Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 126

Archive for 3 marzo 2012

Tav: L’Italia deve fare le scelte giuste

Posted by fidest press agency su sabato, 3 marzo 2012

Non possiamo permetterci un’opera insostenibile dal punto di vista economico e ambientale e inutile pure dal punto di vista del trasporto». Entra a gambe tese Legambiente nell’argomento che sta scuotendo lo Stivale da cima a fondo e lo fa anche in Abruzzo, dove aderisce alla manifestazione “Siamo tutt* no Tav”. «È necessario riconsiderare il progetto anche alla luce delle recenti dichiarazioni dell’agenzia ambientale francese – spiega il presidente di Legambiente Angelo Di Matteo – che ha sostenuto la maggior validità dell’ammodernamento e messa in sicurezza dell’attuale linea, rispetto alla realizzazione di quest’opera, vista anche la necessità di provvedere adeguatamente allo sviluppo del traffico delle merci, il quale però si muove prevalentemente sull’asse Nord-Sud e non da Ovest a Est. Ci auguriamo che il governo Monti mostri lo stesso coraggio dimostrato in occasione della scelta sulle Olimpiadi e, nell’interesse di tutta l’Italia, cancelli quest’opera».
«Serve una pausa di riflessione – aggiunge Luzio Nelli, della segreteria regionale di Legambiente – Il grave incidente durante le operazioni di allargamento di un cantiere presso la baita Clarea deve fermare gli espropri e gli ampliamenti dei cantieri. È assurdo che nonostante la positiva e partecipata manifestazione di sabato, i lavori stiano proseguendo nel totale spregio dei valligiani e dei reali interessi del Paese». «Il governo prenda atto dell’opposizione da parte dei residenti – espressa anche a rischio della vita – e fermi un’opera evidentemente inutile, dannosa e costosissima per il Paese . Si torni subito al tavolo della progettazione per concertare i piani infrastrutturali e di traporto realmente necessari all’Italia, anche nel rispetto delle proteste che devono, ora più che mai, essere pacifiche e intelligenti». Si alza anche dall’Abruzzo la seria perplessità che l’Italia si possa impegnare per un esborso di 5 miliardi di euro in un periodo di difficoltà economiche come quello attuale, quando mancano le risorse per gli investimenti infrastrutturali e per il 2012 è previsto un taglio del 75% delle risorse per i pendolari. «È pura fantascienza pensarlo – prosegue Luzio Nelli – L’Italia ha bisogno di una vera politica dei trasporti che ad esempio punti sul rafforzamento del servizio e delle infrastrutture ferroviarie nelle aree metropolitane, e che consenta ai treni merci di diventare competitivi nei confronti del trasporto su gomma, ad esempio realizzando poli logistici e opere di accesso alle grandi infrastrutture di valico. Invece il nostro Paese, ad oggi, è sprovvisto di un piano sulla mobilità e della logistica per impostare una seria programmazione dei trasporti».

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Nave Costa: valutazione distanza

Posted by fidest press agency su sabato, 3 marzo 2012

“Per quanto riguarda la questione specifica della distanza minima dalla costa da osservare in fase di navigazione, non esiste una norma specifica né nella legislazione internazionale né nella legislazione dell’Unione”. Lo afferma l’europarlamentare del Pd, Debora Serracchiani, membro della commssione Trasporti, riferendo la risposta del commissario europeo Siim Kallas a un’interrogazione in cui la stessa Serracchiani, assieme ai colleghi Guido Milana e Silvia Costa, chiedeva se “tra i compiti dell’Agenzia europea per la sicurezza marittima (EMSA) vi sia quello di definire i parametri minimi necessari per garantire la sicurezza delle imbarcazioni destinate al trasporto di passeggeri, anche relativamente alle distanze da osservare in fase di navigazione, con particolare riguardo alle aree di rilievo ambientale e paesaggistico”.
Per la Commissione europea, riferisce Serracchiani “l’aspetto della distanza minima rientra esclusivamente nella valutazione professionale del capitano, che si affida ai mezzi tecnologici necessari per una navigazione sicura”.
Evidenziando il fatto che “la risposta della Commissione giunge pressoché contemporaneamente alla firma del decreto del Governo italiano che fissa limiti al transito delle grandi navi vicino alle aree protette nazionali e a siti particolarmente sensibili dal punto di vista ambientale”, Serracchiani auspica che “l’Italia con questo provvedimento dia un positivo impulso alla revisione generale della legislazione sulla sicurezza delle navi passeggeri che è in corso nell’Unione europea e che – conclude – dovrebbe riflettersi nelle proposte della Commissione all’agenzia dell’Onu responsabile della sicurezza del trasporto marittimo”. (Giancarlo Lancellotti.

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Il paziente con stipsi cronica

Posted by fidest press agency su sabato, 3 marzo 2012

Milano, 9 marzo 2012 – ore 11.00 presso il Circolo della Stampa Corso Venezia, 48. La conferenza sarà l’occasione per presentare i dati di LIRS – Laxative Inadequate Relief Survey, una ricerca condotta da Doxa Pharma volta ad analizzare la qualità di vita di chi è affetto da stipsi cronica, l’impatto socioeconomico della patologia e le aspettative dei pazienti nei confronti delle terapie. Durante l’incontro verrà, inoltre, fatto un focus sulla patologia dal punto di vista epidemiologico, diagnostico e terapeutico, in particolar modo sui progressi che la ricerca farmacologica ha compiuto nell’individuare nuove soluzioni per il trattamento della stessa.Interverranno:
· Guido Basilisco – Gastroenterologo – Fondazione IRCCS – Ca’ Granda – Ospedale Maggiore Policlinico di Milano;
· Enrico Corazziari – Dipartimento di Medicina Interna e Specialità Mediche – Università La Sapienza di Roma;
· Rosario Cuomo – Gastroenterologo – Università Federico II di Napoli;
· Vincenzo Stanghellini – Dipartimento di Medicina Clinica dell’Università degli Studi di Bologna – Policlinico S. Orsola Malpighi.
Parteciperanno, inoltre, all’incontro Giacomo Baruchello, General Manager di Shire Italia e Giuseppe Venturelli, Direttore Generale di Doxa Pharma.

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Nine Bishops’ Conferences

Posted by fidest press agency su sabato, 3 marzo 2012

Strasbourg, France, 5-8 March 2012 Nine Bishops’ Conferences will be represented by their Presidents: Albania, Bosnia Herzegovina, Bulgaria, Cyprus, Greece, Moldova, Romania, the International Bishops’ Conference of Saints Cyril and Methodius, and Turkey. “I believe that this meeting can be very significant for both bodies, especially for the mission of promoting and protecting human rights, the rule of law and democracy at the basis of the Council of Europe”, said Mgr Aldo Giordano, the Holy See’s Permanent Observer at the Council of Europe. “It is sufficient just to glance at some of the issues tackled at a European level to become aware ….”. In Strasbourg, the participating bishops will be able to discuss the themes on the Council of Europe’s agenda in a series of meetings with Council officers, including the General Director of Programmes, Ms Gabriella Battaini-Dragoni; Judge Jean-Paul Costa, former President of the European Court of Human Rights; and the President of the Venice Commission, Dr Gianni Buquicchio. “The decision to conclude this first cycle of discussions about our social and ecclesiastical bodies in Strasbourg this year with an examination-dialogue with some representatives from the Council of Europe came very naturally because this European body is the primary international inter-governmental organisation of which all our governments are members”, emphasised Mgr Franjo Komarica, President of the Bishops’ Conference of Bosnia Herzegovina. “At the same time, we know how much the work undertaken in the offices of Strasbourg has a very important impact not just in political, but …”.A particularly important moment for the Presidents of the Bishops’ Conferences will be the Mass for Europe, scheduled for Wednesday 7 March at 1830 in Strasbourg Cathedral. Invited to the celebration, presided over by the local Archbishop Jean-Pierre Grallet, will be a number of people working in the European institutions: Ambassadors and officials from the Council of Europe, judges from the European Court of Human Rights, as well as members of the church communities and organisations which take part in the European journey from close quarters.

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Mangiare informati è meglio

Posted by fidest press agency su sabato, 3 marzo 2012

Basta correggere alcuni comportamenti a tavola per ottenere un buon risultato in termini di protezione cardiovascolare. Le informazioni più recenti confermano che la prevenzione è più semplice di quanto si possa immaginare: migliorare l’alimentazione è un’arma efficace contro le malattie cardiovascolari. La dieta, e in particolare quella mediterranea, dichiarata patrimonio dell’Unesco, è in grado infatti di garantire un’azione protettiva sul cuore e sui vasi sanguigni. Quindi largo ad alimenti che possano favorire la salute del cuore, come frutta e verdura, cereali integrali e fibre, evitando invece cibi poveri di grassi saturi, colesterolo e sodio. Ma gli italiani come si comportano a tavola? In generale evitano di mangiare ciò che dal loro punto di vista può far male, riducendo il più possibile i grassi, con un’attenzione maggiore ai prodotti freschi. Il merito di questa educazione all’alimentazione sana e corretta è in gran parte da attribuire alle numerose campagne di informazione e di comunicazione sul miglioramento dello stile di vita e in particolare sull’importanza della dieta nella prevenzione alle malattie. Si pensava che da sola questo tipo di informazione non potesse migliorare realmente il modo in cui le persone mangiano e prima ancora acquistano cibo. Ma ora uno studio pubblicato sulla rivista International Journal of Public Health dimostra che una maggiore attenzione alla sfera emotiva porta effettivamente a una dieta più sana. Un esempio per tutti è l’“Agenda per la prevenzione cardiovascolare 2012” nata da un’iniziativa della Siprec (Società italiana per la prevenzione Cardiovascolare) con il supporto di Teva, multinazionale farmaceutica, leader nella produzione di farmaci equivalenti, impegnata nel miglioramento della qualità dell’assistenza ai pazienti associata al concetto di qualità e di sicurezza. L’agenda comprende un diario dove annotare i valori di pressione arteriosa, colesterolo, glicemia, ecc., e una trentina di ricette semplici e gustose, tratte dalla cucina regionale nostrana, in grado di prevenire le malattie cardiovascolari. Ebbene, dal momento del lancio, 90mila agende sono andate letteralmente a ruba in pochi mesi. I cittadini hanno trovato le agende in oltre 6mila farmacie e le hanno portate a casa, decisi a seguire i consigli per una cucina buona e salutare, capace di proteggere il cuore, o le hanno scaricate in formato digitale direttamente dal sito http://www.equivalente.it. “L’Agenda è stata così apprezzata che Teva assieme al Movimento dei Consumatori ha deciso di ampliare l’iniziativa” ha commentato Marco Grespigna, BU Generics Products director di Teva Italia. “Sono in programma una trentina di eventi regionali organizzati sul territorio nazionale, in cui verranno forniti consigli su come prevenire le malattie cardiovascolari ma soprattutto saranno organizzati corsi di cucina salutare in collaborazione con le più importanti scuole di cucina locali. I cittadini interessati potranno imparare nuove ricette e piccole astuzie per mangiare senza rinunciare ai sapori che la cucina made in Italy è in grado di regalare, proteggendo al tempo stesso il proprio cuore”.

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Incontro con Padre Joseph-Marie Verlinde

Posted by fidest press agency su sabato, 3 marzo 2012

Roma 5 marzo 2012 – ore 18.15 Sala Museo – Abbazia delle Tre Fontane Via Acque Salvie, 1 Incontro con Padre Joseph-Marie Verlinde Autore del libro DA CRISTO AL GURU ANDATA E RITORNO L’esperienza di un cercatore di Dio Quella di J.-M. Verlinde è un’esperienza umana e di fede atipica: dottore in scienze e ricercatore al Fondo Nazionale di Ricerca Scientifica del Belgio, a ventuno anni abbandona una carriera promettente per diventare discepolo di un guru indù. Ritornato in Europa, viene iniziato ai poteri occulti e diventa adepto della New Age.Oggi, invece, Verlinde è impegnato in una vita consacrata di tipo monastico. La ricerca di senso ha portato il protagonista di questa esperienza a percorrere le strade delle grandi religioni orientali e a confrontarle con la Verità di Cristo. L’autore ha vissuto questo confronto nella profondità del suo corpo e della sua anima, offrendo una testimonianza di vita e allo stesso tempo una riflessione molto esigente. Con un linguaggio molto semplice, con rispetto e attraverso sfumature diverse, padre Joseph-Marie analizza le grandi saggezze dell’Oriente, le confronta e le verifica con la Verità del Cristo. Sono pagine dove il senso pedagogico si coniuga con il rigore scientifico, filosofico e teologico.

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Alfano e gli entusiami degli italiani

Posted by fidest press agency su sabato, 3 marzo 2012

«Il Popolo della Libertà non deve temere, su tutto, di perdere un’elezione, ma il motivo per cui esiste. Credo che valga la pena dare voce ai tanti cittadini, elettori o militanti, che in queste ore vivono una sensazione di smarrimento a causa della poca chiarezza intorno alle mosse future del più grande partito italiano. Possiamo davvero rinnegare la conquista del bipolarismo in nome di una marmellata che ci assicuri il posto da parlamentari nella prossima legislatura, ma che fatalmente ci riporterebbe ai peggiori anni della “prima repubblica”? Io dico di no. Possiamo rinunciare al principio secondo il quale diverse visioni politiche della società si confrontano democraticamente, come avviene nelle altre nazioni libere del mondo? Io dico di no. Possiamo permetterci di sottomettere ai mercati internazionali la nostra sovranità popolare? Io dico di no». E’ quanto dichiara il deputato del Pdl, Giorgia Meloni.«In questa stagione di ricostruzione del Pdl, attraverso congressi, assemblee, elezioni primarie, non facciamo perdere agli uomini e alle donne del centrodestra italiano il gusto di partecipare ad una grande avventura collettiva. Proprio adesso che intorno al nuovo segretario nazionale Angelino Alfano, che tutti sosteniamo con passione e determinazione, sta rinascendo l’entusiasmo di tanti italiani. Rimbocchiamoci le maniche, tutti, con umiltà e convinzione, per restituire dignità alla politica e alle idee delle quali siamo portatori, perché nulla è finito finché ci sono persone capaci di guardare più in là della singola scadenza elettorale. I movimenti destinati a fare la storia si forgiano nelle fasi difficili e rifiutano, per definizione, tanto le scorciatoie quanto le fughe», conclude Giorgia Meloni.

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Lavoratori Farmacap favorevoli al commissariamento

Posted by fidest press agency su sabato, 3 marzo 2012

Il Comitato di Lotta dei Lavoratori della Farmacap apprende con favore la notizia relativa al commissariamento dell’Azienda. Finalmente dopo mesi e mesi di denunce e colloqui arriva un primo segnale che apre una speranza sul futuro di tanti lavoratori e delle loro famiglie. Ciò che amareggia è l’aver assistito fino ad oggi al silenzio della maggior parte della politica romana – sia della maggioranza che dell’opposizione – che era stata messa al corrente più volte sulle condizioni precarie dei servizi gestiti dalla Farmacap e delle enormi difficoltà del suo personale che a causa della sua gestione amministrativa ha portato alla perdita di parte del salario, al disconoscimento dei profili professionali e all’appiattimento dell’organizzazione interna rimasta fin dall’inizio priva di un organigramma. Oggi una parte degli schieramenti politici urla al commissariamento illegittimo, ma non hanno urlato ieri per tutto quanto veniva inutilmente riportato ai consiglieri di turno. Non sono bastate nemmeno le denunce sugli organi di stampa per smuovere la politica verso la riqualificazione della Farmacap, riducendo il problema ad un mero rimbalzo di responsabilità tra opposizione e maggioranza, bloccando di fatto qualsiasi azione che potesse modificare l’assetto gestionale. Infatti la Farmacap forse è l’unica azienda di Roma ad aver avuto lo stesso identico Direttore Generale fin dalla sua istituzione avvenuta nel 1997 e nessuno è mai stato in grado di attuare un cambiamento al vertice che potesse ridare nuova linfa alla struttura. Il Comitato dei Lavoratori della Farmacap non vuole assistere all’ennesima farsa che offende e denigra i cittadini e i lavoratori.I lavoratori della Farmacap propongono che l’azienda recuperi il patrimonio che rappresenta e gestisce attraverso alcuni fondamentali passi:
· Rivalutazione e riqualificazione del personale impiegato attraverso il rispetto dei contratti e delle norme, con particolare riguardo al contenzioso relativo ai buoni pasto, all’assistenza sanitaria integrativa, ai festivi e alle maggiorazioni non applicate
· Verifica gestione amministrativa pregressa
· Programma di rilancio dell’azienda eliminando qualsiasi possibilità di privatizzazione della stessa e coinvolgendo il personale attraverso le proprie rappresentanze
· Creazione di un organigramma interno
· Ottimizzazione delle risorse interne attraverso, ad esempio, la reinternalizzazione dei servizi di telemonitoraggio, gestione del personale e contabilità
· Trasparenza della gestione e dei bilanci

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Le aziende più ammirate del mondo

Posted by fidest press agency su sabato, 3 marzo 2012

St. Jude Medical, multinazionale leader nella progettazione, produzione e commercializzazione di dispositivi medicali per il trattamento delle patologie cardiovascolari e neurologiche, è stata indicata dalla rivista FORTUNE come una tra “le aziende più ammirate del mondo” per l’anno 2012 e nominata l’azienda più apprezzata nella categoria apparecchiature medicali.La società risulta nella lista di Fortune Magazine da sette anni. Quest’anno St. Jude Medical ricopre, insieme a Stryker Corporation, il primo posto nella categoria Medical Equipment (riconoscimento ricevuto anche nel 2007 e nel 2008) e rientra tra le prime 50 società più ammirate al mondo.“È un onore essere riconosciuti ancora una volta da FORTUNE come una delle aziende più ammirate al mondo”, ha affermato Daniel J. Starks, Presidente e Chief Executive Officer di St. Jude Medical. “È un importante riconoscimento del lavoro svolto da St. Jude Medical, che, con oltre 16.000 dipendenti in tutto il mondo e tecnologie avanzate, è impegnata nella ricerca, nel trattamento e nello sviluppo di dispositivi medici per pazienti affetti da patologie cardiache e neurologiche e che soffrono di dolore cronico”.In Italia St. Jude Medical è presente dal 1994 con sede e centro di distribuzione in Agrate Brianza (MB). In oltre 15 anni lo sviluppo del business, grazie anche a diverse acquisizioni strategiche e integrazioni, ha contribuito all’ampliamento dell’organico aziendale passato da 15 dipendenti a quasi 200.Ampiamente considerato come un indicatore della reputazione aziendale, FORTUNE presenta la lista delle società “Most Admired” – “Più ammirate” dopo aver raccolto un elenco di aziende classificate nella Fortune 1000 e Global 500 e altre importanti società non statunitensi. In seguito, dirigenti e amministratori di quelle aziende ritenute ammissibili, insieme agli analisti finanziari del settore, utilizzano questionari personalizzati per classificare la reputazione complessiva di un’azienda. La posizione di St. Jude Medical riflette i punteggi ricevuti per ciascuna delle nove aree di valutazione utilizzati dalla rivista.

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Crisi zona Euro: già prevista nel 1997

Posted by fidest press agency su sabato, 3 marzo 2012

Lorenzo Limatola, allora studente di economia alla Bocconi (ora economista esperto in contabilità aziendale), scriveva: “A parità di moneta (Euro), se una zona è meno competitiva di un’altra, costerà di più produrre in quella zona… Dato che costa di più produrre nei Paesi meno competitivi, è corretto dire che le differenze tra i Paesi a moneta unica si scaricano sui prezzi alla produzione… Se la produzione costa di meno nei paesi del gruppo di testa, gli altri si impoveriscono, le aziende chiudono e la disoccupazione aumenta”. 25 anni dopo l’Osservatorio Giornalistico Mediawatch dai propri archivi ha recuperato questo scritto in cui la situazione descritta da Limatola è più che mai attuale. Continua Limatola: “Un Paese sovrano (all’interno della zona Euro) può essere spinto dal proprio elettorato, in punta di mandato, a scegliere di non poter rimborsare il proprio debito. Che impatto avrebbe questo, o l’odore di questo, sulla moneta comune?” “Mi domando, – spiega Limatola, alla redazione di Mediawatch – se uno studente della Bocconi, quale ero io al tempo in cui scrissi queste riflessioni, era riuscito a comprendere le dinamiche che la moneta unica europea avrebbe potuto scatenare, come mai nessuno ha cercato di trovare delle soluzioni a queste problematiche?” “La redazione di Mediawatch può effettuare ricerche sugli archivi dell’osservatorio – spiega CarloVittorio Giovannelli, presidente di Mediawatch – siamo così in grado di creare interessanti case history su ogni fatto di attualità.” (Claudio Bonato mєdiawatch – osservatorio giornalistico)

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Tav: Sventurato la terra che ha bisogno di eroi

Posted by fidest press agency su sabato, 3 marzo 2012

“Ho fatto il mio dovere”, dichiara il carabiniere oggetto di provocazioni verbali da un manifestante anti-Tav. “Ho fatto il mio dovere”, dichiarava il capitano De Falco quando ordinava al comandante Schettino della Concordia di risalire sulla nave che aveva abbandonato. In entrambi i casi si e’ assistito ad elogi sperticati, encomi, lodi fino alla attribuzione dell’alloro di “eroi” nazionali. Si vede che non siamo abituati alla normalita’: chi fa il proprio dovere diventa un eroe o un fesso, dipende dai punti di vista. Vero e’ che in un Paese che e’ oppresso da 60 miliardi di corruzione pubblica, fare il proprio dovere diventa una eccezione lodevole. “Sventurata la terra che ha bisogno di eroi”, scriveva, Bertold Brecht nell’opera teatrale “La vita di Galileo”. Sventurata Italia, diremmo noi. Dante Alighieri, qualche secolo prima, definiva la “serva Italia” come un bordello. Destino ineluttabile? (Primo Mastrantoni, segretario Aduc)

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Aggredito e insultato per strada come “frocio”, Giudice condanna coppia

Posted by fidest press agency su sabato, 3 marzo 2012

Bagheria (Palermo) un Giudice di pace ha condannato una coppia di coniugi a 1200 euro di “multa” per ingiurie e lesioni ai danni di un giovane che nel 2008 era stato apostrofato per strada con insulti come “frocio” e “tu mi fai schifo” e aggredito. Arcigay, che si era costituita parte civile nel processo, si è vista riconoscere un risarcimento di 500 euro. Dimitri Lioi, responsabile giuridico dell’associazione spiega: “La decisione del Giudice di pace di Bagheria va accolta con soddisfazione, sia perché la sentenza emessa ha condannato gli imputati per le loro gravi ingiurie a sfondo omofobico, sia perché Arcigay una volta di più si è vista riconoscere, quale ente rappresentativo delle persone lgbt, un risarcimento per il danno arrecato alla comunità delle persone omosessuali”. “Peccato però – continua Dimitri Lioi – che le condotte omofobiche, oggetto della sentenza di condanna, nel nostro assetto legislativo configurano, tutt’al più, il reato di ingiuria (espressione della cosìdetta microcriminalità bagatellare) e non un’aggravante o un reato autonomo con sanzioni più incisive da parte dello Stato. Da questo punto di vista Arcigay sostiene l’estensione della Legge Mancino alla discriminazione per orientamento sessuale e identità di genere”. “Quanto dovremo attendere per avere una maggiore, e più equa, tutela delle condizioni di vita delle persone omosessuali e transessuali e della loro dignità? Il nostro Legislatore, ancora oggi, tarda a darci risposte rendendosi corresponsabile dell’omofobia”, conclude Lioi.

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Le mani della criminalità sulle imprese

Posted by fidest press agency su sabato, 3 marzo 2012

Pavia. La Fondazione Romagnosi propone, il 9 marzo in Aula Magna, la presentazione del XIII Rapporto di Sos Impresa, il documento nato come denuncia delle condizioni di lavoro e di impresa nel Sud Italia, divenuto oggi un autorevole strumento di studio e di ricerca. La Fondazione Romagnosidi Pavia, in collaborazione con il Circolo Zaninello di Pavia e l’Associazione Vigevano Libera, propone, il 9 marzo alle ore 15 in Aula Magna, la presentazione di Le mani della criminalità sulle imprese, XIII Rapporto di Sos Impresa, documento nato come denuncia delle condizioni di lavoro e di impresa nel Sud Italia, divenuto un autorevole strumento di studio e di ricerca. I numeri e le analisi contenute nel Rapporto annuale di Sos Impresa Le mani della criminalità sulle imprese (Aliberti editore) si avvalgono delle testimonianze dirette degli associati diSos Impresa operanti sul territorio, cui si aggiungono le dichiarazioni delle vittime di estorsione e usura ai nostri sportelli e in sede giudiziaria. Ciò rende il Rapporto un documento unico nel suo genere; anche la XIII edizione vuole salvaguardare la consuetudine di rimanere uno strumento di approfondimento, offrendo un’ampia panoramica di tutte le attività illegali di stampo economico-mafioso, allo scopo di dimostrarne la potenza finanziaria e la grande liquidità di denaro disponibile. Contemporaneamente, cerca di porre l’attenzione su quei settori economici maggiormente interessati dalle mire imprenditoriali delle organizzazioni mafiose e di indicare quelli maggiormente compromessi. Da qui la definizione di Mafia Spa, adottata provocatoriamente per la prima volta nel IX Rapporto, presentato nel 2006 a Roma, ed entrata, ormai, nel gergo comune. Il Rapporto, curato da Lino Busà e Bianca La Rocca, è frutto di numerosi apporti e collaborazioni: Danila Bellino, Laura Galesi, Massimo Giordano, Nino Marcianò, Marcello Ravveduto, Valeria Scafetta e Gabriella Sensi. L’introduzione è di Marco Venturi, Presidente della Confesercenti. I dati sono elaborazioni sulla base delle statistiche ISTAT, dalle rilevazioni fornite dal Ministero dell’Interno, dai sondaggi condotti da SWG per Confesercenti, dalle ricerche del Centro Studi TEMI e dalle numerose informazioni e testimonianze raccolte da Sos Impresa.

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Carceri: inadeguatezza dei provvedimenti governativi

Posted by fidest press agency su sabato, 3 marzo 2012

Dichiarazione del Senatore Marco Perduca, co-vicepresidente del senato deln Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito, membro della commissione giustizia “Le preziose informazioni che elaborate dall’associazione Ristretti Orizzonti ci confermano oggi che né le misure adottate dal governo Berlusconi col cosiddetto svuotacarceri di Alfano del dicembreo 2010 né quelle più recenti del governo Monti col cosiddetto salva carceri del Ministro Severino abbiano minimamente influito sul sovraffollamento carcerario. Ammesso e non concesso che fosse quello il problema da affrontare alla radice, secondo Ristretti Orizzonti la popolazione detenuta al 29 febbraio 2012 vede in carcere66.632 persone, con un totale in Area Penale Esterna di 30.864. La capienza delle carceri e detenuti presenti Istituti di pena: 206 Capienza complessiva: 45.742 Detenuti presenti: 66.632 Di cui stranieri: 24.069 Di cui donne: 2.846 In Semilibertà: 901 Di cui stranieri: 102 Detenuti presenti per posizione giuridica Condannati definitivi: 38.195 Totale imputati: 26.989 di cui In attesa di primo giudizio: 13.628 Appellanti: 7.130 Ricorrenti: 4.699 Misto: 1.53 Internati: 1.385. Da impostare (**): 63.
Non solo non vi è stata alcuna diminuizione nel numero totale dei detenuti, che avrebbe potuto esser frutto dell’anticipo a 18 mesi del passaggio dal carcere agli arresti domiciliari e del ricorso alle camere di sicurezza per evitare il fenomeno delle cosiddette “porte girevoli”, ma si conferma anche che in oltre un anno dall’entrata in vigore del decreto Alfano, “rafforzato” dal decreto Severino, degli oltre 10mila che avrebbero potuto goderne solo la metà ha ricevuto parere favorevole dalla magistratura di sorveglianza. La Ministra Severino interrogata sull’amnistia non risponde mai nel merito della proposta di Marco Pannella, ma si nasconde dietro questioni procedurali, credo che l’evidenza di questo fallimento possa suggerire maggiore saggezza anche alla vigilia della preprazione del disegno di legge più volte annunciato, ma a oggi scomparso, che il governo vorrebbe inviare alla camere perle pene alternative e possibili minime depenalizzazioni.

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32nd Annual Cowen Health Care Conference

Posted by fidest press agency su sabato, 3 marzo 2012

Novato, Calif. (GLOBE NEWSWIRE) — Raptor Pharmaceutical Corp. (“Raptor” or the “Company”) (Nasdaq:RPTP) today announced that the Company has been upgraded to trade on the NASDAQ Global Market. Shares of Raptor’s common stock began trading on the NASDAQ Global Market on February 29, 2012 and will continue to be traded under the ticker RPTP.
“As we continue to make progress towards potentially commercializing our first product, we see this as reinforcement that we have also progressed as a corporate entity since listing on the NASDAQ Capital Market,” said Kim R. Tsuchimoto, Chief Financial Officer, Treasurer and Secretary of Raptor. “We believe the move to the NASDAQ Global Market could bring increased market exposure and liquidity to our shares among those who recognize and appreciate our ability to meet the listing qualifications for the NASDAQ Global Market.”The Company also announced that Christopher M. Starr, Ph.D., the Company’s Chief Executive Officer, will present an overview of the company at the 32nd Annual Cowen Health Care Conference. Raptor’s presentation will take place at the Boston Marriott Copley Place on Wednesday, March 7th at 9:20am ET. A live audio webcast and 14-day archive of the Cowen presentation will be available at http://ir.raptorpharma.com/events.cfm
Raptor Pharmaceutical Corp. (Nasdaq:RPTP) (“Raptor”) seeks to research, produce, and deliver medicines that improve life for patients with severe, rare disorders. Raptor currently has product candidates in clinical development designed to potentially treat nephropathic cystinosis, Non-alcoholic Steatohepatitis (“NASH”), Huntington’s Disease (“HD”), aldehyde dehydrogenase deficiency (“ALDH2”), and thrombotic disorder.Raptor’s preclinical programs are based upon bioengineered novel drug candidates and drug-targeting platforms derived from the human receptor-associated protein and related proteins that are designed to target cancer and infectious diseases.For additional information, please visit http://www.raptorpharma.com.

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I banchieri protestano perché vogliono il ‘diritto’ d’ingannare i clienti!

Posted by fidest press agency su sabato, 3 marzo 2012

E’ passato al senato il maxiemendamento del Governo che, fra le moltissime cose, potrebbe –se fosse confermato alla Camera– porre una pietra tombale sull’annoso problema delle commissioni di massimo scoperto (che recentemente hanno cambiato nome, peggiorando nella sostanza). I banchieri l’hanno presa così male che hanno annunciato le dimissioni in massa di tutto il vertice della loro associazione di categoria.
I cittadini che hanno i conti in rosso sanno cosa sono queste commissioni di massimo scoperto (comunque denominate): non sono altro che un modo per far pagare più interessi senza chiamarli interessi. Sono semplicemente una presa in giro, un modo di ingannare i clienti, che esiste solo in Italia. E’ giustissimo, ovviamente, che le banche siano remunerate per il loro lavoro di prestare soldi (magari lo facessero veramente, questo lavoro!) ma è altrettanto giusto che dicano chiaramente quale sia questa remunerazione e lo dicano con un unico numero: il tasso d’interesse!
Tutto quello che il Governo ha imposto, con questa norma, è la trasparenza.
Se questa norma passerà anche il vaglio della Camera (purtroppo, conoscendo la lobby dei banchieri da troppi anni, dubitiamo…) le banche dovranno dire semplicemente qual’è il tasso che remunera gli affidamenti entro il fido e quale il tasso che remunera gli affidamenti fuori dal fido. Tutto qui, semplice e trasparente.
La trasparenza, però, è inconcepibile agli occhi di questi banchieri. Se i clienti iniziano a capire e poter fare semplicemente le loro valutazioni, buona parte del loro business che si regge sull’ignoranza dei clienti viene meno.I banchieri, in sostanza, protestano per il loro “diritto” d’ingannare i clienti! (Alessandro Pedone – Responsabile Aduc per la Tutela del Risparmio)

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Allergie: i consigli degli esperti

Posted by fidest press agency su sabato, 3 marzo 2012

Anche questo anno, con l’arrivo della Primavera, i bambini presentano i classici sintomi allergici a livello degli occhi (con prurito, arrossamento e lacrimazione oculare); del naso (rinorrea sierosa, cioè il “naso che gocciola” come dicono i pazienti, prurito nasale e starnuti continui, sensazione di avere il “naso chiuso” con la necessità di respirare dalla bocca); delle vie respiratorie (con tosse soprattutto “secca”, con difficoltà a respirare, con sibili talvolta udibili anche senza ausilio del comune fonendoscopio utilizzato per la normale visita da parte del medico).
Nell’Asl 11, i genitori di bambini con sospetta allergia respiratoria, alimentare e a farmaci possono rivolgersi (previo appuntamento telefonico al CUP) all’unità operativa complessa di pediatria dell’ospedale “San Giuseppe” di Empoli, diretta dal dottor Roberto Bernardini, dove – grazie anche all’apporto di altri pediatri deputati – possono essere eseguite indagini specifiche e ricevere le indicazioni di profilassi e trattamento adeguate.
Per maggiori informazioni, non solo per l’aspetto allergologico, sul sito web aziendale http://www.usl11.toscana.it, cliccando progressivamente sui link “Ospedali”, “San Giuseppe”, “Pediatria” e su ciascuna voce presente nello spazio dedicato alle informazioni, è possibile conoscere gli aspetti organizzativi-assistenziali dell’unità operativa di pediatria, il cui primario è il dottor Bernardini, specialista in pediatria e specialista in allergologia e immunologia clinica, che svolge anche l’attività di coordinatore regionale della società italiana di immunologia ed allergologia pediatrica (SIAIP) e di responsabile della commissione farmaci-latice della SIAIP.
I quadri clinici principali che necessitano, in caso di sospetto clinico, di indagini allergologiche e di percorso diagnostico terapeutico specifico sono: congiuntivite, rinite, asma bronchiale, dermatite atopica, orticaria, anafilassi, reazioni avverse a farmaci e vaccini, ad alimenti, al latice.
I sintomi di oculorinite e asma sono dovuti ai cosidetti “pollini”, cioè granuli pollinici diffusi nell’aria, non visibili ad occhio nudo (dimensioni variabili tra 5 e 200 µm).
Tali pollini sono presenti nell’aria con una periodicità schematicamente distinta in 3 fasi: una fase precoce (prima della primavera) nella quale i pollini aero-diffusi derivano da piante arboree (come ad esempio il Cipresso); una fase primaverile o primaverile-estiva nella quale i pollini aero-diffusi derivano dalle Graminacee; Urticaceae e Oleaceae; una fase estiva-autunnale ove i pollini aero-diffusi derivano principalmente dalle Asteracee.
I soggetti, nei quali si sospetta la presenza di una allergia ai pollini, devono essere curati al momento della fase acuta con farmaci (antistaminici, steroidei, broncodilatatori) che ne ridurranno i sintomi, devono poi rivolgersi allo specialista in pediatria e in allergologia o a pediatra con comprovate capacità in ambito allergologiche, per intraprendere un percorso diagnostico terapeutico specifico per ciascun soggetto (individuazione dell’eventuale polline responsabile, prescrizione di una eventuale profilassi farmacologica e di una eventuale immunoterapia specifica, il classico “vaccino per l’allergia”).

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Il contagio finanziario

Posted by fidest press agency su sabato, 3 marzo 2012

La natura sistemica delle tensioni nei mercati finanziari non sembra avere limiti. Se ci rifacciamo ai casi più recenti dobbiamo partire dalla crisi dell’Argentina e poi quella della Grecia. Ma, purtroppo, non finisce qui. Gli altri paesi europei coinvolti sono stati l’Irlanda, il Portogallo, la Spagna e l’Italia. Per la Spagna le conseguenze hanno avuto origine dalla caduta delle quotazioni degli immobili mentre in Italia si è trattato dell’alto debito pubblico e dalle deboli prospettive di crescita nel medio periodo. Ma ciò che ha sconcertato l’opinione pubblica europea è stato il caso della Grecia tanto che gli stessi mercati finanziari avevano a lungo sottovalutato la possibilità d’insolvenza di uno stato sovrano, in specie se coperto da una moneta unica. I mercati, gli operatori e gli analisti hanno fatto fatica a rispondere rapidamente alle fluttuazioni borsistiche se non altro per contenerne gli eccessi e indirizzare la risposta in forma più equilibrata.
L’Italia, nello specifico, non ha percepito con la dovuta tempestività e realismo i segnali evidenti di un disagio dei mercati finanziari determinato da un’assenza di prospettive delle finanze pubbliche e di crescita del sistema paese. Lo dimostra il fatto che a partire dal secondo semestre del 2011 sono state necessarie ben tre manovre correttive che avrebbero dovuto portare nel 2013 ad un avanzo primario dell’ordine del 5% del Pil e a una flessione del rapporto tra debito e prodotto. Ognuna di esse si è trasformata in una sorta di boomerang in quanto la correzione prevedeva in misura maggiore aumenti di entrate ma senza crescita economica e riforme strutturali.
Nello stesso tempo ci siamo resi conto, tardivamente, che la nostra appartenenza ad una moneta unica, e al fatto che i “cordoni della borsa” esulavano dalla sovranità statale, ci obbligava sin dall’inizio della crisi, che a ben ricordare era già evidente nel 2008, a porre mano a quelle riforme che, per altro, il quadro politico, con una maggioranza schiacciante parlamentare, avrebbe potuto consentirne la realizzazione. Nello stesso tempo la mancata riforma della governance dell’Unione europea ha peggiorato il quadro generale e allentati contestualmente i sistemi di controllo sulle dinamiche dei bilanci degli stati comunitari di eurolandia. Gli stessi seri segnali di indebolimento del quadro congiunturale internazionale furono platealmente sottovalutati. E ad aggravare la situazione è mancata la consapevolezza che la politica monetaria non può da sola risolvere la crisi ma deve essere sostenuta e bilanciata da procedure operative di sostegno e di intervento rapido per evitare, se non altro, il rischio, che poi si è verificato, di contagio in altri paesi tanto che la stessa Francia si è sentita assediata dalle tensioni sul mercato dei titoli pubblici e sui bilanci delle banche. Ora ci attendiamo una vera e proprio “rivoluzione” del modus operandi dei governi e della comunità europea nel suo insieme in quanto vi è la possibilità di riscrivere con una sola mano lo stato sociale, economico e finanziario comunitario per una crescita non solo legata al contingente ma prospettata per il futuro. (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)

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Riforme strutturali globali

Posted by fidest press agency su sabato, 3 marzo 2012

La domanda che in primis ci poniamo è se il sistema capitalistico, nato con l’avvento della produzione industriale del XVI secolo, è oggi giunto al suo capolinea, oppure è in grado di reggere al meglio le sfide della nostra contemporaneità. A mio avviso Il capitalismo, a tutt’oggi, ha solo dimostrato d’avere una forte capacità di sopravvivenza attraverso l’adozione di accorgimenti tattici e tecniche camaleontiche per celare sotto una cortina fumogena i suoi insuccessi. Il primo serio colpo alla sua credibilità è stato inferto da Marx nel XIX secolo, ma non si è riusciti ad esserne conseguenti nella fattispecie pratica. Lo stesso tentativo marxista-leninista del 1917, dopo un settantennio di tensioni, di false partenze, di eccessive attese, di gravi errori ideologici ed economici si è spento, alla fine, nel nulla. Eppure esiste un’alternativa valida, a ben considerarla, se noi usciamo dalla logica degli interessi corporativi ed anche, se non soprattutto, dal diverso approccio culturale in cui non ci siamo riconosciuti. Tanto per cominciare possiamo dire che abbiamo perso la visione del nostro essere e del nostro divenire. Abbiamo alzato il tiro sul diritto alla vita, ma abbiamo, al tempo stesso, negato l’altro fondamentale e conseguente diritto a vivere. Due condizioni che non possono essere distinte tra loro poiché, come sta purtroppo accadendo, noi esaltiamo la natalità e poi permettiamo che milioni di bambini muoiano ogni anno di fame e per mancanza di assistenza sanitaria. Abbiamo, in sostanza, provocato una selezione della specie attribuendo a pochi privilegiati l’avere senza essere e agli altri, la stragrande maggioranza, l’essere senza avere. E vi abbiamo aggiunto una vergognosa e sadica cultura della sofferenza, della rassegnazione, della rinuncia come se da esse provenisse la salvezza di là della vita e con una logica che suona in questo modo: sulla terra vi sono i ricchi e i poveri. I primi stanno bene ora ma soffriranno dopo morti. I secondi soffrono da vivi ma si riscatteranno da morti. In tal modo diamo una continuità tra i due eventi e ciò rappresenta il massimo dell’ipocrisia e dell’inganno. Sono invece due momenti distinti e si maturano in realtà diverse. In ognuna di esse l’essere umano deve vivere per ciò che è e non per ciò che ha in termini di possesso e di ricchezza, in specie se a spese degli altri. (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)

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La crisi finanziaria globale

Posted by fidest press agency su sabato, 3 marzo 2012

Da due anni a questa parte la crisi finanziaria globale ha fatto oscillare i suoi flussi negativi dagli Usa all’Argentina per poi passare all’Europa incominciando dall’anello più debole: la Grecia. La sua situazione di bilancio, per quanto nota agli addetti ai lavori, non era stata resa palese dalle statistiche ufficiali. Si è poi passati all’irlanda rea nel non aver posto rimedio alla profonda crisi delle sue banche e al Portogallo per il suo squilibrio sui conti con l’estero. Per l’Italia vi è stato un problema di governance. Il governo Berlusconi e gli altri di segno opposto, che si sono avvicendati in questi ultimi 20 anni, hanno fatto molto poco per il risanamento della finanza pubblica, per la lotta all’evasione fiscale, per le riforme strutturali, per l’ammodernamento del sistema paese dalla rete viaria intermodale a quella tecnologica e per colmare il divario economico-industriale tra Nord e Sud del Paese. E’ stato necessario sostituire i “politici” con i “tecnici” alla guida dell’esecutivo per compiere progressi prima ritenuti impensabili in direzione della sostenibilità finanziaria, dell’efficienza del sistema tributario, per la lotta all’evasione fiscale, per la razionalizzazione delle norme, istituzioni e prassi che tengono imbrigliate le energie del Paese comprimendo la competitività delle imprese e mortificando le aspettative dei giovani. Ma con il passare del tempo ci siamo resi conto che anche il governo Monti presenta i suoi limiti anche se la cura avviata sembra dare qualche buon frutto come la riduzione della pressione dei mercati sullo spread del debito pubblico. Le tanto decantate liberalizzazioni, infatti, sono state licenziate dal Parlamento in forma alquanto annacquata e la riforma delle pensioni ha creato più malumori che risultati positivi. In quest’ultimo caso il punto debole riguarda l’incapacità di chi ci governa di definire una “vera riforma” del sistema lungo la filiera “istruzione-lavoro-aggiornamenti professionali-pensioni”. Adottare provvedimenti “parziali” senza una visione d’insieme delle varie problematiche che vanno ad intrecciarsi, inevitabilmente, tra loro, significa aggravare inutilmente posizioni già critiche senza trarre quei benefici attesi per mettere in sicurezza, non nell’immediato, ma in prospettiva le politiche di risanamento globale. I miei centri studi hanno cercato di dimostrarlo ma è stata una vox clamans in deserto per il semplice motivo che non ragionano con la logica delle lobby ma progettano soluzioni i cui interessi sono erga omnes. (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)

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