vaccini a persona. Hanno anche il diritto di comprare altre 100 milioni di dosi di AstraZeneca che ancora non è stato autorizzato negli Usa. Il Canada, da parte sua, ha contratti per vaccinare i suoi cittadini nove volte. Un’analisi della World Bank ci informa che fino ad oggi l’82 percento dei cittadini in Paesi benestanti hanno iniziato le vaccinazioni. Solo il 3 percento dei Paesi poveri possono dire altrettanto. La vaccinazione dei cittadini in Paesi poveri non avverrebbe fino al 2024, mentre negli altri Paesi, incluso quelli di reddito medio, la vaccinazione potrebbe portarsi a conclusione alla fine di quest’anno.Considerando questo gap, un gruppo di Paesi poveri sotto la guida dell’India e il Sudafrica aveva fatto richiesta al World Trade Organization di sospendere i brevetti dei vaccini approvati. Questa azione avrebbe potuto accelerarne la produzione e proteggere tutto il mondo in breve tempo. La richiesta è stata bloccata dai Paesi benestanti, incluso gli Usa, l’Unione Europea, la Gran Bretagna, il Canada e l’Australia, i quali hanno prenotato in diverse misure i vaccini per i loro cittadini. Senza la sospensione dei brevetti, il controllo totale della produzione rimane nelle mani di poche aziende farmaceutiche le quali si interessano al bene comune ma il loro scopo principale consiste dei profitti.I profitti fanno parte dei vaccini sviluppati da altri Paesi ma in modo diverso. In Russia il vaccino denominato Sputnik V è stato anche lanciato, ricevendo buone notizie di efficacia (91 percento, simile a Pfizer e Moderna) secondo la rivista scientifica Lancet della Gran Bretagna. Anche questo vaccino è in vendita ma nell’Occidente rimane esitazione anche se alcuni piccoli Paesi come la Repubblica di San Marino lo hanno usato. È anche usato in Paesi del terzo mondo in Africa, Asia, e Latino America. Si è anche parlato di produrlo in Italia e non sarebbe impensabile che sia approvato per uso generale in Europa. Inoltre la Russia ha stabilito accordi in India che condurrebbero alla produzione di 500 milioni di dosi. Per i russi, oltre ai profitti economici, lo Sputnik V servirebbe a riconfermare la potenza e il prestigio del loro Paese nel mondo.La Cina, da parte sua, ha sviluppato ed approvato 5 vaccini, che però fino ad adesso non sono stati riconosciuti dall’Occidente perché non hanno ancora completato la fase 3 dei test. C’è da tenere presente anche la poca trasparenza dei risultati resi noti senza però escludere una sottintesa concorrenza con i Paesi occidentali su chi “salverà” il mondo dalla pandemia. Ciononostante la Cina sta già regalando i suoi vaccini e ne ha promesso 500 milioni di dosi a 45 Paesi.Sia La Russia che la Cina vorrebbero usare i vaccini da loro sviluppati per ragioni geopolitiche. Si tratterebbe di una “politica vaccinale” che ambirebbe a creare aperture ad eventuali mercati in Paesi poveri, rafforzando l’idea che il loro sistema politico funziona non solo dentro dei loro confini ma anche all’estero.Biden ha dato segnali di riconoscere che l’America sta dando l’impressione di essere egoista con i vaccini. Il presidente americano, noto per la sua empatia verso i suoi cittadini, vorrebbe anche applicarla ai cittadini del resto del mondo. Lo ha riconosciuto anche dal lato pratico quando ha dichiarato che la pandemia non si “può fermare con i muri per quanto alti si possano costruire”. Gli americani “saranno sicuri solo quando tutto il mondo sarà sicuro”, ha continuato Biden. Fino al momento, però, la sua priorità rimane la popolazione americana. Domenico Maceri, PhD, è professore emerito all’Allan Hancock College, Santa Maria, California.

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Lavoro: Serracchiani, parte indagine su nuove disuguaglianze da Covid

Posted by fidest press agency su lunedì, 22 marzo 2021

“Abbiamo lanciato una vasta indagine per ottenere una fotografia delle nuove disuguaglianze create dalla pandemia Covid. Con il coinvolgimento di Ministeri, sindacati, categorie, organismi e istituzioni nazionali e internazionali, la commissione Lavoro vuole attrezzarsi con strumenti adeguati che permettano di intervenire tempestivamente e in modo efficace su un mondo del lavoro, dalle imprese agli autonomi, profondamente modificato e colpito dalla crisi”. Lo annuncia la presidente della commissione Lavoro della Camera Debora Serracchiani. “Alla luce degli enormi cambiamenti che stanno avvenendo – – spiega Serracchiani – serve alla commissione ma anche a tutta la Camera un mezzo per valutare l’impatto delle misure di politica economica, con particolare riguardo al mondo del lavoro. E anche per monitorare in sede parlamentare l’attuazione delle politiche che saranno finanziate tramite il piano Next Generation EU”. “Tra i dati che ci attendiamo di ottenere – precisa la presidente della Commissione – ci sono le caratteristiche dei lavoratori occupati nelle imprese classificate in base al rischio derivante dalla crisi economica e sanitaria, la situazione degli individui e delle famiglie beneficiari dei provvedimenti di sostegno al reddito, le condizioni abitative e connessioni internet di chi lavora in remoto, gli effetti sui consumi, la correlazione fra rischio di contagio da COVID-19 e altri rischi lavorativi”.“La politica si è mossa ma molti interventi sono stati messi in atto in ritardo e – aggiunge Serracchiani – non sono stati in grado di raggiungere in modo adeguato le persone che ne avevano più bisogno. Dobbiamo essere più pronti e più puntuali e – conclude – a questo obiettivo concreto mira l’indagine”.

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Le piastrine o trombociti cosa sono e come funzionano

Posted by fidest press agency su lunedì, 22 marzo 2021

Hanno una forma discoidale e diametro compreso tra i 2 ed i 3 µm. e si trovano nel sangue. Non sono delle vere e proprie cellule come i globuli bianchi (leuciti) e rosse (eritrociti) in quanto sono prive di nucleo ma tra di loro sono indipendenti e delimitate da una membrana ma possiedono granuli, vari organelli citoplasmatici ed RNA. Sono dei frammenti di citoplasma dei megacariociti localizzabili nel midollo rosso. I loro precursori si chiamano megacarioblasti, grosse cellule multinucleate che con il tempo subiscono fenomeni di frammentazione citoplasmatica originando le piastrine (dalle 2000 alle 4000). Sono ricche di granuli contenenti proteine della coagulazione e citochine. Perché sono importanti? Perché intervengono in un processo biologico chiamato emostasi in sinergia con gli enzimi della coagulazione. Ovvero permettono il passaggio del sangue dalla stato fluido a quello solido per fare una specie di tappo ai punti lesi dei vasi. Il procedimento è favorito dalla estrema fragilità delle piastrine che in pochi secondi dalla lesione di un vaso si aggregano e si rompono. Se da un lato la prostaciclina rilasciata dalle cellule dell’endotelio sano inibisce l’adesione piastrinica, dall’altro il nostro organismo sintetizza degli anticoagulanti – come l’eparina, l’antitrombina III e la proteina C – per bloccare e regolare alcune reazioni coinvolte nella cascata della coagulazione, che dev’essere necessariamente confinata all’area lesa.
Nel sangue sono presenti fino a quattrocentomila piastrine in un millilitro di sangue e la loro vita media è di dieci giorni contro i 120 giorni dei globuli rossi per poi essere distrutte dai macrofagi nel fegato e nella milza. Queste piastrine sono di continuo in circolo ma si attivano solo se si verifica un danno alle pareti del sistema circolatorio. Ma la loro azione resta limitata per impedire che il tappo piastrinico si estenda in aree non interessate dal danno endoteliale con il rilascio di NO e prostaciclina (un eicosanoide).
Ma non sono le sole a svolgere la loro funzione di “tappabuchi”. La procedura è variamente articolata. È importante il rilascio di alcune sostanze chimiche da parte delle cellule endoteliali, e l’esposizione del collagene della parete danneggiata. Lo fanno rilasciando sostanze particolari chiamate citochine nell’area della lesione. L’attivazione e l’associazione delle piastrine permettono di formare un tappo fragile denominato trombo bianco. I vasi sanguigni, a loro volta, hanno un particolare rivestimento (endotelio) che permette loro di separare le fibre della matrice di collagene dal sangue per evitare in condizioni normali l’adesione piastrinica. Lo stesso contributo è rivolto a rinforzare la vasocostrizione locale precedentemente innescata da alcune sostanze paracrine, rilasciate dall’endotelio lesionato con lo scopo di diminuire il flusso e la pressione ematica. Il tutto tende ad attivare una via di segnalazione che converte i fosfolipidi della membrana piastrinica in trombossano A2, che ha azione vasocostrittrice e favorisce l’aggregazione piastrinica. Ora ci resta capire se i vaccini antivirus, attualmente circolanti, possono in qualche modo interagire con il sistema regolatorio delle piastrine, o di altri componenti chimici, e finire con l’interferire con l’eparina, l’antitrombina III, la proteina C e la prostaciclina in funzione anticoagulante provocando le trombosi venose cerebrali. Per il momento sono solo ipotesi che vanno, ovviamente, verificate da studi più approfonditi. (Redazione Fidest)

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AstraZeneca: i ricercatori trovano la possibile causa di trombosi

Posted by fidest press agency su lunedì, 22 marzo 2021

I ricercatori di Greifswald, nel nord-est del Meclemburgo-Pomerania occidentale, hanno scoperto la causa di possibili trombosi venose cerebrali che apparentemente possono verificarsi dopo la vaccinazione con il vaccino Covid-19 di AstraZeneca. L’agente attiva un meccanismo di difesa in alcune persone, segnala NDR 1 Radio MV.I ricercatori hanno ricevuto sei campioni di sangue da pazienti affetti da trombosi dall’istituto Paul Ehrlich. L’istituto verifica l’efficacia e la sicurezza dei farmaci biomedici in Germania. I ricercatori hanno scoperto che il vaccino di AstraZeneca attiva le piastrine, che potrebbero portare a coaguli di sangue nel cervello. Ora alle persone colpite può essere somministrato un ingrediente attivo che aiuta. Questa reazione attiva le piastrine e quindi la coagulazione del sangue. In tutti i campioni esaminati, i problemi si sono verificati tra il quinto giorno e il quattordicesimo giorno dopo la vaccinazione. Chiunque abbia un forte mal di testa o una gamba gonfia dopo la vaccinazione dovrebbe consultare immediatamente un medico. La trombosi può essere trattata con farmaci. Il vaccino di AstraZeneca ha ricevuto critiche da tutto il mondo nelle ultime settimane. Più di una dozzina di paesi, compresa la Germania, hanno temporaneamente sospeso le vaccinazioni con AstraZeneca. Di conseguenza, tutti gli occhi erano puntati sull’Agenzia europea per i medicinali, che ha riesaminato a fondo la sua raccomandazione per il vaccino. La decisione è stata presa giovedì: l’agente anti-coronavirus britannico-svedese è ancora raccomandato senza restrizioni. “Questo è un vaccino sicuro ed efficace “, ha detto l’EMA nella sua conferenza stampa. I benefici di questa vaccinazione superano di gran lunga i possibili rischi. Dopo aver esaminato i dati, il comitato ha scoperto che il vaccino non ha aumentato il rischio complessivo di coaguli di sangue. Secondo AstraZeneca stessa, ci sono state gravi complicazioni da trombocitopenia – una mancanza di piastrine nel sangue – o trombosi venosa cerebrale nelle donne sotto i 55 anni di età in un totale di 25 casi. L’EMA, evidenzia Giovanni D’Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, non ha potuto né provare né escludere una connessione causale a causa delle limitate informazioni disponibili. Pertanto, il foglietto illustrativo del vaccino AZD1222 viene ora fornito con un’avvertenza corrispondente intesa ad avvertire dei possibili pericoli.

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Il trasporto marittimo e crisi di cambio equipaggi

Posted by fidest press agency su lunedì, 22 marzo 2021

Dalle ultime analisi del settore risulta che attualmente sono 200.000 i marittimi colpiti dalla crisi del cambio di equipaggio, una notevole riduzione rispetto al culmine della crisi in cui 400.000 marittimi dovevano essere rimpatriati.Tuttavia, i governi stanno reintroducendo controlli di frontiera più severi e restrizioni di viaggio a causa delle nuove varianti COVID-19 che rendono più difficile il trasferimento degli equipaggi da e verso le navi.Finora, solo 55 paesi e due membri associati dell’IMO hanno dichiarato i marittimi lavoratori chiave e occorre fare di più per garantire che gli equipaggi non diventino nuovamente un danno collaterale nella pandemia. In una sentenza storica del dicembre 2020, l’Organizzazione internazionale del lavoro (ILO) ha rilevato che i governi non sono riusciti a proteggere i diritti dei marittimi come stabilito dal diritto internazionale ai sensi della Convenzione sul lavoro marittimo del 2006.L’agenzia delle Nazioni Unite ha invitato gli stati a riconoscere i marittimi come chiave lavoratori “senza indugio”. Devono essere affrontate anche le preoccupazioni circa la definizione delle priorità per la vaccinazione per i marittimi. I passaporti per i vaccini presi in considerazione da alcuni Stati rappresentano un potenziale ostacolo al cambio dell’equipaggio poiché è improbabile che i marittimi dei paesi in via di sviluppo abbiano l’opportunità di ricevere vaccini prima di luglio.“La crisi del cambio di equipaggio non è stata risolta ma ha raggiunto una situazione in cui è stata più gestibile. Tuttavia, vi è grande preoccupazione per le maggiori restrizioni di viaggio imposte dai governi in risposta a nuove varianti. I marittimi devono essere designati come lavoratori chiave. La crisi è ancora in corso e non abbandoneremo i nostri sforzi. I governi non saranno in grado di vaccinare i loro cittadini senza l’industria marittima o, soprattutto, i nostri marittimi ”, ha affermato Guy Platten, Segretario generale ICS.

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Covid e dintorni”: Riflessioni

Posted by fidest press agency su lunedì, 22 marzo 2021

Dai due simbiotici cinesi, pazienti dello “Spallanzani” a Roma, all’arrivo dei primi vaccini, fino all’afflizione delle varianti. Il Covid non solo come racconto di un periodo di “sospensione”, con un’ecatombe di vittime, ma anche come occasione per riflettere sugli errori del passato e sulle dinamiche del futuro.Domenico Mamone e Giampiero Castellotti firmano “Covid e dintorni”, libro di 204 pagine dove vengono rinnovate le memorie documentate di luoghi e persone di un anno straordinario, da Wuhan a Codogno, da Mattia a Vo’ Euganeo, dai lockdown ai camion di Bergamo, interrogandosi anche sui molteplici errori che hanno investito l’amaro “modello italiano”, dal protagonismo dei territori ai ritardi su scuola e trasporti, dalle “profezie” dei troppi scienziati ai numeri che non tornano.Il libro si sofferma in particolare sulla dicotomia tra Nord e Sud Italia: se il settentrione è stato flagellato dal virus, il Mezzogiorno ha visto esplodere i problemi di carenza strutturale, ad iniziare da quella sanitaria, e le criticità sociali. Emblematici i dati Eurostat citati nel libro: i posti letto in strutture residenziali per cure a lungo termine nel 2017 erano 4,2 ogni mille residenti in Italia, contro gli 8,2 nel Regno Unito, i 9,8 in Francia e gli 11,5 in Germania. Con nette differenze tra i territori: dai circa 70 posti ogni mille anziani a Trento, ai 28 in Piemonte e Lombardia, fino a sotto ai due ogni mille anziani in Basilicata.A chiudere, tante osservazioni sulla “lezione” offerta dal virus: il senso di sospensione, il monito per l’economia e le imprese, la gerarchia delle priorità, la ghettizzazione dei deboli, il Nord e il Sud, la necessaria rigenerazione morale.Per volere degli autori il libro, nella versione digitale, è di libera consultazione in quanto ogni spontanea offerta è destinata all’emergenza Covid della Caritas di Roma Per leggerlo: urly.it/3bvyr.

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Il 2021 non parte bene per l’export agroalimentare Made in Italy

Posted by fidest press agency su lunedì, 22 marzo 2021

Gli effetti della pandemia sul commercio internazionale continuano a pesare e fanno perdere a cibo e bevande tricolori il 5% annuo sui mercati esteri nel mese di gennaio. Così Cia-Agricoltori Italiani, analizzando i dati Istat pubblicati oggi.In forte calo sono tutti i principali mercati di sbocco, dal Regno Unito (-27,8%) agli Stati Uniti (-17,4%), dalla Francia (-10,5%) alla Germania (-1,5%). Fa eccezione solo il Giappone, dove le vendite di prodotti agroalimentari nazionali segnano +7,7% nel primo mese dell’anno. Per ora -osserva l’Ufficio studi Cia- la riduzione delle importazioni nello stesso arco temporale si traduce comunque in un surplus della bilancia agroalimentare che, in termini assoluti, vale 139 milioni di euro e consente all’Italia di confermarsi a gennaio esportatore netto di cibo e bevande. È chiaro, però, che diventa sempre più importante dare risposte nuove alle imprese del settore che combattono tuttora con la situazione pandemica.“Per preservare e rilanciare il Made in Italy agroalimentare sui mercati europei e internazionali -sottolinea il presidente Dino Scanavino- sicuramente serve un grande piano nazionale di promozione, strategie innovative sempre più focalizzate sui canali digitali, ma soprattutto, in questa fase di crisi globale, è sempre più urgente favorire tra Paesi accordi commerciali multilaterali e bilaterali”. A cominciare dagli Stati Uniti.Gli Usa infatti -ricorda Cia- continuano a rappresentare un mercato assolutamente strategico per l’export di cibo e bevande tricolori, con un valore complessivo di 4,9 miliardi nel 2020 (+5%). Nonostante il calo di gennaio, oggi ben l’11% dei prodotti agroalimentari Made in Italy finisce sulle tavole dei consumatori americani, con una crescita delle esportazioni che ha segnato nell’ultimo decennio quota +118%, guidata dall’ortofrutta trasformata (+143%), pasta e simili (+82%) e vino (+77%).“È chiaro, quindi, che la sospensione dei dazi Usa-Ue, relativi al contenzioso Airbus-Boeing, ora è di estrema importanza e permette alle nostre aziende di tirare un sospiro di sollievo in un momento difficile -evidenzia Scanavino-. Per Cia, però, questo ritorno al dialogo e al multilateralismo deve essere l’occasione non solo per sorpassare del tutto l’incubo dazi doganali, ma per riallacciare anche politiche di commercio bilaterali più strutturate e consolidate, come si stava facendo in passato con il negoziato sul TTIP, il Partenariato transatlantico per il commercio e gli investimenti, sulla scia degli accordi di libero scambio già entrati in vigore, ossia il CETA tra Ue e Canada e il JEFTA tra Ue e Giappone”.

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Rc auto: da inizio lockdown -1%

Posted by fidest press agency su lunedì, 22 marzo 2021

L’Unione Nazionale Consumatori ha condotto uno studio sulle variazioni dei prezzi delle assicurazioni durante la pandemia, facendo il confronto con quelli registrati dall’Istat nel febbraio 2020, ultimo mese pre-lockdown, ossia prima che scattassero i blocchi della circolazione che avrebbero dovuto far precipitare i prezzi dell’rc auto.Dalla classifica completa delle città con i maggiori rincari o ribassi emergono disparità astronomiche pari a 19,1 punti percentuali tra la città peggiore (Grosseto) e la migliore (Gorizia).A livello nazionale le assicurazioni, che comprendono quelle sui mezzi di trasporto, salute e abitazione, segnano un calo medio pari allo 0,9%: -0,9% quelle connesse all’abitazione, -0,2% salute, -1% mezzi di trasporto.Per l’rc auto la diminuzione dell’1% equivale ad un risparmio inferiore a 6 euro (5,98 euro) considerando la spesa media di una famiglia stimata dall’Istat, meno di 4 euro (3,89 euro) a polizza, considerando il prezzo medio riportato nell’ultimo Bollettino Ivass. “Una riduzione vergognosa, considerato che secondo l’Ivass, il risparmio delle compagnie, dovuto alla flessione dei sinistri del 35% tra febbraio e novembre 2020, avrebbe dovuto tradursi in un ribasso pari a circa 70 euro, altro che 4 euro. Se poi si considera che per alcune città non solo si sono ì registrati dei rialzi, ma i rincari sono addirittura astronomici, il quadro si completa” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.La situazione peggiore per chi abita a Grosseto, dove i prezzi delle assicurazioni svettano complessivamente del 9,9%, al secondo posto delle città più “salate” Trento, dove salgono del 5,3%. Sul gradino più basso del podio di questa non certo edificante classifica Terni, dove la crescita è del 4,3%.Dall’altra parte della classifica, invece, la più virtuosa è Gorizia, dove scendono del 9,2%, al 2° posto Treviso, con -6,5%, al terzo posto delle città più risparmiose Avellino, con -6,4%.”Anche queste diminuzioni, comunque, sono ben inferiori se confrontate con il blocco degli spostamenti. Solo considerando il primo lockdown, dal 10 marzo al 17 maggio 2020, il premio sarebbe dovuto scendere del 18,9%” conclude Dona.Tra i capoluoghi di regione, nella lista nera finiscono Potenza (4° con +4,2%), Torino (6° con +3,9%), Perugia (12° con +1,5%), Genova (14° con +1,4%). Bene, invece, Bologna, 4° tra le “buone” con -5,5%, Roma 5° con -5,3%, Palermo 6° con -5 per cento.

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