Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 259

Archive for 15 agosto 2018

Rita Borsellino: era combattente della legalità

Posted by fidest press agency su mercoledì, 15 agosto 2018

“In tutte le sue azioni e nei ruoli che ha ricoperto, Rita era animata da un’esigenza morale e civile fortissima, che andava oltre le appartenenze di partito e che la rendevano una testimone formidabile nella lotta antimafia”. Così Debora Serracchiani, deputata del Pd e già europarlamentare con Rita Borsellino, ricorda la sorella del magistrato ucciso dalla mafia, Paolo Borsellino.”Il cordoglio anche personale per la scomparsa di una combattente della legalità – ha aggiunto Serracchiani – si mitiga nel ricordo dei tanti semi che ha saputo far germogliare in questa nostra società, in cui non vedere e tacere è troppo spesso la norma, a sud e ormai anche a nord del Paese”.

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Rita Borsellino ci ha lasciati

Posted by fidest press agency su mercoledì, 15 agosto 2018

A nome mio e di Fratelli d’Italia desidero esprimere profondo cordoglio per la scomparsa di Rita Borsellino, sorella del giudice Paolo. A tutti i suoi famigliari la nostra vicinanza in questo momento difficile”. Lo scrive su Twitter il presidente di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni.

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Il ministro Salvini a San Luca: “Servono uomini, mezzi e risorse per contrastare la ‘ndrangheta”

Posted by fidest press agency su mercoledì, 15 agosto 2018

San Luca. Ci sarà anche una delegazione del Fsp Polizia di Stato ad accogliere oggi a San Luca il ministro dell’interno Matteo Salvini, che presiederà il Comitato nazionale per l’ordine e la sicurezza pubblica in una villa confiscata alla ‘ndrangheta. “Accogliamo con soddisfazione la visita di Salvini a San Luca nel giorno di Ferragosto – spiega il vice presidente nazionale Fsp Franco Maccari, in Calabria per una serie di manifestazioni cui prende parte il Sindacato di Polizia – e riteniamo che quello del ministro sia un messaggio dirompente contro la criminalità organizzata. Auspichiamo che non sia una semplice passerella, ma che in maniera concreta il ministro annunci il suo programma per la sicurezza in Calabria, dando priorità nella sua agenda alle esigenze di una regione difficile e che richiede un potenziamento dell’apparato sicurezza in ogni sua articolazione, con risorse, uomini e mezzi. A San Luca bisogna riportare lo Stato e la democrazia, per questo guardiamo con attenzione anche a chi si sta proponendo la sua candidatura a sindaco, come Klaus Davi. Si tratta di una candidatura di grande impatto mediatico, che serve a riaccendere i riflettori sulla necessità di ricostruire nelle realtà più difficili del territorio il senso delle istituzioni e della partecipazione dei cittadini alla vita pubblica. Ricordo che per la stessa ragione lo scorso anno avevamo sostenuto la proposta del giudice De Grazia che aveva lanciato la candidatura a sindaco di San Luca del nostro segretario nazionale Giuseppe Brugnano”. “Ci aspettiamo che domani a San Luca il ministro Salvini dica qual è il suo programma per la Calabria”, aggiunge il segretario nazionale Giuseppe Brugnano. “Auspichiamo che San Luca – dice ancora Brugnano – da epicentro del potere della ‘ndrangheta, possa diventare il simbolo di una inversione di rotta nelle politiche per la sicurezza del territorio. In questi anni le Forze dell’Ordine e la Magistratura hanno ottenuto successi straordinari contro la criminalità organizzata, ma è una lotta che continua ad essere impari. Per contrastare l’organizzazione criminale più potente, ricca e pervasiva del mondo servono uomini, mezzi e risorse. Consegneremo al ministro Salvini un elenco di 10 presidi della Polizia di Stato in Calabria da potenziare con priorità assoluta. Innanzitutto, proprio perché partiamo da San Luca, bisogna rafforzare i commissariati della fascia ionica reggina (Locri, Bovalino e Siderno); la questura di Reggio Calabria; i commissariati della Piana che si affacciano sul porto di Gioia Tauro; e ancora l’entroterra Vibonese (come il commissariato di Serra San Bruno che ha il personale ridotto al lumicino); il commissariato di Catanzaro Lido, che a fronte di un organico di 40 unità previsto da un decreto ministeriale può contare sulla disponibilità di meno di 20 agenti; il commissariato di Lamezia Terme, un presidio di frontiera che deve essere supportato con ogni strumento per il suo ruolo nevralgico in una realtà a forte densità criminale; la questura di Crotone, in forte sofferenza per l’emergenza sbarchi e la presenza di un grande centro di accoglienza per gli immigrati; la Questura di Cosenza che primeggia per l’avanzata età media del personale; il Commissariato di Rossano; infine la richiesta che avanziamo da tempo per l’istituzione di un reparto mobile o almeno di una sede distaccata a Catanzaro, la città capoluogo in cui più frequentemente si concentrano le manifestazioni legate all’emergenza lavorativa e al disagio sociale. Chiediamo al ministro Salvini di valutare con attenzione le nostre proposte, nella speranza che possa dare risposta anche in breve tempo ad una Calabria che ha riposto grande fiducia in lui, tanto da eleggerlo al Parlamento”.

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Crollo ponte Genova, geologi: necessaria una politica di prevenzione

Posted by fidest press agency su mercoledì, 15 agosto 2018

“Il crollo del ponte autostradale Morandi avvenuto oggi a Genova, che si sarebbe verificato per cause di natura strutturale, conferma ancora una volta la necessità di dare avvio a una svolta culturale che veda finalmente l’adozione di un vero piano nazionale di manutenzione dell’edificato e di controllo del territorio”. Questo il commento del Consiglio Nazionale dei Geologi in merito al cedimento del viadotto sul torrente Polcevera. “Molte delle infrastrutture viarie italiane – prosegue la nota del CNG – sono state costruite negli anni ‘60 e ‘70 e si rifanno dunque a normative tecniche non adeguate agli utilizzi e ai carichi di esercizio attuali, ma molte di esse sono anche carenti dal punto di vista della sicurezza geologica e sismica, perché il contributo di queste discipline non era contemplato dalle allora vigenti normative. E in tutto il Paese sono migliaia i ponti e i viadotti che rientrano in questa casistica. Per evitare che si ripetano tragedie simili, secondo i geologi è indispensabile attuare una seria politica di prevenzione dai rischi, finalizzata alla sicurezza e alla pubblica incolumità dei cittadini e a un sicuro risparmio economico solo attraverso un piano straordinario di manutenzione e messa in sicurezza delle opere esistenti e del territorio, richiamato dopo ogni tragedia ma subito dopo sempre finito nel dimenticatoio.“La manutenzione è stata normata solo con la legge quadro sui lavori pubblici del 1994, – afferma il CNG – in cui trova una prima esplicita definizione e risulta parte integrante della progettazione, esecuzione ed esercizio delle opere pubbliche. Anche le successive discipline dei lavori pubblici (D.Lgs 163/2006 e relativo regolamento attuativo e l’attuale D.Lgs 50/2016) riportano integralmente la disciplina sulla manutenzione contenuta nella precedente legge quadro. Lo sforzo del legislatore a partire dal ‘94, apprezzabile dal punto di vista culturale e giuridico, è stato di fatto vanificato dalla carenza di cultura della manutenzione nella pubblica amministrazione, i cui decisori ne hanno sottovalutato l’importanza, facendo sì che il piano di manutenzione e/o di monitoraggio strutturale e geotecnico fossero eseguiti dal progettista e dai progettisti specialisti, ma spesso senza previsione del finanziamento per l’attuazione, come prevede la legge” concludono i geologi.

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Evento sismico Ml 4.7 (Mw 4.6) in provincia di Campobasso

Posted by fidest press agency su mercoledì, 15 agosto 2018

terremoto campobassodistanze terremotoIeri sera, alle ore 23:48 italiane del 14 agosto 2018, l’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (Ingv) ha localizzato un terremoto di magnitudo ML 4.7 (Mw 4.6), in provincia di Campobasso, 6 km a Sud di Montecilfone, ad una profondità di 19 km.
L’evento è stato localizzato in un’area a pericolosità medio-alta così come mostrato nella mappa di pericolosità sismica del territorio nazionale con accelerazione attese comprese tra 0.150 e 0.175 di g. Il Catalogo Parametrico dei Terremoti Italiani (versione 2015) mostra subito a sud dell’area epicentrale di questo terremoto i 2 eventi del 31 ottobre e 1 novembre della sequenza sismica del 2002 che colpì duramente il comune di San Giuliano di Puglia.Il 25 aprile 2018 in quest’area si era verificato un altro evento sismico di magnitudo Mw 4.3 nei pressi di Montecilfone ad una profondità di 29 Km. Il terremoto è stato risentito in un’ampia area dalla costa adriatica fino a quella tirrenica, in particolare nella provincia di Campobasso, nelle province limitrofe di Abruzzo e Puglia e in una vasta area della Campania, così come evidenziato dalla Mappa preliminare dei risentimenti del terremoto elaborata dai circa 436 questionari inviati al sito http://www.haisentitoilterremoto.it aggiornata alle ore 00:21 del 15 agosto. (foto: terremoto copyright ingv-it.20150623.gappssmtp.com – http://cnt.rm.ingv.it/event/20362671)

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Siena con gli occhi di un bambino

Posted by fidest press agency su mercoledì, 15 agosto 2018

Siena Dal 8 al 22 settembre una singolare mostra fotografica di Marco Zamperini, nello spazio espositivo di via Cecco Angiolieri 13. Ingresso libero. Zamperini, fotografo senese, regala alla sua città un viaggio emotivo ed emozionale che prende il via da una domanda: vi è mai capitato di tornare in un luogo frequentato da bambini e di rimanere sorpresi perché lo ricordavi diverso e molto più grande di come lo vedete adesso? E così, armato di grandangolo Marco Zamperini torna nei luoghi della sua infanzia alla ricerca di quel punto di vista che li rendeva enormi e magici al suo sguardo di bambino.Ne ricava immagini che mostrano una Siena insolita, intima e bellissima, fatta di prospettive verticali che si infrangono in strade perfette, tracciate nel cielo. Un mondo pieno di poesia, dove i confini si fondono con l’infinito e che è proprio di chi guarda tutto col naso all’insù con stupore e meraviglia.Ed è la “meraviglia” il fil rouge che lega gli scatti di Zamperini: “Siena con gli occhi di un bambino” è un lavoro che nasce dalla volontà di ritornare piccoli, spogliarsi di visioni preconcette e recuperare la capacità di guardare, sognando.Un cammino che dalla fotografia arriva dritto all’anima, invitando lo spettatore a osservare da una prospettiva differente, a portare lo sguardo dal basso verso l’alto in maniera mai scontata e mai banale, ma interiore, intima, profonda.La mostra, curata da Stefano Andrei e realizzata in collaborazione con Liberamente Osteria, sarà aperta ogni giorno dalle ore 18 alle ore 22 ad ingresso libero e sarà arricchita da una video istallazione con immagini dedicate a Siena di Marco Zamperini.
Durante l’orario di apertura l’autore sarà disponibile a omaggiare di una “foto ritratto” i visitatori interessati.

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Libri nel Borgo Antico: “Passaggi” di Adriana Ostuni

Posted by fidest press agency su mercoledì, 15 agosto 2018

Passaggi, (Wip Edizioni, 2018 – http://www.wipedizioni.it/it/otw-portfolio/passaggi/) è il titolo della prima raccolta poetica di Adriana Ostuni, mediante la quale l’autrice dei romanzi “Apollo nel Caos” e “Le verità apparenti” ci consegna un’opera letteraria ricca di suggestioni, di musicalità e sensorialità, corredata di prefazione e materiale iconografico di Fedele Eugenio Boffoli. L’opera, inserita nella collana di Narrativa e Poesia “Spazio – Tempo”, curata da Alessandro Lattarulo, sarà presente e disponibile presso lo stand di Wip Edizioni, in occasione della rassegna di incontri culturali “Libri nel Borgo Antico” (www.librinelborgoantico.it), edizione 2018, a Bisceglie, il 24-25-26 agosto prossimi. Una produzione in versi finalizzata a veicolare riflessioni sul senso della vita, nello snodarsi delle sue cicliche fasi trasformative, e mirata a rispecchiare l’amore per la natura e per i suoi elementi, che divengono metafora dell’esperienza umana, considerata nelle sue molteplici forme ed espressioni, dalle meno felici alle più gioiose. Un lavoro per esprimere un messaggio del mondo interiore, che si avvale della poesia quale tramite e mezzo di comunicazione, per disvelare ancestrali corrispondenze e manifestare desideri, sogni, nostalgie, letizie, speranze: sentimenti che accomunano tutti gli esseri umani; così ne scrive Boffoli che ha collaborato all’opera: <> Adriana Ostuni è nata a Bari, interprete-traduttrice, laureata in Scienze Politiche, è attualmente impegnata nel sociale.

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Il Paraguay adotta una nuova legge per la protezione e la naturalizzazione degli apolidi

Posted by fidest press agency su mercoledì, 15 agosto 2018

L’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR) accoglie con favore l’adozione da parte del Paraguay di una nuova legge che contribuisce a identificare, proteggere e risolvere la situazione degli apolidi, ovvero di quelle persone che non sono considerate cittadine di nessuno Stato.Nella giornata di giovedì scorso, il 9 agosto, il Congresso bicamerale del Paraguay ha approvato un progetto di legge presentato a maggio 2017, che tutela i diritti degli apolidi, nonché di coloro che intendono richiedere il riconoscimento di tale status, e che prevede un percorso agevolato verso la naturalizzazione.La nuova legge assegna alla Commissione nazionale per i rifugiati (CONARE) la responsabilità della determinazione dell’apolidia e contribuisce a garantire che i figli dei cittadini paraguaiani nati in un Paese straniero, che altrimenti sarebbero apolidi, acquisiscano la cittadinanza paraguaiana senza doversi stabilire nel Paese.Nel 2012, il Paraguay ha aderito alla Convenzione del 1961 sulla riduzione dell’apolidia e nel 2014 alla Convenzione del 1954 relativa allo status degli apolidi. Con l’adozione di questa legge, il Paraguay stabilisce una procedura per la determinazione dell’apolidia e un quadro normativo per la protezione delle persone apolidi; la legge prevede anche percorsi per la naturalizzazione.Questa legge costituisce un’importante pietra miliare per la regione, che sta lavorando per sradicare l’apolidia entro dieci anni, come parte degli impegni assunti dai Paesi dell’America Latina e dei Caraibi nel Piano d’azione del Brasile del 2014.Nel novembre 2014, l’UNHCR ha lanciato la Campagna #IBelong per porre fine all’apolidia entro il 2024. La Campagna cerca di dar maggiore visibilità ai problemi specifici che l’apolidia causa a donne, uomini, ragazzi e ragazze e di rafforzare la risposta dei governi e della società civile. Le persone apolidi sono spesso private dei diritti fondamentali come andare a scuola, vedere un medico, trovare un lavoro, aprire un conto in banca, viaggiare o sposarsi.

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Le milizie sgomberano e disperdono 1.900 persone sfollate all’interno della Libia

Posted by fidest press agency su mercoledì, 15 agosto 2018

L’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR) esprime preoccupazione per lo sgombero forzato – da parte di alcune milizie – di 1.900 sfollati interni dall’insediamento di Triq Al Matar a Tripoli, in Libia. Triq Al Matar era il più grande insediamento di sfollati interni a Tripoli, dove sin dalla sua creazione nel 2011 vivevano 370 famiglie originarie della città di Tawergha.Secondo i residenti, la scorsa settimana una milizia locale ha costretto l’intera popolazione di Triq Al Matar a fuggire dalle proprie case, dopo tre notti di incursioni indiscriminate e l’arresto arbitrario di 94 residenti, 12 dei quali sono tutt’ora detenuti dalle milizie in condizioni terribili. Alcune donne e ragazze sono state minacciate di stupro. Tutti hanno dovuto abbandonare loro case con breve preavviso, portando con sé solo il minimo indispensabile.Queste persone sono ora disperse, vivono in diverse aree in cui hanno parenti o conoscenti, anche all’interno di altri insediamenti di sfollati interni. Alcune famiglie che possiedono un’automobile si trovano a dormire al suo interno.L’UNHCR esprime preoccupazione per il rischio a cui potrebbero essere esposte le persone che risiedono in altri insediamenti a Tripoli a causa di possibili ulteriori sgomberi. Alcune famiglie di Tawergha che vivono in altri insediamenti a Tripoli sono già fuggite dalle loro case per paura di essere attaccate. L’UNHCR chiede il rispetto dei diritti umani, la protezione dei civili e il diritto delle persone sfollate a decidere sul proprio futuro. L’Agenzia segue la situazione da vicino e collabora con tutte le parti per assicurare che vengano soddisfatte i bisogni essenziali degli sfollati interni e che vengano evitati altri eventuali sgomberi.La popolazione di Tawergha costituisce una minoranza etnica, circa 40mila persone che sono state costrette a fuggire dalle proprie case nel 2011. Nella maggior parte dei casi hanno cercato un luogo sicuro all’interno di insediamenti informali intorno all’area di Tripoli o Bengasi. Vivono lì da sette anni in attesa di poter tornare a casa, dopo un recente accordo tra le parti in causa.
In Libia, circa 192mila sfollati all’interno del Paese vivono da anni in condizioni terribili. L’UNHCR richiede soluzioni urgenti per porre fine alle loro sofferenze e per garantire il loro ritorno a casa in modo volontario, sicuro e dignitoso.

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Concerto diretto dal maestro Rocco Mentissi

Posted by fidest press agency su mercoledì, 15 agosto 2018

San Rocco a Tolve (PZ): il 16 agosto in Piazza M. Pagano esibizione della Banda di Tolve e dell’Orchestra a plettro “D. Manfredi” In occasione dei festeggiamenti in onore del patrono San Rocco di Montpellier, uno degli appuntamenti religiosi più sentiti della Basilicata, giovedì 16 agosto alle ore 21.00, in piazza Mario Pagano a Tolve, il maestro Rocco Mentissi dirigerà il concerto della Banda di Tolve – Associazione musicale “Francesco Mentissi” e dell’Orchestra a plettro “Domenico Manfredi” di Avigliano, con la partecipazione del soprano Antonella Tatulli. L’evento è organizzato dal Consiglio pastorale del Santuario diocesano di San Rocco, con il patrocino del Consiglio regionale della Basilicata e del Comune di Tolve. Le due formazioni eseguiranno marce sinfoniche per banda rielaborate per orchestra a plettro, celebri colonne sonore scritte da Ennio Morricone e Nicola Piovani e classici della musica napoletana.
L’inconsueto connubio riporta indietro nel tempo, a quando le bande e le orchestre a plettro portavano la musica operistica al popolo. Il servizio che queste compagini regalavano al largo pubblico è stato fondamentale per la divulgazione delle opere liriche e della musica sinfonica e quindi per la diffusione della cultura musicale. Il loro mondo musicale amatoriale e dilettantistico ha rappresentato un fondamentale anello di congiunzione tra il colto e il popolare e un’opportunità di pratica strumentale inclusiva, che ha dato la possibilità a tutti i ceti sociali di avvicinarsi alla grande musica, rendendola popolare nel senso più alto del termine. Sovente le formazioni bandistiche e mandolinistiche avevano in comune lo stesso direttore, come nel caso del maestro Rocco Mentissi, direttore dal 1998 della Banda di Tolve e da qualche anno anche direttore dell’Orchestra a plettro di Avigliano.
Non essendo accertata a tutt’oggi l’evidenza di esecuzioni congiunte tra bande e orchestre a plettro del passato, il progetto, che ha già debuttato lo scorso 30 luglio al VII Festival del Mandolino di Avigliano, ha il sapore di una sperimentazione, scaturita da un’idea del maestro Mentissi, figlio del primo maestro della Banda di Tolve Francesco Mentissi, subito sposata da Franz Manfredi, presidente dell’Orchestra a plettro di Avigliano e a sua volta figlio del fondatore Domenico Manfredi. L’obiettivo è quello di stimolare la creazione di sinergie tra realtà culturali diverse, per rafforzare la proposta artistica sul territorio e renderla originale e innovativa.
L’Associazione musicale “Banda Città di Tolve” nacque nel 1992 su proposta del prof. Faustino Straziuso, allora preside della Scuola Media, ed è ancora oggi attiva nella nuova veste di Associazione musicale e culturale “Francesco Mentissi”. Inizialmente costituita da alunni della stessa scuola, era diretta dal maestro Francesco Mentissi, insegnante di Educazione musicale, supportato dal prof. Vito Iannuzzi, attuale presidente. Nel ‘98, in seguito alla prematura scomparsa del maestro Francesco Mentissi, la direzione artistica fu affidata al figlio Rocco, che ben presto conseguì il diploma in Direzione d’orchestra fiati e successivamente la laurea in Composizione presso il Conservatorio di musica “Gesualdo da Venosa” di Potenza.
L’Orchestra a plettro “Domenico Manfredi” di Avigliano affonda le radici nella plurisecolare tradizione mandolinistica aviglianese, germogliata all’interno del gruppo degli artigiani che, frequentando Napoli, vennero a contatto con la tradizione mandolinistica partenopea. Il maestro Domenico Manfredi nel 1956 diede vita ad una scuola musicale che, raccogliendo i frutti di quella tradizione, formò generazioni di giovani allo studio degli strumenti a plettro, facendoli diventare patrimonio di un’intera comunità.

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Silvia Grossi: “Ecco come il populismo ideologico si è impossessato degli Italiani”

Posted by fidest press agency su mercoledì, 15 agosto 2018

Padova.Il populismo ideologico ha preso pieno possesso della scena politica del nostro Paese. A denunciarlo l’antropologa Silvia Grossi, esponente del Partito Democratico di Padova, che ha elaborato uno studio sul tema del populismo ideologico e della attuale situazione politica nazionale, dal dopo elezioni ai primi atti del Governo Conte.Studio che analizza il fenomeno del populismo ideologico che ha influenzato il pensiero politico degli italiani nel corso delle ultime elezioni, e le cui conclusioni sono state raccolte nel saggio dal titolo “La strategia del gambero verde. Dissertazione attorno al concetto di populismo ideologico”.”Il populismo che oggi pervade la società italiana è fortemente ideologico”, afferma Silvia Grossi in una recente intervista realizzata per il lancio del volume, che ha un taglio taglio scientifico ma che risulta molto scorrevole e adatto alla lettura da parte di un ampio pubblico, “Non è un populismo di lotta e non è un populismo che scende in piazza per sovvertire il potere sovranista. E’ un ‘populismo senza popolo’, che nasce nelle stanze del potere di un Movimento, come i 5 Stelle, che lo hanno creato in vitro, per poterlo rivendere. Ed è un populismo che poggia sull’ideologia di destra estrema alla quale la Lega ha strizzato l’occhio a lungo e che ora lo veste di pulsioni razziste ed omofobe, costruendo categorie di alterità come i rom, i migranti o i gay, utili esclusivamente a fare da contraltare al proprio progetto politico, nel tentativo di legittimarlo” prosegue l’autrice.”Non è, dunque una proposta populista che sorge dallo spirito critico della massa, nelle piazze, nelle associazioni, sostenuta nella comunità intellettuale e scientifica delle università e dei luoghi di confronto culturale, dove si ragiona e si decide di sollevare una politica antigovernativa. E’ un populismo calato dall’alto, e come tale subìto ed introiettato senza una vera presa di coscienza collettiva. E, come tale, finisce per essere complice del mantenimento del potere stesso, peraltro di un potere che toglie la parola al popolo” conclude l’antropologa.Il saggio riporta, inoltre, alcuni fatti di attualità che hanno portato alla nascita del Governo guidato da Giuseppe Conte, analizzati con la lente dell’antropologia e riporta l’introduzione di Pierfrancesco Majorino, assessore alle politiche sociali, salute e diritti del Comune di Milano. Il volume verrà presentato in numerosi appuntamenti estivi di dibattito politico alla presenza dell’autrice ed è possibile acquistarlo anche online sul sito dell’editore Primiceri all’indirizzo http://www.primicerieditore.it.

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Arezzo capitale della musica polifonica

Posted by fidest press agency su mercoledì, 15 agosto 2018

Arezzo dal 18 al 26 agosto si rinnova l’appuntamento con il Concorso Polifonico Internazionale “Guido d’Arezzo” – Guidoneum Festival che, giunto alla 66ma edizione, porta nella città toscana formazioni corali da tutto il mondo. Arrivano da Argentina, Estonia, Filippine, Hong Kong, Italia, Polonia, Slovenia i cori che ad si sfideranno fino all’ultima nota per conquistarsi il premio Città d’Arezzo e il diritto di partecipare nel 2019 all’EGP For Choral Singing, vere e proprie “olimpiadi” del canto polifonico. “Siamo entusiasti della partecipazione– commenta il direttore artistico Lorenzo Donati -. Anche quest’anno avremo un grandissimo concorso con cori provenienti da ogni angolo del globo”
Denso il programma di questa edizione: il Concorso Polifonico Internazionale prenderà il via giovedì 23 agosto alle ore 21 nella Basilica di San Francesco, con un concerto di “presentazione” dei partecipanti. A seguire Eva Mei canterà le note di Gioacchino Rossini, nel 150° anniversario della morte.La sfida vera e propria si svolgerà – sempre nella Basilica di San Francesco – nelle giornate di venerdì 24 agosto (dalle ore 11 alle ore 23) e sabato 25 agosto (dalle ore 9.30 alle ore 18), quando le formazioni in gara si esibiranno davanti a una giuria internazionale.La proclamazione dei vincitori e la relativa premiazione avranno luogo nella serata di sabato 25 agosto durante una grande festa della musica che prenderà il via alle ore 21 nell’anfiteatro romano. Qui andrà in scena il “Festival di canto popolare”, un evento-concerto durante il quale i cori partecipanti presenteranno un repertorio di canti tradizionali del loro paese.Tutti gli appuntamenti sono aperti al pubblico e ad ingresso libero.
E con il concorso torna il Guidoneum Festival. Tutte le sere, da domenica 19 a mercoledì 22, nella Chiesa di San Michele avranno luogo concerti dedicati alla musica corale. Da non perdere l’appuntamento del 18 agosto quando il centro storico di Arezzo sarà invaso da cori del territorio che si esibiranno nelle varie piazze cittadine. Nella sede della Fondazione Guido d’Arezzo si terrà un calendario si approfondimenti e incontri mentre la Chiesa di San Michele, ospiterà concerti pomeridiani.Gran finale il 26 agosto all’anfiteatro romano con “Tosca”, l’opera di Giacomo Puccini eseguita dall’Orchestra Sinfonica del Pucciniano diretta da Alan Freiles per la regia di Carlo Antonio de Lucia, che per questa recita si avvale della collaborazione con il Polifonico Guido d’Arezzo. (Evento con biglietto di ingresso prenotabile presso: Officine della Cultura, via Trasimeno, 16 – dal lunedì al venerdì con orario 10-13 e 16-18; info 0575 27961. Punti vendita Box Office Toscana; vendita online TicketONE. I biglietti saranno disponibili da due ore prima dell’inizio degli spettacoli alla biglietteria dell’anfiteatro). http://www.polifonico.org

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Veneto: Traffico a Nordest

Posted by fidest press agency su mercoledì, 15 agosto 2018

Continua a Nordest il trend positivo dei movimenti di merci e persone grazie al buon andamento dell’economia locale, alla crescita delle esportazioni e del turismo. Nel 2017 si sono registrati tassi record per i traffici nel porto di Trieste ed aeroporti di Treviso e Verona. Flussi in aumento anche nelle tratte autostradali Brennero-Modena (A22), Udine-Tarvisio (A23) e Valdastico (A31). Questi i dati più rilevanti dalle analisi del Centro Studi di Unioncamere del Veneto nell’ambito dell’Osservatorio sui Trasporti, le Infrastrutture e la Logistica del Nordest (TRAIL Nordest). Con oltre 10mila visualizzazioni all’anno, il portale http://trail.unioncamereveneto.it si conferma per il secondo anno di fila un ottimo strumento per monitorare costantemente e in modo aggiornato il sistema logistico locale rendendo disponibili informazioni su flussi di traffico, progetti, appalti, criticità e iter procedurali.
Sulla base degli ultimi dati disponibili, nel 2017 il volume di traffico veicolare per chilometro sulla rete autostradale del Nordest è aumentato in tutte le tratte, determinato soprattutto dall’intensificazione del traffico pesante (camion). In particolare, la crescita del traffico di veicoli pesanti interessa principalmente i grandi corridoi europei (Rete TEN-T). Gli incrementi maggiori si sono registrati nelle tratte dell’A23 Udine-Tarvisio (+8,3%), dell’A31 Valdastico (+8,7%), dell’A22 Brennero-Modena (+7,6%). Seguono le tratte dell’A4 Venezia/Mestre-Trieste (+4,9%) e Brescia-Padova (+4,3% contro il +2,8 dell’anno precedente).
Per quanto riguardi i porti dell’Alto Adriatico, Trieste e Ravenna hanno registrato nel 2017 un trend positivo nel traffico complessivo di merci (rispettivamente +4,6% e +2,1% rispetto all’anno precedente). Nello scalo triestino, che ha confermato una performance nazionale da primato con circa 62 milioni di tonnellate di merci movimentate, spicca l’aumento del general cargo (+14,1%), con le movimentazioni ad alto valore aggiunto, il RO-RO e il settore container, che ha raggiunto il record storico di oltre 616 mila TEU (+26,7% rispetto al 2016). Trieste è il secondo porto dell’Alto Adriatico per la movimentazione di container, facendo seguito al primato del porto di Koper con quasi 912 mila TEU. Nello scalo di Ravenna, che nel 2017 ha movimentato oltre 26 milioni di tonnellate di merci, spiccano le rinfuse solide, grazie al traffico record di materie prime per la produzione di ceramiche nel distretto di Sassuolo. Per il porto di Venezia il 2017 si è rivelato un anno di stabilità in termini di merci movimentate (25 milioni di tonnellate). In forte crescita invece i passeggeri del comparto traghetti (204 mila, +34,4%) a fronte di una diminuzione dei croceristi (1,4 milioni, -11%). Drastico calo per il porto di Chioggia (-33,8%) causato dal persistere dei problemi di accessibilità alle banchine portuali, di navigazione dei canali lagunari e della fase di transizione istituzionale dovuta all’aggregazione dell’Azienda Speciale per il Porto di Chioggia (ASPO) all’Autorità Portuale di Venezia, oggi un’unica realtà definita come Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Settentrionale (AdSP MAS) – Porti di Venezia e Chioggia.
Aumento record dei passeggeri negli aeroporti del Nordest, che hanno evidenziato incrementi nei flussi superiori alla media nazionale (+6,4%), raggiungendo complessivamente oltre 17 milioni di passeggeri all’anno. Nel 2017 il traffico passeggeri è aumentato del +14,4% a Treviso (superando i 3 milioni di persone), del +10,4% a Verona (3 milioni), del +7,8% a Venezia (10 milioni), del +7,3% a Ronchi dei Legionari (quasi 1 milione), inferiore invece l’incremento evidenziato all’aeroporto di Bolzano (+4,3%, 16 mila passeggeri). In particolare, negli scali di Treviso, Verona e Ronchi dei Legionari fa da traino la crescita del segmento nazionale (rispettivamente +22,4%, +14,4%, +15%), da e verso le città del Centro-Sud e Isole italiane. Nello scalo veneziano invece prevale lo sviluppo del segmento internazionale, soprattutto nei collegamenti da e verso il Nord America, il Medio e l’Estremo Oriente.
L’interporto Quadrante Europa di Verona è il primo interporto in Europa per volumi di traffico merci. Nel 2017 il nodo logistico ha movimentato oltre 8 milioni di tonnellate di merci su ferrovia, grazie a 16 mila treni in movimento, e 20 milioni di tonnellate su gomma. Il traffico ferroviario è rimasto sostanzialmente stabile rispetto al 2016 a seguito di alcuni eventi eccezionali che hanno interessato la linea ferroviaria. I dati analizzati, elaborati dall’Osservatorio TRAIL Nordest, sono solo alcuni dei risultati disponibili nella Sezione “Dati e indicatori” del portale http://trail.unioncamereveneto.it/ che contiene tutte le schede aggiornate sulle principali infrastrutture e i nodi logistici del territorio. Inoltre la sezione “Studi e ricerche” è stata arricchita con nuovi contributi tecnici.

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Tutelare l’ambiente per salvaguardare la salute

Posted by fidest press agency su mercoledì, 15 agosto 2018

Una necessità non più rinviabile come dimostrano i “numeri”: il 75% delle malattie e delle cause di morte è legato proprio al degrado ambientale e a stili di vita scorretti. Ne sono convinti i medici italiani che nel corso di un convegno ne hanno evidenziato l’aspetto.
Occorre, quindi, “individuare tutte le strategie efficaci e in grado di agire sulle condizioni socio-ambientali, cercando di ridurre il peso di tante malattie che gravano sulla collettività”.
“Le esposizioni a sostanze nocive, ai rifiuti e all’inquinamento atmosferico – dicono i medici – sono tra le maggiori cause dei pericoli per la salute.”
“Secondo la più recente letteratura, danni possono esserci anche a causa delle tante sostanze chimiche che usiamo quotidianamente: la maggior parte, infatti, non è ancora stata adeguatamente testata e valutata per la sua sicurezza”. I pericoli provengono anche dalle frodi commerciali.
Anni fa è stato registrato negli Stati Uniti un vertiginoso aumento dei casi di contraffazione di farmaci. In un editoriale pubblicato dalla rivista The Lancet, dedicato all’argomento parla di una crescita dell’800% e si esorta un rafforzamento delle norme sui farmaci, soprattutto nei Paesi dove non esistono o sono troppo blande. Proprio la mancanza di regole rigide e a volte le inadempienze degli stessi organismi di controllo, in specie nei Paesi in via di sviluppo, si rileva come si possa arrivare fino al 30% dei medicinali contraffatti. In particolare, a essere oggetto di falsificazione sono i farmaci antimalaria, che una volta alterati raggiungono il commercio, soprattutto nel Sud-Est asiatico, senza incontrare ostacoli. Secondo l’Organizzazione mondiale della sanità, solo il 20% degli Stati membri ha un sistema regolatorio sui medicinali ben sviluppato e circa il 30% non ha alcun impianto legislativo in materia.
C’è bisogno di collaborazione fra governi, autorità, industrie, consumatori, forze di polizia, scienziati e operatori sanitari per combattere il problema. Le aziende, in particolare, dovrebbero riportare volontariamente casi sospetti di contraffazione e abbassare i prezzi dei loro prodotti nei Paesi in via di sviluppo per ridurre l’incentivazione economica alla falsificazione.
Vi è poi vi è un altro fronte critico nel campo dei prodotti alimentari.
Non solo i pomodori ma anche tartufi, formaggi, arance, limoni, aglio, funghi, miele e olio, sono i “falsi alimentari” che invadono il nostro mercato e ingannano il consumatore.
Se un prodotto, sia chiaro, viene dall’estero, non è detto che sia necessariamente cattivo, dipende, semmai, dalla qualità e dalle tecniche di coltivazione. Rimane il problema dei controlli, soprattutto per gli alimenti provenienti dai Paesi extra Ue, sulla presenza di sostanze non ammesse dalla normativa comunitaria (antibiotici, insetticidi, ecc.), perché il commercio globalizzato espone ad alcuni rischi se le regole non sono altrettanto globalizzate. Il problema è dovuto al fatto che questi prodotti sono spacciati come “made in Italy”, cioè come prodotti nostrani, quando invece non lo sono, ingannando così i consumatori.
Si consumano, in tal modo, passate di pomodoro italo-cinesi, o si grattugiano tartufi afro-cino-albanese messi accanto a quello italiano per farne assorbire l‘odore, o a tagliare formaggio danese, o a sbucciare arance e limoni maturati al sole del Sud America e del Sud Africa, o a soffriggere con aglio cinese venduto a pochi euro nei mercatini rionali, o a mangiare una pizza ai funghi dell’Est Europa, o a far colazione con il miele ungherese e a condire con olio mediterraneo. Il tutto pensando che stiamo mangiando prodotti della nostra terra.
Ora ci si mette anche la crisi che spinge molte persone titolari di redditi modesti, e in Italia ci avviciniamo ai dieci milioni, ad acquistare, soprattutto prodotti alimentari a costi molto bassi e di provenienza dubbia. In questo modo si rischia seriamente d’ammalarsi provocando un nuovo aggravio della spesa sanitaria. (Riccardo Alfonso)

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L’uomo è condannato a un movimento continuo

Posted by fidest press agency su mercoledì, 15 agosto 2018

Ma giunto al più alto livello la sua intenzione di volervi restare stabilmente si inserisce un qualcosa che lo turba e lo spinge a compiere passi retrogradi. L’esempio dell’Eden in cui vissero Eva e Adamo lo ha dimostrato. Essi, per un eccesso di sicurezza, finirono con il perdere tutto, tranne l’amore.
E’ questo il filo d’Arianna, figlia del mitico re di Creta Minosse e di Pasifae che salva Teseo che si era avventurato nel labirinto per uccidere il Minotauro. E’ un filo d’amore. E’ quello che permette all’eroe di ritrovare la via del ritorno.
Sono storie simboliche, forse semplicemente spettacolari, ma tanto confacenti alla natura stessa dell’essere umano che si ritrova sempre con lo stesso ricorrente tema: quello del sentimento più puro che sprona all’azione, alla ricerca, alla bellezza e ci aiuta a capire la vita e ancor più la morte.
E’ tutto questo solo sentimento? Forse. Il sentimento, tuttavia, non inganna mai. Non coglie e non afferma che un rapporto, e questo non è un’apparenza ingannatrice. Esso non delude, per quanto primitivo può apparire.
E’ invincibile, universale e ci conduce sulle esistenze e le realtà e le annuncia con evidenza manifesta. Allora può servire di base a un giudizio assoluto e necessario. E’ la coscienza dell’esistente e delle esistenze.
L’attenzione che diamo a una cosa è sempre proporzionata all’interesse che essa c’ispira o alla forza di volontà che vi mettiamo. Quando questi due principi dell’attenzione si concentrano su un determinato oggetto, allora soltanto essa raggiunge il suo più alto grado di forza. In una passione, nulla ci sfugge di ciò che con essa ha rapporto, vicino o lontano che sia. I senza anima o gli uomini deboli di carattere, che, di fatto, non s’interessano di nulla, non sono suscettibili d’attenzione, o almeno di una valida attenzione. Per loro è necessario ritornare a vivere per assaporare ciò che hanno perso nelle vite precedenti. Sono i Teseo senza la loro Arianna. (Riccardo Alfonso) (I precedenti sono reperibili sulla pagina “confronti” undicesima parte)

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Gli anni post-bellici dell’Italia e della Germania dopo la prima guerra mondiale

Posted by fidest press agency su mercoledì, 15 agosto 2018

Negli anni successivi al 1918 due furono le nazioni più esposte agli umori popolari e alla instabilità del potere esecutivo: la Germania e l’Italia: La prima non riuscì a trovare l’occasione per rinnovare i suoi quadri dirigenti nonostante il regime democratico improvvisato dalla Costituzione di Weimar.
In Italia, dopo l’armistizio del 1919, fummo alla mercé, per tre anni, di gabinetti effimeri: Nitti, Giolitti, Sforza e Facta. Si arrivò, alla fine, al colpo di stato del 30 ottobre del 1922. Incominciò così la stagione delle dittature europee rafforzata, in un certo senso, dall’entrata in gioco negli affari dell’Europa occidentale della Russia che aveva nel frattempo consolidato il suo ruolo egemone in politica interna e ora era in grado, con la Terza internazionale, di estendere lo slancio comunista oltre frontiera.
Così iniziarono i venti anni di pace difficile con la conferenza di Versailles che si tenne dal 12 gennaio al 28 giugno del 1919. Fu alla fine stilato un trattato di 440 paragrafi che aveva la pretesa di aver saputo elaborare un piano globale di pace di cui nessuno restò soddisfatto. La Germania, nello specifico, fu umiliata in misura eccessiva tanto da costituire per gli storici un valido motivo per un risentimento nazionale che sfociò nella dittatura nazista e quella che ne seguì. Gli italiani parlarono di “vittoria mutilata” ed anche qui, con un’accelerazione maggiore, rispetto alla Germania, lo scontento scatenò il 28 ottobre del 1922 la marcia su Roma dei fascisti. La Germania nel 1923 tentò di non pagare i danni di guerra e si ritrovò l’occupazione della Ruhr e dei centri della Renania da parte delle truppe franco-belghe. Il ritiro delle truppe avvenne solo due anni dopo per la Ruhr e nel 1930 (30 giugno) per la Renania. Il 5 luglio del 1932 Antonio de Oliveira Salazar instaurò la dittatura in Portogallo. Intanto anche la Germania si preparò all’ascesa di Hitler. Il 31 luglio del 1932 il partito nazionalsocialista sfiorò il 36% dei consensi elettorali ottenendo 230 seggi. Il 5 marzo dell’anno successivo i nazionalsocialisti vinsero le elezioni e Adolf Hitler il 23 marzo dello stesso anno ottenne dal Reichstag pieni poteri. Il 7 giugno del 1933 su iniziativa di Mussolini, l’Italia, la Francia, la Gran Bretagna e la Germania siglarono un patto a quattro. Il francese Henry de Jouvenel esultò. Vi scorse una pace duratura per almeno dieci anni. Il 19 agosto del 1934, dopo la morte di Hindenburg, avvenuta il 2 agosto, Hitler fu proclamato capo dello stato con voto plebiscitario. Nello stesso anno ebbe inizio l’avventura italiana in Etiopia. (5/6 dicembre). L’anno successivo la Società delle nazioni applicò le sanzioni economiche contro l’Italia. Il 5 maggio del 1936 finì la campagna di Abissinia e il primo novembre Mussolini annunciò, in un discorso a Milano, la costituzione dell’asse Roma-Berlino. Il 12 marzo 1938 la Germania nazista annetté l’Austria. (Anschluss). Fu il primo passo. Quello successivo fu l’ingresso, tra il 14 e il 16 marzo del 1939, delle truppe tedesche a Praga. Nello stesso mese Franco conquistò il potere in Spagna, mentre il 22 maggio dello stesso anno l’alleanza italo-tedesca fu confermata con la firma a Berlino del patto d’acciaio. Giungemmo così alle ultime battute. Ebbe inizio quella che lo stesso Hitler la definì “una guerra terribilmente sanguinosa e feroce”. (Riccardo Alfonso)

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Salute: Le insidie più gravi per l’essere umano

Posted by fidest press agency su mercoledì, 15 agosto 2018

L’impegno che coinvolge ognuno di noi riguarda il discorso sulla medicina partendo proprio dalle più inquietanti e insidiose calamità che colpiscono il corpo umano, e non solo.
Il nostro costante assillo è, infatti, come difendersi dai tumori e dalle malattie cardiovascolari che sono la causa maggiore di mortalità. (Il 75% dei decessi).
Stabilito che le cause più remote risalgono al nostro Dna taluni ricercatori si sono chiesti se è proprio l’ambiente a determinare, in qualche modo, i livelli difensivi del nostro organismo oppure i fattori debbano risalire ad altre cause compreso il fattore ambientale o dalle abitudini alimentari o da tutte e due messe insieme in qualche modo. Da qui il passo ci appare conseguente quando parliamo degli investimenti nella sanità.
Lo scopo è d’investire nello sviluppo di start-up e aziende biotecnologiche che offrono approcci terapeutici rivoluzionari e tecnologie che contribuiscono al progredire dell’innovazione in medicina. Tra questi, ancorché a essi non limitati, concetti terapeutici nuovi quali le cellule staminali e il silenziamento dell’RNA, i vaccini e le proteine di nuova generazione, le tecnologie basate sugli anticorpi, i nuovi bersagli (target) molecolari e composti che sono i primi nella loro classe. Una successiva area d’interesse è quella dei biomarcatori specifici per date patologie.
E mentre da una parte si producono farmaci cosiddetti “innovativi” per combattere taluni malanni gravi si fanno strada altri sia perché si riacutizzano come la Fibromialgia, una patologia dell’apparato locomotore associata a dolori cronici, rigidità e a segni d’affaticamento a livello dei muscoli, legamenti e tendini con coinvolgimento dell’apparato nervoso centrale, sia perché si fanno accompagnare da altre due sindromi egualmente invalidanti, quali la Sindrome da Stanchezza Cronica (CFS) e la Sensibilità Chimica Multipla (MCS).
Va precisato che la Fibromialgia è stata, già da molti anni, riconosciuta dall’OMS, ma in Italia, i malati sono abbandonati a se stessi e considerati invisibili agli occhi delle Istituzioni. Se è vero che la Costituzione Italiana sancisce il diritto alla salute e al benessere di tutti i cittadini, sarebbe opportuno da parte dello Stato riconoscere tali patologie con tutti gli effetti terapeutici.
Da qui scatta un’altra considerazione. La finanza pubblica non sembra voler tenere in debito conto la salute dei cittadini tenendo ermeticamente allacciati i cordoni della borsa ma quando lo fa non si comporta di certo come il classico buon padre di famiglia. “Da un calcolo di massima, si può stimare, infatti, che circa il 5-10% del Fondo sanitario nazionale finisca in sprechi”. (Riccardo Alfonso)

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Medicina estetica: un appuntamento nella tradizione

Posted by fidest press agency su mercoledì, 15 agosto 2018

Roma. Il cronista della Fidest non manca l’occasione di presenziare quando, a Roma, con cadenza annuale si tiene il congresso nazionale dei duemila e oltre medici estetici provenienti da ogni parte del mondo. Nella storia della medicina romana l’appuntamento è diventato, nel corso degli anni, un fiore all’occhiello di una branca della medicina che cura il corpo, ma si alimenta del suo spirito. Lo fa con grazia e delicatezza e con un profondo rispetto per gli elementi che compongono il corpo umano e nel suo inevitabile declino fisico offre non una soluzione di eterna giovinezza ma l’uso di “tecniche sempre più sofisticate ed efficaci per rallentare il passare del tempo.” Lo fa in totale sicurezza sia nelle tecniche sia nei prodotti, senza correre il minimo rischio.” Ogni anno che passa sembra impossibile che vi possano essere novità di rilievo nel campo della medicina estetica eppure, sia pure a piccoli passi, si fanno avanti prodotti e metodiche sempre più efficaci e sicure per la correzione degli inestetismi e in tema di body conturing. “A questo riguardo”, ci tiene a precisare nel suo intervento il presidente della SIME “sono seguiti con molta attenzione anche i focus sui fattori di crescita piastrinici, sul confronto tra i diversi sistemi di trattamento della pannicolopatia-edemato-fibro-sclerotica (PEFS) e della cellulite, come anche il punto sulla cura della calvizie femminile piuttosto che delle diverse metodiche per affrontare la medicina estetica della terza età”. Un tema cui i medici della SIME tengono molto è quello della diagnostica in medicina estetica.
Si tratta di una serie d’indagini che consentono al medico di sviluppare una maggiore co-scienza critica nella scelta delle procedure di utilizzo. Presupposti indispensabili per qualsiasi tipo di trattamento sono la visita di medicina estetica con le dovute valutazioni e il chek-up della pelle”.
E s’insegue la bellezza a tutte le età. Non solo la sposa vuole essere al “top” il giorno del sì. Anche le mamme degli sposi sono sotto i riflettori: di fianco ai figli nel momento più importante e vogliono dunque apparire al meglio davanti a parenti e amici.
Per mandare indietro di qualche anno le lancette degli orologi, sempre di più si rivolgono al chirurgo plastico. Gli interventi più richiesti sono iniezioni di botulino, acido ialuronico e cicli di vitamine. (Redazione Fidest)

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Medicina estetica: Un omaggio alla bellezza femminile

Posted by fidest press agency su mercoledì, 15 agosto 2018

Mi riferisco ad un aspetto della medicina che è quello della cura della bellezza, alla sua conservazione e all’età biologica. Lo faccio prendendo lo spunto da uno scritto del dottor Rosario Porzio, di alcuni anni fa, dove l’autore si chiedeva se la Muti potesse considerarsi giovane per sempre.
Non credo che l’abbia citata perché da vent’anni è un suo grande amico. Suppongo, invece, che, guardando quella donna, l’avesse fatto non solo per questo motivo ma anche con l’occhio clinico di medico. Per lui vi era, in qualche modo, la conferma che da quella donna potesse trarvi una sorta di mix di combinazioni genetiche che hanno permesso alla diva di apparire più giovane di circa quindici anni.
Non è stato, ovviamente, solo un giudizio di circostanza e sprovvisto di un supporto scientifico. Doveva essere ben consapevole dello studio dell’Università di Leicester e del King’s College di Londra in tandem con l’Università di Groningen in Olanda, pubblicata su ‘Nature Genetics’, dove si chiariva perché una persona può apparire più giovane di dieci/venti anni con un forte gap, quindi, tra l’invecchiamento biologico e l’invecchiamento cronologico. Il trucco è nel gene di Peter Pan, o meglio nelle varianti genetiche a livello del gene Terc, responsabile della lunghezza dei telomeri (parti terminali dei cromosomi). E la conclusione degli esperti era volta alla considerazione delle particolari varianti genetiche che si associavano ad una maggiore lunghezza dei telomeri che si traducevano in una minore predisposizione ad invecchiare velocemente.
Chi invece non ha tale dote genetica ha telomeri più corti e quindi dimostra un’età biologica uguale o maggiore rispetto a quella cronologica.
Questa ricerca, che ha scavato a fondo sui processi d’invecchiamento delle cellule, rappresenta l’inizio dello studio su farmaci che possano preservare cuore e cervello e in genere i nostri organi vitali, di là della giovinezza esteriore. Un viaggio quindi nelle possibilità di mantenere giovani e attivi i nostri organi interni.
Se la natura riesce a fare la sua parte, sia pure limitando la sua azione a pochi casi, la medicina non si è fatta trovare impreparata con due sue branche specialistiche: medicina e chirurgia estetica. (Riccardo Alfonso)

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La guerra a volte unisce e non accentua le diversità etniche

Posted by fidest press agency su mercoledì, 15 agosto 2018

Basta pensare al miracolo operato da Tito in Jugoslavia e dai guasti, per controprova, che derivarono il giorno dopo la sua dipartita. Il resto, si può dire, è storia dei nostri giorni. Forse più cronaca che storia, per il modo come la stiamo vivendo e per le passioni e le ambiguitàche vi riversiamo.
D’altra parte ci volle una guerra mondiale per porre fine alle dittature di “destra” che volevano assicurare un diverso equilibrio mondiale, con una grande Europa dai Pirenei agli Urali, e ridimensionare lo stesso ruolo degli U.S.A. Il seguito mostrò una inevitabile divisione dell’Europa con l’Urss ed i suoi alleati, da una parte, e gli occidentali e gli Stati Uniti dall’altra.
Così incominciammo a gestire il secondo dopo guerra del XX secolo. In entrambi i casi dovemmo prendere coscienza degli orrori di una guerra e alle ragioni che si posero alla loro origine. La risposta, nel primo caso, la diedero le folle che gremirono le piazze di Parigi, Londra e Roma durante la visita del presidente americano Woodrow Wilson.
Tutti fremevano di gioia nella speranza che lo slogan, la “guerra per finire la guerra” sarebbe diventato vero e dal caos di sangue e di lacrime dalla più crudele delle guerre fino ad allora conosciute sarebbe sorta un’era nuova, un’era di nazioni libere, almeno dal timore di essere aggredite. Non più “les jours de glorie”. Quei giorni erano passati per sempre. La stessa parola “gloria” sembrava vuota e retorica o addirittura ipocrita e falsa. Qualcosa come il rhum che si dà ai soldati prima dell’ordine di saltare dalle trincee. Sopra le folle ancora ieri ebbre di guerra, un sogno di ragione apriva le sue ali iridate contro un cielo sereno. Wilson incarnava quello slancio popolare. In uno dei quattordici punti del suo messaggio, nella sessione unita delle camere del Congresso americano, il giorno 8 gennaio del 1918, egli diceva, tra l’altro: “Bisogna costruire una società generale delle nazioni in conformità a patti specifici nell’intento di assicurare agli stati tutti, piccoli e grandi, la loro indipendenza politica e integrità territoriale”. Wilson in questo senso fu un profeta sfortunato. Prima di tutto perché le sue formule risultarono, alla prova dei fatti, vaghe e inadattabili, a certe situazioni, e dando luogo a interpretazioni contraddittorie e che nessuno cercò di correggerle o almeno tentare di farlo. (Riccardo Alfonso)

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