Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 321

Archive for 21 dicembre 2010

La società Hit e la regione russa di Altaj

Posted by fidest press agency su martedì, 21 dicembre 2010

Il presidente della società Hit, Drago Podobnik, ha appena ricevuto dal vice governatore della Repubblica altaica, Mihail Ščetinin, la lettera di conferma del proseguimento della collaborazione alla progettazione del nuovo centro turistico e di gioco “The Siberian Coin”. Il vicegovernatore della regione russa di Altaj Mihail Ščetinin ha confermato con una lettera di sostegno indirizzata al presidente della società Hit, Drago Podobnik, la propria disponibilità a proseguire la collaborazione che prevede anche la progettazione del centro turistico e di gioco “The Siberian Coin” in Siberia, come previsto nella lettera di intenti sottoscritta nel mese di agosto 2010, a seguito di un incontro a Nova Gorica. L’amministrazione della regione di Altaj ha espresso, inoltre, la propria disponibilità a offrire tutte le informazioni e il supporto tecnico necessari per l’attuazione del  progetto. Decisivo si è rivelato un incontro avvenuto lo scorso mese di novembre 2010 in Russia, nel corso del quale il presidente del consiglio d’amministrazione della società Hit, accompagnato da una delegazione di economisti sloveni, ha sottoposto la possibilità di collaborazione comprensiva dell’offerta  per la progettazione di “The Siberian Coin” anche al governatore della regione Altaj, Aleksander Karlinin. “La società Hit ha accolto con grande soddisfazione la comunicazione come riconoscimento degli sforzi compiuti da tutte le proprie professionalità nell’arco di alcuni mesi per realizzare questa importante collaborazione, che avrà notevoli risvolti per il futuro della società e costituirà un valido aiuto per la ripresa economica” – ha affermato il presidente Drago Podobnik nella sua lettera di ringraziamento indirizzata al Presidente della Repubblica di Slovenia, Danilo Türk, la cui presenza alla consegna dell’offerta di collaborazione a Mosca ha rafforzato la convinzione che una futura  collaborazione sarebbe di comune interesse non solo a livello societario, ma anche nazionale.
25 anni fa nasce il Gruppo Hit (www.hit.si), oggi la più importante corporate turistica multinazionale presente in Slovenia che gestisce diverse prestigiose strutture tra alberghi, ristoranti e centri benessere locati in diverse località in Slovenia, Croazia, Bosnia ed Erzegovina e Montenegro. La mission principale del Gruppo si basa sullo sviluppo del turismo all’interno del loro settore primario “gioco ed intrattenimento” che si allarga secondariamente in offerte di ulteriori servizi turistici per la clientela (Podobnik)

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Manifestazione: Per il futuro dei ragazzi

Posted by fidest press agency su martedì, 21 dicembre 2010

È da irresponsabili soffiare sul fuoco della protesta che da ogni angolo d’Italia si sta sollevando da parte di tanti coetanei, di tanti ventenni e trentenni di questo paese esausti di vivere in uno stato che non offre loro futuro e speranza. Il rischio è che in questo modo gli eccessi, che abbiamo visto a Roma e che condanniamo, si ripetano oscurando invece le sacrosante ragioni che i ragazzi hanno di manifestare. E forse è questo l’obiettivo del governo e dei suoi rappresentanti politici: alzare la tensione, alzare la polvere e il caos per nascondere il problema vero, cioè l’assenza di futuro. È per questo che non ce la facciamo più, è per questo che in queste ore bisogna essere al a fianco dei ragazzi che manifestano. Con senso di responsabilità e con un’attenzione ben precisa: fare ogni sforzo per evitare che la rabbia si trasformi in violenza e che la protesta pacifica e civile prevalga sulle strumentalizzazioni politiche. Compito di chi amministra la cosa pubblica o ricopre ruoli pubblici, non è soffiare sul fuoco ma offrire delle risposte alle istanze che vengono con forza poste dalla comunità, dalla gente comune, da vasti settori della società. Il clima di tensione che si tenta di seminare nel paese e nelle comunità locale, è quanto di più sbagliato si possa fare in questo momento. Quando si vivono momenti di difficoltà come quelli che stiamo attraversando nel nostro paese, il rischio è che prevalgano gli istinti alla chiusura, all’egoismo, al “ghe pensi mi”. Dobbiamo invece rimettere al centro le relazioni tra le persone, l’ascolto, la condivisione delle scelte, la proiezione verso il futuro. Per questo è importante, ad esempio, che il Consiglio comunale di Forlì abbia approvato all’unanimità un documento di condanna per i gesti intimidatori che si sono registati a Forlì nelle ultime settimane. L’impegno mio e di tutti coloro che nel Partito Democratico forlivese hanno ruoli di responsabilità nelle amministrazioni locali ad ogni livello, sarà finalizzato a difendere con forza quel principio di legalità irrinunciabile in qualsiasi democrazia evoluta e a delimitare nettamente il confine tra la protesta pacifica e civile e chi, invece, insinuandosi in modo subdolo nella rabbia di chi non ce la fa più, vuole trasformare la protesta in violenza. Con la stessa determinazione bisogna condannare a prendere le distanze da chi fa leva su questa minoranze per screditare la moltitudine di chi pone problemi enormi di cui nessuno si occupa, cioè quelli delle giovani generazioni. (Marco Di Maio Segretario territoriale Pd forlivese)

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Canosa Sannita: aprono i mercatini di Natale

Posted by fidest press agency su martedì, 21 dicembre 2010

Canosa Sannita (Chieti). 23 dicembre 2010, dalle ore 17 in piazza Indipendenza L’iniziativa è a cura della Pro Loco. L’apertura sarà preceduta, alle ore 16.30, dal concerto di Natale degli alunni della Scuola Primaria, che si terrà nella Chiesa dei Santi Filippo e Giacomo. Alle 18 arriverà Babbo Natale per consegnare a tutti i bambini letterine e foto ricordo. Alle 19 ci sarà un’esibizione di ballo a cura della scuola Passion Dance. In serata, dalle 20.30, il coro polifonico del Beato Nunzio di Pescara eseguirà in Chiesa il concerto di Natale «Nativity».  Gli appuntamenti proseguiranno nei giorni successivi: domenica 26 dicembre alle ore 19 il Coro folkloristico di Canosa Sannita eseguirà il Concerto di Natale nella Chiesa parrocchiale; per la sera di San Silvestro sarà organizzato un «veglionissimo» da ASD Canosa Calcio e Pro Loco; domenica 2 gennaio alle ore 21 l’ex Asilo ospiterà una Tombolata di Natale aperta a tutti; mercoledì 5 gennaio l’associazione Acvip e la Pro Loco organizzeranno la Cena della Befana. L’ultimo evento sarà giovedì 6 gennaio 2011, dalle ore 15.30 in piazza Indipendenza con «La Befana dei bambini», che sarà attesa da tutti i bimbi delle scuole di Canosa Sannita.

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Università: La violenza è senza proposta politica

Posted by fidest press agency su martedì, 21 dicembre 2010

“Non possiamo più accettare che gli Atenei siano la base operativa di violenti ed esterni appartenenti ai centri sociali”, è quanto dichiara in una nota Andrea Volpi Coordinatore Nazionale di Azione Universitaria “Il rischio di un altro 14 dicembre deve essere preso seriamente in considerazione da parte degli addetti alla sicurezza e dai Rettori. Chi protesta lo fa utilizzando come pretesto la riforma universitaria, ma avendo ben in testa l’obiettivo di creare uno stato di guerra civile per destabilizzare le Istituzioni”.“La marmaglia di finti studenti di sinistra aizzata dai violenti dei centri sociali illegali difesi dal centro sinistra antepone il caos e la violenza gratuita all’assenza di proposta politica. Chi non partecipa alla vita delle istituzioni e non gode della fiducia degli studenti alle elezioni universitarie invece di cercare lo scontro dovrebbe ribellarsi ai maestri del ‘ 68 e battersi contro i baroni veri detentori del potere accademico”. “Non possiamo più sopportare che prima delle manifestazioni organizzate le facoltà si trasformino in ostelli e bettole dove gente che si muove da molte altre parti d’Italia bivacca, dorme e si sistema come fosse a casa propria, lasciando poi una situazione devastante che la mattina dopo si ripercuote sugli studenti che pagano le tasse”. “In tutte le università d’Italia esistono dei sistemi di riconoscimento degli studenti iscritti – continua Volpi – Azione Universitaria chiede ai Rettori e ai Presidi di facoltà, che in questi giorni provvedano a far accedere agli spazi universitari solo gli studenti effettivamente iscritti, effettuando controlli su tesserini, libretti d’esame e numero di matricola”. “Quella che può sembrare una proposta che limita la libertà degli studenti – conclude la nota – è invece un’iniziativa che impedisce agli estranei, ai violenti e ai facinorosi, di impossessarsi dei nostri spazi e di rendere inagibili le strutture che noi studenti iscritti finanziamo. È ora di tutelare il vero diritto allo studio che da giorni ci è negato in nome di una sedicente e spesso non voluta rivolta studentesca”.

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Amore: il primato della fede

Posted by fidest press agency su martedì, 21 dicembre 2010

Editoriale. Di tanto in tanto ci giungono riflessioni sulla fede e sull’amore, sulla famiglia e sulla sua tenuta stigmatizzando quanti scelgono di divorziare. Si dice anche, e a ragione, che la fede è costruita sull’amore. Se dunque l’amore è il motore e l’anima della vita anche la fede espressione di religiosità ne è subordinata. Da qui facciamo discendere il nostro ragionamento su questo primato che prevale su ogni atto della nostra vita e per molti versi combacia con gli insegnamenti religiosi là dove dicono non rubare, non uccidere, ecc. Ma vi è qualcosa che li differenzia perché esiste un amore che è comunione e non solo fratellanza. San Francesco amava gli animali e le cose in quanto le considerava creature di Dio con uguale dignità rispetto ai suoi simili. Un amore trascendentale, un amore universale. Ma vi è una particolarità dell’amore dato dal sentimento che può attrarre due persone, spingerle a vivere in comune, a dividere lo stesso tetto, a procreare figli. Questo può diventare nel prosieguo un “amore a tempo”, un sentimento reversibile di cui dobbiamo responsabilmente prenderne atto e restarne conseguenti. E’ come una candela che si accende e ha una sua fine esaurendosi. La sua tenuta dipende da molteplici fattori. La bontà della cera, il suo uso prolungato o meno, ecc. Così potremmo trovarci al cospetto di due persone che pur conservando il loro concetto di amore universale hanno perso quello relativo. E’ giusto, ci chiediamo, pretendere che restino insieme non amandosi, ma a volte disprezzandosi, altre a farsi del male, altri ancora ad ignorarsi o a ricorrere ad amori mercenari o a rinunciare ad un amore che sentono più forte per un altro simile? Dovremmo dire, in questi casi, che occorre offrire a costoro un’altra opportunità non invadendo la loro sfera privata con i rigori di una professione di fede. A ben riflettere la non interferenza nei problemi di cuore ci permette di usare la ragione e l’intelletto per difendere proprio la crisi personale di un istituto matrimoniale di cui non solo le chiese ne difendono la validità ma lo è anche lo Stato nella sua laicità. Perché non diciamo al cospetto di un matrimonio che va in frantumi: non è stato un vero amore, offriamo a chi ha commesso un errore di valutazione l’opportunità di ricostruirlo ritrovando con altri attori il filone dell’amore smarrito. Dopo tutto non è una tragedia né dobbiamo farla ricadere sui figli. Se tutte le parti in causa si lasciassero senza strascichi traumatici non si correrebbe il rischio di una conflittualità permanente anche al di fuori del rapporto matrimoniale cessato con la separazione o il divorzio. In buona sostanza non si intacca l’universalità dell’amore ma solo la debolezza di un amore temporale. (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)

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Manifestazione: Poliziotto a studenti

Posted by fidest press agency su martedì, 21 dicembre 2010

(GrNet.it) «Sento il bisogno di scrivere queste due righe rivolgendomi allo studente che mercoledì andrà in piazza». Inizia così un’appassionata “lettera aperta” che Maurizio Cudicio, poliziotto in servizio alla Questura di Trieste, scrive agli studenti che si sono dati appuntamento in piazza a Roma il 22 dicembre, in occasione della votazione in Senato del Ddl Gelmini sulla riforma dell’università. «Io poliziotto, sono figlio e padre e quando finisco di lavorare torno a casa dalla mia famiglia. Mia moglie mi chiama al cellulare e mi dice di non fare tardi che la cena è quasi pronta. Io contento la tranquillizzo e le dico che tornerò prima possibile. Passano le ore e mi ritrovo in ospedale con  la testa rotta. Studente, mi rivolgo a te, io sono consapevole che non sei stato tu, tu hai tutte le ragioni del mondo di manifestare per i tuoi diritti, ma quello che non sai forse è che noi poliziotti siamo con voi, siamo dalla vostra parte e non siamo contro nessuno». «Noi rappresentiamo lo Stato quando ci vedete in strada – continua la lettera -, ma credimi siamo orgogliosi di farlo, noi amiamo il nostro lavoro ma siamo in piazza anche per voi. Non siamo lì per divertimento e facciamo di tutto, credimi studente, di tutto, per evitare che qualcuno si faccia male.Certo gli ordini sono ordini e noi siamo obbligati ad eseguirli, ma sappiamo benissimo dove dobbiamo fermarci per il bene nostro e vostro». «Abbiamo paura, si tanta a volte e in certi momenti forse sbagliamo, ma credimi, parlo con il cuore, quando ci troviamo tra due fronti, in mezzo alla guerriglia urbana è veramente dura. Scusami se ti chiamo studente forse è troppo in generale, ma potrei chiamarti, Gianni,Luisa, Giovanni o Marco, per noi siete tutte persone che hanno diritto di manifestare e noi siamo in piazza perche questo diritto  sia rispettato». «I media e i politici a volte esasperano i toni, non rendendosi conto che in strada ci sono solo persone, che abbiano la divisa o che siano studenti, siamo tutti “uomini” e tra noi NON  deve esistere il VS! Grazie studente, ricordati se hai bisogno di qualsiasi cosa noi siamo qui al tuo servizio. Ciao da un amico, ciao da un poliziotto».
Maurizio Cudicio ha creato un gruppo su Facebook, “Movimento poliziotti ” con il quale si propone di creare nel più importante social network del web un punto di incontro fra cittadini e poliziotti: “Voi cittadini avete bisgono di noi, ma anche noi abbiamo bisogno di voi”, si legge nella bacheca del gruppo che, nello stupore dello stesso creatore ha superato in pochissimi giorni i 1.000 iscritti.

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Annuario agricoltura italiana

Posted by fidest press agency su martedì, 21 dicembre 2010

Roma 21 dicembre, ore 10:30 Sala Cavour del Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali – Via XX settembre, 20  Focus su dati e dinamiche del settore agricolo nel volume “Annuario dell’agricoltura italiana” e su aspetti strutturali e di tendenza del commercio agroalimentare nel volume “Il commercio con l’estero dei prodotti agroalimentari italiani” che verranno presentati congiuntamente dall’INEA, a Roma il prossimo 21 dicembre alle ore 10: 30, presso la Sala Cavour del Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali, via XX settembre 20.  Riflettori puntati sulla produzione, sul consolidato del sostegno pubblico, sul mercato fondiario e sugli immigrati nell’Annuario dell’agricoltura italiana. Il 2009 ha evidenziato un andamento negativo per il settore agricolo nazionale in linea con quello economico generale, sebbene con variazioni più contenute (-3,2% il valore aggiunto al costo dei fattori in termini reali), rispetto ad altri settori produttivi (industria -15%). In termini correnti la variazione subìta dall’agricoltura è stata però più accentuata di quella registrata dal totale dell’economia, tanto che il settore primario ha lievemente ridotto il proprio contributo alla formazione del PIL (2,2%).  La flessione dei prezzi dei prodotti agricoli ha contribuito a determinare un netto ridimensionamento del valore della produzione agricola nel suo complesso, scesa a 47.502 milioni di euro correnti (-8,3% rispetto al 2008). Partendo dalla definizione dello scenario macroeconomico e internazionale, il Commercio con l’estero dei prodotti agroalimentari italiani testimonia il trend negativo dello scorso anno: le esportazioni si sono ridotte del 7,4% mentre per le importazioni la contrazione ha raggiunto quasi i dieci punti percentuali. Proprio la maggiore riduzione dei flussi agroalimentari in entrata rispetto a quelli in uscita ha prodotto un miglioramento sia del saldo agroalimentare (da -7.638 nel 2008 a -6.233 milioni di euro nel 2009) sia di quello normalizzato, che si attesta a -11,1%.

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Modifica art. 50 testo unico bancario

Posted by fidest press agency su martedì, 21 dicembre 2010

Dichiara l’on.le Domenico Scilipoti: “L’attuale art. 50 del Testo Unico Bancario consente alle Banche il facile ottenimento dei Decreti Ingiuntivi sulla base di una mera attestazione eseguita dai propri Funzionari. Dalle risultanze dei procedimenti giudiziari instaurati per il recupero dei presunti crediti è emerso il dato inequivocabile secondo cui la quasi totalità delle dichiarazioni di verità e certezza rilasciate dai Funzionari delle Banche, tantissime volte, non rispondono né a veridicità e né a certezza contabile. Di contro, però, le predette dichiarazioni, per molti giudicanti, sono considerate esaustive anche agli effetti della concessione della provvisoria esecutorietà dei decreti. Detti comportamenti distruggono la vita di milioni di famiglie e di aziende le quali, nelle more dei lunghi tempi della giustizia, si vedono espropriato ogni proprio avere per somme dovute non vere. Per ovviare a tale situazione,  ho depositato una proposta di legge di modifica dell’art. 50 del D.L. n. 385/93 (TUB), con l’introduzione di gravi penalizzazioni per le Banche e per i loro Funzionari, quando, all’esito dei giudizi di opposizione, venga accertato un credito inferiore a quello dichiarato e quando, per ottenere la provvisoria esecutività del decreto, vengano utilizzate affermazioni e documenti non rispondenti al vero. Chiedo al governo la discussione urgente in commissione per arrivare al più presto all’approvazione della proposta di legge.”

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Erif Real Estate, una piccola tra le grandi

Posted by fidest press agency su martedì, 21 dicembre 2010

L’osservatorio scientifico dell’università Bocconi, nel suo rapporto annuale, cita la società di Legnano per il suo dinamismo multimediale. Con lei, Alcatel, Pirelli, Binda, Fiera Milano Tra i nomi di colossi industriali quali Alcatel, Pirelli, Binda e istituzioni come il Comune di Torino e la Regione Piemonte, nell’ultimo dossier dell’Università Bocconi relativo alla Business Intelligence figura tra le case history prese in esame dai ricercatori dell’ateneo milanese anche quello della legnanese Erif Real Estate.  Nato tre anni fa, l’Osservatorio Business Intelligence della Bocconi prende in esame un tema specifico e sceglie, grazie alla Divisione ricerche “Claudio Demattè”, le aziende italiane che meglio lo hanno interpretato con esperienza e competenza. Nel 2010, gli sforzi dell’Osservatorio della Bocconi si sono concentrati sull’e-discovery: nuove forme di intelligence nel social web. In parole spicce, come alcune aziende italiane sono state capaci di utilizzare i dati forniti dalla propria attività web per studiare nuove strategie di marketing e comunicazione. Le case history (raccolte in un volume di 115 pagine consultabile nell’archivio dell’università di via Sarfatti), sono state presentate lo scorso 14 dicembre durante un convegno al quale hanno partecipato i componenti della Divisione ricerche della Bocconi e le aziende analizzate dai ricercatori. Tra i nomi di Alcatel, Pirelli, Binda, Fiera Milano, Comune di Torino, Regione Piemonte, è stato presentato anche il lavoro della legnanese Erif Real Estate, società di costruzioni molto attiva nel Nordovest Milanese e in Piemonte. «Naturalmente è un onore che una delle migliori università italiane abbia pensato a noi per redigere il proprio rapporto annuale sulla Business Intelligence -commenta Luigi Barbato, presidente di Erif Real Estate-; ma è anche un vanto di cui andiamo molto orgogliosi. Perché anche l’università Bocconi ci sta riconoscendo i meriti dei successi ottenuti negli ultimi due anni del nostro lavoro. Non per nulla, grandi investitori hanno trovato in noi un partner affidabile e professionale per la commercializzazione dell’area ex-Cantoni di Legnano. Penso ancora al primo, rudimentale, sito internet che abbiamo creato. A ripensarci oggi sembra passata un’eternità e invece parliamo di una manciata di anni. Siamo stati tra i primi a organizzare attività on-line dedicate a singoli settori del mercato. Poi ci siamo aperti anche ai canali di condivisione fino alla creazione di un blog. Oggi, contiamo circa 80 siti web attivi dai quali ricaviamo un’enorme mole di informazioni che ci aiutano non solo a mantenere il nostro business, ma a generarne di nuovi che nemmeno ci potevamo immaginare di poter lanciare».
Il potere del web nell’era 2.0 e, soprattutto, in un’epoca in cui l’economia globale non tende a riprendere fiato sono stati gli elementi che hanno spinto i ricercatori della Bocconi a studiare alcuni casi di aziende che hanno investito nella rete e che ne hanno ricavato risultati soddisfacenti perché, come ha scritto il responsabile scientifico dell’Osservatorio, Paolo Pasini, «dal 2000, anche il mondo del web è diventato una rilevante fonte di dati da analizzare per comprendere sia le modalità di navigazione dei siti, sia il comportamento di acquisto nell’e-commerce». E Legnano, grazie all’attività di un’azienda del territorio, ha dato il suo importante contributo.

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43ª Marcia della Pace

Posted by fidest press agency su martedì, 21 dicembre 2010

Roma 22 dicembre 2010, alle ore 12.30 presso la Sala della Presidenza dell’Azione Cattolica Italiana (Via della Conciliazione 1, 2° piano) presentazione della 43ª Marcia della Pace che si terrà il 31 dicembre 2010 a Ancona.   Interverranno:  S.E. Mons. Giancarlo Maria Bregantini  Presidente della Commissione Episcopale per i problemi sociali e il lavoro, la giustizia e la pace Mons. Vittorio Nozza Direttore di Caritas Italiana  Don Nandino Capovilla Coordinatore nazionale di Pax Christi Italia  Modera  Don Ivan Maffeis Vice Direttore Ufficio Nazionale per le Comunicazioni Sociali Nel corso della Conferenza Stampa verranno illustrati i momenti più importanti della Marcia che si svolge ad Ancona, città dove si terrà a settembre 2011 il Congresso Eucaristico Nazionale. Si rifletterà sul recente Messaggio del Santo Padre per la 44ª Giornata Mondiale della Pace dal titolo Libertà religiosa, via per la pace.

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Invecchia l’imprenditoria del triveneto

Posted by fidest press agency su martedì, 21 dicembre 2010

Diminuiscono gli imprenditori individuali under 30, mentre resistono gli over 70 alla testa delle aziende individuali del Triveneto. È la tendenza emersa dallo studio “Giovani e impresa” realizzato dal Cesdoc, Centro Studi dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili di Venezia, sulla base delle Elaborazioni Servizio Studi e statistica CCIAA Venezia su dati Infocamere – Stock view.  Si tratta di un calo significativo se rapportato al lungo periodo. In Veneto il terzo trimestre 2010, a paragone con lo stesso periodo dell’anno precedente vede una contrazione degli imprenditori individuali under 30 dell’ordine del -2,61%, più contenuta rispetto al dato nazionale (-2,78%), ma il dato assume i contorni dell’emorragia se raffrontato con gli ultimi 5 anni. Dal 2005 ad oggi i giovani imprenditori individuali in Veneto si sono ridotti del – 23,17%, rispetto alla media nazionale del – 17,91%. Crollo più contenuto per le altre due regioni del Triveneto negli ultimi cinque anni: il Trentino Alto Adige segna un -16,98%, mentre il Friuli Venezia Giulia sul -17,86%. Valori ribaltati nell’ultimo anno che vedono rispettivamente un dato in positivo per il Trentino (+0,58%) e una flessione bassa per il Friuli (-1,69%).
L’invecchiamento della classe imprenditoriale del Triveneto viene confermata, all’estremo opposto della scala anagrafica, dall’aumento degli imprenditori individuali over 70, cresciuti in Veneto del + 0,22% rispetto all’anno precedente, a fronte di un valore nazionale del +0,28. Situazione ancora più marcata nelle altre due regioni del Triveneto, che superano il dato italiano: Friuli Venezia Giulia ( +1,16%) e Trentino Alto Adige ( +1,10%). Rispetto al 2005 crollano gli imprenditori individuali over 70 nel Veneto (-3,24%), mentre risulta più contenuto il calo nel Friuli Venezia Giulia (-1,52%). In crescita seppur lieve il Trentino Alto Adige con +0,44%.
In termini relativi di peso percentuale, nel III trimestre 2010 gli imprenditori individuali in Italia sono 3.323.362 di cui 401.081 nel Triveneto (pari a al 12,07% del totale nazionale): nel dettaglio 66.510 in Trentino A. A. (2%), 272.770 in Veneto (8,21%) e 61.801 (1,86%) in Friuli V.G. Gli imprenditori individuali under 30 in Veneto coprono il 5,26% del totale imprenditori individuali, mentre gli over 70 il 9,98%. Valori simili in Trentino, 4,72% under 30 e 9,97% over 70, e Friuli, 4.79% under 30 e 10,98% over 70. Per quanto riguarda l’imprenditoria individuali rosa, in Veneto le under 30 sono il 5,84% del totale e le over 70 coprono il 11,49%;  Tra i settori produttivi,il comparto che più attira i “giovani” imprenditori individuali nel Triveneto, è quello delle costruzioni (pari al 27,32% del totale), seguito a distanza dal Commercio al dettaglio (12,34%), da Agricoltura-caccia (11,57%), Commercio all’ingrosso (9,09%) e Alberghi e ristoranti (5,11%). Gli imprenditori individuali over 70 preferiscono decisamente il comparto dell’agricoltura-caccia con un valore del 76,19%, seguito a debita distanza dal commercio al dettaglio (6,95%), alberghi-ristoranti (3,37%), commercio all’ingrosso (2,35%) e costruzioni (2,17%).

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Sciopero Auchan Torino

Posted by fidest press agency su martedì, 21 dicembre 2010

Torino 23 la Flaica Cub di Torino ha proclamato uno sciopero dell’intera giornata all’interno dell’Ipermercato Auchan di Torino sito in Corso Romania 460. Lo sciopero, votato dall’assemblea dei lavoratori e delle lavoratrici dell’Ipermercato, è stato proclamato a seguito dell’atteggiamento assunto dall’azienda che negli ultimi mesi ha continuato a produrre iniziative unilaterali nell’organizzazione del lavoro. Spostamenti di reparto con chiari intenti punitivi, imposizione di orari spezzati e di contratti che prevedono la flessibilità oraria dei dipendenti si sono susseguiti in questi mesi con continuità. Contrariamente a quanto previsto dal CCNL, le RSU elette a maggio all’interno dell’Ipermercato, non sono  state consultate su nessuna di queste iniziative dell’azienda.
Auchan Torino  ha scelto una linea autoritaria nei confronti dei lavoratori e delle rappresentanze sindacali interne, evitando il confronto e imponendo le sue scelte organizzative.
Tale scelta è stata compiuta da Auchan a partire dalle elezioni RSU del maggio  di quest’anno che hanno visto la vittoria della lista Flaica CUB con quasi il 50% dei voti di lavoratori e lavoratrici. Ricordiamo, poi, che lo sciopero del 23 è proclamato per richiedere all’azienda un accordo interno che eviti la più triste delle conseguenze dell’ultimo rinnovo del CCNL: il lavoro domenicale obbligatorio. Siamo infatti convinti che il lavoro domenicale debba restare una libera scelta del lavoratore e della lavoratrice e non una costrizione voluta dall’azienda. La domenica è l’unico giorno che il dipendente della grande distribuzione può dedicare a sé stesso, agli affetti, alla famiglia. Ora questa norma ci impedisce di gioire anche quel giorno della compagnia di amici e familiari e consegna la nostra vita intera al lavoro. Su queste motivazioni abbiamo indetto uno sciopero difficile, sotto Natale, spinti dalla necessità di ritrovare uno spazio per la nostra voce e le nostre esigenze.

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Le insolvenze aziendali nel mondo

Posted by fidest press agency su martedì, 21 dicembre 2010

La Compagnia di assicurazione crediti Euler Hermes, ha presentato i risultati dello studio sulle Insolvenze aziendali, dai quali emerge che la ripresa economica mondiale proseguirà anche nel 2012. Secondo l’analisi, il 2011 avrà un andamento eterogeneo in funzione delle aree geografiche e, nell’insieme, procederà più a rilento.  Dopo aver registrato un +4% nel 2010, la crescita mondiale dovrebbe calare al 3% nel 2011, per poi riportarsi al 3,3% nel 2012. Il commercio mondiale dovrebbe aumentare dell’8% circa, sia nel 2011 che nel 2012, dopo essere riuscito a compensare nel 2010 il crollo registrato nel 2009. Nel nuovo anno si prevede che i Paesi dell’OCSE registreranno un rallentamento delle attività economiche più marcato che nei Paesi emergenti. “La ripresa mondiale vede una  “zona euro” tuttora perdente, con un livello del PIL che, solo alla fine del 2012, si riporterà sui valori del 2008, grazie soprattutto agli sforzi di consolidamento del bilancio” sottolinea Wilfried Verstraete, Presidente del Direttorio di Euler Hermes.  E’ in questo contesto che dovrebbe proseguire, anche nel 2011, il rallentamento delle insolvenze aziendali nel mondo (-4% nel 2010), che si attesteranno ad un -5%. Tuttavia, anche l’anno prossimo il loro livello resterà elevato. La ripresa economica mondiale, avviata nella primavera del 2009, si è andata confermando nel corso dei mesi : il PIL mondiale è cresciuto negli ultimi sei trimestri e la maggior parte degli indicatori mondiali (produzione industriale, commercio internazionale, etc.) hanno compiuto un deciso balzo in avanti.                    Hermes, la crescita della regione asiatica dovrebbe rallentare di oltre 1 punto del PIL, attestandosi al 7%, contro un 8,5% nel 2010, procedendo allo stesso ritmo della Cina (8,8% previsto nel 2011 e 2012, dopo un 10% nel 2010). Le prospettive per il 2012 sono sempre favorevoli: +7,4% per l’intera area. Nell’insieme,  Euler Hermes considera che, dopo essere cresciuta del 4% nel 2010, l’economia mondiale segnerà un incremento moderato (+3,0%) nel 2011, per poi accelerare nel 2012 (+3,3%). La battuta d’arresto del 2011 dovrebbe essere più marcata nei Paesi OCSE, mentre il commercio mondiale avrà un andamento grosso modo parallelo, passando da una crescita in volume del 14% nel 2010 a un +8% nel 2011 e un +9% nel 2012.
Dopo aver registrato un +1,7% nel 2010, la zona euro dovrebbe crescere dell’1,3% nel 2011 e dell’ 1,5% nel 2012. L’entità così modesta della crescita è la conseguenza del persistere di una domanda debole, influenzata, in particolare, da una disoccupazione che è aumentata ovunque tranne che in Germania, dalla moderazione salariale e da misure di austerity nei bilanci annunciate da molti Paesi che resteranno in vigore fino al 2013-2014: 100 miliardi di euro di tagli per la Francia, 80 per la Germania. “Questi piani di risanamento rappresentano un grosso sforzo per tutte le economie, tuttavia l’austerity imposta si annuncia proporzionalmente più aspra nei Paesi che hanno beneficiato meno della ripresa, come l’Irlanda e la Grecia.”, sottolinea Karine Berger, Direttrice Mercati e Marketing e Chief Economist di Euler Hermes. La progressiva ripresa dell’economia mondiale, quantunque meno decisa nel 2011, dovrebbe favorire un calo delle insolvenze (-5% nel 2011) in un numero maggiore di Paesi, ma non basterà comunque a compensare le cifre record del 2008 e 2009.

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Roma: tariffe taxi

Posted by fidest press agency su martedì, 21 dicembre 2010

«Dopo una durissima battaglia in Consiglio comunale, nella quale più volte si è eccepito su presunte illegittimità nella procedura che ha portato alla stesura del nuovo regolamento per l’adeguamento del trasporto pubblico non di linea della Capitale e delle nuove tariffe taxi, nonché alla nomina della conseguente commissione per valutarne la congruità, oggi apprendiamo che il Tar del Lazio ha rigettato la richiesta di sospensiva presentata da alcune associazioni di consumatori, confermando così di fatto la bontà del procedimento adottato». È quanto dichiara l’assessore alle Politiche della Mobilità di Roma Capitale, Sergio Marchi. «Quello che è accaduto – precisa Marchi – è esattamente l’opposto di quanto accadde nelle precedenti giunte di centro sinistra, quando fu proprio il Tar del Lazio a sospendere alcune parti del precedente regolamento, riscontrando palesi vizi di illegittimità nelle procedure». «È la prima volta – prosegue l’Assessore – che l’amministrazione comunale di Roma ha avuto il coraggio e la lungimiranza di portare il dibattito sulle tariffe in Consiglio comunale e oggi si può vedere con chiarezza quanto fossero strumentali e pretestuose le proteste dell’opposizione, alla quale raccomandiamo maggiore prudenza prima di esporsi in giudizi sommari che vengono poi puntualmente smentiti dai fatti». «Oggi – sottolinea Marchi – possiamo dire che, finalmente dopo cinque anni, è possibile lavorare su un regolamento perfettamente legittimo, che consentirà di poter realizzare, insieme all’adeguamento tariffario, quel miglioramento nella trasparenza del servizio e nella qualità dello stesso fortemente atteso dall’utenza. Da una seria opposizione – conclude l’Assessore – aspetteremo ora delle scuse formali alla città, dopo aver bloccato i lavori dell’Assemblea capitolina per 11 sedute senza che evidentemente ce ne fosse bisogno».

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Requisiti per strutture trasfusionali

Posted by fidest press agency su martedì, 21 dicembre 2010

La Conferenza Permanente per i rapporti tra lo Stato, le Regioni e le Province autonome di Trento e Bolzano, nella seduta del 16 dicembre, ha definitivamente approvato i requisiti minimi organizzativi, strutturali e tecnologici dei Servizi Trasfusionali e delle Unità di Raccolta ai sensi dell’articolo 19, comma 1 della legge 21 ottobre 2005, n. 219, nonché il modello per le visite di verifica di cui al D.lgs 261/2007. “Con viva soddisfazione si prende atto dell’avvenuta approvazione di questo fondamentale accordo sancito dalla Conferenza Stato Regioni – afferma il dr. Aldo Ozino Caligaris, presidente nazionale della FIDAS –. Questo accordo, che definisce i requisiti minimi delle Strutture Trasfusionali,  costituisce la base imprescindibile per l’erogazione uniforme dei livelli essenziali di assistenza in materia di attività trasfusionali, anche attraverso la qualificazione dei Servizi Trasfusionali e delle Unità di Raccolta. Garantisce, inoltre, trattamenti omogenei ai donatori e ai pazienti riceventi terapie per emocomponenti ed emoderivati, pur nel rispetto delle scelte e dei modelli organizzativi regionali”. La predisposizione di questo atto normativo è stata affidata al Centro Nazionale Sangue dalla Commissione Salute degli Assessori alla Sanità di Regioni e Province Autonome e dal Ministero della Salute. Il testo è stato approvato dalla Consulta Tecnica Permanente per il Sistema Trasfusionale con il parere favorevole di AIFA.Con la concreta applicazione di questa norma, inizia un percorso indispensabile per l’accreditamento delle Strutture Trasfusionali nel rispetto delle normative nazionali e europee, percorso che dovrà essere completato con due ulteriori passaggi normativi imprescindibili: la predisposizione del Decreto ministeriale di istituzione dell’elenco nazionale dei valutatori del sistema trasfusionale, e l’emanazione da parte del Centro Nazionale Sangue delle linee guida per l’accreditamento di cui all’articolo 20 della legge 219/2005, che dovranno interessare prevalentemente aspetti qualitativi di standardizzazione e razionalizzazione delle attività trasfusionali.

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La casa per giovani di Scilipoti

Posted by fidest press agency su martedì, 21 dicembre 2010

“E’ particolarmente sentita tra i giovani – singoli e coppie – l’esigenza di acquistare una abitazione propria”. Così l’On. Scilipoti (Movimento di Responsabilità Nazionale), in riferimento alla possibilità di dare a tutti una abitazione a prezzi accessibili. “Purtroppo, i prezzi alti, coniugati al lavoro sempre più precario, costituiscono ostacoli insormontabili alla concreta attuazione di un sogno. Allora, è necessario che il Governo si faccia carico di rilanciare la costruzione di alloggi popolari utilizzando i fondi provenienti dalla vendita degli alloggi ex I.A.C.P..  In questo modo – continua l’On. Scilipoti (MRN)- si darebbe una duplice risposta: da una parte si venderebbero gli immobili ex Iacp – oltre 1 milione – agli attuali assegnatari, certamente interessati ad acquistare gli alloggi in cui sono vissuti per una vita, dall’altra si potrebbero attivare ingenti risorse per costruire alloggi a prezzi agevolati. Oltretutto – conclude l’On. Scilipoti (MRN)- si abbatterebbero i notevoli costi di gestione e di manutenzione di alloggi obsoleti.”

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Le dighe cinesi

Posted by fidest press agency su martedì, 21 dicembre 2010

L’Associazione per i Popoli Minacciati (APM) condivide le preoccupazione del Dalai Lama per le minacce causate dal cambio climatico in Tibet. Lo scioglimento di decine di migliaia di ghiacciai dell’Himalaya minaccia non solo il Tibet ma oltre un miliardo di persone in tutta l’Asia meridionale e sudorientale. La risposta cinese consiste nel costruire sempre nuove dighe che però creano più problemi di quanti ne risolvano. Secondo documenti pubblicati la settimana scorsa da Wikileaks, già nell’estate 2009 il Dalai Lama aveva espresso ai diplomatici statunitensi le sue preoccupazioni per la situazione ambientale in Tibet, sostenendo che la lotta al cambio climatico e al susseguente scioglimento dei ghiacciai fosse in questo momento più importante delle trattative politiche con la Cina. Secondo gli scienziati circa l’82% dei 46.000 ghiacciai del Tibet si stanno sciogliendo. Insieme occupano un’area grande tre volte il Belgio e la velocità con la quale si sciolgono varia da regione a regione. Alcuni singoli ghiacciai perdono ogni anno circa il 7% del loro volume. Lo scioglimento dei ghiacciai causa lo straripamento dei circa 6.000 laghi di montagna del Tibet che a loro volta causano disastrose frane e smottamenti nelle strette vallate del Tibet. Le autorità cinesi sfruttano il cambio climatico per intensificare lo sfruttamento dell’energia idrica in Tibet. Per i prossimi anni è programmata la costruzione di oltre 100 nuove dighe presso i sette grandi fiumi Salween, Brahmaputra, Irrawaddy, Indo, Gange, Fiume Giallo e Jangtse. Le persone che vivono lunghi i fiumi saranno per forza di cose dislocate. Nelle prossime settimane infatti circa 4.000 contadini tibetani del distretto di Lhundrub dovranno abbandonare le loro case e campi per fare posto a un nuovo lago artificiale. La costruzione di sempre nuove dighe in una delle regioni a maggior rischio sismico al mondo è perlomeno irresponsabile e di fatto significa mettere già in conto delle catastrofi dovute alla rottura o al crollo delle dighe stesse. La costruzione delle dighe inoltre non può essere una soluzione a lungo termine poiché lo scioglimento dei ghiacciai si ridurrà nel lungo termine e i fiumi di conseguenza porteranno meno acqua. In cambio la costruzione delle dighe acuisce i conflitti tra la Cina e i suoi vicini che temono gravi problemi per l’approvvigionamento d’acqua, in particolare per le popolazioni che vivono lungo le sponde dei fiumi interessati.Le dighe e il cambio climatico rischiano di causare la distruzione di 133.000 km2 di zone umide del Tibet. La scomparsa delle zone umide e lo scioglimento di 1,5 milioni di km2 di permafrost comportano seri pericoli per il clima mondiale poiché nei terreni ghiacciati del permafrost si trovano enormi quantità di diossido di carbonio che, con lo scioglimento del permafrost, verrebbero liberati nell’aria. Il governo cinese sembra non voler assumersi le proprie responsabilità ecologiche mondiali e evidentemente è interessato solo a uno sfruttamento a basso costo dell’energia idrica.

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Una donna tra i soldati afghani

Posted by fidest press agency su martedì, 21 dicembre 2010

Testimone della gratitudine dei soldati dell’Afghan National Army verso gli Italiani che li addestrano Chissà cosa ne penserebbero gli Insurgents, gli irreprensibili Talebani, se sapessero che una donna, giornalista italiana, ma sempre e soltanto una donna, ha stretto la mano al comandante del 207° Corpo d’Armata, generale Jalandar Sha Behnam e lo ha intervistato; cosi come ha intervistato il comandante del kandak, maggiore M.Asghur, che fu braccio destro del “leone del Panjshir”, l’eroe afgano Massud, divenuto mito del XXI secolo L’incontro con il generale Jalandhar e con il maggiore Asghur, è avvenuto nel luglio 2010, dopo una visita a Camp Stone, una delle maggiori basi militari create dagli Americani in territorio afghano, a circa 20 chilometri da Herat.
E grazie alla Task Force OMLT (Operational mentoring liason team), l’unità multinazionale a guida italiana che accompagna i reparti dell’esercito afgano nelle attività addestrative e operative sul campo.

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Gasparri e il suo concetto di sicurezza

Posted by fidest press agency su martedì, 21 dicembre 2010

“Che fine ha fatto la democrazia? Che fine ha fatto la libertà? Che fine stiamo facendo?”. Franco Maccari, Segretario Generale del Coisp – il Sindacato Indipendente di Polizia, commenta con amarezza le ultime dichiarazioni del Presidente dei Senatori del Pdl, Maurizio Gasparri, in merito alla manifestazione in programma mercoledì contro la riforma dell’università.  “Definire assassini i partecipanti a questo genere di corteo è un grave colpo alla nostra democrazia – ha sottolineato Maccari – è come porgere ai manifestanti una miccia già accesa. Si tratta di una grossa provocazione, è così che si alimenta la violenza, è così che si tenta di imbavagliare la gente. Noi non ci stiamo! Noi non siamo servi dello Stato, noi siamo Servitori dello Stato!”. Un messaggio forte e chiaro quello pronunciato dal Segretario Generale del Coisp diretto non solo al capogruppo del Pdl al Senato, ma soprattutto alle persone che scenderanno in piazza. “La Polizia di Stato – prosegue Maccari – non reprime alcuna libera espressione del pensiero, come, invece in questi ultimi giorni vogliono far credere, non soffoca le proteste pacifiche, non frena il malcontento. Anche noi abbiamo protestato e continueremo a farlo, ma questo non vuol dire che siamo potenziali assassini”.  Le affermazioni di Maurizio Gasparri stridono con l’importanza che la regione Veneto, guidata dal leghista Luca Zaia, attribuisce al tema della Sicurezza. “Gasparri – incalza Maccari – ci vede spiegare come mai la Regione Veneto non ha riservato neanche un euro per la Sicurezza alla quale è stato assegnato anche un assessorato. Ah, forse perché lì ci si difende da soli. Tant’è che il leader della Liga veneta, Gian Paolo Gobbo, per colpa degli “immigrati che rubano,” ha sulle spalle un’imputazione per banda armata. Ma i suoi colleghi di partito non l’hanno di certo lasciato solo. Infatti a gennaio è stato rinviato a giudizio insieme a 36 militanti ed esponenti della Lega Nord nell’inchiesta della procura della Repubblica di Verona riguardo le Camicie Verdi e la Guardia Nazionale Padana. L’inchiesta è stata avviata per indagare su fatti risalenti al periodo 1996/97, secondo l’accusa quella delle Camicie Verdi sarebbe stata un’associazione a carattere militare e quella cosa chiamata Guardia nazionale padana sarebbe stata istituita con il solo scopo di organizzare la secessione del Nord dal resto d’Italia”. Ma i 36 della Lega probabilmente non verranno mai condannati, visto che  dallo scorso 9 ottobre il reato di banda armata è stato depenalizzato. Allora, di cosa stiamo parlando? E’ così che si garantisce la Sicurezza? Cosa significa reato? I manifestanti di mercoledì prossimo sono già tacciati di essere assassini, mentre in Veneto tutto sembra filar liscio… Allora, ci perdoni, caro Gasparri, – conclude il leader del Sindacato Indipendente di Polizia – probabilmente, noi siamo dei vecchi idealisti, dei poveri sprovveduti. Noi che lottiamo per garantire la sicurezza ai cittadini. Noi che amiamo le nostre divise. Noi che non imbavagliamo nessuno. Noi che ci battiamo per i nostri ideali. Ma noi, questo glielo garantiamo, non ci arrenderemo, andremo ancora alla ricerca della democrazia perduta. Babbo natale sta arrivando, che la porti nel suo enorme sacco?”.

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Trenitalia: chi sbaglia, deve pagare

Posted by fidest press agency su martedì, 21 dicembre 2010

“Ciò che è accaduto alla fine della scorsa settimana è intollerabile e vergognoso: che la neve possa causare disagi è comprensibile, ma che i passeggeri siano ‘scaricati’ dai treni senza alcuna informazione mentre infuria la bufera è inaccettabile”. E’ quanto dichiara Massimiliano Dona, Segretario generale dell’Unione Nazionale Consumatori (UNC). “Il Ministro dei Trasporti e il Presidente della Regione Toscana -prosegue Massimiliano Dona- hanno ragione: chi sbaglia deve pagare. Paghino dunque le Ferrovie dello Stato come pure la Società Autostrade, colpevoli di  non aver informato adeguatamente chi era in procinto di mettersi in viaggio. Se i risarcimenti non avverranno spontaneamente faremo ricorso all’azione di classe per reclamarli davanti al Tribunale”.

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